Selezione cat. C a tempo ind. per il Dip. di Patologia Chirurgica, Medica, Molecolare e dell'Area Critica
Scadenza: 30 novembre 2018
https://www.unipi.it/ateneo/bandi/conc-pub/categoriac/patologia/index.htm
Selezioni cat. D presso il Dipartimento di Scienze veterinarie e presso le Direzioni "Gare, Contratti e Logistica" e "Affari Legali e Generali"
La dottoressa Elisa Giovannetti al Quirinale per la cerimonia dell'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro
Nel pomeriggio di lunedì 29 ottobre, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, si è tenuta al Palazzo del Quirinale l’annuale cerimonia dedicata all'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC), appuntamento che inaugura simbolicamente “I Giorni della Ricerca”, iniziativa in programma dal 4 all’11 novembre per informare l’opinione pubblica sui progressi raggiunti nell’ambito della prevenzione, della diagnosi e della cura del cancro e sostenere con le donazioni dei cittadini nuovi programmi scientifici pluriennali.
Davanti ai rappresentanti delle Istituzioni, delle autorità e a una platea di centinaia di donne e uomini di scienza e di sostenitori della ricerca, il Sottosegretario di Stato alla Salute Armando Bartolazzi, il Presidente AIRC e FIRC Pier Giuseppe Torrani, il Direttore Scientifico AIRC Federico Caligaris-Cappio e la dottoressa Elisa Giovannetti, ricercatrice del Dipartimento di Ricerca Traslazionale e delle Nuove Tecnologie in Medicina e Chirurgia dell'Università di Pisa (nella foto con il Capo dello Stato), hanno presentato al Presidente Mattarella i risultati di un anno di impegno sul fronte della ricerca oncologica e hanno sottolineato l’importanza per la comunità scientifica di innovare e fare rete a livello nazionale e internazionale, perché se il cancro non conosce confini neppure la ricerca li deve conoscere.
Formazione culturale, creatività, capacità di collaborare: sono le caratteristiche necessarie per fare il ‘mestiere del ricercatore’, così ha raccontato Elisa Giovannetti, intervenuta in rappresentanza dei 5.000 ricercatori sostenuti da AIRC: “Se oggi faccio la ricercatrice molto lo devo al sostegno che ho ricevuto negli anni da AIRC: prima con una borsa Marie Curie per l’estero e ora con un grant AIRC Start-Up per lo studio dei tumori del pancreas. Il mio è il lavoro più bello del mondo, fatto di curiosità e intuizioni, studi condotti seguendo rigorose regole sperimentali, ed essenziali confronti e collaborazioni con la comunità scientifica internazionale, allo scopo di dare un contributo al progresso ed al benessere della collettività. Ma non posso certo nascondere i problemi che riguardano la precarietà e il riconoscimento del merito. I giovani che fanno il mestiere del ricercatore sono l'investimento più proficuo e produttivo per il futuro del nostro Paese, è necessario costruire possibilità perché possiamo lavorare al meglio. Per riuscire a sconfiggere il cancro dobbiamo aumentare le nostre collaborazioni e partecipare alla creazione di infrastrutture comuni. L’Italia non deve chiudersi su sé stessa, ma deve invece investire in collaborazioni internazionali in cui la ricerca sia intesa come strumento di conoscenza e di sviluppo”.
Il testo integrale dell'intervento della dottoressa Giovannetti è disponibile sul sito dell'Università di Pisa, all’indirizzo:
https://www.unipi.it/index.php/news/item/13644-giornata-airc
La dottoressa Elisa Giovannetti al Quirinale per la cerimonia AIRC
Nel pomeriggio di lunedì 29 ottobre, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, si è tenuta al Palazzo del Quirinale l’annuale cerimonia dedicata all'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC), appuntamento che inaugura simbolicamente “I Giorni della Ricerca”, iniziativa in programma dal 4 all’11 novembre per informare l’opinione pubblica sui progressi raggiunti nell’ambito della prevenzione, della diagnosi e della cura del cancro e sostenere con le donazioni dei cittadini nuovi programmi scientifici pluriennali.
