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Comunicati stampa

L’ortoterapia aiuta a diminuire lo stress in pazienti con anoressia nervosa di tipo restrittivo e ne migliora la percezione corporea e il disagio affettivo. La buona notizia arriva da uno studio pilota condotto da un gruppo di esperti del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali dell’Università di Pisa, degli Istituti di Fisiologia Clinica (IFC) e di Scienza e Tecnologie dell’Informazione “A. Faedo” (ISTI) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Pisa), della Fondazione IRCCS Stella Maris e della Clinica Riabilitativa dell’Infanzia e dell’Adolescenza “Gli orti di Ada” di Calambrone (Pisa).

 

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Specie vegetali oggetto della ricerca e coltivate dai pazienti allo scopo di consentire di stimolare le loro esperienze sensoriali: ipomea (a), lupino (b), alisso (c), tagete (d), antirrino (e), girasole (f), salvia (g), lavanda (h), melissa (i), mentuccia (j), prezzemolo (k), basilico (l), cavolo di Bruxelles (m), cavolfiore (n), zucca (o), ravanello (p), lattuga (q), zucchino (r).

La ricerca pubblicata sulla rivista Nutrients ha coinvolto un campione di ragazze adolescenti con una diagnosi di anoressia nervosa di tipo restrittivo e con un indice di massa corporea minore di 16. Per dodici settimane le pazienti hanno seguito, oltre al trattamento clinico convenzionale, anche un percorso di ortoterapia che prevedeva di coltivare ortaggi, piante ornamentali e officinali e di caratterizzarne forme, colori e odori. All’inizio e alla fine del trattamento le ragazze hanno ricevuto una valutazione psichiatrica ed è stato loro somministrato un test di identificazione olfattiva per valutare sia la sensorialità relativa agli odori, sia lo stress indotto. In particolare, quest’ultimo è stato valutato dai gruppi Cnr – gli ingegneri Lucia Billeci e Alessandro Tonacci dell’IFC-CNR e Sara Colantonio e Maria Antonietta Pascali dell’ISTI-CNR - attraverso la misurazione dei parametri di frequenza cardiaca e della sua variabilità tramite una fascia cardiaca, della conduttanza cutanea, e attraverso la mappatura termica del volto. I risultati sono stati paragonati a quelli ottenuti da un gruppo di pazienti sottoposte al solo trattamento clinico convenzionale. Le analisi statistiche delle variabili cliniche e fisiologiche hanno così mostrato che i livelli di risposta allo stress sono migliorati nel tempo solo nel gruppo che ha svolto ortoterapia.

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Certificato di “pollice verde” rilasciato al termine dell’esperienza orticolturale

“Al termine dell’esperienza alle partecipanti è stato rilasciato un ‘certificato di merito’ nominandole ‘pollici verdi’ – ha raccontato la professoressa Cristina Nali docente di Patologia vegetale dell’Università di Pisa - Impegnarsi nella pratica di accudire le piante porta a rilassare la mente e il corpo e a prendere responsabilità verso gli esseri viventi che stiamo coltivando. È così possibile, oltre ad accrescere la propria salute, anche imparare il concetto di sequenza temporale, i cicli colturali e la stagionalità dei prodotti”.

“L’anoressia nervosa di tipo restrittivo è un disturbo della nutrizione e dell’alimentazione che porta al rifiuto di mangiare e di mantenere il peso corporeo nella norma, con persistente mancanza di riconoscimento della gravità della condizione di sottopeso ed è la principale causa di morte tra i disordini mentali – spiegano Olivia Curzio di IFC-CNR, Sandra Maestro della Clinica "Gli Orti di Ada" e Vittorio Belmonti di IRCCS Stella Maris – se come è noto le attività all’aria aperta e a contatto della natura hanno effetti benefici sul benessere psicofisico di tutte le persone, cominciano a essere noti studi clinici che dimostrano gli effetti positivi dell’ortoterapia sulla riduzione dei livelli di stress anche in soggetti psichiatrici”.

Complessivamente il team di ricerca era composto da Sandra Maestro, Nicola Zannoni della Clinica Riabilitativa dell’Infanzia e dell’Adolescenza "Gli Orti di Ada"; Vittorio Belmonti, Carlotta Francesca De Pasquale della Fondazione IRCCS Stella Maris; Lorenzo Cotrozzi, Cristina Nali, Francesca Venturi del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali dell’Università di Pisa; Lucia Billeci, Olivia Curzio, Maria-Aurora Morales, Alessandro Tonacci dell’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR; Sara Colantonio e Maria Antonietta Pascali dell’ Istituto di Scienza e Tecnologie dell’Informazione “A. Faedo” del CNR.



