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C’è tempo fino al 13 marzo per iscriversi alla settima edizione di PhD+, il programma dell’Università di Pisa che insegna a valorizzare la ricerca, fare innovazione e sviluppare lo spirito imprenditoriale tra studenti di laurea magistrale, dottorandi, dottori di ricerca e docenti ricercatori. L’edizione 2017, che si svolgerà dal 19 aprile al 25 maggio, si articola in una serie di seminari tenuti da relatori nazionali e internazionali provenienti dal mondo accademico, imprenditoriale, da enti locali e governativi, da finanziatori istituzionali e non. A questi si aggiungono attività di coaching e mentoring sui progetti imprenditoriali che verranno sviluppati durante il percorso, guidate da esperti internazionali nel campo dell’innovazione e del trasferimento tecnologico.

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« Per i giovani è una grande opportunità di crescita personale e formativa. Partecipando a PhD+ gli studenti hanno l’occasione di acquisire competenze utili per il trasferimento tecnologico, conoscere il valore dell’innovazione all’interno di una azienda, avviare una start up, e, in via più generale, incrementare le opportunità di carriera in un’ottica di contaminazione tra discipline diverse – spiega Marco Raugi, prorettore per la Ricerca applicata e il trasferimento tecnologico – Coloro che completano il percorso con un progetto di impresa hanno inoltre la possibilità di effettuare un pitch finale davanti a potenziali investitori, in cui la sfida consiste nel riuscire a presentare in maniera chiara, completa e convincente il proprio progetto in pochi minuti. Quest’anno coloro che presenteranno i migliori progetti avranno anche l’opportunità di frequentare il corso TVLP nella Silicon Valley”.

Lanciato nel 2011, il PhD+ ha contato circa 100 iscritti per anno tra studenti di lauree magistrali, dottorandi e dottori di ricerca provenienti da tutti i dipartimenti dell'Università di Pisa. L'approfondimento delle tematiche legate all'imprenditorialità, unito alle competenze e alla creatività dei partecipanti, ha generato 34 progetti imprenditoriali. Di questi, 25 progetti si sono poi effettivamente trasformati in imprese, che hanno preso parte a diverse competizioni rivolte alle nuove idee di business conquistando complessivamente 41 premi tra i quali la “Start Cup Toscana” e il "Premio Marzotto". Queste start-up hanno anche sviluppato un legame con le attività di brevettazione dell'Ateneo realizzando 14 brevetti.

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Anche per l’edizione 2017 vi sarà il coinvolgimento di alcune tra le università dello Stato brasiliano del Paranà che offriranno agli studenti la possibilità di seguire i seminari in streaming e attraverso la piattaforma Mediateca Unipi. Sarà inoltre un’edizione più attuale e attenta ai nuovi trend tecnologici di Industria 4.0.

Le iscrizioni sono aperte fino al 13 marzo esclusivamente attraverso la piattaforma on line disponibile alla pagina del sito Unipi-Ricerca, dedicata a PhD+ 2017 www.unipi.it/phdplus.

Ne hanno parlato:
InToscana.it
gonews.it 
PisaInformaFlash.it 
StartupBusiness.it

