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Comunicati stampa

elena_dundovich.pngPisa - Infanzia rubata, abbandonata, violata. Il 21 giugno, in occasione della Giornata internazionale per i bambini e le bambine innocenti, vittime di violenza, il Comitato Unico di Garanzia ha organizzato il seminario dal titolo "Dare voce al futuro. Infanzia come oggetto e soggetto della storia contemporanea" che si svolgerà alle 16 alla Gipsoteca di arte Antica (Piazza S. Paolo All'Orto, 20). L’evento si aprirà con i saluti del Rettore e prevede la partecipazione di Elena Dundovich (foto), Presidente del Comitato Unico di Garanzia dell'Università di Pisa, Simone Paoli, docente al Dipartimento di Scienze Politiche dell’Ateneo pisano e autore del volume “Child Migration and Biopolitics”, edito da Routledge; Lucetta Scaraffia, editorialista della Stampa e coautrice del volume “Agnus Dei”; Federica Tourn, giornalista di “Domani” che da anni segue il tema degli abusi all’interno della Chiesa. Concluderà il pomeriggio lo spettacolo a ingresso gratuito “Bestie Rare”, un monologo toccante interpretato da Angelo Colosimo sulla storia di un bimbo abusato.

“Mi sono avvicinata da qualche tempo al tema dell’infanzia e della sua tutela dal punto di vista internazionale – spiega la professoressa Dundovich - ciò mi ha portato a indagare anche sul mondo della pedofilia e mi sono così resa conto di quanta omertà da parte di famiglie e di istituzioni, anche ecclesiastiche, copra, non solo nel nostro paese, ma anche in molti altri, la verità su questa realtà così dolorosa. E quanto bambini soldati, bambine prostitute, venduti o private degli organi, ma ancora di più bambini e bambine abusati e abusate siano davvero gli ultimi tra gli ultimi, immersi e immerse in un silenzio a cui nessuno da voce”.

Per conciliare studio universitario e carriera sportiva agonistica, arriva all’Università di Pisa la “Dual career”, il programma formativo a cui possono accedere atleti e atlete di alto livello iscritti ai corsi di laurea dell’Ateneo, vedendosi riconosciuto lo status di “studente-atleta”. La proposta è stata approvata in Senato accademico e entrerà in vigore dal prossimo anno accademico.

“Con l’istituzione della “Dual career” e il riconoscimento della figura dello studente-atleta, l’Università di Pisa arriva alla fine di un percorso articolato e partecipato, avviato già dalla precedente governance, che è nato con l’obiettivo di favorire l’impegno sportivo e tutelare il diritto allo studio degli studenti che praticano sport ad alto livello – commenta il rettore Riccardo Zucchi – A partire dal prossimo anno accademico i nostri sportivi professionisti potranno accedere al nuovo programma e far convivere più serenamente i loro percorsi universitari con gli impegni agonistici. È in questo modo che l’Università riesce a coltivare i suoi talenti, favorendo una formazione di alto livello sia nello studio che nello sport”.

Il percorso di Dual career è rivolto alle studentesse e agli studenti regolarmente iscritti ai corsi di laurea, laurea magistrale, scuole di specializzazione, dottorati di ricerca e master universitari dell’Ateneo pisano, che praticano sport ad alti livelli agonistici e partecipano a competizioni di particolare rilievo a carattere nazionale o internazionale.

Lo status di studente-atleta permetterà di beneficiare di misure finalizzate a garantire flessibilità ed efficacia della carriera accademica, sull’esempio di quanto già previsto dai regolamenti dell’Università di Pisa per altre categorie di studenti, come gli appelli straordinari o i ricevimenti concordati. Per supportare e orientare lo studente-atleta, in ogni dipartimento sarà inoltre istituita la figura del tutor per la “Dual career” con funzione di tutoraggio amministrativo.

Tutte le informazioni utili sulle modalità di domanda e i requisiti di accesso saranno disponibili su una pagina dedicata del sito Unipi. Nel frattempo resta attivo l’indirizzo e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Alla definizione del percorso ha dato un contributo anche il campione di atletica leggera Samuele Ceccarelli, iscritto al quinto anno della laurea magistrale in Giurisprudenza, e che così aveva commentato il suo coinvolgimento nell’iniziativa: "Dividersi tra libri e attività sportiva non è assolutamente semplice. La mia disponibilità a partecipare a questo progetto è massima e spero, con la mia esperienza, di poter dare un contributo utile a migliorare la qualità della vita universitaria e atletica di tanti altri colleghi”.

