Nazionalismi e pulizia etnica in Bosnia- Erzegovina
Presentazione del volume di Simone Malavolti
Venerdì 28 marzo, alle ore 18.00, presso la Domus Mazziniana, avrà luogo la presentazione del volume di Simone Malavolti dal titolo "Nazionalismi e “pulizia etnica” in Bosnia-Erzegovina Prijedor (1990-1995)" (Pisa, Pacini, 2024).
L’autore, attento conoscitore sul campo della realtà dei Balcani, parte dal caso paradigmatico della città di Prijedor per decostruire la narrazione nazionalista sull’inevitabilità della dissoluzione della Jugoslavia e della guerra civile e la successiva imposizione di una memoria pubblica unilaterale e negazionista.
A discutere con l’autore saranno Simone Neri Sernieri, storico, professore ordinario di Storia Contemporanea al “Cesare Alfieri” di Firenze e Fabio Dei, antropologo, ordinario presso l’Università di Pisa, che si è a lungo occupato della memoria delle stragi e della violenza bellica.
L'evento si inserisce nell'ambito del ciclo di incontri "Clioscopio – le domande del presente lo sguardo della storia" organizzato dalla Domus Mazziniana.
Quarta di copertina
Prijedor, cittadina bosniaca celebre per la leggendaria battaglia del Kozara del 1942, sale alla ribalta della cronaca internazionale esattamente cinquant’anni dopo per le terrificanti immagini dei corpi emaciati dietro al filo spinato di un campo di concentramento. È solo la punta dell’iceberg di un progetto iniziato con l’occupazione militare della città da parte dei nazionalisti serbi, nella notte del 30 aprile 1992.
Avvalendosi di un’ampia documentazione originale, la ricerca ricostruisce l’evoluzione del progetto politico nazionalista serbo nella sua dimensione ideologica, militare e di State-building. Strumento non secondario di questo progetto sono i media locali (“Kozarski Vjesnik” e “Radio Prijedor”), ai quali viene affidato il compito di distruggere la tradizionale convivenza tra cittadini attraverso la costruzione dell’«immagine del nemico» e traghettare la città verso una nuova identità etnicamente pura. Un’escalation di violenza di massa che provocherà la fuga e la deportazione di centinaia di migliaia di cittadini, l’internamento di oltre cinquemila persone, l’uccisione di oltre tremila individui, la distruzione di interi villaggi e l’imposizione di una memoria pubblica unilaterale e negazionista.
Simone Malavolti (Firenze, 1976), storico dei paesi jugoslavi e dei Balcani occidentali nell’età contemporanea, ha conseguito un primo dottorato di ricerca presso l’Università di Perugia e un secondo presso l’Università di Firenze. Ha pubblicato saggi e articoli sulla storia della Croazia, della Bosnia-Erzegovina, della Jugoslavia, delle guerre degli anni Novanta e sul Confine orientale italiano su numerose riviste e in opere collettanee. Collabora con l’Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’età contemporanea ed è presidente dell’Associazione pAssaggi di Storia con la quale promuove progetti didattici per insegnanti e studenti.