Rime e lettere di Michelangelo Buonarroti
Pubblicata per la prima volta in edizione critica l’opera poetica di Michelangelo Buonarroti. I curatori del volume sono Giorgio Masi, professore di Letteratura italiana all’Università di Pisa, e Antonio Corsaro dell’Università di Urbino. Il volume edito da Bompiani sarà presentato a Firenze il prossimo 16 febbraio in Casa Buonarroti (Via Ghibellina, 70) alle 16,30. Qui intanto una breve anticipazione a firma di Giorgio Masi.
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In questa nuova edizione critica e commentata delle poesie di Michelangelo il commento e i cappelli introduttivi ai singoli testi si devono a Giorgio Masi, dell’Università di Pisa; la trascrizione dai manoscritti, la nota filologica e l'apparato critico ad Antonio Corsaro, dell’Università di Urbino.
Le poesie sono state ordinate non secondo un criterio unico, come avveniva nelle edizioni precedenti, ma in base a una gerarchia di criteri: in primo luogo, tenendo conto della realtà dei manoscritti. Infatti, laddove risultassero raggruppamenti cui l’autore aveva in qualche modo dato il proprio consenso, sono stati riproposti come tali: è il caso della Silloge e degli Epitaffi. Per il resto sono state distinte le rime pervenuteci in forma frammentaria (Frammenti e abbozzi) da quelle identificabili come forme metriche compiute. Tra queste ultime si è proceduto a una ripartizione tematica, tra Rime liriche e amorose, Rime comiche, d’occasione e di corrispondenza e Rime spirituali e religiose. Il totale dei componimenti raccolti assomma a 353 pezzi: talvolta si tratta di testi commentati per la prima volta, e in generale le annotazioni propongono numerose nuove letture.
Il percorso all’interno della scrittura michelangiolesca, compreso ciò che resta dell’epistolario, nelle intenzioni dei curatori è stato condotto seguendo una direttiva costante: unire l’interpretazione e la ricostruzione del testo per offrire quest’ultimo nella veste più attendibile. Filologia ed esegesi vanno a braccetto, nel caso di Michelangelo poeta, e spesso l’interpretazione è complicata, perché l’autore aveva proprio la complessità quale obiettivo estetico: entrare nel suo mondo poetico significa dunque superare varie difficoltà, riflesso della sua forma mentis; con la consapevolezza che, in fin dei conti, si tratta della testimonianza, ora sublime ora comica, ma autentica nell’essenza, di un destino: «Per fido esemplo alla mia vocazione / nel parto mi fu data la bellezza, / che d’ambo l’arti m’è lucerna e specchio».
Giorgio Masi
L’Università di Pisa vince la sfida della mobilità “oltre l’Europa”
È l’Università di Pisa uno dei maggiori promotori in Italia dell’International Credit Mobility KA 107, il programma di mobilità introdotto nel 2015 dall’Erasmus+ che coinvolge i paesi “oltre l’Europa”, dall’America all’Africa, fino al Medioriente e a tutta l’Asia. Nel 2015 e nel 2016 l’Ateneo pisano ha presentato con successo due progetti che prevedevano complessivamente 278 mobilità e nei prossimi giorni si riaprirà il bando riservato a docenti e dottorandi che potranno trascorrere un periodo di studio o di insegnamento in paesi fino adesso rimasti fuori dall’Erasmus.
Grazie alla mobilità KA107 l’Università di Pisa, dal 2015, ha ospitato dottorandi, e studenti provenienti in particolare da paesi dell’Asia Centrale, tra cui Kazakistan, Kirghizistan, Tajikistan e Uzbekistan. Dallo scorso anno accademico Pisa ha ricevuto anche studenti e staff provenienti da Cambogia, Cina, Laos, Mongolia, Vietnam, Egitto, Israele, Marocco e Serbia. Proprio in questi giorni stanno arrivando 17 studenti da Cambogia, Cina, Kirghizistan, Kazakhstan, Tajikistan, Uzbekistan, Mongolia e Serbia.