L’istituzione della Dual career si inserisce all’interno delle politiche di Ateneo ispirate al principio della centralità dello studente, di ascolto dei suoi bisogni e di attenzione verso le sue esigenze specifiche. Sono infatti molte le iniziative già attivate che vanno in questa direzione, basta ricordare il servizio di ascolto e consulenza, lo sportello antiviolenza, i servizi per studenti con disabilità erogati dall’USID, lo sportello DSA e le tante attività di tutorato alla pari promosse a livello di Ateneo, dei singoli dipartimenti o dei corsi di studio. Il tutto a partire da una politica di tassazione che ha già visto un significativo ampliamento della “no tax area”.

In questa prospettiva la Dual career pensata per studenti-atleti potrebbe diventare un modello per l’istituzione di altri tipi di “Dual Career”, in grado di agevolare la carriera universitaria di altre tipologie di studenti e studentesse, come ad esempio gli allievi di conservatorio.

Pisa - Infanzia rubata, abbandonata, violata. Il 21 giugno, in occasione della Giornata internazionale per i bambini e le bambine innocenti, vittime di violenza, il Comitato Unico di Garanzia ha organizzato il seminario dal titolo "Dare voce al futuro. Infanzia come oggetto e soggetto della storia contemporanea" che si svolgerà alle 16 alla Gipsoteca di arte Antica (Piazza S. Paolo All'Orto, 20). L’evento si aprirà con i saluti del Rettore e prevede la partecipazione di Elena Dundovich, Presidente del Comitato Unico di Garanzia dell'Università di Pisa, Simone Paoli, docente al Dipartimento di Scienze Politiche dell’Ateneo pisano e autore del volume “Child Migration and Biopolitics”, edito da Routledge; Lucetta Scaraffia, editorialista della Stampa e coautrice del volume “Agnus Dei”; Federica Tourn, giornalista di “Domani” che da anni segue il tema degli abusi all’interno della Chiesa.

Concluderà il pomeriggio lo spettacolo a ingresso gratuito “Bestie Rare”, un monologo toccante interpretato da Angelo Colosimo sulla storia di un bimbo abusato.

“Mi sono avvicinata da qualche tempo al tema dell’infanzia e della sua tutela dal punto di vista internazionale – spiega la professoressa Dundovich - ciò mi ha portato a indagare anche sul mondo della pedofilia e mi sono così resa conto di quanta omertà da parte di famiglie e di istituzioni, anche ecclesiastiche, copra, non solo nel nostro paese, ma anche in molti altri, la verità su questa realtà così dolorosa. E quanto bambini soldati, bambine prostitute, venduti o private degli organi, ma ancora di più bambini e bambine abusati e abusate siano davvero gli ultimi tra gli ultimi, immersi e immerse in un silenzio a cui nessuno da voce”.

 

Per conciliare studio universitario e carriera sportiva agonistica, arriva all’Università di Pisa la “Dual career”, il programma formativo a cui possono accedere atleti e atlete di alto livello iscritti ai corsi di laurea dell’Ateneo, vedendosi riconosciuto lo status di “studente-atleta”. La proposta è stata approvata in Senato accademico e entrerà in vigore dal prossimo anno accademico.

“Con l’istituzione della “Dual career” e il riconoscimento della figura dello studente-atleta, l’Università di Pisa arriva alla fine di un percorso articolato e partecipato, avviato già dalla precedente governance, che è nato con l’obiettivo di favorire l’impegno sportivo e tutelare il diritto allo studio degli studenti che praticano sport ad alto livello – commenta il rettore Riccardo Zucchi – A partire dal prossimo anno accademico i nostri sportivi professionisti potranno accedere al nuovo programma e far convivere più serenamente i loro percorsi universitari con gli impegni agonistici. È in questo modo che l’Università riesce a coltivare i suoi talenti, favorendo una formazione di alto livello sia nello studio che nello sport”.

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Il percorso di Dual career è rivolto alle studentesse e agli studenti regolarmente iscritti ai corsi di laurea, laurea magistrale, scuole di specializzazione, dottorati di ricerca e master universitari dell’Ateneo pisano, che praticano sport ad alti livelli agonistici e partecipano a competizioni di particolare rilievo a carattere nazionale o internazionale.

