Abissi – Terra Aliena, la nuova mostra al Museo di Storia Naturale

"Con questa esposizione – spiega Roberto Barbuti direttore del Museo di Storia Naturale – vogliamo far conoscere le meraviglie e le incredibili forme di vita che si trovano negli abissi più profondi. Queste specie sono plasmate dalla pressione dal buio assoluto e dal gelo profondo, hanno forme incredibili, sembrano appartenere ad un mondo alieno e quasi immaginario. Ma il buio non è mai assoluto, e le profondità abissali si accendono ad intermittenza delle luci chimiche dei suoi abitanti".
L'impressione per i visitatori sarà dunque quella di passeggiare in fondo al mare e anche i locali in cui la mostra ha luogo, recentemente recuperati, sono molto suggestivi, in particolare il sotterraneo di 17 metri che si estende al di sotto del Chiostro Grande della Certosa. "Abissi – Terra Aliena" si svolge nella semi oscurità con luci a led e piccoli faretti che illuminano rarissime creature marine come ad esempio un calamaro gigante di 13 metri. In tutto sono esposti più 100 esemplari della fauna abissale: 54 di questi, alcuni tassidermizzati, altri modelli o sotto liquido, hanno colori luminosi e si accendono se illuminati da luce ultravioletta.
"L'ecosistema marino è il più vasto ambiente della terra – conclude Roberto Barbuti – e negli oceani la luce solare penetra soltanto fino a 200 metri e qui si concentra la maggior parte degli organismi marini che conosciamo. Procedendo verso il basso, la temperatura dell'acqua tende a diminuire: a 2.000 metri è di 3 gradi, a 3.000 metri di soli 2 e sui fondali si può sfiorare lo zero. La pressione invece aumenta di 1 atmosfera ogni dieci metri. Il mare profondo è dunque un ambiente estremo, abitato da pochi organismi per la maggior parte ancora sconosciuti".
Ne hanno parlato:
Unita.it
La Nazione Pisa
Il Tirreno Pisa
IoDonna.it
Corriere.it
Focus.it
AdnKronos
Greenreport
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PaginaQ
LaKinzica
NovedaFirenze
LiberoQuotidiano.it
All Our Yesterdays. Scene di vita in Europa attraverso gli occhi dei primi fotografi
Da venerdì 11 aprile al 2 giugno il Museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi a Pisa (Lungarno Galilei 9) ospita "All Our Yesterdays. Scene di vita in Europa attraverso gli occhi dei primi fotografi (1839–1939)", una mostra fotografica e multimediale basata sulle più avanzate tecnologie di digitalizzazione e stampa, che racconta per immagini le storie dei nostri nonni e bisnonni. Il taglio del nastro è previsto alle 18 e ospiti d'onore saranno il Sindaco di Pisa, l'Assessore alla Cultura, i rappresentanti dell'Università di Pisa e del Museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi, insieme ai partner internazionali venuti da tutta Europa per celebrare l'evento.
"Vogliamo sottolineare – ha dichiarato il professor Alessandro Tosi dell'Univeristà di Pisa e direttore del Museo della Grafica - la dimensione internazionale di questa mostra che si sposa perfettamente con l'intento programmatico del museo, in special modo su un tema così trasversale come la fotografia d'epoca, che conferma la nostra apertura ai molteplici linguaggi della visione".
L'esposizione, a ingresso gratuito, è promossa dal progetto europeo EuropeanaPhotography, coordinato dall'Università Cattolica di Leuven e dalla società Promoter srl, ed è patrocinata dal Comune di Pisa, dall'Università di Pisa e dalla Regione Toscana. Diciotto partner internazionali - musei, archivi e agenzie di tutta Europa – si sono uniti e hanno digitalizzato il meglio delle proprie collezioni di fotografie d'epoca e per la prima volta a Pisa saranno presentate le più belle, e spesso inedite, immagini del passato immortalate dai pionieri dell'arte fotografica.
