Cento anni dalla nascita del fisico pisano Bruno Pontecorvo
A cento anni dalla nascita del fisico Bruno Pontecorvo il Dipartimento di Fisica dell'Università e l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare intendono promuovere un ciclo iniziative per ricordare la figura dii questo grande scienziato pisano. Il primo appuntamento è il 31 gennaio alle 11.00 al Dipartimento di Fisica (Via Buonarroti 2, edificio C, aula 131) con il seminario della professoressa Nadia Robotti, Professore di Storia della Fisica all'Università di Genova. Nel corso dell'incontro sarà ricostruita l'attività scientifica svolta da Bruno Pontecorvo presso il Regio Istituto di Fisica di Roma a partire dalla sua laurea nel novembre 1933 fino alla sua partenza per l'Institute du Radium di Parigi nell'aprile 1936.
Bruno Pontecorvo nacque a Pisa il 22 agosto 1913 ed morì a Dubna, in Russia, nel 1993. Allievo di Fermi e suo assistente più giovane nel gruppo dei "ragazzi di via Panisperna", ha segnato grazie ai suoi studi una parte importante della Fisica moderna portando idee profondamente innovative, in particolare, nella Fisica del Neutrino.
"Ma della vita di Pontecorvo, avventurosa e ricca di incontri ed esperienze in tutti i Paesi che nel mondo erano all'avanguardia nella Fisica Nucleare – spiega Marco Maria Massai, docente di fisica sperimentale dell'Ateneo pisano - se ne è parlato molto anche a causa della sua scelta, nel 1950, di trasferirsi in Unione Sovietica; scelta che per molti anni ha alimentato ipotesi, sospetti e illazioni sulle motivazioni e le modalità con le quali è avvenuta".
Fra gli eventi futuri per ricordare questo grande scienziato pisano è previsto un simposio internazionale, organizzato in collaborazione con il JINR di Dubna, dove Pontecorvo ha lavorato fino alla sua morte, che si terrà in settembre a Pisa. E' inoltre in cantiere una mostra per illustrare la sua vita e le sue ricerche, ma anche la sua complessa storia famigliare. Industriali tessili in Pisa fin dalla seconda metà dell'Ottocento, i Pontecorvo sono ricordati anche per gli altri due fratelli di Bruno. Gillo, indimenticato e raffinato regista, e Guido, grande genetista che ha raggiunto una fama internazionale della patria di adozione, la Gran Bretagna, dopo essere fuggito, come molti altri ebrei, dall'Italia durante il fascismo.
Per la ricerca dell’Università di Pisa si aprono le porte del Massachusetts Institute of Technology
Progetti di ricerca comuni, borse di studio e scambi per studenti e ricercatori, circolazione di idee e conoscenza: con un accordo quadro presentato il 28 gennaio, l'Università di Pisa e il Massachusetts Institute of Technology di Boston uniscono forze e competenze per dare un impulso comune alla ricerca. Per l'Ateneo pisano questa collaborazione è particolarmente rilevante sia per il prestigio di cui gode il MIT, che è universalmente riconosciuto ai vertici tra le università di ricerca del mondo, sia perché nel nostro Paese esso aveva finora all'attivo collaborazioni su progetti specifici solo con i Politecnici di Milano e Torino, e Pisa è dunque la prima Università generalista italiana a sottoscrivere una partnership di rilievo più ampio. La convenzione, di durata triennale, riguarderà tutte le aree scientifiche, con priorità ai settori dell'Energia, ICT e Scienze della vita, che fanno diretto riferimento a tre dei distretti tecnologici toscani. Essa fa parte del MIT-Italy Program, il programma del MIT il cui scopo è creare per studenti e docenti opportunità di collaborazione con istituzioni italiane di eccellenza.
