Riprodurre il senso del tatto grazie alla propagazione dell’energia lungo mano e braccio
Le vibrazioni trasmesse attraverso mano e braccio quando tocchiamo un oggetto giocano un ruolo essenziale nel farci provare una determinata sensazione tattile. Ma misurarle e costruirne dei modelli è estremamente complesso. Uno studio dell’Università di Pisa e dell'Università della California Santa Barbara ha messo a punto SkinSource, uno strumento open-source in grado di misurare e modellare le vibrazioni della pelle lungo gli arti superiori in risposta a un insieme molto ampio di stimoli tattili localizzati. Le potenziali applicazioni vanno dal design di nuove protesi e mani robotiche fino alla realtà aumentata tattile. Il toolbox ha destato un grande entusiasmo nella comunità di studiosi del senso del tatto, che include discipline molto diverse tra loro, come le neuroscienze, la medicina e l’ingegneria, ed è stato premiato con il Best Paper Award all’IEEE Haptics Symposium, una delle maggiori conferenze internazionali del settore dell’Aptica, che si è svolto nei giorni scorsi a Long Beach, California.
“Il senso del tatto – spiega Matteo Bianchi, docente di robotica al Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa – è il più complesso e diffuso in tutto il corpo. Le nostre sensazioni tattili dipendono non solo dai recettori locali della pelle, ma anche da diversi altri fattori, come le vibrazioni che si diffondono attraverso la mano e il braccio nel momento in cui tocchiamo un oggetto. Il tatto è un senso chiave sia per la propriocezione – ovvero la capacità di percepire il nostro corpo come collocato nello spazio in una certa posizione – sia per l’esterocezione, ovvero la capacità di capire le proprietà fisiche degli oggetti, quali la rugosità e la rigidezza. È con il tatto che sappiamo se siamo in una posizione stabile, se stiamo tenendo un bicchiere di carta abbastanza dritto da non rovesciarlo, ma abbastanza delicatamente da non stritolarlo. Senza il tatto non potremmo camminare, stare seduti, tenere una posizione in modo consapevole, interagire, esplorare e modificare il mondo che ci circonda. Per questo, la capacità di modellare le dinamiche del nostro corpo nel momento in cui tocchiamo un oggetto, per poterle riprodurre per esempio in una protesi, o in una mano robotica, o in un'applicazione di realtà aumentata o virtuale, assume una grande rilevanza. Il dispositivo è in grado di predire l’estensione e l’intensità delle vibrazioni che si trasmettono lungo gli arti superiori a seguito di differenti tipi di stimoli di forza localizzati, in modo accurato. Il toolbox è open-source, ed è quindi a disposizione di tutta la comunità scientifica che ne vuole fare uso, liberamente scaricabile da questo link https://doi.org/10.5281/zenodo.10547601. Proprio questo aspetto, data la complessità e la difficoltà di riprodurre in modo affidabili le sensazioni tattili, è stato accolto con grande entusiasmo”.
SkinSource infatti, oltre ad essere uno strumento per lo studio delle basi meccaniche della percezione tattile, può essere utilizzato per la progettazione e design di interfacce per la restituzione sensoriale in protesi degli arti superiori e in mani robotiche teleoperate in cui è fondamentale avere un ritorno tattile, così come nella chirurgia robotica e in molte applicazioni che fanno uso della realtà aumentata. Gli ingegneri pisani, infatti, all’interno del FoReLab, il laboratorio del dipartimento di ingegneria dell’informazione dedicato al 5.0, stanno mettendo a punto dispositivi di realtà aumentata che integrano la percezione visiva e tattile.
“Con SkinSource infatti - conclude Bianchi - possiamo sfruttare lo studio e la modellazione della propagazione dell’energia meccanica lungo la pelle per costruire sistemi indossabili distribuiti, per garantire un’esperienza immersiva che integri stimoli visivi e tattili. Il sistema può operare accanto alle interfacce per realtà aumentata a cui stiamo lavorando nel laboratorio FoReLab, che consentono di vedere o toccare oggetti reali modificandone la percezione visiva o tattile mediante stimoli artificiali.”