Davanti ai rappresentanti delle Istituzioni, delle autorità e a una platea di centinaia di donne e uomini di scienza e di sostenitori della ricerca, il Sottosegretario di Stato alla Salute Armando Bartolazzi, il Presidente AIRC e FIRC Pier Giuseppe Torrani, il Direttore Scientifico AIRC Federico Caligaris-Cappio e la dottoressa Elisa Giovannetti, ricercatrice del Dipartimento di Ricerca Traslazionale e delle Nuove Tecnologie in Medicina e Chirurgia dell'Università di Pisa (nella foto con il Capo dello Stato), hanno presentato al Presidente Sergio Mattarella i risultati di un anno di impegno sul fronte della ricerca oncologica e hanno sottolineato l’importanza per la comunità scientifica di innovare e fare rete a livello nazionale e internazionale, perché se il cancro non conosce confini neppure la ricerca li deve conoscere.
Si pubblica di seguito il testo dell'intervento tenuto dalla dottoressa Elisa Giovannetti, ricercatrice del dipartimento di Ricerca Traslazionale e delle Nuove Tecnologie in Medicina e Chirurgia dell'Università di Pisa.
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Signor Presidente e cari colleghi,
sono estremamente onorata di poter rappresentare, in questa giornata nazionale dedicata alla ricerca sul cancro, il mondo dei giovani ricercatori.
Grazie all’eccezionale sostegno ed alla particolare sensibilità dell’AIRC nei confronti dei giovani ricercatori, mi è stata infatti concessa oggi l’opportunità di presentare il mio lavoro, la mia storia e le mie idee, che spero possano essere condivise dai tanti colleghi qui presenti, così come da molti altri giovani che, quotidianamente, affrontando notevoli difficoltà quali il precariato, e la mancanza di riconoscimento del merito, portano avanti il loro “mestiere di ricercatori”.
Il “mestiere del ricercatore” è per me il lavoro più bello del mondo, fatto di curiosità e intuizioni, studi condotti seguendo rigorose regole sperimentali, ed essenziali confronti e collaborazioni con la comunità scientifica internazionale, allo scopo di dare un contributo alla crescita culturale, al progresso ed al benessere della collettività.
Sono cresciuta in una famiglia di insegnanti, che mi ha trasmesso la passione per lo studio e la consapevolezza del ruolo primario della scuola nella crescita del paese. La scuola è infatti fondamentale sia nel promuovere e preservare l’eguaglianza morale e sociale, base di uno stato democratico, così come nel trasmettere nozioni e competenze, essenziali per svolgere al meglio qualsiasi professione, ed infine anche per sviluppare capacità e talenti, che permetteranno ai cittadini di domani di costruire un futuro migliore.
AIRC ha compreso appieno questo aspetto promuovendo l’iniziativa che si intitola “il futuro della ricerca comincia in classe”, a cui molti di noi partecipano con entusiasmo e successo, consapevoli che è necessario investire innanzitutto nella scuola.
Come afferma Don Milani, "Il maestro dà al ragazzo tutto quello che crede, ama, spera. Il ragazzo crescendo ci aggiunge qualche cosa, e così l'umanità va avanti".
Oltre ad una solida formazione culturale, un altro aspetto importante nel mestiere del ricercatore è la creatività.
Durante la mia adolescenza, è stata mia madre, a suggerirmi di leggere “L’elogio dell’imperfezione”, in cui è spiegato magistralmente che “coloro che ritengono di essere “perfetti” non potranno mai progredire”, mentre chi ha la coscienza della propria “imperfezione” è costantemente sollecitato da curiosità e tensione verso il miglioramento, che sono fondamentali per fare nuove scoperte.
Con queste parole desidero anche ricordare Rita Levi-Montalcini, come esempio di scienziata, donna, italiana, che ha dovuto affrontare un’epoca atroce, di dittatura e di odio razziale.
Fin dalla scrittura della mia tesi in medicina ho capito che il mio interesse era cercare la causa di alcune malattie, ed in particolar modo dei tumori, per riuscire a fare un ulteriore salto di qualità nel loro trattamento.
Così, mi sono servita della mia preparazione di medico come strumento da usare in laboratorio e trascorro la maggior parte del mio tempo in compagnia di cellule, microscopi, computer e studenti. Ma con i pazienti nella mente e nel cuore.
