Comunicati stampa
Febbraio
Nasce “Detaills Living Lab”, laboratorio di idee e confronto su Intelligenza Artificiale e società
Nasce a Pisa in via San Martino 3 un laboratorio di idee e confronto su Intelligenza Artificiale e società, un luogo fisico dove è possibile confrontarsi, sperimentare e comprendere il futuro dell’innovazione tecnologica. Il Detaills Living Lab – inaugurato lo scorse 13 febbraio – apre le sue porte a chiunque voglia partecipare attivamente a questa riflessione per sviluppare nuove prospettive condivise tra accademia, industria e società civile. Il Detaills Living Lab prende vita su iniziativa del gruppo di ricerca Business Engineering for Data Science (B4DS) del Dipartimento di Ingegneria dell'Energia, dei Sistemi, del Territorio e delle Costruzioni (DESTEC) dell’Università di Pisa, e grazie al progetto europeo Erasmus+ Detaills per la cooperazione tra università.
L’obiettivo è creare un ambiente dinamico e interdisciplinare in cui la ricerca sull’Intelligenza Artificiale si intreccia con le implicazioni sociali, economiche ed etiche: “Siamo un gruppo di ricercatrici e ricercatori che lavorano in diversi ambiti dell’Intelligenza Artificiale e della tecnologia”, spiega Filippo Chiarello, ricercatore al DESTEC e direttore del laboratorio. “Per noi, la possibilità di avere accesso a un ambiente come questo rappresenta un’opportunità unica: essere immersi in un ecosistema di idee, novità e confronti stimolanti.”
La tecnologia ha sempre avuto un impatto sulla società e oggi l’Intelligenza Artificiale (IA) sta ridefinendo le dinamiche organizzative e sociali in modi inediti. Il Detaills Living Lab propone perciò una serie di incontri volti a stimolare un dialogo aperto e interdisciplinare, con letture e dibattiti che esplorino i molteplici aspetti di questi cambiamenti. “Attraverso le attività proposte, vogliamo approfondire i temi cruciali legati all’IA non solo negli ambienti accademici, vorremmo avere un impatto significativo anche sulla comunità pisana”, afferma Vito Giordano, ricercatore al DESTEC e vicedirettore del laboratorio. “L’obiettivo è rendere il laboratorio un punto di riferimento per chiunque voglia esplorare il ruolo della tecnologia nella società e contribuire alla costruzione di un’innovazione responsabile”.
La riflessione prenderà il via con il ciclo di seminari “Programmare, Progettare e Pensare”, il primo dei quali è in programma giovedì 27 febbraio alle ore 17, presso il laboratorio di via San Martino 3, con Daniela Tafani, ricercatrice del Dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Pisa, che spiegherà “Che cos'è l'Etica dell'Intelligenza Artificiale”.
Il Detaills Living Lab non è solo uno spazio di studio e sperimentazione, ma anche un luogo d’incontro dove persone con competenze e interessi diversi possono connettersi, collaborare e dare vita a nuove idee attraverso il dialogo interdisciplinare. La letteratura sull’IA e la società offre poi strumenti critici preziosi per interpretare il presente e delineare il futuro della tecnologia, come si potrà scoprire nel ciclo di letture “Intelligenza Artificiale e Società - Ripensare il Domani” che partirà mercoledì 5 marzo, alle ore 18.00, con l’appuntamento “Tecnologia e genere”, in cui Diana Domenichini, dottoranda nel Dottorato Nazionale di AI for Society, parlerà del libro di Laura Tripaldi “Gender Tech”.
Tra marzo e aprile partirà poi il ciclo di incontri “AIdeando”, che nasce per creare un network di giovani ricercatrici e ricercatori provenienti da diversi ambiti, stimolando il confronto e la collaborazione. Il valore della collaborazione è infatti centrale nel Detaills Living Lab. “Ciascuno di noi ha un ruolo fondamentale: informarci, confrontarci e contribuire a costruire un’IA responsabile coinvolge tutti. Per affrontare questa sfida, è essenziale un dibattito costruttivo che riunisca esperti sia dall'accademia che dall'industria, per immaginare nuovi approcci innovativi e virtuosi”, conclude Irene Spada, ricercatrice al DESTEC e responsabile dell’Advisory Board del Laboratorio.