Lo ‘sguardo’ tecnologico legge i papiri carbonizzati: rivelato il luogo di sepoltura di Platone
Oltre 1000 parole, corrispondenti al 30% del testo è quanto è emerso dal papiro ercolanese carbonizzato, contenente la Storia dell'Accademia di Filodemo di Gadara (110-dopo il 40 a.C.), grazie allo ‘sguardo’ tecnologico di innovative metodologie di studio adoperate nell’ambito del progetto ‘GreekSchools’, di cui il 23 aprile a Napoli, presso la Biblioteca Nazionale ‘Vittorio Emanuele III’, si è presentato lo stato dell’avanzamento della ricerca. Tale progetto che ha ricevuto un finanziamento ERC (Consiglio Europeo della Ricerca) pari a 2.498.356 euro, iniziato nel 2021 e della durata di 5 anni e otto mesi, è coordinato da Graziano Ranocchia dell’Università di Pisa in collaborazione con l’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale (ISPC) e l’Istituto di Linguistica Computazionale “Antonio Zampolli” (ILC) del Consiglio Nazionale delle Ricerche, e la Biblioteca Nazionale di Napoli presso la quale questo papiro, bruciato a seguito dell’eruzione del Vesuvio nel 79 d. C, è conservato insieme a molti altri.
Il progetto, oltre all’indagine sullo stato di conservazione di tali manufatti, ha l’obiettivo di pubblicare un’edizione aggiornata - grazie all’applicazione di tecniche di imaging e di metodi filologici - della Rassegna dei filosofi di Filodemo, la più antica storia della filosofia greca in nostro possesso. Di essa fa parte appunto la Storia dell'Accademia, che racchiude molte informazioni esclusive su Platone e sullo sviluppo dell'Accademia sotto i suoi successori.
“Rispetto alle edizioni precedenti, ora c'è un testo quasi radicalmente cambiato, che implica una serie di fatti nuovi e concreti su vari filosofi accademici. Attraverso la nuova edizione e la sua contestualizzazione, gli studiosi sono arrivati a deduzioni inaspettate di portata interdisciplinare per la filosofia antica, la biografia e la letteratura greche e la storia del libro, commenta Graziano Ranocchia. “Alcune integrazioni precedenti sono state sostituite, alcuni passaggi precedentemente frammentari sono stati integrati o riletti. L'aumento del testo corrisponde all'incirca alla scoperta di dieci nuovi frammenti di papiro di media grandezza. Le nuove letture attingono spesso a fatti nuovi e concreti sull'Accademia di Platone, sulla letteratura ellenistica, su Filodemo di Gadara e la storia antica in generale”, aggiunge Kilian Fleischer, l’editore di questo prezioso papiro nell’ambito del progetto GreekSchools.
Tra le più importanti novità, si legge che Platone fu sepolto nel giardino a lui riservato (un'area privata destinata alla scuola platonica) dell'Accademia ad Atene, vicino al cosiddetto Museion o sacello sacro alle Muse. Finora era solo noto che egli era sepolto genericamente nell’Accademia.
Sempre a proposito del medesimo filosofo emerge che egli fu venduto come schiavo sull'isola di Egina già forse nel 404 a.C., quando gli Spartani conquistarono l'isola o, in alternativa nel 399 a.C., subito dopo la morte di Socrate. Fino ad ora si era creduto che Platone fosse stato venduto come schiavo nel 387 a.C. durante il suo soggiorno in Sicilia alla corte di Dionisio I di Siracusa. In un altro passaggio, in un dialogo tra personaggi, Platone si esprime in modo sprezzante sulle capacità musicali e ritmiche di una musicista barbara originaria della Tracia.
“Il progetto GreekSchools ha anche lo scopo di sviluppare metodi di indagine dei manoscritti applicando le più avanzate tecniche di diagnostica per immagini oggi a disposizione (imaging ottico nell’infrarosso e nell’ultravioletto, imaging molecolare ed elementale, imaging termico, tomografie, microscopia ottica digitale, ecc.)”, precisa Costanza Miliani del CNR-ISPC. Personale di questo Istituto, del CNR-SCITEC e di altri centri di ricerca europei, facendo uso di strumentazioni mobili della piattaforma Molab afferente all’infrastruttura di ricerca europea sull'Heritage Science E-RIHS, applica tecniche non invasive a papiri opistografi e stratificati al fine di leggere il testo inaccessibile sul verso o nascosto all’interno di strati multipli.
