Un master per creare la figura dell'esperto in sicurezza
È stato presentato lunedì 28 settembre il master di secondo livello in "Management in sicurezza nei luoghi di lavoro e valutazione dei rischi (esperto in sicurezza)", una novità nell'offerta formativa dell'Ateneo che nasce con la collaborazione dell'INAIL, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, della Regione Toscana, del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, del Consiglio Nazionale delle Ricerche e dell'Azienda Unità Sanitaria Locale n. 5 di Pisa. Programmi e obiettivi del nuovo corso sono stati illustrati dal prorettore alla Didattica, Paolo Mancarella, dal presidente della Scuola di Ingegneria, Massimo Ceraolo, dal direttore del dipartimento di Ingegneria dell'Energia, dei Sistemi, del Territorio e delle Costruzioni, Marco Raugi, e dal direttore del master, Giuseppe Bellandi.
La nascita del corso è motivata dalla richiesta sempre maggiore di personale qualificato nel settore della sicurezza civile e industriale e dalla necessità di fronteggiare il fenomeno infortunistico sul territorio nazionale. Tra le finalità del master vi è anche quella di costituire un Centro di eccellenza per la formazione superiore nel campo disciplinare della sicurezza nei luoghi di lavoro con lo scopo di promuovere e coordinare studi e ricerche nel campo della sicurezza civile e industriale capaci di incentivare la collaborazione fra i diversi soggetti e favorire sinergie fra competenze diverse che concorrano alla ideazione, concezione e sviluppo di progetti e iniziative scientifiche, favorendo così lo scambio di informazioni ed esperienze atte a promuovere una fattiva collaborazione interdisciplinare nel predetto ambito culturale.
Il master si propone di formare la figura professionale di "Esperto in Sicurezza" (Safety Manager), da impiegare in variegati contesti produttivi pubblici e privati, dotato di capacità professionale specifica sui temi di sicurezza nei luoghi di lavoro al fine di elaborare, analizzare e implementare soluzioni funzionali alla mitigazione del fenomeno infortunistico, per progettare e gestire un sistema di sicurezza all'interno di aziende, svolgere i compiti di responsabile del servizio di prevenzione e protezione e di coordinatore per la sicurezza nei cantieri temporanei e mobili.Alcune figure di riferimento sul mercato del lavoro sono: il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, gli Addetti al predetto servizio, il Coordinatore per la Progettazione e l'Esecuzione dei Lavori nell'ambito dei cantieri temporanei e mobili, il Responsabile del Sistema di Gestione della Sicurezza, il Consulente in Sistemi di Gestione della Sicurezza. Il master abilita alle mansioni di Coordinatore nei cantieri edili e RSPP/ASPP. Il Master è altresì finalizzato al mantenimento dell'iscrizione negli elenchi di cui art. 7 D.M. 05/08/2011 (Aggiornamento antincendio) e al mantenimento dell'abilitazione per l'attività di CSP e CSE, Allegato XIV del D. Lgs. 81/08 (aggiornamento sic. cantieri).
I destinatari sono giovani laureati di secondo livello: Lauree Magistrali, Specialistiche, Vecchio ordinamento in Ingegneria, Architettura, Scienze delle Professioni Sanitarie.
Il master è di durata annuale e prevede 1500 ore articolate in lezioni frontali, attività di studio e preparazione individuale, stage ed elaborato finale. All'insieme delle attività formative previste, corrisponde l'acquisizione da parte degli iscritti di 60 crediti formativi universitari. Le lezioni inizieranno il 27 novembre 2015 e termineranno a ottobre 2016. Il numero di posti a disposizione è limitato a 20. Sono previsti anche 10 uditori. Il costo di iscrizione è di 4.000,00 euro e sono previste 16 borse di studio offerte da INAIL con copertura parziale o addirittura totale dei costi d'iscrizione. Le iscrizioni sono aperte; è possibile presentare domanda fino al 26 ottobre 2015.
