Con il “Welcome Day” al Polo Piagge l’Università di Pisa ha accolto i suoi studenti internazionali
Con il “Welcome Day” ospitato al Polo Piagge, l’Università di Pisa ha dato il benvenuto ai suoi primi studenti internazionali immatricolati ai corsi di studio dell’anno accademico 2024-2025. L’evento, organizzato dall’Unità Promozione Internazionale dell’Ateneo, ha visto la partecipazione di 130 studenti provenienti da paesi europei ed extraeuropei, alcuni arrivati da molto lontano, ad esempio da Congo, Etiopia, India, Kazakhstan, Marocco, Mongolia e Pakistan. Nell’occasione sono intervenuti anche rappresentanti del Consultorio Giovani Società della Salute Pisana, del CUS Pisa e una delegazione di tre rappresentanti degli studenti del Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere, che ha accolto i presenti nella comunità studentesca pisana.
Alcuni studenti del programma IISMA hanno presentato una danza tradizionale indonesiana. L’evento è stato reso ancora più colorato dalla partecipazione di altri studenti che, indossando abiti tradizionali dei rispettivi paesi, hanno animato il Welcome Day trasformandolo in un’occasione di scoperta e di condivisione, un autentico viaggio attraverso i continenti e le tradizioni. A novembre è previsto un secondo Welcome Day per altri studenti internazionali in attesa di visto e in arrivo a Pisa nelle prossime settimane.
Per l’anno accademico 2024-2025 sono già oltre 600 gli studenti internazionali immatricolati all’Università di Pisa, con ancora 400 immatricolazioni in fase di perfezionamento. Questi numeri confermano il trend positivo degli ultimi anni, che vede un aumento costante di studenti internazionali nell’Ateneo. Lo scorso anno accademico, le immatricolazioni sono quasi raddoppiate rispetto all’anno precedente; ad oggi, a 4 mesi dalla chiusura delle immatricolazioni per gli studenti richiedenti visto prevista per 28 febbraio 2025, l’affluenza risulta già duplicata rispetto agli anni passati.
Gli studenti internazionali sono accolti attraverso lo sportello WIS! (Welcome International Students!), attivo tre mattine a settimana presso la Palazzina Modica. Presso lo sportello, il personale dell’Unità Promozione Internazionale e gli studenti part-time che collaborano con l’ufficio offrono assistenza diretta in ogni fase del processo di immatricolazione, aiutando i nuovi iscritti a orientarsi all’Università di Pisa e a iniziare la loro esperienza universitaria nel modo migliore.
Alle Benedettine “Working in the Nuclear Field”, il Career Event per le professioni nel settore nucleare
Mercoledì 30 ottobre, al Centro Congressi Le Benedettine, dalle 9.15 alle 18.30 appuntamento con "Working in the Nuclear Field", un career event internazionale dedicato alle opportunità professionali nel settore nucleare.
L'iniziativa, che si svolgerà in presenza e online in inglese, è aperta a studenti e laureati del settore ingegneristico e fisica da tutti gli Atenei, e offre l'opportunità di incontrare rappresentanti di 17 realtà tra aziende, centri di ricerca e organizzazioni leader nel campo dell'energia nucleare.
Il programma prevede al mattino le presentazioni aziendali mentre nel pomeriggio si terranno speed interview tra candidati e aziende, sia in presenza che online. Alle 17.30 è in programma il panel "Strategic Connections: the Role of Networking in the Nuclear Field" con rappresentanti di associazioni del settore.
L'iniziativa è organizzata dal corso di laurea magistrale in Ingegneria Nucleare, nell'ambito del Consorzio Interuniversitario per la Ricerca Tecnologica Nucleare (CIRTEN) e del progetto europeo ENEN#, in collaborazione con il Career Service dell'Università di Pisa.