Il professor Luigi Folco eletto Fellow della Meteoritical Society
Luigi Folco, professore ordinario al Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa, è stato eletto Fellow della Meteoritical Society, l’organizzazione no-profit che promuove la ricerca e la divulgazione delle scienze planetarie, con particolare enfasi agli studi sui meteoriti e altri materiali extraterrestri. Fanno parte della Meteoritical Society più di 1000 scienziati da oltre 33 paesi. Il professor Folco è stato eletto per “i suoi significativi contributi al recupero e allo studio di meteoriti, micrometeoriti, microtektiti e dei prodotti di impatti di asteroidi di piccola scala”. La classe 2024 dei Fellow della Meteoritical Society sarà premiata durante una cerimonia ufficiale al congresso annuale della Meteoritical Society, che si terrà a Bruxelles, dal 28 luglio al 2 agosto 2024.
Luigi Folco insegna Geologia Planetaria, Cosmochimica e Geoscrittura. Da oltre venticinque anni si occupa dello studio petrologico dei materiali planetari, delle rocce prodotte da impatti catastrofici di asteroidi e comete sulla Terra, nonché della ricerca di meteoriti nei deserti caldi e freddi. Ha partecipato a 10 spedizioni per la raccolta di meteoriti in Antartide e dal 2009 è coordinatore nazionale del progetto Meteoriti Antartiche del Programma Nazionale delle Ricerche in Antartide (PNRA). È stato recentemente coordinatore nazionale di progetti di ricerca PRIN (Cosmic Dust) e MAECI_GR (Kamil Crater, Egypt), nonché coordinatore locale in progetti ERC H2020 (EURO-CARES), RTN EC FP6 Marie Curie Actions (ORIGINS). L'asteroide 7006 Folco è un asteroide della fascia principale a lui dedicato dalla International Astronomical Union per le sue ricerche sui materiali planetari.
Il Bilancio dell’Università di Pisa ritorna in utile nell’anno 2023
Il Bilancio dell’Università di Pisa, appena approvato nella seduta del Consiglio di amministrazione del 24 aprile, ritorna in utile nell’anno 2023. Dopo il 2022, in cui l’aumento dei costi energetici e altri fattori contingenti avevano portato a utilizzare le riserve per coprire una perdita di 1,3 milioni di euro, il 2023 si chiude con un risultato positivo di 62.237 euro.
Al risultato economico si accompagna una crescita sensibile degli investimenti effettuati per dare attuazione al Piano strategico 2023-2028. Gli investimenti hanno riguardato, in primis, il capitale umano. Nel 2023 sono state effettuate, anche grazie ai fondi del PNRR, 117 nuove assunzioni tra docenti e ricercatori, alle quali vanno sommati 106 ulteriori iscritti ai corsi di dottorato. Questo è fondamentale per sviluppare nuovi progetti di ricerca, potenziare l’offerta formativa e le iniziative di terza missione per continuare a essere competitivi nei ranking internazionali, attrarre nuove risorse, senza lasciare indietro nessuno. A tal riguardo sarà fondamentale anche l’apporto del personale tecnico-amministrativo, per il quale è stato già deliberato un piano di assunzioni di 118 unità.
Altri importanti investimenti hanno interessato il capitale tecnico, potenziato con oltre 24 milioni di euro di impieghi nel 2023. È proseguita, infatti, la realizzazione di nuove opere, tra cui i dipartimenti di Medicina, Veterinaria e Ingegneria per circa 14 milioni di euro. Ad esse si aggiungerà a breve anche il nuovo dipartimento di Biologia. Circa 7 milioni di euro sono stati investiti nell’acquisto di nuove attrezzature scientifiche e, infine, oltre 3,5 milioni di euro sono andati al settore della transizione digitale, per il potenziamento del Green Data Center, il più grande Data Center tra quelli delle università italiane.
Gli investimenti sono stati finanziati tramite le maggiori entrate da contributi da terzi, anche grazie ai maggiori introiti dei 7 Dipartimenti di Eccellenza, dalle risorse del PNRR e dai flussi di cassa autogenerati dall’Ateneo. Questo ha permesso di evitare il ricorso a nuovi debiti, che nel 2023, hanno registrato, invece, una diminuzione di oltre 3 milioni di euro.
