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Le sepolture aristocratiche dell'abbazia di San Domenico Maggiore a Napoli (secoli XV-XVIII)

Presentazione del volume di Gino Fornaciari

data 02 Aprile 2025 17:00  |  luogo Gipsoteca di Arte Antica Piazza S. Paolo All'Orto, 20, 56127 Pisa PI, Italia
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copertinafornaciarisitoMercoledì 2 aprile, alle ore 17.00, presso la Gipsoteca di Arte Antica, avrà luogo la presentazione del volume di Gino Fornaciari dal titolo "Le sepolture aristocratiche dell'abbazia di San Domenico Maggiore a Napoli (secoli XV-XVIII)(All'Insegna del Giglio, 2024). 
Il libro contiene contributi di Lucia Amadei, Giuseppe Brogi, Maria Giulia Brogi, Antonio Fornaciari, Lavinia Gazzé, Paolo Emilio Tomei, Angelica Vitiello.

Presenta il volume Valentina Giuffra.
Sarà presente l'Autore.

Quarta di copertina

La paleopatologia è la scienza che studia le malattie del passato tramite l’esame diretto dei resti umani antichi, scheletrici o mummificati. In questi ultimi anni la paleopatologia è divenuta una disciplina autonoma e altamente specializzata, facente parte del grande gruppo delle scienze mediche, con forti connotati di interdisciplinarietà. Infatti, pur continuando a basarsi sull’anatomia patologica, si avvale anche di contributi di discipline diverse, come la storia, l’archeologia e l’antropologia fisica ma, in base alle fonti storico-letterarie, si interfaccia con la storia della medicina, ricostruendo la patocenosi delle popolazioni del passato (il concetto di patocenosi è dovuto al grande storico della medicina Mirko Drazen Grmek nella sua opera fondamentale “Les maladies à l’aube de la civilisation occidentale: recherches sur la réalité pathologique dans le monde grec préhistorique, archaïque, et classique” del 1983).
Nel caso di personaggi storici di grande rilevanza, come i sovrani e i nobili sepolti nella sacrestia di San Domenico, di cui possediamo un’ampia documentazione storico-archivistica, è stato possibile integrare i dati nosografici con quelli paleopatologici fino ad arrivare alla ricostruzione di una “cartella clinica” quasi completa per ciascun individuo. I risultati dello studio sono stati organizzati seguendo un principio che privilegiasse la descrizione particolareggiata dei singoli personaggi, integrata da diverse sintesi specialistiche. Il “Progetto San Domenico Maggiore” ebbe inizio nell’aprile del 1983, quando la Sezione di Paleopatologia dell’Università di Pisa, con l’autorizzazione della Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici della Campania, dette avvio allo studio sistematico dei corpi mummificati del XV-XVIII secolo che stavano venendo alla luce in seguito ai restauri dei grandi sarcofagi lignei, o arche, della sacrestia di San Domenico. Dal 1984 al 1987 tutti i sarcofagi furono accuratamente esplorati da un’équipe di specialisti dell’istituto di Anatomia e Istologia Patologica dell’Università di Pisa. I corpi mummificati furono prima radiografati e poi sottoposti ad esame antropologico ed autoptico sul posto, mentre le vesti, talora pregevolissime, furono recuperate, per essere restaurate ed esposte nel museo della Basilica a cura della Soprintendenza. Gli studi di laboratorio, iniziati a Pisa già nella seconda metà degli anni ’80, proseguirono nei decenni successivi, di pari passo con il progredire delle moderne tecnologie biomediche applicate ai materiali antichi, dagli elementi in traccia alla microscopia elettronica, all’immunoistochimica, agli isotopi stabili, alla paleobiologia molecolare. Con l’evoluzione futura della bioarcheologia e della paleopatologia, sarà certamente possibile ottenere ulteriori, preziose informazioni sulla patocenosi di questi importanti esponenti della nobiltà meridionale, veri e propri personaggi chiave della storia del Rinascimento e dell’Età moderna.

Gino Fornaciari è stato professore associato di Anatomia Patologica presso l’Università di Pisa fino al 2002 e professore ordinario di Storia della Medicina e Paleopatologia fino al 2015. Attualmente continua a tenere il corso di Archeologia Funeraria nella Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici presso il Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere – Università di Pisa, ed è preside dell’Accademia Maria Luisa di Borbone. È autore di oltre 700 articoli, in gran parte su riviste internazionali. Nel 2014 l’Università di Pisa gli ha conferito l’Ordine del Cherubino, la più alta onorificenza accademica.

 

 

Info e Contatti:
Valentina Giuffra valentina.giuffra@unipi.it

Allegati:

2025-04-02 17:00:00
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