Per maggiori informazioni, partecipare agli eventi, e seguire le attività è possibile iscriversi al canale Telegram https://t.me/detaills_lab
A Pisa una due giorni sul futuro del supercalcolo
All’Università di Pisa una due giorni per fare il punto sullo sviluppo del Supercalcolo in Italia. Scienziati e ricercatori del Centro Nazionale High Performance Computing, Big Data e Quantum Computing (ICSC, Italian Center for SuperComputing), finanziato dal PNRR, si sono dati appuntamento il 18 e 19 febbraio per comunicare i primi risultati del progetto, con focus particolare sullo spoke 6 “Multiscale Modeling and Engineering Applications".
Il Centro ICSC conduce attività di ricerca per l'innovazione nell'elaborazione ad alte prestazioni, nelle simulazioni e nell'analisi dei big data attraverso un'infrastruttura all'avanguardia, che sfrutta le risorse esistenti e integra le tecnologie emergenti. L’Università di Pisa, assieme alla Sapienza Università di Roma coordina la parte di ricerca che riguarda gli aspetti computazionali legati alla “modellazione multiscala” e, all’utilizzo di strumenti di Super Calcolo e Big Data per applicazioni nei vari campi della scienza e dell’ingegneria.
“Il nostro Ateneo – spiega Benedetta Mennucci, prorettrice alla promozione della ricerca dell’Università di Pisa – svolge un ruolo significativo all'interno del Centro ICSC, essendo impegnata in quattro distinti ambiti di ricerca, uno dei quali la vede in qualità di co-leader insieme alla Sapienza di Roma, con il coinvolgimento di sette dipartimenti, coordinati dal Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione. Questo impegno testimonia la lunga e importante tradizione di Pisa nel campo del calcolo ad alte prestazioni, sia attraverso lo sviluppo di algoritmi e l’implementazione di codici computazionali efficienti, sia mediante la loro applicazione in diversi ambiti della ricerca. Le due giornate di incontro hanno rappresentato non solo un'importante vetrina per presentare alcuni dei risultati più significativi raggiunti, in particolare in ambito ingegneristico, ma anche un'opportunità per approfondire il dibattito sulle sfide future del calcolo, considerate anche alla luce delle nuove tecnologie quantistiche. La ricerca su nuovi metodi e nuove architetture per il calcolo ad alta prestazione è una delle chiavi per facilitare l’innovazione e contribuire in ultima analisi alla transizione digitale verso un futuro più sostenibile”.
“Un passo importante compiuto durante l’evento pisano – aggiunge Sergio Saponara, direttore del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione (DII) dell’Ateneo pisano – è stata la convergenza e l’integrazione tra infrastrutture avanzate per la creazione di una rete nazionale di infrastrutture di calcolo. La rete unisce tra loro i centri di calcolo delle diverse università, Pisa inclusa, e imprese, il supercomputer Leonardo e i primi computer quantistici italiani, come quello di Napoli. Questo ci permette di raccogliere la sfida di rendere le tecnologie digitali al servizio dell’uomo e delle persone, l’obiettivo e il focus della prossima industria 5.0. Come Dipartimento, stiamo facendo un grande sforzo di aggregazione delle attività di ricerca per il cambio di paradigma che il futuro prossimo richiede”.
Il Centro ICSC vede la presenza di università, enti di ricerca e industrie, anch’esse presenti alla giornata. I primi dimostratori del progetto sono stati progettati in risposta alle sfide di ricerca da loro individuate in uno sforzo comune tra accademia e industria sostenuto dagli innovation grant (IG).
“L’impulso alla creazione del Centro – afferma Francesco Ubertini, vicepresidente del Centro ICSC e Presidente del CINECA – è l’assoluta necessità di integrare ricerca e impresa perché l’Europa possa rimanere competitiva. Il Centro deve creare valore per università, aziende ed enti di ricerca che ne fanno parte, per rafforzare la capacità del nostro paese di tradurre ricerca di frontiera in trasferimento tecnologico. Il Centro mette a sistema e interseca il meglio di quello che la ricerca offre, in un paese che è la terza potenza al mondo per il supercalcolo, dopo USA e Giappone”.
Al via Venture Bakery, il nuovo programma di pre-incubazione dell’Università di Pisa
7 progetti selezionati tra 22 candidature: investitori e grandi aziende a supporto delle startup del futuro
Il 25 febbraio 2025 nell’Auditorium del Polo Le Benedettine si è tenuto il kick-off di "Venture Bakery", il nuovo programma di pre-incubazione dell’Università di Pisa per supportare lo sviluppo di progetti imprenditoriali e startup innovative. Il processo di selezione è stato altamente competitivo: tra le 22 candidature ricevute a livello nazionale, sono stati selezionati 7 progetti. Fondamentale nel processo di selezione è stato il contributo di investitori nazionali e internazionali, che, in qualità di esperti valutatori, hanno fornito una prospettiva di mercato sul potenziale di sviluppo delle proposte selezionate e suggerito possibili linee di intervento a sostegno della loro crescita.
