Contenuto principale della pagina Menu di navigazione Modulo di ricerca su uniPi
Comunicati stampa

In occasione del 140º anniversario dalla nascita dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM) del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), il 30 ottobre 2024 presso il salone degli Arazzi di Palazzo Piacentini, si è svolta la cerimonia di premiazione dei vincitori del concorso “Intellectual Property Award (IPA)”, un’iniziativa che celebra l’eccellenza della ricerca e l’innovazione italiana.

Tra i vincitori vi è anche l’Università di Pisa con il brevetto ATMOSMART (US2021123900), una tecnologia abilitante per l’irrigazione di precisione, inventata dal Prof. Giovanni Rallo del laboratorio di sensoristica e modellistica agro idrologica AgrHySMo Lab. ATMOSMART è pensata per l’industria dell’irrigazione e finalizzata a mitigare gli effetti della siccità idrologica sulle colture. Il dispositivo mima la traspirazione fogliare, integrando una membrana porosa intelligente, controllabile elettronicamente e capace di interpretare il processo di regolazione stomatica. Il dato di traspirazione stimato dal dispositivo rappresenta quella quantità idrologica funzionale alla gestione irrigua di precisione.

 premioipa rallo web

Il premio s’inserisce nel quadro delle attività di potenziamento che il MIMIT-UIBM sta portando avanti al fine di promuovere la valorizzazione economica dei titoli di proprietà industriali di Università italiane, Enti pubblici di ricerca nazionali ed Istituti di ricovero e cura. Il concorso è stato ideato e organizzato dal MIMIT, in collaborazione con NETVALInvitalia. Il premio era riservato ai migliori brevetti della ricerca pubblica dei sei ambiti tecnologici: Medtech, Climatech, Agritech, The Energy of the Future, The Future from the Space, The Future of the City.

Al concorso hanno partecipato ben 225 candidature, sottoposte a 3 fasi di selezione da parte di un’apposita commissione valutatrice composta da esperti del settore, imprenditori e specialisti di proprietà industriale.

rallo gruppo

L’Università di Pisa ha candidato complessivamente 14 brevetti ricoprendo ciascuna degli ambiti tecnologici possibili; di quelli candidati, sei sono stati ulteriormente selezionati per la seconda fase, di cui solo uno, ATMOSMART, finalista.

Al brevetto vincitore ATMOSMART, unico finalista per la categoria Agritech, oltre al prestigioso riconoscimento come eccellenza della ricerca pubblicata Italiana, sarà conferito un premio di 10mila euro da utilizzare per la valorizzazione della tecnologia.

Alle tecnologie premiate in tutti gli ambiti verrà dato un ampio risalto nel corso della mostra “Brevetti” organizzata dal MiMIT, come evento conclusivo dei festeggiamenti per il 140º anno dalla nascita di UIBM.

rallo ufficioTTO oriz

La presentazione dei brevetti finalisti, si è svolta alla presenza del viceministro Valentino Valentini, del capo dipartimento per le politiche per le imprese Amedeo Teti, del presidente di Netval Giuseppe Conti, dei dirigenti del Ministero e di Invitalia e della presidente del Comitato Impresa Donna.

Per rivedere le tecnologie presentate:

On line i Video di presentazione dei finalisti al Premio IPA 2023 

---

Per maggiori dettagli sulla tecnologia ATMOSMART consulta le schede su:

Giovedì 7 novembre dalle 9.30 al Palazzo "La Sapienza" dell’Università di Pisa si è svolta la IV Giornata di studio "La Geopolitica del Mare. Le basi del potere economico e marittimo, dai porti al ruolo delle rotte commerciali". L'evento, organizzato congiuntamente dal Centro per l'Innovazione e la Diffusione della Cultura - CIDIC dell’Ateneo pisano e dall'Accademia Navale di Livorno, è trasmesso anche in streaming.

Dopo i saluti istituzionali del Rettore Riccardo Zucchi e del Contrammiraglio Comandante Lorenzano Di Renzo, hanno preso il via le relazioni moderate dal Contrammiraglio Giuseppe Schivardi, Comandante dell’Istituto di Studi Militari Marittimi di Venezia, e dal professore Francesco Barachini del dipartimento di Giurisprudenza dell’Ateneo pisano.
Gli argomenti trattati nella mattinata sono il rapporto fra spazio marittimo e potere, la geopolitica dei trasporti marittimi nelle relazioni globali, le peculiarità geostrategiche e geopolitiche degli Oceani, i porti italiani quali infrastrutture strategiche dei trasporti multimodali tra coordinamento nazionale e governance locale e l'espansionismo cinese sui mari. I relatori di questa prima parte della giornata sono i professori Matteo Marconi e Paolo Sellari dell’Università La Sapienza di Roma, Francesco Zampieri dell’Istituto di Studi Militari Marittimi Venezia, Andrea La Mattina dell’Università Federico II di Napoli e la professoressa Elena Dundovich dell’Università di Pisa.