Per le modalità di partecipazione consultare il bando sul sito ateneo: http://www.unipi.it/index.php/master/master/2225
Maggiori informazioni sono sul sito del master: www.mastersicurezzaunipi.it
Il master è diretto dal professor Giuseppe Bellandi e coordinato dal dottor Nicola Marotta. Il Consiglio scientifico è composto, oltre che dal direttore, dai professori Antonio Aiello, Marco Carcassi, Massimo Ceraolo, Fabio Fantozzi, Marco Giannini, Diego Lo Presti, Pierpaolo Privitera, e inoltre dal dottor Giovanni Asaro, direttore regionale INAIL, e dal dottor Ottavio Zirilli, Direttore Tecnico dell'Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di PISA.
Ne hanno parlato:
Tirreno Pisa
Nazione Pisa
InToscana.it
PisaToday.it
PisaInformaFlash.it
TirrenoPisa.it
Walk-man protagonista in Piazza dei Miracoli
Dopo le superstar Will Smith, Katy Perry e Kobe Bryant, è toccato a Walk-man farsi fotografare in Piazza dei Miracoli a Pisa, riproponendo, grazie al sofisticato sistema Softhand che ispira il movimento dei suoi arti superiori, la celebre illusione ottica delle mani che sembrano sorreggere la Torre Pendente. L'esibizione del robot, finanziato dalla Commissione Europea e realizzato dall'Istituto Italiano di Tecnologia di Genova in collaborazione con il Centro di Ricerca "Piaggio" dell'Università di Pisa, ha rappresentato un'eccezionale anteprima di "Bright 2015. La Notte dei Ricercatori in Toscana", la manifestazione che animerà il pomeriggio e la serata di venerdì 25 settembre a Pisa e in diverse altre città della Toscana.
Nella dimostrazione pisana, Walk-man è stato guidato da alcuni ricercatori del Centro "Piaggio" e dell'Istituto Italiano di Tecnologia, oltre che dal professor Antonio Bicchi, docente di Robotica dell'Ateneo pisano e co-coordinatore scientifico del progetto, e da Nikolaos Tsagarakis, co-coordinatore scientifico dell'Istituto Italiano di Tecnologia. Montato a tempo di record di fronte al Museo delle Sinopie, ha prima salutato le centinaia di turisti e di curiosi che erano presenti in Piazza dei Miracoli e poi provato alcuni "scatti" con la Torre sullo sfondo. "È stato emozionante vedere un prodotto avanzato della moderna tecnologia italiana - ha detto il professor Bicchi - muoversi in una delle Piazze che meglio illustrano la storia, la genialità e la capacità creativa del nostro Paese nel mondo". E ha poi spiegato: "le abilità del robot discendono dalla forma umanoide, necessaria per un robot che in futuro dovrà convivere con gli uomini e adattarsi ai loro ambienti. Le mani, per esempio, sono uno sviluppo della Pisa/IIT SoftHand, basata su un disegno e un principio di funzionamento simile a quello di una mano umana".
Walk-man è alto un metro e 85 centimetri e pesa 100 chili, ed è stato costruito in soli dieci mesi. È munito di batteria che gli permette di avere un'autonomia di oltre un'ora ed è in grado di camminare, guidare un'auto tipo Ranger, aprire porte, utilizzare strumenti di lavoro come un trapano, chiudere e aprire una valvola industriale. Il robot è infatti dotato di alcune caratteristiche uniche: il movimento elastico dei giunti che gli permettono di avere un movimento fluido e sicuro nell'interazione con l'uomo e con l'ambiente; un ridotto consumo d'energia; leggerezza delle gambe prive di motori lungo la parte bassa; versatilità e destrezza nella manipolazione.
Il busto è in grado di ruotare di 180 gradi, facilitando così la manipolazione degli oggetti in ogni direzione intorno al robot, mentre le braccia possono ruotare all'indietro facilitando le azioni dietro la schiena. Il suo design consente di unire robustezza e flessibilità. È realizzato in Ergal (90%), titanio (8%) ferro e plastica.