I progetti selezionati operano in settori strategici come Intelligenza Artificiale, Deep-tech, Fin-Tech, Waste Recycling, Pharma.
All’evento hanno preso parte il professore Corrado Priami, Prorettore per la Valorizzazione della Conoscenza e la professoressa Chiara Galletti, Delegata per le Relazioni con le Imprese.
Il kick-off ha visto anche la partecipazione di due fondatori di spin-off di successo dell’Università di Pisa: il professore Luca Fanucci, Delegato del Rettore per l’inclusione degli studenti e del personale con disabilità e DSA e fondatore di Enginiars, e Davide Morelli, fondatore di BioBeats, acquisita poi da Huma, che hanno ispirato i partecipanti con le loro storie.
Hanno partecipato inoltre multinazionali come Sofidel S.p.A, Extrared S.r.l, l’Unione Industriali Pisana, CNA e Gate Rei, Banco Fiorentino ed esponenti del mondo imprenditoriale e di investimento, che hanno stimolato il confronto su strategie di crescita di start-up innovative.
La giornata si è conclusa con un momento di networking, favorendo sin da subito connessioni e opportunità di collaborazione tra i partecipanti al percorso, gli stakeholder del mondo imprenditoriale e la comunità accademica.
“Venture Bakery è un percorso di qualità per gruppi imprenditoriali e start-up che vede la partecipazione attiva di investitori nella selezione delle candidature e nella valutazione dei risultati raggiunti al termine del periodo di pre-incubazione, favorendo la creazione di un rapporto di fiducia tra Università di Pisa e investitori” dice il prorettore alla valorizzazione della conoscenza Corrado Priami “I partecipanti potranno beneficiare dell’aiuto dedicato di oltre 50 mentor di altissimo levello (metà dei quali imprenditori e manager della Silicon Valley) che hanno aderito con entusiasmo e in meno di 24 ore alla nostra call.”
Il percorso Venture Bakery è strutturato in workshop, sessioni di mentorship personalizzate con esperti altamente qualificati e di respiro internazionale e opportunità di networking. L’obiettivo principale è fornire ai partecipanti gli strumenti fondamentali per validare il potenziale di mercato della soluzione proposta e aumentare le opportunità di collaborazione e investimento per lo sviluppo di iniziative imprenditoriali di alto livello.
Il percorso culminerà con un Investor Day il 27 e 28 maggio 2025, durante l’evento Converging Skills.
Edvance: cosa vuoi imparare oggi? Nasce nuovo portale che rivoluziona la formazione digitale in Italia, oltre 200 corsi on line gratuiti per studenti e professionisti
Anche l’Università di Pisa nel primo Digital Education Hub per l’istruzione superiore dedicato alla Cultura Digitale Avanzata del Paese grazie al PNRR
“Cosa vuoi imparare oggi?” è lo slogan che accompagna il lancio di una nuova piattaforma che ospiterà oltre 200 corsi on line gratuiti, una formazione di livello universitario per studenti, professionisti e non solo frutto del lavoro di 17 istituzioni accademiche, fra cui l’Università di Pisa, e numerosi associati. Il 25 febbraio a Milano si inaugura il portale del progetto Edvance, il primo Digital Education Hub per l’istruzione superiore dedicato alla Cultura Digitale Avanzata in Italia, nato nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Il nuovo portale si propone come una piattaforma centrale per favorire l'accesso a competenze digitali avanzate, con particolare attenzione ai settori dell'intelligenza artificiale, gestione dei dati, sostenibilità del digitale e transdisciplinarità.
In particolare, il progetto punta sulla produzione di MOOC (massive open online course) ovvero corsi online aperti e accessibili a tutti di alta qualità e, integrando educazione online e in presenza per ridefinire gli standard dell'educazione digitale. E saranno presto disponibili sul portale Edvance anche i nuovi MOOC realizzati dall’Università di Pisa nel campo della “data literacy”: “Introduzione alle basi di dati” e “Visualizzazione dei dati con R: teoria e pratica”. Nei prossimi mesi, l’offerta verrà ulteriormente ampliata con MOOC che affronteranno ulteriori temi, tra i quali l’Intelligenza Artificiale e le sue implicazioni etiche, le competenze digitali nell’ambito delle scienze della salute e la sostenibilità digitale.