Dal 13 al 18 febbraio, inoltre, si terrà all’Università di Pisa una training week – la terza dopo quelle di marzo e maggio 2016 – che vede la partecipazione di otto coordinatori (foto in alto) provenienti dal Royal University of Agriculture, Cambogia; International University of Kyrgyzstan, Kyrgyzstan; University of Novi Sad, Repubblica di Serbia; Tajik State University of Commerce, Tajikistan; Namangan State University, Samarkand Agricultural Institute and Tashkent State Agrarian University, Uzbekistan. I coordinatori ospiti visiteranno vari dipartimenti e presenteranno le loro università durante una riunione con CAI pisani che si terrà il 16 febbraio alle 11, in modo da creare un grado più alto di conoscenza reciproca e per facilitare i rapporti futuri.
La mobilità KA 107 è gestita centralmente da:
Sezione Programmi Internazionali, mobilità e formazione
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Con Parsifal prende il volo il PrandtlPlane, candidato a velivolo del futuro
Si chiama Parsifal, è coordinato dall’Università di Pisa ed è un progetto di ricerca che ha ottenuto dall’Unione Europea un finanziamento di tre milioni di euro per sviluppare il PrandtlPlane (PrP), un velivolo innovativo capace di favorire il trasporto aereo del futuro, il cui nome rende omaggio al fisico tedesco, padre dell’aerodinamica, Ludwig Prandtl. «La sfida dell’aviazione commerciale del futuro è quella di volare con macchine di apertura alare limitata, ma molto più capienti ed efficienti dei velivoli attuali – spiega il professor Aldo Frediani, coordinatore di Parsifal – L’obiettivo principale del nostro progetto è studiare un velivolo con la stessa apertura alare di un Airbus A320 o Boeing B737 che abbia le stesse capacità di carico di un aereo di categoria superiore, come un Airbus 330 o un Boeing 767, e il consumo di carburante dei velivoli più piccoli. Tutto questo grazie alla configurazione alare PrP».
Il progetto Parsifal, il cui acronimo sta per “Prandtlplane ARchitecture for the Sustainable Improvement of Future AirpLane”, consentirà di implementare il background scientifico, tecnologico e ingegneristico per progettare questi velivoli innovativi di nuova generazione. Oltre a PrandtlPlane (PrP), le configurazioni candidate per l’aviazione del futuro sono Blended Wing Body (BWB) e Truss Braced Wings (TBW). Tutte presentano vantaggi e svantaggi ma, come è già noto, solo la configurazione PrP ha la proprietà di poter disegnare aeroplani con apertura alare limitata, elevato carico utile ed elevata efficienza: la configurazione PrP presenta infatti la minima resistenza indotta fra tutti i sistemi portanti con lo stesso peso e la stessa apertura alare.
«Nei prossimi due decenni si prevede che il numero dei passeggeri raddoppierà rispetto a oggi e, nello stesso tempo, sarà possibile solo una limitata espansione delle aree aeroportuali, specialmente in Europa – aggiunge Frediani – Tra le sfide che ci proponiamo di affrontare con il nostro studio c’è appunto quella di progettare un aereo che possa soddisfare l’incremento di traffico di passeggeri e che allo stesso tempo possa ridurre drasticamente rumore ed emissioni nocive, aumentando al contempo la sicurezza e il comfort del volo. Dimostreremo che la configurazione PrP è flessibile e può essere adottata per il trasporto di passeggeri o merci in un ampio spettro di parametri di missione».
Un ulteriore scopo del progetto Parsifal è quello di sviluppare metodi che consentano di verificare la possibilità di applicare la configurazione PrP a velivoli di ogni dimensione e capacità di carico, tra cui gli Ultralarge, ovvero molto più grandi dell’Airbus A380, il velivolo con le massime dimensioni in pianta (80x80 metri) che possa ad oggi atterrare negli aeroporti per aviazione civile.
Gli altri partner di Parsifal sono SkyBox Engineering, spin off dell’Università di Pisa, Onera di Parigi (Francia), DLR di Amburgo (Germania), Università di Delft (Olanda) ed ENSAM di Bordeaux (Francia). Oltre al professor Aldo Frediani, i ricercatori pisani coinvolti nel progetto appartengono all’Università di Pisa e alla SkyBox Engineering, spin off dell’Ateneo. Per l’Ateneo pisano partecipano i professori Aldo Frediani, Mario Chiarelli, Maria Vittoria Salvetti, Simone Camarri, Alessandro Quarta, Daniele Fanteria e Gianpietro Di Rito del dipartimento di Ingegneria civile e industriale, sezione Aerospaziale, e i professori Giovanna Mariani e Riccardo Giannetti del dipartimento di Economia e Management. Per la società SkyBox Engineering partecipano Vittorio Cipolla, Vincenzo Binante ed Emanuele Rizzo.