L'accordo è stato illustrato nella sede pisana di Palazzo alla Giornata dal rettore Massimo Augello, dal co-direttore del MIT-Italy Program, Serenella Sferza, e dal prorettore per la Ricerca applicata e l'innovazione, Paolo Ferragina, che è stato il promotore dell'iniziativa per conto dell'Ateneo pisano. "In una fase in cui il sistema universitario italiano soffre per i ripetuti tagli del finanziamento pubblico, l'Ateneo pisano continua nella sua scelta di investire risorse nei settori strategici. L'accordo con il MIT prevede da parte dell'Università di Pisa un significativo stanziamento iniziale, che sarà destinato soprattutto a supportare la ricerca e i giovani ricercatori dell'Ateneo. La collaborazione con una delle istituzioni universitarie più prestigiose al mondo, all'avanguardia in molti settori disciplinari, è anche un esempio di come abbiamo voluto impostare e realizzare la nostra politica per quanto riguarda il settore dell'internazionalizzazione".
"Siamo orgogliosi di poter avviare questa cooperazione con l'Università di Pisa - ha aggiunto Serenella Sferza – che è un'istituzione eccellente con forti legami con il tessuto imprenditoriale locale e una solida reputazione internazionale in diversi dei settori di interesse del MIT. Quello con l'Italia è uno dei programmi finora più piccoli dei 12 attivati - tra i quali spiccano quelli rivolti all'India, alla Cina, al Brasile, alla Germania e alla Francia - ma il nostro è un impegno convinto per mantenere l'Italia nella mappa delle collaborazioni strategiche del MIT e per sostenere i molti docenti del MIT interessati a lavorare con questo Paese".
Il progetto MIT-UNIPI sosterrà in particolare la promozione di collaborazioni di ricerca tra i docenti del MIT e quelli dell'Università di Pisa su progetti aperti a tematiche nuove e avanzate. I contributi privilegeranno nuove collaborazioni, con fondi che potranno essere utilizzati per spese di viaggio e soggiorno, così come per le tasse degli studenti in visita al MIT. Il MIT-Italy Program aiuterà la creazione di contatti tra ricercatori del MIT e dell'Università di Pisa con interessi simili. Saranno finanziati inoltre stage e borse di ricerca, a copertura delle spese di viaggio e soggiorno presso l'Università di Pisa sostenute dagli studenti del MIT e dai ricercatori che lavorano su progetti comuni.
Per la storia dei cognomi ebraici in Italia
Firenze 1925: l'ebreo Samuele Schaerf pubblica per la casa editrice Israel "I cognomi degli ebrei in Italia". Il suo intento è di celebrare il contributo dato dagli ebrei al Risorgimento e alla prima guerra mondiale, ma di lì a poco il volumetto si trasformò in un vero e proprio boomerang. Nel giro di pochissimi anni (quando era in gestazione il razzismo fascista) il significato originario di quell'elenco di cognomi venne completamente rovesciato e assunse il valore di una vera e propria lista di proscrizione.
Il racconto di questa vicenda apre il saggio "Per la storia dei cognomi ebraici di formazione italiana" dello storico Michele Luzzati, già direttore del Centro interdipartimentale di studi ebraici dell'Università di Pisa.
"E di particolare gravità - spiega Michele Luzzati - fu il fatto che il riferimento alla religione venne trasformato nel riferimento ad una presunta 'razza'. In ogni caso l'elenco ricostruito dallo Schaerf, privo di qualsiasi fondamento scientifico e di qualsiasi forma di "ufficialità", comprendeva centinaia di nomi che non avevano nulla a che vedere con la storia degli ebrei d'Italia. Per certi aspetti, una vera e propria 'bufala', che si è perpetuata fino ad oggi attraverso le diverse riedizioni in chiave antisemitica".
La ricerca di Luzzati è pubblicata all'interno de "L'Italia dei cognomi", un libro curato da Andrea Addobbati, Roberto Bizzocchi e Gregorio Salinero e appena uscito per i tipi della Pisa University Press. L'intero volume rappresenta il contributo più recente e completo alla storia dei cognomi in Italia, frutto di un progetto di ricerca dell'Università di Pisa a cui hanno partecipato anche l'Université de Paris I, l'Universidad de Extremadura e l'École des hautes études en sciences sociales di Parigi.
