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Comunicati stampa

Insieme ai colleghi statunitensi condurranno ricerche nelle varie aree scientifiche, lavorando a progetti con le finalità più diverse: dallo studio del modellamento delle rocce costiere, alla conservazione della biodiversità degli ecosistemi; da nuovi materiali di notevole interesse tecnologico, all'analisi del comportamento di costruzioni in muratura soggette ad azioni sismiche. Si è conclusa la valutazione dei progetti presentati in risposta alla seconda call dell'accordo MIT-UNIPI sottoscritto nel 2012, per promuovere nuove collaborazioni di ricerca tra l'Università di Pisa e il Massachusetts Institute of Technology di Boston. Tra le undici proposte arrivate, sono stati selezionati e finanziati dall'Advisory Board quattro nuovi progetti, che vanno ad aggiungersi ai primi cinque già scelti lo scorso mese di luglio.

I vincitori sono Marta Pappalardo del dipartimento di Scienze della Terra, con il progetto "Assessing the effect of Biota on coastal Rock Surface", Lisandro Benedetti Cecchi del dipartimento di Biologia, "Critical Slowing Down and Early Warning Indicators of Regime Shifts", Valentina Domenici del dipartimento di Chimica, "Energy Storage Devices and Actuators based on Composites of Liquid Crystal Elastometers", 
e Riccardo Barsotti del dipartimento di Ingegneria civile e industriale, "Mechanical Models for Masonry Walls under Seismic Action". I progetti saranno realizzati in collaborazione con un PI (Principal Investigator) del MIT e le attività si svolgeranno dal mese di gennaio 2014 al mese agosto 2015.

Per l'Ateneo pisano la collaborazione con il MIT è particolarmente rilevante per il prestigio di cui gode l'istituzione statunitense, universalmente riconosciuta ai vertici della ricerca scientifica. In Italia il MIT aveva all'attivo collaborazioni su progetti specifici solo con i Politecnici di Milano e Torino: Pisa è stata dunque la prima università generalista italiana a sottoscrivere una partnership di rilievo più ampio. La convenzione, di durata triennale, riguarderà tutte le aree scientifiche, con priorità ai settori dell'Energia, dell'ICT e delle Scienze della vita, che fanno diretto riferimento a tre dei distretti tecnologici toscani. Il progetto MIT-Unipi è infatti nato con l'obiettivo di sostenere in particolare la promozione di collaborazioni di ricerca tra i docenti del MIT e quelli dell'Università di Pisa su progetti aperti a tematiche nuove e avanzate.

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I progetti

Marta Pappalardo - "Assessing the effect of Biota on coastal Rock Surface"

Il progetto di ricerca si propone di indagare con un approccio quantitativo le interazioni fra quegli organismi marini, come mitili e balanidi, che vivono aderenti ai litorali rocciosi e i substrati ai quali essi si fissano. È noto infatti che la distribuzione di questi organismi varia in funzione delle modificazioni ambientali. La sfida scientifica consiste nel verificare in quale misura essi svolgano un ruolo nel modellamento delle rocce lungo costa e quindi se, in ultima analisi, le loro variazioni in risposta alle modificazioni ambientali abbiano un impatto sull'evoluzione a lungo termine dei paesaggi costieri. L'opportunità che offre questo progetto è quella di avvalersi delle sofisticate tecniche di misura delle proprietà meccaniche delle rocce che hanno messo a punto i ricercatori del dipartimento di Ingegneria civile e ambientale del MIT, per ottenere indicazioni sui tassi di erosione delle rocce lungo costa. Comprendere i meccanismi attraverso i quali le forme del rilievo evolvono ha importanti implicazioni per la pianificazione degli interventi di protezione dei litorali e, in ultima analisi, per le politiche ambientali in aree costiere.

