È possibile fare vera filosofia con le nuove tecnologie?
Twitter e la filosofia (Edizioni Ets, 2015) è l'ultimo libro di Adriano Fabris, professore di Filosofia morale dell'Università di Pisa ed esperto di etica della comunicazione. Anticipiamo qui la prefazione del volume e la domanda da cui parte l'autore: "Oggi, è possibile fare filosofia, vera filosofia, anche attraverso le nuove tecnologie?".
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A scanso di ogni equivoco, questo è un testo di filosofia. È un testo, certamente: che vuol essere tale, a prescindere dal supporto, cartaceo o elettronico, che viene usato per la sua diffusione. Vedremo più avanti perché sottolineo questo aspetto. Ed è un testo di filosofia. Magari, come in questo caso, si tratta di una filosofia che si confronta con la comunicazione – e con le forme di comunicazione più recenti e trendy –, ma in cui le vecchie tematiche, dibattute per secoli con più o meno successo, tornano comunque a riproporsi. Mi spiace dunque per chi, forse attratto dal titolo, si aspetta qualcosa d'altro.
Il titolo fa riferimento a un Social Network oggi abbastanza diffuso: Twitter. Più precisamente ciò che qui interessa è uno specifico prodotto culturale, costituito dal mondo delle interazioni brevi e dei "cinguettii" in rete. Interessa non certo perché si vuol concedere qualcosa alla moda del momento, ma perché Twitter offre una forma di espressione attraverso la quale, fra altre cose, si può fare, ed effettivamente si fa, anche filosofia. Oltre a tante altre esperienze interattive: sociali, politiche, di marketing. Il problema, qui, è di vedere che tipo di filosofia viene fatta in questa forma e quali possono essere le ulteriori opportunità che questo Social Network può aprire a un'attività filosofica.
Il testo che presento è il punto d'arrivo e l'approfondimento di un'esperienza che ho condotto in rete per un certo tempo. Ma è anche l'esito di un confronto con le riflessioni – non moltissime, in verità – che su Twitter sono state sviluppate negli ultimi anni. Twitter è un Social Network giovane, così come altri anche più diffusi, e certo non sappiamo quanta vita ancora avrà. C'è sempre il rischio, infatti, di una rapida obsolescenza di tutti questi ambienti dell'Internet: si pensi per esempio all'ascesa e al declino di MySpace e di Second Life. Si pensi alla velocità con cui Facebook si è diffuso per il mondo, "cannibalizzando" i Social Network preesistenti. Tutto ciò non impedisce comunque di riflettere su alcuni aspetti che proprio l'attuale struttura di Twitter, messa a confronto con l'intenzione di far filosofia attraverso di essa, consente di mettere in luce. È quello che faremo nelle prossime pagine.
Lo scopo è non solo quello di far emergere potenzialità e limiti, in parte già noti, di Twitter, ma di verificare anche la capacità, proprio grazie a quest'analisi, di condurre un'indagine filosofica che sia all'altezza del tempo in cui viene intrapresa e degli strumenti attraverso i quali può esprimersi. Ciò che interessa è capire questo tempo e questi strumenti, fuoriuscire dall'acquiescenza alla mentalità comune e alle sue categorie, esercitare quel diritto di critica che la filosofia si è sempre riservata, anche e soprattutto nei confronti di ciò che sembra inevitabile. Ma insieme interessa anche, in una sorta d'immediata retroazione, comprendere che cosa può essere la filosofia oggi, nell'epoca delle nuove tecnologie, domandarsi che cosa può voler dire filosofare in relazione a esse e attraverso di esse, e soprattutto chiarire in che modo è possibile farlo davvero, in maniera giusta e buona.
In sintesi, anche questa piccola ricerca rientra, come esplicazione e applicazione, nel mio progetto volto a elaborare una filosofia della relazione. La rete è infatti oggi un ambito privilegiato di relazioni e di costruzione attiva di relazioni. Il problema è se il modo in cui tali relazioni vengono vissute in quest'ambiente è riduttivo oppure no: se è in grado cioè di favorire le nostre possibilità espressive o non piuttosto finisce per inchiodarci a comportamenti «a una dimensione».