Ma chiunque potrà essere protagonista di questa grande iniziativa: i visitatori potranno portare le proprie foto, possibilmente in buono stato di conservazione e indicativamente relative al periodo 1839–1950, e l'associazione fotografica Imago le digitalizzerà gratuitamente. Le fotografie originali verranno subito restituite e una selezione delle immagini in digitale costituirà l'oggetto di una nuova mostra che verrà organizzata dall'associazione culturale Imago nel dicembre 2014 a Pisa.
Ne hanno parlato:
Il Tirreno Pisa
QN-Quotidiano Nazionale
ArtTribune.it
Il Tirreno Pisa
La Nazione Pisa
Il Tirreno
FondazioneSistemaToscana
InToscana
PaginaQ
EuropeanCommission
KeyforBiz
CulturaComunePisa
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LaKinzica
CulturaItalia
«Scienziati d’Europa unitevi»: arriva il Manifesto per un’Europa di progresso
Martedì 8 aprile, nella sede del CNR di Roma, un gruppo di scienziati italiani ha presentato il "Manifesto per un'Europa di progresso", un documento che ha l'obiettivo di "risvegliare dal torpore" gli scienziati di tutto il continente per rilanciare il progetto di un'Europa unita e democratica, costruita sulla base dei principi di libertà, democrazia, conoscenza e solidarietà. Nel Manifesto si legge: "Come scienziate e scienziati di questo continente – consapevoli che esiste un nesso inscindibile tra scienza e democrazia – sentiamo la necessità di metterci in gioco. Di ribadire che il processo di costruzione degli Stati Uniti d'Europa è la più importante opportunità che ci è concessa dalla storia".
Il Manifesto ha avuto tra i suoi promotori e primi firmatari i professori Vincenzo Cavasinni e Guido Tonelli del dipartimento di Fisica dell'Ateneo pisano, che lavorano rispettivamente negli esperimenti ATLAS e CMS (di cui Tonelli è stato a capo) che, all'acceleratore LHC del CERN, hanno scoperto la particella di Higgs. Nel corso della presentazione romana è stata lanciata anche l'idea di organizzare una riunione degli scienziati europei da tenere a Pisa, la sede in cui, nel 1839, si svolse la prima Riunione degli scienziati italiani che dimostrò, prima ancora dell'Unità d'Italia, la consapevolezza degli scienziati di appartenere a un'unica nazione. Nel 2011, nell'ambito delle celebrazioni per i 150 anni dell'unità d'Italia, la riunione del 1839 è stata ricordata dalla associazione "La Limonaia" con un convegno dedicato e un documentario. Dopo Pisa l'idea è che ogni anno si tengano nuovi incontri, in una città del continente, fino a quando l'obiettivo non sarà raggiunto.
Per sottoscrivere il "Manifesto per un'Europa di progresso" ci si può collegare al sito:
http://www.osservatorio-ricerca.it/sondaggi/foreurope2014/registrazione_survey.php
Arriva in commercio il SunBlack, il pomodoro nero non ogm
Dopo la firma del contratto di licenza con l'azienda "L'Ortofruttifero" di San Giuliano Terme (Pisa), da aprile arriva in commercio il "SunBlack", il "pomodoro nero" ad alto contenuto di antociani, sostanze dal fortissimo e riconosciuto potere antiossidante, sviluppato nell'ambito del progetto di ricerca "Tomantho", coordinato dalla Scuola Superiore Sant'Anna e portato avanti insieme alle Università di Pisa, della Tuscia (Viterbo), di Modena e Reggio Emilia. Il SunBlack è stato ottenuto dal professor Gian Piero Soressi dell'Università della Tuscia e caratterizzato in maniera approfondita nel corso degli ultimi anni dalla Scuola Superiore Sant'Anna e dalla stessa Università della Tuscia.
