Discorso del Rettore Marco Pasquali

Professoressa Lynn Margulis, Egregi Colleghi, Signore e Signori, Cari Studenti,

porgo a tutti voi il più caloroso benvenuto a nome dell’Università di Pisa, che si riunisce oggi per onorare, con il conferimento della laurea specialistica honoris causa in Biodiversità ed Evoluzione, una delle personalità più eminenti nel campo della biologia.

Gli studi della professoressa Margulis costituiscono un punto di riferimento per l’intera comunità scientifica internazionale, soprattutto grazie alle sue ricerche sui meccanismi evolutivi che sono alla base dello sviluppo della vita sulla terra e alla teoria - che ha contribuito a formulare - sull’endosimbiosi.

Attraverso questi lavori, Lynn Margulis non ha inteso porre in discussione le fondamenta della formulazione darwiniana, ma ha prima proposto e poi sviluppato una visione alternativa riguardo ai suoi meccanismi di funzionamento. Ha così arricchito – forse potremmo dire meglio completato – la teoria di Darwin, accostando alla nozione dell’evoluzione come prodotto della competizione, quella dell’evoluzione come effetto della cooperazione, dell’interazione e della dipendenza mutuale tra organismi.

Come ha sintetizzato in un volume curato insieme a Dorion Sagan, “la vita non colonizzò il mondo attraverso il combattimento, ma per mezzo dell’interconnessione”.

Per i risultati raggiunti, ha ricevuto i massimi riconoscimenti possibili nel suo settore, tra i quali mi limito a ricordare il Premio “Alexander von Humboldt” e la “Darwin-Wallace Medal”, attribuita ogni cinquant’anni agli studiosi che hanno apportato i contributi più significativi nella biologia evoluzionistica.

La scelta di conferire la laurea specialistica honoris causa in Biodiversità ed evoluzione alla professoressa Margulis è nata e si è concretizzata, non a caso, tra la seconda metà dello scorso anno e quello attuale. Il 2010 è stato dichiarato dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite come “Anno internazionale della biodiversità”.

Il 2009 ha visto concentrarsi due ricorrenze di enorme importanza per il progresso scientifico, che sono state celebrate in tutto il mondo e che hanno visto l’Università di Pisa porsi come uno dei centri di maggior interesse.

La prima ha riguardato i 400 anni dalle prime osservazioni astronomiche compiute da Galileo Galilei per mezzo del telescopio. La città ha reso omaggio al suo più importante concittadino con la mostra “Il cannocchiale e il pennello”, tenutasi a Palazzo Blu, e con una serie di convegni e iniziative organizzate dal Dipartimento di Fisica e dalla Ludoteca scientifica.

La seconda ha celebrato i 200 anni dalla nascita di Charles Darwin e i 150 anni dalla pubblicazione della sua opera su “L’origine delle specie”. Su questo versante, l’Ateneo pisano, anche grazie a una sponsorizzazione illuminata, ha dato vita a un ciclo di incontri scientifici – le “Baxter Lectures” – che ha proposto tra 2006 e 2009 una riflessione sulle categorie dell’Individuo, della Specie, dell’Ecosistema, dell’Uomo.

Permettete che io mi soffermi per qualche istante su questa iniziativa, non senza aver prima ringraziato il suo coordinatore, il professor Lorenzo Calabi, e il Comitato Scientifico promotore, espressione di un sapere profondo, aperto e multidisciplinare che rimane un vanto del nostro Ateneo.

Le “Baxter Lectures” hanno reso pienamente visibile una tradizione di studi che, “si è venuta definendo nel corso di un certo numero di anni nella nostra Università”. A questo proposito si possono citare le giornate di studio organizzate alla Domus Galilaeana, le iniziative legate alla biodiversità, intraprese nell’ambito della convenzione di cooperazione internazionale con la Pontificia Università dell’Ecuador, che ha sovrintendenza scientifica sull’arcipelago delle Galápagos.

Su queste basi, gli appuntamenti delle “Baxter Lectures” non hanno voluto semplicemente celebrare le ricorrenze legate a Darwin. Anzi, per usare le parole di Lorenzo Calabi, “non ci siamo rappresentati Darwin – per usare un’espressione famosa e, se si vuole, un po’ gergale dei filosofi – come un ‘cane morto’. Ce lo siamo rappresentato, invece, come un autore le cui osservazioni, le cui categorie, le cui suggestioni e il cui metodo vivono tuttora nel farsi della ricerca contemporanea; anche di quella ricerca che con i suoi scritti si confronta non semplicemente traendone ispirazione, e producendone conferme, bensì anche derivandone locali confutazioni e deducendone parziali superamenti”.

Ecco, allora, il significato più profondo del riconoscimento che oggi conferiamo a Lynn Margulis, come segno di continuità con una tradizione di studi assai radicata nell’Università di Pisa e con filoni di ricerca che, per esempio attraverso i lavori di Manuela Giovannetti sulle reti di interazione nel funzionamento degli ecosistemi, hanno dimostrato di sapersi rinnovare, esprimendo una grande vitalità.

A questo proposito, ricordo che dalla fine degli anni ’70 la professoressa Margulis ha coltivato rapporti diretti con l’Istituto di Zoologia del nostro Ateneo, stimolando e valorizzando i progetti di ricerca sull’evoluzionismo sviluppati a Pisa.

Mi avvio a concludere esprimendo un sentito apprezzamento per il settore di Protistologia-Zoologia del Dipartimento di Biologia e per la Scuola di Dottorato di Biologia, confluita oggi nella Scuola di Dottorato di Scienze Biologiche e Molecolari, per aver proposto il conferimento di questa laurea honoris causa. Ringrazio inoltre la Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche Naturali e il Senato Accademico per aver accolto tale proposta con entusiasmo.

Grazie.


Ultimo aggionamento documento: 17-May-2010