Lisandro Benedetti Cecchi - "Critical Slowing Down and Early Warning Indicators of Regime Shifts"

Il progetto valuta la possibilità di anticipare transizioni verso stati alternativi (regime shifts) in sistemi ecologici naturali mediante la sperimentazione sul campo. Vi è una crescente preoccupazione che la continua antropizzazione della biosfera possa innescare regime shifts in molti ecosistemi naturali, con conseguente perdita di biodiversità e di servizi. Recenti esperimenti con popolazioni di microorganismi hanno mostrato come sia possibile anticipare un regime shift in condizioni controllate di laboratorio. Lo studio si popone di estendere queste analisi a ecosistemi naturali, utilizzando i popolamenti ad alghe e invertebrati di coste rocciose come modello di studio. Sarà valutata l'ipotesi secondo cui la capacità di recupero del sistema da piccole perturbazioni dovrebbe diminuire lungo il gradiente di perturbazione dello strato algale arborescente (critical slowing down). L'esperimento permetterà inoltre di valutare se gli indicatori indiretti proposti per anticipare regime shifts, quali l'aumento di autocorrelazione e di varianza, si comportano come previsto dalla teoria in condizioni naturali. I risultati diranno se questi indicatori sono effettivamente utilizzabili per anticipare regime shifts in ecosistemi naturali con importanti implicazioni per la conservazione e la gestione ambientale.

Valentina Domenici - "Energy Storage Devices and Actuators based on Composites of Liquid Crystal Elastometers"

Il progetto riguarda alcuni materiali compositi di notevole interesse tecnologico costituiti da un film a doppio strato in cui la componente principale è data da un particolare tipo di materiale "soft" che è in grado di modificare la propria forma (allungarsi e accorciarsi) cambiando la temperatura: gli elastomeri liquido cristallini. Ricoprendo questi film con polimeri conduttori, strati sottili di metalli o di ossidi metallici è possibile osservare una variazione di forma, reversibile e controllata, applicando altri tipi di stimoli esterni, come i campi elettrici. Questi film a doppio strato quindi sono utilizzabili non solo come attuatori, ma anche come micro-dispositivi in grado di convertire varie forme di energia: termica, meccanica ed elettrica, ad esempio. Il progetto riguarda lo studio chimico-fisico dei meccanismi alla base del funzionamento di questi materiali a doppio strato, con particolare attenzione ai fenomeni all'interfaccia tra i due materiali. A questo scopo verranno combinate tecniche spettroscopiche (V. Domenici, UNIPI Pisa), tecniche elettrochimiche (Y. Shao-Horn, MIT Boston) e computazionali (A. Kolpak, MIT Boston).

Riccardo Barsotti - "Mechanical Models for Masonry Walls under Seismic Action"

Il progetto di ricerca, che sarà sviluppato da Riccardo Barsotti insieme a Stefano Bennati, docenti del dipartimento di Ingegneria civile e industriale dell'Università di Pisa, e da John Ochsendorf, del dipartimento di Architettura del MIT di Boston, ha per oggetto le costruzioni in muratura, una tipologia costruttiva che costituisce la maggior parte del patrimonio architettonico nel territorio italiano ed europeo. Lo studio sarà affrontato con i metodi e gli strumenti teorici che sono propri della Meccanica dei solidi e delle strutture, in particolare quelli riconducibili all'analisi limite e ai modelli elastici non lineari delle strutture. L'attività di ricerca si articolerà in più fasi. In una prima fase si procederà allo studio del comportamento sotto carico e della capacità portante ultima dei singoli elementi strutturali presenti nelle costruzioni murarie, quali pannelli, volte o archi. L'ipotesi, già oggetto di numerosi altri studi precedenti, è che l'utilizzo di semplici modelli meccanici consenta una descrizione sommaria ma efficace del loro comportamento. In seguito, basandoci sui risultati ottenuti, si elaboreranno schemi più complessi, rivolti all'analisi di porzioni più ampie di un intero edificio in muratura. Infine, verranno esaminati casi studio ritenuti particolarmente significativi.

È stata inaugurata lunedì 13 gennaio 2014 la terza edizione del corso di alta formazione in "Giustizia costituzionale e tutela giurisdizionale dei diritti", organizzato dal dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Pisa con il coordinamento scientifico del professor Roberto Romboli. La lezione inaugurale è stata tenuta nella Sala dei Cavalieri dell'omonima Piazza, dal professor Ugo De Siervo, presidente emerito della Corte Costituzionale, sul tema de "La tutela dei diritti inviolabili".

Il corso avrà durata di tre settimane, fino al 31 gennaio, con lezioni che saranno tenute in lingua italiana e spagnola da docenti italiani, spagnoli e sudamericani.

I 79 partecipanti provengono in larghissima misura da Paesi stranieri, soprattutto dell'America Latina, e in particolare dal Costarica, dal Brasile, dall'Argentina, dal Messico e da Panama.