Dopo la registrazione del marchio comunitario "SunBlack", avvenuta nel 2009, ad opera degli atenei che avevano dato vita al progetto di ricerca, nei giorni scorsi è stato compiuto il passo fondamentale che porterà alla sua commercializzazione, con il contratto di licenza. Il nome del progetto "Tomantho" deriva dalla fusione fra "tomato" e "anthocyanin". "L'Ortofruttifero", azienda leader nella produzione di piantine da orto, potrà commercializzare il "SunBlack" per i prossimi cinque anni. L'arrivo in commercio del "SunBlack", sotto forma di piantine, è previsto nei giorni attorno al 10 aprile, grazie ai semi forniti dal gruppo guidato dal professor Andrea Mazzucato all'Università della Tuscia, in due varianti: a frutto medio ed a frutto piccolo.
Il "SunBlack" ha la particolarità di essere ricco di antociani, potentissimi antiossidanti che si ritrovano soprattutto in uva nera, mirtilli, fragole, ciliegie ma non in quantità significative nelle comuni varietà di pomodori. Da qui la scommessa, prima del progetto "Tomantho" e poi del "Sunblack", che alle caratteristiche nutrizionali del pomodoro aggiunge le capacità antiossidanti delle frutta "a buccia nera", ma in quantità aumentata. Il "Sunblack" può quindi rientrare nella categoria degli alimenti "nutraceutici", in grado di portare benefici per mantenere le persone in uno stato di buona salute e non rientra negli "ogm", anche perché i suoi semi sono stati ottenuti attraverso la tradizionale tecnica dell'incrocio.
Il mistero dell'undicesima mummia in una mostra a Calci
Come ogni storia legata all'antico Egitto, anche quella della mummia di Kenamun, fratello di latte del faraone Amenofi II, è piena di fascino e mistero. Sbarcata in Toscana nel 1829 assieme a molti reperti recuperati dal giovane professore pisano Ippolito Rosellini negli scavi archeologici a Tebe, la mummia era scomparsa nel nulla fino a quando, l'anno scorso, è riemersa in modo del tutto casuale al Museo di Storia Naturale di Calci, sotto le spoglie di uno scheletro. Ora l'Università di Pisa dedica all'"undicesima mummia" un'intera mostra che ripercorrerà le tappe della vicenda di Kenamun e del suo sarcofago. L'inaugurazione si terrà al Museo di Calci sabato 12 aprile alle ore 11 e l'esposizione sarà visitabile fino al 29 giugno.
La cornice che fa da sfondo al racconto è la spedizione franco-toscana in Egitto del 1828, quella che ebbe come protagonista Ippolito Rosellini, professore di Lingue orientali all'Università di Pisa, che partì insieme al decifratore dei geroglifici Jean-Francois Champollion. Fu una missione storica, finanziata dallo Stato francese e dal Granducato di Toscana, i cui reperti andarono ad arricchire le raccolte d'arte del Louvre di Parigi e del Museo Egizio di Firenze. «Dagli scavi in Egitto, Rosellini portò al Granduca di Toscana quasi duemila oggetti, tra cui undici sarcofagi intatti con le loro mummie – spiega Marilina Betrò, presidente del Sistema museale dell'Ateneo di Pisa e docente di Egittologia – L'undicesima mummia però non venne mai consegnata al Granduca Leopoldo II, perché si era danneggiata nel trasporto per mare a bordo del mercantile Cleopatra approdato al porto di Livorno. Di lei avevo trovato traccia in un archivio di Praga dove son conservati parte dei documenti di Leopoldo II, con l'elenco dei reperti portati da Rosellini per il Granduca, ma nessuno sapeva dove fosse finita».

Il giallo della mummia scomparsa è arrivato a una svolta nel novembre 2012, quando in una scatola sepolta nei magazzini del Museo di Storia Naturale di Calci fu ritrovato uno scheletro: "È stato lo stesso direttore del museo, Roberto Barbuti, che lo ha rintracciato – continua la professoressa Betrò – Lo scheletro era stato ripulito nell'Ottocento, le bende non esistevano più, ma sul cranio c'era una scritta inequivocabile, che lo attribuiva al materiale che Ippolito Rosellini riportò in Italia dalla spedizione in Egitto del 1828-1829. Inoltre erano presenti anche segni del processo di mummificazione". La ricomparsa di quei resti nel 2012 è coincisa con la pubblicazione da parte della professoressa Betrò di nuovi documenti inediti di Rosellini, che per la prima volta rivelavano l'esistenza di un undicesimo sarcofago andato perduto negli anni: "L'undicesima mummia, danneggiata dall'acqua, fu lasciata a Pisa, probabilmente regalata da Rosellini stesso all'amico Paolo Savi direttore allora del Museo di Storia Naturale – aggiunge Betrò – Il sarcofago, con molte parti rovinate, finì nei magazzini del Museo Egizio di Firenze, dove non era stato finora identificato: la lettura dei suoi testi ha svelato l'identità del suo antico occupante. Oggi ne sopravvive la sola cassa, che è stata oggetto di un restauro finanziato dal Sistema Museale dell'Università di Pisa.
