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Travestirsi nel mondo greco e romano

Un convegno sulle diverse forme di cross-dressing nella società antica

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Achille a Sciro nel mosaico di Zeugma (Turchia)Cosa succede quando ci si traveste da donna, o da uomo, cosa succede quando si indossano i vestiti propri dell'altro sesso? Perché lo si fa?

Anche nel mondo greco e romano, come nella società odierna, i motivi possono essere molto diversi : dal camuffamento, come è il caso di Achille a Sciro, vestito da donna per evitare la guerra, alla partecipazione ad un rituale, al desiderio di mutare la propria identità sessuale.

Un convegno dedicato al tema del travestitismo e del cross-dressing nell'antichità è stato realizzato, grazie al sostegno dell'Ateneo pisano, dal Dipartimento di di Civiltà e Forme del Sapere–Storia Antica, in collaborazione con l' Historisches Seminar dell'Università di Mainz.

"L'idea è venuta quasi per caso" afferma Margherita Facella "grazie al ritrovamento da parte di archeologi russi di un'iscrizione in cui Ipsicratea, concubina di Mitridate, re del Ponto, viene citata con un nome maschile. L'iscrizione conferma quello che narra Plutarco, cioè che Ipsicratea si vestiva da uomo, cavalcava e combatteva come un guerriero persiano ed era chiamata da Mitridate con un nome maschile".

Questa conferma è interessante perché non sempre i racconti degli storici antichi sono attendibili su questi temi: in molti casi il racconto sul travestitismo di qualche personaggio potente riferisce dicerie screditanti nate in ambienti ostili al personaggio in questione.

"In genere comunque nei testi antichi" aggiunge Domitilla Campanile "è visto come negativo il fatto che un uomo si travesta da donna, mentre è apprezzato in una certa misura che una donna si travesta da uomo,e ciò è chiaramente connesso con l'identificazione di virile e positivo che vige in società fortemente maschiliste: un uomo che si traveste da donna si svilisce e si umilia, mentre una donna che si traveste da uomo si eleva".

Questa differenza nella valutazione del travestitismo ( a seconda cioè se sia un maschio a travestirsi da donna o viceversa) rimane anche viva nella tradizione cristiana: ne sono prova i racconti della vita di diverse sante che si travestono e si comportano da uomo.

"L'idea che ci siamo fatti" continua Margherita Facella "è che l'indossare vesti dell'altro sesso fosse nell'antichità una pratica anche abbastanza diffusa e tollerata, ma non vista di buon occhio, specialmente col diffondersi del cristianesimo".

Filippo Carlà, dell'Università di Mainz, ha avanzato nel suo contributo al convegno una tesi interessante, a proposito di un clamoroso caso di travestitismo nella storia dell'impero romano.

L'imperatore Nerone, secondo le fonti, sposò con una cerimonia ufficiale un giovane liberto, Sporo, che aveva fatto precedentemente castrare, perché i suoi lineamenti ricordavano quelli di Poppea, moglie di Nerone morta poco prima. Sporo, che nella cerimonia fu vestito da donna ed ebbe il titolo di "Augusta", visse accanto all'imperatore fino alla morte di Nerone.

Ipsicrateia: Estratto dalla trad. di De claris mulieribus, ms. francais 598, f° 118. Cliche : Bibliotheque nationale de France, Paris.Lo stesso Nerone aveva in precedenza sposato un altro liberto, Pitagora, ma in queste nozze ufficiali era l'imperatore a fare la parte della donna.

In questo fiorire di iniziative matrimoniali "en travesti", secondo la tesi di Carlà, è possibile leggere uno sfoggio di potenza da parte dell'imperatore Nerone, in forte contrasto con il tradizionale ambiente del Senato Romano. Il potere di fare cambiare sesso a qualcuno non è proprio degli uomini, ma delle divinità: quindi, sposandosi come donna e sposando un uomo a cui aveva imposto il ruolo di donna, l'imperatore Nerone in qualche misura si "divinizzava".

Negli atti di questo convegno interdisciplinare, che ha gettato una prima luce su un campo di ricerca ancora ampiamente da esplorare, saranno pubblicati i contributi di vari studiosi dell'Università di Pisa e di altre Università tedesche, che hanno esaminato attentamente fonti letterarie, epigrafiche e iconografiche relative al tema. La commedia di Aristofane ha rivelato quanto possa essere sofisticato l'uso del travestimento intradrammatico (Enrico Medda), così come è complesso il rapporto che emerge fra cross-dressing, gender e potere nell'analisi delle fonti letterarie romane (Martijn Icks). Tra le varie sfere esplorate quella religiosa si è rivelata, come era prevedibile, ricca di esempi, in un'indagine che si è estesa dall'Egitto faraonico (Valerio Simini) sino all'epoca imperiale romana e tardo-antica (Chiara Tommasi). Il fenomeno del travestitismo nella società romana è stato indagato anche attraverso le fonti giuridiche (Andrea Raggi) e attraverso le fonti retoriche, dove patterns di trasgressività sono stati individuati nelle Declamationes, e in particolare nelle Controversiae di Seneca il Vecchio (Christian Stoffel). Un posto di rilievo ha infine occupato l'analisi delle fonti figurative sul mito di Achille a Sciro (Fabio Guidetti)".

Il volume sarà pubblicato a breve grazie al contributo dell'Università di Pisa.

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  • 28 giugno 2013

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