Per approfondire questi vari aspetti è necessario appunto sviluppare una filosofia della relazione. Che è appunto ciò che sto cercando di fare in questi anni, anche attraverso studi più o meno settoriali sulla comunicazione e sull'etica della comunicazione. Il che tuttavia non significa parlare di una filosofia che ha la relazione per suo tema, come una qualunque forma di teoria. Il mio progetto implica piuttosto, e sta mettendo in opera, una filosofia che pratica la relazione, proprio e anche riflettendo sulla relazione stessa, e che in tal modo scopre di essere a sua volta, anzitutto, una filosofia in relazione. Come quella che può essere sperimentata attraverso i social network.
Adriano Fabris
docente di Filosofia morale
Nasce il Sistema Bibliotecario degli Atenei della Regione Toscana
Le Università di Firenze, Pisa, Siena e la Scuola Superiore Sant'Anna integrano online i sistemi bibliotecari e mettono in rete un immenso patrimonio librario. Grazie alla piattaforma OneSearch (Il video tutorial), dal 1° ottobre è infatti disponibile un punto di accesso unificato per le ricerche bibliografiche all'interno di un vasto numero di cataloghi. Oltre a quelli degli Atenei citati, la piattaforma permette di raggiungere quelli dell'Università per stranieri di Siena, dell'Accademia della Crusca, della Fondazione Ezio Franceschini, della SISMEL (Società Internazionale per lo Studio del Medioevo Latino), della Biblioteca regionale Luigi Crocetti, della Biblioteca comunale degli Intronati, delle Biblioteche comunali della Provincia di Siena aderenti alla rete ReDoS, dell'Accademia dei Fisiocritici e dell'Istituto Musicale Franci.
Attraverso OneSearch, che offre un'interfaccia molto semplice, è possibile avere immediatamente una visione complessiva della documentazione disponibile nelle biblioteche, in formato elettronico e cartaceo, senza moltiplicare le ricerche in più cataloghi. Sono oltre 3.800.000 i record bibliografici a cui dà accesso OneSearch. OneSearch è il primo traguardo del progetto Sistema Bibliotecario degli Atenei della Regione Toscana (SBART), che si propone come modello di collaborazione in ambito pubblico e punta a importanti risultati sul piano dell'economia di gestione, della qualità e dell'efficacia dei servizi erogati, per tutti gli utenti.
Innovazione al servizio della ricerca, degli studenti, dei cittadini, ma non solo. Innovativo è anche il percorso del progetto, finanziato grazie all'accordo tra le Università di Firenze, Pisa e Siena, che hanno presentato domanda congiunta di fondi al Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR), nell'ambito dei rispettivi piani strategici 2013-2015. Al progetto hanno poi aderito la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa e numerose altre Biblioteche che, all'interno di sistemi già consolidati, collaborano da tempo con le Università di Firenze e Siena.
Il video tutorial
Tra i prossimi obiettivi del progetto SBART, un servizio di prestito integrato e l'acquisizione di una piattaforma unica per la gestione di tutti i servizi bibliotecari. Un ulteriore sviluppo garantirà la piena e libera circolazione degli utenti tra tutte le biblioteche, con possibilità di effettuare, fotocopie, digitalizzazioni e stampe in tutte le sedi. L'investimento complessivo, finanziato dal MIUR, è di oltre un milione 300 mila euro su tre anni.
"Il potenziamento del Sistema Bibliotecario degli Atenei della Regione Toscana, attraverso la realizzazione di un punto unico di accesso e di ricerca online, - ha commentato il rettore dell'Università di Pisa, Massimo Augello - rappresenta una tappa significativa nel processo di integrazione tra i rispettivi servizi, con l'obiettivo di offrire agli utenti un ambiente ottimale di studio e ricerca e una modalità di accesso semplificata alle risorse bibliografiche cartacee e elettroniche e, più in generale, a tutti i servizi bibliotecari. Da tempo, i sistemi bibliotecari toscani hanno deciso di affrontare insieme il massiccio cambiamento verificatosi con l'avvento delle risorse elettroniche e degli strumenti tecnologici e sono cresciuti in modo armonico, riuscendo a garantire ai propri utenti servizi comparabili e di alta qualità".
