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laura marcucciLaura Elisa Marcucci, ricercatrice di Fisica nucleare e subnucleare dell'Università di Pisa, è stata recentemente nominata Fellow della American Physical Society. Il prestigioso riconoscimento le è stato assegnato per i suoi studi di fisica nucleare teorica applicata all'astrofisica.

Lucchese, classe 1971, sposata e con due figlie di 10 e 13 anni, Laura Elisa Marcucci si è laureata con lode in Fisica all'Università di Pisa nel 1995, ha quindi proseguito gli studi di dottorato negli Stati Uniti presso la Old Dominion University di Norfolk e il Jefferson Laboratory di Newport News, dove ha anche ricevuto nel 2000 il premio "Luise-Meyer Schutzmeister" dalla "Association for Women in Science (AWIS) Educational Foundation", quale migliore dottoranda in fisica per quell'anno.

Sempre nel 2000 è rientrata in Italia, all'Università di Pisa, con un assegno di ricerca. Dal 2002 è ricercatrice presso l'Ateneo pisano, impegno a cui aggiunge dal 2013 la docenza al corso di "Nuclear Astrophysics" presso il "Gran Sasso Science Institute - Center of Advanced Studies" dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), a L'Aquila.

Ne hanno parlato:
Il Tirreno - Pisa
Il Tirreno - Lucca
Tirreno.it
PianetaUniversitario.it
PisaInformaFlash.it
GoNews.it
ControCampus.it
StampToscana.it

Laura Elisa Marcucci, ricercatrice di Fisica nucleare e subnucleare dell'Università di Pisa, è stata recentemente nominata Fellow della American Physical Society. Il prestigioso riconoscimento le è stato assegnato per i suoi studi di fisica nucleare teorica applicata all'astrofisica. Lucchese, classe 1971, sposata e con due figlie di 10 e 13 anni, Laura Elisa Marcucci si è laureata con lode in Fisica all'Università di Pisa nel 1995, ha quindi proseguito gli studi di dottorato negli Stati Uniti presso la Old Dominion University di Norfolk e il Jefferson Laboratory di Newport News, dove ha anche ricevuto nel 2000 il premio "Luise-Meyer Schutzmeister" dalla "Association for Women in Science (AWIS) Educational Foundation", quale migliore dottoranda in fisica per quell'anno. Sempre nel 2000 è rientrata in Italia, all'Università di Pisa, con un assegno di ricerca. Dal 2002 è ricercatrice presso l'Ateneo pisano, impegno a cui aggiunge dal 2013 la docenza al corso di "Nuclear Astrophysics" presso il "Gran Sasso Science Institute - Center of Advanced Studies" dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), a L'Aquila.

L'associazione Sinistra Universitaria ha realizzato due pubblicazioni:
- "Controcorrente", giornalino di attualità politico-economica
- "I tuoi diritti in sede d'esame", un opuscolo informativo sui diritti degli studenti in sede d'esame.

La distribuzione delle due pubblicazioni avverrà a fine dicembre.

Info

Marta Capano
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cug homeProgrammare interventi che vadano a incidere sull'organizzazione del lavoro nell'università, sulle carriere e sulla definizione dell'organigramma dell'Ateneo: sono questi i punti principali del Piano di Azione positive dell'Università di Pisa elaborato dal Comitato Unico di Garanzia (CUG) e già approvato dagli Organi di Governo dell'Ateneo. La presentazione del Piano si è tenuta lo scorso 20 novembre al Polo Piagge, dove sono intervenuti il prorettore vicario Nicoletta De Francesco, la presidente del CUG Laura Savelli, oltre ad altri membri del Comitato, tra cui Rossana Pesi, Adriana Ciurli, Francesca Cecconi, e infine Daniela Lombardi, docente del dipartimento di Civiltà e forme del sapere.
La riunione si è aperta con un'introduzione del prorettore vicario Nicoletta De Francesco, che ha ricordato come il nostro Ateneo abbia indicato nel suo Statuto le funzioni del CUG: promuovere le pari opportunità per tutte le componenti che studiano e lavorano nell'Università, prevenire e contrastare ogni forma di discriminazione; favorire la conciliazione famiglia e lavoro e la realizzazione del maggior benessere lavorativo e, infine, promuovere gli studi di genere.

