Le congratulazioni del Rettore al DSU Toscana per la menzione speciale come Mensa Verde 2023
Il Rettore dell’Università di Pisa Riccardo Zucchi si è congratulato con il DSU Toscana per il riconoscimento ricevuto sulla qualità delle mense, un servizio particolarmente importante per la comunità universitaria.
Il Servizio Ristorazione che gestisce le mense universitarie dell'Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario della Toscana ha infatti ricevuto una menzione speciale del Premio Compraverde Buygreen 2023, sezione Mensa Verde 2023, dedicato alle pubbliche amministrazioni che si sono contraddistinte per la sistematica di introduzione dei criteri ecologici negli appalti pubblici.
Il premio (assegnato in collaborazione con il Coordinamento Agende 21 Locali Italiane) è stato conferito al DSU Toscana il 18 maggio a Roma durante la cerimonia svolta presso il Forum Compraverde Buygreen 2023, "per la capacità di rinnovarsi nel corso degli anni relativamente alla costruzione dell’offerta alimentare nelle mense universitarie”.
Il Forum Compraverde Buygreen è l’evento di riferimento in Europa per le politiche, i progetti, i beni e i servizi di Green Procurement, pubblico e privato: un evento internazionale che unisce annualmente i principali attori coinvolti nella diffusione e l’attuazione degli acquisti di beni e servizi sostenibili e nella conversione ecologica delle modalità di produzione e di consumo.
Si tratta quindi di un importante riconoscimento per il servizio di ristorazione svolto dall'Azienda DSU Toscana che mette quotidianamente in campo sistemi di approvvigionamento e processi produttivi complessi che coinvolgono molti attori (a partire dal proprio personale altamente specializzato) e seguono procedure finalizzate al rispetto della salute degli utenti, della sostenibilità ambientale e dei vincoli economici.
Trova un metodo più sostenibile per produrre l’olio di arachidi e la sua azienda vince un premio
Il suo metodo green per produrre l’olio di arachidi ha fatto guadagnare alla sua azienda il Tespi Award 2023 nella categoria “Migliore iniziativa sostenibile in ambito produttivo” ricevuto in occasione di Cibus Connecting 2023. Protagonisti di questa storia sono Linda Rossi, laureata in Biosicurezza e Qualità degli Alimenti al Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali dell’Università di Pisa, e l’azienda olearia Salov dove attualmente lavora come tecnologa.
Un momento della premiazione
Linda Rossi ha messo a punto il metodo lavorando alla sua tesi di laurea magistrale seguita dalla professoressa Angela Zinnai e dalla dottoressa Monica Macaluso dell’Università di Pisa e dal responsabile del reparto raffineria della Salov Luca Guidi. Obiettivo della ricerca è stato quello di rendere il fondamentale processo del degommaggio degli oli vegetali più naturale e più sostenibile a livello ambientale, utilizzando minori quantità di reagenti chimici e ottenendo, come risultato, un olio qualitativamente migliore e rese superiori. Il degommaggio enzimatico rappresenta infatti, tra le varie tecniche esistenti, il processo che si sta affermando come una valida alternativa ai più classici processi chimici. Tra i vari benefici e vantaggi, l’olio che si ottiene presenta caratteristiche sensoriali migliori, quali ad esempio un colore più chiaro, maggiore stabilità e resistenza all’irrancidimento ossidativo. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla nota rivista scientifica alimentare Foods.
Hear Again e Fill the Gap vincono a pari merito l’edizione 2023 del CyB+
È stato assegnato ai team Hear Again e Fill the Gap il primo posto ex aequo del CyB+, il corso avanzato del Contamination Lab che mira a rafforzare il processo di costruzione, formazione e creazione di progetti d’impresa innovativi. Hear Again, composto da Anna Chiara Aiello (Unipi e leader del team), Giacomo Carfì e Sebastian Serra (Unipi) e da Dario Balboni (Scuola Normale Superiore), ha sviluppato un’applicazione mobile che, tramite il meccanismo di trascrizione vocale, consente alle persone ipoudenti di partecipare a conversazioni di piccoli gruppi. Fill the Gap, formato da Giuseppa Lonoce (Unipi e leader del team), Eliana Maraglino e Alessandro Tripodi (Unipi), ha realizzato una piattaforma mediante la quale è possibile mettere in contatto persone con disponibilità di tempo e anziani soli che si trovano in strutture specializzate e in abitazioni private. Ai due team sono andati un pacchetto di servizi Pay4growth Validation, fornito dal Contamination Lab in collaborazione con Grownnectia Srl, e un buono per la partecipazione con stand espositivo al Maker Faire di Roma.