Ne hanno parlato:
Corriere Fiorentino
Corriere Toscana
Nazione Firenze
RepubblicaFirenze.it
InToscana.it
NazionePisa.it
PisaToday.it
PisaInformaFlash.it
IlReporter.it
Pisa24.info
Nella foto da sinistra: Angelo Riccaboni (rettore Università di Siena), Pierdomenico Perata (rettore Sant'Anna di Pisa), Monica Barni (Assessore regionale Università), Alberto Tesi (rettore Università di Firenze), Massimo Augello (rettore Università di Pisa).
A una storica dell'arte il Premio Internazionale Galileo Galilei


Quest'anno era la volta della storia dell'arte, e la targa d'oro che rappresenta il Premio andrà dunque a Jennifer Montagu (foto a destra), già docente ad Oxford e a Cambridge, curatrice di un'importante mostra sul Bernini al Paul Getty Museum di Los Angeles e con al suo attivo importanti studi critici sulle opere del Borromini. Ad Alfio Quarteroni (foto a sinistra), laureato in matematica al collegio "Ghislieri" di Pavia e attualmente docente al Politecnico di Milano, va invece il più giovane riconoscimento "Galilei per la Scienza", istituito nel 2006, che premia ogni anno studiosi italiani che si siano distinti nel campo delle scienze.
Da Parigi a New York, il viaggio di Viper, l'internet delle cose 'made in Italy'

“In questi giorni a New York il nostro stand è stato letteralmente preso d’assalto – ha raccontato Gabriele Montelisciani, business developer di Viper - e questo fa ben sperare anche per il lancio della versione professionale di Viper in uscita a novembre”.
Intanto a luglio, a Parigi, nel negozio monomarca Rolex, è apparso il primo prodotto con Viper a bordo: una serie di undici espositori girevoli sincronizzati wireless per mettere in mostra gioielli ed orologi della famosa casa Svizzera. Comandati dalla ViperApp, gli espositori ruotano in maniera sincrona e possono essere fermati a piacere per collocare nuove collezioni o per prelevare prodotti da far provare ai clienti. Un primo esempio di vetrina intelligente realizzata e controllata con Viper.
Dopo la campagna di crowfounding su Kickstarter a marzo 2015, con 400 supporters da 25 paesi del mondo, il team di Viper ha lavorato alacremente per uscire in giugno scorso con la versione alfa di Viper, accompagnata da una scheda elettronica multisensore che facilita la prototipazione di dispositivi interattivi rivolti all’Internet of Things.
“Appena uscita la scheda è stata apprezzata dai grandi distributori di elettronica e a livello di prototipi e prodotti c’è stata un’ottima risposta dal mondo degli sviluppatori – ha detto Gabriele Montelisciani - Al workshop su Viper fatto al Fablab di Firenze il 25 luglio è stato presentato e premiato un etilometro ‘intelligente’ e ora il prodotto è visibile in rete su Hackster.io insieme a Theremin, una lampada dell’Ikea che abbiamo reso interattiva”.
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Didascalia foto:
Il team VIPER allo stand della World Maker Faire a New York. Da sinistra: Gabriele Montelisciani (Business Development), Ray Garcia (Advisor), Giacomo Baldi (Software Architect), Daniele Mazzei (System Integrator).
L’antropologo Damiano Marchi ospite sabato a «Che fuori tempo che fa»
Sabato 3 ottobre, Damiano Marchi, l’antropologo dell’Università di Pisa che ha partecipato alla scoperta dell’Homo naledi, sarà ospite di “Che fuori tempo che fa”, la trasmissione di Rai 3 condotta da Fabio Fazio e Massimo Gramellini, in onda a partire dalle 20.10.
Con la nuova formula del sabato che prevede la presenza in studio di numerosi invitati, Marchi parlerà della nuova specie umana i cui resti sono stati recentemente rinvenuti in una grotta del Sudafrica, mostrando alcuni calchi di ossa e crani.
L’antropologo sarà chiamato anche a interagire con gli altri ospiti, cioè Valeria Golino, Serena Dandini, Alice Sabatini, Nino Frassica e, in collegamento, Valerio Mastandrea e Malika Ayane.
