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Dalle bucce di arancia oli essenziali e pectina impiegabili nell’industria cosmetica, profumiera e alimentare. I ricercatori del Thermolab del dipartimento di Chimica e Chimica industriale dell’Università di Pisa e dell’Istituto INO CNR di Pisa hanno messo a punto un innovativo processo estrattivo che permette di ottenere dalle biomasse di scarto prodotti di elevato interesse commerciale. La ricerca è stata selezionata come cover article dell’ultimo numero del 2016 della rivista “Green Chemistry”.

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Lo studio, svolto nell’ambito di un progetto FIRB 2012, riguarda in particolare la valorizzazione di biomasse mediante l’azione congiunta di microonde e ultrasuoni: i processi estrattivi dalle bucce di arancia sono stati infatti attivati con microonde emesse da un’antenna a dipolo coassiale posta all’interno della stessa biomassa. Sono state provate diverse configurazioni, tra cui un’estrazione a microonde senza solvente e una idrodistillazione che prevedeva l’applicazione simultanea di microonde e ultrasuoni. Entrambi i metodi danno buoni risultati in termini di rese e permettono un elevato risparmio energetico rispetto ai metodi di idrodistillazione convenzionali. L’approccio più promettente è sicuramente quello senza solvente che, sfruttando l’acqua naturalmente presente nella buccia di arancia, permette anche un risparmio idrico rispetto ai metodi convenzionali.

Nel complesso la ricerca offre nuovi spunti per la valorizzazione di rifiuti alimentari mediante processi molto vantaggiosi dal punto di vista tecnologico, energetico ed economico.

Gli autori dello studio sono Celia Duce, Josè González-Rivera, Alessio Spepi e Maria Rosaria Tinè, del dipartimento di Chimica e Chimica industriale dell’Università di Pisa; Iginio Longo dell’Istituto Nazionale di Ottica (INO), CNR di Pisa; Carlo Ferrari e Alessandra Piras del dipartimento di Chimica e Geologia dell’Università di Cagliari; Danilo Falconieri dell’Istituto Tecnico Industriale Statale “Michele Giua” di Cagliari.

Nella foto in basso, da sinistra verso destra: Iginio Longo, Josè González-Rivera, Alessio Spepi, Maria Rosaria Tinè, Celia Duce.

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Martedì 17 gennaio, alle ore 11.00, nella Sala Prorettori del Rettorato dell’Università di Pisa (in Lungarno Pacinotti 43), sarà presentato alla stampa UBORA, il progetto di ricerca coordinato dall’Ateneo pisano e finanziato dall’Unione Europea con un milione di euro, che ha come finalità la creazione di una piattaforma virtuale tra bioingegneri europei e africani.
Nell’occasione saranno presenti Francesco Marcelloni, delegato all’Internazionalizzazione dell’Università di Pisa, Arti Ahluwalia, docente del Centro di ricerca “E. Piaggio” dell’Università di Pisa e coordinatrice del progetto, e June Chepchirchir Ruto, consigliere dell’ambasciata del Kenya in Italia.
Durante la conferenza stampa sarà premiato lo studente vincitore del contest per la creazione del logo del progetto.

giustizia-statua.jpgSono circa cento gli iscritti alla sesta edizione del corso di alta formazione in “Giustizia costituzionale e tutela giurisdizionale dei diritti” che si terrà a Pisa dal 16 gennaio al 3 febbraio 2017. Il corso, organizzato dal dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Pisa con il coordinamento scientifico del professor Roberto Romboli durerà tre settimane, con lezioni tenute in lingua italiana e spagnola da docenti italiani, spagnoli e latinoamericani.

I partecipanti provengono dall’Italia e, in larghissima misura, da Paesi stranieri, soprattutto dell’America Latina. In particolare, gli iscritti provengono da: Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Costa Rica, Ecuador, Messico, Perù, Repubblica Dominicana.

Oltre ai numerosi seminari su tematiche che vanno dai modelli di giustizia costituzionale, alla tutela sovranazionale dei diritti fondamentali, il corso prevede lo studio di casi pratici connessi all’attualità costituzionale, attraverso l’analisi di sentenze che hanno inciso nel campo della protezione dei diritti umani. All’interno del corso sono anche state programmate alcune conferenze tenute da ospiti illustri, tra cui Luigi Ferrajoli, Riccardo Guastini, Luis López Guerra e Gaetano Silvestri.

Tra i 102 scienziati che pochi giorni fa hanno ricevuto dal presidente uscente Barack Obama il PECASE, il massimo riconoscimento che il governo degli Stati Uniti offre a giovani e promettenti professionisti nel settore della ricerca scientifica, ci sono anche tre i italiani, Guglielmo Scovazzi, Marco Pavone e Anna Grassellino, quest’ultima laureata all’Università di Pisa nel 2005 in Ingegneria Elettronica, oggi ricercatrice al Fermilab.