 

20241107_093535.jpg

 

Nel pomeriggio i lavori riprendono alle 14,30 con la moderazione del professore Andrea Borghini Direttore del dipartimento Scienze Politiche dell’Ateneo pisano. Due temi in discussione: i “colli di bottiglia” nella sicurezza marittima ed il diritto internazionale con riferimento al quadro giuridico applicabile alle aree marine polari e la genesi, attualità e futuro del concetto geopolitico di Mediterraneo allargato. I due interventi sono tenuti rispettivamente dalla professoressa Claudia Cinelli dell’Università di Pisa e dal Capitano di Vascello Davide Da Pozzo, Capo Ufficio Politica Marittima e Relazioni Internazionali del 3° reparto, Stato Maggiore Marina. Alle 15,30 le conclusioni del professore Giuseppe Iannaccone, prorettore vicario dell’Università di Pisa.

 

Il Contrammiraglio Comandante Lorenzano Di Renzo

“Questa giornata riafferma tutto il valore e tutta l'importanza che diamo al nostro storico rapporto con l'Accademia Navale di Livorno, una delle collaborazioni più antiche e di maggior pregio di questa Università - ha detto il Rettore Zucchi - Questo simposio, dedicato alla geopolitica del mare, cade in un momento molto appropriato, perché ormai ci stiamo rendendo conto che la geopolitica è un'attività indispensabile all'Università stessa se pensiamo soprattutto alla mobilità globale degli studenti, sia i nostri che vanno via sia quelli che arrivano, magari da paesi terzi, il che comporta necessariamente una ridefinizione della nostra offerta formativa e dei nostri progetti di sviluppo futuro”.

rettore_zucchi.jpg

Il Rettore Riccardo Zucchi

“La giornata di oggi ci dà l’occasione di rispondere a una domanda che ci sta molto a cuore, ovvero perché abbiamo una marina militare, una domanda che ci viene posta ciclicamente e che riteniamo sia il peggior sintomo di quella che noi chiamiamo “cecità marittima” – ha sottolineato il Contrammiraglio Comandante Lorenzano Di Renzo – è dunque obbligo ricordare che i momenti di massima prosperità della penisola sono stati quelli in cui abbiamo abbracciato senza alcuna esitazione il destino marittimo del nostro paese, dall'antica Roma alle Repubbliche Marinare alla Serenissima di Venezia, sino ad arrivare ad oggi, con la consapevolezza che il nostro sistema economico dipende dalla sicurezza dei mari, da linee di comunicazione marittime che devono essere mantenute aperte, sicure e costantemente fruibili”.

Giovedì, 07 Novembre 2024 11:03

La Geopolitica del Mare

Giovedì 7 novembre dalle 9.30 al Palazzo "La Sapienza" dell’Università di Pisa si svolge la IV Giornata di studio "La Geopolitica del Mare. Le basi del potere economico e marittimo, dai porti al ruolo delle rotte commerciali". L'evento, organizzato congiuntamente dal Centro per l'Innovazione e la Diffusione della Cultura - CIDIC dell’Ateneo pisano e dall'Accademia Navale di Livorno, è trasmesso anche in streaming.

Dopo i saluti istituzionali del Rettore Riccardo Zucchi e del Contrammiraglio Comandante Lorenzano Di Renzo, hanno preso il via le relazioni moderate dal Contrammiraglio Giuseppe Schivardi, Comandante dell’Istituto di Studi Militari Marittimi di Venezia, e dal professore Francesco Barachini del dipartimento di Giurisprudenza dell’Ateneo pisano.
Gli argomenti trattati nella mattinata sono il rapporto fra spazio marittimo e potere, la geopolitica dei trasporti marittimi nelle relazioni globali, le peculiarità geostrategiche e geopolitiche degli Oceani, i porti italiani quali infrastrutture strategiche dei trasporti multimodali tra coordinamento nazionale e governance locale e l'espansionismo cinese sui mari. I relatori di questa prima parte della giornata sono i professori Matteo Marconi e Paolo Sellari dell’Università La Sapienza di Roma, Francesco Zampieri dell’Istituto di Studi Militari Marittimi Venezia, Andrea La Mattina dell’Università Federico II di Napoli e la professoressa Elena Dundovich dell’Università di Pisa.

