Partecipa alla WIN Challenge: innovazione al femminile per un futuro inclusivo
Il Contamination Lab Pisa invita a partecipare alla WIN Challenge: Women, Innovation for Inclusive Solutions, una sfida regionale organizzata in collaborazione con Netval e Invitalia.
L’obiettivo della challenge è proporre un’idea innovativa che abbia queste finalità:
- integrare tecnologie innovative o modelli di business inclusivi per l’empowerment delle donne;
- promuovere l’inclusione sociale e la sostenibilità;
- promuovere soluzioni tecnologiche per la parità di genere;
- proporre soluzioni per migliorare l’accesso alle risorse e alla salute per le categorie vulnerabili;
- promuovere progetti che permettono l’accesso delle donne a nuove opportunità (es. STEM).
La WIN Challenge: Women, Innovation for Inclusive Solutions si articola in diverse sfide, tra cui una specifica per le Università della Toscana.
- Innovative Women for Change
Idee/progetti innovativi per un cambiamento sociale e inclusivo. Destinatarie/i: le/i studenti universitari di percorsi magistrali, dottorande/i e ricercatrici/tori e docenti di qualsiasi disciplina e afferenti a qualsiasi Università e Scuola a Ordinamento Speciale della Regione Toscana.
Un’altra sfida è riservata alle aziende spin off dell’Università di Pisa:
- Imprese di Valore
Destinatarie: aziende spin off dell’Università di Pisa che si caratterizzano per un forte impegno verso la sostenibilità, l’inclusività e la responsabilità sociale.
La scadenza per presentare la propria candidatura è il 5 aprile 2025.
La giuria valuterà le idee migliori pervenute, che saranno presentate in occasione del Roadshow Women, Innovation, and Networks for Inclusive Leadership in programma il 15 aprile a Pisa, organizzato da Contamination Lab in collaborazione con Netval e Invitalia.
Criteri di valutazione
Delle idee saranno considerate la valorizzazione dell’imprenditoria femminile attraverso soluzioni innovative e originali che migliorino l’accesso delle donne a risorse e opportunità, garantendo sostenibilità ambientale, economica e sociale. Sarà, inoltre, tenuto in particolare considerazione anche l’impatto sociale, nella misura in cui sia misurabile e replicabile, con un modello di business chiaro e sostenibile a lungo termine.
Award
Alle idee/progetti/aziende finaliste potranno essere riservati premi e riconoscimenti, quali partecipazione a percorsi formativi nazionali ed internazionali, partecipazione a fiere e/o ad eventi nazionali ed internazionali e visiting aziendali.
Tutte le informazioni a questo nell pagina del Contamination Lab.
Si schiudono uova e… attività di Pasqua nei musei SMA
In occasione delle festività pasquali presso il Sistema Museale di Ateneo saranno organizzati una serie di laboratori e attività per famiglie.
Leggi il programma completo: https://www.sma.unipi.it/2025/03/pasqua/
Erosione costiera in Italia: sino a 10 metri in meno l’anno, a rischio il 66% dei delta fluviali
Due terzi dei principali fiumi italiani è attualmente a rischio erosione con arretramenti della costa che arrivano sino a 10 metri l’anno. Il quadro emerge da uno studio pubblicato sulla rivista “Estuarine, Coastal and Shelf Science” e condotto dalla professoressa Monica Bini e dal dottor Marco Luppichini del dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa. La ricerca ha analizzato i cambiamenti delle coste sabbiose italiane negli ultimi 40 anni, dal 1984 al 2024, con particolare attenzione ai delta fluviali.
Utilizzando un software che analizza immagini satellitari, Bini e Luppicchini hanno ricostruito l’evoluzione della costa italiana. Il risultato è che il 66% dei 40 principali fiumi italiani è soggetto all’erosione costiera, percentuale che sale 100% se si escludono le aree protette da difese artificiali.
“Il cambiamento climatico sta avendo un impatto significativo sull'evoluzione delle coste italiane – spiega Marco Luppichini – in particolare incidono la diminuzione delle precipitazioni e l’aumento degli eventi meteorologici estremi che alterano il ciclo idrologico e la capacità dei corsi d’acqua di trasportare sedimenti fino alla costa. A questo si aggiungono l’innalzamento del livello del mare, che contribuisce alla scomparsa di tratti di litorale, e l’incremento della temperatura delle acque superficiali del Mediterraneo che intensifica tempeste e mareggiate, accelerando il processo erosivo e riducendo la resilienza delle spiagge”.