Oltre ai numerosi seminari su tematiche che vanno dai modelli di giustizia costituzionale alla tutela sovranazionale dei diritti fondamentali, il corso prevede lo studio di casi pratici connessi all'attualità costituzionale, attraverso l'analisi di sentenze che hanno inciso nel campo della protezione dei diritti inviolabili. All'interno del corso sono anche state programmate alcune conferenze tenute da ospiti illustri, tra cui i presidenti emeriti della Corte Costituzionale, Valerio Onida e Gustavo Zagrebelsky, e il professor Pablo Perez Tremps, giudice dello spagnolo Tribunal Constitucional.

Mercoledì, 30 Luglio 2014 14:57

L’Università di Pisa ottiene l’ECTS Label

L'Università di Pisa ha ottenuto dalla Commissione europea l'ECTS Label, il marchio che certifica la corretta applicazione del Sistema europeo di trasferimento dei crediti (ECTS - European Credit Transfer System) in tutti i corsi di studio di primo e secondo livello. Per l'Ateneo pisano è un prestigioso riconoscimento che accredita l'istituzione come partner trasparente e affidabile nella cooperazione europea e internazionale. Quest'anno sono due in Italia le università ad aver ottenuto il marchio, Pisa e Perugia.

Per ottenere il marchio l'Università di Pisa ha dovuto rispettare alcuni criteri, tra cui la pubblicazione on line di un ECTS Course Catalogue interamente in inglese, con la descrizione dettagliata dei corsi di studio – dai corsi di laurea, ai dottorati, fino ai master – e informazioni sulle strutture e sui servizi.

«Desidero manifestare a tutti i presidenti dei corsi di laurea e ai docenti dell'Ateneo la mia riconoscenza per il fondamentale contributo dato per il raggiungimento di questo difficile traguardo – ha commentato la professoressa Alessandra Guidi, prorettore per l'Internazionalizzazione - Il lavoro e l'impegno necessari per la sua realizzazione sono stati decisamente elevati ma, adesso, possiamo vantarci di un risultato importantissimo e concreto che ci inserisce nella lista degli Atenei accreditati in ambito europeo e internazionale. Sono veramente felice di vedere premiati così la fatica, la serietà e la cura con la quale ci siamo dedicati a questo progetto per buona parte dell'intero anno».

Lo studio di un gruppo di ricercatori dell'Università di Pisa getta una nuova luce sull'interazione tra "coni" e "bastoncelli", ossia i fotorecettori della retina che servono per la visione diurna e notturna. La ricerca, che è stata appena pubblicato sulla rivista eLife edita dal premio Nobel 2013 per la fisiologia Randy Schekman, è stata realizzata da Sabrina Asteriti e Lorenzo Cangiano, del dipartimento di Ricerca Traslazionale e delle Nuove Tecnologie in Medicina e Chirurgia, in collaborazione con Claudia Gargini del dipartimento di Farmacia.

"Abbiamo dimostrato – spiega Lorenzo Cangiano - che i piccoli "pori" che mettono in comunicazione diretta i "bastoncelli" e i "coni" determinano anche un trasferimento di funzionalità fra questi due tipi di cellule. La scoperta di questi meccanismi fisiologici potrà aiutare a curare alcune malattie dell'occhio come ad esempio la retinite pigmentosa, e più in generale le varie patologie che coinvolgono i fotorecettori, dal momento che gli stessi pori permettono il passaggio di molecole fondamentali per la funzione cellulare".

I bastoncelli ed i coni sono infatti due tipi di cellule fotosensibili che ci consentono di vedere in condizioni di luce molto diverse, dal sole di mezzogiorno al buio della notte. Nello specifico, i bastoncelli rispondono a luci deboli consentendo solo una visione in scala di grigi, i coni, invece, per funzionare hanno bisogno di una luce più intensa e ci permettono di distinguere i colori.

"Benché si sapesse già che i pori possono aprirsi o chiudersi al variare della luce ambientale, del ritmo sonno-veglia e di altri segnali biochimici, la loro importanza per la visione sinora non era ancora nota – ha aggiunto Lorenzo Cangiano – il nostro studio quindi, oltre ad aprire la strada per nuove cure, può aiutare a spiegare anche alcuni meccanismi del tutto naturali, come la capacità di vedere in condizioni di luce intermedia, come ad esempio al crepuscolo".