Ero da poco laureata quando una mattina, mio padre, insegnante di fisica e matematica, che ogni sera si collegava alla mailinglist “Sagredo” per partecipare alla discussione di nuovi problemi, e si entusiasmava quando, correggendo le olimpiadi di fisica coi sui colleghi, vedeva come gli studenti riuscissero a trovare delle soluzioni sempre nuove e brillanti, mi chiamò per chiedermi la spiegazione del suo improvviso colorito itterico.
Notando la preoccupazione, che non riuscivo a celare, mi disse anche “però non ho nessun dolore”. A quel punto pensai che la probabilità di una diagnosi ed una prognosi particolarmente infausta era molto elevata… ma ci siamo comunque guardati con un sorriso e detti “vedrai che troveremo una soluzione”.
Sono passati molti anni, ed anche nel suo ricordo e nel ricordo di tanti altri malati di tumore del pancreas così come di altri tumori, io quella soluzione, insieme a tanti colleghi qui presenti, la sto ancora cercando.
Perché la soluzione ci deve essere.
E come dimostrato dai precedenti successi di tanti approcci terapeutici in varie neoplasie, la soluzione verrà dalla ricerca.
Uno dei progetti che sto portando avanti, grazie ai fondi di un grant AIRC Start-Up, testa nuovi farmaci contro i tumori del pancreas. Abbiamo ideato modelli preclinici per valutare se specifiche caratteristiche dei geni del tumore ci possono mostrare in anticipo se un trattamento funzionerà o meno. Un grande progresso, poiché numerosi nuovi farmaci contro i tumori - e probabilmente ancor più quelli che verranno in futuro - mostrano la maggiore efficacia nei malati che hanno determinati profili genetici.
E, grazie alle nuove tecnologie di sequenziamento del genoma, la possibilità di leggere queste caratteristiche in campioni ottenuti con procedure minimamente invasive, con le cosiddette biopsie liquide, ci ha dato un ulteriore strumento per riuscire ad identificare, in tempi più rapidi, le opzioni terapeutiche ottimali.
Oggi abbiamo infatti la fortuna di assistere giornalmente allo sviluppo di tecnologie che ci permettono di ottenere una enorme mole di dati importantissimi a partire anche da campioni veramente ridotti, come una goccia di sangue. Quindi è sempre più fondamentale saper sfruttare queste tecnologie, così come nuove idee e metodologie che vengono da altri campi della ricerca.
Un ultimo aspetto nella lista di caratteristiche del mestiere del ricercatore che voglio sottolineare è la capacità di collaborare con altri scienziati in un ambito multidisciplinare e internazionale.
Grazie ad una borsa Marie Curie, anch’essa co-finanziata da AIRC, dopo il mio dottorato, ho avuto la possibilità di lavorare in un laboratorio all’estero, in Olanda, dove ho imparato moltissimo, sia dal punto di vista scientifico, che di capacità organizzativa e di abilità di “fare lavoro di squadra”, puntando sui giovani.
Ho mantenuto strettissimi contatti ed a tutt’oggi supervisiono cinque dottorandi che lavorano al Cancer Center Amsterdam, su progetti condivisi con l’Italia, in un laboratorio “senza confini”.
Per riuscire a sconfiggere il cancro dobbiamo infatti aumentare sempre più le nostre collaborazioni con vari gruppi di ricerca, che possono mettere a disposizione sia gli strumenti tecnologici più avanzati che l’esperienza per interpretare i dati, e dobbiamo anche partecipare alla creazione di infrastrutture comuni, che comprendano depositi di dati, biobanche, e coorti di pazienti per studi clinici.
A tal proposito, sto contribuendo, come segretario del gruppo dei farmacologi europei, denominato PAMM, ad un importante iniziativa dell’ EORTC, l’organizzazione europea per la ricerca ed il trattamento del cancro, che da oltre 50 anni stimola la ricerca accademica indipendente ed ha guidato studi che hanno cambiato la storia della terapia in tante tipologie tumorali, e da cui hanno tratto benefici numerosissimi pazienti.