Secondo lo studio, le aree più a rischio erosione sono il delta del Po, il Serchio, l’Arno, e l’Ombrone in Toscana e il delta del Sinni in Basilicata, tutte zone caratterizzate da un forte arretramento della linea di costa e da una significativa perdita di sedimenti dovuta a fattori climatici e antropici.
Il delta del Po è una delle zone più vulnerabili a causa dell'innalzamento del livello del mare e della riduzione del trasporto sedimentario. Nonostante alcune aree mostrino avanzamenti della costa, molte parti registrano un progressivo arretramento, in particolare nei settori meno protetti da opere artificiali. In Toscana le foci dell’Arno e del Serchio sono soggette ad un arretramento costante di 2-3 metri l’anno mentre il delta dell’Ombrone registra una delle situazioni più critiche, con tassi di erosione fino a 5-6 metri l’anno. La ridotta disponibilità di sedimenti, dovuta a modifiche antropiche lungo il corso del fiume, e l'aumento delle mareggiate rende infatti questa zona particolarmente fragile, mettendo a rischio gli ecosistemi del Parco della Maremma e le attività economiche legate al turismo e all’agricoltura. Il delta del Sinni, in Basilicata, rappresenta infine uno dei casi più estremi, con un’erosione che supera i 10 metri l'anno, una delle più alte in Italia.
“E’ chiara l’urgenza di adottare strategie sostenibili per gestire le coste, mitigare gli effetti dell’erosione e proteggere le aree più fragili – conclude Luppichini – grazie al nostro studio abbiamo realizzato un database omogeneo per l’intero territorio nazionale così da aiutare una possibile pianificazione degli interventi a difesa delle zone più a rischio, come i delta fluviali, veri e propri “hotspot” della crisi climatica in corso”.
Erosione costiera in Italia: sino a 10 metri in meno l’anno, a rischio il 66% dei delta fluviali
Lo studio del dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa pubblicato sulla rivista Estuarine, Coastal and Shelf Science
Due terzi dei principali fiumi italiani è attualmente a rischio erosione con arretramenti della costa che arrivano sino a 10 metri l’anno. Il quadro emerge da uno studio pubblicato sulla rivista “Estuarine, Coastal and Shelf Science” e condotto dalla professoressa Monica Bini e dal dottor Marco Luppichini del dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa. La ricerca ha analizzato i cambiamenti delle coste sabbiose italiane negli ultimi 40 anni, dal 1984 al 2024, con particolare attenzione ai delta fluviali.
Utilizzando un software che analizza immagini satellitari, Bini e Luppicchini hanno ricostruito l’evoluzione della costa italiana. Il risultato è che il 66% dei 40 principali fiumi italiani è soggetto all’erosione costiera, percentuale che sale 100% se si escludono le aree protette da difese artificiali.
“Il cambiamento climatico sta avendo un impatto significativo sull'evoluzione delle coste italiane – spiega Marco Luppichini – in particolare incidono la diminuzione delle precipitazioni e l’aumento degli eventi meteorologici estremi che alterano il ciclo idrologico e la capacità dei corsi d’acqua di trasportare sedimenti fino alla costa. A questo si aggiungono l’innalzamento del livello del mare, che contribuisce alla scomparsa di tratti di litorale, e l’incremento della temperatura delle acque superficiali del Mediterraneo che intensifica tempeste e mareggiate, accelerando il processo erosivo e riducendo la resilienza delle spiagge”.
Secondo lo studio, le aree più a rischio erosione sono il delta del Po, il Serchio, l’Arno, e l’Ombrone in Toscana e il delta del Sinni in Basilicata, tutte zone caratterizzate da un forte arretramento della linea di costa e da una significativa perdita di sedimenti dovuta a fattori climatici e antropici.
Il delta del Po è una delle zone più vulnerabili a causa dell'innalzamento del livello del mare e della riduzione del trasporto sedimentario. Nonostante alcune aree mostrino avanzamenti della costa, molte parti registrano un progressivo arretramento, in particolare nei settori meno protetti da opere artificiali. In Toscana le foci dell’Arno e del Serchio sono soggette ad un arretramento costante di 2-3 metri l’anno mentre il delta dell’Ombrone registra una delle situazioni più critiche, con tassi di erosione fino a 5-6 metri l’anno. La ridotta disponibilità di sedimenti, dovuta a modifiche antropiche lungo il corso del fiume, e l'aumento delle mareggiate rende infatti questa zona particolarmente fragile, mettendo a rischio gli ecosistemi del Parco della Maremma e le attività economiche legate al turismo e all’agricoltura. Il delta del Sinni, in Basilicata, rappresenta infine uno dei casi più estremi, con un’erosione che supera i 10 metri l'anno, una delle più alte in Italia.