Pur nella difficoltà di trattare un tema "delicato" come quello dei cognomi ebraici, il saggio di Michele Luzzati fa il punto sugli studi in materia e sui miti da sfatare intorno alla questione. Come ad esempio l'idea che i cognomi ebraici siano "parlanti", cioè che dal cognome si possa in effetti risalire all'ebraicità degli individui.
"Nella società odierna – conclude Luzzati - sono ormai pochissimi i cognomi effettivamente 'parlanti', cioè in grado di 'raccontare', di primo acchito, non solo frammenti della storia più o meno remota della famiglia a cui un individuo appartiene, ma anche qualche connotato del suo presente. E questo è sicuramente vero anche per coloro che professano la religione ebraica. Relativamente ai cognomi in uso tanto fra gli ebrei quanto fra i cristiani, basterà far riferimento a 'Rossi'. Si tratta di un tipico cognome ebraico. E' ovvio che non possiamo da qui inferire che le molte centinaia di migliaia di italiani che portano il cognome Rossi siano tutti ebrei o di origine ebraica".
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Vedi anche l'intervista allo storico Muchele Luzzati sul sito dell'Università di Pisa: http://www.unipi.it/index.php/tutte-le-news/item/1388-intervista-allo-storico-michele-luzzati
La rete in fibra ottica dell’Università di Pisa cresce ancora passando da 1 a 10 Gb
La rete in fibra ottica dell'Università di Pisa si apre al futuro, attraverso l'adozione di nuove tecnologie che sfruttano in maniera esponenziale le potenzialità della banda e che d'ora in poi renderanno possibile lo sviluppo di servizi altamente innovativi. Negli scorsi giorni, i tre circuiti del POP pisano (Point of Presence, ovvero il punto di concentrazione della rete della ricerca pisana, gestito dall'università) sono infatti passati da 1 a 10 Gb, con un sistema dotato di macchine DWDM (Dense Wavelength Division Multiplexing) in grado di decuplicare questa velocità fino ad arrivare a 160 Gb. Entro i prossimi due anni, le prestazioni cresceranno ancora da 10 a 40 Gb.
Il potenziamento della rete pisana fa parte del progetto nazionale "GARR-X", che mira a estendere in tutta Italia l'infrastruttura in fibra ottica dedicata alla comunità dell'università e della ricerca. La rete potrà assicurare l'interazione e la fornitura di servizi con le reti della ricerca in Europa e nel resto del mondo. Potrà poi servire per costruire in tempi rapidi dei circuiti, autonomi e protetti, specificatamente dedicati a gruppi di ricerca nazionali e internazionali per lo scambio e la condivisione delle conoscenze. Sarà infine possibile garantire l'accesso, in modo semplice e sicuro, a infrastrutture di calcolo scientifico, grandi banche dati e ad altre risorse distribuite.
Nell'ambito del GARR, la rete dell'Ateneo non fa solo da riferimento per tutte le università e gli enti di ricerca dell'area pisana, oltre che per molte scuole superiori del territorio. Come perno della dorsale tirrenica, costituisce infatti uno snodo nevralgico per l'intera rete italiana della ricerca, pari per importanza ed eccellenza ai soli centri di Roma, Milano, Bologna e Napoli. Essendo uno dei pochissimi casi in cui l'Università è proprietaria della rete in fibra ottica, con capacità potenzialmente illimitate, Pisa rappresenta infine un modello a livello nazionale e una sede di sperimentazione di tecnologie e servizi di avanguardia.