La rivista eLife che ha pubblicato l'articolo dei ricercatori pisani nasce da una joint venture di tre prestigiosi enti di finanziamento: la tedesca Max Planck Society, l'inglese Wellcome Trust e l'americano Howard Hughes Medical Institute. La nuova rivista si pone l'obiettivo di facilitare la disseminazione di scoperte importanti nelle scienze della vita attraverso un processo editoriale selettivo ma rapido e trasparente, offrendo a tutti la libera consultazione degli articoli.

Ben 18 interventi prescritti con carattere di urgenza, più diversi altri come misure di miglioramento sismico, da potersi programmare in un piano di lavori a più lungo termine. Sono queste le conclusioni cui è giunto lo studio sulla sicurezza statica e l'analisi della vulnerabilità sismica del Palazzo della Sapienza, presentate a Roma ai ministri per i Beni e le Attività Culturali, Massimo Bray, e dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Maria Chiara Carrozza, alla presenza del rettore Massimo Augello, dell'assessore Dario Danti, della professoressa Chiara Frugoni e di dirigenti e funzionari del MIBACT e dell'Ateneo.

Le conclusioni dei due periti – il professor Walter Salvatore dell'Ateneo pisano e l'ingegner Paolo Iannelli del MIBACT – segnalano innanzitutto una serie di interventi necessari per far fronte a criticità "la cui risoluzione è da ritenersi urgente, in quanto più strettamente connesse alla pubblica incolumità", e dunque alla stessa sicurezza della struttura. Questi interventi riguardano le diverse parti dell'edificio, dai solai alle volte fino alla copertura del porticato, al sottotetto e alle stesse fondazioni del Palazzo.

Per quanto riguarda le misure urgenti nella zona che ospita la Biblioteca Universitaria, oltre a interventi specifici sulle scaffalature, la perizia indica in "oltre il 30% del totale (che ammonta a circa 10.000 metri lineari di scaffali attualmente presenti) il materiale librario da rimuovere", posto soprattutto al secondo livello dei soppalchi metallici e nelle zone centrali di alcune sale. In questi spazi si prescrive il divieto di apporre alcun nuovo carico. "Nelle sale destinate a deposito librario – continua lo studio – i carichi, dopo la suddetta rimozione, non potranno essere in alcun modo incrementati nel futuro; nel resto delle sale (ad esempio, sala lettura/ingresso, uffici e così via) il sovraccarico complessivo massimo non deve in ogni caso superare i 300 chilogrammi per metro quadrato".

Si sottolinea che durante l'incontro della scorsa settimana, le istituzioni coinvolte hanno preso atto che lo spostamento dei volumi della Biblioteca risulta prioritario e preliminare all'avvio dei lavori di messa in sicurezza e sistemazione dell'intero complesso della Sapienza.

Per quanto riguarda gli altri locali, la perizia prescrive di provvedere al consolidamento dei solai in alcune sale al primo e al secondo piano. In varie parti del Palazzo dovranno essere eseguite opere di consolidamento delle strutture: solai, sistemi di copertura, porticati, volte del loggiato e dell'Aula Magna Nuova e così via. Andrà inoltre predisposto un sistema di regimentazione e smaltimento delle acque piovane dal cortile ed effettuata una manutenzione straordinaria del manto di copertura e del sistema di raccolta delle stesse acque. Lo studio evidenzia infine la necessità di installare "un sistema di monitoraggio topografico per la misura dei movimenti delle diverse porzioni del corpo di fabbrica e il mantenimento del sistema di monitoraggio continuo del quadro fessurativo".

Nella riunione al MIBACT è stato inoltre concordato l'insediamento di una nuova Commissione tecnica per pianificare e portare a termine, entro il mese di maggio 2014, il completamento dei lavori di adeguamento strutturale e funzionale del compendio di San Matteo, sede aggiuntiva della Biblioteca Universitaria. Le ulteriori determinazioni e le necessarie risorse economiche per l'intero Palazzo della Sapienza saranno individuate dalle istituzioni interessate.

Le conclusioni dello studio sono consultabili sul sito dell'Università di Pisa, all'indirizzo http://www.unipi.it

In data 20 dicembre 2013, su invito e alla presenza dell'On.le Ministro Massimo Bray, si è tenuto un incontro presso il MIBACT per fare il punto sulle iniziative e sugli interventi di sistemazione in atto della Biblioteca di Pisa.