L’ortoterapia aiuta a diminuire lo stress in pazienti con anoressia nervosa di tipo restrittivo e ne migliora la percezione corporea e il disagio affettivo. La buona notizia arriva da uno studio pilota condotto da un gruppo di esperti del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali dell’Università di Pisa, degli Istituti di Fisiologia Clinica (IFC) e di Scienza e Tecnologie dell’Informazione “A. Faedo” (ISTI) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Pisa), della Fondazione IRCCS Stella Maris e della Clinica Riabilitativa dell’Infanzia e dell’Adolescenza “Gli orti di Ada” di Calambrone (Pisa).

La ricerca pubblicata sulla rivista Nutrients ha coinvolto un campione di ragazze adolescenti con una diagnosi di anoressia nervosa di tipo restrittivo e con un indice di massa corporea minore di 16. Per dodici settimane le pazienti hanno seguito, oltre al trattamento clinico convenzionale, anche un percorso di ortoterapia che prevedeva di coltivare ortaggi, piante ornamentali e officinali e di caratterizzarne forme, colori e odori. All’inizio e alla fine del trattamento le ragazze hanno ricevuto una valutazione psichiatrica ed è stato loro somministrato un test di identificazione olfattiva per valutare sia la sensorialità relativa agli odori, sia lo stress indotto. In particolare, quest’ultimo è stato valutato dai gruppi Cnr – gli ingegneri Lucia Billeci e Alessandro Tonacci dell’IFC-CNR e Sara Colantonio e Maria Antonietta Pascali dell’ISTI-CNR - attraverso la misurazione dei parametri di frequenza cardiaca e della sua variabilità tramite una fascia cardiaca, della conduttanza cutanea, e attraverso la mappatura termica del volto. I risultati sono stati paragonati a quelli ottenuti da un gruppo di pazienti sottoposte al solo trattamento clinico convenzionale. Le analisi statistiche delle variabili cliniche e fisiologiche hanno così mostrato che i livelli di risposta allo stress sono migliorati nel tempo solo nel gruppo che ha svolto ortoterapia.

“Al termine dell’esperienza ai partecipanti è stato rilasciato un ‘certificato di merito’ nominandoli ‘pollici verdi’ – ha raccontato la professoressa Cristina Nali docente di Patologia vegetale dell’Università di Pisa - Impegnarsi nella pratica di accudire le piante porta a rilassare la mente e il corpo e a prendere responsabilità verso gli esseri viventi che stiamo coltivando. È così possibile, oltre ad accrescere la propria salute, anche imparare il concetto di sequenza temporale, i cicli colturali e la stagionalità dei prodotti”.

“L’anoressia nervosa di tipo restrittivo è un disturbo della nutrizione e dell’alimentazione che porta al rifiuto di mangiare e di mantenere il peso corporeo nella norma, con persistente mancanza di riconoscimento della gravità della condizione di sottopeso ed è la principale causa di morte tra i disordini mentali – spiegano Olivia Curzio di IFC-CNR, Sandra Maestro della Clinica "Gli Orti di Ada" e Vittorio Belmonti di IRCCS Stella Maris – se come è noto le attività all’aria aperta e a contatto della natura hanno effetti benefici sul benessere psicofisico di tutte le persone, cominciano a essere noti studi clinici che dimostrano gli effetti positivi dell’ortoterapia sulla riduzione dei livelli di stress anche in soggetti psichiatrici”.

Complessivamente il team di ricerca era composto da Sandra Maestro, Nicola Zannoni della Clinica Riabilitativa dell’Infanzia e dell’Adolescenza "Gli Orti di Ada"; Vittorio Belmonti, Carlotta Francesca De Pasquale della Fondazione IRCCS Stella Maris; Lorenzo Cotrozzi, Cristina Nali, Francesca Venturi del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali dell’Università di Pisa; Lucia Billeci, Olivia Curzio, Maria-Aurora Morales, Alessandro Tonacci dell’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR; Sara Colantonio e Maria Antonietta Pascali dell’ Istituto di Scienza e Tecnologie dell’Informazione “A. Faedo” del CNR.