A poco a poco, dunque, gli studiosi hanno ricostruito la storia di quelle ossa, ricollegandole a Kenamun, fratello di latte di Amenofi II. Siamo intorno alla fine del XV secolo avanti Cristo e lui era uno dei favoriti alla corte del faraone, che aveva creato una rete di potere basata su pochi intimi assai influenti. Kenamun era il Gran Maggiordomo del Re, amministratore della più importante città portuale e base navale dell'Egitto del nord, Perunefer, il porto del "Buon viaggio". La sua vita finì presto, fra i 25 e i 30 anni, probabilmente in disgrazia, come dimostra la sua tomba, sottoposta a una furia distruttiva che si accanì quasi esclusivamente sulla sua figura, sul suo nome e sui titoli.
Il percorso della mostraIntorno a questa storia e al sarcofago, la mostra dispone una selezione degli oggetti che i nobili egiziani dell'epoca facevano deporre nelle proprie tombe e forse anche Kenamun portò con sé: dai piatti per le offerte ai sandali con cui affrontare il lungo viaggio attraverso il regno della morte fino alla rinascita, che amuleti, balsami e ammalianti figure femminili propiziavano. Un sarcofago appartenente alla stessa epoca, ma perfettamente conservato, darà un'idea di come doveva essere quello di Kenamun prima delle traversie subite.
Con i vari oggetti sarà esposto il modello in scala 1:1 del bellissimo cocchio da corsa con cui Kenamun correva nel deserto e andava a caccia, il cui originale, oggi a Firenze, fu rinvenuto dagli operai di Rosellini nella stessa tomba da cui provengono il sarcofago di Kenamun e il suo arco, esposti nella mostra. Le pareti della sua tomba tuttora ricordano "il cocchio che Sua Maestà gli diede come segno del suo favore" e che egli volle con sé nella vita eterna. L'ultima parte del percorso è la "cripta" che ospita le spoglie mortali di Kenamun, per l'occasione ricongiunte al sarcofago.
In totale saranno esposti al pubblico circa quaranta pezzi del Museo Egizio di Firenze e delle Collezioni Egittologiche del Sistema Museale d'Ateneo dell'Università di Pisa.
Il catalogo della mostra è acquistabile on line
Info e contatti:
http://www.msn.unipi.it/
www.sma.unipi.it
pagina facebook https://www.facebook.com/events/609331612492897/
050 2212970 - 050 2212990
Ne hanno parlato:
Corriere della Sera
Repubblica Firenze
Tirreno
Tirreno Pisa
Nazione Pisa
Stampa.it
PaginaQ.it
PisaInformaFlash.it
Tirreno.it
TirrenoPisa.it
Finanziato uno studio AOUP su diabete e rischio cardiovascolare
È uno degli 11 progetti dell'Aoup, finanziati nell'ambito del Bando "Ricerca finalizzata e Giovani ricercatori 2011-2012" del Ministero della salute, e riguarda i meccanismi a lungo termine di prevenzione o remissione del diabete dopo chirurgia bariatrica. Il presentatore capofila è la dottoressa Stefania Camastra (nella foto) da anni impegnata in ambito clinico e scientifico nel campo dell'obesità nell'Unità operativa di Medicina generale 3 universitaria diretta dal professor Eleuterio Ferrannini.