Dalla collaborazione tra l’Università di Pisa e la realtà dinamica e moderna di Banca di Pisa e Fornacette, nasce Banca Unipi (https://unipi.bancapisaweb.it/), la prima banca online interamente rivolta all’Ateneo toscano.
Si tratta di una novità assoluta nel mondo accademico italiano, ma anche in quello bancario. Banca Unipi è, infatti, una piattaforma che offre servizi bancari in forma digitale, fruibili sia attraverso dispositivo mobile sia tramite le filiali territoriali di Banca di Pisa e Fornacette, e rivolta a tutto il personale docente, amministrativo e a contratto (assegnisti, borsisti, dottorandi e così via) dell’Università di Pisa, oltre che ai loro familiari.
La nuova piattaforma è stata presentata in Rettorato, mercoledì 1 marzo, dal rettore Paolo Mancarella, dalla prorettrice al Bilancio, Ada Carlesi, e dal direttore generale, Riccardo Grasso, per l'Ateneo; dal presidente Carlo Paoli, dal vice direttore, Gianluca Marini, e dal rappresentante della Divisione Marketing, comunicazione e web, Andrea Lenzi, per la Banca di Pisa e Fornacette.
Banca Unipi propone prodotti bancari studiati ad hoc per il mondo accademico: conti correnti e servizi accessori, trading online e investimenti finanziari con un portafoglio di circa 3.800 fondi comuni di investimento, gestioni patrimoniali e robo advisor. Inoltre, è disponibile anche un servizio di consulenza per mutui, finanziamenti o progetti finanziari, assicurativi e previdenziali.
È possibile procedere all’apertura dei servizi di Banca Unipi attraverso l’accesso al portale https://unipi.bancapisaweb.it/ tramite un percorso semplice e intuitivo che si perfeziona con la videoidentificazione e la firma digitale. A disposizione dei clienti anche i canali voce, social, video, di messaggistica istantanea, chat e live chat, operativi dalle 8.30 alle 20.30, sette giorni su sette, inclusi festivi, e la consulenza personale (su appuntamento) in video, voce, filiale territoriale o a domicilio.
Inoltre, ai prodotti bancari fruibili su Banca Unipi, si affiancano anche servizi non del settore come spettacoli, viaggi, sharing economy e un’attività di lifestyle managing per partecipazioni a eventi o convegni, o per le attività sportive integrate. Tutto questo grazie alla collaborazione con Privilegi, il marketplace che mette in esposizione le eccellenze del territorio e che fa capo a Banca di Pisa e Fornacette.
"La piattaforma che presentiamo oggi - ha dichiarato il rettore Paolo Mancarella - segna un ulteriore consolidamento e un salto di qualità nei rapporti tra il nostro Ateneo e la Banca di Pisa e Fornacette, caratterizzandoci ancor di più sul piano dell'innovazione dei servizi a diposizione degli studenti e di tutto il personale. Da oggi, ci impegneremo per sviluppare i contenuti del portale, orientandoli verso il futuro e adattandoli sempre più alle specifiche esigenze della nostra comunità accademica. Siamo felici, infine, di rappresentare il primo caso del genere in Italia; costituendo così un modello che certamente farà da guida per altre realtà a livello nazionale".
“Siamo orgogliosi di avere contribuito alla nascita di Banca Unipi - ha commentato Carlo Paoli, Presidente di Banca di Pisa e Fornacette - Si tratta di un’iniziativa unica nel panorama sia accademico che bancario italiano, un progetto che sposa perfettamente le caratteristiche distintive che da sempre contraddistinguono la nostra Banca: innovazione, modernità e attenzione alle specifiche esigenze di ogni cliente.
“Con Banca Unipi - ha aggiunto il dottor Andrea Lenzi – mettiamo a disposizione dell’Università di Pisa la nostra expertise e l’ampia offerta di prodotti e servizi altamente innovativi. Inoltre, grazie alla natura di banca locale, vogliamo continuare a sostenere le relazioni e la dimensione sociale del territorio in cui operiamo per creare valore e crescere insieme”.