Nel pomeriggio i lavori riprendono alle 14,30 con la moderazione del professore Andrea Borghini Direttore del dipartimento Scienze Politiche dell’Ateneo pisano. Due temi in discussione: i “colli di bottiglia” nella sicurezza marittima ed il diritto internazionale con riferimento al quadro giuridico applicabile alle aree marine polari e la genesi, attualità e futuro del concetto geopolitico di Mediterraneo allargato. I due interventi sono affidati rispettivamente dalla professoressa Claudia Cinelli dell’Università di Pisa e dal Capitano di Vascello Davide Da Pozzo, Capo Ufficio Politica Marittima e Relazioni Internazionali del 3° reparto, Stato Maggiore Marina. Alle 15,30 le conclusioni affidate al professore Giuseppe Iannaccone, prorettore vicario dell’Università di Pisa.

“Questa giornata riafferma tutto il valore e tutta l'importanza che diamo al nostro storico rapporto con l'Accademia Navale di Livorno, una delle collaborazioni più antiche e di maggior pregio di questa Università - ha detto il Rettore Zucchi - Questo simposio, dedicato alla geopolitica del mare, cade in un momento molto appropriato, perché ormai ci stiamo rendendo conto che la geopolitica è un'attività indispensabile all'Università stessa se pensiamo soprattutto alla mobilità globale degli studenti, sia i nostri che vanno via sia quelli che arrivano, magari da paesi terzi, il che comporta necessariamente una ridefinizione della nostra offerta formativa e dei nostri progetti di sviluppo futuro”.


“La giornata di oggi ci dà l’occasione di rispondere a una domanda che ci sta molto a cuore, ovvero perché abbiamo una marina militare, una domanda che ci viene posta ciclicamente e che riteniamo sia il peggior sintomo di quella che noi chiamiamo “cecità marittima” – ha sottolinenato il Contrammiraglio Comandante Lorenzano Di Renzo – è dunque obbligo ricordare che i momenti di massima prosperità della penisola sono stati quelli in cui abbiamo abbracciato senza alcuna esitazione il destino marittimo del nostro paese, dall'antica Roma alle Repubbliche Marinare alla Serenissima di Venezia, sino ad arrivare ad oggi, con la consapevolezza che il nostro sistema economico dipende dalla sicurezza dei mari, da linee di comunicazione marittime che devono essere mantenute aperte, sicure e costantemente fruibili”.

È ai nastri di partenza il progetto europeo "Vital - Virtual Twins as Tools for Personalised Clinical Care”, che vede tra i suoi partner, come unico ateneo italiano, l’Università di Pisa. Coordinato dall’Università di Gent, Vital ha come obiettivo quello di realizzare, nei prossimi cinque anni, una piattaforma multi-organo in grado di creare, con l’ausilio dell’Intelligenza Artificiale, un “gemello umano virtuale” di pazienti affetti da disturbi cardiovascolari multifattoriali con impatto sistemico ad alta comorbidità.

Questo “gemello”, grazie a particolari modelli predittivi, consentirà ai medici una maggior personalizzazione delle terapie farmacologiche e interventistiche, così da evitare di sottoporre inutilmente le persone a trattamenti dai quali non trarrebbero benefici. Compito del gruppo di lavoro dell’Ateneo pisano, coordinato dalla professoressa Martina Smorti, è quello di indagare i possibili impatti psicologici, sociali e relazionali legati all’impiego di questo tipo di tecnologie in ambito medico.

“Nonostante l’importante coinvolgimento di competenze di carattere medico, informatico e ingegneristico necessarie per lo sviluppo e l’implementazione del Virtual human twin -  spiega la professoressa Martina Smorti, del Dipartimento di Patologia Chirurgica, Medica, Molecolare e dell’Area Critica dell’Università di Pisa - il progetto dedica un’attenzione particolare agli impatti psicologici, sociali e relazionali dell’utilizzo di questo tipo di tecnologia a livello clinico. È questo l’obiettivo specifico del gruppo di lavoro dell’Università di Pisa che, grazie a competenze di ambito psicologico e sociologico, indagherà i fattori che favoriscono o ostacolano l’accettazione del virtual human twin da parte di medici, pazienti e caregiver”.

 

foto smorti 2 copy

La professoressa Martina Smorti, del Dipartimento di Patologia Chirurgica, Medica, Molecolare e dell’Area Critica dell’Università di Pisa

 

“Il gruppo pisano – prosegue la professoressa Smorti - sarà impegnato nello studio dei fattori che possono favorire l’accettazione del virtual human twin da parte dei pazienti, come la fiducia nel sistema sanitario, nei medici che curano la patologiae nell’intelligenza artificiale, così come la percezione del supporto dei familiari. Allo stesso tempo, monitorerà lo stress psicologico dei pazienti coinvolti negli studi clinici”.