Unici a livello tecnologico sono i 33 motori compatti - brevetto Istituto Italiano di Tecnologia - che lo muovono. Si tratta di motori che integrano in un unico modulo "click-on" sensori di coppia, forza e posizione e schede di controllo, in un volume che è circa 1/5 di un motore motociclistico. La potenza è da vera Formula 1: il motore da 2.8 KW è infatti in grado di erogare fino a 250 Newton per metro.
Ideato per svolgere funzioni tra loro molto diverse, per far fronte a diversi ipotetici scenari potenzialmente pericolosi per l'uomo, Walk-man nello scorso giugno ha rappresentato l'Italia e l'Europa al DARPA Robotics Challenge, la più importante competizione mondiale di robotica umanoide.
Ne hanno parlato:
L'Arena
Corriere Fiorentino
Tirreno Pisa
Nazione Pisa
Ansa.it
Repubblica.it
LaStampa.it
IlSecoloXIX.it
InToscana.it
PisaToday.it
PisaInformaFlash.it
NazionePisa.it
TirrenoPisa.it
GoNews.it
I geni che aiutano nella cura del tumore alla prostata
Una ricerca tutta italiana e interamente finanziata dall'Università di Pisa ha individuato i profili genetici con un valore prognostico favorevole nella cura del tumore alla prostata. Lo studio, durato quattro anni e condotto presso il dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell'Università di Pisa in collaborazione con l'Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana, l'Ospedale di Pontedera e l'IRCCS-CROB Centro di Riferimento Oncologico della Basilicata, è stato appena pubblicato sulla rivista "Oncotarget".
"Il carcinoma della prostata è ancora una delle principali cause di morbilità e mortalità nei paesi sviluppati, e il numero previsto di casi di questo tipo di cancro nei prossimi 15 anni aumenterà di più del 20%. - hanno spiegato Anna Solini e Guido Bocci dell'Ateneo pisano - La scoperta di biomarcatori in grado di identificare i pazienti con la prognosi migliore risulta quindi molto utile per meglio definire il corretto approccio terapeutico nel trattamento di questa malattia".
I ricercatori hanno applicato un nuovo tipo di analisi dei risultati e cioè la survival dimensionality reduction methodology (SDR) che ha portato all'identificazione di un particolare profilo genetico (costituito dalla combinazione di genotipi del vascular endothelial growth factor receptor-2 e del recettore ionotropico purinergico P2X7) che risulta associato ad una maggiore sopravvivenza globale (126 mesi rispetto a 66). Sottoposti a questo screening non invasivo, i pazienti con prognosi sfavorevole potrebbero così beneficiare fin dall'inizio di trattamenti con farmaci innovativi e, d'altra parte, chi ha buona prognosi potrebbe optare per un trattamento meno aggressivo tra le opzioni terapeutiche disponibili.
Lo studio, finanziato con il "Bando Ricercatori 2011" dell'ex Facoltà di Medicina e Chirurgia, è disponibile anche in versione open access, accogliendo le recenti indicazioni dell'Ateneo in merito. Il gruppo al completo che ha realizzato la ricerca è composto da Anna Solini, Paola Orlandi, Chiara Rossi, Teresa Di Desidero, Anna Fioravanti, Romano Danesi e Guido Bocci del dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell'Università di Pisa; da Vittorio Simeon dell'IRCCS-CROB, Centro di Riferimento Oncologico della Basilicata; da Lisa Derosa, Andrea Fontana, Luca Galli e Alfredo Falcone dell'Unità Operativa di Oncologia 2 dell'Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana; da Sara Lucchesi, Luigi Coltelli, Laura Ginocchi e Giacomo Allegrini dell'Unità Operativa di Oncologia dell'Ospedale di Pontedera.
I geni che aiutano nella cura del tumore alla prostata
Una ricerca tutta italiana e interamente finanziata dall'Università di Pisa ha individuato i profili genetici con un valore prognostico favorevole nella cura del tumore alla prostata. Lo studio, durato quattro anni e condotto presso il dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell'Università di Pisa in collaborazione con l'Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana, l'Ospedale di Pontedera e l'IRCCS-CROB Centro di Riferimento Oncologico della Basilicata, è stato appena pubblicato sulla rivista "Oncotarget".