Venerdì 3 marzo, alle ore 16, al Polo Carmignani in Piazza dei Cavalieri, Sou Fujimoto, uno tra i più noti architetti giapponesi contemporanei, terrà una conferenza sulla genesi del progetto architettonico. L’incontro fa parte del ciclo di lezioni di architettura “Genesis”, organizzato da studenti e professori del corso di laurea in Ingegneria edile Architettura dell’Università di Pisa: tra marzo e maggio, tre incontri con tre studi di architettura di fama internazionale indagheranno sul processo creativo che porta alla definizione del progetto in architettura. Dopo Fujimoto sarà la volta di Massimo Lepore e Simone Sfriso dello studio TAMassociati (21 aprile) e di Elisa Valero Ramos (12 maggio).
Sou Fujimoto (1971) si laurea in Architettura alla facoltà di Ingegneria dell’Università di Tokyo nel 1994 e sei anni dopo fonda lo studio eponimo, Sou Fujimoto Architects, concentrandosi nei primi tempi su progetti di piccoli spazi. Pochi anni dopo sale già alla ribalta internazionale, quando si aggiudica per tre anni di fila il premio Architectural Review Awards, assegnato alle personalità emergenti nel mondo dell’architettura. Inizia inoltre l’attività didattica alle università di Tokyo, di Kyoto e di Minato (Keio University).
Le sue opere si collocano in un contesto definito da lui stesso compreso tra «natura e artificio umano», come evidenziato nelle molte case giapponesi: l’House N (2008), dalla struttura concentrica a conchiglia; la Final Wooden House (2008), con enormi travi di legno che costituiscono muri, pavimenti e tetto; la casa trasparente NA (2010), dalle pareti in vetro e ispirata alla vita su un albero. La riflessione sull’integrazione tra elementi naturali e architettonici rimane centrale anche nei progetti fuori dal Giappone, tra i quali l’affascinante struttura a reticoli che richiama una nuvola, realizzata per la Serpentine Gallery di Londra (2013).
Nel 2012 Fujimoto fa parte del team che viene premiato col Leone d’oro per la migliore partecipazione nazionale alla Mostra di Architettura di Venezia, con un padiglione che affronta in modo pratico e inventivo la progettazione di un nuovo centro per una regione devastata dallo tsunami del 2011.

Dalla collaborazione tra l’Università di Pisa e la realtà dinamica e moderna di Banca di Pisa e Fornacette, nasce Banca Unipi (https://unipi.bancapisaweb.it/), la prima banca online interamente rivolta all’Ateneo toscano. Si tratta di una novità assoluta nel mondo accademico italiano, ma anche in quello bancario. Banca Unipi è, infatti, una piattaforma che offre servizi bancari in forma digitale, fruibili sia attraverso dispositivo mobile sia tramite le filiali territoriali di Banca di Pisa e Fornacette, e rivolta a tutto il personale docente, amministrativo e a contratto (assegnisti, borsisti, dottorandi e così via) dell’Università di Pisa, oltre che ai loro familiari.

La nuova piattaforma è stata presentata in Rettorato, mercoledì 1 marzo, dal rettore Paolo Mancarella, dalla prorettrice al Bilancio, Ada Carlesi, e dal direttore generale, Riccardo Grasso, per l'Ateneo; dal presidente Carlo Paoli, dal vice direttore, Gianluca Marini, e del rappresentante della divisione Marketing, comunicazione e web, Andrea Lenzi, per la Banca di Pisa e Fornacette.

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Banca Unipi propone prodotti bancari studiati ad hoc per il mondo accademico: conti correnti e servizi accessori, trading online e investimenti finanziari con un portafoglio di circa 3.800 fondi comuni di investimento, gestioni patrimoniali e robo advisor. Inoltre, è disponibile anche un servizio di consulenza per mutui, finanziamenti o progetti finanziari, assicurativi e previdenziali.
È possibile procedere all’apertura dei servizi di Banca Unipi attraverso l’accesso al portale https://unipi.bancapisaweb.it/ tramite un percorso semplice e intuitivo che si perfeziona con la videoidentificazione e la firma digitale. A disposizione dei clienti anche i canali voce, social, video, di messaggistica istantanea, chat e live chat, operativi dalle 8.30 alle 20.30, sette giorni su sette, inclusi festivi, e la consulenza personale (su appuntamento) in video, voce, filiale territoriale o a domicilio.

Inoltre, ai prodotti bancari fruibili su Banca Unipi, si affiancano anche servizi non del settore come spettacoli, viaggi, sharing economy e un’attività di lifestyle managing per partecipazioni a eventi o convegni, o per le attività sportive integrate. Tutto questo grazie alla collaborazione con Privilegi, il marketplace che mette in esposizione le eccellenze del territorio e che fa capo a Banca di Pisa e Fornacette.