Contatti: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
Taglio del nastro per il nuovo centro di progettazione e industrializzazione di STMicroelectronics a Pisa
Inaugurato il centro di progettazione e industrializzazione che STMicroelectronics, azienda leader globale nei semiconduttori con clienti in tutti i settori applicativi dell’elettronica, ha aperto a Pisa in località Montacchiello e dotato recentemente di un laboratorio di testing. L’amministratore delegato di STMicroelectronics Italia, Lucio Colombo, e il Rettore dell’Università di Pisa, Riccardo Zucchi, hanno tagliato il nastro del nuovo centro, il tredicesimo sito ST in Italia e il primo in Toscana.
Il centro, realizzato in collaborazione con i docenti del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa, ospita al momento circa 40 persone dedicate principalmente alla progettazione e industrializzazione di circuiti integrati. Sono progettisti analogici e digitali con competenze diverse insieme a ricercatori e tesisti dell’Università di Pisa.
La maggior parte dei progettisti fa capo alla divisione ACD (Analog Custom Devices del Gruppo di prodotto APMS) che lavora alla progettazione e allo sviluppo di prodotti destinati al mercato dell’elettronica di consumo. In particolare, il gruppo di Pisa della divisione ACD è focalizzato sullo sviluppo di prodotti nelle aree Wireless charging e Power management con l’obiettivo di individuare ed implementare soluzioni innovative per migliorare l’efficienza dei prodotti alimentati a batteria (come per esempio gli smartphone). Il centro è dotato di laboratorio per attività di testing e strumentazioni per eseguire la validazione e l’industrializzazione dei prodotti sviluppati nel Centro.
Oltre ad inaugurare e visitare il Centro, il Rettore Riccardo Zucchi e l’Amministratore delegato Lucio Colombo hanno firmato un accordo quadro, il cui scopo è principalmente contribuire alla formazione di studenti e laureati particolarmente qualificati collaborando allo svolgimento degli insegnamenti attivati presso l’Università, anche con l’istituzione di borse di studio secondo la normativa vigente; contribuire allo svolgimento di studi e ricerche volti all’innovazione tecnologica nei campi di propria competenza ed interesse; mantenere l’elevato livello culturale dei propri operatori e favorire il loro aggiornamento professionale attraverso opportuni contatti e collaborazioni con strutture dell’Università mediante corsi del cui contenuto didattico l’Università sia garante.
“Il Centro di Pisa è nato 20 mesi fa con l’obbiettivo di crescere velocemente acquisendo talenti sul territorio, grazie alla collaborazione con l’Università di Pisa, ma anche attirando talenti desiderosi di rientrare in Toscana a fronte delle opportunità di lavoro offerte da un leader globale”, ha detto Lucio Colombo, amministratore delegato di STMicroelectronics Italia. “Un modello che ST ha applicato negli anni presso sedi universitarie italiane prossime ai suoi centri di ricerca e produzione”.
“L'accordo quadro firmato oggi rappresenta la formalizzazione di una collaborazione che riveste molteplici significati per l'Università di Pisa: oltre al valore scientifico e culturale, siamo infatti profondamente onorati che STMicroelectronics abbia scelto Pisa come sede toscana delle sue attività”, ha aggiunto, Riccardo Zucchi, Rettore dell’Università di Pisa. “STMicroelectronics è una società di rilevanza mondiale nel settore dei semiconduttori e la sua presenza sul nostro territorio contribuisce a creare significative opportunità professionali per i nostri laureati, valorizzando le loro competenze".
“L’obiettivo era di raggiungere 40 collaboratori circa in due anni e ad oggi siamo soddisfatti dei progressi fatti. Il Centro conta su ingegneri elettronici con competenze miste: analogico/digitale/software e testing e con diversa seniority, insieme a ricercatori e tesisti,” spiega Patrizia Milazzo, direttore ACD, STMicroelectronics. “Riteniamo che il rapido sviluppo del centro sia dovuto alla grande collaborazione con l’Università e alla determinazione dei colleghi ST, che hanno fortemente voluto creare un centro di eccellenza in Toscana”.