Riunione CUGLa riunione è proseguita con l'intervento della presidente del CUG, Laura Savelli, che ha illustrato gli aspetti qualificanti del piano. Ha ricordato come le azioni positive consistano in misure che mirano a rimuovere gli ostacoli che impediscono un'effettiva parità nelle condizioni di partenza tra donne e uomini. Ha poi fatto presente come la più recente normativa nazionale abbia ampliato il raggio di applicazione delle garanzie e delle tutele antidiscriminatorie, a ogni forma di discriminazione, diretta e indiretta, legata a genere, età, orientamento sessuale, razza, origine etnica, disabilità e lingua.
Il piano, dunque, con un'attenzione particolare alla promozione delle pari opportunità di genere, si rivolge a tutto il personale dell'Ateneo, docente e tecnico-amministrativo, nonché alla popolazione studentesca. Il punto del Piano dedicato alle pari opportunità e organizzazione del lavoro prevede la programmazione di interventi che incidano sull'organizzazione del lavoro nell'università, sulle carriere, sulla gestione dei concorsi e sulla definizione dell'organigramma dell'Ateneo. Finalità generale è l'incremento della presenza femminile a tutti i livelli della carriera universitaria, con particolare riferimento alla docenza e alle funzioni dirigenziali del personale tecnico-amministrativo.
Gli interventi che vanno sotto il nome di benessere organizzativo mirano invece alla creazione di un ambiente lavorativo improntato alla qualità di lavoro e all'effettiva realizzazione del lavoratore e della lavoratrice nella loro dimensione personale e professionale. Assicurare le pari opportunità e rimuovere le discriminazioni, dirette e indirette, sono condizioni essenziali per la realizzazione personale e per il benessere sul luogo di lavoro. A questo scopo il CUG ha iniziato un percorso d'interventi formativi su benessere, conciliazione e contrasto al mobbing.

Riunione CUG«L'Università deve farsi carico degli ostacoli più duri a morire, vale a dire quelli di ordine culturale – ha sottolineato la professoressa Savelli – Valorizzare la ricerca e la didattica di genere favorendone lo sviluppo sono strumenti essenziali della presa di coscienza del valore delle differenze e del disvalore delle discriminazioni. Il Piano di azioni positive, intervenendo su questo terreno, prevede l'elaborazione di cataloghi bibliografici di genere dell'Ateneo e interventi su genere e formazione universitaria. Per la promozione degli studi in questo settore è stata aperta una nuova collana "Genere, oggettività e diritti" con la Pisa University Press ed è prevista l'organizzazione di seminari interdisciplinari rivolti agli studenti e alle studentesse; la costituzione, con il contributo del CUG, di un Centro interdipartimentale sugli studi di genere; e la collaborazione con enti universitari all'estero per l'approfondimento, in prospettiva comparata, delle tematiche inerenti le funzioni del CUG».


 Riunione CUGAlla presentazione delle linee generali del Piano è seguito l'intervento di Rossana Pesi, che ha illustrato le iniziative già concluse, come i campi di Natale e di Pasqua e campi estivi, e ha annunciato che altre se ne stanno definendo per l'assistenza agli anziani e altri servizi alla famiglia. Adriana Ciurli, intervenendo sul benessere lavorativo, ha parlato delle iniziative passate – tra cui corsi e seminari su benessere e mobbing – e future, come ad esempio un'indagine conoscitiva che, utilizzando adeguati indicatori di "benessere e malessere", coinvolga il personale dell'Ateneo consentendogli di esprimere la propria percezione del contesto lavorativo. Francesca Cecconi ha illustrato il tirocinio formativo per schedatura e monitoraggio delle tesi di laurea e di dottorato in "Gender Studies", discusse nell'Ateneo negli ultimi dieci anni.
La presentazione si è conclusa con un contributo della professoressa Daniela Lombardi su La difficile conciliazione: una ricostruzione storica del rapporto tra cura familiare e attività lavorative, tra azioni dei privati e intervento pubblico, dalla ruota per gli abbandonati agli ospizi per i vecchi non abbienti.

