Andrea Bonaccorsi
Nato a Pisa nel 1962, il professore Andrea Bonaccorsi si è laureato in Economia e commercio nel 1986 con lode alla Università di Pisa e ha poi conseguito il dottorato presso la Scuola Superiore Sant’Anna. Nel 1990 è diventato ricercatore presso la Facoltà di Economia dell’Università di Pisa, nel 1999 è stato chiamato come professore associato alla Scuola Superiore Sant’Anna e nel 2001 ha vinto il concorso di professore ordinario di Economia e gestione delle imprese. Chiamato alla Facoltà di Ingegneria dell’Università di Pisa nel 2004, nel 2011 è diventato ordinario di Ingegneria gestionale.
È stato presidente del Corso di studi in Ingegneria gestionale dal 2016 al 2018. Attualmente è direttore del master in Scalability- Digital Technology and Company Growth.
Dal 2011 al 2014 è stato membro del primo Consiglio direttivo dell’ANVUR, l’Agenzia Nazionale per la Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca. In questa veste ha collaborato al lancio della prima VQR e della Abilitazione Scientifica Nazionale e in prima persona è stato responsabile del sistema di classificazione delle riviste scientifiche e della valutazione della terza missione.
Le sue attività di ricerca si collocano nell’ambito della economia della scienza e della tecnologia. Ha al suo attivo oltre 200 pubblicazioni, di cui la metà sulle principali riviste internazionali con oltre 13.000 citazioni su Google Scholar. Negli ultimi anni viene inserito nel top 2% dei ricercatori a livello mondiale in tutte le discipline.
Ha collaborato a lungo con la Commissione Europea per le politiche di ricerca. Ha partecipato al gruppo di esperti di alto livello che ha lanciato lo European Research Council, formulando il concetto di frontier research che tuttora guida le attività dell’ERC. È stato membro per due legislature degli esperti in diretta collaborazione con i Commissari Europei alla Ricerca.
Per queste motivazioni il Senato accademico ha conferito l’Ordine del Cherubino al professore Andrea Bonaccorsi.
Effetto Rebound: ecco perché l'Economia Circolare non decolla
L'Economia Circolare è una grande opportunità d’innovazione e investimento, ma migliora davvero la sostenibilità ambientale? Solo se si interviene sull'intera filiera. A dirlo è Pierluigi Zerbino, ricercatore del Dipartimento di Ingegneria dell'Energia, dei Sistemi del Territorio e delle Costruzioni dell'Università di Pisa, autore di numerosi articoli scientifici e divulgativi sul cosiddetto "Effetto Rebound". Ossia quel fenomeno per cui i possibili benefici ambientali derivanti dalla transizione circolare sono in parte o totalmente annullati da un aumento della produzione e dei consumi dovuti a dinamiche di mercato.
“Sulla carta, l’Economia Circolare è spesso rappresentata come la soluzione a molti dei nostri di problemi ambientali, dal cambiamento climatico all’eccessivo consumo di risorse - spiega Pierluigi Zerbino - Eppure, dati alla mano, la transizione dall'attuale paradigma economico lineare a quello circolare stenta ad avanzare. La causa di questa inerzia, spesso spiegata con l'aumento dei consumi a livello globale, è verosimilmente legata al cosiddetto Effetto Rebound, determinato in primo luogo dai comportamenti di consumo di ciascuno di noi che, di fatto, possono compromettere i vantaggi ambientali derivanti dalla transizione a un'Economia Circolare”.
“Per capire meglio di cosa parliamo – prosegue Zerbino – è utile tenere sempre a mente come il prezzo e la qualità di un prodotto riciclato, riparato, o di seconda mano (spesso chiamati prodotti circolari) ci influenzino nella vita di tutti i giorni. Per esempio, un prezzo basso di un capo di vestiario prodotto con fibre riciclate può spesso portarci ad acquistare più capi di quelli di cui abbiamo realmente bisogno. Riteniamo di avere un comportamento “green” perché non acquistiamo prodotti nuovi, ma il basso prezzo ci invoglia a chiedere e consumare di più. E consumare di più vuol dire far produrre di più e far inquinare di più. E cosa succede, invece, quando acquistiamo un cellulare ricondizionato? Che pensiamo di aver contribuito a ridurre l’inquinamento comprando un secondo cellulare più economico, magari da usare con poca attenzione in viaggi avventurosi. Ma questo spesso non ci evita di acquistare anche l’ultimo modello dello smartphone top di gamma per la vita di tutti i giorni”.