Invariata la contribuzione studentesca anche grazie a un piano di razionalizzazione dei costi, che ha permesso di ridurre le uscite per la gestione corrente dell’Ateneo, per circa 5 milioni di euro. Per raggiungere questi obiettivi è stato determinante il contributo di tutte le componenti dell’Ateneo: dall’amministrazione centrale, ai dipartimenti, dai poli, ai centri e i sistemi.
“Accogliamo con favore questo risultato positivo che, però, non deve distogliere l’attenzione di tutta la nostra comunità nel portare avanti le politiche di efficientamento dei costi e di oculatezza degli investimenti – ha commentato il rettore dell’Università di Pisa, Riccardo Zucchi – Dobbiamo essere consapevoli che la sostenibilità del sistema universitario pubblico italiano resta a rischio, se la classe politica non sarà in grado di compiere adeguate scelte strategiche. All’orizzonte si preannunciano, infatti, tempi difficili per tutte le università italiane, almeno fino a quando il Governo non deciderà di compensare gli aumenti del costo del personale dovuti agli scatti stipendiali e all’adeguamento all’inflazione. In particolare, per il 2024 è ormai certo un incremento del costo del personale di 10 milioni di euro, al quale si aggiungono i potenziali effetti negativi legati alla fine del PNRR e alla dinamica di crescita di alcune voci di costo che non accenna a rallentare”.
Robot subacquei a fianco degli operatori umani per la difesa del mare: al via il progetto PANACEA
Monitorare lo stato delle acque, dolci e salate, non è un’attività semplice. Eppure, le ineludibili esigenze di sostenibilità ambientale e le grandi risorse che il mondo sommerso conserva rendono essenziale arrivare a una conoscenza scientifica profonda del “Pianeta Blu”. Per questo scopo, l’uso di robot autonomi sottomarini assume una crescente rilevanza, soprattutto per il monitoraggio di fenomeni legati alla salute delle acque e dei fondali. Di questo si occupa il progetto PANACEA, gestito dalle Università di Pisa e Firenze e orientato a sostituire sempre di più le esplorazioni umane in ambienti sottomarini pericolosi e ostili con quelle condotte da robot. Il progetto ha ricevuto finanziamenti dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito del bando PRIN 2022 (Progetti di Rilevante Interesse Nazionale).
“Nonostante in questi anni i robot sottomarini si siano dimostrati molto efficaci – spiega Riccardo Costanzi, docente di robotica all’Università di Pisa e coordinatore del progetto – siamo ancora lontani da farne uno standard per le attività di monitoraggio, affidate ancora a operatori umani, con tutti i rischi del caso. Nel progetto PANACEA proponiamo un caso emblematico, quello della Posidonia oceanica, considerata un habitat naturale chiave dall’Unione Europea e il cui monitoraggio è essenziale per conoscere lo stato di salute dei nostri mari e per preservarlo”.
Scopo di PANACEA è mettere a punto un sistema multi-robot, composto da un robot subacqueo e uno di superficie, in grado di interfacciarsi con gli operatori al sicuro a terra, che ricevono dati in tempo reale. “Il monitoraggio dei fondali è eseguito con tecniche sia visive che acustiche – aggiunge Alessandro Ridolfi, docente di robotica all’Università di Firenze – e usiamo tecniche di Intelligenza Artificiale per estrarre dati sintetici da tutti quelli acquisiti. La capacità del robot di estrarre e trasmettere solo dati sintetici è fondamentale, visto che in acqua le possibilità di comunicazione sono ridotte”.
Il progetto è stato presentato lo scorso 3 maggio a una platea di studiosi di ecologia e rappresentanti di Agenzie per l’Ambiente, che gli scienziati di Pisa e Firenze considerano gli utilizzatori finali del sistema che stanno mettendo a punto. “In un’epoca in cui il monitoraggio ambientale è più cruciale che mai, il sistema proposto da PANACEA rappresenta un ulteriore passo avanti significativo nella conservazione della biodiversità marina – afferma Elena Maggi, docente di ecologia all’Università di Pisa – Il monitoraggio delle praterie di Posidonia oceanica, fondamentali per la salute e protezione dei sistemi costieri mediterranei e al contempo estremamente delicate, rappresenta una sfida notevole. PANACEA mira a minimizzare i rischi e le limitazioni dei monitoraggi umani, incrementando la sicurezza e riducendo i tempi per la raccolta di dati su ampie scale spaziali, che possano essere integrati con quelli raccolti dagli operatori subacquei. Di fronte all’accelerazione degli effetti del cambiamento climatico e alla molteplicità dei disturbi causati dalle attività umane, è imperativo che le nostre azioni conservative siano altrettanto rapide ed efficaci per mitigare e contenere gli impatti”.
