Convegno UMI 2023: i matematici italiani si ritrovano a Pisa per il XXII Congresso dell'Unione Matematica Italiana
Da lunedì 4 a sabato 9 settembre 2023 l’Università di Pisa e la Scuola Normale Superiore saranno teatro del XXII Congresso dell’Unione Matematica Italiana. Si tratta del principale evento organizzato dai matematici italiani, che riunisce la maggior parte degli studiosi di Matematica del nostro Paese con conferenze plenarie tenute dai matematici che più si sono distinti per i propri contributi nei precedenti quattro anni. È prevista inoltre la consegna di numerosi premi UMI, in diversi settori nell’ambito della matematica, che saranno conferiti durante la cerimonia di apertura lunedì 4 settembre dalle 09.30 alle 11.30 presso il Teatro Verdi di Pisa, alla presenza del Rettore dell'Università di Pisa, Professor Riccardo Zucchi, del Presidente dell’UMI, Professor Piermarco Cannarsa, e del Direttore della Scuola Normale Superiore, Professor Luigi Ambrosio.
È il congresso UMI numero 22. Il primo risale all’aprile del 1937, l’ultimo è stato nel 2019 a Pavia. I partecipanti registrati per questa edizione sono oltre 550. Si articola in 23 sezioni ordinarie (dedicate ad argomenti “classici” della matematica, tra cui una corposa sezione dedicata alla Didattica della matematica), e 6 sezioni speciali (dedicate ad argomenti di frontiera con grande impatto applicativo come Epidemiologia, Medicina e Intelligenza Artificiale), per un totale di 324 comunicazioni. - Sono previste 12 conferenze generali, 18 conferenze su invito - All’interno delle attività culturali offerte dal Congresso lunedì 4, presso il Teatro Verdi di Pisa, si terrà uno spettacolo teatrale aperto al pubblico (“Verba manent. Canto per Ennio De Giorgi”), cui seguirà una conversazione tra Lorenza Foschini (autrice tra l’altro di “Attrito della vita. Indagine su Renato Caccioppoli matematico napoletano”, 2022) e Andrea Parlangeli (autore della biografia “Uno spirito puro. Ennio De Giorgi, genio della matematica”, 2015) sulla “difficoltà di scrivere la biografia di un matematico” .
È prevista una conferenza aperta al pubblico: “La matematica che salva la vita” di Alfio Quarteroni (giovedì 7 settembre, ore 18.30, Aula Magna del Polo Carmignani). Alfio Quarteroni è Professore ordinario e fondatore del Laboratorio MOX presso il Politecnico di Milano e negli ultimi anni si è dedicato allo studio dei modelli della circolazione cardiovascolare con il progetto ERC iHeart. Si terranno 2 tavole rotonde, “Domande e risposte sul clima: il contributo della matematica” (con moderatori Piermarco Cannarsa e Marta Leocata) e “La matematica incontra l’industria” (con moderatore Raffaele Cerulli). È previsto 1 laboratorio pratico, “Laboratorio pratico di comunicazione della matematica”, a cura di Roberto Natalini e Giuseppe Rosolini, che comprende 12 interventi e che culminerà nella conferenza-spettacolo, anche questa aperta al pubblico, di Eduardo Saenz de Cabezon (venerdì 8 settembre, ore 18.00, Aula Magna del Polo Carmignani), “How to speak about mathematics to a broad audience”.
Durante il Congresso si terrà un incontro con la Commissione Olimpiadi e ci sarà uno spazio di presentazione dei nove Gruppi UMI. I gruppi sono strutture interne all’UMI, dedicate a specifici argomenti (Intelligenza Artificiale, Modellistica socio-epidemiologica, licei matematici, Matematica delle immagini e della visione, etc.), che riuniscono soci con interessi scientifici comuni, con carattere interdisciplinare trasversale a varie aree della matematica o progetti in ambiti di sviluppo della matematica nella società.
Il Congresso UMI è co-organizzato dall’Università di Pisa e dalla Scuola Normale Superiore, con il contributo dell’associazione Amici della Scuola Normale Superiore di Pisa, e patrocinato dalla Regione Toscana, dalla Provincia di Pisa e dal Comune di Pisa.