Il progetto Parsifal primo vincitore del bando BIHO
Parsifal è risultato vincitore anche di BIHO il bando emanato dall’Università di Pisa per incrementare il numero di progetti finanziati in ambito europeo e la competitività dell’Ateneo a livello nazionale e internazionale. Il progetto coordinato dal professor Frediani è infatti il primo progetto che presenta i requisiti per l’assegnazione del contributo di 75.000 euro, per i coordinatori di progetti Horizon finanziati, da destinare all’attivazione di una posizione per un giovane ricercatore del gruppo di ricerca vincitore. L'Università di Pisa ha deciso di investire per il 2017 nel bando BIHO 1,5 milioni di euro.
The possible aircraft of the future PrandtlPlane takes off with Parsifal
Parsifal, coordinated by the University of Pisa, is a research project which has received three million euros in funds from the European Union to develop the PrandtlPlane (PrP), an innovative aircraft capable of facilitating the air transport of the future. The name pays homage to the German physicist and father of aerodynamics, Ludwig Prandtl. “The challenge facing the commercial aviation of the future lies in finding aircraft with a limited wingspan which are more spacious and efficient than those actually in use,“ explains Professor Aldo Frediani, coordinator of Parsifal. “The main objective of our project is to design an aircraft with the same wingspan as an Airbus A320 or Boeing B737 and which has the same cargo capacity as an aircraft of a superior category, such as an Airbus 330 or a Boeing 767, and the fuel consumption of the smaller aircraft. All of this thanks to the PrP wing configuration.”
The Parsifal project, the acronym of “Prandtlplane ARchitecture for the Sustainable Improvement of Future AirpLane”, will help to implement the scientific, technological and engineering background needed to design these innovative, new generation aircraft . As well as PrandtlPlane (PrP), the configurations which are candidates for the aviation of the future are Blended Wing Body (BWB) and Truss Braced Wings (TBW). These all present advantages and disadvantages, but as has already been seen, only the PrP configuration allows for the design of aircraft with limited wingspan, high load capacity and maximum efficiency: the PrP configuration presents the least induced resistance of all the load-bearing structures with the same weight and wingspan.
“Over the next twenty years the number of air passengers is expected to double while only a limited expansion of airport territory will be possible especially in Europe,” adds Frediani (in the picture below).
“Among the challenges we aim to face in our study, is the designing of an aircraft which can satisfy the increasing amount of passenger traffic and at the same time drastically reduce noise and harmful emissions while increasing safety and comfort in flight. We will demonstrate that the PrP configuration is flexible and may be used for both the transport of passengers and cargo in a wide range of missions.”
A further aim of the Parsifal project is to develop methods to look into the possibility of applying the Prp configuration to aircraft of all dimensions and load capacity. This also includes the Ultralarge which is much larger than the Airbus A380 and is the aircraft with the largest dimensions (80x80 metres) capable of landing in civilian airports.
The other PARSIFAL partners are SkyBox Engineering, a spin off of the University of Pisa, Onera from Paris (France), DLR from Hamburg (Germany), University of Delft (Holland) and ENSAM fromi Bordeaux (France). As well as Aldo Fredian, the other researchers from Pisa involved in the project come from the University of Pisa and SkyBox Engineering, a spin-off of the University. For the University the professors involved are Aldo Frediani, Mario Chiarelli, Maria Vittoria Salvetti, Simone Camarri, Alessandro Quarta, Daniele Fanteria and Gianpietro Di Rito from the Department of Civil and Industrial Engineering, Aerospace Division, and the professors Giovanna Mariani and Riccardo Giannetti from the Department of Economics and Management. For SkyBox Engineering the participants are Vittorio Cipolla, Vincenzo Binante and Emanuele Rizzo.
The Parsifal project is the first grant winner of the BIHO competition
Parsifal has also won a grant from the BIHO, the competition set up by the University of Pisa to increase the number of projects funded in the European sphere and the competitiveness of the University at both national and international level. The project coordinated by Professor Frediani is in fact the first project to hold all the necessary requisites for the grant of 75,000 euros, for the coordinators of funded Horizon projects, to be used to create a post for a young researcher of the winning research team. The University of Pisa has decided to invest 1.5 million euros in the BIHO competition for 2017.