All'incontro erano presenti l'On.le Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Maria Chiara Carrozza, il Rettore dell'Università di Pisa, Prof. Massimo Augello, in rappresentanza del Sindaco di Pisa, l'Assessore alla cultura del Comune di Pisa, dott. Dario Danti, la Prof.ssa Chiara Frugoni, Presidente dell'Associazione Amici della Biblioteca e i dirigenti e i funzionari del MIBACT e dell'Università che seguono gli aspetti tecnici ed amministrativi della questione.

Le parti hanno concordato sulla correttezza dei percorsi istituzionali seguiti dal MIBACT, dall'Università e dal Comune di Pisa dal momento della chiusura del Palazzo della Sapienza.

Durante l'incontro è stato preso atto delle conclusioni dello studio tecnico assai complesso, realizzato dall'Università di Pisa in collaborazione con i tecnici del MIBACT, finalizzato a monitorare e a certificare lo stato di sicurezza e di vulnerabilità del Palazzo della Sapienza. I risultati presentati nel corso della riunione e che riguardano l'intero edificio, hanno evidenziato, oltre ad interventi strutturali sul Complesso, la necessità, per i locali occupati dalla Biblioteca, di un significativo alleggerimento dei carichi. Si è concordato che lo spostamento dei volumi risulta prioritario per avviare i lavori di messa in sicurezza e sistemazione dell'intero complesso della Sapienza.

E' stato, inoltre, concordato l'insediamento di una Commissione tecnica mista per pianificare e portare a termine, entro il mese di maggio 2014, il completamento dei lavori di adeguamento strutturale e funzionale del compendio di San Matteo, sede aggiuntiva della Biblioteca, che ospiterà un nucleo significativo della collezione dei periodici, valorizzando in tal modo anche l'intera sede museale.

Le ulteriori determinazioni e le necessarie risorse economiche per l'intero Palazzo della Sapienza saranno individuate dalle Istituzioni interessate.

Nell'anno internazionale della cooperazione per l'acqua, sabato 21 dicembre alle 12,00 il Museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi in lungarno Galilei a Pisa inaugura la mostra "Dolce Acqua" che resterà aperta sino al 30 marzo 2014.

Promossa e realizzata in collaborazione con il Museo di Storia Naturale dell'Università di Pisa e all'interno di un articolato progetto supportato dalla Regione Toscana, "Dolce Acqua" è immaginata come un contenitore, quasi un acquario che accoglie il visitatore invitandolo a riflettere sull'acqua come valore universale, attraverso molteplici sollecitazioni visive. In uno scenografico allestimento, le sale del Museo della Grafica accolgono oltre 100 opere tra preziose incisioni giapponesi, inedite creazioni di artisti contemporanei, documenti che percorrono la storia della grafica del '900, istallazioni ed elaborazioni fotografiche, il tutto articolato in cinque sezioni.

Dolce Acqua - 淡水. Paesaggi fluviali e personaggi tratti dalla vita quotidiana affollano le opere di Hokusai e Hiroshige, protagonisti della storia dell'Ukiyo-e "immagini del mondo fluttuante". Dedicata al tema dell'acqua nella cultura giapponese, la preziosa selezione di stampe accompagna lo spettatore lungo le rive malinconiche di Hiroshige o nelle risaie affollate di Hokusai.

Antonio Possenti. Storie d'acqua. Già allestita nel suggestivo scenario della galleria delle balene del Museo di Storia Naturale. La mostra presenta opere del celebre maestro lucchese sul tema dell'acqua. Ironico e grottesco come un divertito cronista sulle rotte della nave dei folli, fiabesco come un nonno affettuoso e presente, attento classificatore della meraviglia come un naturalista cinquecentesco, Antonio Possenti riesce ad affidare all'acqua le sue sorprendenti storie di pescatore miracoloso dalle rive della fantasia. L'esposizione delle opere di Antonio Possenti sarà accompagnata dalla prima assoluta di Storie di Altromare - omaggio a Antonio Possenti, videoistallazione di Lorenzo Garzella (2013 - 7'30") prodotta dal Museo della Grafica e dall'Acquario della Memoria (Pisa).