“Gli studi condotti - conclude Smorti – dimostrano, infatti, che l’utilizzo dell’IA a livello di pratica clinica interviene su tutti gli attori e le istituzioni coinvolte modificando le relazioni in campo e i sistemi di preferenze, percezioni, aspettative. Per questo il gruppo di lavoro dell’Università di Pisa valuterà l’impatto di queste modifiche sulla fiducia interpersonale, in primo luogo il rapporto medico-paziente, e istituzionale”.

Il gruppo di lavoro dell’Università di Pisa, coordinato dalla prof.ssa Martina Smorti, vede la partecipazione anche della prof.ssa Silvia Cervia, sociologa del Dipartimento di Scienze Politiche. Oltre all’Ateneo pisano e all’Università di Gent, il progetto coinvolge altri importanti centri di ricerca internazionali: University of Auckland -NZ, King’s College London, Universiteit Maastricht, Delft University of Technology,Ecole Polytechnique Fédérale de Lausanne, Uniwersytet Jagielloński, University College London, Assistance Publique Hôpitaux de Paris, AIT Austrian Institute of Technology GMBH, Stichting Imec Nederland e Westerhof Cardiovascular Research.

Per ulteriori informazioni:

https://vital-horizoneurope.eu/

È ai nastri di partenza il progetto europeo "Vital - Virtual Twins as Tools for Personalised Clinical Care”, che vede tra i suoi partner, come unico ateneo italiano, l’Università di Pisa. Coordinato dall’Università di Gent, Vital ha come obiettivo quello di realizzare, nei prossimi cinque anni, una piattaforma multi-organo in grado di creare, con l’ausilio dell’Intelligenza Artificiale, un “gemello umano virtuale” di pazienti affetti da disturbi cardiovascolari multifattoriali con impatto sistemico ad alta comorbidità.

Questo “gemello”, grazie a particolari modelli predittivi, consentirà ai medici una maggior personalizzazione delle terapie farmacologiche e interventistiche, così da evitare di sottoporre inutilmente le persone a trattamenti dai quali non trarrebbero benefici. Compito del gruppo di lavoro dell’Ateneo pisano, coordinato dalla professoressa Martina Smorti, è quello di indagare i possibili impatti psicologici, sociali e relazionali legati all’impiego di questo tipo di tecnologie in ambito medico.

“Nonostante l’importante coinvolgimento di competenze di carattere medico, informatico e ingegneristico necessarie per lo sviluppo e l’implementazione del Virtual human twin -  spiega la professoressa Martina Smorti, del Dipartimento di Patologia Chirurgica, Medica, Molecolare e dell’Area Critica dell’Università di Pisa - il progetto dedica un’attenzione particolare agli impatti psicologici, sociali e relazionali dell’utilizzo di questo tipo di tecnologia a livello clinico. È questo l’obiettivo specifico del gruppo di lavoro dell’Università di Pisa che, grazie a competenze di ambito psicologico e sociologico, indagherà i fattori che favoriscono o ostacolano l’accettazione del virtual human twin da parte di medici, pazienti e caregiver”.

“Il gruppo pisano – prosegue la professoressa Smorti - sarà impegnato nello studio dei fattori che possono favorire l’accettazione del virtual human twin da parte dei pazienti, come la fiducia nel sistema sanitario, nei medici che curano la patologiae nell’intelligenza artificiale, così come la percezione del supporto dei familiari. Allo stesso tempo, monitorerà lo stress psicologico dei pazienti coinvolti negli studi clinici”.

“Gli studi condotti - conclude Smorti – dimostrano, infatti, che l’utilizzo dell’IA a livello di pratica clinica interviene su tutti gli attori e le istituzioni coinvolte modificando le relazioni in campo e i sistemi di preferenze, percezioni, aspettative. Per questo il gruppo di lavoro dell’Università di Pisa valuterà l’impatto di queste modifiche sulla fiducia interpersonale, in primo luogo il rapporto medico-paziente, e istituzionale”.