Alcune informazioni su STMicroelectronics
In ST, siamo più di 50 mila creatori e costruttori di tecnologie a semiconduttore e governiamo la catena di fornitura nei semiconduttori con siti manifatturieri allo stato dell’arte. Come produttore integrato di dispositivi lavoriamo con più di 200 mila clienti e migliaia di partner per progettare e costruire prodotti, soluzioni ed ecosistemi che rispondono alle loro sfide e opportunità, e alla necessità di supportare un mondo più sostenibile. Le nostre tecnologie consentono una mobilità più intelligente, una gestione più efficiente della potenza e dell’energia e il dispiegamento su larga scala di oggetti autonomi connessi al cloud. Siamo impegnati a raggiungere entro il 2027 il nostro obbiettivo di diventare carbon neutral per quanto riguarda le emissioni Scope 1 e Scope 2 e in parte Scope 3. Per ulteriori informazioni consultare il sito www.st.com.
Salute digitale: al via la nuova laurea dell’Università di Pisa
Martedì 12 novembre, alle ore 18, nella sala Gerace del Dipartimento di Informatica dell'Università di Pisa (in Largo Bruno Pontecorvo 3), si terrà l’apertura ufficiale della nuova laurea magistrale “Informatics for Digital Health”, erogata interamente in lingua inglese, dove l’informatica incontra lo sport, la salute e il wellness in un programma formativo innovativo e unico nel panorama italiano. Questa laurea è stata progettata per rispondere alle crescenti esigenze nel settore della salute digitale, preparandosi a formare specialisti in grado di progettare soluzioni tecnologiche avanzate per il benessere e la cura dei cittadini.
“La Salute Digitale è il prossimo futuro – dice Giuseppe Prencipe, presidente del neonato corso di laurea – un futuro che passerà dalla progettazione di applicazioni e piattaforme software capaci, ad esempio, di creare terapie personalizzate, progettare nuovi farmaci, gestire al meglio l’accesso agli esami clinici, ma anche assistere i pazienti da remoto o monitorare le prestazioni degli atleti. Si tratterà di realizzare piattaforme sicure, interoperabili, scalabili e intelligenti in grado di gestire ed estrarre informazioni da una mole enorme ed eterogenea di dati prodotta da cittadini-pazienti-assistiti. Il dipartimento di Informatica dell’Ateneo pisano è dunque in prima linea nel raccogliere questa sfida in un settore destinato a diventare sempre più strategico”.
L’evento inaugurale vedrà la partecipazione di rappresentanti istituzionali tra cui il direttore del Dipartimento di Informatica, professor Paolo Mancarella, affiancati da alcuni dei membri dell’Advisory Board internazionale del programma. Quest’ultimo include esponenti di spicco di aziende, università e organizzazioni del settore biomedico che contribuiranno a garantire il collegamento con il mondo professionale. In particolare, saranno presenti Anastasia Buda (Samsung Electronics Italia), Luigi Doveri (Unione Industriale Pisana), Maurizio Mangione (Fondazione Monasterio, Pisa), Nicola Redi (Obloo Ventures, Italia) e Hannah Teichmann (MedRA Srl).
“Samsung crede fermamente che l’innovazione digitale, assieme all’intelligenza artificiale, possa contribuire a migliorare lo stato fisico e, in generale, il wellbeing delle persone", ha commentato Anastasia Buda, Corporate Citizenship & Internal Communication Manager di Samsung Electronics Italia. “Inoltre, attraverso il programma per questo, siamo certi che la nuova laurea magistrale “Informatics for Digital Health” contribuirà in modo positivo alla formazione dei futuri professionisti della salute digitale, che utilizzeranno le tecnologie emergenti creando un ponte tra innovazione digitale e assistenza sanitaria”.
Un altro elemento caratterizzante la nuova laurea magistrale sarà inoltre la stretta collaborazione tra docenti dell’area informatica, biomedica, del pharma, della bioingegneria e del settore economico-legale. Alla fine dei due anni studentesse e studenti si cimenteranno nello sviluppo di progetti software proposti da docenti, aziende e professionisti dei settori su indicati che eventualmente potranno poi essere approfonditi nel loro lavoro di tesi, con eventuali stage nelle sedi proponenti.