Con Parsifal prende il volo il PrandtlPlane, candidato a velivolo del futuro
Si chiama Parsifal, è coordinato dall’Università di Pisa ed è un progetto di ricerca che ha ottenuto dall’Unione Europea un finanziamento di tre milioni di euro per sviluppare il PrandtlPlane (PrP), un velivolo innovativo capace di favorire il trasporto aereo del futuro, il cui nome rende omaggio al fisico tedesco, padre dell’aerodinamica, Ludwig Prandtl. «La sfida dell’aviazione commerciale del futuro è quella di volare con macchine di apertura alare limitata, ma molto più capienti ed efficienti dei velivoli attuali – spiega il professor Aldo Frediani, coordinatore di Parsifal – L’obiettivo principale del nostro progetto è studiare un velivolo con la stessa apertura alare di un Airbus A320 o Boeing B737 che abbia le stesse capacità di carico di un aereo di categoria superiore, come un Airbus 330 o un Boeing 767, e il consumo di carburante dei velivoli più piccoli. Tutto questo grazie alla configurazione alare PrP».
Il progetto Parsifal, il cui acronimo sta per “Prandtlplane ARchitecture for the Sustainable Improvement of Future AirpLane”, consentirà di implementare il background scientifico, tecnologico e ingegneristico per progettare questi velivoli innovativi di nuova generazione. Oltre a PrandtlPlane (PrP), le configurazioni candidate per l’aviazione del futuro sono Blended Wing Body (BWB) e Truss Braced Wings (TBW). Tutte presentano vantaggi e svantaggi ma, come è già noto, solo la configurazione PrP ha la proprietà di poter disegnare aeroplani con apertura alare limitata, elevato carico utile ed elevata efficienza: la configurazione PrP presenta infatti la minima resistenza indotta fra tutti i sistemi portanti con lo stesso peso e la stessa apertura alare.
Qui sotto, da sinistra, le configurazioni alari Blended Wing Body (BWB), Truss Braced Wings (TBW) e PrandtlPlane (PrP).
«Nei prossimi due decenni si prevede che il numero dei passeggeri raddoppierà rispetto a oggi e, nello stesso tempo, sarà possibile solo una limitata espansione delle aree aeroportuali, specialmente in Europa – aggiunge Frediani (nella foto in basso a destra).
«Tra le sfide che ci proponiamo di affrontare con il nostro studio c’è appunto quella di progettare un aereo che possa soddisfare l’incremento di traffico di passeggeri e che allo stesso tempo possa ridurre drasticamente rumore ed emissioni nocive, aumentando al contempo la sicurezza e il comfort del volo. Dimostreremo che la configurazione PrP è flessibile e può essere adottata per il trasporto di passeggeri o merci in un ampio spettro di parametri di missione».
Un ulteriore scopo del progetto Parsifal è quello di sviluppare metodi che consentano di verificare la possibilità di applicare la configurazione PrP a velivoli di ogni dimensione e capacità di carico, tra cui gli Ultralarge, ovvero molto più grandi dell’Airbus A380, il velivolo con le massime dimensioni in pianta (80x80 metri) che possa ad oggi atterrare negli aeroporti per aviazione civile.
Gli altri partner di Parsifal sono SkyBox Engineering, spin off dell’Università di Pisa, Onera di Parigi (Francia), DLR di Amburgo (Germania), Università di Delft (Olanda) ed ENSAM di Bordeaux (Francia). Oltre al professor Aldo Frediani, i ricercatori pisani coinvolti nel progetto appartengono all’Università di Pisa e alla SkyBox Engineering, spin off dell’Ateneo. Per l’Ateneo pisano partecipano i professori Aldo Frediani, Mario Chiarelli, Maria Vittoria Salvetti, Simone Camarri, Alessandro Quarta, Daniele Fanteria e Gianpietro Di Rito del dipartimento di Ingegneria civile e industriale, sezione Aerospaziale, e i professori Giovanna Mariani e Riccardo Giannetti del dipartimento di Economia e Management. Per la società SkyBox Engineering partecipano Vittorio Cipolla, Vincenzo Binante ed Emanuele Rizzo.