“È amaro a dirsi – aggiunge - e forse persino frustrante, ma l’Effetto Rebound di un’Economia Circolare definisce proprio questo rischio dei prodotti circolari di alimentare e non ridurre la nostra fame di consumo e l’inquinamento ad essa associata. Il problema è che, ad oggi, l’Effetto Rebound nell’Economia Circolare è poco noto, difficile da quantificare, e non è stato esaminato a fondo dalla letteratura accademica. Ma, se vogliamo stimarlo e mitigarlo con successo, è fondamentale dedicargli maggiore attenzione”.
Proprio ad una mappatura degli attuali modelli utilizzati per stimare l’Effetto Rebound dell’Economia Circolare è dedicato l'ultimo articolo scientifico che il ricercatore dell'Università di Pisa ha scritto assieme a tre colleghi della Sheffield University Management School e da poco pubblicato sul Journal of Cleaner Production di Elsevier.
"Nell'articolo sviluppato assieme al Dr. Benjamin H. Lowe, al Dr. Meletios Bimpizas-Pinis e al Professor Andrea Genovese dell'Università di Sheffield - spiega Zerbino - abbiamo passato in rassegna i metodi che potrebbero essere impiegati per misurare il Rebound in contesti circolari, identificando gli strumenti per stimarlo. Dalla mappatura nasce anche una riflessione sui dati necessari a stimarlo e sul modo in cui il Rebound si manifesta nei nostri comportamenti di consumo, nelle strategie aziendali, nelle filiere e nel commercio nazionale e internazionale. I risultati ottenuti evidenziano lacune nella stima di questo effetto e gettano le basi per sviluppare strategie per mitigarlo”.
“Solo conoscendo più a fondo il Rebound e concretizzandolo in numeri possiamo sperare di far fronte ad esso - conclude il ricercatore - e identificare gli interventi più significativi per (ri)lanciare l’Economia Circolare, così da invertire una tendenza negativa che, negli ultimi cinque anni, ha visto il tasso di circolarità ridursi dal 9.1% al 7,2%."
Assorbenti compostabili a disposizione gratis in tre poli, al via sperimentazione
In via sperimentale l’Università di Pisa mette a disposizione della propria comunità alcuni distributori gratuiti di assorbenti compostabili. L’iniziativa promossa dalla Commissione per lo Sviluppo Sostenibile di Ateneo (CoSA) in collaborazione con il Comitato Unico di Garanzia sarà presentata giovedì 21 marzo alle 11 al Polo Piagge (Via Giacomo Matteotti, 11). L’installazione dei distributori è al momento in tre Poli, Piagge, San Rossore 1938 e Fibonacci. L’iniziativa è accompagnata da una campagna per superare lo stigma e il tabù delle mestruazioni in un’ottica di sostenibilità.
“Gli assorbenti che saranno a disposizione in Ateneo sono 100% di cotone organico, senza profumi, compostabili, non contengono plastica o microplastiche, sono senza cloro e ipoallergenici – spiega la professoressa Elisa Giuliani prorettrice per la Sostenibilità e l'Agenda 2030 - I distributori saranno messi negli antibagni e sono gratuiti. Speriamo che la nostra comunità universitaria ne faccia un uso responsabile e consapevole”.
“L’accesso ai prodotti mestruali negli spazi universitari è una questione di riconoscimento di un aspetto fisiologico – sottolinea la professoressa Renata Pepicelli delegata del rettore per le attività in Gender Studies and Equal Opportunities – che può riguardare tutti gli aspetti della vita, quelli economici, culturali, della salute. E' necessario normalizzare questa dimensione della vita delle donne, cominciando a chiamare le cose con il loro nome, quindi mestruazioni non “le mie cose” o “il marchese” o quel “periodo del mese” e facendo sentire le donne a loro agio nei luoghi di studio e di lavoro".
L’aspetto ambientale è sottolineato anche da Danila Scalzo e Margherita Capitani, rappresentanti della Comunità studentesca della Commissione di sostenibilità.
“Crediamo molto in questa iniziativa dell’Ateneo – sostengono le due studentesse - i prodotti mestruali monouso adesivi sono mediamente composti per il 90% di plastica, l’utilizzo di un assorbente convenzionale equivale a immettere nell’ambiente circa 2 grammi di plastica non biodegradabile, circa quanto 4 sacchetti della spesa”.
