Il professore D’Auria dell’Università di Pisa eletto ai vertici della American Nuclear Society
Il professore Francesco D’Auria (foto) dell’Università di Pisa è stato eletto ai vertici della American Nuclear Society, un'organizzazione internazionale che riunisce scienziati, ingegneri e professionisti impegnati a sviluppare le applicazioni pacifiche del settore nucleare. La cerimonia di conferimento della carica di Fellow avverrà in apertura della conferenza annuale dell’ANS il prossimo 17 giugno a Las Vegas. Come recita la motivazione, la nomina di D’Auria è avvenuta sia in riconoscimento dei suoi eccezionali contributi alla termoidraulica dei reattori nucleari e in particolare ai metodi di analisi delle incertezze, sia per il suo impatto come educatore di una generazione di ingegneri nucleari.
Francesco D’Auria, nato a Benevento nel 1954, ha conseguito laurea e dottorato all’Università di Pisa dove attualmente è ordinario di impianti nucleari al Dipartimento di Ingegneria dell'Energia, dei Sistemi, del Territorio e delle Costruzioni. D’Auria fa parte della American Nuclear Society dal 1981 così come di altre società e gruppi internazionali. Ha fondato e diretto numerose riviste scientifiche e la sua produzione scientifica è di oltre 1200 articoli di cui è coautore. Attualmente è Editor in Chief della rivista Elsevier J Nuclear Engineering and Design.
Il professore D’Auria dell’Università di Pisa eletto ai vertici della American Nuclear Society
Il professore Francesco D’Auria (foto) dell’Università di Pisa è stato eletto ai vertici della American Nuclear Society, un'organizzazione internazionale che riunisce scienziati, ingegneri e professionisti impegnati a sviluppare le applicazioni pacifiche del settore nucleare. La cerimonia di conferimento della carica di Fellow avverrà in apertura della conferenza annuale dell’ANS il prossimo 17 giugno a Las Vegas. Come recita la motivazione, la nomina di D’Auria è avvenuta sia in riconoscimento dei suoi eccezionali contributi alla termoidraulica dei reattori nucleari e in particolare ai metodi di analisi delle incertezze, sia per il suo impatto come educatore di una generazione di ingegneri nucleari.
Francesco D’Auria, nato a Benevento nel 1954, ha conseguito laurea e dottorato all’Università di Pisa dove attualmente è ordinario di impianti nucleari al Dipartimento di Ingegneria dell'Energia, dei Sistemi, del Territorio e delle Costruzioni. D’Auria fa parte della American Nuclear Society dal 1981 così come di altre società e gruppi internazionali. Ha fondato e diretto numerose riviste scientifiche e la sua produzione scientifica è di oltre 1200 articoli di cui è coautore. Attualmente è Editor in Chief della rivista Elsevier J Nuclear Engineering and Design.
Il Pisa CoderDojo taglia il nastro del 50° incontro dedicato ai giovani programmatori
È tempo di festeggiamenti per il Pisa CoderDojo. Il club di programmazione dedicato ai giovani tra i 7 e i 17 anni ha infatti da poco celebrato il suo 50° incontro al Dipartimento di Informatica dell’Università di Pisa, senza contare gli eventi speciali organizzati ogni anno nelle scuole cittadine e a Internet Festival.
Un traguardo importante, anche in vista del decimo anniversario del club che sarà festeggiato nel 2025. Da ormai nove anni, infatti, Pisa CoderDojo promuove la cultura informatica e il coding tra i giovani, offrendo loro un ambiente informale, stimolante e divertente per imparare le basi della programmazione.
"Quando abbiamo cominciato – commenta Stefano Forti, coordinatore dell’iniziativa e ricercatore del Dipartimento di Informatica - eravamo tre studenti dell’Università di Pisa e non ci saremmo mai aspettati un riscontro così positivo e costante negli anni”. La comunità di Pisa CoderDojo, invece, cresce di incontro in incontro e l’iniziativa si auto-alimenta, con alcuni dei giovani che hanno iniziato a programmare con Pisa CoderDojo che oggi insegnano il coding ai nuovi partecipanti.