Si conferma così il significato strategico della scelta operata oltre venti anni fa dal Centro SerRA dell'Università di Pisa che, sotto l'impulso del professor Giuseppe Pierazzini e di un piccolo gruppo di ricercatori e tecnici dell'allora dipartimento di Fisica, decise di scommettere su una rete proprietaria in fibra ottica che puntasse sullo sviluppo di servizi innovativi e altamente tecnologici. Nel tempo quell'intuizione si è andata strutturando in una rete che oggi è formata da oltre 3.500 chilometri di fibra ottica, con 60 chilometri di canalizzazioni, e che collega in modo capillare tutti gli edifici universitari e le principali sedi istituzionali del territorio pisano. L'eredità iniziale è stata raccolta e sviluppata, con lo stesso impegno e la stessa passione, dalla Direzione informatica, telecomunicazioni e fonia - ICT dell'Ateneo, diretta da Stefano Suin e coordinata per questi aspetti da Paolo Caturegli, non a caso due dei protagonisti del gruppo pioneristico degli anni Novanta.
All’Orto Botanico il primo incontro di “Disegnare al Museo”
Grazie alla collaborazione tra il Museo di Storia naturale e il Museo Botanico dell'Università di Pisa, con l'inizio dell'anno parte un nuovo ciclo di incontri sull'illustrazione scientifico-botanica, dal titolo "Disegnare al Museo". Gli incontri, aperti a tutti coloro che vogliono approfondire questo argomento, sono suddivisi in livello base, intermedio e avanzato.
Il primo incontro si svolgerà venerdì 25 gennaio presso l'Orto botanico, sarà di livello base e avrà come tema "Gemme e rami". Dati i posti limitati, è richiesta l'iscrizione (tel. 050 2211316, e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; oppure 050 2212983, e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).
Al dipartimento di Matematica al via la nona “Settimana Matematica”
Anche quest'anno il dipartimento di Matematica e il corso di laurea in Matematica dell'Università di Pisa organizzano, nel periodo dal 28 al 30 gennaio, la "Settimana Matematica", appuntamento rivolto a studenti delle ultime classi delle scuole superiori che sta diventando una tradizione consolidata nel panorama dell'orientamento universitario. L'iniziativa ha sempre riscosso un enorme successo, testimoniato dalla sempre crescente quantità di richieste di partecipazione pervenute da istituti di tutte le province toscane e anche da province extra-regionali: gli studenti che parteciperanno alla "Settimana Matematica" saranno circa 150, e le scuole coinvolte saranno 36, delle province di Pisa, Livorno, Lucca, Firenze, Massa, Grosseto, Pistoia, ma anche di La Spezia, Salerno, Genova, Latina, Perugia, Roma, Biella, Chieti, Cagliari.
La manifestazione, che si terrà presso il dipartimento di Matematica in Largo Pontecorvo 5, si articolerà in vari momenti, alcuni collegiali, altri in cui gli studenti saranno divisi in gruppi. Agli studenti che parteciperanno sarà data la possibilità di scegliere tra 8 possibili laboratori: "Esplorazioni matematiche con il foglio di calcolo"; "Ripartiamo da 0"; Giochi con e senza probabilità; Dai problemi matematici dei Samurai al teorema di Napoleone; Dalla mela di Newton all'era spaziale passando per Einstein: la matematica in orbita; Giochi e strategie; La matematica delle elezioni. I ragazzi potranno così conoscere il corso di laurea e il dipartimento di Matematica della nostra Università e provare l'esperienza di lezioni di matematica di tipo universitario. Come tutti gli anni avranno un ruolo cruciale i tutors, studenti del corso di laurea in Matematica che affiancheranno i partecipanti nelle varie attività previste.
Un progetto per il recupero del giardino di Villa Sismondi a Pescia
Con il loro progetto hanno ricreato un disegno compositivo ormai cancellato dal tempo, reintroducendo piante scomparse negli anni e inserendo nuove essenze e motivi ornamentali in grado di valorizzare le varie aree del giardino. È stata una vera esperienza sul campo quella vissuta dagli studenti del corso di "Analisi, recupero e valorizzazione del giardino storico" attivato all'Università di Pisa all'interno del corso di laurea magistrale "Progettazione e gestione del verde urbano e del paesaggio", che li ha coinvolti in un concorso mirato alla presentazione di progetti per il recupero del giardino di Villa Sismondi in Valchiusa (Pescia).