Assorbenti compostabili a disposizione gratis in tre poli, al via sperimentazione
In via sperimentale l’Università di Pisa mette a disposizione della propria comunità alcuni distributori gratuiti di assorbenti compostabili. L’iniziativa promossa dalla Commissione per lo Sviluppo Sostenibile di Ateneo (CoSA) in collaborazione con il Comitato Unico di Garanzia sarà presentata giovedì 21 marzo alle 11 al Polo Piagge (Via Giacomo Matteotti, 11). L’installazione dei distributori è al momento in tre Poli, Piagge, San Rossore 1938 e Fibonacci. L’iniziativa è accompagnata da una campagna per superare lo stigma e il tabù delle mestruazioni in un’ottica di sostenibilità.
“Gli assorbenti che saranno a disposizione in Ateneo sono 100% di cotone organico, senza profumi, compostabili, non contengono plastica o microplastiche, sono senza cloro e ipoallergenici – spiega la professoressa Elisa Giuliani prorettrice per la Sostenibilità e l'Agenda 2030 - I distributori saranno messi negli antibagni e sono gratuiti. Speriamo che la nostra comunità universitaria ne faccia un uso responsabile e consapevole”.
“L’accesso ai prodotti mestruali negli spazi universitari è una questione di riconoscimento di un aspetto fisiologico – sottolinea la professoressa Renata Pepicelli delegata del rettore per le attività in Gender Studies and Equal Opportunities – che può riguardare tutti gli aspetti della vita, quelli economici, culturali, della salute. E' necessario normalizzare questa dimensione della vita delle donne, cominciando a chiamare le cose con il loro nome, quindi mestruazioni non “le mie cose” o “il marchese” o quel “periodo del mese” e facendo sentire le donne a loro agio nei luoghi di studio e di lavoro".
L’aspetto ambientale è sottolineato anche da Danila Scalzo e Margherita Capitani, rappresentanti della Comunità studentesca della Commissione di sostenibilità.
“Crediamo molto in questa iniziativa dell’Ateneo – sostengono le due studentesse - i prodotti mestruali monouso adesivi sono mediamente composti per il 90% di plastica, l’utilizzo di un assorbente convenzionale equivale a immettere nell’ambiente circa 2 grammi di plastica non biodegradabile, circa quanto 4 sacchetti della spesa”.
Calendario di ForDoc - rassegna di recruiting day per dottorandi e dottori di ricerca
Sono aperte le iscrizioni per ForDoc, la rassegna promossa dalla Fondazione Emblema dedicata a chi sta conseguendo o ha conseguito il dottorato di ricerca in una delle università aderenti al programma.
L'iniziativa mira a mettere in contatto questi profili altamente qualificati con aziende che investono in ricerca in Italia.
Il calendario di ForDoc comprende eventi di recruiting, approfondimento, confronto e orientamento al lavoro e all'autoimprenditoria.
Calendario eventi on line
21 marzo - Recruiting Day di Ericcson
4 aprile - Recruiting Day di Esaote
11 aprile - Recruiting Day di Axis
9 maggio - Recruiting Day di Microtec
16 maggio - Recruiting Day di Spindox
23 maggio - Recruiting Day di Infineon
28 maggio - Recruiting Day di Marsilio Editori
29 maggio - Recruiting Day di BASF
30 maggio - Recruiting Day di Garmin
20 giugno - Virtual Fair ForDoc, career day nazionale
19 settembre - Recruiting Day di Intercos
26 settembre - Recruiting Day di CMG Consulting
3 ottobre - Recruiting Day di Istituto Italiano di Tecnologia
8 ottobre - Recruiting Day di STMicroelectronics
10 ottobre - Recruiting Day di RINA
17 ottobre - Recruiting Day di Aenovis
7 novembre - Recruiting Day di CEA Group
14 novembre - Recruiting Day di Add Value
19 novembre - Recruiting Day di StMicroelectronics
21 novembre - Recruiting Day di Generali Italia
26 novembre - Focus 2024 "Il placement dei ricercatori al tempo del PNRR"
28 novembre - Recruiting Day di Uniaudit
10 dicembre - Recruiting Day di Acea
11 dicembre - Recruiting Day di Giuliani Pharma
12 dicembre - Recruiting Day di Aenova Group
Come partecipare
Per partecipare ai singoli eventi è necessario iscriversi sul portale della Borsa del Placement.