La premiazione del team Hear Again con i professori Galletti e Cavicchi.
Al secondo e terzo posto si sono piazzati rispettivamente Pleenio e Feel-Ing. Pleenio è un prodotto di AgreenCrop srl, una start-up di progettazione di macchine agricole che mira a introdurre una nuova tipologia di macchine e un modello di business innovativo per il settore agricolo. Feel-Ing si propone di fornire un supporto per il monitoraggio dello stato psicofisiologico attraverso uso di dispositivi comodi e indossabili rendendosi utile a mitigare potenziali danni fisici e psicologici sul luogo di lavoro. Entrambi riceveranno un pacchetto di servizi Pay4growth Validation in collaborazione con Grownnectia Srl.
Al team AgreenCrop è andato il premio della CNA Pisa "CreaImpresa", che consiste in un pacchetto di servizi rivolto alle imprese in fase di start-up. A Fill the Gap è stato assegnato il premio “Start For Future” di duecentocinquanta euro per l’idea innovativa relativa ai temi di manufacturing, mobility, circular economy, food, health ed energy. Hear Again ha ricevuto il premio di mille euro, messo in palio dal Comitato Unico di Garanzia, per l’idea che ricerchi forme innovative di progettazione, produzione, distribuzione e fruizione della cultura di genere. Un riconoscimento è stato infine assegnato al team PET Busters dalla Commissione per lo Sviluppo Sostenibile di Ateneo (CoSA) che ha selezionato l’idea migliore orientata allo sviluppo dell’innovazione sociale.
La premiazione del team Fill the Gap con i professori Galletti e Cavicchi.
“Nell’edizione di quest’anno – ha commentato il professor Alessio Cavicchi, delegato per la Promozione della cultura imprenditoriale e dell’innovazione e coordinatore del CLab – abbiamo dato continuità alle iniziative sviluppate dalla precedente governance, introducendo qualche novità, dal dialogo diretto con le imprese e in particolare con la CNA alla considerazione dell’innovazione in senso più inclusivo e rispondente alle esigenze del territorio. Inoltre, gli studenti hanno potuto partecipare alle attività di progetti europei come Start For Future e Circle U., ampliando l’orizzonte della loro formazione e la portata delle loro idee innovative, anche in termini di potenziali nuovi mercati”.
La premiazione del CyB+, la cui selezione è stata effettuata da una giuria presieduta dalla professoressa Chiara Galletti, delegata per le Relazioni industriali, si è tenuta giovedì 25 maggio al Dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali, nell’ambito di una giornata dal titolo "La co-creazione di innovazione tra università e territorio". I saluti introduttivi sono stati affidati al rettore Riccardo Zucchi e ai professori Alessio Cavicchi e Marcello Mele.
Subito dopo gli studenti dell’Istituto tecnico commerciale e per geometri "Enrico Fermi” di Pontedera, vincitori del progetto di imprenditorialità "Fermi in Azione”, hanno illustrato il loro progetto LockerGo, una start-up che vuole risolvere il problema di coloro che acquistano on line, ma che non sono in casa al momento della consegna. “Siamo stati lieti di ospitare i docenti e un team di studenti dell’Istituto Fermi di Pontedera – ha detto il professor Cavicchi - perché la collaborazione con questa istituzione va avanti da diversi anni e l’iniziativa ‘Fermi in Azione’ rappresenta un percorso, organizzato in maniera professionale e rigorosa, che avvia gli studenti ad affrontare con entusiasmo il tema dell’imprenditorialità nell’Ateneo pisano”.
Dopo la presentazione dei team finalisti, si è svolta una tavola rotonda dal titolo "Sostenibilità, inclusione, formazione permanente e orientamento come driver per la co-creazione di innovazione", che ha visto la partecipazione di diversi tra prorettori e delegati dell’Ateneo con alcuni ospiti esterni, e la premiazione finale che è stata introdotta dal prorettore vicario, Giuseppe Iannaccone.