Ecco come il neonato percepisce il proprio corpo nello spazio

Fondamentale è stato l'utilizzo della Risonanza Magnetica funzionale per registrare l'attività cerebrale dei neonati a 7 settimane di età. Ed è stata una sfida davvero impegnativa quella di gestire dei bambini così piccoli, svegli e collaborativi dentro allo scanner di Risonanza Magnetica, che richiede ai soggetti di restare fermi per lungo tempo. La professoressa Morrone e il suo team hanno superato queste difficoltà, riuscendo a registrare l'attività cerebrale dei piccoli in risposta agli stimoli visivi. "Precedenti studi di Risonanza Magnetica funzionale nei neonati hanno individuato con successo l'area visiva primaria, ma non erano riusciti a mappare la costellazione delle aree corticali che presiedono alle funzioni del movimento visivo e della direzione - prosegue la professoressa Morrone -. Una difficoltà dovuta al fatto che queste aree non rispondono in modo affidabile durante la sedazione o il sonno del neonato". Per incoraggiare il bambino a restare tranquillo e guardare gli stimoli visivi i ricercatori sono rimasti accanto ai piccoli. La stessa professoressa Morrone è riuscita a portare a termine sedute di 30 minuti con bambini rassicurati dal tocco della sua mano sotto la testa. In altre situazione l'esame è stato eseguito con la presenza della mamma. In questo modo è stato possibile tenere attenti i bambini agli stimoli visivi per un tempo sufficiente a produrre dei dati affidabili.

In un successivo esperimento di controllo svolto sempre con la Risonanza Magnetica funzionale il team ha testato 9 piccoli del campione già sottoposto ai test, stavolta mentre dormivano. Nell'analizzare l'attività cerebrale nelle aree sensibili al movimento identificate nel primo esperimento hanno trovato molte somiglianze tra bambini e adulti, ma anche differenze notevoli: molto diverso è lo sviluppo delle connessioni funzionali tra queste aree associative a la corteccia visiva primaria. "Questo risultato suggerisce che alcune di queste aree nel bambino possano ricevere una innervazione che segue un diverso percorso rispetto all'adulto, e che non coinvolge l'area corticale primaria visiva, come è stato osservato anche nelle scimmie. Questo circuito alternativo di innervazione potrebbe essere la base di molti fenomeni di riorganizzazione che osserviamo in adulti con lesioni congenite", afferma Laura Biagi che è primo-coautore dello studio con Sofia Crespi.
Complessivamente lo studio ha dimostrato come le principali aree corticali che servono all'elaborazione del movimento proprie degli adulti, in realtà siano all'opera già a 7 settimane di vita. Anche se il dato certamente più sorprendente è che i bambini così piccoli, che ancora non sanno camminare, già abbiano la percezione della posizione del proprio corpo nel mondo esterno . Questi risultati sono molto importanti per le implicazioni cliniche che ne potrebbero derivare, in particolare per quanto riguarda quei disturbi dello sviluppo neurologico come l'autismo e la paralisi cerebrale, in cui la visione ne viene compromessa. Questa ricerca fornisce indicazioni preziose sulla posizione in cui si trovano le diverse aree visive del cervello infantile e il loro stato di maturazione. Mappe che possono guidare i medici verso nuove prospettive riabilitative appropriate e maggiormente efficaci se realizzati durante certe finestre temporali dello sviluppo.
Immagini:
Figura in alto: le immagini della risonanza magnetica funzionale
Nella foto: da sinistra Crespi, Morrone, Tosetti, Biagi
Presentato il master in 'Management in sicurezza nei luoghi di lavoro e valutazione dei rischi'
È stato presentato lunedì 28 settembre, al Rettorato dell'Università di Pisa, il master di secondo livello in "Management in sicurezza nei luoghi di lavoro e valutazione dei rischi (esperto in sicurezza)", una novità nell'offerta formativa dell'Ateneo che nasce con la collaborazione dell'INAIL, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, della Regione Toscana, del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, del Consiglio Nazionale delle Ricerche e dell'Azienda Unità Sanitaria Locale n. 5 di Pisa. Programmi e obiettivi del nuovo corso sono stati illustrati dal prorettore alla Didattica, Paolo Mancarella, dal presidente della Scuola di Ingegneria, Massimo Ceraolo, dal direttore del dipartimento di Ingegneria dell'Energia, dei Sistemi, del Territorio e delle Costruzioni, Marco Raugi, e dal direttore del master, Giuseppe Bellandi.