“E’ chiara l’urgenza di adottare strategie sostenibili per gestire le coste, mitigare gli effetti dell’erosione e proteggere le aree più fragili – conclude Luppichini – grazie al nostro studio abbiamo realizzato un database omogeneo per l’intero territorio nazionale così da aiutare una possibile pianificazione degli interventi a difesa delle zone più a rischio, come i delta fluviali, veri e propri “hotspot” della crisi climatica in corso”.
Link articolo scientifico:
https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0272771425000447
"Stile liquido" al Teatro Nuovo
Venerdì 28 e, in replica, sabato 29 marzo, alle ore 21.00, al Teatro Nuovo andrà in scena lo spettacolo dal titolo "Stile liquido", una produzione La Ribalta Teatro di Pisa con il sostegno di Teatrino dei Fondi, Officine Papage e Straligut Teatro.
Di e con Alberto Ierardi, Margherita Galli, Luca Oldani e Giorgio Vierda.
Dopo “Il Settimo Continente” e “Il Pelo nell’Uovo”, (già ospiti delle rassegne di Teatro Contemporaneo del Teatro Nuovo nel 2019 e nel 2023), "Stile liquido" è l’ultimo spettacolo della trilogia, scritta e interpretata da La Ribalta Teatro, che si interroga sul rapporto tra essere umano e ambiente.
La scena si apre con quattro persone che si svegliano una mattina feriale e gli manca l’acqua in casa. Cominciano ad indagare sul perché di questo disservizio, dal contatore alle bollette. Poiché il problema persiste, si arriva a chiamare l’idraulico il quale, attraverso degli audio, alla fine dichiara che c’è un razionamento perché l’acqua è finita. Da qui la domanda: “È finita in che senso?”.
La sveglia riparte e gli attori ripetono la stessa scena una serie di volte, ponendo in conclusione una domanda sempre diversa. Ogni ripetizione è intervallata da un servizio televisivo che affronta molte delle tematiche legate alla questione idrica: il cittadino, l'agricoltura, la politica, l'astrologia fino ad arrivare al Titanic, come se tutto fosse collegato.
L'atmosfera è comico al fine di veicolare una riflessione senza moralismi sulla crisi climatica che, nella percezione comune, non tocca profondamente né la politica, né il singolo soggetto. L'approccio di scrittura muove da fonti scientifiche, contaminate da inserti pop (video virali, riferimenti pubblicitari, aforismi ecc.). Alla conclusione di un delirio circense, metafora del nostro sistema di comunicazione e di approccio alla delicata materia, si vuole aprire lo sguardo su una nuova possibile mentalità: l'idrofilia.
"Stile Liquido" fa parte della stagione teatrale 2024/2025 del Teatro Nuovo-Binario Vivo APS sostenuta da Fondazione Pisa, Soci Coop e Unicoop Firenze.
Il costo del biglietto ridotto per studenti, docenti e dipendenti dell'Università è di 10 euro.
Botteghino del teatro (piazza della Stazione, 16, Pisa) aperto martedì e giovedì dalle 16.00 alle 19.00 e a partire da un'ora prima dell'inizio degli spettacoli.
Prevendite online: https://www.ciaotickets.com/it/location/teatro-nuovo-pisa
Per partecipare agli spettacoli del Teatro Nuovo è richiesta la tessera associativa annuale di Binario Vivo (costo 3 euro).
Tesseramento online: https://www.cloud32.it/GES/pub/iscrisocio/232333/01
Contatti: 392.3233535; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
"Stile liquido" al Teatro Nuovo
Venerdì 28 e, in replica, sabato 29 marzo, alle ore 21.00, al Teatro Nuovo andrà in scena lo spettacolo dal titolo "Stile liquido", una produzione La Ribalta Teatro di Pisa con il sostegno di Teatrino dei Fondi, Officine Papage e Straligut Teatro.
Di e con Alberto Ierardi, Margherita Galli, Luca Oldani e Giorgio Vierda.
Dopo “Il Settimo Continente” e “Il Pelo nell’Uovo”, (già ospiti delle rassegne di Teatro Contemporaneo del Teatro Nuovo nel 2019 e nel 2023), "Stile liquido" è l’ultimo spettacolo della trilogia, scritta e interpretata da La Ribalta Teatro, che si interroga sul rapporto tra essere umano e ambiente.