“Punteremo molto a stabilire relazioni con aziende, organismi ed enti del settore biomedico, del wellness, dello sport, della nutraceutica e del farmaceutico, al fine di offrire quante più opportunità possibili di progetti, tirocini, stage, e job placement per i nostri studenti – dice Paolo Ferragina, promotore e coordinatore del gruppo di lavoro che ha seguito i lavori di accreditamento del nuovo corso di studi – e proprio per potenziare questi rapporti e la proiezione internazionale del percorso formativo abbiamo definito un Advisory Board con rappresentanti di enti, aziende, università e venture capitalist non solo italiani dei settori suddetti”.
Laureati e laureate in Informatics for Digital Health avranno inoltre la possibilità di sostenere l’Esame di Stato per l’abilitazione alla professione di Ingegnere senior.
Per informazioni e iscrizioni: https://didattica.di.unipi.it/laurea-magistrale-in-informatics-for-digital-health/.
Premio tesi di laurea sulla tratta di esseri umani e/o grave sfruttamento
E' bandito il concorso per l'assegnazione del premio per una tesi sulla tratta di esseri umani e/o grave sfruttamento.
Informazioni nel bando in allegato. Bando e facsimile della domanda disponibili anche al link https://osservatoriointerventitratta.it/premio-tesi-di-laurea/
Il termine ultimo per la presentazione della domanda è il 30 settembre 2025.
Per ulteriori informazioni contattare l'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Flexible microcircuits: Europe awards the University of Pisa with the prestigious ERC Synergy Grant
Gianluca Fiori's project is called SKIN2DTRONICS and will receive funding of ten million euros over the next six years in order to develop cutting-edge technology which will allow for the construction of electronic microcircuits on deformable and ultra-flexible materials. This is the Professor’s second ERC Grant after the one he received in 2017 for his research on paper-printable electronics.
“The idea behind SKIN2DTRONICS,” says Gianluca Fiori, “is that electronics can be integrated virtually anywhere. We aim to develop flexible electronics that are less than a micron thick and can be placed on any type of surface, regardless of its shape, irregularity and texture. This can open the way to a wide range of applications, including those in the medical field.
Specifically, we will be working to develop a flexible, biocompatible electronic device capable of monitoring the recurrence of very aggressive tumours such as glioblastoma, a brain tumour that currently has a very high mortality rate. This is due to the fact that medical checks to detect the recurrence are often delayed, as they require the use of a very expensive technique such as magnetic resonance imaging (MRI). The electronic device that we will develop will be able to be inserted directly into the cavity left in the brain after the surgical removal of the tumour and, thanks to its flexibility and adaptability, will be able to adhere perfectly to the edges of the cavity. The device will contain microsensors of pH, temperature and pressure that will be able to monitor the possible emergence of new tumours in real time."
"The project," concludes Fiori, "is certainly ambitious and faces a double challenge: managing to integrate the thousands of transistors needed for processing signals in a few square centimetres, analysing data and communicating with the outside world, and at the same time designing the electronics to ensure that their performance is stable even on curved and uneven surfaces."
The Synergy Grant rewards projects that are so innovative and ambitious that they require the close collaboration and integration of the knowledge of a team of scientists in order to be successful. In addition to Gianluca Fiori, the SKIN2DTRONICS team includes Andreas Kis, EPFL Lausanne (Federal Polytechnic School), Andres Castellano Gomez, CSIC Madrid (Superior Council for Scientific Research) and Kostas Kostarelos, ICN2 Barcelona (Catalan Institute of Nanoscience and Nanotechnology).
"An award such as this,” says Sergio Saponara, Director of the Department of Information Engineering “testifies to the excellence of the research carried out by our department, and its great impact on society and the production system. Our researchers have been working for many years to develop technologies for an increasingly digital society. All of the department’s future-oriented activities take place in our FoReLab laboratory, where highly integrated and interdisciplinary researchers aim to provide the tools for a 5.0 society and industry, where devices and technologies are designed and tailored to people’s needs. Thanks to the ERC Synergy Grant we will be able to develop a generation of new devices, practically a new electronics industry, with patient-centred applications such as wearable devices and medical applications".
