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Comunicati stampa

In seguito alla positiva risposta in termini di partecipazione e di interesse manifestato per il Workshop "Clinical Research and Innovation", tenuto a Pisa il 4 Luglio 2014, è stato deciso di dare un seguito all'iniziativa attraverso azioni di scouting.

Nel secondo semestre 2014 sono state raccolte delle schede di descrizione prodotto/servizio interessanti per una "accelerazione tecnologica" da parte dei gruppi di ricerca, laboratori o singoli ricercatori dell'area medica relativamente a loro idee di prodotti o servizi potenzialmente innovativi, con la specifica delle competenze o strumenti necessari per facilitare l'avanzamento o il perfezionamento del progetto verso un pre/prototipo di fattibilità.

Da dicembre 2014 è stata condotta l'analisi e la valutazione dei progetti pervenuti da parte di una commissione multidisciplinare, costituita da docenti UniPI (area medica, Fisica, Farmacia, Ingegneria) e rappresentanti di Enti che collaborano con l'ateneo nel trasferimento tecnologico, che ha prestato particolare attenzione all'innovazione tecnologica e alle potenzialità di sviluppo.

Per ogni progetto sono state identificate azioni di valorizzazione e sostegno adeguate allo stato di sviluppo, che si possono esplicare in supporto alla creazione di impresa, ricerca di investitori e partner aziendali, tutela della proprietà intellettuale e brevettazione, nonché alla proposta di utilizzo di piattaforme tecnologiche o laboratori di ricerca con cui collaborare.

Per 16 progetti con spiccati caratteri di innovatività è stato reso disponibile un cofinanziamento allo scopo di accelerare il percorso di avanzamento in termini di trasferimento tecnologico.

Mercoledì, 26 Agosto 2015 10:22

Apprendistato

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https://www.unipi.it/index.php/tirocini-e-job-placement/item/6296

Nasce "I Buoni Frutti", il primo progetto di franchising sociale in agricoltura a sostegno dell'innovazione e della diffusione di pratiche e prodotti di agricoltura sociale. Presentata a Roma lo scorso luglio, alla presenza del MIPAAF e delle organizzazioni del settore agricolo, "I Buoni Frutti" è un'iniziativa del dipartimento di Scienze veterinarie dell'Università di Pisa e dell'Agenzia Italiana per la Campagna e l'Agricoltura Responsabile e Etica (AiCARE). L'idea è di utilizzare la tecnica del franchising commerciale adattandola a una funzione pubblica, per trasferire conoscenze ed esperienza da imprese e territori di successo verso nuovi interlocutori meno esperti. "I Buoni Frutti" si pone dunque come marchio etico a livello nazionale con l'obiettivo di valorizzare i prodotti realizzati all'interno di percorsi di agricoltura sociale e promuovendone al contempo le buone pratiche.
"In Italia, l'agricoltura sociale è un mondo relativamente nuovo che coinvolge attori diversi - imprese agricole, cooperative sociali, associazione di volontariato, istituzioni pubbliche", ha spiegato il professore Francesco Di Iacovo dell'Ateneo pisano.
"La legge sull'agricoltura sociale – ha aggiunto Di Iacovo - è appena diventata legge dello Stato. Il riferimento normativo faciliterà così il lavoro di quanti nell'agricoltura sociale già operano e, allo stesso tempo, assicurerà chiarezza normativa per quanti si avvicineranno per la prima volta al tema. La legge nazionale, però, richiederà specifiche applicative volte a facilitare la corretta diffusione dell'agricoltura sociale, una direzione nella quale agisce 'I Buoni Frutti'" .
"'I Buoni Frutti' – ha sottolineato Francesca Durastanti, presidente di AICARE - vuole accelerare la diffusione delle buone pratiche di agricoltura sociale facilitando la diffusione regolata dell'innovazione e accompagnando processi di creazione di valore sociale ed economico utili per rispondere a parte dei bisogni oggi presenti nella società italiana".
Fra gli esempio concreti di buone pratiche in agricoltura sociale, come sottolineano i promotori "I Buoni Frutti", c'è ad esempio l'esperienza della provincia di Torino. In tre anni, a seguito di un'azione coordinata da Coldiretti Torino e Università di Pisa, si è creata una rete di 35 imprese, 15 cooperative sociali, consorzi dei servizi e Comuni che è riuscita, senza investimenti pubblici diretti, a includere al lavoro 38 persone a bassa contrattualità. Il progetto www.ortietici.it dell'Università di Pisa ha poi evidenziato che i prodotti di agricoltura sociale creano valore per la comunità (per ogni kg di prodotto un risparmio di spesa pubblica di 0,74 € rispetto al costo di servizi alternativi, e 7 minuti di lavoro inclusivo di persone a bassa contrattualità con un'efficacia superiore rispetto a pratiche ordinarie), per i consumatori (0,70€ di risparmio rispetto a prodotti di pari qualità sui mercati ordinari) e per privati (un margine di 0,30€/kg per il progetto al netto dei costi).