Costituita ufficialmente il 31 marzo 1922 (l’anno scorso ha compiuto dunque un secolo) grazie al contributo di illustri matematici italiani tra cui Vito Volterra, l’Unione Matematica Italiana ha lo scopo di seguire, promuovere e divulgare lo sviluppo delle scienze matematiche e delle loro applicazioni diffondendone i risultati. Attualmente conta oltre 2200 iscritti e opera in tutti i settori ai quali la matematica è interessata, rappresentando i matematici italiani a livello nazionale (rapporti con i ministeri MUR e MIM) e internazionale, nei confronti di istituzioni come l’IMU (International Mathematical Union), l’EMS (European Mathematical Society) e l’ICIAM (International Council for Industrial and Applied Mathematics). L’UMI, inoltre, è attivamente impegnata nel campo della didattica della matematica attraverso la commissione CIIM (Commissione Italiana per l’Insegnamento della Matematica) e cura da decenni la preparazione e l’organizzazione di manifestazioni come i Campionati Italiani di Matematica e la partecipazione italiana alle IMO (International Mathematical Olympiad).
QUI è possibile trovare il programma completo del congresso. È disponibile inoltre l’app CONGRESSO UMI 2023, per Android e iOS.
Hack-A-Sat: l'Università di Pisa protagonista della vittoria italiana a Las Vegas
Parla (anche) pisano la straordinaria vittoria dei Mhackeroni, la squadra italiana di hacker etici che a Las Vegas, durante l’importantissima conferenza di sicurezza informatica Def Con, si è imposta alla quarta edizione della Hack-A-Sat.
Della squadra italiana, fondata nel 2018 presso il Politecnico di Milano e vera e propria nazionale di Hacker etici tricolore, facevano parte, infatti, anche Lorenzo Catoni, Nicola Vella, Aleandro Prudenzano del Dipartimento di Ingegneria dell'Informazione e Lorenzo Leonardini del Dipartimento di Informatica. Ossia i quattro studenti dell’Università di Pisa che, assieme ai dottorandi Marco Gaglianese (Informatica, UniPi) e Fabio Zoratti (Fisica, Scuola Normale Superiore), compongono il gruppo pisano Fibonhack che lo scorso aprile, qualificandosi alla DEF CON, per la prima volta nella storia dell'Ateneo di Pisa, si è guadagnato un posto, appunto, nella squadra italiana. Un primato accolto con entusiasmo dall’Università di Pisa tanto che l’Ateneo ha sostenuto la missione di Fibonhack a Las Vegas attraverso il contributo dei Dipartimenti di Ingegneria dell'Informazione e di Informatica.
Nata per ispirare i migliori talenti mondiali della sicurezza informatica a sviluppare le competenze necessarie per contribuire a ridurre le vulnerabilità e costruire sistemi spaziali più sicuri, Hack-a-sat è una competizione di hacking in stile Capture the Flag indetta dal Dipartimento dell'Aeronautica Militare del governo degli Stati uniti. Si tratta della prima competizione di hacking al mondo nello spazio ospitata sul satellite Moonlighter che rende possibili future competizioni e corsi di hacking presentando sfide informatiche altamente realistiche su un vero satellite in orbita.
Da sinistra: Fabio Zoratti, Aleandro Prudenzano, Fabio Catoni, Nicola Vella, Marco Gaglianese
"Hack-a-sat - spiega Aleandro Prudenzano, portavoce del team pisano - è una competizione di security mista ad aerospazio. C'erano prove di due tipi: le ‘ground challenges’, che sono sfide standard, e le 'in orbit challenges' che sono task da eseguire sul Moonlighter; task che spaziano dall'utilizzo del satellite per fare foto, fino a compromettere sensori di bordo in modo da alterare la telemetria del satellite". "Queste challenge - prosegue Prudenzano - avevano varie complicazioni come, ad esempio, la necessità di calcolare le orbite del satellite in modo da decidere in quali finestre temporali lanciare gli exploit; calcoli con i quaternioni per muovere la fotocamera ed agire su alcuni sensori, calcolare i tempi per i task e via dicendo. Ci vogliono 5 minuti per scaricare una foto dal satellite; quindi, bisogna sapere quale finestra temporale è abbastanza grande"
Quello maturato a Las Vegas, per gli Hacker etici pisani, è un risultato che arriva da lontano, da quando, nel 2019 hanno iniziato a partecipare, con l'Università di Pisa, al progetto CyberChallenge.IT, il programma italiano di addestramento alla cybersecurity per giovani talenti, coordinato dal CINI e patrocinato dal Ministero della Difesa, dove questi ragazzi hanno subito sorpreso, qualificandosi terzi alla competizione nazionale del 2019 e vincendo quella del 2020, mentre l’anno scorso sono arrivati quarti.