"Grazie a Edvance, offriamo una risposta concreta alla crescente domanda di formazione digitale avanzata", ha dichiarato la professoressa Federica Paganelli, responsabile scientifico del progetto per l’Università di Pisa. "Il nostro obiettivo è creare un ambiente di apprendimento innovativo e di elevata qualità, che permetta a studenti e lavoratori di sviluppare competenze strategiche per il futuro.”
Grazie all'uso di intelligenza artificiale e all'integrazione con discipline umanistiche e creative, Edvance vuole arricchire l'interattività e l'efficacia della didattica, riducendo i tassi di abbandono e offrendo nuove risorse per percorsi accademici e professionali.
Edvance promuove una formazione modulare, che consente a studenti e lavoratori di costruire percorsi su misura. Attraverso micro-credential, è possibile accumulare competenze specifiche rispondenti alle esigenze del mercato del lavoro e integrarle per ottenere certificazioni formali.
Le istituzioni partner includono: Politecnico di Milano, Università Bocconi, Università di Bologna, Università Ca’ Foscari di Venezia, Università di Trento, Università di Torino, Politecnico di Torino, Università di Brescia, Università di Macerata, Università di Pisa, Università di Cagliari, Università di Messina, Conservatorio di Cagliari, Accademia di Belle Arti di Bologna, Accademia di Belle Arti di Venezia e Scuola Civica di Musica di Milano. A questi si aggiungono partner associati di rilievo come Fondazione Bruno Kessler, Regione Emilia-Romagna, Randstad e AWS Amazon.
Con il forte sostegno di cinque università italiane tra le prime dieci nel QS ranking italiano, Edvance rappresenta un passo avanti nella digitalizzazione sostenibile del Paese. Questo progetto promette di ridefinire gli standard dell'educazione digitale, aprendo nuove possibilità per il futuro sociale ed economico italiano.
Sanità in Italia: la mobilità interregionale dei pazienti alimenta il divario Nord-Sud
Sono oltre mezzo milione di Italiani che ogni anno si spostano per cure mediche si spostano da una regione all’altra, generando un flusso che nel 2019 ha raggiunto 3,7 miliardi di euro dal Sud al Nord del Paese. I dati emergono da uno studio pubblicato sulla rivista Papers in Regional Science e condotto da Giovanni Carnazza, ricercatore del dipartimento di Economia e Management dell’Università di Pisa, in collaborazione con Raffaele Lagravines, Paolo Liberati e Irene Torrini rispettivamente delle Università di Bari, Roma Tre e Bocconi.
Il team ha analizzato il fenomeno della mobilità sanitaria in Italia dal 2002 al 2019. Dai risultati emerge che il Sud è il principale esportatore di pazienti e che il Nord è il grande beneficiario delle risorse sanitarie.
Le regioni più colpite dalla "fuga sanitaria" sono Calabria, Campania e Puglia, che perdono ingenti somme di denaro per coprire le spese dei propri cittadini curati altrove. Al contrario, regioni come Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto si confermano tra le destinazioni più richieste, con guadagni superiori ai 300 milioni di euro annui. Il Centro si colloca in una posizione intermedia: Toscana e il Lazio sono attrattive, mentre altre regioni come l'Umbria e le Marche hanno un saldo più in equilibro.
In particolare, la Toscana nel 2019 ha registrato un saldo positivo di circa 139 milioni di euro. Alla base di questa performance positiva ci sono: centri di eccellenza come il Policlinico di Careggi a Firenze, l’Azienda ospedaliera-universitaria di Pisa e la Fondazione Monasterio, l’alta specializzazione in settori come l’oncologia, la cardiochirurgia e i trapianti, e infine la buona gestione organizzativa con tempi d’attesa più contenuti rispetto ad altre regioni.
“La mobilità sanitaria amplifica il divario Nord-Sud, drenando risorse dal Sud a vantaggio delle regioni settentrionali, che migliorano ulteriormente i propri servizi, creando un circolo vizioso di diseguaglianza nel sistema sanitario nazionale”, dice Carnazza.
“Il sistema attuale, basato sulla redistribuzione delle risorse in base alla mobilità sanitaria, penalizza infatti le regioni più povere – sottolinea Carnazza - da questo punto di vista sarebbe auspicabile riformare il modello di finanziamento, adottando criteri più equi per la distribuzione dei fondi che considerino i reali bisogni sanitari delle regioni riaffidando allo Stato un maggiore controllo per garantire livelli di assistenza omogenei in tutto il Paese ed evitare che la qualità delle cure dipenda dal codice postale”.