Tra i vari elaborati presentati, è stato dichiarato vincitore quello del gruppo di studenti composto da Irene Bernardi, Massimo Mirabile e Lorenzo Simonetti, per la particolare originalità della proposta progettuale. In riconoscimento della qualità del loro lavoro, l'Associazione di Studi Sismondiani ha disposto l'erogazione di un premio, consistente in un buono per l'acquisto di libri sul tema del giardino storico. La commissione giudicatrice, composta da Lucia Tomasi Tongiorgi, delegata del rettore per le iniziative culturali, Anna Maria Pult Quaglia, vicepresidente dell'Associazione di Studi Sismondiani, Giacomo Lorenzini e Galileo Magnani, professori dell'Università di Pisa, ha unanimemente ritenuto degni di menzione tutti gli elaborati presentati.
La villa in Valdichiusa con l'annesso podere fu acquisita a fine Settecento da Sismonde de Sismondi, economista e colto studioso di storia e letteratura, discendente di una famiglia nobile originaria di Pisa, citata anche nella Divina Commedia di Dante. Sismondi scelse la villa come sua abitazione e qui si dedicò alla coltivazione e allo studio di tecniche agricole che lo portarono poi alla stesura del "Tableau de l'agriculture toscane" pubblicato a Ginevra nel 1801. In origine l'area riservata al giardino era molto ridotta e fu a metà Ottocento che i discendenti di Sismondi decisero di ampliarlo e arredarlo con specie esotiche imposte dalla moda del tempo, come magnolie, palme, camelie e bamboo. Negli anni il giardino è stato lentamente abbandonato ed oggi non risulta più avere uno stile compositivo ben determinato.
Tra gli elementi innovativi del progetto risultato vincitore, c'è l'introduzione lungo la scalinata centrale di un bersò ornato dalla Clematis; inoltre sono stati reintrodotti gli agrumi sul lato nord, ridossati alla parete, al riparo dalla tramontana. Le due palme da datteri a fianco della scalinata centrale danno slancio alla facciata della villa e riprendono uno stilema in voga all'inizio Novecento. In questa ottica rientra anche il roseto che fiancheggia la doppia gradinata. Come motivo ornamentale è stato introdotto il colore dato dal fogliame e dalla fioritura di Lavanda, Teucrium, Weigelia e Abelia.
L’architettura colombiana del XX secolo in una conferenza a Ingegneria
Giovedì 24 gennaio, alle 15.30, nell'Aula Magna "A. Pacinotti" del Triennio di Ingegneria, l'architetto Olimpia Niglio terrà la conferenza "Il contributo della scuola italiana di ingegneria e di architettura in Colombia nella prima metà del XX secolo". La conferenza fa parte del ciclo di seminari previsti per l'anno accademico 2012-2013 curati dal corso di laurea magistrale in Ingegneria edile Architettura del dipartimento di Ingegneria dell'Energia, dei Sistemi, del Territorio e delle Costruzioni (DESTeC).
Olimpia Niglio, architetto, dottore di ricerca in Conservazione beni architettonici, dal 2006 è docente presso l'Universidad de Ibagué (Colombia), dove è titolare del corso di Restauro architettonico presso la Escuela International. Presso l'Università di Ibagué è coordinatore scientifico internazionale del gruppo di ricerca per il progetto di restauro urbano della città coloniale di Ambalema. Attualmente è visiting professor presso la Kyoto University in Giappone e presso l'Universidad de Concepción en Chile. È autore di oltre 200 pubblicazioni nel settore della Storia e del restauro dell'architettura.