Sportello per le Scuole di specializzazione chiuso al pubblico il 25 agosto
A causa di una sospensione programmata di energia elettrica, venerdi 25 agosto 2023, l’Unità scuole di specializzazione sarà chiusa al pubblico.
Pertanto le previste attività di sportello non saranno effettuate.
Teaching and Learning Centre (TLC)
Il Teaching and Learning Centre (TLC) coordina e promuove iniziative su:
- innovazione della didattica universitaria
- sviluppo delle metodologie e degli strumenti per migliorare le esperienze di insegnamento e apprendimento
- formazione degli insegnanti della scuola.
leggi i dettagli
Contributi per il pagamento delle bollette per il personale con figli a carico
L’art. 40 del decreto-legge 4 maggio 2023, n. 48, convertito in legge 3 luglio 2023, n. 85, con modificazioni, ha previsto l’innalzamento dei fringe benefits erogati/concessi per le bollette e utenze domestiche (servizio idrico integrato, energia elettrica e gas naturale) ai lavoratori dipendenti con figli a carico per l’anno 2023.
In linea con la disposizione citata, anche quest’anno l’Ateneo intenderebbe erogare un contributo a supporto delle spese sostenute per il 2023 dal personale tecnico amministrativo per il pagamento delle utenze domestiche su indicate.
I dipendenti interessati sono quelli con figli fiscalmente a carico (compresi i figli nati fuori del matrimonio e riconosciuti, i figli adottivi o affidati), che si trovano nelle seguenti condizioni:
- figli di età non superiore a 24 anni con reddito presunto per l’anno 2023 uguale o inferiore ad € 4.000,00, al lordo degli oneri deducibili;
- figli di età superiore a 24 anni con reddito presunto per l’anno 2023 non superiore ad € 2.840,51, al lordo degli oneri deducibili.
Al fine di individuare il personale in servizio con figli fiscalmente a carico, così come sopra specificato, si richiede di compilare il modulo all’indirizzo https://su.unipi.it/FamiliariACarico entro il 17 settembre 2023.
Per eventuali chiarimenti è possibile contattare l’Unità Formazione Welfare e Sviluppo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
A favore dei dipendenti per i quali non ricorrono le condizioni indicate nel comma 1 dell’art. 40 succitato sono in fase di valutazione altre forme di fringe benefits.
Trasporto pubblico: abbonamenti autobus a tariffe agevolate per gli studenti UniPi
Fino al 31 luglio 2024 le studentesse e gli studenti iscritti all'Università di Pisa potranno acquistare gli abbonamenti urbani dell’autobus a tariffe agevolate. Comune di Pisa, Azienda Regionale per il Diritto allo Studio, Università di Pisa e Autolinee Toscane Spa hanno, infatti, rinnovato in questi giorni lo schema di convenzione che prevede, per l'abbonamento mensile ordinario per la tratta urbana - che normalmente costa 35 euro -, un prezzo di acquisto agevolato di 16 euro per gli studenti con un ISEE inferiore ai 36.151,28 euro, e di 22 euro per coloro che, invece, hanno un ISEE superiore 36.151,28 euro.
Per godere dell’agevolazione ciascun studente dovrà accedere al sito internet www-at-bus.it e registrarsi nella sezione “Acquista” (shop.at-bus.it) richiedendo l’agevolazione “Studente”. Gli Studenti in possesso di reddito familiare ISEE inferiore ad 36.151,98 euro dovranno richiedere l’agevolazione “Studente ISEE” (o “Ordinario ISEE” se superiore a 26 anni) caricando il proprio tagliando ISEE TPL. Una volta registrato, lo studente potrà acquistare tramite sito web il titolo, usufruendo delle tariffe agevolate previste dalla convenzione. Le agevolazioni si applicano anche agli studenti universitari, dottorandi, specializzandi, perfezionandi e visiting students di età uguale o superiore a 26 anni.