A Pisa torna Magistralia, la settimana di presentazione delle magistrali di Civiltà e Forme del Sapere
Una settimana di eventi e lezioni aperte del Dipartimento di Eccellenza UniPi
Una settimana di lezioni aperte, seminari da seguire ed eventi speciali, per conoscere l’offerta formativa di II livello del Dipartimento di Eccellenza Civiltà e Forme del Sapere e cominciare ad entrare nella vita universitaria pisana. È questo l’obiettivo di Magistralia, la settimana di presentazione dei Corsi di Laurea Magistrale del Dipartimento CFS, in programma a Pisa dal 24 al 28 febbraio.
Alla sua seconda edizione, Magistralia è pensata come uno spazio di incontro e condivisione, per accogliere le studentesse e gli studenti che hanno conseguito o stanno per conseguire un titolo triennale e pensano di proseguire il loro percorso formativo all’Università di Pisa, scegliendo uno dei sette corsi di II livello del Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere, Dipartimento di Eccellenza selezionato dal MUR, Ministero dell’Università e della Ricerca, per il quinquennio 2023/2027.
Con un’offerta formativa vasta, che spazia tra le diverse discipline dell’area umanistica, il Dipartimento offre una preparazione di alto livello per l’ingresso nel mondo del lavoro, come laureati in Archeologia, Comunicazione, Media, Tecnologie, Filosofia e Forme del Sapere, Orientalistica: Egitto, Vicino e Medio Oriente, Scienze per la pace: trasformazione dei conflitti e cooperazione allo sviluppo, Storia e Civiltà, Storia dell’arte.
Non solo una prova generale del vostro percorso magistrale: Magistralia 2025 sarà anche una open week aperta a tutti, ai futuri studenti ma anche alla cittadinanza, alle famiglie e a tutti gli interessati, che nella settimana dal 24 al 28 febbraio potranno venire a Pisa per seguire le lezioni universitarie, partecipare agli eventi in programma e incontrare il corpo docente e ricercatore.
Magistralia si conferma dunque un’occasione imperdibile per conoscere da vicino l’eccellenza della formazione umanistica offerta dall’Università di Pisa. Un’opportunità per esplorare nuovi percorsi di studio, per scegliere il proprio futuro e per vivere la cultura umanistica in tutte le sue forme.
Tutti gli incontri sono a partecipazione gratuita e ingresso libero, in base alla capienza delle aule.
Il programma completo dell’iniziativa è online sul sito del Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere.
Pisa University Press alla quarta edizione di “Testo” – Firenze
Venerdì 28 febbraio “Grand Tour”: itinerario nei misteri della vita e della morte” Ospite Igor’ Višneveckij, autore de “Le affinità non elettive”
Pisa University Press, la casa editrice dell’ateneo di Pisa, entra a far parte dei protagonisti della quarta edizione di “Testo”, evento dedicato all’editoria contemporanea che si svolgerà dal 28 febbraio al 2 marzo alla Stazione Leopolda di Firenze, con 175 case editrici e oltre 210 ospiti.
Pisa University Press esporrà le proprie pubblicazioni allo Stand A/49. Non solo: venerdì 28 febbraio, alle ore 14, nella Sala Ginzburg, proporrà l’incontro “Grand Tour”: itinerario nei misteri della vita e della morte”.
Igor’ Višneveckij – scrittore e musicologo russo emigrato negli Stati Uniti, dove è docente universitario, considerato una delle voci più interessanti nell’odierno quadro letterario di lingua russa – presenterà il romanzo “Le affinità non elettive”, edito da Pisa University Press. Con lui ci saranno lo scrittore e critico Giovanni Maccari e i due curatori dell’opera, Iris Karafillidis (Università di Milano) e Stefano Garzonio (Università di Pisa).
Le affinità non elettive, di Igor’ Višneveckij
Un viaggiatore russo alla ricerca delle proprie radici e del senso della vita, un noir romantico tra magia e bellezza. Un romanzo avvincente, ricco di colpi di scena.
“Le affinità non elettive” porta il lettore nel 1835 e lo accompagna nel viaggio del giovane principe Esper Lysogorskij, alla ricerca dello zio Adrian. Attorno a questa figura si concentrano eventi e personaggi misteriosi, che accompagneranno Esper nel suo cammino alla scoperta delle bellezze di un'Italia meta prediletta del Grand Tour e sede di una nutrita colonia russa, in particolare a Roma.