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Rendicontazione delle attività studentesche – Anno 2022
Con il Decreto rettorale n. 736/2023 del 20 aprile 2023 è stata approvata la rendicontazione delle attività studentesche dell'anno 2022.
Dotare i robot-chirurghi del senso del tatto: l’impatto sulla salute delle donne
Pisa, 25 maggio 2023 - Un sistema di sensori e interfacce aptiche sarà in grado di dotare i robot-chirurghi di un “senso del tatto”, aprendo così nuove prospettive in operazioni che già ora sono condotte tramite sistemi robotici, e che sono di grande impatto sulla salute delle donne, come i miomi uterini, molto diffusi e associati a infertilità, abortività e complicanze della gravidanza, e il prolasso dell’utero, di grande incidenza nelle donne sopra i 60 anni.
Il sistema è stato progettato dal team di robotica del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa (DII) grazie alla collaborazione con i medici del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell’Ateneo Pisano nell’ambito del progetto ART (Advancing Robotic gynecologic surgery through artificial Touch).
“Le operazioni condotte in chirurgia robotica - spiega Matteo Bianchi, docente di Robotica al Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione e al Centro “E. Piaggio", e coordinatore del progetto ART - permettono al medico non solo di minimizzare l’impatto della procedura chirurgica, ma anche di eseguire un intervento su un paziente che non si trova fisicamente nello stesso luogo. Nella chirurgia ginecologica, e in particolare nel trattamento della fibromatosi uterina e del prolasso degli organi pelvici, l’efficacia delle operazioni in chirurgia robotica e telechirurgia è contrastata dall’assenza di informazione tattile, che rende molto difficile la localizzazione dei miomi e l’identificazione delle strutture anatomiche".
Il nostro sistema punta a prelevare tramite sensori l’informazione tattile che avrebbe il chirurgo toccando i tessuti con le proprie mani, e riprodurla mediante interfacce aptiche indossabili, che restituiranno al medico le informazioni sulle proprietà meccaniche dei tessuti, come la rigidezza e la forma delle strutture anatomiche. Lo sviluppo di nuove interfacce aptiche potrò portare anche un deciso avanzamento del training chirurgico dei giovani medici".
Il sistema robotico verrà inoltre dotato di un certo grado di autonomia: valutando autonomamente le proprietà meccaniche dei tessuti, il robot farà una stima ottimale della collocazione dei punti di interesse, e restituirà questa informazione al medico sotto forma di impulso tattile.
Il progetto mira quindi a contribuire in maniera significativa agli obiettivi di sviluppo sostenibile che riguardano la promozione della qualità della vita, sia garantendo interventi a tutela della gravidanza e della salute riproduttiva sia a promozione di uno stile di vita salutare e al benessere a tutte le età..
La ricerca delle applicazioni delle interfacce aptiche sviluppate dal gruppo di ingegneri del DII per la restituzione delle informazioni tattili ha inoltre aperto scenari interessanti nell’ambito della realtà tattile aumentata per le mani, attraverso lo sviluppo di uno dei primi sistemi indossabili che permettono “Feel-through”, ovvero “sentire attraverso”. Come succede già in visione, dove immagini virtuali vengono sovrapposte alla scena reale, il dispositivo indossabile sviluppato all’Università di Pisa, permette di manipolare la percezione tattile degli oggetti toccati, alterandone ad esempio la morbidezza percepita. Queste soluzioni potranno trovare applicazioni fertili per quanto riguarda la formazione dei chirurghi in ginecologia e non solo. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Transactions on Haptics, una delle più prestigiose del settore.
“La realtà aumentata fino ad ora ha riguardato esclusivamente la creazione di contenuti visivi - spiega Giulia Pagnanelli, studentessa di dottorato in Ingegneria dell’Informazione al il DII e coautrice dello studio - Il nostro gruppo è uno dei pochissimi a occuparsi anche della creazione di una realtà aumentata per mani, generata da dispositivi indossabili, che sono gli equivalenti dei visori per gli occhi. Abbiamo dimostrato che si può modulare la percezione della morbidezza di un oggetto reale. Questa manipolazione della percezione tattile di oggetti reali può offrire spunti interessanti per la formazione dei chirurghi, ad esempio per aumentare riproduzioni fisiche-artificiali di parti anatomiche ed aumentarle con effetti e proprietà tattili per accrescere il realismo e quindi migliorare la veicolazione di informazioni clinico-procedurali in sede di training".
A Scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali la giornata conclusiva del pitch CyB+ del Contamination Lab
Si terrà giovedì 25 maggio, dalle ore 10 nell'Aula Magna del Dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali (via Del Borghetto 80), la giornata dal titolo "La co-creazione di innovazione tra università e territorio", momento finale del pitch CyB+ del Contamination Lab.
I saluti introduttivi saranno affidati al professor Alessio Cavicchi, delegato per la Promozione della cultura imprenditoriale e dell’innovazione. Subito dopo gli studenti dell’Istituto tecnico commerciale e per geometri "Enrico Fermi” di Pontedera, vincitori del progetto di imprenditorialità "Fermi in Azione”, illustreranno il loro progetto “LockerGo”.
Partiranno quindi i pitch dei sette progetti finalisti della competizione CyB+ del Contamination Lab 2023, che saranno valutati da una giuria presieduta dalla professoressa Chiara Galletti, delegata per le Relazioni industriali.
Dalle ore 11,30 alle 12,30 avrà luogo la tavola rotonda dal titolo "Sostenibilità, inclusione, formazione permanente e orientamento come driver per la co-creazione di innovazione". Al termine saranno proclamati e premiati i vincitori della gara.
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Le colleghe e i colleghi giornalisti sono invitati alle ore 12,30 per la proclamazione dei progetti vincitori dell’edizione 2023 del pitch CyB+ del Contamination Lab.
Dall’intelligenza artificiale un supporto alla diagnosi e al trattamento dell’autismo
Un’innovazione per i medici ma soprattutto per le famiglie. L’iniziativa Healios (da heal, cioè cura in inglese) propone un sistema di telemedicina per la diagnosi e l’assistenza a distanza dei bambini con disturbi di spettro autistico. Senza dover uscire di casa, comodi sul divano e tra i propri giocattoli, i bambini e i loro genitori possono incontrare i clinici attraverso il monitor del proprio computer ed essere seguiti grazie a strumenti scientificamente validati.
La mente dietro agli algoritmi è quella di Davide Morelli, informatico laureato e dottorato a Pisa, che nell’azienda inglese ricopre il ruolo di VicePresidente per l’intelligenza artificiale. “Healios è cresciuta molto durante la pandemia in Gran Bretagna, - spiega - per evitare che le famiglie fossero abbandonate nel loro percorso. Ma è sempre più usata anche al di fuori dell’emergenza, sostanzialmente perché permette di ridurre drasticamente i tempi di attesa per una diagnosi”. Così oggi Healios è un servizio messo a disposizione del Servizio sanitario inglese (l’NHS).
Non si tratta semplicemente di una videochiamata con un clinico: “ma di un percorso completo diagnostico e terapeutico”, spiega ancora Morelli. E anche se al momento il servizio è in inglese, “ci sono i primi tentativi di traduzione in altre lingue e sicuramente a breve succederà”. Intanto l’iniziativa mostra il lato virtuoso della telemedicina: “l’intelligenza artificiale può essere di supporto alle decisioni del clinico, che resta un essere umano, anche perché la diagnosi e il trattamento dell’autismo sono percorsi lunghi e articolati”.
Ma la storia di Morelli e della sua competenza in ambito di medicina digitale è lunga, e comincia quando ancora era uno studente di dottorato all’Università di Pisa.
“Era il 2012 quando ho fondato Biobeats come spinoff dell’Università di Pisa”, racconta Morelli: “facevamo sistemi di acquisizione dei dati fisiologici, cioè cardiologici, sul sonno o del movimento”. La sede di Biobeats inizialmente era stata fissata in Gran Bretagna, dove risiedeva il socio di Morelli, il ricercatore David Plans. Ma un anno dopo venne spostata in California dove si poteva contare su investimenti maggiori. Il primo prodotto di Biobeats è stato un sistema che usava il battito cardiaco per comporre musica. “Poi, siccome il mondo discografico è troppo lento per una start-up, abbiamo finito per usare la musica per creare benessere”, aggiunge Morelli. Il risultato è stata una App che permetteva di rilassarsi con un sistema di feedback sonoro e visivo basato sulla respirazione e sul battito cardiaco. “Per esempio, poteva essere usata negli attacchi di panico. Ma non soltanto: era di grandissimo impatto estetico, in generale, ed ebbe grande successo”. Nel 2020 Biobeats è stata acquisita dalla inglese Huma, dove Morelli per due anni e mezzo è stato direttore dell’Intelligenza artificiale. “Intanto ho continuato a pubblicare e a studiare, e adesso sto finendo un secondo dottorato, questo in ingegneria biomedicale a Oxford”, chiosa Morelli.