Sono stati selezionati 40 giovani, sotto i 45 anni, con competenze accertate, a cui è stato chiesto di portare nuove idee ed anche eventualmente di rivoluzionare le strutture esistenti, per affrontare le nuove sfide riguardanti la sperimentazione clinica così come le moderne tecnologie, i farmaci più innovativi ed anche la ricerca traslazionale che deve costituire un ponte fra la ricerca di base e le applicazioni cliniche.
Proprio adesso l’Italia non può chiudersi su se stessa, ma deve invece investire in collaborazioni internazionali in cui la ricerca sia intesa come strumento di conoscenza e di sviluppo, e non come oggetto di competizione o strumento di potere.
I giovani che fanno il mestiere del ricercatore sono l'investimento più proficuo e produttivo per il futuro dell'Italia, ed il compito della politica, che ci ha accolto in questa sede, è cercare di agevolarci e di costruire possibilità perché possiamo lavorare al meglio.
L’obiettivo di questo lavoro è combattere una malattia che a tutt’oggi causa dolore nelle famiglie di tutto il mondo. La nostra passione e creatività, il metodo scientifico, l’avanzamento tecnologico e l’apertura alla globalizzazione della comunità scientifica, ci possono dare le armi necessarie per vincere questa battaglia.
La politica, che è per definizione l’amministrazione degli affari pubblici per il bene di tutti, deve anch’essa svolgere la sua parte.
Come si legge sulla targa posta alle nazioni unite che riporta un brano del poeta iraniano Saadi di Shiraz – “Gli esseri umani sono membri di un tutto, la creazione di un’essenza e un’anima. Se un membro è afflitto dal dolore, gli altri membri saranno a disagio. Se non avete compassione per il dolore umano, non potrete mantenere il nome di essere umano”.
Insieme con AIRC, oggi, sosteniamo che rendere il cancro sempre più curabile dipende dal lavoro dei ricercatori e dall'impegno di ciascuno di noi.
Elisa Giovannetti
Ricercatrice dell'Università di Pisa
Due spin-off Unipi tra i dieci finalisti del premio “CambiaMenti”
Ci sono anche due spin-off dell’Università di Pisa tra le dieci aziende finaliste del premio “CambiaMenti”, promosso dalla CNA Pisa e destinato alle neo-imprese di micro e piccole dimensioni, che hanno saputo riscoprire le tradizioni, promuovere il proprio territorio e la comunità, innovare prodotti e processi e costruire il futuro.
Sleepacta, che ha creato tecnologie per il monitoraggio del sonno e mettere a fuoco le migliori terapie, si è aggiudicata il secondo posto. SleepActa, di Ugo Faraguna, nasce dall'esperienza di un team di ricercatori e clinici che da anni si occupa di studiare il sonno e i suoi disturbi, dal suo ruolo nella modulazione della performance sportiva alla sua compromissione clinica. Ha sviluppato un servizio web-based per il monitoraggio di quantità e qualità del sonno usando tecniche di machine learning sui dati raccolti con dispositivi wearable low cost.
L’altra in concorso era Tennis Commander di Giuseppe Prencipe, azienda che opera nell'ambito della "sport performance analytics", e vincitrice del premio "Play It Easy" indetto dal CONI alla Maker Faire 2017 di Roma. Fondata da 3 specialisti di AI & machine learning, 2 di business development e 3 di marketing, ha come visione quella di democratizzare l'accesso alle tecnologie per l'analisi delle performance sportive, e allo stesso tempo di digitalizzare la comunità sportiva. In particolare, TC fornisce ai giocatori di ogni livello accesso ad analisi dettagliate del proprio gioco che sono tipicamente troppo costose, e quindi appannaggio solo dei professionisti.
Ugo Faraguna (SleepActa) con il presidente di CNA Pisa Matteo Giusti.
A vincere la tappa pisana del Premio CambiaMenti è stata Enki Stove, che ha creato uno strumento domestico per avere il fuoco, a fiamma viva, sempre a disposizione poterlo portare ovunque per riscaldare cucinare, ammirare sia in ambienti chiusi che all’aperto sfruttando una tecnologia semplice ma rivoluzionaria. È stato Andrea Moretti a ricevere il premio di 1000 € in aggiunta ad un pacchetto di servizi offerti gratuitamente da CNA Pisa. Al terzo posto un ex aequo fra Mediate srl e DolcePendente a simboleggiare che innovazione non è solo nuova tecnologia (Mediate, che si occupa di robotica umanizzata) ma anche idee nuove applicate alla old economy (la pasticceria). A tutti i partecipanti un pacchetto di servizi gratuiti erogati da CNA Pisa in materia di ambiente, sicurezza e formazione.