L’opera, complessa incastonatura di elementi riconducibili al travelogue, al racconto fantastico e all’essai filosofico, pagina dopo pagina si rivela un affascinante enigma che il lettore è invitato a risolvere. Non solo: dietro allo schermo del genere fantastico e del racconto di viaggio, il romanzo è anche una riflessione sulla solitudine dell’uomo di fronte alla natura e alla storia. Solitudine che viene ribadita nel titolo: non esistono infatti “affinità elettive”.
La co-creazione sul territorio per l’innovazione sostenibile nelle Smart Cities: al via il progetto CoCreate2Innovate
Si chiama CoCreate2Innovate ed è un nuovo progetto appena avviato all’Università di Pisa che mira a creare un ecosistema di co-creazione in Europa per promuovere innovazioni sostenibili nelle Smart Cities. Il progetto è stato finanziato dalla Commissione Europea tramite l'EIT (European Institute of Innovation and Technology), nello specifico dalla Knowledge and Innovation Community (KIC) dedicata alla Urban Mobility.
CoCreate2Innovate riunisce tre istituzioni della rete Start For Future: l'Università di Pisa, la Strascheg Center for Entrepreneurship (SCE) di Monaco e The Edge Solutions di Sofia, in Bulgaria. Queste collaboreranno per fornire formazione e supporto a startup, consulenti di incubatori, manager dell'innovazione e istituzioni pubbliche, con l'obiettivo di migliorare le capacità collaborative e implementare soluzioni innovative. Il progetto, appena avviato, è orientato alla co-creazione al fine di creare un impatto concreto sul territorio: dalla formazione e attività di capacity building emergerà difatti anche un progetto pilota nell’ecosistema pisano.
I partner del progetto si sono incontrati a Pisa per il kick off meeting a cui hanno partecipato anche stakeholder locali come il Polo Tecnologico di Navacchio, CNA Pisa, Scuola Normale Superiore, Scuola Superiore Sant'Anna, Comune di Pisa e Lab11, oltre al team del nuovo laboratorio UNIPI sull’Intelligenza Artificiale, DetaiLLs.
Il progetto prevede diverse attività, tra cui attività di formazione per consulenti di incubatori e supporto a startup e spin-off. In particolare, nei prossimi mesi 25 consulenti di incubatori parteciperanno a workshop dedicati allo sviluppo di competenze chiave nella gestione di startup e spin-off attraverso metodologie di co-creazione. Inoltre alcune start-up riceveranno l’accompagnamento di potenziali clienti per definire al meglio il proprio orientamento al mercato.
Tra le attività sono previste sessioni dedicate a Innovation Manager privati e pubblici. Inoltre, saranno invitati dirigenti e funzionari dei comuni dell'Area Vasta di Pisa per attività di formazione gratuita sullo sviluppo di attività imprenditoriali.
“In un momento delicato per il sistema universitario italiano, l'Università di Pisa sta partecipando a bandi europei per finanziare le attività di co-creazione sul territorio a favore di tutta la comunità accademica – ha dichiarato il professor Alessio Cavicchi, delegato del rettore alla promozione della Cultura imprenditoriale e dell’innovazione sociale dell’Università di Pisa – Le reti internazionali di cui fa parte l’Università di Pisa come Start For Future e Circle U., rappresentano progetti di valore per la visione di medio-lungo periodo e per l’opportunità di valorizzare la mobilità di studenti, docenti, staff e innovatori sul territorio”.
Il progetto CoCreate2Innovate rappresenta un’occasione importante per aprire gli ecosistemi di innovazione e imprenditorialità territoriali a una dimensione europea, valorizzando e incrementando le competenze di aziende, consulenti e startup e orientandole verso un approccio imprenditoriale più sostenibile e innovativo.
Il kick-off meeting a Pisa (12-14 febbraio 2025)
La prima giornata si è svolta presso il Polo Tecnologico di Navacchio, con la visita degli spazi e dell’incubatore insieme a Silvia Marchini e Andrea Di Benedetto e l’incontro tra partner del progetto, startup incubate presso il Polo e studenti del corso I-Lab del Contamination Lab. Le startup presenti hanno condiviso sfide, passi avanti e azioni future per le proprie aziende. Le realtà presenti sono state: Relief srl, con la CEO Gioia Lucarini, SoundSafe Care srl, con il CEO Andrea Mariani, ABZero srl, con il CEO Giuseppe Tortora e Weabios srl con la CEO Lucia Arcarisi.