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"La piattaforma che presentiamo oggi - ha dichiarato il rettore Paolo Mancarella - segna un ulteriore consolidamento e un salto di qualità nei rapporti tra il nostro Ateneo e la Banca di Pisa e Fornacette, caratterizzandoci ancor di più sul piano dell'innovazione dei servizi a diposizione degli studenti e di tutto il personale. Da oggi, ci impegneremo per sviluppare i contenuti del portale, orientandoli verso il futuro e adattandoli sempre più alle specifiche esigenze della nostra comunità accademica. Siamo felici, infine, di rappresentare il primo caso del genere in Italia; costituendo così un modello che certamente farà da guida per altre realtà a livello nazionale".

“Siamo orgogliosi di avere contribuito alla nascita di Banca Unipi - ha commentato Carlo Paoli, presidente di Banca di Pisa e Fornacette - Si tratta di un’iniziativa unica nel panorama sia accademico che bancario italiano, un progetto che sposa perfettamente le caratteristiche distintive che da sempre contraddistinguono la nostra Banca: innovazione, modernità e attenzione alle specifiche esigenze di ogni cliente.
“Con Banca Unipi - ha aggiunto Andrea Lenzi, della divisione Marketing, comunicazione e web – mettiamo a disposizione dell’Università di Pisa la nostra expertise e l’ampia offerta di prodotti e servizi altamente innovativi. Inoltre, grazie alla natura di banca locale, vogliamo continuare a sostenere le relazioni e la dimensione sociale del territorio in cui operiamo per creare valore e crescere insieme”.

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Ne hanno parlato:
Tirreno Pisa
Tirreno Pontedera/Empoli
Nazione Pisa
Italia Oggi
Avvenire
controradio.it
Pisatoday.it
pisainformaflash.it
gonews.it
pisanamente.it
mediakey.tv
pianetauniversitario.com

50 Canale News

Dal 1 marzo verranno applicate le nuove tariffe alle mense universitarie a gestione diretta e indiretta dell’Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario.claim

La necessità di far fronte all’incremento dei costi dei servizi, dettato in particolare dalla problematica aperta con l’Agenzia delle Entrate sulla gestione dell’IVA, nonché la volontà di continuare a salvaguardare anche gli studenti non borsisti appartenenti alle fasce di reddito più basse, hanno comportato l’esigenza di rimodulare le tariffe di accesso ai servizi ristorativi.

L’accesso alle mense comporta un costo per gli universitari non borsisti che è differenziato in base alla fascia di reddito di appartenenza. Fino ad ora le fasce di reddito prese a riferimento erano tre. Con l’applicazione delle nuove tariffe le fasce diventano sei secondo una più equilibrata distribuzione degli oneri necessari per l’erogazione dei pasti attraverso una diversa ripartizione degli scaglioni di reddito ad un costo comunque sostenibile per tutti e nessuna modifica per le fasce più deboli.

La nuova tariffazione verrà applicata automaticamente alle casse senza che lo studente debba compiere nessun adempimento. Con le nuove tariffe viene confermata la varietà e la qualità dell’offerta alimentare che presenta accanto al menù classico: composto da primi, secondi e contorni caldi o freddi, con buffet di verdure e insalatone e scelta vegetariana o vegana e priva di suino anche piatti unici, piatti freddi, take away, focacceria, pasti senza glutine.

Questa iniziativa contribuisce a mantenere alta la qualità e la quantità delle attività svolte a favore del diritto allo studio universitario e l’assegnazione anche per il futuro della borsa di studio a tutti gli aventi diritto.

> Per maggiori informazioni sulle tariffe

Martedì, 28 Febbraio 2017 10:32

L'immaginario dell’infanzia

utopie bambini cover"Utopie di bambini. Il mondo rifatto dall’infanzia sulle utopie" (Edizioni ETS, 2017) racconta oltre 10 anni di conversazioni con bambine e bambini dai 5 agli 11 anni, culminati in un viaggio di 10.000 Km in tutta Italia nell’anno scolastico 2015/2016. L'autore, Luca Mori, svolge attività di ricerca presso il Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Ateneo ed è riuscito a realizzare grazie ad un crowdfunding online.