L'iniziativa è promossa dalla Fondazione Emblema in collaborazione con il Career Service dell'Università di Pisa.
Per ulteriori informazioni, è possibile contattare Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. .
S-passo al Museo 2024! - Campi pasquali al Museo di Storia Naturale
Il Museo di Storia Naturale, in collaborazione con Feronia Guide Ambientali Aps, organizza "S-passo al Museo 2024!".
Tre giornate all’insegna delle scoperte scientifiche in ciascuna delle quali sarà approfondito un tema ispirato dalle sale e dalle esposizioni del museo.
Micromondo misterioso – 28 marzo 2024
Conoscere il fantastico mondo degli organismi unicellulari, attraverso una suggestiva mostra fotografica e l’opportunità di osservare al microscopio le cellule vive.
La mia camera delle meraviglie – 29 marzo 2024
Un viaggio nel tempo per scoprire l’origine dei musei e nell’occasione di creare la propria “Camera delle Meraviglie”, combinando fantasia e conoscenza.
La natura in gioco – 02 aprile 2024
Una immersione nel divertimento autentico della natura! Per conoscere l’importanza del gioco in natura e imparare a costruire giochi con materiali naturali.
Informazioni:
Orario: dalle 8.30 alle 16.30.
Età: dai 5 anni e mezzo ai 12 anni.
Quota di partecipazione: quota giornaliera € 40,00, quota mezza giornata (8.30 – 12,30,/13.30) € 30,00
La quota non comprende pasti, merende e servizio di trasporto.
Riduzioni e sconti:
Sconto del 10% per i soci Coop, per i figli dei dipendenti dell’Università di Pisa e per fratelli
Riduzione della quota giornaliera di € 3,00 per i residenti nel Comune di Calci.
Gli sconti non sono cumulabili.
Prenotazioni:
Per informazioni e prenotazioni obbligatorie contattare Feronia Guide Ambientali Aps Silvia Asciamprener cell. 333 6602747
Tutte le informazioni al link: https://www.msn.unipi.it/it/eventi/s-passo-al-museo-2024/
Accumulare energia in pochi nanometri. Una tecnologia innovativa dai laboratori Unipi
Una tecnologia innovativa per produrre condensatori robusti, flessibili e a basso costo, capaci di accumulare energia in pochi nanometri e posizionabili su ogni tipo di substrato, anche flessibile. Lo studio del team del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa coordinato da Giuseppe Barillaro (foto) è stato condotto in collaborazione con il Surflay Nanitec GmbH di Berlino e il Dipartimento di Fisica dell’Università di Pisa, ed è stato pubblicato su Advanced Materials, la rivista più prestigiosa nel settore della scienza dei materiali.
“Un condensatore - spiega Giuseppe Barillaro - è in grado di immagazzinare energia in un materiale isolante posto tra due conduttori metallici. La sua capacità aumenta al diminuire dello spessore del materiale isolante.
Il metodo che abbiamo sviluppato ci consente di controllare l’assemblaggio dei condensatori chiamati elettrolitici, cioè quelli che tipicamente usano come materiale isolante un liquido o un gel con un'elevata concentrazione di ioni (detto elettrolita). I condensatori elettrolitici prodotti con il nostro metodo hanno spessore ridotto di almeno cinquanta volte rispetto ai condensatori attuali, mentre una frequenza di funzionamento di almeno cinquanta volte superiore. A differenza degli attuali condensatori elettrolitici, che funzionano per applicazioni a bassa frequenza, come le reti elettriche, i nano-condensatori dell’Università di Pisa possono essere usati per applicazioni a media ed alta frequenza, come per esempio le comunicazioni wireless".
Il processo di produzione individuato dai ricercatori è molto semplice: un substrato metallico sul quale è stata indotta una carica superficiale viene immerso in un liquido contenente un polielettrolita di spessore nanometrico con carica opposta, che quindi si deposita sul metallo. Il substrato può essere poi immerso di nuovo in un altro liquido contenente un polielettrolita con carica opposta alla prima, per formare un altro strato. Il processo è semplicissimo e può essere automatizzato con una macchina che immerge alternativamente il metallo nei due liquidi, il che lo rende anche estremamente economico.