La giornata di lavoro del 13 febbraio si è focalizzata sullo sviluppo e definizione delle forme e dei contenuti della formazione. Nel pomeriggio poi i partner hanno partecipato all’inaugurazione di DetaiLLs, il Living Lab dedicato alla creazione di conoscenza, co-creazione, progettazione e ricerca attraverso l’uso dell’intelligenza artificiale, lanciato dal prof. Filippo Chiarello e dal suo gruppo di ricerca. Infine, la giornata conclusiva che si è svolta presso il Contamination Lab ha consentito di aprire la discussione sul territorio: le diverse realtà potenzialmente beneficiarie delle attività hanno dato un proprio riscontro e spunti di riflessione sul programma presentato dal team di progetto.
Proclamati i primi nove dottori di ricerca del Dottorato Nazionale in Intelligenza Artificiale – area Società
Mercoledì 19 febbraio sono stati proclamati nell’Aula Magna del Polo Fibonacci i primi nove dottori di ricerca del Dottorato Nazionale in Intelligenza Artificiale - area Società, il programma d’eccellenza con sede amministrativa all’Università di Pisa, istituito nell’a.a. 2021/22, che unisce l’impegno di istituti di ricerca di rilievo (CNR, INFN, INdAM) e di diciotto atenei nazionali (GSSI, IMT, SNS, S. Anna, Università: Aquila, Bari “Aldo Moro”, Bologna, Cattolica del Sacro Cuore, Firenze, Messina, Modena e Reggio Emilia, Napoli L’Orientale, Perugia, Salento, Siena, Sassari, Trento, Trieste).
La cerimonia, introdotta dai saluti del professor Dino Pedreschi, membro della commissione del dottorato, ha visto la partecipazione del rettore dell’Università di Pisa, Riccardo Zucchi, del prorettore per il dottorato di ricerca, Bernardo Tellini, del professor Salvatore Ruggieri, coordinatore del Dottorato Nazionale in Intelligenza Artificiale, della professoressa Anna Monreale, vicecoordinatrice, e di rappresentanti delle altre istituzioni compartecipanti, tra cui il professor Stefano Cannicci, delegato al dottorato di ricerca dell’Università di Firenze, Roberto Scopigno, direttore dell’Isti-Cnr.
I nove neo-dottori di ricerca hanno trascorso tre anni intensi di studio e ricerca in contesti nazionali e internazionali, affrontando tematiche che spaziano dall’uso dell’AI nelle smart cities e nella moda, fino allo sviluppo di agenti conversazionali e alla comprensione dei modelli di AI. A ricevere il titolo – rilasciato congiuntamente dall’Università di Pisa e dall’università sede ospitante - sono stati Alberto Baldrati, con la tesi “From Retrieval to Generation: Multimodal Models for Vision and Language Tasks”, relatori il professor Marco Bertini e il professor Andrew David Bagdanov, sede ospitante Università di Firenze; Simone Barandoni con la tesi “Conversational AI in Instructional Design: Exploring Educational Applications of Large Language Models”, sotto la guida dei professori Filippo Chiarello e Gualtiero Fantoni, sede ospitante Università di Pisa; Enrico Collini con la tesi “AI data-driven support systems for Smart Cities”, discussa con i professori Paolo Nesi e Francesco Marcelloni, sede ospitante Università di Firenze; Simone Gallo con la tesi “Conversational Agents for End-User Control of Smart Spaces”, discussa con i professori Fabio Paternò e Alessio Malizia, sede ospitante ISTI-CNR; Emanuele Marconato con la tesi “Learning Concepts with the Right Semantics: Reasoning Shortcuts & Human-Machine Alignment”, relatori i professori Andrea Passerini e Stefano Teso, sede ospitante Università di Trento; Davide Morelli con la tesi “Leveraging Artificial Intelligence and Computer Vision for the Fashion Domain”, discussa con le professoresse Rita Cucchiara e Marcella Cornia, sede ospitante Università di Modena e Reggio Emilia; Andrea Rafanelli con la tesi “Towards an Integration of Learning and Reasoning in Agent and Multi-agent Systems”, relatori la professoressa Stefania Costantini e il professor Andrea Omicini, sede ospitante Università dell’Aquila; Elena Sajno con la tesi “Finding the Flow in the Heartbeats: Creation and Analysis of an Affective Computing Framework for detecting the Flow State through HRV”, relatori il professor Giuseppe Riva e la professoressa Nicole Novielli, sede ospitante Università Cattolica del Sacro Cuore; Gaia Saveri con la tesi “Neuro-Symbolic Methods for Time Series Data: Continuous Representations and Learning with Signal Temporal Logic”, relatore il professor Luca Bortolussi e la professoressa Laura Nenzi, sede ospitante Università di Trieste.