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Link all'articolo scientifico: https://doi.org/10.3390/nu14245198

 

Didascalie:

Specie vegetali oggetto della ricerca e coltivate dai pazienti allo scopo di consentire di stimolare le loro esperienze sensoriali: ipomea (a), lupino (b), alisso (c), tagete (d), antirrino (e), girasole (f), salvia (g), lavanda (h), melissa (i), mentuccia (j), prezzemolo (k), basilico (l), cavolo di Bruxelles (m), cavolfiore (n), zucca (o), ravanello (p), lattuga (q), zucchino (r).

Certificato di “pollice verde” rilasciato al termine dell’esperienza orticolturale.

Carlo BaroniIl professor Carlo Baroni, ordinario di Geografia fisica e Geomorfologia al Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa, è fra gli esperti che hanno redatto la perizia tecnica sul distacco del ghiacciaio della Marmolada avvenuto lo scorso 3 luglio, provocando undici vittime sulla Regina delle Dolomiti. La relazione, presentata alla Procura di Trento, è a firma anche del professor Alberto Bellin, della Facoltà di Ingegneria dell'Università di Trento, e ha avuto il contributo di altri tre docenti universitari. A ulteriore testimonianza del rilievo scientifico del gruppo di ricerca pisano, due di loro, Chiara Frassi e Maria Cristina Salvatore, sono sempre del Dipartimento di Scienze della Terra, mentre il terzo è Luca Carturan dell’Università di Padova. Alla perizia ha collaborato anche il ricercatore del Cnr, Andrea Berton.

Dalla perizia è emerso che, “sulla base delle conoscenze disponibili, l’evento non era prevedibile” e che "non è stato possibile identificare elementi che potessero, qualora osservati nei giorni precedenti, suggerire un alto rischio di crollo imminente”. Nella relazione si ricorda che il ghiacciaio della Marmolada in "soli 10 anni avrebbe perso oltre cinque metri di spessore medio e oltre 7,7 milioni di metri cubi di ghiaccio", dimezzando la sua estensione in poco più di 30 anni. Secondo gli esperti, a provocare il distacco di 6.480 metri cubi di ghiaccio è stato un insieme di fattori: dallo scioglimento della neve di superficie alla formazione di "bédière" (torrenti epiglaciali), che contribuiscono ad accrescere la disgregazione del ghiaccio. Le temperature elevate registrate da metà giugno hanno indotto un'intensa fusione, superficiale della neve residua, del nevato e del ghiaccio, comportando una riduzione di circa sette centimetri al giorno del ghiacciaio della Marmolada.

Il professor Carlo Baroni, che nel 2020 è stato insignito dell’Ordine del Cherubino, massima onorificenza dall’Università di Pisa, nel corso della sua carriera ha contribuito in misura determinante allo sviluppo delle Scienze della Terra con i suoi studi sulla criosfera terrestre che ha condotto sia in ambiente alpino che nelle aree polari e, particolarmente, nel continente antartico. È autore di oltre 150 lavori scientifici pubblicati su prestigiose riviste indicizzate nazionali e internazionali, oltre che di numerose carte geomorfologiche e geologiche. L’attività di ricerca principale del professor Carlo Baroni ha riguardato la dinamica glaciale, i suoi effetti sulla morfologia terrestre, i suoi legami con l’ambiente e il clima in una prospettiva diacronica.

L'associazione Sinistra per... l'integrazione e le culture presenta "Diotisalvi Times", un breve giornalino rivolto alla comunità studentesca e contenente articoli autoprodotti e informazioni sui corsi di laurea, nonché volto ad illustrare i principali diritti in sede d'esame normati dal Regolamento didattico d'Ateneo.

La distribuzione della pubblicazione comincerà il 20 gennaio. Si tratta di un'attività autogestita svolta con il contributo finanziario dell'Università di Pisa.

La pubblciazione è scaricabile in allegato.

Con un evento di lancio che si è tenuto all’Università di Pisa, è ufficialmente partito “EpicureanPolemic”, il progetto di ricerca coordinato dal professor Graziano Ranocchia del Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica che ha come obiettivo lo studio e l’analisi tramite tecniche avanzate dei papiri carbonizzati di Ercolano. Il progetto è stato finanziato nell’ambito del Programma FARE (Framework per l’Attrazione e il Rafforzamento delle Eccellenze per la ricerca in Italia) del Ministero dell’Università e della Ricerca, che premia i titolari dei prestigiosi progetti dello European Research Council (ERC) con finanziamenti aggiuntivi finalizzati all’ampliamento delle ricerche già finanziate dalla Commissione Europea.