"Il carcinoma della prostata è ancora una delle principali cause di morbilità e mortalità nei paesi sviluppati, e il numero previsto di casi di questo tipo di cancro nei prossimi 15 anni aumenterà di più del 20%. - hanno spiegato Anna Solini e Guido Bocci dell'Ateneo pisano - La scoperta di biomarcatori in grado di identificare i pazienti con la prognosi migliore risulta quindi molto utile per meglio definire il corretto approccio terapeutico nel trattamento di questa malattia".
I ricercatori hanno applicato un nuovo tipo di analisi dei risultati e cioè la survival dimensionality reduction methodology (SDR) che ha portato all'identificazione di un particolare profilo genetico (costituito dalla combinazione di genotipi del vascular endothelial growth factor receptor-2 e del recettore ionotropico purinergico P2X7) che risulta associato ad una maggiore sopravvivenza globale (126 mesi rispetto a 66). Sottoposti a questo screening non invasivo, i pazienti con prognosi sfavorevole potrebbero così beneficiare fin dall'inizio di trattamenti con farmaci innovativi e, d'altra parte, chi ha buona prognosi potrebbe optare per un trattamento meno aggressivo tra le opzioni terapeutiche disponibili.
Lo studio, finanziato con il "Bando Ricercatori 2011" dell'ex Facoltà di Medicina e Chirurgia, è disponibile anche in versione open access (https://arpi.unipi.it/), accogliendo le recenti indicazioni dell'Ateneo in merito. Il gruppo al completo che ha realizzato la ricerca è composto da Anna Solini, Paola Orlandi, Chiara Rossi, Teresa Di Desidero, Anna Fioravanti, Romano Danesi e Guido Bocci del dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell'Università di Pisa; da Vittorio Simeon dell'IRCCS-CROB, Centro di Riferimento Oncologico della Basilicata; da Lisa Derosa, Andrea Fontana, Luca Galli e Alfredo Falcone dell'Unità Operativa di Oncologia 2 dell'Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana; da Sara Lucchesi, Luigi Coltelli, Laura Ginocchi e Giacomo Allegrini dell'Unità Operativa di Oncologia dell'Ospedale di Pontedera.
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Riferimenti all'articolo scientifico:
http://www.impactjournals.com/oncotarget/index.php?journal=oncotarget&page=article&op=view&path[]=4926
Titolo: Genetic interaction of P2X7 receptor and VEGFR-2 polymorphisms identifies a favorable prognostic profile in prostate cancer patients
Autori: Anna Solini1, Vittorio Simeon2, Lisa Derosa3, Paola Orlandi1, Chiara Rossi1, Andrea Fontana3, Luca Galli3, Teresa Di Desidero1, Anna Fioravanti1, Sara Lucchesi4, Luigi Coltelli4, Laura Ginocchi4, Giacomo Allegrini4, Romano Danesi1, Alfredo Falcone3, Guido Bocci1
Affiliazioni: 1Department of Clinical and Experimental Medicine, University of Pisa, Pisa, Italy, 2 Laboratory of Pre-clinical and Translational Research, IRCCS - CROB Referral Cancer Center of Basilicata, Rionero in Vulture, Potenza, Italy, 3Oncology Unit 2, University Hospital of Pisa, Pisa, Italy, 4Division of Medical Oncology, Pontedera Hospital, Azienda USL of Pisa, Pontedera, Italy
Rivista: Oncotarget
Dottorando in Fisica primo autore di un articolo su 'Nature Communications'
Riccardo Faoro, giovane dottorando in Fisica in cotetula tra l'Université Paris-Sud-11, Orsay e l'Università di Pisa, è primo autore di un articolo appena pubblicato sulla prestigiosa rivista "Nature Communications". Faoro ha svolto la sua tesi di dottorato come fellow del progetto europeo Cooperativity in Highly Excited Rydberg Ensembles — Control and Entanglement (COHERENCE) a cui partecipano i due gruppi di ricerca di Orsay, coordinato da Pierre Pillet, e Pisa, coordinato da Ennio Arimondo, autori anch'essi dell'articolo. COHERENCE è un 'Marie Curie Initial Training Network' focalizzato sulla creazione e manipolazione di atomi di Rydberg e sulle loro applicazioni.