Il progetto Parsifal primo vincitore del bando BIHO
Parsifal è risultato vincitore anche di BIHO, il bando emanato dall’Università di Pisa per incrementare il numero di progetti finanziati in ambito europeo e la competitività dell’Ateneo a livello nazionale e internazionale. Il progetto coordinato dal professor Frediani è infatti il primo progetto che presenta i requisiti per l’assegnazione del contributo di 75.000 euro, per i coordinatori di progetti Horizon finanziati, da destinare all’attivazione di una posizione per un giovane ricercatore del gruppo di ricerca vincitore. L'Università di Pisa ha deciso di investire per il 2017 nel bando BIHO 1,5 milioni di euro.
Ne hanno parlato:
InToscana.it
Nazione Pisa
Alla scoperta degli oggetti più estremi del cosmo
Esplorare con un dettaglio senza precedenti alcuni degli oggetti astronomici più estremi, come buchi neri stellari e supermassicci, stelle di neutroni e pulsar. L’appuntamento è per la fine del 2020 con la missione IXPE (Imaging X-Ray Polarimetry Explorer), quando la NASA invierà nello spazio tre rivelatori frutto della ricerca scientifica italiana da posizionare al fuoco di tre telescopi satellitari.
Il cuore tecnologico della missione sono infatti i Gas Pixel Detectors (GPD), rivelatori per raggi X sensibili alla polarizzazione, inventati dai ricercatori dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) in collaborazione con i fisici dell’Università di Pisa e dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF). La missione avrà inoltre il supporto dell'Agenzia Spaziale Italiana che metterà a disposizione la sua base di Malindi per la ricezione dei dati.
“Gli studi che si potranno realizzare grazie alla missione ci permetteranno di rispondere a domande fondamentali circa alcuni degli ambienti più estremi del cosmo – ha spiegato Luca Baldini, ricercatore dell’Ateneo pisano e dell’INFN - e studiare la polarizzazione dei raggi X emessi dallo spazio che circonda buchi neri e stelle di neutroni potrà aiutarci a chiarire la natura di questi oggetti elusivi”.
“Penso possiamo essere tutti giustamente orgogliosi di aver introdotto e sviluppato una nuova tecnologia di rivelazione destinata ad aprire una nuova finestra osservativa sull'Universo”, ha aggiunto Ronaldo Bellazzini, della sezione INFN di Pisa, co-responsabile italiano del progetto e ideatore del concetto di GPD.
In particolare, i rivelatori GPD saranno realizzati sotto la responsabilità di gruppi INFN delle sezioni di Pisa e Torino. A livello tecnico, il GPD è il primo rivelatore capace di misurare contemporaneamente tutte le proprietà trasportate dai fotoni X emessi da sorgenti celesti. È, infatti, in grado di misurare la direzione di arrivo del fotone (quindi la posizione della sorgente), la sua energia, il tempo di arrivo e, per la prima volta, anche la direzione del campo elettrico associato al fotone assorbito dal rivelatore. Misurando la direzione del campo elettrico di un numero adeguato di fotoni emessi da una sorgente X sarà quindi possibile, per la prima volta, misurare con grande sensibilità la polarizzazione della radiazione emessa, ricavando informazioni uniche e finora inaccessibili sulla geometria delle distribuzioni di massa e dei campi della sorgente stessa.
“La missione IXPE – conclude Luca Baldini – sarà una bellissima opportunità per i nostri studenti di inserirsi e avere visibilità in un filone di ricerca internazionale di altissimo livello”.
Alla scoperta degli oggetti più estremi del cosmo
Esplorare con un dettaglio senza precedenti alcuni degli oggetti astronomici più estremi, come buchi neri stellari e supermassicci, stelle di neutroni e pulsar. L’appuntamento è per la fine del 2020 con la missione IXPE (Imaging X-Ray Polarimetry Explorer), quando la NASA invierà nello spazio tre rivelatori frutto della ricerca scientifica italiana da posizionare al fuoco di tre telescopi satellitari.
Il cuore tecnologico della missione sono infatti i Gas Pixel Detectors (GPD), rivelatori per raggi X sensibili alla polarizzazione, inventati dai ricercatori dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) in collaborazione con i fisici dell’Università di Pisa e dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF). La missione avrà inoltre il supporto dell'Agenzia Spaziale Italiana che metterà a disposizione la sua base di Malindi per la ricezione dei dati.
“Gli studi che si potranno realizzare grazie alla missione ci permetteranno di rispondere a domande fondamentali circa alcuni degli ambienti più estremi del cosmo – ha spiegato Luca Baldini, ricercatore dell’Ateneo pisano e dell’INFN - e studiare la polarizzazione dei raggi X emessi dallo spazio che circonda buchi neri e stelle di neutroni potrà aiutarci a chiarire la natura di questi oggetti elusivi”.