Il “Presidential Early Career Award for Scientists and Engineers” è la più alta onorificenza conferita dal Governo degli Stati Uniti a professionisti della scienza e dell'ingegneria nelle prime fasi della loro carriera di ricerca indipendente. Il premio è stato istituito nel 1996 dal presidente Bill Clinton. “Mi congratulo con questi incredibili scienziati per il loro lavoro d’impatto – ha dichiarato il presidente Obama – Questi innovatori stanno lavorando per mantenere gli Stati Uniti all’avanguardia, e dimostrano che gli investimenti nella scienza portano ad avanzamenti che allargano la nostra conoscenza del mondo e contribuiscono alla nostra economia”.

Anna Grassellino è una ricercatrice originaria di Marsala attualmente impiegata al Fermi National Accelerator Laboratory dell’Università dell’Illinois, a Batavia. Dopo la laurea all’Università di Pisa, ha conseguito un dottorato in Fisica all’Università della Pennsylvania. Fa ricerca dal 2008, mentre dall’inizio del 2012 è al Fermilab, prima come postdoc, e attualmente come scienziata e group leader, nel settore della fisica applicata e delle tecnologie dei superconduttori.

Tra i numerosi complimenti ricevuti da Anna Grassellino, ci sono anche quelli del professor Giuseppe Anastasi, direttore del dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa, che scrive: «Anna Grassellino, una dei tre giovani scienziati italiani premiati da Obama, si è laureata in Ingegneria Elettronica presso l'Università di Pisa. A nome del dipartimento di Ingegneria dell'Informazione (DII), sincere congratulazioni ad Anna per il prestigioso riconoscimento».

Sono circa cento gli iscritti alla sesta edizione del corso di alta formazione in “Giustizia costituzionale e tutela giurisdizionale dei diritti” che si terrà a Pisa dal 16 gennaio al 3 febbraio 2017. Il corso, organizzato dal dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Pisa con il coordinamento scientifico del professor Roberto Romboli durerà tre settimane, con lezioni tenute in lingua italiana e spagnola da docenti italiani, spagnoli e latinoamericani.
I partecipanti provengono dall’Italia e, in larghissima misura, da Paesi stranieri, soprattutto dell’America Latina. In particolare, gli iscritti a questa edizione provengono da: Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Costa Rica, Ecuador, Messico, Perù, Repubblica Dominicana.
Oltre ai numerosi seminari su tematiche che vanno dai modelli di giustizia costituzionale, alla tutela sovranazionale dei diritti fondamentali, il corso prevede lo studio di casi pratici connessi all’attualità costituzionale, attraverso l’analisi di sentenze che hanno inciso nel campo della protezione dei diritti umani. All’interno del corso sono anche state programmate alcune conferenze tenute da ospiti illustri, tra cui Luigi Ferrajoli, Riccardo Guastini, Luis López Guerra e Gaetano Silvestri.

Tra i 102 scienziati che pochi giorni fa hanno ricevuto dal presidente uscente Barack Obama il PECASE, il massimo riconoscimento che il governo degli Stati Uniti offre a giovani e promettenti professionisti nel settore della ricerca scientifica, ci sono anche tre i italiani, Guglielmo Scovazzi, Marco Pavone e Anna Grassellino, quest’ultima laureata all’Università di Pisa nel 2005 in Ingegneria Elettronica, oggi ricercatrice al Fermilab.

 Anna Grassellino

Il “Presidential Early Career Award for Scientists and Engineers” è la più alta onorificenza conferita dal governo degli Stati Uniti a professionisti della scienza e dell'ingegneria nelle prime fasi della loro carriera di ricerca indipendente. Il premio è stato istituito nel 1996 dal presidente Bill Clinton. “Mi congratulo con questi incredibili scienziati per il loro lavoro d’impatto – ha dichiarato il presidente Obama – Questi innovatori stanno lavorando per mantenere gli Stati Uniti all’avanguardia, e dimostrano che gli investimenti nella scienza portano ad avanzamenti che allargano la nostra conoscenza del mondo e contribuiscono alla nostra economia”.

Anna Grassellino è una ricercatrice originaria di Marsala attualmente impiegata al Fermi National Accelerator Laboratory dell’Università dell’Illinois, a Batavia. Dopo la laurea all’Università di Pisa, ha conseguito un dottorato in Fisica all’Università della Pennsylvania. Fa ricerca dal 2008, mentre dall’inizio del 2012 è al Fermilab, prima come postdoc, e attualmente come scienziata e group leader, nel settore della fisica applicata e delle tecnologie dei superconduttori.