L'articolo, intitolato "Borromean three-body FRET in frozen Rydberg gases", riporta un risultato importante sul processo fisico conosciuto come 'Förster resonance energy transfer' (FRET). Nel FRET quando due molecole, o più in generale due sistemi quantistici, si avvicinano a distanze nanometriche e una delle due (donore) è in uno stato elettronico eccitato, l'energia di eccitazione può trasferirsi all'altra molecola (accettore) se i loro livelli energetici sono vicini. Le applicazioni del FRET più sensazionali si sono avute in bioscienze, riconosciute nel 2008 con il premio Nobel in Chimica.
I ricercatori hanno mostrato che il processo FRET può avvenire anche se 'donore' e 'accettore' non hanno livelli vicini in energia. L'esperimento ha mostrato che si può supplire a questa mancanza utilizzando un terzo corpo, (atomo, molecola o altro sistema quantistico) che agisce come 'spettatore'. Alla fine del processo il terzo corpo si trova nel suo stato iniziale, ma con la sua presenza ristabilisce l'efficienza di un processo altrimenti poco probabile. Il meccanismo è chiamato Borromeano perché nel FRET a tre corpi le interazioni fra donore, accettore e spettatore sono interconnesse come i tre anelli del simbolo della famiglia di Francesco Sforza a Milano. Spezzando uno dei tre anelli Borromeani anche gli altri due si separano. Così pure senza la presenza e l'interazione dello spettatore il processo di FRET non avviene
Nel caso della ricerca pubblicata non vengono studiate molecole di interesse biologico, ma atomi di cesio preparati in particolari stati eccitati (di Rydberg). Si tratta di simulazione quantistica, un campo di indagine di vasto interesse al livello mondiale, che si basa sulla universalità delle leggi della fisica. Un processo di natura fondamentale come il FRET può infatti essere verificato su un qualunque sistema quantistico. Atomi di cesio in cui l'elettrone esterno è eccitato a livelli di energia elevati subiscono le stesse forti interazioni interatomiche di molecole biologiche. La varietà di stati atomici accessibili e la loro precisa preparazione attraverso tecniche laser permette di simulare condizioni quantistiche estremamente diverse e verificare la correttezza di previsioni teoriche.
I risultati della ricerca avranno ricadute sia nel campo delle applicazioni, sia nella ricerca fondamentale. Come estensione dell'attuale FRET, la tecnica dei tre corpi permette di ampliare le sue applicazioni a condizioni in cui il processo viene condizionato dalla presenza di un opportuno spettatore, quindi aumentando la risoluzione dell'indagine. Per la ricerca fondamentale si tratta di un nuovo strumento basato su eccitazione laser per la preparazione selettiva, e condizionata, di un qualunque oggetto quantistico, atomo, molecola, nanoparticella, etc.
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Didascalia foto: da destra Riccardo Faoro, Patrick Cheinet, Pierre Pillet e in alto Ennio Arimondo
Seminario sul progetto ATENE
Venerdì 25 settembre, dalle 8.45 alle 13.00, nell'aula Magna Pacinotti della Scuola di Ingegneria dell'Università di Pisa in largo Lucio Lazzarino, si terrà un seminario sulle attività svolte nell'ambito del progetto ATENE (Advanced Technologies for Energy Efficiency). Nel seminario saranno presentati i principali risultati tecnico-scientifici conseguiti dai partner pisani, il Dipartimento di Ingegneria Civile e Industriale (DICI) dell'Ateneo pisano e AM Testing srl. Il progetto, di cui è capofila GE Oil & Gas – Nuovo Pignone, è cofinanziato dalla Regione Toscana. ATENE rappresenta un passo verso la creazione, in Toscana, di un network di ricerca stabile e ramificato per lo sviluppo di know-how diffuso in settori tecnologici chiave e ad elevata specializzazione.