Gli ingegneri di PANACEA interagiranno con i biologi del progetto europeo AquaPLAN, coordinato dall’Università di Pisa, per arrivare ad una strategia ottimale di conservazione delle praterie di Posidonia, attraverso l’integrazione di dati sulla contaminazione acustica e luminosa e sulla biodiversità delle specie legate a questo habitat unico.
Elezioni Europee 2024: arriva una app online per orientarsi al voto
Le Elezioni Europee del prossimo 8 e 9 giugno si avvicinano e per i cittadini ancora indecisi o disorientati sul voto arriva in aiuto una applicazione online sviluppata nell’ambito del progetto europeo EU&I, a cui partecipa il Dipartimento di Scienze politiche dell'Università di Pisa. I responsabili dell'unità di ricerca di Pisa sono i professori Eugenio Pizzimenti ed Enrico Calossi, del Dipartimento di Science Politiche, che hanno già curato in passato la costruzione di simili applicazioni in occasione delle Elezioni Europee del 2019 e delle Elezioni Politiche del 2018 e del 2022.
EU&I (https://euandi.eu/) è una Voting Advice Application sviluppata dall'Istituto Universitario Europeo (EUI) di Firenze per le prossime elezioni del Parlamento Europeo. È uno strumento online progettato per aiutare i cittadini a comprendere il panorama politico, abbinando le loro preferenze a quelle espresse dai partiti politici. EU&I sarà disponibile in tutti gli stati membri dell'Unione Europea, in tutte le lingue ufficiali dell'UE, e attirerà potenzialmente milioni di utenti ed elettori.
EU&I utilizza una metodologia scientifica solida per analizzare e codificare oltre 250 partiti che partecipano alle prossime elezioni. Nelle settimane precedenti al voto del 2024, un team di 130 studiosi in tutta Europa sta conducendo una ricerca meticolosa sulle posizioni dei partiti e sulla documentazione ufficiale per posizionare i candidati in base alle 30 dichiarazioni nel questionario. "EU&I contiene alcune decine di dichiarazioni su questioni politiche rilevanti – spiegano i professori Pizzimenti e Calossi – agli utenti viene chiesto di valutarle utilizzando una scala con cinque punteggi (da “completamente d’accordo” a “completamente in disaccordo”). Una volta che gli utenti hanno valutato tutte le dichiarazioni, l'algoritmo indica quanto vicini sono (in %) i profili programmatici dei partiti politici alle preferenze espresse dall’utente".
Il team di giovani ricercatori dell’Università di Pisa (Cecilia Castellani, Tommaso Cerutti, Lavinia De Santis, Francesco Giovacchini, Damiano Kerma e Beniamino Masi), coordinato dai responsabili dell'unità, ha raccolto e codificato le posizioni dei partiti sulle questioni incluse, attraverso un'analisi delle fonti primarie: l'iniziale codifica è stata sottoposta a ulteriore verifica da parte di ricercatori senior.
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Nel Palazzo della Sapienza le aziende dell’industria cartaria incontrano studenti e laureandi
Giovedì 16 maggio, nel Palazzo della Sapienza dell’Università di Pisa (in via Curtatone e Montanara 15), si terrà la prima edizione del “Paper Day”, un'occasione di incontro fra studenti, laureandi, laureati, università, mondo della ricerca e imprese del comparto cartario e della meccanica della carta teso a favorire la conoscenza di queste diverse realtà e, principalmente, a orientare i giovani verso il lavoro in questo settore. L'iniziativa nasce dalla collaborazione tra l’Università di Pisa e Confindustria Toscana Nord, l'associazione degli industriali di Lucca, Pistoia e Prato, ed è organizzata dal Career Service di Ateneo.