Da Pisa a Oxford e ritorno, e poi di nuovo a Oxford senza lasciare Pisa. La storia di Davide Morelli sarà tra le testimonianze dell’evento Converging Skills: una cinque giorni di confronto pubblico su trasferimento tecnologico e open innovation organizzato dall'Università di Pisa che si terrà a giugno nella storica Aula magna nel palazzo della Sapienza. Cinquanta relatori in cinque giorni: tra loro startupper, imprenditori, investitori, top manager e ovviamente anche ricercatori e professori per confrontare le migliori pratiche internazionali di trasferimento tecnologico e open innovation e delineare metodi e percorsi di avvicinamento tra accademia e mondo produttivo.
Pisa lancia le sue sfide al canone sociologico
Rileggere criticamente i classici della sociologia per comprendere meglio le dinamiche sociali di oggi. È questo il tema al centro delle due giornate di studio che si terranno a Palazzo Boileau il 30 e 31 maggio sotto il titolo programmatico di: Le sfide al canone sociologico.
Organizzato dal Seminario Permanente di Teorie Sociologiche (SPTS), nome collettivo di un gruppo italiano di sociologhe e sociologi di cui fanno parte, tra gli altri, studiosi dell’Università di Pisa, l’incontro nasce dalla volontà di promuovere una riflessione sul ruolo delle teorie sociologiche quale strumento per orientare, ispirare e supportare l’azione pubblica e privata.
“Il campo degli studi sociologici ha conosciuto un forte processo di frammentazione a partire dagli anni Sessanta del Novecento e questo ci pone di fronte alla necessità di interrogarci sull’attualità dei contributi dei padri fondatori della disciplina – spiega il professor Andrea Borghini, ordinario di Sociologia Generale dell'Università di Pisa e coordinatore del comitato scientifico e organizzatore delle due giornate – Nelle due giornate a Palazzo Boileau ci occuperemo proprio di questo, confrontandoci su se e cosa renda il pensiero dei classici una lezione dalla quale partire per elaborare dei quadri concettuali utili nell’analisi della complessità sociale del mondo contemporaneo”.
“La sociologia – prosegue Borghini - è una disciplina che, nel corso della propria storia, ha elaborato strumenti teorici ed empirici particolarmente efficaci al fine di interpretare i cambiamenti della nostra epoca e ampliare il livello di consapevolezza collettiva di fronte a questioni sempre più urgenti, quali, tra le altre, il cambiamento climatico, le crescenti disuguaglianze, il ruolo pervasivo delle nuove tecnologie. Ciò ovviamente a patto che essa si ponga in dialogo con altre discipline, si rivolga ad un pubblico più ampio rispetto ai soli sociologi e sociologhe e sia aperta, pubblica e critica”.
Al seminario interverranno, oltre a sociologhe e sociologi delle Università di Pisa, Chieti-Pescara, Firenze, Orientale di Napoli, Padova, Roma Tre, Sapienza, Salerno e Urbino, anche Nicola Marcucci della École des hautes études en sciences sociales (EHESS) di Parigi e Simon Susen della City - University of London, uno dei più noti studiosi di scienze sociali contemporanee.
Mercoledì 31 maggio alle 19 presso il Caffè Letterario Volta Pagina di Pisa, è previsto un incontro-dibattito con Mariano Longo dell’Università del Salento che presenterà il suo volume Emotions through Literature - Fictional Narratives, Society and the Emotional Self, edito da Routledge nel 2020.
A Benedetta Dal Canto la quarta edizione del Premio Nicola Politi per laureati in Farmacia
La dottoressa Benedetta Dal Canto ha vinto il Premio di studio alla memoria del dottor Nicola Politi per laureati in Farmacia all’Università di Pisa, giunto quest’anno alla quarta edizione. La cerimonia di conferimento è avvenuta nel corso della tavola rotonda "La Farmacia: attualità e prospettive", tenutasi lo scorso 17 maggio nel Dipartimento di Farmacia.