La nascita del corso è motivata dalla richiesta sempre maggiore di personale qualificato nel settore della sicurezza civile e industriale e dalla necessità di fronteggiare il fenomeno infortunistico sul territorio nazionale. Tra le finalità del master vi è anche quella di costituire un Centro di eccellenza per la formazione superiore nel campo disciplinare della sicurezza nei luoghi di lavoro con lo scopo di promuovere e coordinare studi e ricerche nel campo della sicurezza civile e industriale capaci di incentivare la collaborazione fra i diversi soggetti e favorire sinergie fra competenze diverse che concorrano alla ideazione, concezione e sviluppo di progetti e iniziative scientifiche, favorendo così lo scambio di informazioni ed esperienze atte a promuovere una fattiva collaborazione interdisciplinare nel predetto ambito culturale.
Il master si propone di formare la figura professionale di "Esperto in Sicurezza" (Safety Manager), da impiegare in variegati contesti produttivi pubblici e privati, dotato di capacità professionale specifica sui temi di sicurezza nei luoghi di lavoro al fine di elaborare, analizzare e implementare soluzioni funzionali alla mitigazione del fenomeno infortunistico, per progettare e gestire un sistema di sicurezza all'interno di aziende, svolgere i compiti di responsabile del servizio di prevenzione e protezione e di coordinatore per la sicurezza nei cantieri temporanei e mobili.
Alcune figure di riferimento sul mercato del lavoro sono: il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, gli Addetti al predetto servizio, il Coordinatore per la Progettazione e l'Esecuzione dei Lavori nell'ambito dei cantieri temporanei e mobili, il Responsabile del Sistema di Gestione della Sicurezza, il Consulente in Sistemi di Gestione della Sicurezza. Il master abilita alle mansioni di Coordinatore nei cantieri edili e RSPP/ASPP. Il Master è altresì finalizzato al mantenimento dell'iscrizione negli elenchi di cui art. 7 D.M. 05/08/2011 (Aggiornamento antincendio) e al mantenimento dell'abilitazione per l'attività di CSP e CSE, Allegato XIV del D. Lgs. 81/08 (aggiornamento sic. cantieri).
I destinatari sono giovani laureati di secondo livello: Lauree Magistrali, Specialistiche, Vecchio ordinamento in Ingegneria, Architettura, Scienze delle Professioni Sanitarie.
Il master è di durata annuale e prevede 1500 ore articolate in lezioni frontali, attività di studio e preparazione individuale, stage ed elaborato finale. All'insieme delle attività formative previste, corrisponde l'acquisizione da parte degli iscritti di 60 crediti formativi universitari. Le lezioni inizieranno il 27 novembre 2015 e termineranno a ottobre 2016. Il numero di posti a disposizione è limitato a 20. Sono previsti anche 10 uditori. Il costo di iscrizione è di 4.000,00 euro e sono previste 16 borse di studio offerte da INAIL con copertura parziale o addirittura totale dei costi d'iscrizione.
Le iscrizioni sono aperte; è possibile presentare domanda fino al 26 ottobre 2015. Per le modalità di partecipazione consultare il bando sul sito ateneo: http://www.unipi.it/index.php/master/master/2225
Maggiori informazioni sono sul sito del master: www.mastersicurezzaunipi.it
Il master è diretto dal professor Giuseppe Bellandi e coordinato dal dottor Nicola Marotta. Il Consiglio scientifico è composto, oltre che dal direttore, dai professori Antonio Aiello, Marco Carcassi, Massimo Ceraolo, Fabio Fantozzi, Marco Giannini, Diego Lo Presti, Pierpaolo Privitera, e inoltre dal dottor Giovanni Asaro, direttore regionale INAIL, e dal dottor Ottavio Zirilli, Direttore Tecnico dell'Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di PISA.