La commissione di esame era composta dal professor Gjergji Kasneci (Technical University of Munich, Germany), dal professor Symeon Papadopoulos (CERTH-ITI, Greece) e dal professor Dino Pedreschi (Università di Pisa).
Il Dottorato Nazionale in IA – area Società è un percorso formativo strutturato per garantire un approccio integrato e multidisciplinare e mira a formare ricercatori e professionisti capaci di affrontare le sfide contemporanee della società, con un occhio di riguardo all’etica, alla sostenibilità e all’inclusività. Il Dottorato ha una media di 50 dottorandi per ciclo dottorale a fronte di oltre il triplo di domande di ammissione. Il 17% dei dottorandi è di nazionalità straniera. Tra gli ambiti trattati rientrano l’Human-Centered AI, l’Explainable AI, l’AI per l’assistenza personale e per il bene sociale, in linea con i programmi strategici nazionali ed europei, e con l’iniziativa AI for Good delle Nazioni Unite.
Proteggere le tartarughe marine dalla "pesca fantasma"
Il Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa è partner di LIFE OASIS, un progetto europeo che punta a salvaguardare la biodiversità marina riducendo il rischio intrappolamento che deriva da attrezzi da pesca abbandonati o smarriti
Ogni anno, in Mediterraneo molte tartarughe marine possono rimanere intrappolate in attrezzi da pesca persi o abbandonati. Proteggere gli ecosistemi del ‘Mare Nostrum’ richiede un'azione coordinata e una responsabilità condivisa, fra i diversi paesi e le diverse flotte che operano al suo interno, per proteggere la nostra biodiversità, ma anche la sostenibilità della pesca e la sicurezza marittima. LIFE OASIS è stato istituito per affrontare questo problema, un progetto pionieristico che combina tecnologia, ricerca e collaborazione diretta con il settore della pesca e marittimo a livello internazionale e che vede il Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa fra i partner. Il progetto durerà cinque anni e punta a mitigare gli impatti negativi della pesca e dei rifiuti marini sulla biodiversità del Mediterraneo, con particolare attenzione alle tartarughe Caretta caretta, una specie prioritaria, censita anche nella Direttiva Habitat e classificata nella Lista Rossa della IUCN come specie “Vulnerabile” a livello globale.
Reti, lenze, nasse lasciate in mare e lasciate incustodite si possono infatti trasformare in trappole mortali e possono continuare a catturare pesci e altre specie per mesi o addirittura anni, un fenomeno noto come "pesca fantasma”.
In particolare, il Progetto LIFE OASIS svilupperà di un modello intelligente di aFAD (intelligent anchored Fish Aggregating Device) cioè di dispositivi ancorati sul fondale marino usati per pescare in modo controllato e sostenibile. Gli strumenti saranno dotati di sensori avanzati per monitorare le l’ecosistema circostante e raccogliere dati sulla presenza di pesci e specie protette come le tartarughe marine. Verrà inoltre realizzata una mappatura degli attrezzi da pesca abbandonati, persi o scartati nel Mediterraneo.
“Il progetto coniuga innovazione tecnologica e ricerca scientifica, promuovendo la sinergia tra pescatori, operatori del settore e ricercatori con azioni che si svolgono in continuità con le azioni di progetti finanziati in passato come LIFE MEDTURTLES o TARTALIFE. L'obiettivo è triplice: prevenire la cattura accidentale delle tartarughe marine, promuovere la sostenibilità della pesca e tutelare la biodiversità - spiega il professor Paolo Casale dell’Università di Pisa, referente scientifico del progetto ed esperto nella conservazione delle tartarughe marine e nelle loro interazioni con la pesca.
“Le iniziative che intraprenderemo - conclude Casale - avranno un impatto positivo sulla salute degli ecosistemi marini, contribuendo a limitare i danni alla biodiversità e riducendo il rischio di cattura accidentale di specie protette”.
LIFE OASIS (Mitigating the negative interactions of protected species with marine litter and pelagic fisheries of the Mediterranean) è un'iniziativa co-finanziata dall'Unione Europea nell'ambito del Programma LIFE (GA n. 101148343 - LIFE23-NAT-ES-LIFEOASIS). Il progetto è coordinato da Alnitak Research Institute (una ONG spagnola) e vede la collaborazione di prestigiosi partner, tra cui il Consiglio superiore delle ricerche scientifiche spagnolo (CSIC) e, fra quelli italiani, la Stazione Zoologica Anton Dhorn e l’Associazione Filicudi Wildlife Conservation.