Il titolo del progetto è: "Long term mechanisms of diabetes prevention and remission after bariatric surgery: study of glucose metabolism, insulin secretion and cardiovascular risk 7 years after Roux-en Y Gastric bypass".
Lo studio sarà effettuato in un gruppo di pazienti diabetici e non diabetici sottoposti, oltre 7 anni fa a Pisa, ad intervento di bypass gastrico Roux-en-Y, uno tra i più diffusi interventi di chirurgia dell'obesità. Si propone di determinare se il miglioramento metabolico e la remissione del diabete, già evidenziato sugli stessi soggetti dopo un anno dall'intervento, sia mantenuto nel lungo termine. Si vuole inoltre studiare, utilizzando specifici test metabolici che prevedono l'utilizzo di traccianti e l'analisi attraverso modelli matematici, se i cambiamenti endocrino-metabolici siano correlati a variazioni dell'accumulo di grasso in organi quali fegato, pancreas e cuore e/o ad un particolare assetto cardiovascolare e infiammatorio.
Il gruppo di studio è composto oltre che dalla dottoressa Camastra e dal professor Ferrannini, dal dottor Marco Anselmino, direttore dell'Unità operativa di Chirurgia bariatrica dell'Aoup, con il quale la Medicina generale 3 ha da anni una solida collaborazione clinica e scientifica, e dalla dottoressa Virna Zampa (Unità operativa di Radiodiagnostica 1 diretta dal Prof. Carlo Bartolozzi) che, con l'ausilio della Risonanza magnetica 3 Tesla, fornirà una quantificazione del contenuto di grasso a livello addominale e in organi quali fegato e pancreas e del contenuto di grasso a livello epicardico.
Al progetto di ricerca partecipa anche l'Ifc-Istituto di fisiologia clinica del Cnr di Pisa con il quale la Medicina generale 3 ha un'esperienza di collaborazione pluriennale, come documentato dalle ricerche inerenti il metabolismo del glucosio effettuate dal professor Ferrannini e dalla dottoressa Camastra con la dottoressa Amalia Gastaldelli, responsabile del Laboratorio di rischio cardiometabolico dell'Ifc ed esperta nello studio del metabolismo mediante l'utilizzo di traccianti.
In un clima di crescente entusiasmo nei confronti della chirurgia bariatrica, efficace mezzo per ridurre le complicanze dell'obesità, il finanziamento ottenuto dal Ministero della Salute consentirà di contribuire alla conoscenza dei meccanismi di azione e degli effetti a lungo termine di uno tra gli interventi più diffusi, con possibili risvolti sulle future indicazioni alla chirurgia e sulle strategie di follow-up post chirurgico. (Ufficio stampa AOUP)
Al via le prove per i corsi di laurea ad accesso programmato
Debutta ad aprile il concorso di ammissione ai corsi di laurea ad accesso programmato e per gli aspiranti medici, veterinari e architetti dell'Università di Pisa sta per arrivare il giorno della prova. Si inizia martedì 8 aprile con il concorso per Medicina e Chirurgia e Odontoiatria che, come l'anno scorso, si terrà presso il "Pisa Fiere", situato sulla Strada Statale 1 Aurelia 9, Località i Mortellini (Pisa), a circa 200 metri dal Ristorante "Re di Puglia".
Per raggiungere la sede della prova l'Università di Pisa invita i candidati a seguire le indicazioni pubblicate sul sito internet http://www.unipi.it/matricolandosi. Nei pressi della sede concorsuale, infatti, non è consentita né la sosta, né la fermata. Pertanto, chi proviene con mezzo proprio deve raggiungere il parcheggio del negozio IKEA (Via Gargalone) dal quale sarà operativo un servizio di bus navetta: dalle 8 alle 10 per l'andata e dalle 12.30 alle 14 per il ritorno. Sarà comunque garantito il trasporto per tutti i candidati. Per chi arriva in treno alla stazione FS di Pisa Centrale, saranno disponibili autobus dedicati con partenza dal terminal della CPT in Piazza Sant'Antonio (in prossimità della stazione) con partenza dalle 7.30 alle 9.00. Il servizio di autobus sarà garantito anche al termine della prova per raggiungere la stazione FS di Pisa Centrale.