Nell'ultima edizione della Grande Guida all'Università del CENSIS, che presenta l'offerta formativa degli atenei italiani per l'anno accademico 2015-2016, è stato intervistato il professor Paolo Mancarella, presidente della Conferenza dei delegati per la disabilità (CNUDD), oltre che delegato per la Disabilità e prorettore per la Didattica dell'Ateneo. A lui è stato chiesto di illustrare il quadro delle iniziative avviate dal sistema universitario negli ultimi quindici anni per favorire l'integrazione degli studenti con disabilità.
Riproponiamo di seguito l'intervista realizzata da Roberto Ciampicacigli del CENSIS al professor Mancarella. 

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disabilità

 

Professor Mancarella, quanti sono oggi gli studenti universitari con disabilità?
I dati ufficiali disponibili sono quelli dell'Ufficio Statistica del MIUR (dal 2001 al 2013) relativi al numero di "Studenti in situazione di handicap con invalidità oltre il 66% ". Dalle rilevazioni dell'ufficio statistica MIUR si osserva che il numero di tali studenti è passato da circa 4.700 nell'anno accademico 2000/01 a circa 13.700 nel 2012/13.

Sono previste risorse specifiche destinate al tema della disabilità?
A seguito della Legge 17/99 è prevista la finalizzazione di una apposita quota a valere sul Fondo di Finanziamento Ordinario (oggi 6 milioni di Euro, originariamente 10 miliardi di Lire). La ripartizione avviene annualmente in base a criteri che si sono evoluti negli anni, concordati dal MIUR insieme alla CNUDD. I criteri di ripartizione sono premiali per gli Atenei che contribuiscono con risorse proprie, aggiuntive rispetto a quelle assegnate dal MIUR. Seppure sempre improntati alla personalizzazione, i principali servizi erogati sono i seguenti: fornitura di strumenti compensativi, ausili informatici per lo studio e lo svolgimento di esami; affiancamento di tutor alla pari (peer tutoring) o didattici (raccolta appunti, reperimento materiale didattico); mediazione nel rapporto con i docenti; fornitura di materiale didattico in formato accessibile; affiancamento di una figura specializzata di supporto alla comunicazione, per sostegno nello studio individuale; supporto alla mobilità.

Immaginiamo che il tema impatti su tutta l'organizzazione dell'università, in special modo sull'area della didattica. Le università hanno provveduto – con specifiche azioni – alla formazione del personale docente e del personale amministrativo?
A partire dalla sua costituzione, nel 2001, la CNUDD organizza almeno due incontri annuali ai quali partecipano, oltre ai docenti delegati dai rettori per la disabilità, rappresentanti dei servizi disabilità ormai presenti in tutti gli Atenei. In alcuni casi, tali incontri sono stati affiancati da convegni tematici. La CNUDD ha redatto delle Linee Guida che ciascun delegato ha diffuso presso il proprio ateneo. Negli atenei sono frequenti iniziative di sensibilizzazione sui temi della disabilità rivolte a docenti, studenti, personale tecnico amministrativo, anche attraverso l'organizzazione di convegni/giornate di lavoro tematiche. A ciò si aggiungono corsi di formazione specifici rivolti ai tutor.