"Utopie di bambini" è il primo della collana "Le Tartarughe. Filosofie in gioco con i bambini" che Luca Mori cura insieme al professore Alfonso Maurizio Iacono. Il libro, che è al tempo stesso punto di arrivo e punto di partenza di un progetto di esplorazione dell’immaginario politico e utopico dell’infanzia, documenta il pensiero dei bambini con abbondanti citazioni, consentendo ai lettori di fare confronti tra le idee proposte in luoghi diversi e ad età differenti. Il è dedicato anzitutto a lettori adulti, in qualsiasi modo interessati al pensiero dei bambini (come educatori, genitori ecc.), ma può essere letto anche insieme ai bambini, che vi troveranno idee, dubbi e proposte di tantissimi loro coetanei. Anticipiamo qui un estratto dalla prefazione di Alfonso Maurizio Iacono.

*****

I bambini di Luca Mori costruiscono mondi, creando e imitando. Essi fanno utopie. Essi inventano mondi intermedi. Le utopie che conosciamo noi adulti spesso sono noiose. Quello che si fa al loro interno è troppo armonico, troppo corretto, troppo pacifico.

È piuttosto noiosa Utopia di Tommaso Moro, così pure quelle del XVIII e XIX secolo. Utopia è un’isola. Le isole di per sé non sono noiose, ma quella in cui naufragò Robinson Crusoe denotava l’agire di un uomo solo. Quando ne approdò un altro, venne asservito. Insieme fecero delle cose, ma sempre in regime di diseguaglianza e di asservimento. Poi vi è l’isola di Peter Pan e dei suoi amici, ma è un luogo senza tempo dove non si cresce mai.

Le utopie che Luca Mori ha aiutato a costruire da Nord a Sud, da Est a Ovest del nostro paese hanno invece il sapore di un gioco in cui i mondi intermedi prendono forma man mano che i bambini costruiscono pezzo per pezzo e insieme, per fantasia e imitazione, gli elementi necessari a far nascere un universo collettivo e autonomo, fatto di regole e di vincoli, ma anche di infinite possibilità e di molteplici sogni. Le utopie di Luca Mori insegnano a pensare da sé, non in modo individuale, bensì in modo collettivo.

Alfonso Maurizio Iacono

Dalla collaborazione tra l’Università di Pisa e la Banca di Pisa e Fornacette, nasce Banca Unipi, prima banca online interamente rivolta all’Ateneo toscano: una novità assoluta nel mondo accademico italiano, ma anche in quello bancario.
La nuova piattaforma sarà presentata nella Sala dei Mappamondi del Rettorato mercoledì 1 marzo, alle ore 12.30, dal rettore Paolo Mancarella, dalla prorettrice al Bilancio, Ada Carlesi, e dal direttore generale, Riccardo Grasso, per l'Ateneo; dal presidente Carlo Paoli, dal vice direttore, Gianluca Marini, e dalla responsabile Marketing, comunicazione e web, Grazia Guantini, per la Banca di Pisa e Fornacette.

Martedì, 28 Febbraio 2017 09:42

Isolati ma non troppo

Il ricco patrimonio di biodiversità umana presente sul territorio italiano deve molto a quelle piccole comunità, ormai sempre più minacciate, in cui sopravvivono da secoli limitazioni allo scambio di idee e di geni. Ognuna di esse ha maturato un diverso modo di essere isolate, frutto di scelte matrimoniali che nel corso della storia hanno ora rafforzato ora indebolito le barriere riproduttive e le identità culturali locali.

campanile
Un progetto di ricerca finanziato dalla National Geographic Society di cui è responsabile scientifico Sergio Tofanelli, antropologo del dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa, sta esplorando la diversità genomica di queste realtà per ricostruire la storia non scritta delle popolazioni italiane.