Le stesse indicazioni valgono per il concorso di ammissione a Medicina veterinaria, in programma mercoledì 9 aprile, sempre presso il "Pisa Fiere". L'appuntamento con la prova per Ingegneria edile architettura è invece giovedì 10 aprile, al Biennio di Ingegneria in via Giunta Pisano 28.
I numeri
Per l'anno accademico 2014/2015 sono 1803 i candidati che si contenderanno i 250 posti disponibili per il corso in Medicina e Chirurgia e i 15 in Odontoiatria. L'anno scorso gli iscritti al concorso erano 2062.
Sono 59 i posti disponibili per Medicina veterinaria con 610 candidati, rispetto ai 780 dell'anno scorso.
Per Ingegneria edile architettura sono attesi 79 candidati, rispetto ai 127 dell'anno scorso, con 78 posti disponibili.
Ex Spin-off dell'Università di Pisa
Digipath S.r.l.
Ultimo anno di accreditamento: 2022
Well-Fare S.r.l.
Ultimo anno di accreditamento: 2022
PlayeRank S.r.l.
Ultimo anno di accreditamento: 2022
NetResults S.r.l.
Ultimo anno di accreditamento: 2022
Marwan Technology S.r.l.
Ultimo anno di accreditamento: 2021
Tea Sistemi S.p.A.
Ultimo anno di accreditamento: 2021
Safeaty S.r.l.
Ultimo anno di accreditamento: 2021
Biobeats S.r.l.
Ultimo anno di accreditamento: 2020
AM Testing S.r.l.
Ultimo anno di accreditamento: 2018
Biocare Provider S.r.l.
Ultimo anno di accreditamento: 2018
Chema S.r.l.
Ultimo anno di accreditamento: 2018
Echoes S.r.l.
Ultimo anno di accreditamento: 2018
Econboard S.r.l.
Ultimo anno di accreditamento: 2018
Phymtech
Ultimo anno di accreditamento: 2018
PlasmaTech S.r.l.
Ultimo anno di accreditamento: 2018
Ivtech
Ultimo anno di accreditamento: 2017
Jos Technology
Ultimo anno di accreditamento: 2017
Kyunsis
Ultimo anno di accreditamento: 2017
Radiometrics S.r.l.
Ultimo anno di accreditamento: 2017
Terra Energy S.r.l.
Ultimo anno di accreditamento: 2017
TVT S.r.l.
Ultimo anno di accreditamento: 2017
WiTech S.p.A.
Ultimo anno di accreditamento: 2017
Extrasolution S.r.l.
Ultimo anno di accreditamento: 2016
BTM S.r.l.
Ultimo anno di accreditamento: 2013
Adatec S.r.l.
Ultimo anno di accreditamento: 2013
Alta S.p.A.
Ultimo anno di accreditamento: 2013
Sorta S.r.l.
Ultimo anno di accreditamento: 2013
Toscana Biomarkers S.r.l.
Ultimo anno di accreditamento: 2013
Advanced Catalysts S.r.l.
Ultimo anno di accreditamento: 2011
Lobim S.r.l.
Ultimo anno di accreditamento: 2011
Ideability S.r.l.
Ultimo anno di accreditamento: 2009
Crystal Italia
Ultimo anno di accreditamento: 2007
P.I.S.A. S.r.l.
Ultimo anno di accreditamento: 2007
XRD Tools S.r.l.
Ultimo anno di accreditamento: 2007
Proteogen Bio S.r.l.
Ultimo anno di accreditamento: 2006
Ride The Wave S.r.l.