Corso online del CISP "Processi di apprendimento e metodologie della formazione online"
Il Centro Interdisciplinare Scienze per la Pace, all'interno della sua Scuola triennale Formatori e Formatrici, organizza il corso di formazione online "Processi di apprendimento e metodologie della formazione online".
Il corso si svolgerà per una durata complessiva di 18 ore, divise in due moduli rispettivamente di 12 e 6 ore. E' possibile iscriversi a un solo modulo o a entrambi.
Il primo modulo si terrà martedì 10, giovedì 12 e martedì 17 dicembre, e giovedì 9 gennaio.
Il secondo modulo si terrà martedì 14 e giovedì 16 gennaio.
I formatori saranno Fabrizio Lertora e Gloria Vitaioli.
Il primo modulo, “Processi di apprendimento e teorie della formazione”, presenta il fare formazione nel significato di favorire, facilitare e consolidare l’apprendimento, da intendersi essenzialmente come cambiamento. Formare quindi significa aiutare a cambiare, un obiettivo allo stesso tempo impegnativo e delicato, da effettuarsi con strumenti e tecniche che, pur allontanandosi dall’utilizzazione improvvisata, sappiano mantenere un taglio “artigianale”: curato, attento, non riproducibile in serie.
Nel secondo modulo, “Metodologie della formazione online”, sarà sperimentata in prima persona una didattica online inclusiva e coinvolgente, utilizzando e imparando ad usare strumenti online e offline (app, piattaforme e social) per riproporre a distanza una formazione attenta alla facilitazione del gruppo, alle curve dell’attenzione, all’ancoraggio emotivo e all’approccio ai contenuti in modo maieutico e fortemente partecipativo.
Il corso è aperto a tutti/e coloro che desiderano scoprire e rafforzare le competenze personali e relazionali, da utilizzare nella propria vita privata o professionale. Il corso è inoltre destinato a chi, nel proprio contesto professionale, lavora con gruppi o singoli in apprendimento o crescita personale (quali insegnanti, formatori o formatrici, educatori/trici, counselor, coach, ecc.)
Per ulteriori informazioni clicca qui o scrivi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Le iscrizioni sono aperte fino a martedì 26 novembre 2024.
Quote ridotte per chi si iscrive entro martedì 19 novembre 2024.
Quote agevolate riservate al personale Unipi.
Corso online del CISP "Processi di apprendimento e metodologie della formazione online"
Il Centro Interdisciplinare Scienze per la Pace, all'interno della sua Scuola triennale Formatori e Formatrici, organizza il corso di formazione online "Processi di apprendimento e metodologie della formazione online".
Il corso si svolgerà per una durata complessiva di 18 ore, divise in due moduli rispettivamente di 12 e 6 ore. E' possibile iscriversi a un solo modulo o a entrambi.
Il primo modulo si terrà martedì 10, giovedì 12 e martedì 17 dicembre, e giovedì 9 gennaio.
Il secondo modulo si terrà martedì 14 e giovedì 16 gennaio.
I formatori saranno Fabrizio Lertora e Gloria Vitaioli.
Il primo modulo, “Processi di apprendimento e teorie della formazione”, presenta il fare formazione nel significato di favorire, facilitare e consolidare l’apprendimento, da intendersi essenzialmente come cambiamento. Formare quindi significa aiutare a cambiare, un obiettivo allo stesso tempo impegnativo e delicato, da effettuarsi con strumenti e tecniche che, pur allontanandosi dall’utilizzazione improvvisata, sappiano mantenere un taglio “artigianale”: curato, attento, non riproducibile in serie.
Nel secondo modulo, “Metodologie della formazione online”, sarà sperimentata in prima persona una didattica online inclusiva e coinvolgente, utilizzando e imparando ad usare strumenti online e offline (app, piattaforme e social) per riproporre a distanza una formazione attenta alla facilitazione del gruppo, alle curve dell’attenzione, all’ancoraggio emotivo e all’approccio ai contenuti in modo maieutico e fortemente partecipativo.