La scena si apre con quattro persone che si svegliano una mattina feriale e gli manca l’acqua in casa. Cominciano ad indagare sul perché di questo disservizio, dal contatore alle bollette. Poiché il problema persiste, si arriva a chiamare l’idraulico il quale, attraverso degli audio, alla fine dichiara che c’è un razionamento perché l’acqua è finita. Da qui la domanda: “È finita in che senso?”.
La sveglia riparte e gli attori ripetono la stessa scena una serie di volte, ponendo in conclusione una domanda sempre diversa. Ogni ripetizione è intervallata da un servizio televisivo che affronta molte delle tematiche legate alla questione idrica: il cittadino, l'agricoltura, la politica, l'astrologia fino ad arrivare al Titanic, come se tutto fosse collegato.
L'atmosfera è comico al fine di veicolare una riflessione senza moralismi sulla crisi climatica che, nella percezione comune, non tocca profondamente né la politica, né il singolo soggetto. L'approccio di scrittura muove da fonti scientifiche, contaminate da inserti pop (video virali, riferimenti pubblicitari, aforismi ecc.). Alla conclusione di un delirio circense, metafora del nostro sistema di comunicazione e di approccio alla delicata materia, si vuole aprire lo sguardo su una nuova possibile mentalità: l'idrofilia.
"Stile Liquido" fa parte della stagione teatrale 2024/2025 del Teatro Nuovo-Binario Vivo APS sostenuta da Fondazione Pisa, Soci Coop e Unicoop Firenze.
Il costo del biglietto ridotto per studenti, docenti e dipendenti dell'Università è di 10 euro.
Botteghino del teatro (piazza della Stazione, 16, Pisa) aperto martedì e giovedì dalle 16.00 alle 19.00 e a partire da un'ora prima dell'inizio degli spettacoli.
Prevendite online: https://www.ciaotickets.com/it/location/teatro-nuovo-pisa
Per partecipare agli spettacoli del Teatro Nuovo è richiesta la tessera associativa annuale di Binario Vivo (costo 3 euro).
Tesseramento online: https://www.cloud32.it/GES/pub/iscrisocio/232333/01
Contatti: 392.3233535; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Late Neolithic campsite discovered in the Al-Hajar Mountains of Oman
As part of an excavation campaign launched in 2024 in the area of Hayy Al-Sarh, near the city of Rustaq in Oman, the remains of a Neolithic campsite dating back to 3600–3400 BCE have been uncovered. The discovery was made within the framework of the international project PrehistOman, directed by Niccolò Mazzucco of the University of Pisa, in co-direction with Khaled Douglas and Nasser Al-Jahwari of Sultan Qaboos University. The project is carried out with the approval of the Ministry of Heritage and Tourism of Oman and under the patronage of the Italian Ministry of Foreign Affairs and International Cooperation.
The mission aims to investigate prehistoric occupation in Oman’s inland regions, which remain largely unexplored to this day. Most of the archaeological evidence relating to hunter-gatherer-fisher populations originates from excavations along the coast, particularly in the area of present-day Muscat and the Ja’lān region.
At the Hayy Al-Sarh site, an excavation area of approximately 60 square metres was opened, revealing an archaeological layer containing the remains of a Late Neolithic campsite. Of particular significance is the discovery of a dwelling structure, a pseudo-circular hut, likely constructed using a wooden framework, of which postholes remain, and originally covered with branches. This type of structure closely resembles examples found along the coast in the Ras Al Hamra area. Surrounding the hut, several hearths and combustion areas have been identified, along with a zone dedicated to flintknapping and lithic production, where distinctive bifacially retouched arrowheads were found.
“The discovery of an archaeological structure within a stratified context is extremely rare in Oman,” comments Professor Mazzucco. “Most prehistoric evidence in the region has been documented on the surface, often consisting of poorly preserved architectural traces and scattered artefacts. The excellent preservation of the stratigraphy at this site has allowed for the collection of a greater number of samples for bioarchaeological and palaeoenvironmental analyses, and for radiocarbon dating, which places the structure between 3600 and 3400 BCE.”
Preliminary pollen and geomorphological studies suggest that the campsite was located near a seasonally wet area. Based on the raw materials recovered and worked on site, as well as the presence of shell ornaments, it appears that the community occupying Hayy Al-Sarh moved across a vast territory—from the coast to the Al Hajar mountain range, and as far inland as the area around modern-day Bisya, covering straight-line distances of over 150 kilometres.