“Il rinnovo della convenzione – commenta il rettore dell’Università di Pisa, Riccardo Zucchi - rappresenta un passo ulteriore nell'impegno continuo dell'Università di Pisa nel migliorare l'esperienza degli studenti e favorire l'accessibilità ai servizi che contribuiscono al loro percorso accademico. Grazie a questa convenzione, gli studenti potranno continuare a usufruire di abbonamenti e tariffe agevolate che rendono il trasporto pubblico una scelta conveniente ed ecologica per spostarsi in tutta la città. Questo non solo ridurrà il peso finanziario sugli studenti, ma contribuirà anche alla riduzione dell'impatto ambientale attraverso la promozione dell'uso dei mezzi pubblici. Ringraziamo ARDSU, Comune di Pisa e Autolinee Toscane SpA per la collaborazione e la volontà di sostenere gli studenti nell'ottenere un accesso agevolato al trasporto. Insieme, stiamo costruendo un ambiente in cui lo studio e la ricerca si combinano con la sostenibilità e la responsabilità sociale”.
“Si tratta di un importante accordo – dichiara il sindaco di Pisa, Michele Conti – che anche per quest’anno siamo riusciti a portare a termine, grazie alla ottima collaborazione interistituzionale tra Comune, Università, Diritto allo Studio e Autolinee Toscane. L’Amministrazione Comunale sta facendo la propria parte fino in fondo per promuovere la fruizione di mezzi di trasporto pubblico locale e garantire adeguati servizi alla popolazione studentesca presente a Pisa. In una città dove risiedono circa 50mila studenti universitari, l’impegno per garantire abbonamenti per gli studenti a tariffe agevolate rappresenta una priorità su cui la nostra Amministrazione sta investendo per portare avanti azioni concrete di promozione della mobilità sostenibile. Riteniamo fondamentale lavorare in sinergia con le altre istituzioni e aziende cittadine per portare avanti un’azione coordinata nella gestione dei flussi di mobilità urbani, che impattano in maniera evidente sia sulla qualità della vita dei cittadini e degli studenti, che sulla sostenibilità ambientale complessiva della nostra città”.
“L'Azienda DSU Toscana ha agito tempestivamente per procrastinare la convenzione con Ateneo pisano, Comune di Pisa e Autolinee Toscane SpA - afferma il presidente ARDSU, Marco Del Medico - destinando cospicue risorse alle agevolazioni per il trasporto pubblico per gli studenti universitari che permetterà di mantenere contenuto il prezzo degli abbonamenti, incentivandone l'acquisto e favorendo una maggiore integrazione con il tessuto cittadino degli universitari ed una cultura dell'utilizzo del mezzo di trasporto pubblico in alternativa a quello privato per la riduzione del traffico cittadino”.
“L’Amministrazione comunale – aggiunge l’assessore con delega ai rapporti con l’Università, Frida Scarpa - con il rinnovo di questa convenzione vuole dare un segnale forte di grande sinergia con le altre istituzioni universitarie, finalizzata a diffondere all’interno della popolazione studentesca la cultura dell’utilizzo del mezzo di trasporto pubblico in alternativa a quello privato, contribuendo alla riduzione del traffico cittadino. Un impegno che stiamo portando avanti nei sistematici rapporti con l’Università di Pisa per condividere politiche per gli studenti che propongano un modello positivo di integrazione tra città e popolazione studentesca. Per questo il Comune ha trovato nuove risorse, in questo caso 24mila euro, per contribuire alle spese che andranno a coprire il costo agevolato degli abbonamenti”.
A fronte dell’agevolazione tariffaria agli studenti universitari, il Comune di Pisa, l’Università di Pisa e l’Azienda Regionale per il Diritto allo Studio corrisponderanno ad Autolinee Toscana Spa, a titolo di mancati ricavi, per ciascun abbonamento acquistato dagli studenti, la differenza fra il valore nominale dell’abbonamento mensile (ordinario o ISEE) e il prezzo pagato dagli studenti, fino ad un massimo di 138.565 euro (oltre IVA).
Mensilmente Autolinee Toscane Spa riepilogherà infatti il totale dei titoli venduti, emettendo fattura nei confronti dei tre enti sulla base del numero di abbonamenti acquistati dagli studenti e addebitando ad ognuno il mancato ricavo con la seguente proporzione: Università di Pisa 42,5%; Azienda Regionale per il Diritto allo Studio 42,5%; Comune di Pisa 15%.