Il corso è aperto a tutti/e coloro che desiderano scoprire e rafforzare le competenze personali e relazionali, da utilizzare nella propria vita privata o professionale. Il corso è inoltre destinato a chi, nel proprio contesto professionale, lavora con gruppi o singoli in apprendimento o crescita personale (quali insegnanti, formatori o formatrici, educatori/trici, counselor, coach, ecc.)
Per ulteriori informazioni clicca qui o scrivi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Le iscrizioni sono aperte fino a martedì 26 novembre 2024.
Quote ridotte per chi si iscrive entro martedì 19 novembre 2024.
Quote agevolate riservate al personale Unipi.
Ecco il chip in silicio per convertire il calore disperso in energia elettrica
Strutture in silicio dell’ordine di grandezza di nanometri (nanostrutture) e integrabili su chip che funzionano da generatori termoelettrici, convertendo direttamente il calore in energia elettrica. La novità arriva da un team di ingegneri elettronici del dipartimento di ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa, che hanno pubblicato due lavori su riviste internazionali, dimostrando la validità di una tecnologia basata su un materiale, come il silicio, biocompatibile e non inquinante (si ricava a partire dalla sabbia) per la produzione di “green energy”.
“Siamo riusciti a produrre un chip in silicio nanostrutturato che produce energia elettrica - spiega Giovanni Pennelli, docente di elettronica al DII e coordinatore del gruppo di ricerca - In genere, i chip di silicio consumano energia per svolgere delle attività, come fare conti (microprocessori), trasmettere informazioni (i chip del telefono cellulare), misurare delle grandezze (sensori di temperatura, pressione, ...), ed hanno bisogno di essere alimentati. Il nostro dispositivo, su chip come tutti gli altri, aggiunge il tassello mancante: invece che consumare energia, la produce sfruttando una superficie calda (corpo umano, termosifone, altri dispositivi che si riscaldano) e può alimentare gli altri dispositivi senza utilizzare le batterie che sono costose, hanno bisogno di ricarica ed inoltre alla fine del ciclo produttivo devono essere riciclate-ricondizionate per non inquinare.
“Il nostro dispositivo - aggiunge Elisabetta Dimaggio, ricercatrice di elettronica al DII - funziona ovunque ci sia elettronica da alimentare a bassa potenza, per esempio con nodi sensori, e potrebbe essere un elemento importantissimo per abbattere costi e inquinamento in contesti industriali.
Inoltre, il dispositivo termoelettrico si potrebbe usare anche per raffreddare le superfici, quindi non solo come generatore ma anche integrato in sistemi che si riscaldano durante il funzionamento, come enormi data center. La ricerca è stata condotta in collaborazione con IMB-CNM, CSIC di Barcellona, ed è apparsa sulla rivista “Small”.
Da anni, il gruppo di ricerca del DII studia l’uso del silicio per la produzione di energia elettrica. In una ricerca svolta in collaborazione con le Università di Warwick e di Milano-Bicocca, pubblicata sulla rivista “Nano Energy” i ricercatori hanno dimostrato che l’efficienza del silicio nel produrre energia può essere quasi triplicata rispetto a quanto supposto finora.
“Siamo riusciti a dimostrare che le tecniche di nanostrutturazione del silicio - spiega Antonella Masci, dottoranda al DII e prima autrice dell’articolo su Nano Energy- consentono non solo di ridurre la conducibilita’ termica, con un notevole beneficio dell’efficienza di conversione termica-elettrica, ma anche di produrre molta energia partendo dal calore di scarto.”
“La ricerca che sfrutta le proprietà di alcuni materiali per produrre energia green - commenta Sergio Saponara, Direttore del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione - è fondamentale per fornire alle aziende gli strumenti per una transizione digitale secondo i principi richiesti dalle trasformazioni dell’industria 5.0, che devono avere al centro persone e ambiente. Il laboratorio FoReLab del Dipartimento, dedicato proprio alle tecnologie chiave per il 5.0, ha tra i suoi filoni più importanti quello del lavoro su una nuova generazione di dispositivi e sistemi ICT riconfigurabili, adattivi ed ecologici che sfruttano architetture innovative e materiali nanostrutturati pr adattare la loro applicazione e ottimizzare le loro prestazioni sulla base delle condizioni di utilizzo, dei contesti industriali e delle applicazioni emergenti”.