Il gruppo di lavoro dell’Università di Pisa, coordinato dalla prof.ssa Martina Smorti, vede la partecipazione anche della prof.ssa Silvia Cervia, sociologa del Dipartimento di Scienze Politiche. Oltre all’Ateneo pisano e all’Università di Gent, il progetto coinvolge altri importanti centri di ricerca internazionali: University of Auckland -NZ, King’s College London, Universiteit Maastricht, Delft University of Technology,Ecole Polytechnique Fédérale de Lausanne, Uniwersytet Jagielloński, University College London, Assistance Publique Hôpitaux de Paris, AIT Austrian Institute of Technology GMBH, Stichting Imec Nederland e Westerhof Cardiovascular Research.

Per ulteriori informazioni

https://vital-horizoneurope.eu/

Tre scienziate sul palco per uno spettacolo del tutto inedito che mette insieme arte e scienza, tre voci intrecciate che portano in scena con musica e suggestioni visive la ricerca di frontiera che ognuna di loro svolge all’Università di Pisa. Tema centrale “La mente: non è come sembra”. L’appuntamento, a ingresso libero senza prenotazione, è venerdì 8 novembre alle 21 al Teatro Verdi di Pisa (Via Palestro 40).

A raccontare gli inganni della mente ci sarà l’antropologa culturale Caterina Di Pasquale che, coinvolgendo il pubblico, parlerà degli scherzi di memoria a partire dalla nostra dimensione autobiografica, che è poi uno dei primi canali attraverso i quali ci mettiamo in relazione con il passato. “Il rapporto con la nostra memoria è caratterizzato quotidianamente da piccoli scherzi - sottolinea Di Pasquale – lapsus, falsi ricordi, proiezioni o retroazioni. La relazione con il nostro passato non è mai neutra. Si gioca su piani complessi in cui agiscono a nostra insaputa schemi che orientano il modo in cui viviamo ed elaboriamo le nostre esperienze, il nostro modo di stare nel tempo e nello spazio”.
Il testimone passerà quindi a Paola Binda, fisiologa, che affronterà il tema della visione e di come il nostro cervello interpreta ciò che vediamo. “Il messaggio fondamentale – spiega Binda - è che la percezione, ciò che avvertiamo sulla pelle, nelle orecchie e con gli occhi, non è mai una registrazione della realtà, ma una costruzione, un processo complesso molto lontano dall'oggettività che immaginiamo”. La ricercatrice coinvolgerà spettatrici e spettatori in una dimostrazione e chi porterà con sé un piccolo specchio potrà verificare in prima persona come la percezione si modifichi durante l’azione. Il terzo sguardo sulla mente arriva dell’etologa Veronica Maglieri che parlerà del gioco, uno dei comportamenti più ambigui esistenti in natura. “Da qui – sottolinea Maglieri - l’importanza del sorriso e della risata per segnalare, appunto, che è solo un gioco. E vale per noi e per altre specie, compresi i delfini, fra le ultime che stiamo studiando”.

Insieme alle tre ricercatrici saranno inoltre sul palco l'attrice Isabella Ragonese, che rifletterà sull'importanza del teatro e della recitazione per la cura della mente collettiva e della memoria sociale; Alice Milani, illustratrice e fumettista, che esplorerà il tema attraverso le arti visive ed Emanuela Ligarò, in arte Gold Mass, compositrice di musica elettronica, che effettuerà l'accompagnamento con una performance musicale immersiva. Il tutto sotto la regia e il coordinamento artistico di Cristina Lazzari e l’aiuto di Margherita Guerri - a cui si deve anche la creazione dell’immagine simbolo della serata- entrambe attrici e formatrici teatrali.
“La Mente: non è come sembra” è il primo appuntamento del ciclo Stardust, un progetto dell’Università di Pisa che punta a raccontare le frontiere della ricerca scientifica attraverso lo sguardo e le parole delle sue ricercatrici. Stardust è stato ideato da un gruppo di donne che lavorano in diversi campi della scienza, dalla chimica, alla fisica, attraversando la biologia fino ad arrivare alla storia: Benedetta Mennucci, Marilù Chiofalo, Vittoria Raffa e Renata Pepicelli.

Il progetto STARDust nasce per cercare di rispondere ad una domanda cruciale: come possiamo incoraggiare un numero sempre maggiore di ragazze ad avvicinarsi alla scienza e intraprendere carriere nel campo della ricerca? “La risposta che abbiamo elaborato - dicono le organizzatrici - si fonda sull'idea di valorizzare e dare voce alle giovani ricercatrici che lavorano nel nostro ateneo sperimentando una forma di comunicazione nuova capace di trasmettere il fascino della scienza a un pubblico più ampio. A questo scopo abbiamo integrato il rigore che caratterizza il metodo scientifico con la leggerezza e l'impatto emotivo tipico dello spettacolo e con la bellezza e il linguaggio universale dell'arte.”