Il robot Walk-man protagonista in Piazza dei Miracoli a Pisa
Dopo le superstar Will Smith, Katy Perry e Kobe Bryant, è toccato a Walk-man farsi fotografare in Piazza dei Miracoli a Pisa, riproponendo, grazie al sofisticato sistema Softhand che ispira il movimento dei suoi arti superiori, la celebre illusione ottica delle mani che sembrano sorreggere la Torre Pendente. L'esibizione del robot, finanziato dalla Commissione Europea e realizzato dall'Istituto Italiano di Tecnologia di Genova in collaborazione con il Centro di Ricerca "Piaggio" dell'Università di Pisa, ha rappresentato un'eccezionale anteprima di "Bright 2015. La Notte dei Ricercatori in Toscana", la manifestazione che animerà il pomeriggio e la serata di venerdì 25 settembre a Pisa e in diverse altre città della Toscana.
Nella dimostrazione pisana, Walk-man è stato guidato da alcuni ricercatori del Centro "Piaggio" e dell'Istituto Italiano di Tecnologia, oltre che dal professor Antonio Bicchi, docente di Robotica dell'Ateneo pisano e co-coordinatore scientifico del progetto, e da Nikolaos Tsagarakis, co-coordinatore scientifico dell'Istituto Italiano di Tecnologia. Montato a tempo di record di fronte al Museo delle Sinopie, ha prima salutato le centinaia di turisti e di curiosi che erano presenti in Piazza dei Miracoli e poi provato alcuni "scatti" con la Torre sullo sfondo. "È stato emozionante vedere un prodotto avanzato della moderna tecnologia italiana - ha detto il professor Bicchi - muoversi in una delle Piazze che meglio illustrano la storia, la genialità e la capacità creativa del nostro Paese nel mondo". E ha poi spiegato: "le abilità del robot discendono dalla forma umanoide, necessaria per un robot che in futuro dovrà convivere con gli uomini e adattarsi ai loro ambienti. Le mani, per esempio, sono uno sviluppo della Pisa/IIT SoftHand, basata su un disegno e un principio di funzionamento simile a quello di una mano umana".
Walk-man è alto un metro e 85 centimetri e pesa 100 chili, ed è stato costruito in soli dieci mesi. È munito di batteria che gli permette di avere un'autonomia di oltre un'ora ed è in grado di camminare, guidare un'auto tipo Ranger, aprire porte, utilizzare strumenti di lavoro come un trapano, chiudere e aprire una valvola industriale. Il robot è infatti dotato di alcune caratteristiche uniche: il movimento elastico dei giunti che gli permettono di avere un movimento fluido e sicuro nell'interazione con l'uomo e con l'ambiente; un ridotto consumo d'energia; leggerezza delle gambe prive di motori lungo la parte bassa; versatilità e destrezza nella manipolazione.
Il busto è in grado di ruotare di 180 gradi, facilitando così la manipolazione degli oggetti in ogni direzione intorno al robot, mentre le braccia possono ruotare all'indietro facilitando le azioni dietro la schiena. Il suo design consente di unire robustezza e flessibilità. È realizzato in Ergal (90%), titanio (8%) ferro e plastica.
Unici a livello tecnologico sono i 33 motori compatti - brevetto Istituto Italiano di Tecnologia - che lo muovono. Si tratta di motori che integrano in un unico modulo "click-on" sensori di coppia, forza e posizione e schede di controllo, in un volume che è circa 1/5 di un motore motociclistico. La potenza è da vera Formula 1: il motore da 2.8 KW è infatti in grado di erogare fino a 250 Newton per metro.
Ideato per svolgere funzioni tra loro molto diverse, per far fronte a diversi ipotetici scenari potenzialmente pericolosi per l'uomo, Walk-man nello scorso giugno ha rappresentato l'Italia e l'Europa al DARPA Robotics Challenge, la più importante competizione mondiale di robotica umanoide.
Un master per creare la figura dell'esperto in sicurezza
È stato presentato lunedì 28 settembre il master di secondo livello in "Management in sicurezza nei luoghi di lavoro e valutazione dei rischi (esperto in sicurezza)", una novità nell'offerta formativa dell'Ateneo che nasce con la collaborazione dell'INAIL, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, della Regione Toscana, del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, del Consiglio Nazionale delle Ricerche e dell'Azienda Unità Sanitaria Locale n. 5 di Pisa. Programmi e obiettivi del nuovo corso sono stati illustrati dal prorettore alla Didattica, Paolo Mancarella, dal presidente della Scuola di Ingegneria, Massimo Ceraolo, dal direttore del dipartimento di Ingegneria dell'Energia, dei Sistemi, del Territorio e delle Costruzioni, Marco Raugi, e dal direttore del master, Giuseppe Bellandi.