Giovane dottorando in Fisica primo autore di un articolo pubblicato su 'Nature Communications'
Riccardo Faoro, giovane dottorando in Fisica in cotetula tra l'Université Paris-Sud-11, Orsay e l'Università di Pisa, è primo autore di un articolo appena pubblicato sulla prestigiosa rivista "Nature Communications". Faoro ha svolto la sua tesi di dottorato come fellow del progetto europeo Cooperativity in Highly Excited Rydberg Ensembles — Control and Entanglement (COHERENCE) a cui partecipano i due gruppi di ricerca di Orsay, coordinato da Pierre Pillet, e Pisa, coordinato da Ennio Arimondo, autori anch'essi dell'articolo. COHERENCE è un 'Marie Curie Initial Training Network' focalizzato sulla creazione e manipolazione di atomi di Rydberg e sulle loro applicazioni.
L'articolo, intitolato "Borromean three-body FRET in frozen Rydberg gases", riporta un risultato importante sul processo fisico conosciuto come 'Förster resonance energy transfer' (FRET). Nel FRET quando due molecole, o più in generale due sistemi quantistici, si avvicinano a distanze nanometriche e una delle due (donore) è in uno stato elettronico eccitato, l'energia di eccitazione può trasferirsi all'altra molecola (accettore) se i loro livelli energetici sono vicini. Le applicazioni del FRET più sensazionali si sono avute in bioscienze, riconosciute nel 2008 con il premio Nobel in Chimica.
I ricercatori hanno mostrato che il processo FRET può avvenire anche se 'donore' e 'accettore' non hanno livelli vicini in energia. L'esperimento ha mostrato che si può supplire a questa mancanza utilizzando un terzo corpo, (atomo, molecola o altro sistema quantistico) che agisce come 'spettatore'. Alla fine del processo il terzo corpo si trova nel suo stato iniziale, ma con la sua presenza ristabilisce l'efficienza di un processo altrimenti poco probabile. Il meccanismo è chiamato Borromeano perché nel FRET a tre corpi le interazioni fra donore, accettore e spettatore sono interconnesse come i tre anelli del simbolo della famiglia di Francesco Sforza a Milano. Spezzando uno dei tre anelli Borromeani anche gli altri due si separano. Così pure senza la presenza e l'interazione dello spettatore il processo di FRET non avviene
Nel caso della ricerca pubblicata non vengono studiate molecole di interesse biologico, ma atomi di cesio preparati in particolari stati eccitati (di Rydberg). Si tratta di simulazione quantistica, un campo di indagine di vasto interesse al livello mondiale, che si basa sulla universalità delle leggi della fisica. Un processo di natura fondamentale come il FRET può infatti essere verificato su un qualunque sistema quantistico. Atomi di cesio in cui l'elettrone esterno è eccitato a livelli di energia elevati subiscono le stesse forti interazioni interatomiche di molecole biologiche. La varietà di stati atomici accessibili e la loro precisa preparazione attraverso tecniche laser permette di simulare condizioni quantistiche estremamente diverse e verificare la correttezza di previsioni teoriche.
I risultati della ricerca avranno ricadute sia nel campo delle applicazioni, sia nella ricerca fondamentale. Come estensione dell'attuale FRET, la tecnica dei tre corpi permette di ampliare le sue applicazioni a condizioni in cui il processo viene condizionato dalla presenza di un opportuno spettatore, quindi aumentando la risoluzione dell'indagine. Per la ricerca fondamentale si tratta di un nuovo strumento basato su eccitazione laser per la preparazione selettiva, e condizionata, di un qualunque oggetto quantistico, atomo, molecola, nanoparticella, etc.