All'evento, coordinato dal professor Marco Macchia, delegato del Rettore per i rapporti con il territorio, sono intervenuti la professoressa Maria Letizia Trincavelli, direttrice del dipartimento di Farmacia, il professor Vincenzo Calderone, presidente del corso di laurea magistrale in Farmacia, i dottori Daniele Dani, componente del Consiglio di presidenza Federfarma nazionale, Emmanuele De Libero, presidente dell’Ordine dei Farmacisti della provincia di Livorno, e Franco Falorni, Studio Falorni e presidente della Fondazione Casa Cardinale Maffi. Presente anche il figlio del dottor Nicola Politi, in rappresentanza della famiglia.
Benedetta Dal Canto, nata a Livorno nel 1995, si è diplomata al Liceo Scientifico Enriques a Livorno e ha successivamente ottenuto la laurea magistrale a ciclo unico in Farmacia all’Università di Pisa, con voto di 110 su 110 e lode, discutendo una tesi dal titolo “Valutazione dell'azione di Erucina nei fenomeni di oxi-inflamm-ageing della parete vascolare”. Relatori sono stati i professori Vincenzo Calderone e Alma Martelli e la dottoressa Eugenia Piragine. Benedetta Dal Canto è attualmente iscritta al secondo anno della Scuola di specializzazione in Farmacia ospedaliera ed è borsista di ricerca presso il laboratorio MeS (Management e Sanità) della Scuola Superiore Sant'Anna.
Il premio di studio è finanziato dall’Ordine dei Farmacisti della Provincia di Livorno per ricordare il dottor Nicola Politi, presidente dell’Ordine dal 1979 al 1993 e figura carismatica che ha saputo rappresentare con autorevolezza e competenza i farmacisti livornesi per tanti anni.
A Benedetta Dal Canto la quarta edizione del Premio Nicola Politi per laureati in Farmacia
La dottoressa Benedetta Dal Canto ha vinto il Premio di studio alla memoria del dottor Nicola Politi per laureati in Farmacia all’Università di Pisa, giunto quest’anno alla quarta edizione. La cerimonia di conferimento è avvenuta nel corso della tavola rotonda "La Farmacia: attualità e prospettive", tenutasi lo scorso 17 maggio nel Dipartimento di Farmacia.
All'evento, coordinato dal professor Marco Macchia, delegato del Rettore per i rapporti con il territorio, sono intervenuti la professoressa Maria Letizia Trincavelli, direttrice del dipartimento di Farmacia, il professor Vincenzo Calderone, presidente del corso di laurea magistrale in Farmacia, i dottori Daniele Dani, componente del Consiglio di presidenza Federfarma nazionale, Emmanuele De Libero, presidente dell’Ordine dei Farmacisti della provincia di Livorno, e Franco Falorni, Studio Falorni e presidente della Fondazione Casa Cardinale Maffi. Presente anche il figlio del dottor Nicola Politi, in rappresentanza della famiglia.
La premiazione al Dipartimento di Farmacia
Benedetta Dal Canto, nata a Livorno nel 1995, si è diplomata al Liceo Scientifico Enriques a Livorno e ha successivamente ottenuto la laurea magistrale a ciclo unico in Farmacia all’Università di Pisa, con voto di 110 su 110 e lode, discutendo una tesi dal titolo “Valutazione dell'azione di Erucina nei fenomeni di oxi-inflamm-ageing della parete vascolare”. Relatori sono stati i professori Vincenzo Calderone e Alma Martelli e la dottoressa Eugenia Piragine. Benedetta Dal Canto è attualmente iscritta al secondo anno della Scuola di specializzazione in Farmacia ospedaliera ed è borsista di ricerca presso il laboratorio MeS (Management e Sanità) della Scuola Superiore Sant'Anna.
Il premio di studio è finanziato dall’Ordine dei Farmacisti della Provincia di Livorno per ricordare il dottor Nicola Politi, presidente dell’Ordine dal 1979 al 1993 e figura carismatica che ha saputo rappresentare con autorevolezza e competenza i farmacisti livornesi per tanti anni.