Il teatro è stato individuato come il luogo ideale per rendere questa nuova modalità di divulgazione scientifica più coinvolgente e accessibile.
“Il fil rouge dello spettacolo di venerdì e delle iniziative che faremo – aggiungono - è il raccontare la scienza di frontiera attraverso lo sguardo delle tante scienziate dell'Università di Pisa che splendidamente ogni giorno lavorano nei laboratori e nei dipartimenti ottenendo fantastici risultati. Quello che vogliamo far emergere è questo sguardo particolare, perché i risultati della scienza sono oggettivi, ma il modo in cui ci si arriva, la traiettoria scientifica, è invece estremamente soggettiva perché è il frutto di un percorso personalissimo e singolare”.

La partecipazione allo spettacolo è gratuita e non richiede prenotazione ma l’invito è a compilare un form opzionale per scopi organizzativi.

 

Tre scienziate sul palco per uno spettacolo del tutto inedito che mette insieme arte e scienza, tre voci intrecciate che portano in scena con musica e suggestioni visive la ricerca di frontiera che ognuna di loro svolge all’Università di Pisa. Tema centrale “La mente: non è come sembra”. L’appuntamento, a ingresso libero senza prenotazione, è venerdì 8 novembre alle 21 al Teatro Verdi di Pisa (Via Palestro 40).

A raccontare gli inganni della mente ci sarà l’antropologa culturale Caterina Di Pasquale che, coinvolgendo il pubblico, parlerà degli scherzi di memoria a partire dalla nostra dimensione autobiografica, che è poi uno dei primi canali attraverso i quali ci mettiamo in relazione con il passato. “Il rapporto con la nostra memoria è caratterizzato quotidianamente da piccoli scherzi - sottolinea Di Pasquale – lapsus, falsi ricordi, proiezioni o retroazioni. La relazione con il nostro passato non è mai neutra. Si gioca su piani complessi in cui agiscono a nostra insaputa schemi che orientano il modo in cui viviamo ed elaboriamo le nostre esperienze, il nostro modo di stare nel tempo e nello spazio”.
Il testimone passerà quindi a Paola Binda, fisiologa, che affronterà il tema della visione e di come il nostro cervello interpreta ciò che vediamo. “Il messaggio fondamentale – spiega Binda - è che la percezione, ciò che avvertiamo sulla pelle, nelle orecchie e con gli occhi, non è mai una registrazione della realtà, ma una costruzione, un processo complesso molto lontano dall'oggettività che immaginiamo”. La ricercatrice coinvolgerà spettatrici e spettatori in una dimostrazione e chi porterà con sé un piccolo specchio potrà verificare in prima persona come la percezione si modifichi durante l’azione. Il terzo sguardo sulla mente arriva dell’etologa Veronica Maglieri che parlerà del gioco, uno dei comportamenti più ambigui esistenti in natura. “Da qui – sottolinea Maglieri - l’importanza del sorriso e della risata per segnalare, appunto, che è solo un gioco. E vale per noi e per altre specie, compresi i delfini, fra le ultime che stiamo studiando”.


lamente_UNIPI.jpg

Lo staff dello spettacolo


Insieme alle tre ricercatrici saranno inoltre sul palco l'attrice Isabella Ragonese, che rifletterà sull'importanza del teatro e della recitazione per la cura della mente collettiva e della memoria sociale; Alice Milani, illustratrice e fumettista, che esplorerà il tema attraverso le arti visive ed Emanuela Ligarò, in arte Gold Mass, compositrice di musica elettronica, che effettuerà l'accompagnamento con una performance musicale immersiva. Il tutto sotto la regia e il coordinamento artistico di Cristina Lazzari e l’aiuto di Margherita Guerri - a cui si deve anche la creazione dell’immagine simbolo della serata- entrambe attrici e formatrici teatrali.
“La Mente: non è come sembra” è il primo appuntamento del ciclo Stardust, un progetto dell’Università di Pisa che punta a raccontare le frontiere della ricerca scientifica attraverso lo sguardo e le parole delle sue ricercatrici. Stardust è stato ideato da un gruppo di donne che lavorano in diversi campi della scienza, dalla chimica, alla fisica, attraversando la biologia fino ad arrivare alla storia: Benedetta Mennucci, Marilù Chiofalo, Vittoria Raffa e Renata Pepicelli.