Ecco il chip in silicio per convertire il calore disperso in energia elettrica
Strutture in silicio dell’ordine di grandezza di nanometri (nanostrutture) e integrabili su chip che funzionano da generatori termoelettrici, convertendo direttamente il calore in energia elettrica.
La novità arriva da un team di ingegneri elettronici del dipartimento di ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa, che hanno pubblicato due lavori su riviste internazionali, dimostrando la validità di una tecnologia basata su un materiale, come il silicio, biocompatibile e non inquinante (si ricava a partire dalla sabbia) per la produzione di “green energy”.
“Siamo riusciti a produrre un chip in silicio nanostrutturato che produce energia elettrica - spiega Giovanni Pennelli, docente di elettronica al DII e coordinatore del gruppo di ricerca - In genere, i chip di silicio consumano energia per svolgere delle attività, come fare conti (microprocessori), trasmettere informazioni (i chip del telefono cellulare), misurare delle grandezze (sensori di temperatura, pressione, ...), ed hanno bisogno di essere alimentati. Il nostro dispositivo, su chip come tutti gli altri, aggiunge il tassello mancante: invece che consumare energia, la produce sfruttando una superficie calda (corpo umano, termosifone, altri dispositivi che si riscaldano) e può alimentare gli altri dispositivi senza utilizzare le batterie che sono costose, hanno bisogno di ricarica ed inoltre alla fine del ciclo produttivo devono essere riciclate-ricondizionate per non inquinare.
“Il nostro dispositivo - aggiunge Elisabetta Dimaggio, ricercatrice di elettronica al DII - funziona ovunque ci sia elettronica da alimentare a bassa potenza, per esempio con nodi sensori, e potrebbe essere un elemento importantissimo per abbattere costi e inquinamento in contesti industriali.
Inoltre, il dispositivo termoelettrico si potrebbe usare anche per raffreddare le superfici, quindi non solo come generatore ma anche integrato in sistemi che si riscaldano durante il funzionamento, come enormi data center. La ricerca è stata condotta in collaborazione con IMB-CNM, CSIC di Barcellona, ed è apparsa sulla rivista “Small”.
Da anni, il gruppo di ricerca del DII studia l’uso del silicio per la produzione di energia elettrica. In una ricerca svolta in collaborazione con le Università di Warwick e di Milano-Bicocca, pubblicata sulla prestigiosa rivista “Nano Energy” i ricercatori hanno dimostrato che l’efficienza del silicio nel produrre energia può essere quasi triplicata rispetto a quanto supposto finora.
“Siamo riusciti a dimostrare che le tecniche di nanostrutturazione del silicio- spiega Antonella Masci, dottoranda al DII e prima autrice dell’articolo su Nano Energy- consentono non solo di ridurre la conducibilita’ termica, con un notevole beneficio dell’efficienza di conversione termica-elettrica, ma anche di produrre molta energia partendo dal calore di scarto.”
“La ricerca che sfrutta le proprietà di alcuni materiali per produrre energia green - commenta Sergio Saponara, Direttore del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione - è fondamentale per fornire alle aziende gli strumenti per una transizione digitale secondo i principi richiesti dalle trasformazioni dell’industria 5.0, che devono avere al centro persone e ambiente. Il laboratorio FoReLab del Dipartimento, dedicato proprio alle tecnologie chiave per il 5.0, ha tra i suoi filoni più importanti quello del lavoro su una nuova generazione di dispositivi e sistemi ICT riconfigurabili, adattivi ed ecologici che sfruttano architetture innovative e materiali nanostrutturati pr adattare la loro applicazione e ottimizzare le loro prestazioni sulla base delle condizioni di utilizzo, dei contesti industriali e delle applicazioni emergenti”.