È una collaborazione che ha al centro lo scavo archeologico del sito di Misis e che, per il prossimo futuro, svilupperà programmi di ricerca e di lavoro con un ruolo pilota dell'Università di Pisa. Sono questi i contenuti della cooperazione che l'Ateneo pisano definirà con la Turchia in occasione dell'incontro con le due delegazioni in visita a Pisa dal 16 al 18 dicembre, una dell'Università di Çukurova (Adana), guidata dal rettore Mustafa Kibar, e un'altra della Municipalità di Yüreğir, nella stessa provincia di Adana, guidata dal sindaco Mahmut Çelikcan. Avviato nel 2012, lo scavo di Misis è condotto da un gruppo italiano guidato da Giovanni Salmeri dell'Università di Pisa e da Anna Lucia D'Agata, del CNR-Istituto di Studi sul Mediterraneo Antico, in collaborazione con il Municipio di Yüreğir e il Museo Archeologico di Adana.

«Quella di Misis è un'area archeologica protetta di primo grado – spiega il professor Salmeri – Oggi il sito dell'antica città, i cui resti sono ancora in molti tratti visibili, è occupato da una popolazione di 5000 abitanti che vivono in circa 800 case. Una tale 'occupazione delle rovine' non corrisponde ai moderni criteri di tutela e valorizzazione dei siti archeologici, e per ovviare a tale situazione il Municipio di Yüreğir ha lanciato nel 2012 il progetto 'Misis città di eterna vita' (Ölümsüzlük Şehri Misis). Esso prevede da un lato la riqualificazione del centro con opportuni interventi di carattere urbanistico ed economico e dall'altro l'avvio dello scavo e della progettazione di un parco archeologico e culturale nell'ambito di un'ampia collaborazione italo-turca».

La presenza del fiume Ceyhan e la posizione di controllo su una delle principali rotte di comunicazione tra l'altopiano anatolico e la Siria e il Levante hanno contribuito in modo determinante alla storia di lunga durata e alla precoce urbanizzazione del sito di Misis. Sviluppatasi su un terrazzo antico che domina il corso del fiume, lo höyük (collina artificiale) di Misis ha restituito le tracce di un insediamento neolitico e calcolitico, il più antico finora venuto alla luce nella piana inferiore del Ceyhan. Alle deboli testimonianze dell'età del Bronzo fa seguito la massiccia frequentazione nella media età del Ferro (IX-VII secolo a.C.), quando Misis conosce un'autentica esplosione insediamentale. Entrata nell'orbita del potere romano nel I secolo a.C., la città, allora chiamata Mopsuestia, assunse man mano le caratteristiche di un grande centro dell'area orientale dell'impero, che dopo la fondazione di Costantinopoli nel 330 d.C. restò inserito per quasi trecento anni nell'orbita bizantina. Con il VII secolo d.C. la città, adesso chiamata Al Massisa, venne trasformata in fortezza e sino al XIV secolo furono frequenti i suoi passaggi di mano, dai Bizantini agli Arabi, ai Turchi, ai Crociati. Sotto l'impero ottomano infine prese il nome di Misis.
Aperto all'estremità sud-occidentale della sommità e sulle pendici immediatamente sottostanti, in un'area strategica per il controllo della piana inferiore del Ceyhan e delle vie di comunicazione verso est e verso ovest, lo scavo di Misis si pone come uno dei più importanti della Turchia sud-orientale: «L'area indagata, che supera ad oggi i 1000 metri quadrati, ha restituito infatti una imponente sequenza stratigrafica che va dall'età contemporanea al IX-VIII secolo a.C. e documenta le trasformazioni nella funzione che il centro conobbe nei secoli – aggiunge il professor Salmeri – Le strutture messe in luce mostrano che se in età medievale l'höyük aveva la fisionomia di area fortificata, in età ellenistica e romana era occupato da un'area abitativa che doveva includere anche un importante santuario. L'individuazione infine di enormi edifici in mattoni crudi, che risalgono all'VIII secolo a.C. – il cui scavo è attualmente in corso – è certo il dato di maggiore rilevanza: i resti della città neoittita di Misis vengono così lentamente alla luce».