Tra i numerosi complimenti ricevuti da Anna Grassellino, ci sono anche quelli del professor Giuseppe Anastasi, direttore del dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa, che scrive: «Anna Grassellino, una dei tre giovani scienziati italiani premiati da Obama, si è laureata in Ingegneria Elettronica presso l'Università di Pisa. A nome del dipartimento di Ingegneria dell'Informazione (DII), sincere congratulazioni ad Anna per il prestigioso riconoscimento».

Ne hanno parlato:
Corriere Fiorentino
InToscana.it
Tirreno Pisa
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PisaInformaFlash.it 
gonews.it

Venerdì, 13 Gennaio 2017 09:01

La filosofia italiana al tempo di Dante

iammagine copertinaTra la fine del Duecento e l’inizio del Trecento la filosofia fece ritorno in Italia dopo un’eclissi durata più di settecento anni. Decisiva fu l’apertura a Bologna dei nuovi corsi di logica e filosofia per gli studenti di medicina. "La filosofia in Italia al tempo di Dante” (il Mulino, 2016) racconta la storia di questa straordinaria e fortunata stagione culturale, ricostruendo il mondo intellettuale di filosofi, medici, letterati e predicatori che agivano in un paesaggio cittadino vivace e complesso, tra aule universitarie, corti signorili e biblioteche conventuali.

Curatori del volume sono Gianfranco Fioravanti, professore all’Università di Pisa insignito dell'Ordine del Cherubino, e Carla Casagrande professoressa di Storia della filosofia medievale all’Università di Pavia. Anticipiamo qui un estratto a loro firma della prefazione.

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In questo volume non si parla di una filosofia ‘italiana’. Anche a voler accettare i criteri con cui oggi si ripresenta la non nuova tesi dell’esistenza di uno o più caratteri peculiari del pensiero italico, tali da differenziarlo dalle grandi correnti del pensiero europeo nell’età moderna, essi non sarebbero applicabili al periodo di tempo, peraltro piuttosto limitato, di cui qui si tratta. Esso prende comunque in considerazione un fatto di assoluta novità: il ritorno in Italia della filosofia entro coordinate spazio temporalmente determinate dopo una assenza durata più di sette secoli. E poiché, anche aderendo alla idea della impersonalità del pensiero bisogna ammettere che la attività del filosofare comporta l’esistenza di attori storicamente identificabili ne deriva che nel nostro caso il ritorno della filosofia si è tradotto nell’apparizione sulla scena storico culturale italiana di una figura, quella del filosofo che fino ad allora era rimasta nelle pagine di enciclopedisti altomedievali come reperto ‘archeologico’ di un passato senza ritorno.

Il libro individua l’inizio della vicenda nel passaggio ad un insegnamento bolognese, avvenuto nel 1295, di un maestro laureato a Parigi: Gentile da Cingoli. Questo piccolo evento è effettivamente iniziale (il corso di Gentile è il primo corso specifico di filosofia tenuto nello Studio bolognese) ma è anche fortemente emblematico della storia che inaugura. La fiducia nella capacità della ragione, l’autonomia di un lavoro filosofico mai subordinato né propedeutico ad altri saperi, l’uso di rigorose procedure dimostrative: questa l’idea di filosofia che Gentile porta con sé da Parigi e che resterà, pur con accenti diversi quella cui si ispireranno i filosofi bolognesi che nei decenni seguenti formeranno una vera e propria scuola e si definiranno orgogliosamente nei confronti della teologia come “layci et seculares.” Di questo gruppo di ‘intellettuali’ strutturato sulla relazione maestro-allievo, del loro rapportarsi alle altre figure del contesto universitario e cittadino (medici e giuristi), del loro modo particolare di fare filosofia, dei problemi fondamentali per loro e da loro affrontati parla appunto questo libro.

Carla Casagrande e Gianfranco Fioravanti

C’è anche Pisa tra le sei università italiane coinvolte nell’organizzazione di un corso di formazione su diritti e doveri della Costituzione italiana rivolto agli imam e ai ministri di culto di altre religioni senza intesa – ossia la legge che riconosce pubblicamente le confessioni religiose – presenti in Italia. Il corso partirà a breve nella sede di Giurisprudenza del Campus di Ravenna dell’Alma Mater di Bologna e, per l’Università di Pisa, vedrà coinvolti docenti ed esperti del Centro Interdisciplinare di Scienze per la Pace, coordinati dal professor Pierluigi Consorti.
Il corso nasce dalla consapevolezza che l’esercizio della libertà religiosa insieme al rispetto dei diritti e dei doveri di ognuno è uno strumento essenziale per la costruzione della convivenza e la tolleranza reciproca. Gli atenei coinvolti, oltre a Pisa e Bologna, sono Firenze, Salerno, Bari e l’Università della Calabria, coordinati dal Consorzio Interuniversitario Siti (COIS) che opera dal 2004 a Ravenna: «I partecipanti saranno formati sui principi costituzionali in materia di libertà religiosa e di coscienza, sulla libertà di disporre di edifici di culto e sulla necessità di rispettare sia chi crede in religioni diverse sia chi non crede – spiega il professor Consorti – Il fondamentalismo religioso si combatte garantendo le identità culturali e religiose di ciascuno. Perciò l’iniziativa si muove nello spazio di approfondimento del dialogo fra religioni e culture, con lo scopo di dare un contributo alla costruzione di una convivenza sociale pacifica e nonviolenta».
Il corso, tenuto da esperti di problemi religiosi (docenti di diritto ecclesiastico e costituzionale, sociologi) è promosso dal Ministero dell'Interno, Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione, nell’ambito del Programma Nazionale FAMI 2014, che ha l’obiettivo di promuovere l’esercizio della libertà religiosa in coerenza con i valori fondanti della società di accoglienza. La coordinatrice del corso è una donna, la professoressa Federica Botti, dell’Università di Bologna, responsabile scientifica del COIS.