“Gli elementi di novità che scaturiscono da questo studio – ha spiegato Tofanelli – sono proprio i diversi gradi di isolamento che, nel tempo, l’interazione tra variabilità genetica, ambiente fisico e cultura ha prodotto in queste comunità. Si passa da casi come quello dei Ladini della Lessinia o degli Arbëreshë della Sicilia, in cui una radicata identità linguistica si accompagna ad un profilo genomico difficilmente distinguibile da quello delle popolazioni limitrofe, a casi di isolati negli isolati, come quello dei paesi alpini di Sauris e Sappada, che distano pochi chilometri in linea d’aria e che condividono una matrice linguistica derivata dal tedesco medievale delle loro origini, ma in cui la divergenza genomica è risultata inaspettatamente alta”.

I primi risultati della ricerca sono stati recentemente pubblicati sulla rivista Nature Scientific Reports grazie allo sviluppo di una rete di collaborazione coordinata dall’Ateneo pisano che coinvolge altre quattro università italiane - “La Sapienza” di Roma, Bologna, Cagliari, Sassari – e numerose istituzioni internazionali di ricerca.

“Il punto di forza di questo progetto – ha concluso Tofanelli – è aver potuto coniugare le innovazioni tecnologiche, che permettono analisi di varianti informative estese a tutto il genoma umano, con criteri di campionamento selettivi, di cui i cittadini sono stati resi parte attiva e consapevole”.

Martedì, 28 Febbraio 2017 09:41

Isolati ma non troppo

Il ricco patrimonio di biodiversità umana presente sul territorio italiano deve molto a quelle piccole comunità, ormai sempre più minacciate, in cui sopravvivono da secoli limitazioni allo scambio di idee e di geni. Ognuna di esse ha maturato un diverso modo di essere isolate, frutto di scelte matrimoniali che nel corso della storia hanno ora rafforzato ora indebolito le barriere riproduttive e le identità culturali locali.
Un progetto di ricerca finanziato dalla National Geographic Society di cui è responsabile scientifico Sergio Tofanelli, antropologo del dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa, sta esplorando la diversità genomica di queste realtà per ricostruire la storia non scritta delle popolazioni italiane.
“Gli elementi di novità che scaturiscono da questo studio – ha spiegato Tofanelli – sono proprio i diversi gradi di isolamento che, nel tempo, l’interazione tra variabilità genetica, ambiente fisico e cultura ha prodotto in queste comunità. Si passa da casi come quello dei Ladini della Lessinia o degli Arbëreshë della Sicilia, in cui una radicata identità linguistica si accompagna ad un profilo genomico difficilmente distinguibile da quello delle popolazioni limitrofe, a casi di isolati negli isolati, come quello dei paesi alpini di Sauris e Sappada, che distano pochi chilometri in linea d’aria e che condividono una matrice linguistica derivata dal tedesco medievale delle loro origini, ma in cui la divergenza genomica è risultata inaspettatamente alta”.
I primi risultati della ricerca sono stati recentemente pubblicati sulla rivista Nature Scientific Reports grazie allo sviluppo di una rete di collaborazione coordinata dall’Ateneo pisano che coinvolge altre quattro università italiane - “La Sapienza” di Roma, Bologna, Cagliari, Sassari – e numerose istituzioni internazionali di ricerca.
“Il punto di forza di questo progetto – ha concluso Tofanelli – è aver potuto coniugare le innovazioni tecnologiche, che permettono analisi di varianti informative estese a tutto il genoma umano, con criteri di campionamento selettivi, di cui i cittadini sono stati resi parte attiva e consapevole”.

dipartimento economia management Sono iniziati al dipartimento di Economia e Management dell’Università di Pisa i corsi Jean Monnet, co-finanziati dall’Unione Europea nell’ambito del programma Erasmus+ e aperti a tutti gli studenti, docenti e soggetti interessati. I corsi Jean Monnet promuovono l’eccellenza nell’insegnamento e nella ricerca nel settore degli studi sull’Unione Europea in tutto il mondo, oltre al dialogo tra il mondo accademico e i decisori politici, in particolare allo scopo di rafforzare la governance delle politiche dell’UE. Già a partire dal 2014 il dipartimento ha raggiunto a livello di Ateneo ottimi risultati nei finanziamenti europei di didattica ottenuti nell’ambito del programma Erasmus+.