Link della Regione Toscana per ottenere l’agevolazione ISEE -> https://servizi.toscana.it/tpl/isee-fe/
Master in Sviluppo delle Risorse Umane: finanziamento per il personale
Il Master di secondo livello in Sviluppo delle Risorse Umane, organizzato dal Dipartimento di Scienze Politiche, mira a formare esperti della gestione e sviluppo delle risorse umane, professionisti e consulenti della formazione e della selezione del personale.
E' stata indetta pertanto una procedura selettiva per l’attribuzione di n. 1 cofinanziamenti della tassa di iscrizione al Master predetto, per il quale le domande di ammissione dovranno essere presentate entro il 22 settembre 2023 (ore 13:00).
L’Università di Pisa tra i migliori atenei italiani nella classifica di Shanghai
L’Università di Pisa si conferma al vertice in Italia e tra i primi 200 atenei nel mondo nell’Academic Ranking of World Universities (ARWU), la classifica elaborata dalla Shanghai Ranking Consultancy, una delle più accreditate agenzie di rating internazionale per la valutazione di università ed enti di ricerca. Nell’edizione 2023 l’Ateneo pisano si conferma nella fascia tra il 151° e il 200° posto su scala mondiale, subito dopo La Sapienza di Roma (che è tra il 101° e il 150°) e insieme alle Università di Milano e Padova. Tra 201° e 300° seguono poi le Università di Bologna, Napoli “Federico II” e Torino, oltre al Politecnico di Milano.
Sono state oltre 2.500 le università scrutinate complessivamente dall’agenzia asiatica e di queste soltanto 1.000 sono rientrate in classifica, con 40 presenze italiane. Al primo posto mondiale rimane l’Università di Harvard, seguita dalla Stanford University e dal Massachusetts Institute of Technology (MIT). La top ten globale è interamente dominata da atenei degli Stati Uniti, ad eccezione degli inglesi Cambridge, quarto, e Oxford, settimo, con Parigi e Zurigo uniche presenze non anglosassoni tra le prime 20.
Il ranking ARWU è elaborato sulla base di sei indicatori: i premi Nobel e le Medaglie Fields di ex studenti (Alumni) o di ricercatori della singola università (Award), il numero di ricercatori altamente citati affiliati presso l’Ateneo (Hi-Ci), le pubblicazioni su “Nature & Science” (N&S), le pubblicazioni sulle riviste più citate nelle aree tecnico-scientifico e sociale (PUB), più un ulteriore indicatore che rapporta i precedenti cinque parametri allo staff accademico, fornendo una sorta di produttività di pro-capite (PCP).
“Preferisco tra tutti il ranking ARWU – ha commentato il prorettore vicario, Giuseppe Iannaccone - perché è basato su dati oggettivi e immutati da venti anni: nessun sondaggio, piccole variazioni nella classifica di anno in anno, trascurabili possibilità di manipolazione. Ha anche tanti difetti, intendiamoci: misura solo la ricerca e favorisce le università più grandi, perché il 90% dei punti vengono dati su valori aggregati. Visto che siamo al giro di boa dell’estate, due note di ottimismo. Prima di tutto, il sistema universitario nazionale è forte, tiriamo fuori un po’ di orgoglio. Su 33mila università in tutto il mondo, ARWU classifica le principali 2500, e di queste 40 tra le prime 1000 sono italiane, praticamente quasi la metà delle università pubbliche. Lo stesso numero della Germania, che ha il 40% di popolazione in più e il 65% di PIL in più. Dove l’Italia è assente è al top, per un sistema di distribuzione delle risorse intenzionalmente poco concentrato. La seconda: l’Università di Pisa, con Milano Statale e Padova, è nella fascia tra il 150° e il 200° posto (la Sapienza di Roma ancora meglio nella fascia 101°-150° posto, anche per il recente Nobel di Parisi). Come fa Pisa, che pure è più piccola delle altre? Due punti: anche grazie alla Normale sono stati studenti dell’Università di Pisa alcuni Nobel e medaglie Fields (Alessio Figalli tra i più recenti). E poi una produttività scientifica procapite migliore di chi ci precede in Italia. Utile per ripartire con convinzione con il prossimo anno accademico”.