Sottolinea l'importanza di educare e ispirare i giovani verso le discipline informatiche e scientifiche e verso l’innovazione, il professor Vincenzo Ambriola, direttore del Dipartimento di Informatica. "Pisa CoderDojo - afferma - promuove il pensiero computazionale con un impatto positivo sul futuro nostra comunità. È un’iniziativa di orientamento efficace perché si rivolge in modo aperto e inclusivo alle fasce più giovani della nostra popolazione, dove è ancora possibile abbattere gli stereotipi”.
Attraverso sessioni pratiche che si tengono con cadenza mensile, infatti, CoderDojo avvicina le generazioni future alle discipline STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics) con l’obiettivo di colmare il divario tra la crescente domanda di programmatori nella società moderna e la disponibilità di competenze nel mercato del lavoro.
Già annunciato, peraltro, il prossimo appuntamento, in programma per venerdì 7 giugno dalle 15:45 alle 18:00 presso il Dipartimento di Informatica dell'Università di Pisa. Qui, gli oltre dieci mentor del Pisa CoderDojo – docenti e studenti/esse Unipi – sono pronti ad accogliere 30 giovani ninja del codice con tante nuove attività di programmazione. L'evento è aperto a tutti i giovani interessati. Per partecipare è necessario registrarsi online sul sito ufficiale:
https://coderdojo.com/en/dojos/it/toscana/pisa-province-of-pisa/pisa.
Il Pisa CoderDojo taglia il nastro del 50° incontro dedicato ai giovani programmatori
È tempo di festeggiamenti per il Pisa CoderDojo. Il club di programmazione dedicato ai giovani tra i 7 e i 17 anni ha infatti da poco celebrato il suo 50° incontro al Dipartimento di Informatica dell’Università di Pisa, senza contare gli eventi speciali organizzati ogni anno nelle scuole cittadine e a Internet Festival.
Un traguardo importante, anche in vista del decimo anniversario del club che sarà festeggiato nel 2025. Da ormai nove anni, infatti, Pisa CoderDojo promuove la cultura informatica e il coding tra i giovani, offrendo loro un ambiente informale, stimolante e divertente per imparare le basi della programmazione.
"Quando abbiamo cominciato – commenta Stefano Forti, coordinatore dell’iniziativa e ricercatore del Dipartimento di Informatica - eravamo tre studenti dell’Università di Pisa e non ci saremmo mai aspettati un riscontro così positivo e costante negli anni”. La comunità di Pisa CoderDojo, invece, cresce di incontro in incontro e l’iniziativa si auto-alimenta, con alcuni dei giovani che hanno iniziato a programmare con Pisa CoderDojo che oggi insegnano il coding ai nuovi partecipanti.
Sottolinea l'importanza di educare e ispirare i giovani verso le discipline informatiche e scientifiche e verso l’innovazione, il professor Vincenzo Ambriola, direttore del Dipartimento di Informatica. "Pisa CoderDojo - afferma - promuove il pensiero computazionale con un impatto positivo sul futuro nostra comunità. È un’iniziativa di orientamento efficace perché si rivolge in modo aperto e inclusivo alle fasce più giovani della nostra popolazione, dove è ancora possibile abbattere gli stereotipi”.
Attraverso sessioni pratiche che si tengono con cadenza mensile, infatti, CoderDojo avvicina le generazioni future alle discipline STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics) con l’obiettivo di colmare il divario tra la crescente domanda di programmatori nella società moderna e la disponibilità di competenze nel mercato del lavoro.
Già annunciato, peraltro, il prossimo appuntamento, in programma per venerdì 7 giugno dalle 15:45 alle 18:00 presso il Dipartimento di Informatica dell'Università di Pisa. Qui, gli oltre dieci mentor del Pisa CoderDojo – docenti e studenti/esse Unipi – sono pronti ad accogliere 30 giovani ninja del codice con tante nuove attività di programmazione. L'evento è aperto a tutti i giovani interessati. Per partecipare è necessario registrarsi online sul sito ufficiale:
https://coderdojo.com/en/dojos/it/toscana/pisa-province-of-pisa/pisa.