Lo status di studente-atleta permetterà di beneficiare di misure finalizzate a garantire flessibilità ed efficacia della carriera accademica, sull’esempio di quanto già previsto dai regolamenti dell’Università di Pisa per altre categorie di studenti, come gli appelli straordinari o i ricevimenti concordati. Per supportare e orientare lo studente-atleta, in ogni dipartimento sarà inoltre istituita la figura del tutor per la “Dual career” con funzione di tutoraggio amministrativo.

Tutte le informazioni utili sulle modalità di domanda e i requisiti di accesso saranno disponibili su una pagina dedicata del sito Unipi. Nel frattempo resta attivo l’indirizzo e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Alla definizione del percorso ha dato un contributo anche il campione di atletica leggera Samuele Ceccarelli, iscritto al quinto anno della laurea magistrale in Giurisprudenza, e che così aveva commentato il suo coinvolgimento nell’iniziativa: "Dividersi tra libri e attività sportiva non è assolutamente semplice. La mia disponibilità a partecipare a questo progetto è massima e spero, con la mia esperienza, di poter dare un contributo utile a migliorare la qualità della vita universitaria e atletica di tanti altri colleghi”.

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Samuele Ceccarelli.

L’istituzione della Dual career si inserisce all’interno delle politiche di Ateneo ispirate al principio della centralità dello studente, di ascolto dei suoi bisogni e di attenzione verso le sue esigenze specifiche. Sono infatti molte le iniziative già attivate che vanno in questa direzione, basta ricordare il servizio di ascolto e consulenza, lo sportello antiviolenza, i servizi per studenti con disabilità erogati dall’USID, lo sportello DSA e le tante attività di tutorato alla pari promosse a livello di Ateneo, dei singoli dipartimenti o dei corsi di studio. Il tutto a partire da una politica di tassazione che ha già visto un significativo ampliamento della “no tax area”.

In questa prospettiva la Dual career pensata per studenti-atleti potrebbe diventare un modello per l’istituzione di altri tipi di “Dual Career”, in grado di agevolare la carriera universitaria di altre tipologie di studenti e studentesse, come ad esempio gli allievi di conservatorio.

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Il campione Samuele Ceccarelli ricevuto lo scorso marzo in rettorato dopo la sua vittoria agli Assoluti di Ancona, dove aveva battuto il campione Marcel Jacobs sui 60 metri. Da sinistra: il padre di Samuele Ceccarelli, il prorettore alla Didattica Giovanni Paoletti, la prorettrice per la Coesione della comunità universitaria e per il diritto allo studio Enza Pellecchia, Samuele Ceccarelli, il rettore Riccardo Zucchi e il delegato per i rapporti con il territorio Marco Macchia.

In occasione dei Career Days del settore ICT - giornate di colloqui e tra aziende e studenti e laureati che si terranno nel Palazzo della Sapienza dell’Università di Pisa (via Curtatone e Montanara, 15) dal 20 al 22 giugno - martedì 20 giugno, alle ore 12, le colleghe giornaliste e i colleghi giornalisti sono invitati a partecipare a un incontro con gli organizzatori, tra cui la delegata del rettore per l’Orientamento, Laura Elisa Marcucci, e la responsabile del Career Service d'Ateneo, Antonella Magliocchi. Nell'occasione sarà possibile intervistare anche studenti e laureati iscritti all'iniziativa.

Il Dipartimento di Scienze Veterinarie (DSV) dell’Università di Pisa ha ricevuto l’accreditamento secondo gli standard messi a punto dall'European Association of Establishments for Veterinary Education (EAEVE), l'associazione che ha il compito di valutare e promuovere la qualità della formazione in campo veterinario a livello europeo.