La giornata si presenta articolata e con diversi focus: i lavori si apriranno alle ore 9.40 con i saluti del rettore Riccardo Zucchi e della delegata per le attività di orientamento Laura Elisa Marcucci, a cui seguiranno le presentazioni – moderate da Marco Frosolini, presidente del corso di laurea magistrale in Tecnologia e produzione della carta e del cartone – delle industrie che hanno aderito all'iniziativa (Cartiere Carrara, Essity, Fosber, Gambini, Lucart, Sofidel,Toscotec, Valmet, Wepa Italia), ciascuna delle quali potrà raccontare se stessa, la propria produzione e i fabbisogni occupazionali. Dalle 14, presso gli stand aziendali, studenti e laureandi potranno dialogare con le aziende presenti e svolgere i colloqui conoscitivi. Per partecipare all’evento occorre iscriversi sul portale del Career Service (www.unipi.it/careerservice), dove è possibile consultare le offerte di lavoro e candidarsi ai colloqui che si svolgeranno nel pomeriggio.
La giornata si chiuderà con una tavola rotonda (dalle 16.30 alle 18.00), moderata dalla giornalista Silvia Toniolo. Tema del dibattito “Competenze, nuovi profili professionali e scenari di sviluppo. Confronto tra aziende, associazioni e università”; ne discuteranno Chiara Galletti, delegata del rettore per le Relazioni industriali, Marco Frosolini, presidente del corso di laurea magistrale in Tecnologia e produzione della carta e del cartone, Simone Giangrandi, responsabile Area Ricerca e Innovazione - Lucense - Distretto Tecnologico Cartario di Regione Toscana e Tiziano Pieretti, vicepresidente di Confindustria Toscana Nord e presidente della sezione Carta e Cartotecnica.
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Nota dell'Ateneo sull'occupazione del gruppo "Studentə per la Palestina"
L’Università di Pisa condivide la preoccupazione per la tragica evoluzione della situazione a Rafah e in generale nella Striscia di Gaza, e unisce ancora una volta la propria a tutte le voci che chiedono l’immediato cessate il fuoco, la liberazione degli ostaggi e il libero accesso agli aiuti umanitari, auspicando una soluzione definitiva che, nel rispetto del diritto internazionale, garantisca la pacifica convivenza di tutti i popoli della regione.
Ricorda che le istanze presentate in questi giorni dal gruppo "Studentə per la Palestina" sono state ampiamente discusse dal Senato Accademico nella seduta tenutasi il 14 marzo scorso in presenza di delegazioni di tutti i gruppi che avevano proposto mozioni su questi temi, e specifiche iniziative sono state ulteriormente sviluppate nella riunione del Senato Accademico che si è tenuta lo scorso venerdì 10 maggio.
In sintesi:
- Ci siamo impegnati a promuovere lo sviluppo di collaborazioni con istituzioni scolastiche e universitarie palestinesi, la cui difficile sopravvivenza è ulteriormente messa a rischio dai recenti tragici eventi. Il 10 maggio è stato approvato un bando sul modello dei bandi Unicore, riservato a studenti palestinesi, finanziato con un fondo ad hoc costituito dal Consiglio di Amministrazione nella seduta del 24 aprile scorso.
- Abbiamo avviato un’analisi del significato storico e concettuale delle diverse definizioni di antisemitismo (IHRA e JDA) dopo esserci confrontati con esperti accademici e autorevoli esponenti delle comunità interessate. Il Senato Accademico condivide le definizioni generali (core definitions) di antisemitismo formulate da IHRA e anche da JDA, che appaiono sostanzialmente compatibili fra loro e con la definizione usata comunemente nella lingua italiana, chiarisce che le liste di esempi inclusi nelle definizioni IHRA e JDA hanno un valore orientativo piuttosto che definitorio e normativo, e ribadisce che critiche specifiche e documentate ad atti del Governo di Israele non costituiscono di per sé manifestazioni di antisemitismo, né di mancanza di rispetto alla comunità ebraica.
- Abbiamo deliberato di non aderire a iniziative di boicottaggio, che appaiono in contrasto con la missione dell’università di promuovere il dialogo e di aprire ponti fra culture diverse. Ci siamo inoltre impegnati a gestire gli accordi con università di altri paesi con la massima trasparenza.