L’Università di Pisa motore di sviluppo per la crescita del Paese: presentato il Piano strategico di Ateneo 2023-2028
Una grande Università pubblica, che guida e sostiene la crescita culturale, sociale ed economica del Paese, con l’ambizione di contribuire al suo sviluppo attraverso la valorizzazione dei talenti, l’espansione della conoscenza e l’apertura al mondo. Sono queste le linee guida principali delineate nel Piano strategico di Ateneo 2023-2028 che il rettore Riccardo Zucchi e il prorettore vicario Giuseppe Iannaccone hanno illustrato alla comunità universitaria nell’incontro del 9 gennaio al Polo Carmignani. Una road map che traccia il percorso dell’Ateneo dei prossimi anni, in cui si assume l’impegno di lavorare come motore di sviluppo della società grazie alla capacità di fare sistema e alle competenze sviluppate nel fare ricerca alla frontiera della conoscenza.
Il Piano, prodotto attraverso un processo ampiamente partecipativo e trasparente avviato nel febbraio 2023, rappresenta il documento attraverso il quale l’Ateneo afferma la propria identità, definendo la missione che si propone, dichiarando i propri obiettivi strategici ed elencando le azioni necessarie per raggiungerli: “Sono convinto che questo Piano strategico, in linea con i valori che abbiamo preso come riferimento – e cioè valorizzare i talenti, espandere la frontiera della conoscenza, aprirsi al mondo, gestire in modo trasparente e sostenibile e coltivare coesione e condivisione – costituirà la base per il successo e la crescita della nostra Università, a beneficio anche dell’intera collettività – dichiara il rettore Riccardo Zucchi – La nostra visione di “guidare e sostenere la crescita culturale, sociale ed economica”, riflette la convinzione che, in un mondo sempre più interdipendente, dobbiamo continuare a lavorare insieme, più intensamente e in modi nuovi, per affrontare le tante sfide che ci attendono”.
“Nel Piano la visione dell’Ateneo è definita in termini dell’impatto esterno al perimetro dell’Università e la parola chiave è proprio impatto: impatto sulla crescita economica, sociale e culturale del Paese – aggiunge Giuseppe Iannaccone – Questo vuole dire che la formazione e la ricerca devono creare opportunità di crescita personali e professionali per inostri studenti, ma devono essere anche in grado di accrescere il valore di una società avanzata che si basa sulla conoscenza e sulle competenze delle persone. Il contributo che vogliamo dare è proattivo, propositivo: non si tratta di rispondere a un’esigenza, ma di essere in grado di proporre nuovi percorsi di formazione che aiutino gli studenti a crescere e a fare una loro strada nel mondo, individuare nuovi temi di ricerca con cui l’università può contribuire alle grandi sfide del futuro e a valorizzare e favorire la nascita di nuove iniziative imprenditoriali”.
Il Piano si sviluppa su cinque aree, tutte di grande rilievo per l’Ateneo: didattica, ricerca, terza missione, gestione e comunità universitaria. Molte sono le azioni che l’Ateneo ha già intrapreso e che metterà in campo nei prossimi mesi per realizzare i 14 obiettivi individuati nel Piano. Un punto fondamentale è aumentare l’attrattività della formazione attraverso l’aggiornamento dell’offerta formativa, il potenziamento delle attività di orientamento in ingresso e in itinere e il miglioramento della qualità della didattica, con una particolare attenzione per le azioni di supporto agli studenti più bisognosi; sul piano dell’internazionalizzazione c’è un accento particolare sull’internazionalizzazione in ingresso, con la volontà di introdurre nuovi corsi in lingua inglese a partire dalle triennali e favorire l’ingresso di studenti e studiosi dall’estero.