Scoperto in Perù l’animale più pesante mai vissuto, il cetaceo Perucetus colossus
Dal Deserto di Ica, lungo la costa meridionale del Perù, riaffiorano i resti fossilizzati di uno straordinario animale risalente a quasi 40 milioni di anni fa: un antenato delle balene e dei delfini caratterizzato da ossa grandissime e pesantissime che fanno pensare a un mostro marino dalle proporzioni titaniche. Un articolo appena pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Nature presenta una prima analisi di questo eccezionale cetaceo, a cui è stato dato il nome di Perucetus colossus in onore del paese sudamericano in cui è stato rinvenuto e in riferimento alla sua taglia letteralmente colossale.
Il gruppo internazionale di scienziati autori della ricerca vede in primo piano i paleontologi del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa: il professor Giovanni Bianucci, primo autore e coordinatore della ricerca, il dottorando Marco Merella e il ricercatore Alberto Collareta. Allo studio hanno partecipato anche altri geologi e paleontologi italiani provenienti dalle università di Milano-Bicocca (la ricercatrice Giulia Bosio e la professoressa Elisa Malinverno) e Camerino (i professori Claudio Di Celma e Pietro Paolo Pierantoni), affiancati da ricercatori peruviani e di diverse nazionalità europee.
Le ossa fossili di questo cetaceo primitivo sono state recuperate in successive campagne di scavo e sono ora conservate presso il Museo di Storia Naturale di Lima. Consistono di tredici vertebre, quattro costole e parte del bacino, quest’ultimo a indicare che Perucetus era ancora provvisto di piccole zampe posteriori, una condizione riscontrata anche negli altri Basilosauridi, il gruppo di cetacei arcaici a cui è stato riferito questo nuovo mostro marino. “Sebbene lo scheletro da noi studiato non sia completo, stime rigorose basate sulla misurazione delle ossa conservate e sulla comparazione con un ampio database di organismi attuali e fossili – spiega Giovanni Bianucci – indicano che la massa scheletrica di Perucetus era di circa 5-8 tonnellate, un valore perlomeno doppio rispetto alla massa scheletrica del più grande animale vivente, la balenottera azzurra. Il pesantissimo scheletro di Perucetus, che in vita avrebbe raggiunto i 20 metri di lunghezza, suggerisce che la massa corporea di questo antico cetaceo potesse raggiungere le 340 tonnellate, quasi il doppio della più grande balenottera azzurra e oltre quattro volte quanto stimato per l’Argentinosauro, uno dei più grandi dinosauri mai rinvenuti”. Perucetus rappresenta dunque un ottimo candidato al ruolo di animale più pesante di tutti i tempi, un record da cui verrebbe scalzata proprio la balenottera azzurra. Le implicazioni paleobiologiche di una simile scoperta sono di estrema importanza. “L’enorme massa corporea di Perucetus – prosegue Bianucci – indica che i cetacei sono stati protagonisti di fenomeni di gigantismo in almeno due fasi: in tempi relativamente recentiin tempi relativamente recenti, con l’evoluzione delle grandi balene e balenottere che popolano gli oceani moderni, e circa 40 milioni di anni fa, con la radiazione dei Basilosauridi di cui Perucetus è il rappresentante più straordinario”.
Lo studio di un simile ‘peso massimo’ è stato certamente eccitante ma non privo di difficoltà: “Ciascuna delle vertebre di Perucetus è talmente pesante (la più leggera pesa oltre 100 kg) da richiedere diverse persone robuste per ogni minimo spostamento – racconta Marco Merella – Oltre a rendere più difficili le fasi di scavo e preparazione, ciò ha complicato fortemente l’analisi osteoanatomica dei reperti. Ci siamo quindi rivolti alle innovative metodologie della paleontologia virtuale e in particolare alla scansione a luce strutturata, per acquisire ed elaborare modelli tridimensionali di dettaglio di tutte le ossa raccolte. Questi modelli ci hanno poi permesso di proseguire lo studio una volta ritornati a Pisa; infatti, è proprio grazie alla scansione a luce strutturata che è stato possibile stimare in maniera rigorosa il volume dello scheletro, fornendo così un supporto quantitativo alla ricostruzione della forma del corpo e del modo di vita di questo eccezionale cetaceo estinto”.