“Penso possiamo essere tutti giustamente orgogliosi di aver introdotto e sviluppato una nuova tecnologia di rivelazione destinata ad aprire una nuova finestra osservativa sull' Universo”, ha aggiunto Ronaldo Bellazzini, della sezione INFN di Pisa, co-responsabile italiano del progetto e ideatore del concetto di GPD.
In particolare, i rivelatori GPD saranno realizzati sotto la responsabilità di gruppi INFN delle sezioni di Pisa e Torino. A livello tecnico, il GPD è il primo rivelatore capace di misurare contemporaneamente tutte le proprietà trasportate dai fotoni X emessi da sorgenti celesti. È, infatti, in grado di misurare la direzione di arrivo del fotone (quindi la posizione della sorgente), la sua energia, il tempo di arrivo e, per la prima volta, anche la direzione del campo elettrico associato al fotone assorbito dal rivelatore. Misurando la direzione del campo elettrico di un numero adeguato di fotoni emessi da una sorgente X sarà quindi possibile, per la prima volta, misurare con grande sensibilità la polarizzazione della radiazione emessa, ricavando informazioni uniche e finora inaccessibili sulla geometria delle distribuzioni di massa e dei campi della sorgente stessa.
“La missione IXPE – conclude Luca Baldini – sarà una bellissima opportunità per i nostri studenti di inserirsi ed avere visibilità in un filone di ricerca internazionale di altissimo livello”.
Da Pisa il via per riattivare la sezione italiana della Young Generation Nuclear
Parte da Pisa l’impulso per riattivare la sezione italiana della Young Generation Nuclear (YGN) dell’European Nuclear Society. A questo scopo, lo scorso 3 febbraio, per iniziativa congiunta dell’Ateneo e dell’Associazione Italiana Nucleare (AIN), si è svolto un webinair, cioè seminario interattivo tenuto su Internet al quale sono intervenuti più di 40 tra studenti e giovani ricercatori. All’evento hanno inoltre partecipato il presidente del Corso di laurea magistrale in Ingegneria Nucleare, professore Walter Ambrosini, Eileen Langegger, Chair della ENS-YGN, Antonio Soriero, responsabile della comunicazione dell’AIN e Luca Capriotti, Vicepresidente della International Youth Nuclear Conference, un’altra organizzazione attiva nei contatti con le nuove generazioni nel settore nucleare a livello internazionale.
Durante il webinar sono state proposte numerose iniziative, tra cui l’organizzazione di altri eventi simili rivolti sia agli studenti che al più vasto pubblico. Una prima azione, attualmente in corso per dare vita ad una massa critica di giovani, è la raccolta di adesioni alla sezione italiana in riattivazione, che può essere effettuata semplicemente inviando un mail ad Antonio Soriero (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.), eventualmente proponendo commenti ed iniziative.
“In un periodo in cui sono in atto in Europa e a livello internazionale numerose iniziative per il mantenimento e lo sviluppo delle conoscenze nel settore nucleare, attrarre giovani agli studi, alla ricerca e alle carriere in questo settore è una delle azioni di più urgenti – ha spiegato Walter Ambrosini - Il turnover generazionale nel settore è, infatti, già in atto presso università, centri di ricerca ed industria ed è quindi necessario identificare nuove leve e nuovi talenti per trasmettere le competenze acquisite e progredire nello sviluppo dei sistemi nucleari del futuro”.
Da Pisa il via per riattivare la sezione italiana della Young Generation Nuclear
Parte da Pisa l’impulso per riattivare la sezione italiana della Young Generation Nuclear (YGN) dell’European Nuclear Society. A questo scopo lo scorso 3 febbraio, per iniziativa congiunta dell’Ateneo e dell’Associazione Italiana Nucleare (AIN), si è svolto un webinair, cioè seminario interattivo tenuto su Internet al quale sono intervenuti più di 40 tra studenti e giovani ricercatori. All’evento hanno inoltre partecipato il presidente del Corso di laurea magistrale in Ingegneria Nucleare, professore Walter Ambrosini, Eileen Langegger, chair della ENS-YGN, Antonio Soriero, responsabile della comunicazione dell’AIN, e Luca Capriotti, vicepresidente della International Youth Nuclear Conference, un’altra organizzazione attiva nei contatti con le nuove generazioni nel settore nucleare a livello internazionale.