Inoltre sono in programma numerose iniziative di potenziamento e supporto alla ricerca: alcune sono state già avviate, come Starting@Unipi e Consolidator@Unipi, i bandi con cui Unipi vuole aiutare ad aumentare la partecipazione dei ricercatori a partecipare alle call dell’European Research Council (ERC). A questi presto si aggiungerà il bando Advanced@Unipi, riservato ai ricercatori “senior”, mentre è già stata bandita la call riservata ai post-doc con l’azione Marie Skłodowska-Curie Seal of Excellence, andando così a creare opportunità per i ricercatori di tutte le fasce e nelle diverse fasi di carriera. Una novità che sarà presto annunciata è poi il Restarting grant, un incentivo per ricercatrici e professoresse in rientro dal congedo parentale obbligatorio che ha l’obiettivo di colmare il gender gap nelle carriere universitarie.
Sul piano della terza missione, l’intento è lavorare molto sull’avvicinamento dell’Università con il mondo delle imprese: nei prossimi mesi prenderà forma Start Attractor, iniziativa presentata lo scorso giugno, che ambisce a creare un punto di incontro tra ricerca e industria e che vuol fare dell’Ateneo pisano un motore di sviluppo per il territorio locale e nazionale.
La crescita dell’Ateneo passerà anche dal potenziamento del suo personale: per l’anno 2024 è in programma l’assunzione di 118 nuove unità di personale tecnico-amministrativo e, proprio in questi giorni, gli organi stanno deliberando per l’immissione di nuovo personale docente.
Numero di visitatori in crescita nei musei del Sistema Museale di Ateneo nel 2023
Il Sistema Museale di Ateneo ha salutato il 2023 con un numero di visitatori in aumento rispetto al 2022, confermando la tendenza di crescita in tutte le attività museali. In particolare, l’Orto e Museo Botanico ha sfiorato i 100.000 visitatori, il risultato più alto in assoluto mai raggiunto. Seguono il Museo della Grafica e la Gipsoteca di Arte Antica e Antiquarium con quasi 14.000 visitatori ciascuno. Anche gli altri musei hanno aumentato i loro visitatori rispetto all’anno precedente con un totale di 144.807.
Molto positiva è stata la partecipazione del pubblico agli eventi organizzati dai musei in occasione di iniziative internazionali, nazionali, regionali e del territorio (Notte Europea dei Musei, Notti dell’Archeologia, Amico Museo, Bright Night): si contano infatti 5.000 visitatori per i 128 eventi proposti. Ottimo riscontro anche per gli eventi promossi e organizzati dai musei sia per gli eventi di livello nazionale come il 118° Congresso della Società Botanica Italiana (13-16 settembre 2023), organizzato da Orto e Museo Botanico, sia per quelli di livello internazionale, come il convegno Fashion communication: between tradition and future digital developments (3-5 luglio 2023), organizzato dai professori Alessandro Tosi e Veronica Neri, in collaborazione con l'USI-Università della Svizzera Italiana del quale faceva parte integrante del programma l’inaugurazione della mostra Fashion, Sport, Tourism (5 luglio 2023 - 28 gennaio 2024).
È stato rafforzato il rapporto tra i musei e le famiglie per le quali i musei hanno organizzato attività creative ispirate alle collezioni scientifiche dei musei, e i campi solari, svoltisi durante le vacanze scolastiche in collaborazione con il CUS Pisa. Per fidelizzare il pubblico delle famiglie è stato introdotto alla fine del 2023 il “coupon fedeltà”, nato con l’idea di premiare quelle famiglie che parteciperanno più volte durante l’anno alle attività creative a pagamento, valido per tutto il 2024.
Il 2023 si è chiuso con una novità importante destinata alle scuole: il concorso “L’avventura della scoperta” volto a promuovere i musei e le loro collezioni scientifiche, storiche, artistiche e naturalistiche al pubblico scolastico. Il concorso, che ha avuto adesioni anche al di fuori della provincia di Pisa, avrà la sua conclusione nella giornata di premiazione di martedì 23 aprile 2024 al Teatro Verdi.