“La taglia titanica delle ossa di Perucetus rappresenta certamente il tratto più appariscente di questa nuova specie – afferma Alberto Collareta – ma l’enorme massa ricostruita per l’intero scheletro riflette anche l’alto peso specifico della tipologia di tessuto osseo di cui esso si compone. Tutte le ossa di Perucetus, infatti, sono costituite da osso estremamente denso e compatto, simile a quello che si rinviene, anche se in maniera decisamente meno marcata, nei sireni attuali. Questi mammiferi abitano in acque costiere poco profonde, dove uno scheletro particolarmente pesante funziona da ‘zavorra’, facilitando così l’alimentazione al fondale ed aumentando l’inerzia all’azione delle onde. L’ispessimento e appesantimento dello scheletro, in termini tecnici pachiosteosclerosi, che accomuna Perucetus ai sireni non si rinviene in nessun cetaceo attuale. Dunque, benché sia difficile fornire un’interpretazione paleoecologica di questo straordinario adattamento, è probabile che esso fornisse a Perucetus la stabilità necessaria per abitare acque agitate prossime alla linea di costa. Perucetus si alimentava probabilmente presso il fondale, forse privilegiando la ricerca di carogne di altri vertebrati marini come fanno oggi alcuni grandi squali”.
Gli studi presso l’Università di Milano-Bicocca si sono concentrati sulla ricostruzione della stratigrafia e sulla datazione dell’antico antenato delle balene. “Sulla base di studi micropaleontologici di specie planctoniche e di una datazione radiometrica di una cenere vulcanica trovata nelle vicinanze del reperto – aggiungono Elisa Malinverno e Giulia Bosio– abbiamo potuto stimare un’età compresa tra 39.8 e 37.84 milioni di anni per questo fossile. Perucetus colossus viveva quindi nell’epoca denominata Eocene, quando gli antenati dei cetacei attuali stavano abbandonando lo stile di vita terrestre a favore di quello marino”.
Claudio Di Celma e Pietro Paolo Pierantoni della sezione di Geologia dell'Università di Camerino hanno realizzato lo studio geologico-stratigrafico dell’area in cui è stato scoperto Perucetus colossus. “Attraverso lo studio delle rocce sedimentarie che lo contenevano – spiega Claudio Di Celma – abbiamo contribuito alla ricostruzione dell’ambiente in cui questo antico mammifero marino ha vissuto. Dove oggi c’è un deserto che si estende per centinaia di chilometri lungo la costa del Perù meridionale, in passato si trovava un ampio bacino marino, il Bacino di Pisco, caratterizzato da una notevole abbondanza di nutrienti e una ricca biodiversità”.
Per quanto la scoperta di Perucetus sia stata inaspettata, non lo sono il luogo e le modalità con cui essa è avvenuta. “Il ritrovamento delle prime ossa di Perucetus risale a tredici anni fa ed è merito di Mario Urbina, ricercatore di campo e vera e propria leggenda vivente della paleontologia peruviana – spiega Bianucci – ed è solo grazie alla perseveranza di Mario che lo scavo pluriennale di questo straordinario (e pesantissimo) fossile è stato possibile. È stato proprio Mario a realizzare che il Deserto di Ica - una delle aree più aride del pianeta - è sede di uno dei più grandi giacimenti di vertebrati fossili del mondo”.
Il patrimonio paleontologico del Deserto di Ica
Da una quindicina d’anni, grazie a una serie di progetti di ricerca nazionali e internazionali (molti dei quali a guida dell’Università di Pisa), questo eccezionale patrimonio paleontologico viene adeguatamente valorizzato attraverso la ricerca scientifica portata avanti da un gruppo affiatato e multidisciplinare di cui i paleontologi peruviani sono parte integrante. Il Deserto di Ica è quindi diventato scenario di molte scoperte da record: dal più antico cetaceo quadrupede ad aver raggiunto l’Oceano Pacifico, al più antico antenato delle attuali balene, senza dimenticare l’enorme capodoglio predatore Livyatan melvillei; scoperte che confermano il ruolo di primissimo piano della paleontologia pisana nel campo dei mammiferi marini.
Lo studio dei cetacei del Deserto di Ica e delle condizioni eccezionali che hanno portato alla formazione di questo straordinario giacimento fossilifero proseguirà negli anni a venire, anche grazie ad un nuovo finanziamento ministeriale (PRIN) coordinato proprio dall’Università di Pisa. “Scommetto che le sorprese non sono finite”, conclude Bianucci.