Sono dunque quattro le imprese che passano alla fase regionale Toscana che sua volta ne selezionerà almeno tre (fra le circa 170 che si sono presentate in Toscana prima fra le regioni italiane come numero di partecipanti) il 30 ottobre a Firenze.
Il Premio Cambiamenti ha l’obiettivo di premiare e riconoscere il merito delle imprese, incoraggiando, dando visibilità e offrendo concrete possibilità di formazione e di supporto alle aziende che parteciperanno. A livello nazionale sono 850 le imprese partecipanti e le imprese selezionate dai vari appuntamenti a livello locale come la tappa pisana. Tutte le start-up partecipanti hanno la loro pagina all'interno della vetrina sul sito del Premio, e avranno dunque la possibilità di raggiungere la finale, un vero e proprio premio all’innovazione ed al coraggio. Diversi i livelli di valutazione che, in alcuni casi, porteranno a delle vere e proprie premiazioni territoriali. Il tutto per arrivare alla finale nazionale del 30 novembre p.v. a Roma: quando le 15 migliori imprese nate dopo il 1° gennaio 2015 presenteranno le loro attività davanti alla Giuria, alla platea di imprenditori, ai partner e agli occhi del testimonial Jury Chechi, che negli scorsi giorni ha sfidato le giovani imprese italiane a candidarsi.
La cerimonia di premiazione sì è tenuta presso la Camera di Commercio di Pisa sabato 20 ottobre. All’evento hanno partecipato Valter Tamburini Presidente CCIAA, Paolo Pesciatini Assessore alle Attività Produttive del Comune di Pisa, Paolo Coppini assessore Comune di Casciana Terme Lari. «Questa terza edizione di CambiaMenti ha rappresentato un vero e proprio salto nel futuro, un affresco di quella che sarà l’economia di domani - si legge nel comunicato di CNA - Tutte forti e potenzialmente vincenti le start up che si sono presentate in questa rassegna pisana e anche quest’anno la giura ha dovuto impegnarsi molto per svolgere il suo compito di selezionare le idee imprenditoriali da inviare alle fasi successive. Della giuria hanno fatto parte Matteo Giusti presidente Cna Pisa, Luca Tavani portavoce nazionale ICT CNA, Luca Barsotti consulente aziendale, Stephano Tesi direttore CNA Lucca, Maria Celeste Pierozzi presidenza Giovani Imprenditori CNA Pisa, Monica Forconi per il Polo Navacchio spa».
Bende, pannolini e cerotti intelligenti per monitorare i nostri parametri biometrici
Prodotti di uso comune come bende, pannolini o cerotti che acquistano nuove funzionalità e diventano capaci di monitorare i nostri parametri biomedici come ad esempio Ph, umidità o glucosio, con in più il vantaggio di essere ecocompatibili. È questa la sfida di WASP, un progetto di ricerca europeo che inizierà nel 2019 e terminerà nel 2022, che ha appunto l’obiettivo di rendere “intelligenti” questo genere di oggetti di uso quotidiano, a partire dallo studio dei prototipi sino alla progettazione industriale su larga scala.
Coordinato dall’Università di Pisa, WASP unisce una serie di partner scientifici (le università di Manchester, di Roma Tor Vergata, l’Institut Català de Nanociència i Nanotecnologia e l’Ecole Polytechnique Fédérale de Lausanne) e industriali quali Quantavis, uno spin-off dell’Ateneo pisano, ed Essity, una compagnia leader a livello mondiale nel settore dell'igiene e della salute conosciuta per marchi popolarissimi come i fazzolettini “Tempo”. Il progetto ha ottenuto un finanziamento nell’ambito delle azioni Leadership in Enabling and Industrial Technologies (LEIT) del programma Horizon 2020.