Il progetto STARDust nasce per cercare di rispondere ad una domanda cruciale: come possiamo incoraggiare un numero sempre maggiore di ragazze ad avvicinarsi alla scienza e intraprendere carriere nel campo della ricerca? “La risposta che abbiamo elaborato - dicono le organizzatrici - si fonda sull'idea di valorizzare e dare voce alle giovani ricercatrici che lavorano nel nostro ateneo sperimentando una forma di comunicazione nuova capace di trasmettere il fascino della scienza a un pubblico più ampio. A questo scopo abbiamo integrato il rigore che caratterizza il metodo scientifico con la leggerezza e l'impatto emotivo tipico dello spettacolo e con la bellezza e il linguaggio universale dell'arte.”

Il teatro è stato individuato come il luogo ideale per rendere questa nuova modalità di divulgazione scientifica più coinvolgente e accessibile.
“Il fil rouge dello spettacolo di venerdì e delle iniziative che faremo – aggiungono - è il raccontare la scienza di frontiera attraverso lo sguardo delle tante scienziate dell'Università di Pisa che splendidamente ogni giorno lavorano nei laboratori e nei dipartimenti ottenendo fantastici risultati. Quello che vogliamo far emergere è questo sguardo particolare, perché i risultati della scienza sono oggettivi, ma il modo in cui ci si arriva, la traiettoria scientifica, è invece estremamente soggettiva perché è il frutto di un percorso personalissimo e singolare”.

La partecipazione allo spettacolo è gratuita e non richiede prenotazione ma l’invito è a compilare un form opzionale per scopi organizzativi.

 

Appuntamento con Tangerines al Cinema Arsenale di Pisa dove, giovedì 7 novembre, il film di Zaza Urushadze sarà proiettato gratuitamente alle ore 19:00. L’appuntamento fa parte del programma culturale di EuPRA 2024, la conferenza internazionale dell’Associazione Europea per la Ricerca sulla Pace (European Peace Research Association), che quest'anno si tiene per la prima volta nella città della Torre, ospitata dall'Università di Pisa.

Diretto da Zaza Urushadze, questo acclamato film estone-georgiano del 2013 offre una riflessione profonda sulla guerra, sull'odio e sulla riconciliazione. Ambientato durante la guerra in Abkhazia, Tangerines segue la storia di Ivo, un anziano estone che sceglie di rimanere nel suo villaggio per raccogliere mandarini nonostante il conflitto. La sua vita si intreccia con quella di due soldati nemici feriti che ospita nella sua casa, costringendoli a confrontarsi con le loro differenze sotto il suo tetto. Il film ha ricevuto riconoscimenti internazionali per il suo messaggio toccante sull'umanità nei tempi di guerra.

La città di Pisa torna a ospitare, dal 7 al 10 novembre, una delle sei tappe della Coppa del Mondo di scherma paralimpica. L'evento, che si svolgerà sulle pedane del PalaCus, è stato presentato questa mattina nella Sala delle Baleari di Palazzo Gambacorti. Si tratterà del primo impegno a livello mondiale dopo i Giochi Paralimpici di Parigi 2024.

In conferenza stampa sono intervenuti l'assessore allo sport del Comune di Pisa Frida Scarpa, l'assessore alla disabilità del Comune di Pisa Giulia Gambini, il delegato Unipi per i rapporti con il territorio Marco Macchia, il vicepresidente del comitato organizzatore Daria Marchetti, il consigliere della federazione italiana scherma Alberto Ancarani, il coordinatore Team Italia Dino Meglio, il CT del fioretto paralimpico Simone Vanni e l'atleta Marco Betti, che a Parigi ha conquistato l'argento nel fioretto maschile individuale cat. A., il presidente di Pisa Scherma Giovanni Calabrò, il presidente del CUS Pisa Giuliano Pizzanelli.

“A pochi mesi dai successi di Parigi 2024, la grande scherma paralimpica torna in pedana e lo fa qui a Pisa, per la prima tappa della Coppa del Mondo. Un evento prestigioso ed emozionante a cui l’Università di Pisa è onorata di poter contribuire, anche quest’anno, con i suoi impianti sportivi presso il CUS - ha dichiarato il professor Marco Macchia, Delegato del Rettore per i rapporti con il territorio – Il nostro Ateneo si riconosce totalmente nei valori dello sport e nel binomio Sport e Studio, come testimoniato dal percorso “Dual Career”,  che si prefigge proprio di poter conciliare lo studio con l’attività sportiva ad alto livello agonistico. Le atlete e gli atleti paralimpici che, in questi giorni, arriveranno a Pisa da tutto il mondo, porteranno la loro testimonianza di come lo sport sia importante nel proprio percorso di vita ed in generale nella costruzione di una società realmente inclusiva. In questo saranno un prezioso esempio per tutti i nostri studenti e le nostre studentesse, in modo che si avvicinino in numero sempre maggiore alla pratica sportiva sia agonistica che non, anche potendo fruire degli impianti sportivi universitari presso il CUS Pisa”.