Parte il tutorato alla pari, nuovo servizio dell'Università di Pisa
Con l'inizio dell'anno accademico, parte all'Università di Pisa il nuovo servizio del tutorato alla pari, che mira a fornire figure di supporto per tutte le esigenze e le problematiche degli studenti. Inizialmente, il servizio sarà attivato in forma sperimentale nei quattro dipartimenti di Civiltà e Forme del Sapere, di Chimica e Chimica industriale, di Matematica e di Economia e Management, con la prospettiva di arrivare a coprire una decina di dipartimenti entro la fine dell'anno e poi di estenderlo progressivamente alla totalità delle strutture.
I tutor alla pari sono un gruppo di studenti senior, che metteranno la loro preparazione ed esperienza a disposizione dei colleghi dello stesso dipartimento. Essi avranno tra i loro compiti quelli di agevolare i contatti con docenti e uffici, di facilitare la soluzione delle diverse problematiche che possono ostacolare il percorso universitario e di svolgere la funzione di mediazione verso gli uffici competenti per i casi più complessi. Dovranno saper accogliere gli studenti, in particolare quelli iscritti al primo anno, e fare da primo filtro per guidare i colleghi verso gli sportelli e i servizi più adeguati, permettendo così un pieno inserimento nel contesto universitario e una migliore fruizione delle opportunità di crescita professionale e personale.
Coordinato dal Servizio di ascolto e consulenza dell'Ateneo, il progetto ha la peculiarità di reclutare i tutor attraverso specifici bandi di selezione e di fornire loro un'accurata formazione di base, con incontri dedicati alla didattica e ai servizi per gli studenti, ma anche agli aspetti comunicativi e relazionali, oltre che all'organizzazione dello specifico dipartimento cui appartengono. La loro attività si svolgerà sotto la supervisione degli psicologi afferenti al Servizio di ascolto e consulenza e in stretta collaborazione sia con i docenti referenti per l'orientamento che con il personale delle segreterie didattiche. La logica del lavoro di gruppo permetterà, inoltre, una costante condivisione di idee, informazioni e buone prassi.
"Con il progetto del Tutorato alla pari - ha sottolineato la professoressa Rosalba Tognetti, prorettore per gli Studenti - vogliamo agevolare il percorso formativo dei nostri studenti, soprattutto di quelli che presentano aspetti di debolezza, e nello stesso tempo vogliamo prevenire i fenomeni dell'abbandono e dell'inattività, cercando da subito di facilitare l'inserimento delle matricole e la loro integrazione nel contesto universitario. È molto importante che a svolgere questi servizi siano altri studenti dello stesso dipartimento, adeguatamente formati e preparati ad affrontare le diverse problematiche che possono rallentare o bloccare le carriere universitarie".
Il servizio del Tutorato alla pari è già stato presentato - o sarà presentato a breve -agli studenti dei quattro dipartimenti in occasione del benvenuto alle matricole. Le informazioni su sedi e orari degli Sportelli saranno pubblicate direttamente sui siti dei dipartimenti.
Il rettore Massimo Augello ha incontrato il presidente di Na-Sa, principale società pubblica argentina del settore energetico
Negli scorsi giorni il rettore Massimo Augello ha ricevuto la visita del presidente di Nucleoeléctrica Argentina SA, Luis Antunez, che ha approfittato di un impegno istituzionale in Europa per salutare personalmente il professor Augello. All'incontro hanno partecipato anche il professor Francesco D'Auria, responsabile scientifico per l'Ateneo dei contratti con NA-SA, l'ingegner Oscar Mazzantini, responsabile della sicurezza delle centrali nucleari in Argentina, e il dottor Simone Sbrana Santochi, project manager del gruppo di ricerca nucleare che ha collaborato con NA-SA al sito di San Piero a Grado.