Un esempio di come potrà funzionare WASP
Uno degli aspetti innovativi del progetto WASP – acronimo che sta per Wearable Applications enabled by electronics Systems on Paper - è infatti proprio nella carta sulla quale saranno stampati dispositivi elettronici e circuiti.
“Puntiamo a rivoluzionare l'elettronica flessibile e indossabile – spiega il professore Gianluca Fiori del dipartimento di Ingegneria dell'Informazione dell’Università di Pisa - sviluppando una nuova tecnologia per la stampa di dispositivi elettronici e circuiti su carta, che è un substrato flessibile, pieghevole, a basso costo, biodegradabile, facilmente ottenibile in natura e compatibile con la produzione industriale su larga scala”.
Sensore stampato su carta
La domanda sempre crescente di prodotti elettronici sta infatti ponendo sempre di più problemi di sostenibilità ambientale, non ultimo quello del trattamento dei rifiuti al termine del ciclo di vita dei prodotti. Nel 2016, per esempio, a livello mondiale, è stata generata un'enorme quantità di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) corrispondenti a 44,7 milioni di tonnellate (Mt), che dovrebbe ulteriormente aumentare a 52,3 milioni di tonnellate entro il 2021.
“L’uso di risorse sostenibili è una delle principali sfide della nuova elettronica - conclude Fiori – e la tecnologia di WASP si basa su un processo rispettoso dell'ambiente. A fine progetto rilasceremo un prototipo che avrà come supporto la carta e che sarà in grado di rilevare i parametri biometrici (cioè umidità, pH, livelli di glucosio) e di comunicare con un lettore esterno, realizzato anch’esso nell'ambito del progetto”.
È stata rinnovata la convenzione tra Università e CAI Pisa
L’Università di Pisa e la sezione pisana del Club Alpino Italiano hanno rinnovato la convenzione, siglata per la prima volta nel 2015, che ha gli obiettivi di avvicinare i giovani alla montagna e di promuovere la conoscenza del territorio. Grazie a questo accordo l’Ateneo pisano e il CAI di Pisa continueranno a diffondere l’educazione alla tutela dell’ambiente e allo sviluppo sostenibile, con un piano di iniziative mirate che ruotano intorno alla montagna, quali per esempio escursioni e percorsi di trekking, gite su percorsi di grande valenza paesaggistica e itinerari tematici.
I primi due appuntamenti ci saranno il 18 novembre con un'introduzione pratica alla arrampicata e il 9 dicembre con la traversata della parte nord ovest dei Monti Pisani, da Ripafratta a San Giuliano Terme.
La convenzione prevede inoltre di valorizzare tra gli studenti universitari i valori del volontariato sensibile alle problematiche dell’ambiente e della tutela della sicurezza in montagna. Sono confermati anche gli incontri su tematiche della montagna che in questi anni hanno portato grandi personaggi dell’alpinismo al Polo Carmignani per conferenze e dibattiti.
La sezione pisana del CAI conta 670 iscritti, un numero in constante crescita negli ultimi anni, grazie soprattutto al tesseramento di molti giovani: il 20% circa degli iscritti è infatti under 30. Il CAI Pisa propone un vasto programma di corsi dedicati alla montagna: escursionismo, alpinismo, arrampicata, scialpinismo e speleologia. Oltre alle attività didattiche e divulgative, la sezione è costantemente impegnata nella pulizia e nel mantenimento dei sentieri del Monte pisano: un’attività di grande importanza, specialmente dopo l’incendio del settembre scorso che ha colpito la zona e messo a dura prova la rete di percorsi che attraversano il territorio.
Per informazioni sul CAI Pisa e sulle iniziative collegate alla convenzione tra Università e CAI si può consultare il sito: http://www.caipisa.it
Bende, pannolini e cerotti intelligenti che monitorano i nostri parametri biometrici
Prodotti di uso comune come bende, pannolini o cerotti che acquistano nuove funzionalità e diventano capaci di monitorare i nostri parametri biomedici come ad esempio Ph, umidità o glucosio, con in più il vantaggio di essere ecocompatibili. E’ questa la sfida di WASP, un progetto di ricerca europeo che inizierà nel 2019 e terminerà nel 2022, che ha appunto l’obiettivo di rendere “intelligenti” questo genere di oggetti di uso quotidiano, a partire dallo studio dei prototipi sino alla progettazione industriale su larga scala.