Al via a Pisa la prima edizione del master in Cardiologia del cane e del gatto
Al via a Pisa la prima edizione del master di II livello in Cardiologia del cane e del gatto (Cardio_Pet), organizzato dal Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Pisa in collaborazione con il Consorzio Quinn. Il percorso formativo ad alta specializzazione è il secondo in Italia nel suo genere e ha ricevuto l’interesse da medici veterinari da tutta Italia e anche dall’estero. Diretto dalla professoressa Rosalba Tognetti, il master ha lo scopo di fornire agli allievi competenze teorico-pratiche approfondite nel campo della cardiologia veterinaria. Il corso proporrà un ampio ventaglio di conoscenze, aggiornate allo stato dell’arte, per la diagnosi, la prognosi e la terapia delle malattie cardiocircolatorie del cane e del gatto con lo scopo di consentire a ciascun partecipante di acquisire le competenze e le abilità indispensabili per la gestione autonoma del paziente cardiopatico. Saranno inoltre affrontate le tematiche della responsabilità professionale, della gestione dei dati sensibili, della comunicazione con il proprietario e del lavoro in equipe.
Alla lezione inaugurale del master, tenuta da Massimiliano Tursi, ricercatore dell’Università di Torino, hanno portato i loro saluti la professoressa Anna Monreale, delegata del rettore per i master, il direttore del Dipartimento di Scienze Veterinarie Francesco Di Iacovo, la direttrice Rosalba Tognetti, il coordinatore scientifico Tommaso Vezzosi, il coordinatore didattico Giacomo Petrini. Era presente anche il tutor d’aula Andrea della Pina, che seguirà e assisterà gli allievi nel corso dell’anno.
“Abbiamo attivato questo master pensando rivolgerci a medici veterinari in cerca di occasioni formative e di aggiornamento professionale con peculiarità molto specifiche e siamo rimasti piacevolmente colpiti dall’interesse che abbiamo generato – commenta la professoressa Rosalba Tognetti – Abbiamo infatti ricevuto 120 domande di iscrizione al test di ammissione, con richieste arrivate da tutta Italia e anche da paesi esteri come Grecia e Svizzera, da parte sia di giovani medici veterinari, sia da parte di professionisti già avviati che hanno deciso di investire risorse nel potenziamento e perfezionamento delle loro competenze. Alla fine, abbiamo ammesso 44 allievi, decidendo di ampliare del 10% il numero massimo di partecipanti e dare l’opportunità di frequentare il corso a più persone”.
“Il master che si inaugura oggi alle Benedettine va ad ampliare un’offerta formativa post laurea che già di per sé è molto ricca - aggiunge la professoressa Anna Monreale - Questa ricchezza è il risultato della preziosa attività dei nostri docenti che, come in questo caso, decidono di investire in una formazione all’avanguardia, che permette ai partecipanti di adeguare ed elevare il proprio livello professionale, facilitando l’accesso a posizioni lavorative qualificate e un aggiornamento delle competenze. Avere attività così fruttuose, che aprono le porte a collaborazioni con il mondo accademico internazionale, con il mondo dei professionisti e con le aziende, è a mio parere di fondamentale valore e come Università stiamo lavorando e continueremo a lavorare per supportare queste iniziative”.
“È con estrema soddisfazione e impegno che il QUINN, in qualità di consorzio universitario dell’ateneo pisano specializzato nell’alta formazione, ha messo a disposizione il proprio know-how più che trentennale nell’organizzazione di master – dichiara Giacomo Petrini – La collaborazione con il Dipartimento di Veterinaria risale agli anni Novanta ed oggi arriva a segnare una nuova e importante tappa. In coerenza con la nostra mission, il team del QUINN e i nostri docenti sono pronti a dare il loro contributo a questa nuova avventura capace di intercettare un bisogno diffuso pur nella sua specificità tecnica”.
Il master è organizzato in sei moduli didattici che si svolgeranno in sei settimane singole distribuite nell’arco dell’anno. Mentre i laboratori e le dimostrazioni pratiche saranno ospitati all’Ospedale Didattico Veterinario di San Piero a Grado, le lezioni teoriche si terranno al Centro Congressi Le Benedettine e, saltuariamente, anche in altre aule dell’Ateneo, con la volontà di far vivere ai partecipanti l’ambiente universitario pisano valorizzando anche il rapporto con la città.