Martedì, 16 Dicembre 2014 09:42

Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro

Un premio alla miglior testi di laurea in medicina che si è distinta per aver adottato un approccio di genere. Il riconoscimento sarà consegnato dalla prorettrice Nicoletta De Francesco in occasione dell'apertura del convegno "Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. La prospettiva di genere nella ricerca e nella normativa", promosso nell'ambito progetto europeo TRIGGER. La mattinata di studio, che si svolgerà giovedì 18 dicembre dalle 9.30 alle 13.00 al dipartimento di Scienze Politiche in via Serafini 3, sarà anche l'occasione per fare il punto sul tema con i rappresentati degli enti locali e della Regione Toscana. Ad animare il dibattito ci saranno Rita Biancheri, responsabile scientifico progetto TRIGGER, Rudy Foddis, AnnaLaura Carducci, Fabiola Fontana, Silvia Cervia, Anna Taglioli e Silvana Salvini.

Lo scorso 12 novembre, per la prima volta nella storia, un oggetto fabbricato da mano umana si è posato su una cometa. A bordo della sonda Rosetta e del lander Philae erano presenti molti strumenti ed equipaggiamenti realizzati in Italia e, mercoledì 17 dicembre, alle 14.30, nell'Aula Magna "Ulisse Dini" della Scuola di Ingegneria dell'Università di Pisa, si terrà un incontro per illustrare il contributo italiano alla missione, un esempio concreto della collaborazione tra l'Agenzia Spaziale Italiana, le Università, i Centri di Ricerca e la grande industria nazionale (Selex-ES).

All'iniziativa, intitolata "Landed. Mani, occhi e cuore italiani: il contributo italiano alla missione Rosetta", interverranno Marco Molina (Chief Technical Officer-Selex ES) e Giampaolo Preti (Head of Space Institutional Business, Selex-ES), che racconteranno la storia di questi strumenti italiani (prodotti dalla loro azienda): tra gli altri, VIRTIS che realizza mappe di temperatura della cometa, GIADA che conta i grani di polvere cometaria, il "trapano" SD2 che ha provato ad assaggiare un pezzo di cometa prelevandolo per analizzarlo. Racconteremo anche la storia di quegli apparati che, sempre made in Italy, hanno permesso a Rosetta di viaggiare per dieci anni nello spazio: sensori di stelle, camere di navigazione e pannelli solari.

Martedì 16 dicembre 2014, dalle 10.30 prima alla Gipsoteca di Arte Antica (piazza San Paolo all'Orto 20) e poi alle Collezioni Egittologiche (via San Frediano 12), si svolgerà una giornata, aperta a tutti, dedicata ai musei universitari pisani e non solo.

La giornata sarà occasione per un primo bilancio delle attività del Sistema Museale di Ateneo a due anni dalla sua nascita, ma fornirà anche occasione per un confronto con esperti in settori diversi dei beni culturali. Come segno emblematico della centralità dell'Orto Botanico nel nuovo progetto museale varato dall'Ateneo, sarà inoltre possibile ammirare in Gipsoteca il quadro "Orto botanico, 1999" di Beppe Bartolini, gentilmente concesso per l'evento.

Una seconda parte del programma si svolgerà alle Collezioni Egittologiche, dove sarà presentato ufficialmente l'ingresso del sarcofago di Kenamun nelle Collezioni e il suo ricongiungimento con i resti del nobile egiziano rinvenuti nel Museo di Storia Naturale.

L'attuale Sistema Museale di Ateneo è stato creato il 19 settembre 2012 e reso pienamente operativo dal gennaio 2013. Aveva alle spalle il lavoro eccellente compiuto in trent'anni dalla Commissione Musei e dal primo Sistema Museale (2001); tuttavia, per la prima volta all'esigenza di "fare sistema" è stata data risposta con una struttura istituzionale e logistica.

Dopo due anni, si chiude simbolicamente la prima fase di vita del Sistema. Marilina Betrò, presidente del Sistema Museale, ha commentato: "Mi piace pensare a questo tempo come al viaggio che ha traghettato i musei dell'Ateneo dal loro passato, ricco di storia e di tesori, ma ancora in parte chiuso tra mura segrete, a un futuro sempre più aperto, connesso, immersivo. È un futuro che dalle sue origini parte e sa tornarvi, nuovo: l'Orto, primo antico nucleo dei musei d'Ateneo, suo centro, torna a esserne cuore e centro nel nuovo progetto del Polo Museale Storico, che dall'anno prossimo sarà messo in opera".