È recente la "presa in carico" anche dei DSA (Disturbi Specifici dell'Apprendimento). È questa la situazione più complessa e difficile che un ateneo si trova ad affrontare?
Su indicazione della CNUDD, nella quasi totalità degli atenei il delegato Disabilità è ora anche delegato alle problematiche relative ai DSA. Gli studenti con certificazione DSA sono ancora in numero limitato, ma stanno aumentando molto sensibilmente, a seguito della emanazione della Legge 170/2010. Particolarmente delicata la funzione di mediazione docente/studente per l'individuazione di adeguate misure dispensative e strumenti compensativi che non si configurino come facilitazioni durante i test di ingresso e nel percorso di studio e agli esami.

Avete la percezione che il tipo ed il grado di disabilità sia influente nella scelta dei corsi di laurea (umanistiche vs scientifiche)?
Pur non disponendo di dati attendibili sulla distribuzione degli studenti disabili nelle varie discipline, la percezione è che ancora siano privilegiate, soprattutto nel caso di disabilità motorie e sensoriali, le discipline umanistiche e socio-giuridiche. Meno attrattive le discipline che prevedono un cospicuo numero di attività di tirocinio pratico e di laboratorio.

Avete realizzato come associazione CNUDD una valutazione dell'efficacia delle prestazioni e delle azioni poste in essere?
È prevista in ciascun ateneo una attività di valutazione da parte del Nucleo di Valutazione interno sulle attività svolte e sul grado di soddisfazione dei servizi offerti. Nella quasi totalità degli atenei vengono intraprese azioni di monitoraggio tramite meccanismi di rilevazione che includono colloqui periodici individuali o di gruppo e raccolta di dati, anche attraverso la somministrazione di questionari ad hoc, rivolti sia agli studenti fruitori dei servizi sia agli altri attori coinvolti (in particolare ai tutor). In seno alla CNUDD i delegati stanno convergendo sull'importanza di una raccolta dati sistematica sugli studenti con disabilità/DSA frequentanti, nonché sul monitoraggio quali-quantitativo delle loro carriere.

(Grande Guida all'Università CENSIS)

Il segreto della dieta mediterranea è anche nei colori ed il merito è degli antociani, molecole che determinano la colorazione dal rosso al blu di frutta e verdura e che possono contribuire alla prevenzione di malattie cronico-degenerative connesse alla produzione di radicali liberi. A documentare le ultime scoperte sul ruolo benefico degli antociani per la salute sono stati Lucia Guidi e Marco Landi del dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari ed Agro-ambientali dell'Università di Pisa in un loro recente contributo al volume "Handbook of Anthocyanins: Food Sources, Chemical Application and Health Benefits" (Nova Science Publisher).
"Gli antociani (anthos = fiore e kyanos = blu) sono tra i pigmenti più diffusi nel regno vegetale e molti alimenti tipici della dieta mediterranea ne sono ricchi come ad esempio mirtilli, melanzane, pesche, arance, fichi, ciliegie, olive solo per annoverarne alcuni", ha spiegato Lucia Guidi.
Per ogni frutto od ortaggio i ricercatori dell'Ateneo pisano hanno riportato il contenuto di antociani e se ne ricava così una sorta di "classifica" degli alimenti, con in testa l'uva nera (800-900 mg di antociani per 100 grammi), seguita dalla ciliegia (350-400 mg), dal ribes (80-420 mg) e dalle olive (55-430 mg) sino al vino rosso (24-35 mg).
"E' stato calcolato – ha concluso Lucia Guidi - che l'apporto pro capite di antociani attraverso la dieta può variare nei Paesi europei tra i 19,8 e 64,9 mg al giorno e che certamente gli italiani sono tra i maggiori consumatori di queste molecole proprio in virtù della dieta mediterranea e dall'assunzione quotidiana di frutti come more, fragole o prugne e di ortaggi come melanzane e radicchio senza dimenticare, infine, il vino".