Coordinato dall’Università di Pisa, WASP unisce una serie di partner scientifici (le università di Manchester, di Roma Tor Vergata, l’Institut Català de Nanociència i Nanotecnologia e l’Ecole Polytechnique Fédérale de Lausanne) e industriali quali Quantavis, uno spin-off dell’Ateneo pisano, ed Essity, una compagnia leader a livello mondiale nel settore dell'igiene e della salute conosciuta per marchi popolarissimi come i fazzolettini “Tempo”.
Uno degli aspetti innovativi del progetto WASP – acronimo che sta per Wearable Applications enabled by electronics Systems on Paper - è infatti proprio nella carta sulla quale saranno stampati dispositivi elettronici e circuiti.
“Puntiamo a rivoluzionare l'elettronica flessibile e indossabile – spiega il professore Gianluca Fiori del dipartimento di Ingegneria dell'Informazione dell’Università di Pisa - sviluppando una nuova tecnologia per la stampa di dispositivi elettronici e circuiti su carta, che è un substrato flessibile, pieghevole, a basso costo, biodegradabile, facilmente ottenibile in natura e compatibile con la produzione industriale su larga scala”.
La domanda sempre crescente di prodotti elettronici sta infatti ponendo sempre di più problemi di sostenibilità ambientale, non ultimo quello del trattamento dei rifiuti al termine del ciclo di vita dei prodotti. Nel 2016, per esempio, a livello mondiale, è stata generata un'enorme quantità di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) corrispondenti a 44,7 milioni di tonnellate (Mt), che dovrebbe ulteriormente aumentare a 52,3 milioni di tonnellate entro il 2021.
“L’uso di risorse sostenibili è una delle principali sfide della nuova elettronica - conclude Fiori – e la tecnologia di WASP si basa su un processo rispettoso dell'ambiente. A fine progetto rilasceremo un prototipo che avrà come supporto la carta e che sarà in grado di rilevare i parametri biometrici (cioè umidità, pH, livelli di glucosio) e di comunicare con un lettore esterno, realizzato anch’esso nell'ambito del progetto”.
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È stata rinnovata la convenzione tra Università e CAI Pisa
L’Università di Pisa e la sezione pisana del Club Alpino Italiano hanno rinnovato la convenzione, siglata per la prima volta nel 2015, che ha gli obiettivi di avvicinare i giovani alla montagna e di promuovere la conoscenza del territorio. Grazie a questo accordo l’Ateneo pisano e il CAI di Pisa continueranno a diffondere l’educazione alla tutela dell’ambiente e allo sviluppo sostenibile, con un piano di iniziative mirate che ruotano intorno alla montagna, quali per esempio escursioni e percorsi di trekking, gite su percorsi di grande valenza paesaggistica e itinerari tematici.
I primi due appuntamenti ci saranno il 18 novembre con un'introduzione pratica alla arrampicata e il 9 dicembre con la traversata della parte nord ovest dei Monti Pisani, da Ripafratta a San Giuliano Terme.
La convenzione prevede inoltre di valorizzare tra gli studenti universitari i valori del volontariato sensibile alle problematiche dell’ambiente e della tutela della sicurezza in montagna. Sono confermati anche gli incontri su tematiche della montagna che in questi anni hanno portato grandi personaggi dell’alpinismo al Polo Carmignani per conferenze e dibattiti.
La sezione pisana del CAI conta 670 iscritti, un numero in constante crescita negli ultimi anni, grazie soprattutto al tesseramento di molti giovani: il 20% circa degli iscritti è infatti under 30. Il CAI Pisa propone un vasto programma di corsi dedicati alla montagna: escursionismo, alpinismo, arrampicata, scialpinismo e speleologia. Oltre alle attività didattiche e divulgative, la sezione è costantemente impegnata nella pulizia e nel mantenimento dei sentieri del Monte pisano: un’attività di grande importanza, specialmente dopo l’incendio del settembre scorso che ha colpito la zona e messo a dura prova la rete di percorsi che attraversano il territorio.
Per informazioni sul CAI Pisa e sulle iniziative collegate alla convenzione tra Università e CAI si può consultare il sito: http://www.caipisa.it