Future research will focus on completing the excavation of the campsite and identifying new anthropogenic structures within the site, which appears to be extensive and largely unexplored.
Scoperto un accampamento della fine del Neolitico tra le montagne dell'Al-Hajar in Oman
Grazie a una campagna di scavi avviata nel 2024 nell’area di Hayy Al-Sarh, nei pressi della città di Rustaq in Oman, sono emersi i resti di un accampamento neolitico risalente al 3600-3400 a.C., portati alla luce nell’ambito del progetto internazionale PrehistOman. Il progetto, diretto da Niccolò Mazzucco dell'Università di Pisa, in co-direzione con Khaled Douglas e Nasser Al-Jahwari della Sultan Qaboos University, si svolge con l'approvazione del Ministero del Patrimonio e del Turismo dell'Oman e con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale italiano.
La missione ha l'obiettivo di studiare l'occupazione preistorica delle aree interne dell'Oman, ancora oggi poco conosciute. La maggior parte delle evidenze relative alle popolazioni di cacciatori-raccoglitori-pescatori proviene infatti da scavi effettuati lungo la costa, nell'area dell'attuale capitale, Muscat, e dello Ja'lān.
Nel sito di Hayy Al-Sarh è stata aperta un'area totale di circa 60 mq, individuando uno strato archeologico con resti di un accampamento risalente alla fine del Neolitico. Particolarmente importante è il ritrovamento di una struttura abitativa, una capanna pseudo-circolare, probabilmente costruita con un'intelaiatura in legno, di cui rimangono le buche di palo, e poi ricoperta di frasche. Si tratta di un’abitazione molto simile agli esempi trovati sulla costa nell'area di Ras Al Hamra. Attorno sono state scoperte varie aree di combustione e strutture per il fuoco, oltre a una zona destinata alla scheggiatura e alla produzione litica, con la presenza di caratteristiche punte di freccia a ritocco bifacciale.
“Il rinvenimento di una struttura archeologica in un contesto stratigrafico è un evento molto raro in Oman, dove la maggior parte delle testimonianze preistoriche è documentata in superficie, attraverso resti di strutture spesso poco conservate e dispersioni di manufatti – commenta il professor Mazzucco – La buona conservazione del sito in stratigrafia ha permesso di raccogliere un numero maggiore di campioni per le analisi bioarcheologiche e paleoambientali, oltre a datare la struttura tramite la tecnica del radiocarbonio al 3600-3400 a.C.
L'accampamento doveva trovarsi in prossimità di una zona umida a carattere stagionale, come indicato dalle indagini polliniche e geomorfologiche preliminari”. Sulla base delle materie prime rinvenute e scheggiate sul sito, nonché degli ornamenti in conchiglia presenti, sembra che il gruppo umano che occupò Hayy Al-Sarh si spostasse su un'ampia area, dalla costa fino alla catena montuosa dell'Al Hajar, spingendosi fino all'area dell'attuale città di Bisya, per distanze in linea d'aria superiori ai 150 km.
Le ricerche future mirano a completare lo scavo dell'accampamento e a individuare nuove strutture antropiche nel sito, probabilmente molto esteso e con ampie zone ancora da esplorare.
Bando Erasmus 2025
Tania Guidi vince la seconda edizione del premio di studio Tarabella
Sabato 15 marzo si è svolta presso Villa Argentina, a Viareggio la cerimonia di premiazione del premio di studio Tarabella-seconda edizione, offerto dalla famiglia del biologo Massimo Tarabella e intitolato alla sua memoria. Il premio è stato conferito quest'anno alla dott.ssa Tania Guidi (nella foto insieme alla direttrice del Dipartimento di Biologia Prof.ssa Antonella Del Corso, al relatore di tesi Prof. Andrea Andreucci e alla Dott.ssa Sandra Cosci, vedova del dott. Tarabella), che ha conseguito la laurea in Biologia Molecolare e Cellulare con una tesi dal titolo “Ruolo della sovraespressione dei geni ZIP1;1 e ZIP1;2 in Populus alba L. clone Villafranca in risposta a dosi subletali di zinco”.
Sia la vincitrice, felice ed emozionata per questo riconoscimento, che i docenti dell'ateneo presenti alla cerimonia hanno voluto ringraziare la famiglia del dott. Tarabella per questa bellissima opportunità che viene offerta a chi ha da poco completato il proprio percorso di studi.