“La coppa del mondo di scherma paralimpica, un evento internazionale a pochi mesi dalle paralimpiadi 2024, si terrà nel nostro territorio – ha dichiarato l’assessore allo sport del Comune di Pisa Frida Scarpa – Durante questa seconda consiliatura, l’amministrazione ha lavorato costantemente per valorizzare lo sport e promuovere un numero sempre maggiore di eventi sportivi a Pisa. Siamo orgogliosi che una federazione come quella della scherma, tanto importante a livello nazionale, si affidi alla nostra città per eventi di questo calibro. Giunta alla nona edizione, la competizione si incarica di trasmettere i valori fondamentali dello sport e dell’inclusione. Si tratta di un appuntamento che porta nella nostra città atleti da tutto il mondo, e continueremo a impegnarci per mantenere questa competizione di grande prestigio come appuntamento fisso nel nostro territorio. Invito tutti, giovani e famiglie, ad assistere a questo evento al Cus, per condividere un momento educativo davvero importante per tutta la cittadinanza”.

Scherma

“Siamo molto orgogliosi di ospitare ancora una volta la Coppa di Scherma Paralimpica a Pisa – ha affermato l’assessore alla disabilità del Comune di Pisa Giulia Gambini – questa settimana e che evidenzia la grandezza della storica tradizione schermistica pisana. Questo importante evento sportivo internazionale, dopo i grandissimi successi ottenuti dagli atleti azzurri nelle recenti paralimpiadi di Parigi, rappresenta un'opportunità per promuovere sempre di più gli sport per persone con disabilità, non solo ai livelli agonistici e massimi come quelli rappresentati dagli atleti che potremo ammirare, ma a tutti i livelli e valorizzare lo sport come diritto al benessere per tutti. Pisa è da sempre una città che valorizza l'inclusione e l'accessibilità, e questo evento è un passo significativo verso un futuro in cui ogni individuo possa esprimere tutto il proprio potenziale umano e sportivo. Ancora una volta potremo ammirare campioni di scherma provenienti da tutto il mondo che si sfideranno dando dimostrazione di qualità atletiche ai massimi livelli ma che potranno altresì dimostrare quante e quali siano le opportunità per le persone con disabilità”.

Il programma. Il primo giorno di gare sarà giovedì 7 novembre. Sono due le prove di spada femminile con la categoria A che non vedrà in pedana atlete italiane mentre nella categoria B ci saranno Alessia Biagini e Julia Anna Markowska. Due le gare maschili, in questo caso di fioretto: nella categoria A iscritti Emanuele Lambertini e l’argento parigino Matteo Betti, nella B Michele Massa e Gianmarco Paolucci. Venerdì 8 le prime due gare di sciabola. Per la categoria A spazio per Gabriele Maria Albini e il bronzo paralimpico Edoardo Giordan; nella categoria B in gara Davide Costi, Andrea Jacquier e Gianmarco Paolucci. Nella stessa giornata due le gare di fioretto femminile, con la capitana Loredana Trigilia nella categoria A e Alessia Biagini nella B. L’ultima giornata di prove individuali andrà in scena sabato 9. Nella spada maschile A tre italiani al via: Edoardo Giordan, Emanuele Lambertini e Gabriele Maria Albini. Nella categoria B ben cinque gli atleti che rappresenteranno il Tricolore: Davide Costi, Salvatore De Falco, Luigi Fioretti, Michele Massa e David Spiga. In campo femminile spazio alla sciabola. Nella categoria A ci sarà Loredana Trigilia, nella B Julia Anna Markowska. Domenica 10 novembre si chiuderà il weekend con le gare a squadre open (due uomini e due donne) sia di spada che di fioretto.  tutte le fasi finali trasmesse in diretta streaming sul canale YouTube FederschermaTV1 e sulla pagina ufficiale Facebook della Federazione Italiana Scherma.

La tappa di Coppa del Mondo di scherma paralimpica Pisa 2024, che sarà preceduta da un allenamento collegiale a Tirrenia, vedrà la Nazionale azzurra guidata dal Coordinatore Dino Meglio e dei CT Simone Vanni per il fioretto, Marco Ciari per la sciabola e Francesco Martinelli per la spada.

Questo sito utilizza solo cookie tecnici, propri e di terze parti, per il corretto funzionamento delle pagine web e per il miglioramento dei servizi. Se vuoi saperne di più, consulta l'informativa