L’ECOVE (European Committee of Veterinary Education), nella sua riunione a giugno scorso, ha infatti formalizzato il successo di un percorso continuo di crescita e miglioramento della qualità del percorso didattico e quindi dei medici veterinari che si formano all’Università di Pisa. Il DSV ha quindi ricevuto il riconoscimento durante l’assemblea generale della EAEVE che si è svolta a giugno a Lipsia (nella foto, a destra, il professore Vincenzo Miragliotta che riceve l'accreditamento e, a sinistra, il presidente di ECOVE, Florian Buchner)

“Abbiamo intrapreso un percorso virtuoso, con il supporto dell'Ateneo, che ha portato il dipartimento ad ottenere i recenti riconoscimenti sulle attività didattiche (EAEVE) e su quelle di ricerca come Dipartimento di Eccellenza nell'ambito della valutazione ministeriale – ha detto il professore Francesco di Iacovo, direttore del DSV – vogliamo proseguire in questa direzione, continuando a investire nel reclutamento di giovani capaci e mettendo i nostri ricercatori nelle migliori condizioni lavorative possibili. A questo proposito sono convinto che i lavori appena iniziati per il completamento della sede a san Piero a Grado siano il miglior passo che l’Ateneo poteva fare a supporto della nostra comunità accademica”.

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Il Dipartimento di Scienze Veterinarie (DSV) dell’Università di Pisa ha ricevuto l’accreditamento secondo gli standard messi a punto dall'European Association of Establishments for Veterinary Education (EAEVE), l'associazione che ha il compito di valutare e promuovere la qualità della formazione in campo veterinario a livello europeo.

L’ECOVE (European Committee of Veterinary Education), nella sua riunione a giugno scorso, ha infatti formalizzato il successo di un percorso continuo di crescita e miglioramento della qualità del percorso didattico e quindi dei medici veterinari che si formano all’Università di Pisa. Il DSV ha quindi ricevuto il riconoscimento durante l’assemblea generale della EAEVE che si è svolta a giugno a Lipsia (nella foto, a destra, il professore Vincenzo Miragliotta che riceve l'accreditamento e, a sinistra, il presidente della ECOVE, Florian Buchner)

“Abbiamo intrapreso un percorso virtuoso, con il supporto dell'Ateneo, che ha portato il dipartimento ad ottenere i recenti riconoscimenti sulle attività didattiche (EAEVE) e su quelle di ricerca come Dipartimento di Eccellenza nell'ambito della valutazione ministeriale – ha detto il professore Francesco di Iacovo, direttore del DSV – vogliamo proseguire in questa direzione, continuando a investire nel reclutamento di giovani capaci e mettendo i nostri ricercatori nelle migliori condizioni lavorative possibili. A questo proposito sono convinto che i lavori appena iniziati per il completamento della sede a san Piero a Grado siano il miglior passo che l’Ateneo poteva fare a supporto della nostra comunità accademica”.

I corsi di studio del Dipartimento di Scienze Veterinarie sono 5: Medicina veterinaria a ciclo unico, Scienze e Tecnologie delle Produzioni Animali e Scienze e Tecnologie delle Produzioni Animali come triennali, Scienze e Tecnologie delle Produzioni Animali e Biosicurezza e Qualità degli Alimenti come magistrali. Per chi volesse iscriversi ecco il link alla pagina con tutte le informazioni. 

Il Dipartimento ha inoltre al suo interno l’Ospedale Didattico Veterinario (ODV) “M. Modenato”. La struttura ha lo scopo di riunire in un’unica realtà tre importanti missioni: didattica per gli studenti di Medicina Veterinaria, attività clinica veterinaria per il territorio e ricerca.

Negli scorsi giorni il rettore dell’Università di Pisa, Riccardo Zucchi, ha incontrato il presidente dell’Uzbekistan, Shavkat Mirziyoyev, nell’ambito del viaggio che il leader uzbeko ha fatto prima a Roma per essere ricevuto dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e da rappresentanti del governo e poi a Milano per partecipare a una tavola rotonda con il mondo imprenditoriale e alcune università italiane.

All’incontro lombardo sono intervenuti una cinquantina di invitati, presidenti e amministratori delegati di aziende di varie dimensioni che hanno rapporti con il paese dell’Asia centrale, tra le quali ENI ed ENEL. Due gli atenei presenti: l’Università di Pisa e il Politecnico di Torino.

In apertura, il presidente Mirziyoyev ha illustrato le potenzialità della propria nazione, invitando a portare investimenti dall’estero con la promessa di sgravi fiscali e di altre agevolazioni. Hanno quindi preso la parola dieci rappresentanti del mondo industriale e i rettori dei due atenei invitati.