“Il condensatore - conclude Barillaro - è realizzabile su qualunque tipo di substrato, anche su materiali curvi e flessibili, e su aree molto vaste, aprendo la strada a diverse possibili applicazioni in campo di sistemi wearable, automotive, e energy storage. Per esempio, la flessibilità intrinseca dei polielettroliti permetterebbe di usarli all’interno di una pelle elettronica – electronic skin -, come sensori di pressione e/o per immagazzinare energia, ma le potenzialità sono infinite, e in settori che nella nuova rivoluzione industriale del 5.0 assumeranno una rilevanza sempre più marcata.
Il lavoro su materiali innovativi per immagazzinare energia infatti è una delle ricerche condotte nel laboratorio FoReLab del Dipartimento, dedicato allo sviluppo delle tecnologie per industria e società 5.0.
L’Università di Pisa a Didacta, la fiera italiana sull’innovazione della scuola
L’Università di Pisa partecipa a Didacta Italia, la più importante fiera sull’innovazione della scuola che per la prima volta quest’anno ha aperto le porte anche al mondo universitario. L’evento, in programma alla Fortezza da Basso di Firenze dal 20 al 22 marzo, si rivolge a tutti coloro che operano ad ogni livello nel campo dell'istruzione e della formazione: docenti, dirigenti scolastici, direttori dei servizi generali e amministrativi, educatori, formatori, ricercatori, assegnisti, professionisti e imprenditori. Una kermesse di tre giorni per un totale di 1.780 eventi e 400 espositori. L’Ateneo pisano ha uno stand insieme alla Scuola Superiore Sant’Anna e alla Scuola Normale Superiore nello spazio degli Arsenali dove si trovano anche le altre università, il Ministero dell’Università e della Ricerca e la Conferenza dei rettori delle università italiane (CRUI).
Per quanto riguarda le attività in programma, il 20 marzo alle 12.15 i docenti Unipi Filippo Chiarello ed Elettra Stradella saranno protagonisti di un evento dedicato alle opportunità e sfide dell’intelligenza artificiale applicata alla didattica. In un dibattito aperto tra esperti ed esperte provenienti dall’informatica e dalle scienze umane e sociali, si parlerà del futuro della didattica e delle relazioni educative di fronte allo sviluppo dei sistemi di IA, comprese le implicazioni etiche e giuridiche, legate all’uguaglianza e all’accessibilità dell’apprendimento.
“La nostra presenza a Didacta, accanto a una ventina di altri Atenei, è un altro segnale importante dell’impegno di Unipi sul tema, anche in termini di riflessione e innovazione, a livello nazionale. All’indomani dell’istituzione del Teaching Learning Center (TLC) siamo stati contattati direttamente dalla “madrina” di Didacta, Paola Concia, che ha tenuto a coinvolgerci fin dall’inizio nel progetto di apertura della fiera al mondo universitario - ha detto il prorettore alla didattica dell'Università di Pisa Giovanni Paoletti - Oggi tengo a ringraziare i colleghi del TLC, il Cidic e il personale della Direzione didattica che hanno reso possibile questa nostra partecipazione. Invito tutti i colleghi interessati a visitare la fiera e ad assistere al ricco programma di iniziative.”
L’Università di Pisa a Didacta, la fiera italiana sull’innovazione della scuola
L’Università di Pisa partecipa a Didacta Italia, la più importante fiera sull’innovazione della scuola che per la prima volta quest’anno ha aperto le porte anche al mondo universitario. L’evento, in programma alla Fortezza da Basso di Firenze dal 20 al 22 marzo, si rivolge a tutti coloro che operano ad ogni livello nel campo dell'istruzione e della formazione: docenti, dirigenti scolastici, direttori dei servizi generali e amministrativi, educatori, formatori, ricercatori, assegnisti, professionisti e imprenditori. Una kermesse di tre giorni per un totale di 1.780 eventi e 400 espositori. L’Ateneo pisano ha uno stand insieme alla Scuola Superiore Sant’Anna e alla Scuola Normale Superiore nello spazio degli Arsenali dove si trovano anche le altre università, il Ministero dell’Università e della Ricerca e la Conferenza dei rettori delle università italiane (CRUI).