Ultimo anno di accreditamento: 2006
Autobus - Autolinee Toscane
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Al via gli Open Day della Ricerca

Tornano giovedì 10 e venerdì 11 aprile gli Open Day della Ricerca, la manifestazione promossa dall'Università di Pisa per aprire virtualmente le porte dei propri laboratori e mostrare a tutta la cittadinanza il lavoro e le persone protagonisti di questo settore. Insieme agli stand della ricerca, che quest'anno si snoderanno tra Piazza dei Cavalieri e il Polo Carmignani, il programma prevede la presentazione di alcune tra le più innovative iniziative scientifiche dell'Ateneo: studi interdisciplinari che uniscono saperi umanistici e applicazioni multimediali, esempi di spin-off di successo e progetti nati nell'ambito di programmi di collaborazione internazionale. Le due giornate saranno inoltre caratterizzate dai dibattiti pomeridiani, che avranno come filo conduttore il tema dell'etica e che, dopo la positiva esperienza dello scorso anno, rinnovano il legame con i "Dialoghi dell'Espresso".
Segui la diretta streaming.
La kermesse sarà inaugurata giovedì 10 aprile, alle ore 15, con l'apertura degli stand, che illustrano in forma divulgativa la ricchezza e la varietà delle ricerche condotte nei dipartimenti dell'Università. Alle 16, al Polo Carmignani, ai saluti delle autorità seguirà l'incontro con Marco Pratellesi, direttore della divisione digitale del gruppo "L'Espresso" e tra i maggiori esperti italiani di giornalismo on line, che parlerà di "Etica 2.0. La comunicazione nell'era di internet". Subito dopo, sul palco si alterneranno la professoressa Laura Giarrè, dell'advisory board della "Andrea Bocelli Foundation", e due ricercatori dell'Ateneo, l'economista Simone D'Alessandro e l'ingegnere biomedico Arti Ahluwalia. Il dialogo, che sarà coordinato dal prorettore alla Comunicazione, Marco Guidi, avrà per titolo "Eticamente: la ricerca che fa bene". La giornata si chiuderà con la presentazione di GaragErasmus, la rete professionale della generazione Erasmus, a cura dell'executive chairman, Francesco Cappè, e con un momento in collaborazione con Radioeco, la web radio ufficiale degli studenti dell'Università di Pisa.

La mattinata di venerdì sarà incentrata su tre talk rivolti a un pubblico non specialistico e di giovani, che presenteranno alcuni casi di ricerche innovative e di successo dell'Università di Pisa. Si inizierà alle ore 10 con "Humanities, linguistica e applicazioni multimediali": il prorettore alla Ricerca, Roberto Barale, e il responsabile Ricerca e Sviluppo di Nextworks, Nicola Ciulli, dialogheranno con i professori Gabriele Gattiglia, Alessandro Lenci, Enrica Salvatori e Mirko Tavoni. Alle ore 11 toccherà a "Spin-off: performance di creatività e innovazione", con il prorettore alla Ricerca applicata e all'Innovazione, Paolo Ferragina, che introdurrà i rappresentanti di BioCare, E-SPres3D, ExtraSolution, IV Tech e JOS Technology. Alle ore 12, "Meet the MIT Project" metterà a confronto il prorettore all'Internazionalizzazione, Alessandra Guidi, con alcuni degli studiosi pisani che stanno sviluppando progetti di ricerca insieme a colleghi del prestigioso MIT di Boston: Valentina Domenici, Gianluca Fiori, Michele Lanzetta e Marta Pappalardo. I tre incontri saranno coordinati dal giornalista Walter Daviddi.
La sessione pomeridiana del venerdì, con inizio alle ore 16, sarà dedicata all'incontro dal titolo "Spioni, spiati. Etica e democrazia", organizzato nell'ambito del ciclo dei "Dialoghi dell'Espresso". L'apertura dei lavori sarà affidata al rettore Massimo Augello e al direttore de "L'Espresso", Bruno Manfellotto. Subito dopo, la giornalista Stefania Maurizi intervisterà Julian Assange, il fondatore di WikiLeaks, che sarà in video collegamento dall'ambasciata dell'Ecuador a Londra in cui è rifugiato da alcuni anni. La discussione sarà quindi sviluppata e approfondita con gli interventi dei giuristi Stefano Rodotà e Michele Ainis e del filosofo Remo Bodei, professore emerito dell'Università di Pisa.
Ne hanno parlato:
L'espresso
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