La nascita del corso è motivata dalla richiesta sempre maggiore di personale qualificato nel settore della sicurezza civile e industriale e dalla necessità di fronteggiare il fenomeno infortunistico sul territorio nazionale. Tra le finalità del master vi è anche quella di costituire un Centro di eccellenza per la formazione superiore nel campo disciplinare della sicurezza nei luoghi di lavoro con lo scopo di promuovere e coordinare studi e ricerche nel campo della sicurezza civile e industriale capaci di incentivare la collaborazione fra i diversi soggetti e favorire sinergie fra competenze diverse che concorrano alla ideazione, concezione e sviluppo di progetti e iniziative scientifiche, favorendo così lo scambio di informazioni ed esperienze atte a promuovere una fattiva collaborazione interdisciplinare nel predetto ambito culturale.
Il master si propone di formare la figura professionale di "Esperto in Sicurezza" (Safety Manager), da impiegare in variegati contesti produttivi pubblici e privati, dotato di capacità professionale specifica sui temi di sicurezza nei luoghi di lavoro al fine di elaborare, analizzare e implementare soluzioni funzionali alla mitigazione del fenomeno infortunistico, per progettare e gestire un sistema di sicurezza all'interno di aziende, svolgere i compiti di responsabile del servizio di prevenzione e protezione e di coordinatore per la sicurezza nei cantieri temporanei e mobili.Alcune figure di riferimento sul mercato del lavoro sono: il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, gli Addetti al predetto servizio, il Coordinatore per la Progettazione e l'Esecuzione dei Lavori nell'ambito dei cantieri temporanei e mobili, il Responsabile del Sistema di Gestione della Sicurezza, il Consulente in Sistemi di Gestione della Sicurezza. Il master abilita alle mansioni di Coordinatore nei cantieri edili e RSPP/ASPP. Il Master è altresì finalizzato al mantenimento dell'iscrizione negli elenchi di cui art. 7 D.M. 05/08/2011 (Aggiornamento antincendio) e al mantenimento dell'abilitazione per l'attività di CSP e CSE, Allegato XIV del D. Lgs. 81/08 (aggiornamento sic. cantieri).
I destinatari sono giovani laureati di secondo livello: Lauree Magistrali, Specialistiche, Vecchio ordinamento in Ingegneria, Architettura, Scienze delle Professioni Sanitarie.
Il master è di durata annuale e prevede 1500 ore articolate in lezioni frontali, attività di studio e preparazione individuale, stage ed elaborato finale. All'insieme delle attività formative previste, corrisponde l'acquisizione da parte degli iscritti di 60 crediti formativi universitari. Le lezioni inizieranno il 27 novembre 2015 e termineranno a ottobre 2016. Il numero di posti a disposizione è limitato a 20. Sono previsti anche 10 uditori. Il costo di iscrizione è di 4.000,00 euro e sono previste 16 borse di studio offerte da INAIL con copertura parziale o addirittura totale dei costi d'iscrizione. Le iscrizioni sono aperte; è possibile presentare domanda fino al 26 ottobre 2015.
Per le modalità di partecipazione consultare il bando sul sito ateneo: http://www.unipi.it/index.php/master/master/2225
Maggiori informazioni sono sul sito del master: www.mastersicurezzaunipi.it
Il master è diretto dal professor Giuseppe Bellandi e coordinato dal dottor Nicola Marotta. Il Consiglio scientifico è composto, oltre che dal direttore, dai professori Antonio Aiello, Marco Carcassi, Massimo Ceraolo, Fabio Fantozzi, Marco Giannini, Diego Lo Presti, Pierpaolo Privitera, e inoltre dal dottor Giovanni Asaro, direttore regionale INAIL, e dal dottor Ottavio Zirilli, Direttore Tecnico dell'Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di PISA.