Sono stati presentati venerdì 12 dicembre, nell'ambito del XIII congresso dell'AISPE, i quattro volumi su "Gli economisti accademici italiani dell'Ottocento", curati dal professor Massimo Augello. Con l'autore, ne hanno discusso i professori Piero Barucci, già ministro del Tesoro nei governi Amato e Ciampi e attualmente membro della presidenza dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, Pier Francesco Asso, dell'Università di Palermo, Marco Guidi, dell'Università di Pisa, Manuela Mosca, dell'Università di Lecce, e Piero Roggi, dell'Università di Firenze.

L'opera, frutto di una coedizione tra il ministero dei Beni culturali e la Fabrizio Serra, è il risultato di una ricerca trentennale condotta nell'ambito di numerosi progetti d'interesse nazionale (PRIN), coordinati dal professor Augello. Essa è organizzata in forma di dizionario bio-bibliografico degli economisti italiani dell'Ottocento e del primo Novecento e si caratterizza come storia "documentale" della scienza economica nel nostro paese.

Il primo volume, diviso in tre tomi, contiene i saggi bio-bibliografici su più di settanta economisti del periodo, preceduti da un'introduzione che ricostruisce la storia del progetto e i suoi percorsi realizzativi e analizza, attraverso alcune tabelle e figure, i dati complessivi più rilevanti della ricerca. Il secondo volume si articola in un complesso di indici che facilitano la consultazione dell'opera e gli approfondimenti tematici.

Opera di documentazione e al tempo stesso di lettura, essa offre uno straordinario strumento di approfondimento e di ricerca non soltanto sulla scienza economica e gli economisti italiani dell'età liberale, ma anche sulla storia politica, economica e sociale del paese, per il ruolo cruciale da essi svolto nelle istituzioni.

"Il professor Augello - ha commentato in apertura Piero Barucci - ha realizzato il sogno che hanno tutti coloro che si occupano di storia: quello di realizzare nel corso della loro carriera un dizionario. Il dizionario è infatti un'opera che rimane nel tempo e che diventa strumento di lavoro per tutti gli studiosi che, da allora in poi, si occuperanno di quell'argomento, in questo caso la storia economica dell'Ottocento".

Dopo la presentazione e la discussione della metodologia e dei contenuti dei volumi da parte dei diversi relatori, che hanno sottolineato la progettualità dell'opera, l'incontro è stato chiuso dallo stesso autore. "Ho voluto portare a termine il progetto che è alla base dei volumi, un progetto nato trent'anni fa - ha detto Massimo Augello - come tributo alla mia disciplina. L'opera che abbiamo qui discusso rappresenta il lavoro conclusivo di un grande gruppo di ricerca, composto da più di cento studiosi di diversi settori che si sono alternati in questo lungo periodo con idee, passione e grande impegno".

Martedì, 16 Dicembre 2014 09:14

Google e diritto all’oblio

L'11 dicembre alle 12,15 al dipartimento di Economia e Management dell'Università di Pisa (Via Ridolfi, 10), Alessandro Mantelero del Politecnico di Torino e del Nexa Centre for Internet and Society terrà un seminario dal titolo "La sentenza CGUE sul 'Caso Google' e il diritto all'oblio: una decisione 'Politica'".
A marzo scorso una celebre e discussa sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea ha riconosciuto ai cittadini comunitari il diritto di chiedere a Google l'eliminazione dai motori di ricerca delle informazioni contenute in pagine che li riguardano, anche se pubblicate lecitamente e non diffamatorie. Dalla emanazione della sentenza ad oggi le richieste di cancellazione pervenute a Google sono state quasi 150.000, delle quali il 41,8% approvate, con relativo oscuramento dei link segnalati.
Il seminario, organizzato dalla professoressa Dianora Poletti, intende offrire un contributo alla comprensione dei dirompenti effetti provocati dalla sentenza. La partecipazione al seminario è libera e aperta a tutti gli interessati.

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