Il progetto del professor Ranocchia, l’unico dell’Ateneo pisano ad essere stato approvato dal Ministero, ha come obbiettivo la preparazione di nuove edizioni di opere greche dedicate alla polemica tra gli Epicurei e le altre scuole filosofiche e conservate dai papiri di Ercolano. Si tratta di un patrimonio librario unico al mondo che sarà oggetto di analisi sperimentali condotte con sofisticate tecniche avanzate messe a disposizione dall’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del CNR sulla linea delle indagini e delle metodologie già applicate nel quadro del Progetto ERC Advanced Grant 885222-GreekSchools, di cui EpicureanPolemic è la naturale prosecuzione.

In occasione del lancio del progetto, si è tenuto il convengo “Epicurei contro Accademici, Cinici e Stoici. La polemica epicurea nei papiri ercolanesi da Colote a Filodemo”, che è stato introdotto dai saluti del prorettore vicario, Giuseppe Iannaccone, e dalla prorettrice per la promozione della ricerca, Benedetta Mennucci. Il convegno ha visto la partecipazione di illustri studiosi di filosofia antica come Harold Tarrant (University of Newcastle, Australia) e Aldo Brancacci (Università di Roma Tor Vergata). L’evento, moderato dalla professoressa Maria Michela Sassi del Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere, è stato inaugurato e concluso dagli interventi della professoressa Roberta Ferrari, direttrice del Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica, e di Costanza Miliani, direttrice dell’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del CNR.

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Un momento dei saluti iniziali del convegno. Da sinistra, il professor Graziano Ranocchia, il prorettore vicario Giuseppe Iannaccone e la prorettrice per la promozione della ricerca Benedetta Mennucci.

Con un evento di lancio che si è tenuto all’Università di Pisa, è ufficialmente partito “EpicureanPolemic”, il progetto di ricerca coordinato dal professor Graziano Ranocchia del Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica che ha come obiettivo lo studio e l’analisi tramite tecniche avanzate dei papiri carbonizzati di Ercolano. Il progetto è stato finanziato nell’ambito del Programma FARE (Framework per l’Attrazione e il Rafforzamento delle Eccellenze per la ricerca in Italia) del Ministero dell’Università e della Ricerca, che premia i titolari dei prestigiosi progetti dello European Research Council (ERC) con finanziamenti aggiuntivi finalizzati all’ampliamento delle ricerche già finanziate dalla Commissione Europea.

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Il progetto del professor Ranocchia, l’unico dell’Ateneo pisano ad essere stato approvato dal Ministero, ha come obbiettivo la preparazione di nuove edizioni di opere greche dedicate alla polemica tra gli Epicurei e le altre scuole filosofiche e conservate dai papiri di Ercolano. Si tratta di un patrimonio librario unico al mondo che sarà oggetto di analisi sperimentali condotte con sofisticate tecniche avanzate messe a disposizione dall’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del CNR sulla linea delle indagini e delle metodologie già applicate nel quadro del Progetto ERC Advanced Grant 885222-GreekSchools, di cui EpicureanPolemic è la naturale prosecuzione.

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Un momento dei saluti iniziali del convegno. Da sinistra, il professor Graziano Ranocchia, il prorettore vicario Giuseppe Iannaccone e la prorettrice per la promozione della ricerca Benedetta Mennucci.

In occasione del lancio del progetto, si è tenuto il convengo “Epicurei contro Accademici, Cinici e Stoici. La polemica epicurea nei papiri ercolanesi da Colote a Filodemo, che è stato introdotto dai saluti del prorettore vicario, Giuseppe Iannaccone, e dalla prorettrice per la promozione della ricerca, Benedetta Mennucci. Il convegno ha visto la partecipazione di illustri studiosi di filosofia antica come Harold Tarrant (University of Newcastle, Australia) e Aldo Brancacci (Università di Roma Tor Vergata). L’evento, moderato dalla professoressa Maria Michela Sassi del Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere, è stato inaugurato e concluso dagli interventi della professoressa Roberta Ferrari, direttrice del Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica, e di Costanza Miliani, direttrice dell’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del CNR.

Mercoledì, 11 Gennaio 2023 16:51

Bando per collaborazioni part-time U.S.I.D

Graduatoria

La Direzione Servizi per la didattica e gli studenti procederà all’attribuzione degli incarichi rispettando l’ordine di graduatoria e i seguenti criteri stabiliti da bando.

Si ricorda che:

  1. la collaborazione può iniziare anche dopo il conseguimento del titolo;
  2. la collaborazione deve terminare entro il 30 aprile 2024, salvo diverse esigenze dell’Ufficio USID;
  3. la sottoscrizione del contratto di collaborazione dovrà essere effettuata presso l’Ufficio USID.