Jean Costantin. Rivages.Una serie di delicati e poetici acquerelli di Jean Constantin (1924-2009), letterato e artista francese che ha dedicato al tema della "riva" uno splendido inventario visivo per rivelarne il fascino assoluto come punto d'incontro tra acqua, cielo e terra;

Paesaggi d'acqua.Una selezione di opere grafiche proveniente dalle collezioni del Gabinetto Disegni e Stampe dell'Università di Pisa dedicate al tema dell'acqua, tra bagnanti e lavandaie, ponti e imbarcazioni, ruscelli, laghi e fiumi, con alcuni grandi interpreti dell'incisione moderna come Giovanni Fattori, Carlo Raffaelli, Honoré Daumier, Carlo Coppedè, Giovanni Barbisan, Lino Bianchi Barriviera e Luigi Bartolini;

Dell'acqua e della luce.Fotografie di Carlo Delli. Una spettacolare ed emozionante rassegna di fotografie e video con cui Carlo Delli propone un itinerario sentimentale, intellettuale e sensoriale che tocca e unisce, nel segno dell'acqua, frammenti di paesaggi del Monte Pisano, di San Rossore e dell'Alta Versilia.

Nello stesso periodo al Museo della Grafica sarà possibile visitare anche la mostra "Franco Anichini. Pisa all'acquaforte", dieci stampe all'acquaforte a morsura unica realizzate nel 2012 dall'artista lucchese, raffiguranti alcuni luoghi simbolo della città di Pisa rivisitati in chiave fiabesca e visionaria, con un effetto di grande impatto e di forte suggestione.

Per informazioni sugli orari di apertura, sul costo dei biglietti e sulle riduzioni consultare il sito web del Museo della Grafica www.museodellagrafica.unipi.it

Il Museo degli strumenti per il calcolo dell'Università di Pisa si arricchisce di un nuova sala. L'inaugurazione è prevista venerdì 20 dicembre alle 17,30 in via Bonanno Pisano e sarà preceduta, dalle 14,00, da un convegno su "Divulgazione, didattica e studio dell'Informatica" realizzato con il contributo del Consiglio della regione Toscana nell'ambito del progetto "Pianeta Galileo" 2013.

La nuova sala, realizzata grazie al sostegno della Fondazione Galileo Galilei, presenta un percorso lungo quasi due secoli e mostra come dall'aritmometro ottocentesco si sia poi arrivati ai personal e agli home computer degli anni '80. Un racconto originale e unico nel panorama museale italiano attraverso il quale è possibile scoprire le eccellenze della storia tecnologica nazionale con personaggi, come Adriano Olivetti, che hanno legato il loro nome anche alla città di Pisa. Il nuovo allestimento mette in mostra oltre 50 pezzi e fa perno proprio sulla Olivetti Programma 101, un calcolatore da scrivania che segna il passaggio dall'epoca delle calcolatrici a quella dei calcolatori personali. Visivamente, la vicinanza dei pezzi disegna una specie di skyline continuo che mostra l'evoluzione dei materiali e del design, sottolineando ora le continuità, ora i balzi dello sviluppo tecnologico: prima calcolatrici poi calcolatori, prima decimali poi binari, prima meccanici poi elettronici, prima legno e metallo poi plastica e silicio.

"Il Museo degli Strumenti per il Calcolo – ha detto Nicoletta De Francesco, prorettore vicario dell'Università di Pisa e presidente della Fondazione Galileo Galilei – è una realtà che si colloca all'interno di un piano più ampio di riqualificazione e valorizzazione dell'area dei Vecchi Macelli di Pisa, progetto che vede coinvolti l'Ateneo e il Comune di Pisa. In questo contesto, il Museo, la prima struttura già attiva nell'area, con le sue collezioni, le attività di ricerca storica e l'offerta didattica e divulgativa, uniche in Italia, ha i numeri per diventare il fulcro di una 'Cittadella Galileiana' dedicata alla diffusione sempre più ampia della cultura scientifica e tecnologica"

Alla giornata di inaugurazione saranno presenti Nicoletta De Francesco, prorettore vicario dell'Università di Pisa e presidente della Fondazione Galileo Galilei, Marilina Betrò, presidente del Sistema museale di Ateneo, e per il Comune di Pisa l'assessore Maria Luisa Chiofalo. L'apertura della sala sarà preceduta da un convegno dedicato alla "Divulgazione, didattica e studio dell'Informatica" e ai progetti futuri del Museo. Fra questi ultimi spicca in particolare l'allestimento di una nuova area per i laboratori didattici con ricostruzioni di calcolatori d'epoca che sarà realizzata dal Dipartimento di Informatica dell'Ateneo grazie al contributo della Fondazione Pisa e alla collaborazione della sezione pisana dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN). Nel corso della giornata, in collaborazione con l'Associazione italiana calcolo automatico (AICA), saranno inoltre premiate quattro giovani promesse dell'informatica del futuro.