Editoria universitaria accessibile: verso un protocollo nazionale
Cambio di passo per il mondo dell’editoria universitaria accessibile che a Pisa, in occasione dei recenti Stati Generali, ha definito quelli che sono stati chiamati “Gli impegni di P.I.S.A.: Percorsi Inclusivi e Servizi Accessibili”. Una tappa importantissima, che si aggiunge e segue il Trattato di Marrakech e l'European Accessibility Act, aprendo di fatto la strada per la futura definizione di un protocollo nazionale, che vedrà gli atenei italiani e il Governo lavorare in sinergia con gli editori.
“La necessità di lavorare in rete per favorire l’accesso alla cultura e agli studi universitari per tutti gli studenti e per tutte le studentesse con disabilità e con disturbi specifici dell’apprendimento è emersa in modo chiaro da tutti gli interventi e dalla tavola rotond che ha concluso gli Stati Generali dell’editoria universitaria accessibile del 7 luglio scorso, organizzati a Pisa dalla Conferenza Nazionale Universitaria dei Delegati per la Disabilità (CNUDD), ha commentato Maurizio Messina, presidente del Gruppo Accademico Professionale AIE Associazione Italiana Editori. L’esperienza di Fondazione LIA, nata dalla collaborazione di AIE E UICI (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti) e riconosciuta come caso di eccellenza nel campo dell’accessibilità editoriale a livello internazionale, è un esempio di come lavorando insieme con obiettivi comuni si possano raggiungere risultati importanti. L’auspicio è che Gli impegni di P.I.S.A possano rappresentare la base per un futuro che, grazie alla condivisione ed al confronto fra tutti gli attori coinvolti, veda risolti i problemi attuali, grazie alla messa a punto di un progetto organico che superi l’attuale mancanza di coordinamento e renda più efficiente l’intero sistema”.
“Con Gli impegni di P.I.S.A, si avvicina sempre di più l’obiettivo di garantire a tutti l’accesso alla conoscenza e all’alta formazione, rispettando i traguardi temporali definiti a livello europeo nonché le linee tracciate da ANVUR attraverso il nuovo modello di accreditamento degli Atenei AVA3”, ha sottolineato il professor Luca Fanucci, Delegato all’inclusione degli studenti e del personale con disabilità e DSA dell’Università di Pisa e coordinatore del convegno. “La strada da compiere è, però, ancora lunga – aggiunge Fanucci - e la sfida è quella di mettere a disposizione della popolazione universitaria (e non solo) prodotti editoriali di natura digitale, inclusivi e accessibili, creando un sistema strutturato efficiente ed efficace”.
Una sfida che, da tempo, vede proprio l’Università di Pisa e la sua casa editrice, la Pisa University Press, in prima linea, con un progetto di accessibilità inaugurato dall’edizione digitale, certificata dalla Fondazione LIA, della Costituzione Italiana, curata e commentata dai professori Roberto Romboli e Saulle Panizza, a cui presto si aggiungeranno altri titoli.
Un traguardo, quello raggiungo dalla Pisa University Press, che diventa esigenza imprescindibile rispetto ai numeri dell’ateneo pisano, frutto di una nuova consapevolezza diffusa tra gli studenti e il corpo docente. Nell’Università di Pisa sono, infatti, 1.866 gli studenti con certificazione di disabilità e 553 quelli con certificazione Disturbi Specifici per l’Apprendimento.
Al convegno del 7 luglio scorso, dal titolo “AVA3 e le nuove sfide per l’inclusione didattica: il ruolo dell’editoria universitaria accessibile”, promossa dalla CNUDD in collaborazione con il Centro per l’Innovazione e la Diffusione della Cultura dell’Università di Pisa-CIDIC, sono intervenuti: Riccardo Zucchi, Rettore dell’Università di Pisa; Claudio Pettinari, Rappresentante CRUI; Alberto Arenghi, Presidente CNUDD; Fabio Ferrucci, Delegato del Rettore alla Disabilità, Università degli Studi del Molise; Mario Barbuto, Presidente Fondazione LIA e UICI; Cristina Mussinelli, Segretario Generale Fondazione LIA; Maurizio Messina, Presidente Gruppo Accademico Professionale AIE (Associazione Italiana Editori); Claudia Napolitano, Presidente Associazione “Coordinamento University Press Italiane” e responsabile di Pisa University Press; Paola Passarelli, Direttore Generale Biblioteche e diritto d’autore.
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In allegato: due momenti del convegno “AVA3 e le nuove sfide per l’inclusione didattica: il ruolo dell’editoria universitaria accessibile” che si è svolto al Centro Congressi Le Benedettine dell’Università di Pisa