A Francesco Spinnato, PhD in Data Science a Pisa, il premio SOCINT-G-Research per la migliore tesi di dottorato in Intelligenza Artificiale
Francesco Spinnato, PhD in Data Science a Pisa – il corso di dottorato istituito in collaborazione tra Università di Pisa, Scuola Normale Superiore, Scuola Superiore Sant'Anna, Scuola IMT Alti Studi Lucca e Consiglio Nazionale delle Ricerche – è uno dei tre vincitori del Premio SOCINT - G-Research, destinato a tesi di dottorato italiane nelle aree di Matematica, Fisica, Informatica/Ingegneria Informatica, Intelligenza artificiale, Data Science, reso possibile dall’impegno di Luigi Rucco, segretario generale della Società Italiana di Intelligence, coordinato da Liuva Capezzani, per SOCINT, e Charles Martinez, per G-Research. La cerimonia di premiazione si è tenuta a Roma al Senato della Repubblica ed è stata introdotta dai saluti del senatore Enrico Borghi e dalla relazione di Antonio Felice Uricchio, presidente dell’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca.
Francesco Spinnato è stato premiato per la sua tesi intitolata “Metodi di spiegazione di modelli per dati sequenziali”, che ha avuto come relatori Anna Monreale e Riccardo Guidotti, del Dipartimento di Informatica dell’Università di Pisa, e Mirco Nanni dell’ISTI-CNR. Gli altri vincitori del premio sono Yuri Cacchiò, dell’Università di Roma “La Sapienza”, e Marco Reale, dell’Università di Palermo. I premi, del valore di 10 mila euro ciascuno, rappresentano la somma più significativa finora assegnata in Italia in questo ambito. Oltre al riconoscimento economico, i vincitori hanno ricevuto un’opera creata dall’artista francese Rémy Tassou.
“Sono veramente felice di questo riconoscimento e soprattutto nel vedere come ci sia sempre più interesse in Italia nel valorizzare la ricerca nelle materie quantitative, in particolare l’intelligenza artificiale - commenta Francesco Spinnato - È un tema veramente attuale e premi come questo possono dare una spinta in più a dottorandi e dottorande in tutta Italia a fare del proprio meglio. Quindi rivolgo un grazie sentito a Socint e G-Research per avermi dato questa opportunità”.
“Quello del dottorato è stato un periodo formativo importante per me, a volte magari difficile, ma che mi ha fatto crescere come persona e come ricercatore – conclude Spinnato – Credo che uno dei punti di forza del dottorato in Data science (che ora sta continuando come dottorato nazionale in AI) è la collaborazione tra enti diversi, nel mio caso Università di Pisa, Isti CNR e Scuola Normale Superiore, che quindi mette insieme persone, skill e competenze differenti. Dal primo febbraio inizia il mio nuovo percorso come ricercatore all'Università di Pisa. In questi anni ho visto che non è un mestiere semplice, ma sono entusiasta e cercherò di fare del mio meglio".
SOCINT è un’associazione scientifica che promuove il riconoscimento accademico della disciplina dell’intelligence e la diffusione della cultura del settore nella società italiana. G-Research è un’azienda leader mondiale nella ricerca quantitativa e tecnologica nel campo della finanza e dell’apprendimento autonomo. Dalla loro collaborazione è nato il riconoscimento accademico che incoraggia e stimola l’eccellenza scientifica italiana promuovendola a livello internazionale.
Guarda il video della cerimonia.