Giovanni Vannacci, docente del dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali dell'Università di Pisa, è stato eletto presidente della Società italiana di Patologia vegetale per il triennio 2014-2016. La Società raccoglie circa 200 patologi vegetali che operano nelle università, in istituzioni di ricerca pubbliche e centri di ricerca privati. La S.I.Pa.V. ha tra i suoi scopi preminenti la promozione degli studi e delle ricerche sui vari aspetti o settori della Patologia vegetale, la diffusione delle conoscenze relative alle malattie delle piante e ai loro agenti biotici e abiotici. In tal senso promuove e favorisce anche le attività didattiche nel settore fitopatologico in ambito accademico e scolastico, la promozione di collaborazioni e di scambi tra studiosi di istituzioni operanti nel campo fitopatologico, nonché di rapporti interdisciplinari in settori di ricerca fondamentale e applicata.

La Società Italiana di Patologia Vegetale (S.I.Pa.V.) è stata fondata nel 1992, a seguito dello scioglimento della Società Italiana di Fitoiatria (S.I.F.) e della Associazione Fitopatologica Italiana (A.F.I.), con il determinante contributo del professore emerito Giovanni Scaramuzzi, già prorettore dell'Università di Pisa. Per ricordare l'opera del professor Scaramuzzi, ogni anno la Società conferisce un premio a un giovane patologo vegetale che si è distinto per le sue ricerche. Il premio viene consegnato in occasione del convegno annuale, che nel 2014 si terrà a Pisa nei giorni 22, 23 e 24 settembre.

Si terrà venerdì 20 dicembre 2013, nell'Auditorium di Palazzo Blu, l'incontro su "Pisa e i Pontecorvo", in cui storici, scienziati e familiari ricorderanno Bruno Pontecorvo, i fratelli Guido e Gillo e il forte legame che ha sempre unito la famiglia alla città di Pisa.

Il pomeriggio sarà aperto alle ore 15.30 dai saluti del presidente della Fondazione Palazzo Blu, Cosimo Bracci Torsi, e del sindaco Marco Filippeschi, cui seguiranno le relazioni di due storici dell'Università di Pisa: il professor Michele Luzzati, che interverrà su "I Pontecorvo e la comunità ebraica pisana tra 800 e 900", e la professoressa Mirella Scardozzi, che parlerà de "I Pontecorvo e l'industria pisana agli inizi del secolo XX". A coordinare il dibattito ci sarà il giornalista scientifico Pietro Greco.

L'iniziativa sarà quindi movimentata dal gruppo dei "Teatri della Resistenza", che renderanno omaggio a Bruno Pontecorvo attraverso la lettura di brani teatrali sulla sua storia, a cura di Cristina Gordumi, Dario Focardi e Paolo Giommarelli. Subito dopo interverranno Giuseppe Longo, fisico dell'Università di Bologna e dell'INFN, che ripercorrerà i propri ricordi di Bruno Pontecorvo, e Neil Pontecorvo Maroni che parlerà di "My little brother".

Il momento centrale dell'iniziativa vedrà la partecipazione di altri dei familiari dei fratelli Pontecorvo, che hanno storie personali e ricordi molto vari e in alcuni casi davvero originali. Si alterneranno così Gil Pontecorvo dalla Russia; Simone, Ludovico, Marco e Picci Pontecorvo di Roma; Jacqui Maroni Penrose e il nipote George, che si dividono tra Inghilterra e Stati Uniti.

La parte finale dell'incontro vedrà protagonista il professor Carlo Dionisi, fisico della Sapienza di Roma, che introdurrà la proiezione del film-documentario "Bruno Pontecorvo, l'uomo e lo scienziato" che lui stesso ha realizzato in collaborazione con Luisa Bonolis e con la collaborazione di Simone Pontecorvo.

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