Durante il webinar sono state proposte numerose iniziative, tra cui l’organizzazione di altri eventi simili rivolti sia agli studenti che al più vasto pubblico. Una prima azione, attualmente in corso per dare vita ad una massa critica di giovani, è la raccolta di adesioni alla sezione italiana in riattivazione, che può essere effettuata semplicemente inviando un messaggio ad Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., eventualmente proponendo commenti ed iniziative.
“In un periodo in cui sono in atto in Europa e a livello internazionale numerose iniziative per il mantenimento e lo sviluppo delle conoscenze nel settore nucleare, attrarre giovani agli studi, alla ricerca e alle carriere in questo settore è una delle azioni di più urgenti – ha spiegato Walter Ambrosini - Il turnover generazionale nel settore è, infatti, già in atto presso università, centri di ricerca ed industria ed è quindi necessario identificare nuove leve e nuovi talenti per trasmettere le competenze acquisite e progredire nello sviluppo dei sistemi nucleari del futuro”.
Oltre alle reti nelle quali l’Università di Pisa è saldamente inserita, con il suo Corso di Laurea in Ingegneria Nucleare in lingua inglese, tra cui l’European Nuclear Education Network e FuseNet, la European Nuclear Society e, in particolare, la sua Young Generation Nuclear (YGN) svolgono un’azione indispensabile di collegamento e di promozione delle conoscenze nel settore nucleare presso le nuove generazioni.
Una descrizione dell’evento è disponibile sul sito dell’AIN.
Corso “Presidio delle funzioni di protezione civile”. Riduzioni per studenti e personale unipi
Partirà venerdì 17 marzo il corso di alta formazione “Presidio delle funzioni di protezione civile”, riconosciuto dalla Regione Toscana, al termine del quale sarà rilasciato un certificato di competenze di 4° livello di qualificazione europeo. Il corso è promosso dal Cisp (Centro Interdisciplinare Scienze per la Pace dell’Università di Pisa), con il patrocinio del Comune di Pisa.
La formazione – volta ad implementare il passaggio da una “cultura dell’emergenza” ad una “cultura della prevenzione e della programmazione” - avrà ad oggetto norme, nozioni e strumenti per collaborare con le autorità preposte alla protezione civile in caso di calamità naturali o disastri ambientali, in particolare nel ripristino ambientale di aree colpite.
Per studenti e dipendenti unipi è prevista una riduzione del 20% sulla quota di iscrizione
Il percorso formativo è articolato in 4 Unità Formative che prevedono attività didattiche, simulazioni ed esercitazioni, ed è rivolto a quanti intervengono nella predisposizione e/o nell’attuazione delle funzioni di protezione civile, principalmente a responsabili, dipendenti e collaboratori delle pubbliche amministrazioni e a volontari della protezione civile, con l’obiettivo di fornire una riqualificazione e un aggiornamento professionale, sempre più necessari vista la crescente vulnerabilità dei territori.
Il corso si avvale della preziosa collaborazione del Comune di Pisa (un comune che può vantare un sistema eccellente di protezione civile) e della presenza di docenti universitari (di sociologia dell’ambiente e del territorio, di geologia, di psicologia e di logistica umanitaria) ed esperti nel settore (Dipartimento Nazionale Protezione Civile, Croce Rossa, Dipartimento dei Vigili del Fuoco), così da abbinare approfondimenti teorici, casi studio, buone prassi.
Le lezioni del corso si svolgeranno nei giorni di venerdì pomeriggio e sabato tutta la giornata, a partire dal 17 marzo 2017 fino al 6 maggio 2017, per un totale di 6 week end. La lezione inaugurale, il 17 marzo alle ore 14.30, sarà tenuta dall’ing. Paolo Ghezzi, vicesindaco del comune di Pisa con delega alla Protezione civile, e dal dott. Alessandro Pirrone, consulente delle Nazioni Unite ed esperto nel Disaster Management e nel coordinamento per gli aiuti umanitari e nella ricerca e soccorso internazionale. Presiederà la prof.ssa Enza Pellecchia, Direttrice del CISP.
Leggi i dettagli del programma
Termine iscrizioni: venerdì 10 marzo 2017 ore 12.00.