Ne hanno parlato:
Tirreno Pisa
Nazione Pisa
InToscana.it
PisaToday.it
PisaInformaFlash.it
TirrenoPisa.it
Walk-man protagonista in Piazza dei Miracoli
Dopo le superstar Will Smith, Katy Perry e Kobe Bryant, è toccato a Walk-man farsi fotografare in Piazza dei Miracoli a Pisa, riproponendo, grazie al sofisticato sistema Softhand che ispira il movimento dei suoi arti superiori, la celebre illusione ottica delle mani che sembrano sorreggere la Torre Pendente. L'esibizione del robot, finanziato dalla Commissione Europea e realizzato dall'Istituto Italiano di Tecnologia di Genova in collaborazione con il Centro di Ricerca "Piaggio" dell'Università di Pisa, ha rappresentato un'eccezionale anteprima di "Bright 2015. La Notte dei Ricercatori in Toscana", la manifestazione che animerà il pomeriggio e la serata di venerdì 25 settembre a Pisa e in diverse altre città della Toscana.
Nella dimostrazione pisana, Walk-man è stato guidato da alcuni ricercatori del Centro "Piaggio" e dell'Istituto Italiano di Tecnologia, oltre che dal professor Antonio Bicchi, docente di Robotica dell'Ateneo pisano e co-coordinatore scientifico del progetto, e da Nikolaos Tsagarakis, co-coordinatore scientifico dell'Istituto Italiano di Tecnologia. Montato a tempo di record di fronte al Museo delle Sinopie, ha prima salutato le centinaia di turisti e di curiosi che erano presenti in Piazza dei Miracoli e poi provato alcuni "scatti" con la Torre sullo sfondo. "È stato emozionante vedere un prodotto avanzato della moderna tecnologia italiana - ha detto il professor Bicchi - muoversi in una delle Piazze che meglio illustrano la storia, la genialità e la capacità creativa del nostro Paese nel mondo". E ha poi spiegato: "le abilità del robot discendono dalla forma umanoide, necessaria per un robot che in futuro dovrà convivere con gli uomini e adattarsi ai loro ambienti. Le mani, per esempio, sono uno sviluppo della Pisa/IIT SoftHand, basata su un disegno e un principio di funzionamento simile a quello di una mano umana".
Walk-man è alto un metro e 85 centimetri e pesa 100 chili, ed è stato costruito in soli dieci mesi. È munito di batteria che gli permette di avere un'autonomia di oltre un'ora ed è in grado di camminare, guidare un'auto tipo Ranger, aprire porte, utilizzare strumenti di lavoro come un trapano, chiudere e aprire una valvola industriale. Il robot è infatti dotato di alcune caratteristiche uniche: il movimento elastico dei giunti che gli permettono di avere un movimento fluido e sicuro nell'interazione con l'uomo e con l'ambiente; un ridotto consumo d'energia; leggerezza delle gambe prive di motori lungo la parte bassa; versatilità e destrezza nella manipolazione.
Il busto è in grado di ruotare di 180 gradi, facilitando così la manipolazione degli oggetti in ogni direzione intorno al robot, mentre le braccia possono ruotare all'indietro facilitando le azioni dietro la schiena. Il suo design consente di unire robustezza e flessibilità. È realizzato in Ergal (90%), titanio (8%) ferro e plastica.
Unici a livello tecnologico sono i 33 motori compatti - brevetto Istituto Italiano di Tecnologia - che lo muovono. Si tratta di motori che integrano in un unico modulo "click-on" sensori di coppia, forza e posizione e schede di controllo, in un volume che è circa 1/5 di un motore motociclistico. La potenza è da vera Formula 1: il motore da 2.8 KW è infatti in grado di erogare fino a 250 Newton per metro.
Ideato per svolgere funzioni tra loro molto diverse, per far fronte a diversi ipotetici scenari potenzialmente pericolosi per l'uomo, Walk-man nello scorso giugno ha rappresentato l'Italia e l'Europa al DARPA Robotics Challenge, la più importante competizione mondiale di robotica umanoide.
Ne hanno parlato:
L'Arena
Corriere Fiorentino
Tirreno Pisa
Nazione Pisa
Ansa.it
Repubblica.it
LaStampa.it
IlSecoloXIX.it
InToscana.it
PisaToday.it
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