- Nel solco dell’art. 11 della Costituzione, abbiamo ribadito il rifiuto della guerra come strumento per risolvere le controversie fra i popoli, e più in generale il ricorso alla violenza in tutte le sue forme. Confermiamo pertanto la scelta politica di non partecipare in alcun modo a ricerche o progetti direttamente rivolti allo sviluppo o al perfezionamento di sistemi di arma. Facciamo altresì rilevare che moltissime tecnologie possono essere designate come dual use, e pertanto il criterio del dual use non può essere motivo di proscrizione. Riteniamo quindi che le collaborazioni debbano essere esaminate nel merito caso per caso, ispirandosi all’analisi del loro contesto specifico, con particolare attenzione alle industrie che includono fra le loro attività lo sviluppo di sistemi bellici. Segnaliamo comunque che gli accordi in vigore con Università israeliane non concernono temi militari e neppure tecnologie dual use, e che l’Università di Pisa non ha partecipato all’ultimo bando MAECI Italia-Israele.
In conclusione, l’Università di Pisa conferma l’apertura a discussioni, manifestazioni e confronti che diano spazio a tutte le opinioni in un dibattito libero e pacifico, che rifugga da ogni forma di violenza e di disumanizzazione dell’altro. Ribadisce che studenti e studentesse di origine israeliana, ebraica, palestinese e di ogni altra etnia o religione sono parte a pieno titolo della comunità universitaria pisana e si impegna a promuovere iniziative volte a creare un ambiente in cui ciascuno si possa sentire al sicuro e si identifichi un terreno condiviso di rispetto dei diritti e dei valori umani fondamentali, primo fra tutti il diritto alla vita, unico possibile punto di partenza per ogni tentativo di ricomposizione.
Un neurone per volta: dall’Università di Pisa un metodo all’avanguardia per investigare le strutture fondamentali del nostro cervello
Poter vedere e descrivere distintamente un singolo neurone, districandolo dalla foresta dei miliardi di cellule e connessioni nel nostro cervello, è al momento una grande sfida per gli studiosi di neuroscienze. Individuare anomalie nella forma e nella struttura neurale a scale così ridotte è infatti un passo cruciale per l’identificazione di diverse neuropatie. Dall’Università di Pisa – in collaborazione con l’Istituto di Psichiatria e Neuroscienze di Parigi – arriva SENPAI, un metodo all’avanguardia per poter produrre immagini ad alta risoluzione della morfologia dei neuroni, caratterizzandone i circuiti fino a scale estremamente ridotte. La ricerca è stata pubblicata su Nature Communications.
“I miliardi di neuroni “impacchettati” nel nostro cervello – spiega Nicola Vanello, docente di bioingegneria presso il Dipartimento di Ingegneria d’Informazione e il Centro Piaggio dell’Università di Pisa – costituiscono una vera e propria giungla, tenuta insieme da connessioni molto complesse. Isolare un singolo albero è estremamente difficile. Poter caratterizzare un neurone singolo preso da un tessuto di un essere vivente è sempre stato un obiettivo primario per la comunità scientifica. SENPAI ci consente di segmentare neuroni ex vivo su scala cellulare e subcellulare, di caratterizzare l'arborizzazione neuronale, i diametri dei rami dendritici o la densità delle spine in modo più accurato e fedele rispetto agli attuali algoritmi e strumenti di elaborazione delle immagini.”
“Particolarmente importante è la caratterizzazione delle spine dendritiche – prosegue Simone Cauzzo, post-doc in bioingegneria e primo autore dell’articolo – che sono responsabili degli input elettrici tra le sinapsi. Dalla loro forma, dimensione e numero dipendono funzioni come l'apprendimento, la memoria e la motivazione. Infatti, alterazioni di questi parametri e dunque dell’attività sinaptica sono riscontrabili in molte condizioni patologiche, come l’Alzheimer, e in diverse disfunzioni cerebrali. Poter vedere la forma di queste piccole componenti del neurone può farci compiere enormi passi in avanti nella comprensione del nostro cervello”.
Il metodo è stato sviluppato dal team di bioingegneri dell’Università di Pisa nell’ambito del progetto SENSEI del Centro di Ricerca di Ateneo “E. Piaggio”, finanziato dal MUR per il programma FLAG-ERA, e si fonda su tecniche avanzate di acquisizione delle immagini dei campioni di tessuto cerebrale, successivamente elaborate da un algoritmo, in grado di segmentare i singoli neuroni e ricostruire un modello in 3D.