Per quanto riguarda le attività in programma, i docenti Unipi Filippo Chiarello ed Elettra Stradella sono stati protagonisti di un evento dedicato alle opportunità e sfide dell’intelligenza artificiale applicata alla didattica. Fra le altre iniziative e partecipazioni, il professore Claudio Spinelli ha preso parte ad un workshop di approfondimento dal titolo: “ Influenza della tecnologia digitale sul sistema psicofisico nella popolazione giovanile". Era inoltre presente anche il Cidic dell'Ateneo con il suo direttore professore Saulle Panizza protagonista di un evento dedicato al progetto regionale di cui è stato capofila lo scorso anno: "La Costituzione si impara a scuola. Percorsi di formazione per lo sviluppo di strumenti per l’insegnamento trasversale dell’educazione civica".
“La nostra presenza a Didacta, accanto a una ventina di altri Atenei, è un altro segnale importante dell’impegno di Unipi sul tema, anche in termini di riflessione e innovazione, a livello nazionale. All’indomani dell’istituzione del Teaching Learning Center (TLC) siamo stati contattati direttamente dalla “madrina” di Didacta, Paola Concia, che ha tenuto a coinvolgerci fin dall’inizio nel progetto di apertura della fiera al mondo universitario - ha detto il prorettore alla didattica dell'Università di Pisa Giovanni Paoletti - Oggi tengo a ringraziare i colleghi del TLC, il Cidic e il personale della Direzione didattica che hanno reso possibile questa nostra partecipazione. Invito tutti i colleghi interessati a visitare la fiera e ad assistere al ricco programma di iniziative.”
Accumulare energia in pochi nanometri. Una tecnologia innovativa dai laboratori Unipi
Una tecnologia innovativa per produrre condensatori robusti, flessibili e a basso costo, capaci di accumulare energia in pochi nanometri e posizionabili su ogni tipo di substrato, anche flessibile. Lo studio del team del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa coordinato da Giuseppe Barillaro (foto) è stato condotto in collaborazione con il Surflay Nanitec GmbH di Berlino e il Dipartimento di Fisica dell’Università di Pisa, ed è stato pubblicato su Advanced Materials, la rivista più prestigiosa nel settore della scienza dei materiali.
“Un condensatore - spiega Giuseppe Barillaro - è in grado di immagazzinare energia in un materiale isolante posto tra due conduttori metallici. La sua capacità aumenta al diminuire dello spessore del materiale isolante.
Il metodo che abbiamo sviluppato ci consente di controllare l’assemblaggio dei condensatori chiamati elettrolitici, cioè quelli che tipicamente usano come materiale isolante un liquido o un gel con un'elevata concentrazione di ioni (detto elettrolita). I condensatori elettrolitici prodotti con il nostro metodo hanno spessore ridotto di almeno cinquanta volte rispetto ai condensatori attuali, mentre una frequenza di funzionamento di almeno cinquanta volte superiore. A differenza degli attuali condensatori elettrolitici, che funzionano per applicazioni a bassa frequenza, come le reti elettriche, i nano-condensatori dell’Università di Pisa possono essere usati per applicazioni a media ed alta frequenza, come per esempio le comunicazioni wireless".
Il processo di produzione individuato dai ricercatori è molto semplice: un substrato metallico sul quale è stata indotta una carica superficiale viene immerso in un liquido contenente un polielettrolita di spessore nanometrico con carica opposta, che quindi si deposita sul metallo. Il substrato può essere poi immerso di nuovo in un altro liquido contenente un polielettrolita con carica opposta alla prima, per formare un altro strato. Il processo è semplicissimo e può essere automatizzato con una macchina che immerge alternativamente il metallo nei due liquidi, il che lo rende anche estremamente economico.
“Il condensatore - conclude Barillaro - è realizzabile su qualunque tipo di substrato, anche su materiali curvi e flessibili, e su aree molto vaste, aprendo la strada a diverse possibili applicazioni in campo di sistemi wearable, automotive, e energy storage. Per esempio, la flessibilità intrinseca dei polielettroliti permetterebbe di usarli all’interno di una pelle elettronica – electronic skin -, come sensori di pressione e/o per immagazzinare energia, ma le potenzialità sono infinite, e in settori che nella nuova rivoluzione industriale del 5.0 assumeranno una rilevanza sempre più marcata.
Il lavoro su materiali innovativi per immagazzinare energia infatti è una delle ricerche condotte nel laboratorio FoReLab del Dipartimento, dedicato allo sviluppo delle tecnologie per industria e società 5.0.