 

 

Per partecipare alla selezione è necessario iscriversi attraverso il portale Alice entro il 3 febbraio 2023 ore 12,00.

Bando

La Direzione Servizi per la didattica e gli studenti procederà all’attribuzione degli incarichi rispettando l’ordine di graduatoria e i seguenti criteri:
a) attività di cui al punto 1: verranno convocati singolarmente, sulla base dell’ordine della graduatoria, gli studenti iscritti ad un corso di laurea afferente al medesimo dipartimento dello studente disabile per il quale si intende attribuire l’incarico, per un colloquio teso a verificare la motivazione e la disponibilità a svolgere il servizio richiesto. Nel caso in cui lo studente, in base al colloquio svolto, non risulti idoneo o non sia disponibile, rimane comunque in graduatoria e potrà essere richiamato per ulteriori incarichi.
b) attività di cui al punto 2: saranno assegnati esclusivamente sulla base dell’ordine di graduatoria. Nel caso di mancata accettazione dell’incarico proposto lo studente sarà depennato dalla graduatoria.

Si ricorda che:
1. la collaborazione può iniziare anche dopo il conseguimento del titolo;
2. la collaborazione deve terminare entro il 30 aprile 2024, salvo diverse esigenze dell’Ufficio USID;
3. la sottoscrizione del contratto di collaborazione dovrà essere effettuata presso l’Ufficio USID. 

 

Informazioni a cura di:
Direzione Servizi per la Didattica e gli Studenti
largo Bruno Pontecorvo n. 3 - Pisa
 e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

È di un laureato dell’Università di Pisa la tesi che che si è aggiudicata il secondo posto alla prima edizione del premio “David Sassoli” promosso dal Consiglio regionale della Toscana in memoria dell’ex presidente del Parlamento Europeo deceduto l’11 gennaio 2022. Si tratta di Filippo Bordoni, laureato in Giurisprudenza nell’Ateneo pisano nel 2021, premiato per la sua tesi dal titolo 'Management attraverso algoritmi e problemi di privacy: un approccio europeo’ discussa con il professor Oronzo Mazzotta. Nella sua tesi, Bordone si è occupato di un problema attinente al diritto del lavoro, ossia dell’impatto degli algoritmi per la gestione dei lavoratori sul diritto alla privacy. Nato a Pavia nel 1997, Filippo Bordoni è stato allievo della Scuola Superiore Sant’Anna ed è attualmente dottorando in Scienze giuridiche presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca.

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Alla cerimonia di premiazione sono intervenuti il presidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo e il presidente della commissione Europa Francesco Gazzetti. Presenti i membri della commissione esaminatrice del premio: i professori Jacopo Cellini dell’Istituto Universitario Europeo, Benedetta Baldi dell’Università degli studi di Firenze, Edoardo Bressanelli della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa e Massimiliano Montini dell’Università degli studi di Siena. Alla premiazione era presente anche il professor Marco Macchia, delegato per i rapporti con il territorio dell’Università di Pisa.

Il premio è stato istituito per ricordare il pensiero e l’azione di Sassoli attraverso le miglior tesi di laurea su temi riguardanti l’Europa discusse negli atenei toscani. La prima classificata al premio è stata Alice Campolmi, laureata all’Università di Firenze, mentre al terzo posto si è classificata Mira Manini Tiwari, laureata a Siena. Il contributo di diecimila euro messo in palio dal premio è così distribuito: al primo premio sono assegnati cinquemila euro, al secondo tremila e al terzo duemila.

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La giuria ha premiato Filippo Bordoni con la seguente motivazione: "La tesi affronta un importante ambito della legislazione italiana e europea relativo all’impatto degli algoritmi sul diritto alla privacy dei cittadini per quanto riguarda il mondo del lavoro e la possibilità che le nuove tecnologie possano ridurre i diritti di riservatezza e la libertà del lavoratore. Il focus è sull’Italia ma è ben inquadrato in chiave europea, con stretta attinenza alle tematiche del bando e affronta una questione di grande rilievo come, appunto, l’impatto delle politiche UE nella vita quotidiana dei cittadini dell’Unione, esplorando le finalità e l’applicazione del Regolamento della Commissione europea, con l’istituzione del GDPR. La tesi, pur breve, è comunque molto ben organizzata e scritta e tratta in maniera chiara e interessante una tematica europea di fondamentale importanza”.

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