I corsi Jean Monnet appena partiti sono:
Analysis of European Data by Small Area Methods, svolto nell’ambito della cattedra Jean Monnet “Small Area Methods for Monitoring of Poverty and Living conditions in EU (SAMPL-EU)”, finanziata nell’anno 2015 a Monica Pratesi, professore ordinario di Statistica. La cattedra promuove lo studio dei metodi statistici per la misura della povertà e delle condizioni di vita locali, al fine anche di monitorare le politiche economiche dell’Unione Europea. 

European Water Utility Management: promoting innovation within the water industry and spreading knowledge on relevant and cutting edge water utility issues, co-finanziato nell’anno 2014, per il quale è responsabile Giulia Romano, ricercatrice di Economia aziendale. Il corso si pone l’obiettivo di diffondere la conoscenza dei principali e innovative aspetti della gestione delle aziende idriche alla luce delle attuali sfide europee sulla efficiente gestione delle risorse.

Public Economics for European Union, co-finanziato nell’anno 2014, per il quale è responsabile Luca Spataro, professore ordinario di Scienza delle finanze, si occupa di studiare gli interventi dello stato nell’economia, sia a livello nazionale che a livello di Unione Europea. 

Lo scorso semestre si è inoltre concluso per il secondo anno, il corso Jean Monnet Quantitative Economics for the European Union, nell’ambito del Modulo Jean Monnet “Quantitative Methods for the Evaluation of European Regional Policies” finanziato nel 2014 a Davide Fiaschi, professore ordinario di Politica economica. L’obiettivo del modulo è studiare la politica a livello regionale dell’Unione Europea, utilizzando tecniche metodologiche, con particolare riferimento alla sua evoluzione, istituzione, meccanismi e finanziamenti.

Per completare il quadro dei corsi Jean Monnet attivati all’Università di Pisa, ricordiamo anche il corso del dipartimento di Scienze politiche “EU Migration Law, Human Rights and Democratic Principles" - EurMigL” di cui è responsabile Marcello Di Filippo, professore ordinario di Diritto internazionale.

Nel 2016 il dipartimento di Economia e Management ha ottenuto altri due importanti finanziamenti: il primo per il Progetto Jean Monnet Development and Harmonisation of Socially Responsible Investment in the European Union, della durata di 2 anni, di cui è responsabile il professor Luca Spataro. Il grant, di circa 60 mila euro, si prefigge di promuovere la discussione sullo stato attuale, le prospettive di sviluppo, anche in ottica di armonizzazione in ambito europeo, relative alle strategie di investimenti socialmente responsabili. Il secondo è il partenariato strategico FRAMELOG - European framework for ‘Knowledge Triangle’ in the logistics sector, di circa 400 mila euro e della durata di 3 anni, coordinato da Marco Giannini, professore associato di Organizzazione aziendale. Framelog intende rafforzare la rilevanza della formazione accademica per la crescita e l’occupazione nella Logistica e la sua attrattiva internazionale attraverso una più stretta ed efficace cooperazione tra università, ricerca e impresa: i tre lati del cosiddetto “Triangolo della Conoscenza”.

Nella foto qui sotto una visita degli studenti Erasmus del dipartimento di Economia e Management alla Certosa di Calci lo scorso settembre.

foto visita erasmus certosa

Dal corrente anno accademico è partita anche una nuova offerta di corsi tenuti completamente in lingua inglese nelle le aree matematico-statistiche, economiche e aziendali, frequentati anche dagli studenti italiani, ampliando ulteriormente il numero degli studenti Erasmus e internazionali, già triplicati dal 2012: nell’anno accademico 2015/16, si contano infatti 84 studenti Erasmus in entrata e 145 in uscita.

Per qualsiasi informazione, è possibile rivolgersi all’Ufficio Relazioni Internazionali del dipartimento di Economia e Management, coordinato fino al 2016 dal professor Luca Spataro e attualmente dal professor Nicola Meccheri. L’ufficio fornisce supporto amministrativo per la presentazione e la gestione dei progetti Erasmus+, oltre a collaborare per la promozione delle attività internazionali del dipartimento in Europa e in altri paesi extra europei.

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