L'Università di Pisa continua a essere presente sul podio del prestigioso Academic Ranking of World Universities (www.shanghairanking.com/), elaborato dalla "Jiao Tong" University di Shanghai e giunto nel 2015 alla 13° edizione. L'Ateneo pisano si piazza tra il 150° e il 200° posto al mondo, insieme a quelli di Milano, Padova, Roma "La Sapienza" e Torino, ma confrontando le schede delle singole istituzioni emerge che Pisa è in effetti in seconda posizione, dietro solo alla Sapienza. Ancora più in basso, tra il 201° e il 300° posto, si collocano le Università di Bologna, di Firenze e il Politecnico di Milano, mentre altri 12 atenei sono tra il 301° e il 500° posto.

L'Università di Pisa ribadisce la sua tradizione di eccellenza anche per quanto riguarda il macro settore delle Scienze naturali e matematiche, dove si piazza tra il 101° e il 150° posto al mondo, e i campi disciplinari della Matematica, in cui è prima in Italia e tra il 76° e il 100° posto al mondo, della Fisica, dove è tra il 101° e il 150°, e della Chimica, tra 151° e 200°.

In generale, l'Italia piazza 20 atenei tra i primi 500 al mondo, perdendo una unità rispetto allo scorso anno, in una classifica dominata dalle università degli Stati Uniti, con 146 tra le prime 500, seguite dalla Germania (39), dal Regno Unito (37) e dalla Cina (32).

"La classifica di Shanghai, che per metodologia utilizzata è la più autorevole al mondo – ha commentato il rettore Massimo Augello – conferma i risultati già emersi dagli altri principali ranking elaborati da istituti internazionali, a partire dal QS di Londra, che posizionano l'Ateneo pisano ai primi posti in Italia e individuano un gruppo molto ristretto di università stabilmente al vertice della graduatoria nazionale. Purtroppo questo scenario interno si colloca nell'ambito di un contesto generale che ci vede ancora una volta penalizzati a livello internazionale, riuscendo a mantenere una buona qualità media, ma perdendo progressivamente le nostre punte di eccellenza, A questo proposito, ricordo che per un certo periodo l'Italia ha avuto una sua rappresentante nella top 100 e che solo fino a due anni fa l'Università di Pisa e La Sapienza erano nella fascia più alta tra 101° e 150° posto. Come era facilmente prevedibile e come gli atenei stanno denunciando da diverso tempo, questi risultati sono la conseguenza inevitabile della costante diminuzione di risorse destinate alle università, che rischia di condannare il nostro sistema universitario e della ricerca a una progressiva marginalizzazione internazionale. Mentre l'Italia non ha alcuna università tra le prime 150 al mondo, infatti, ben 16 nazioni piazzano almeno una loro istituzione tra le prime 100, con la presenza sempre più massiccia di realtà emergenti - quali per esempio Singapore, la Corea e il Brasile - che, al contrario di quanto avviene nel nostro Paese, continuano a investire ingenti risorse nel settore."

In relazione alle notizie riportate sulla stampa in data 12 agosto e al futuro "question time" sull'argomento diretto al sindaco di Pisa, l'Ateneo vuole precisare alcuni aspetti relativi agli interventi edilizi in corso sull'area Guidotti.

I lavori di bonifica ambientale relativi al secondo lotto del Polo didattico ex Guidotti, iniziati lunedì 22 giugno, sono condotti secondo un progetto elaborato sulla base delle specifiche indagini effettuate dall'Università di Pisa in accordo con l'ARPAT e la Provincia.

Le diverse azioni in programma, comunicate agli inizi di giugno 2015 ai vicini dell'area di cantiere, ai rappresentanti degli studenti e al personale dell'Ateneo più direttamente interessato, tengono conto delle diverse problematiche presenti nella conduzione di un così rilevante intervento, a partire dalla sicurezza e salute degli operatori del cantiere, dei confinanti e delle persone presenti nelle zone limitrofe.

Sul piano tecnico, con riferimento alla presenza di mercurio nei terreni di bonifica, tutte le analisi di speciazione - effettuate in collaborazione con l'Istituto per lo studio degli Ecosistemi del CNR - hanno escluso la presenza nel terreno di mercurio metallico e di composti organo-metallici, da cui si evince che non è ipotizzabile la sua presenza in aria. Nella definizione delle misure di sicurezza, comunque, sono state assunte tutte le cautele del caso, programmando un costante monitoraggio e specifici interventi per il contenimento delle polveri durante le operazioni di bonifica.