Missione archeologica dell’Università di Pisa in Turchia: identificato l’archivio dell’antica città di Doliche
Dagli scavi dell’antica città di Doliche, situata nel sud-est dell’odierna Turchia, emergono i resti di un edificio che, grazie alle numerose impronte di sigillo in terracotta ritrovate dagli archeologi, è stato possibile identificare come l’antico archivio cittadino, il luogo in cui venivano conservati i documenti in papiro e pergamena. Sono questi i primi risultati della missione archeologica che l’Università di Pisa ha intrapreso la scorsa estate in collaborazione con l’Università di Münster a Doliche, città nota nell’antichità come uno dei centri urbani più importanti dell’antica Siria del Nord. Fondata sotto i successori di Alessandro Magno (i Seleucidi), era stata chiamata come molte altre fondazioni di quella zona col nome della città greca da cui i coloni provenivano: Doliche in Tessaglia, vicino al Monte Olimpo.
“Il sito dell’antica Doliche è stato oggetto di indagini tedesche già dagli anni ’70 del secolo scorso – spiega Margherita Facella, professoressa di Storia greca nell’Ateneo di Pisa e direttrice della missione pisana – Dal 2015 un team internazionale sotto la guida del professor Engelbert Winter ha condotto prospezioni e scavi, portando alla luce i resti di alcuni edifici pubblici, tra cui delle terme romane. Accanto a queste terme, erano stati identificate le tracce di un'altra costruzione, ora parzialmente scavata dai nostri archeologi. Si tratta di un archivio cittadino, come rivelano le numerose impronte di sigillo in terracotta qui trovate: più di 2000 impronte (cosiddette bullae) sono state recuperate nell’area e sottoposte, laddove possibile, a pulizia e restauro. Le impronte di sigillo indicano chiaramente che qui venivano conservati documenti scritti su papiro e pergamena, andati poi distrutti a causa di un incendio”.
Gli antichi documenti venivano sigillati con cordicelle attorno alle quali erano posti grumi di argilla di piccole dimensioni (0,5-2 cm), spesso frammentate e difficili da riconoscere a occhio nudo. Su questa argilla venivano impressi anelli, decorati o iscritti, così da poter sigillare i documenti e impedirne l’apertura. Solo nel caso in cui un archivio sia stato distrutto da un grave incendio, le impronte dei sigilli si possono conservare, in quanto cotte e dunque indurite, mentre i documenti periscono nel fuoco: “Le poleis dell’Oriente ellenistico e romano dovevano certamente possedere archivi per la conservazione di documenti di carattere amministrativo e legale – aggiunge la professoressa Facella – La loro sopravvivenza, tuttavia, è un evento assai raro, possibile solo in caso di incendio e successivo abbandono dell’edificio. Infatti, se da una parte il fuoco causa la distruzione dei documenti, dall’altra consente la cottura dell’argilla cruda su cui i sigilli sono impressi, garantendone così la sopravvivenza. Nel 253 d.C., il re persiano Shapur I distrusse numerose città nella provincia romana della Siria, inclusa Doliche, come conseguenza di una sanguinosa guerra tra l’Impero Romano e quello dei Sasanidi”.
Uno studio preliminare di questi materiali rivela che si tratta sia di sigilli privati come di sigilli ufficiali della città. "Le immagini sui sigilli ufficiali della città sono direttamente collegate alla città. Di solito mostrano le divinità più importanti come Giove Dolicheno, il dio principale della città – spiega Michael Blömer, professore dell’Università di Munster e visiting professor dell’Università di Pisa nel 2023, che ha co-diretto gli scavi – Le impronte dei sigilli privati più piccoli mostrano una vasta gamma di immagini e simboli che dicono molto sul patrimonio culturale e religioso degli abitanti di Doliche. Figure mitiche e rari ritratti privati indicano una forte influenza greco-romana su questa regione a metà fra Oriente e Occidente”. Lo studio di queste impressioni è quindi del tutto essenziale per ricostruire non solo la realtà amministrativa di una città, ma anche il suo tessuto culturale e religioso.
“Siamo felici dei risultati di questa prima campagna e siamo grati al rettore Riccardo Zucchi e al professor Federico Cantini, delegato per la promozione della ricerca nel settore delle scienze sociali e umanistiche, per il sostegno economico e a tutto il personale amministrativo che ci ha affiancato in questo lavoro – conclude la professoressa Facella – A nostro avviso è anche importante che il progetto interessi una zona recentemente colpita da un devastante terremoto, in cui l'investimento di risorse è di sicuro aiuto per la popolazione, che ha trovato nelle strutture della missione archeologica un rifugio e da parte del gruppo di ricerca un aiuto concreto. La valorizzazione del patrimonio archeologico a fini turistici sarebbe poi indubbiamente un apporto significativo alla ripresa di questa regione, che vive molto di turismo interno ed esterno.