NA-SA, principale società pubblica argentina del settore energetico, ha sviluppato con l'Ateneo pisano una collaborazione pluriennale e molto apprezzata, che ha coinvolto numerosi docenti ed esperti internazionali e che ha permesso di affrontare e approfondire con successo alcuni ambiti tecnologici relativi alla sicurezza della centrale nucleare di Atucha-2, gestita da NA-SA in Argentina. Proprio nello scorso luglio sono stati presentati i risultati dei progetti di ricerca realizzati in collaborazione tra i due enti. Durante l'incontro tra il rettore e il presidente di NA-Sa c'è stato il comune auspicio che tale collaborazione possa presto approdare a nuove e importanti iniziative.
Anche a Pisa la Notte dei ricercatori è… BRIGHT!
Venerdì 25 settembre la notte in Toscana si illumina con la ricerca e, in contemporanea con Firenze e Siena, Pisa celebra i suoi scienziati e i suoi studiosi con un ricco calendario di iniziative all'insegna della divulgazione e del divertimento. "BRIGHT - La Notte dei ricercatori in Toscana" è promossa da Università di Pisa, Scuola Normale Superiore, Scuola Superiore Sant'Anna, CNR, INFN, INGV, IMT, EGO-Virgo, insieme alle Università di Firenze, Siena e Stranieri di Siena, ed è parte della "Notte europea dei ricercatori" promossa ormai da 10 anni dalla Commissione Europea in circa 300 città di 24 paesi d'Europa. Incontri, esperimenti, caffè della scienza, visite ai laboratori, mostre fotografiche, una rassegna di film ospitata al Cinema Arsenale sono solo alcune delle proposte che animeranno la città della Torre, insieme a Lucca e Cascina.
Il programma di BRIGHT è stato presentato lunedì 21 settembre al rettorato dell'Università di Pisa, che per il terzo anno consecutivo è capofila della manifestazione in tutta la Toscana. Oltre alla professoressa Katherine Isaacs, coordinatrice regionale dell'evento e docente dell'Università di Pisa, sono intervenuti i rappresentanti di tutti gli Enti e i centri di ricerca coinvolti: il professor Andrea Ferrara della Scuola Normale, il professor Vincenzo Lionetti dell'Istituto di Scienze della Vita della Scuola Sant'Anna, Domenico Laforenza, presidente dell'Area della Ricerca del CNR di Pisa, Gilberto Saccorotti, direttore della Sezione di Pisa dell'INGV, Michele Viviani, dell'INFN sezione di Pisa, Elena Cuoco, responsabile della comunicazione di Virgo/EGO.
"BRIGHT 2015 è stato pensato come un evento corale, una notte in cui i ricercatori della Toscana incontrano i giovani, gli studenti e i cittadini per presentare i frutti del loro lavoro quotidiano – ha spiegato Katherine Isaacs – A partire dalle ore 16, a Pisa i protagonisti mostreranno le loro ricerche in stand allestiti in Largo Ciro Menotti, mentre tutte le altre iniziative si distribuiranno alla Scuola Normale e in Piazza dei Cavalieri, nel Chiostro della Scuola Sant'Anna, nell'area CNR di San Cataldo, al dipartimento di Chimica in via Moruzzi, all'INGV in via della Faggiola e in Largo Pontecorvo nella sede dell'INFN".
Nel corso della giornata si alterneranno numerose visite a laboratori mentre, con gli "Aperitivi della ricerca" e "Librerie e scienza" ospitati nei bar e nelle librerie del centro il pubblico potrà confrontarsi da vicino con i ricercatori in un clima informale. BRIGHT offrirà molto anche ai bambini, con attività pensate appositamente per loro agli stand della ricerca, nei laboratori e nelle piazze. Numerose iniziative sono promosse dall'IMT a Lucca nel Complesso di San Francesco e al Museo di Villa Guinigi e dall'Osservatorio Gravitazionale Europeo (EGO) a Cascina.
Con la collaborazione del Cinema Arsenale, BRIGHT parlerà dei ricercatori anche attraverso il cinema, con una maratona di proiezioni a ingresso gratuito in programma dalle 20.30 alle 2 di notte, dal titolo "Geniali, brillanti e... un po' squinternati", e un brindisi di intermezzo. Il ciclo proseguirà poi tutto il mese di settembre e fino al 14 ottobre.