Al via la IV edizione del master internazionale in Business Administration
Trenta nuovi allievi provenienti da tutto il mondo per il master MBA dell'Università di Pisa. Lunedì 21 gennaio, alle ore 14.30, presso il Palazzo dei Congressi, sarà inaugurata la IV edizione del master internazionale in Business Administration, uno dei pochi corsi post laurea in Italia interamente svolti in lingua inglese, organizzato dal dipartimento di Economia e Management dell'Università di Pisa. Nell'occasione si terrà il workshop "Management experiences. An international perspectives" e si discuterà di alcune delle più significative esperienze di management internazionale con docenti universitari e manager aziendali.
Un evento unico per incontrare punti di vista e culture differenti con 30 nuovi allievi provenienti da 18 paesi diversi: Albania, Australia, Cina, Colombia, Finlandia, Georgia, Germania, Grecia, India, Italia, Messico, Perù, Romania, Slovacchia, Sri Lanka, Turchia, USA, Venezuela. Il master ha riscontrato un incremento nel numero delle richieste di partecipazione e di iscritti rispetto alle precedenti edizioni, grazie anche all'ampliamento con gli anni di collaborazioni internazionali, in termini di didattica, ospitando docenti stranieri provenienti da prestigiose università (Austin E. Cofrin School of Business - University of Wisconsin-Green Bay, Boston University School of Management, Cass Business School (London, UK), European Business School London, Louvain School of Management (Université Catholique de Louvain, Belgium), Norwegian School of Economics (Norvegia), Nottingam University Business School (UK), The George Washington University (USA), University of Sussex (UK), Victoria University, Melbourne) e testimoni aziendali dal Corporate Network del master.
Gli eco vasi biodegradabili che nutrono le piante
Biodegradabili, economicamente competitivi e capaci di nutrire anche la pianta. Saranno così i vasi su cui stanno lavorando i ricercatori del Dipartimento di Ingegneria Civile e Industriale dell'Università di Pisa. Il progetto, che durerà 18 mesi, si chiama Eco-Pot ed è stato appena finanziato dalla Regione Toscana con un contributo di circa 450mila euro. Oltre all'Ateneo pisano, i partner coinvolti sono il Dipartimento di Biologia Cellulare e Ambientale dell'Università di Perugia, l'Istituto per i Sistemi Agricoli e Forestali del Mediterraneo del CNR, 58 aziende vivaistiche di Pistoia (tra le quali Vivai Sandro Bruschi, Vivai Piante Masetti Sabino, Romiti F.llli Mario & Marco) e la società di servizi di Coldiretti Impresa Verde Pistoia.
"Il nostro obiettivo è quello di realizzare vasi, di medie e grandi dimensioni, utilizzando materiali compositi, da noi sviluppati, costituiti da una matrice sintetica biodegradabile e materiale organico di scarto - spiega l'Ing. Maurizia Seggiani, ricercatrice del Dipartimento di Ingegneria Civile e Industriale - capace, una volta interrato il vaso, di nutrire la pianta durante il processo di degradazione nel terreno ".
Il progetto Eco Pot promette dunque di rivoluzionare il comparto vivaistico. Anche se non esistono dati ufficiali si stima che in Italia questo settore consumi annualmente circa 440 milioni di vasi in polipropilene, il che naturalmente comporta problemi e oneri di smaltimento. Attualmente, i contenitori "biodegradabili" (talvolta dichiarati tali senza alcuna indicazione della normativa europea di riferimento) presenti sul mercato hanno scarse proprietà meccaniche e/o costi troppo alti come ad esempio i vasi in lolla di riso o in fibra di legno.
"I primi prototipi degli eco vasi saranno pronti entro alcuni mesi dall'avvio ufficiale del progetto - conclude Maurizia Seggiani – e una volta messo a punto il processo industriale di stampaggio procederemo alla produzione di circa 10.000 vasi di varie dimensioni le cui prestazioni saranno validate in vivaio, impiegando un ampio numero di piante differenziate per varietà ed età, come previsto nel progetto".
DIDASCALIA FOTO: Il team di ricercatori dellUniversità di Pisa impegnato nel progetto Eco Pot: al centro Seggiani Maurizia, a sinistra Monica Puccini e a destra Sandra Vitolo.