“Fin dallo scorso secolo, le tecniche di imaging si sono rivelate fondamentali per studiare il sistema nervoso, basta pensare a Camillo Golgi – spiega Chiara Magliaro, ricercatrice in bioingegneria al Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione e al Centro Piaggio dell’Università di Pisa – Oggi, le tecniche di imaging si sono affinate: abbiamo microscopi più potenti, e protocolli di preparazione del campione che ci permettono di vedere più in profondità, più in dettaglio. Il valore aggiunto di SENPAI è la piena sinergia con queste tecniche, che ci ha permesso di ricostruire le cellule nervose con un dettaglio senza precedenti”.
L’utilizzo combinato di imaging avanzato e di SENPAI contribuirà al miglioramento delle indagini sul sistema nervoso umano, anche tramite lo studio di costrutti cellulari complessi, quali gli organoidi cerebrali, nell’ottica di ridurre la sperimentazione animale.
Imprenditorialità sostenibile e innovativa in Europa: Unipi protagonista a due eventi internazionali ad Atene e Bologna
Sono due gli eventi a cui ha partecipato l’Università di Pisa a maggio per incontrare partner internazionali e favorire opportunità di scambio e crescita nel contesto del network messo in piedi attraverso l’EIT HEI Initiative, l’iniziativa dell’European Institute of Innovation and Technology che supporta una progettazione mirata allo sviluppo di imprenditorialità sostenibile e innovativa in Europa.
Dal 14 al 17 maggio, una rappresentanza del team dell'Università di Pisa è stata in trasferta ad Atene per il Summit 2024 del progetto Start For Future (SFF), ospitato presso gli spazi di ACEIn, il centro per l'imprenditorialità dell'Università di Economia e Business di Atene (AUEB) e presso il Conservatorio di Atene. Hanno partecipato il professor Alessio Cavicchi, referente Start for Future per l'Ateneo Pisano e delegato del rettore per la cultura dell'innovazione, e Sabrina Tomasi, assegnista di ricerca Unipi direttamente coinvolta nel progetto. Un programma ricco di contenuti, con una parte più istituzionale caratterizzata da una serie di interventi e panel tenuti da alcuni dei protagonisti del progetto SFF e un’altra dal taglio più interattivo, con il workshop in 5 fasi "Co-Creation & Policy Making Unit" che ha coinvolto tutti i partecipanti al Summit: università, incubatori, consulenti, aziende e startup.
Al Summit ha preso parte anche la startup pisana sviluppatrice del dispositivo biomimetico “Calm”, ideato per un trattamento ottimale del carcinoma polmonare. La squadra aveva vinto la passata edizione del PhD+ del Contamination Lab ed è stata premiata con un voucher da utilizzare per la propria partecipazione al Summit Athenian Nexus. Nicole Guazzelli ha rappresentato il resto della squadra, composta da Giulia Paties-Montagner e Francesco Fontana, ricercatrici e ricercatori Unipi, durante il pitch dell’Investor Day, momento dedicato all’incontro con investitori internazionali e durante il contest International Startup Competition - The “Athenian Agora” Awards.
In contemporanea, a Bologna, il 14 e 15 maggio, si è svolto il workshop EIT HEI Sensemaking. A nome dell’Università di Pisa ha partecipato Raiza Rocha, borsista di ricerca direttamente coinvolta nel progetto Start for Future e nelle attività internazionali del Contamination Lab. Sull’evento afferma: “È stato un evento dinamico e coinvolgente che ha riunito quasi 70 partecipanti di 16 progetti europei. Fin dall'inizio, l'intenzione è stata chiara: andare oltre il lavoro isolato del progetto per imparare dalle reciproche esperienze e identificare i modi per rafforzare l'iniziativa collettivamente. Nelle discussioni di gruppo la narrazione è apparsa come un potente strumento di apprendimento collettivo: condividere storie per far emergere idee chiave, lezioni apprese, sfide e opportunità comuni da riportare in plenaria per mettere le basi per collaborazioni future mirate e concrete”.
Due ottime occasioni per UNIPI per rafforzare connessioni internazionali e favorire il trasferimento tecnologico a livello regionale, testimoniando, a sua volta, il grande impegno dell’Ateneo per la promozione di una cultura dell’imprenditorialità sostenibile e al servizio dell’innovazione regionale.