Gli interventi di bonifica ambientale vera e propria, con la rimozione dei terreni contaminati, inizieranno successivamente al completamento delle demolizioni dei preesistenti edifici nell'area di cantiere, completamente recintata mediante pannelli ciechi di altezza pari a 3.8 metri.

Pertanto le polveri segnalate da alcuni cittadini provenivano dalle operazioni di abbattimento dei vecchi corpi fabbrica fortemente degradati lungo via Nicola Pisano. Le operazioni sono state seguite dal Direttore dei lavori e dal coordinatore per la sicurezza, costantemente presenti sul cantiere a bordo demolizioni, e monitorate attraverso i sistemi di rilevazione in tempo reale. Le operazioni preliminari alla demolizione erano state illustrate e concordate anche con il comando della Polizia Municipale.

Dal prossimo mese di settembre, nel proseguimento delle attività vere e proprie di bonifica, saranno adottati gli ulteriori specifici interventi per il contenimento delle polveri, previsti dal medesimo protocollo e dal progetto approvato dalla Conferenza Provinciale dei Servizi del 22 maggio 2014, quali:

• Umidificazione delle aree di lavoro e dei cumuli di materiale mediante l'impiego di nebulizzatori;

• Copertura mediante opportuni teloni dei mezzi che trasporteranno il terreno scavato;

• Limitazione della velocità dei mezzi all'interno del cantiere e loro lavaggio prima dell'uscita sulla viabilità cittadina;

• Limitazione delle attività di scavo nelle giornate di vento particolarmente intenso.

Considerata la modalità progettuale, i controlli previsti e il ruolo degli enti terzi di vigilanza non sono prevedibili condizioni di rischio per la salute degli operatori del cantiere e delle persone presenti nelle zone limitrofe.

Mercoledì, 19 Agosto 2015 13:06

Aspettando Metarock 2015

Il 3, il 4 e il 5 settembre si tengono al parco della Cittadella i concerti di Aspettando Metarock 2015, organizzati da "Dirittti a Sinistra" con il contributo del Consiglio degli Studenti.

I concerti sono a ingresso libero.

Programma

3 Settembre alle 20.30
Andrea Keammerle presenta:
Il concerto di compleanno de I Gatti Mézzi
Special guests
Andrea Appino
Bobo Rondelli
Petra Magoni Official
@Erriquez

4 Settembre alle 20.30
Fast Animals and Slow Kids
Venus In Furs
Sofia Brunetta
MIRIAM MELLERIN

5 Settembre alle 20.30
Betta Blues Society
Parranda Groove Factory
Causa Ska Punk

L'Università di Pisa continua a essere presente sul podio del prestigioso Academic Ranking of World Universities (www.shanghairanking.com/), elaborato dalla "Jiao Tong" University di Shanghai e giunto nel 2015 alla 13° edizione. L'Ateneo pisano si piazza tra il 150° e il 200° posto al mondo, insieme ad altri quattro, ma confrontando le schede delle singole istituzioni emerge che Pisa è in effetti in seconda posizione, con uno score di 18,79, dietro solo a Roma "La Sapienza" (19,92) e davanti a Milano (18,29), Padova (17,76) e Torino (16,92). Ancora più in basso, tra il 201° e il 300° posto, si collocano le Università di Bologna, di Firenze e il Politecnico di Milano, mentre altri 12 atenei sono tra il 301° e il 500° posto.ARWU2015

L'Università di Pisa ribadisce la sua tradizione di eccellenza anche per quanto riguarda il macro settore delle Scienze naturali e matematiche, dove si piazza tra il 101° e il 150° posto al mondo, e i campi disciplinari della Matematica, in cui è prima in Italia e tra il 76° e il 100° posto al mondo, della Fisica, dove è tra il 101° e il 150°, e della Chimica, tra 151° e 200°.

In generale, l'Italia piazza 20 atenei tra i primi 500 al mondo, perdendo una unità rispetto allo scorso anno, in una classifica dominata dalle università degli Stati Uniti, con 146 tra le prime 500, seguite dalla Germania (39), dal Regno Unito (37) e dalla Cina (32).