Firmata una convenzione tra Università di Pisa e Toyota Material Handling Manufacturing Italy
È stata firmata martedì 6 febbraio nella Sala Mappamondi del rettorato una convenzione quadro tra Università di Pisa e Toyota Material Handling Manufacturing Italy, del gruppo Toyota Industries Corporation. La società, con sede a Bologna, è leader mondiale nella produzione di carrelli elevatori per la movimentazione delle merci. L’accordo è stato sottoscritto dal rettore Riccardo Zucchi e, per Toyota Material Handling Manufacturing Italy (TMHMI), dall’Ing. Francesco Mastroianni, R&D Director e delegato dall’azienda, e avrà una durata di cinque anni. Alla firma erano presenti anche l’Ing. Tommaso Pesso, Advanced Technology Senior Manager di TMHMI, Corrado Priami, prorettore per la valorizzazione della conoscenza e suo impatto, il professor Giovanni Lutzemberger, presidente del corso di laurea in Ingegneria dell’Energia, il professor Rocco Rizzo, direttore del Dipartimento di Ingegneria dell’Energia, dei Sistemi, del Territorio e delle Costruzioni, Cristiana Barghini, coordinatrice per i servizi per il trasferimento tecnologico e lo staff dell’Unità Servizi per il trasferimento tecnologico. La nuova convenzione va ad estendere attività di collaborazione già esistenti con l’area di Ingegneria, andando a coprire potenzialmente tutto l’Ateneo.
A partire da oggi, TMHMI e l’Università di Pisa potenzieranno le loro collaborazioni, riconoscendo l’alto valore della ricerca nel settore dell’energia, nell’elettrificazione con tecnologie di futura generazione, nella guida autonoma e nel digital twin. Grazie alla convenzione, potranno essere supportati tirocini per tesi di laurea, finanziati dottorati e attività di ricerca, allo scopo di potenziare la strategia di innovazione dell’azienda e valorizzare le competenze nel mondo della ricerca.
“In un’epoca in cui l'innovazione e lo sviluppo tecnologico giocano un ruolo centrale nel progresso socio-economico, è importante che l'Università svolga un ruolo attivo, stimolando il dialogo con il mondo esterno, condividendo e valorizzando le proprie conoscenze – ha dichiarato il rettore Riccardo Zucchi – Questa collaborazione non solo contribuisce a generare risultati tangibili in termini di ricerca applicata e innovazione tecnologica, ma arricchisce anche l'esperienza formativa degli studenti che hanno l’opportunità di entrare in contatto con grandi realtà aziendali. La valorizzazione dei talenti e delle conoscenze attraverso la collaborazione con il mondo produttivo è un investimento a lungo termine nella crescita e nel successo sia degli studenti, che delle imprese coinvolte. Siamo fermamente convinti che solo attraverso la collaborazione sinergica potremo affrontare le sfide complesse della società contemporanea e contribuire in modo significativo al progresso scientifico, tecnologico ed economico della nostra società”.
“La Collaborazione fra Toyota Material Handling Manufacturing Italy ed il Dipartimento di Ingegneria dell’Energia, dei Sistemi, del Territorio e delle Costruzioni parte dal 2018, con il finanziamento di attività di ricerca e borse di dottorato – ha dichiarato il direttore R&D TMHMI Francesco Mastroianni – Questa collaborazione si sta sempre più allargando includendo oggi altri ambiti di ricerca che coinvolgono anche il Dipartimento di Ingegneria Civile e Industriale, e il Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione. Toyota Material Handling crede nella necessità di una stretta collaborazione fra le eccellenze universitarie e l’industria per riuscire nelle sfide di un modo sempre più complesso e competitivo”.