C’è anche Pisa tra le sei università italiane coinvolte nell’organizzazione di un corso di formazione su diritti e doveri della Costituzione italiana rivolto agli imam e ai ministri di culto di altre religioni senza intesa – ossia la legge che riconosce pubblicamente le confessioni religiose – presenti in Italia. Il corso partirà a breve nella sede di Giurisprudenza del Campus di Ravenna dell’Alma Mater di Bologna e, per l’Università di Pisa, vedrà coinvolti docenti ed esperti del Centro Interdisciplinare di Scienze per la Pace, coordinati dal professor Pierluigi Consorti (nella foto in basso a destra).

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Il corso nasce dalla consapevolezza che l’esercizio della libertà religiosa insieme al rispetto dei diritti e dei doveri di ognuno è uno strumento essenziale per la costruzione della convivenza e la tolleranza reciproca. Gli atenei coinvolti, oltre a Pisa e Bologna, sono Firenze, Salerno, Bari e l’Università della Calabria, coordinati dal Consorzio Interuniversitario Siti (COIS) che opera dal 2004 a Ravenna.

pierluigi consorti«I partecipanti saranno formati sui principi costituzionali in materia di libertà religiosa e di coscienza, sulla libertà di disporre di edifici di culto e sulla necessità di rispettare sia chi crede in religioni diverse sia chi non crede – spiega il professor Consorti – Il fondamentalismo religioso si combatte garantendo le identità culturali e religiose di ciascuno. Perciò l’iniziativa si muove nello spazio di approfondimento del dialogo fra religioni e culture, con lo scopo di dare un contributo alla costruzione di una convivenza sociale pacifica e nonviolenta».

Il corso, tenuto da esperti di problemi religiosi (docenti di diritto ecclesiastico e costituzionale, sociologi) è promosso dal Ministero dell'Interno, Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione, nell’ambito del Programma Nazionale FAMI 2014, che ha l’obiettivo di promuovere l’esercizio della libertà religiosa in coerenza con i valori fondanti della società di accoglienza. La coordinatrice del corso è una donna, la professoressa Federica Botti, dell’Università di Bologna, responsabile scientifica del COIS.

Ne hanno parlato:
Tirreno Pisa
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Il 10 gennaio è scomparso Graziano Arrighetti, professore emerito di Letteratura greca dell’Università di Pisa. Nato a Firenze nel 1928, tra il 1947 e il 1951 ha studiato presso l'Università di Pisa e la Scuola Normale Superiore. Nell'Ateneo pisano è stato allievo di Giorgio Pasquali. Tra il 1951 e il 1953 si è perfezionato presso l’Istituto italiano per gli studi storici. Dal 1956 ha insegnato presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Pisa, prima come assistente in Grammatica greca e latina, poi dal 1969 come professore ordinario di Letteratura greca, fino al pensionamento nel 2001.

Nell’anno accademico 2006/2007 è stato nominato professore emerito. È stato direttore dell'ex Istituto di Filologia greca dal 1976 al 1978 e direttore del dipartimento di Filologia classica dal 1986 al 1988. È stato insignito dell’Ordine del Cherubino nel 1981.

Tra le sue edizioni più volte ristampate si ricordano quella delle Opere di Epicuro e di Esiodo.

Nel 1995 gli è stato conferito il "Praemium Classicum Clavarense" da parte della sezione di Chiavari dell'Associazione Italiana di Cultura Classica. Nel 1998 è stato nominato socio dell’Accademia delle Scienze di Göttingen e membro dell’Institute for Advanced Study di Princeton.

La salma del defunto sarà esposta alla Misericordia in via Pietrasantina (dalle 8 alle 19.45) fino al giorno dei funerali, che si terranno venerdì 13 gennaio, alle ore 10.30, presso lo stesso cimitero della Misericordia, in via Pietrasantina.

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