Il professor Zucchi ha ricordato brevemente il percorso che ha portato l’Ateneo pisano, attraverso il Dipartimento di Scienze della Terra, ad attivare una sede a Tashkent, capitale dell’Uzbekistan, e in collaborazione con la locale University of Geological Sciences a costruire un corso di laurea triennale in Geologia, con 60 studentesse e studenti iscritti che stanno già frequentando l’anno propedeutico in vista della prossima immatricolazione. “Se sarà accreditata – ha sottolineato – la sede dell’Università di Pisa sarà la prima in un paese estero tra tutti gli atenei italiani”.

Oltre alla geologia, ha concluso il rettore, Pisa può vantare altri settori disciplinari intorno ai quali sviluppare le collaborazioni con l’Uzbekistan, per esempio nei campi dell’ingegneria e delle scienze matematiche, fisiche e naturali.

Dal canto suo, il presidente Mirziyoyev ha mostrato grande apprezzamento per la cooperazione internazionale avviata con l’Università di Pisa, ha enfatizzato l’importanza della geologia per lo sviluppo del suo paese e ha aggiunto che senza un’adeguata istruzione universitaria non ci può essere futuro per l’Uzbekistan, evidenziando che negli ultimi anni i giovani che hanno intrapreso un percorso universitario sono cresciuti dal 9 al 38 per cento.

In riferimento alla lettera aperta inviata dagli studenti del collettivo Exploit, ripresa dal vostro giornale, si precisa che l’atto di esporre la bandiera a mezz'asta a cui si fa riferimento non è lasciato alla discrezione dei rettori o delle comunità universitarie, né è stato oggetto di deliberazione da parte degli organi di Ateneo, ma è una conseguenza della proclamazione del lutto nazionale. L’esposizione a mezz’asta sugli edifici pubblici è stata espressamente disposta con una nota prefettizia, applicativa di una circolare della Presidenza del Consiglio dei Ministri e attuativa delle disposizioni stabilite da una fonte primaria che le amministrazioni sono tenute ad applicare.

Giovedì 15 giugno, alle ore 21.30, nella Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, in Piazza Santa Caterina, il Coro dell’Università di Pisa ha svolto il suo XXIV concerto annuale nel Giugno Pisano. per l'occasione è stata eseguita la “Grande Messa in do minore KV 427” di W.A. Mozart. Insieme al Coro si sono esibiti il soprano Sonia Ciani, il mezzosoprano Sara Bacchelli, il tenore Marco Mustaro e il basso Marco Innamorati, insieme alla Tuscan Chamber Orchestra, sotto la direzione di Stefano Barandoni.

 

Il Polo Musicale dell’Università di Pisa ha voluto offrire al pubblico un’opera che, nonostante l'incompiutezza, è la più intrigante e sperimentale composizione sacra del maestro di Salisburgo. Mozart iniziò a comporre fra il 1782 e il 1783 la “Messa in do minore K. 427” (detta “Grande Messa”) di sua iniziativa, per una volta senza una committenza specifica. Per lui si trattava di una sorta di voto, forse per essere riuscito a sposare Konstanze Weber (nonostante l’opposizione del proprio padre), forse per ottenere il consenso di quest’ultimo, forse per la guarigione della moglie da una malattia: non si sa con certezza. Quel che è certo è che in quell’epoca per un musicista era difficile dedicare il proprio tempo a una composizione priva d'una precisa destinazione e quindi la “Grande Messa” non fu mai finita e rimase in un cassetto a favore di lavori più urgenti.

In compenso, proprio la mancanza di un committente permise a Mozart di concepire l’opera su una scala particolarmente ampia e complessa, mettendo in partitura solo quanto gli interessava e creando una composizione estremamente ardita negli esperimenti combinatori. La prima esecuzione della “Grande Messa” ebbe luogo il 26 ottobre 1783 a Salisburgo, anche se l’opera non era finita: erano completi il Kyrie, il Gloria, il Sanctus e il Benedictus; il Credo si interrompeva all'lncarnatus ed era in parte lacunoso nell'orchestrazione, l’Agnus Dei non era neppure iniziato.

Mozart sarebbe morto otto anni più tardi, nel 1791, e in quel lasso di tempo, in cui vide la luce una serie di capolavori strepitosi – dalla trilogia operistica Le nozze di Figaro, Don Giovanni, Così fan tutte, alla Clemenza di Tito e al Flauto Magico, fino al Requiem – non ci fu più spazio per il completamento della Grande Messa, che rimase nello stato della prima e unica esecuzione salisburghese.

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