"La classifica di Shanghai, che per ampiezza di parametri e per metodologia utilizzata è la più autorevole al mondo – ha commentato il rettore Massimo Augello – conferma i risultati già emersi dagli altri principali ranking elaborati da istituti internazionali, a partire dal QS di Londra, che posizionano l'Ateneo pisano ai primi posti in Italia e individuano un gruppo molto ristretto di università stabilmente al vertice della graduatoria nazionale. Purtroppo questo scenario interno si colloca nell'ambito di un contesto generale che ci vede ancora una volta penalizzati a livello internazionale, riuscendo a mantenere una buona qualità media, ma perdendo progressivamente le nostre punte di eccellenza. A questo proposito, ricordo che solo fino a due anni fa l'Università di Pisa e La Sapienza erano nella fascia più alta tra 101° e 150° posto. Come era facilmente prevedibile e come i rettori stanno denunciando da diverso tempo, questo arretramento è la conseguenza inevitabile della costante diminuzione di risorse destinate alle università, che rischia di condannare il nostro sistema universitario e della ricerca a una progressiva marginalizzazione internazionale. Mentre l'Italia non ha alcuna università tra le prime 150 al mondo, infatti, ben 16 nazioni piazzano almeno una loro istituzione tra le prime 100, con la presenza sempre più massiccia di realtà emergenti - quali per esempio Singapore, la Corea e il Brasile - che, al contrario di quanto avviene nel nostro Paese, continuano a investire ingenti risorse nel settore."

Con 12 studenti provenienti da diverse parti del mondo - tra cui la California, la Nuova Zelanda e l'Indonesia - si è appena conclusa la "Summer School in Osteoarchaeology and Paleopathology" dell'Università di Pisa, svoltasi nel Laboratorio di Paleopatologia della Scuola Medica sotto la direzione e supervisione del professor Gino Fornaciari. Le attività di laboratorio, volte a fornire le competenze necessarie per effettuare lo studio antropologico e paleopatologico di base dei resti scheletrici umani antichi, sono state seguite dalle dottoresse Valentina Giuffra e Simona Minozzi. Si tratta della seconda edizione della Summer School, che conferma il successo dello scorso anno, con due sessioni attivate. Ciascuna sessione della Summer School si è svolta nell'arco di 3 settimane, durante le quali sono state effettuate lezioni frontali e una consistente parte di attività pratica in laboratorio.

Gli studenti sono stati istruiti sulle procedure di pulizia, consolidamento, restauro, siglatura, inventario e schedatura dei resti scheletrici e dentari. Sono state affrontate le principali tematiche riguardanti lo studio antropologico dello scheletro umano, in particolare le metodologie per la determinazione del sesso e dell'età alla morte, l'osteometria, il rilevamento dei caratteri ereditari e del grado di sviluppo delle inserzioni muscolari. Infine, gran parte delle lezioni è stata dedicata alla paleopatologia, cioè al riconoscimento delle malattie nei resti umani antichi.

Gli studenti hanno potuto anche visitare lo scavo archeologico di Badia Pozzeveri, dove si svolgeva contemporaneamente la Field School, organizzata in collaborazione tra l'Università di Pisa e l'Università dell'Ohio e co-diretta dal professor Fornaciari e dal professor Clark Spencer Larsen, e hanno potuto assistere al lavoro archeologico e al recupero dei resti umani antichi. Inoltre, sono state organizzate una visita alla Divisione di Radiologia dell'Università di Pisa, dove gli studenti hanno potuto assistere in diretta all'applicazione delle indagini radiologiche più moderne ai reperti ossei patologici, e una visita al Museo di Anatomia Umana "Filippo Civinini", dove sono conservati preziosi reperti anatomici del '700 e dell'800.

La Divisione di Paleopatologia vanta un'esperienza pluriennale nel settore degli studi antropologici e paleopatologici: decine di studenti si sono formati nei suoi laboratori svolgendo tirocini e tesi di laurea, e la Summer School è stata organizzata proprio con lo scopo di internazionalizzare questo settore e diffonderne le competenze anche all'estero.

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