Una delegazione dell’Università di Pisa invitata dal Dalai Lama all’Emory-Tibet Symposium
Nell’ambito della convenzione di collaborazione scientifica tra l’Università di Pisa e l’Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia, una delegazione di docenti dell’Ateneo è stata invitata dal Dalai Lama a seguire i lavori dello Emory-Tibet Symposium che si è tenuto a Mundgod, in India, dal 18 al 20 dicembre. Al simposio sono intervenuti esperti di livello internazionale nelle discipline che riguardano la scienza della mente, come la filosofia, la psicologia, la biologia e le neuroscienze.
Nell’occasione il Dalai Lama ha voluto incontrare personalmente i professori Angelo Gemignani e Bruno Neri, membri insieme ad Alfonso Maurizio Iacono del comitato scientifico che presiede la convenzione, per discutere dello sviluppo e della prosecuzione delle iniziative già avviate nell’ambito degli accordi. Prima fra tutte il master dell’Università di Pisa in “Neuroscienze, mindfulness e pratiche contemplative” al quale già collaborano alcuni insigni studiosi dell’ILTK. Altro argomento del colloquio è stato l’organizzazione a Pisa nel 2017 di una conferenza internazionale, multidisciplinare, sulle principali tematiche legate allo studio della mente, che vedrà come ospite d’onore lo stesso Dalai Lama.
I rappresentanti della Convenzione UniPi-ILTK insieme al Dalai Lama. Da sinistra: il direttore dell'ILTK Filppo Scianna, il Ven. Massimo Stordi, Fabrizio Pallotti, interprete personale del Dalai Lama; alla sinistra del Dalai Lama i professori Angelo Gemignani e Bruno Neri.
L’Istituto Lama Tzong Khapa è uno dei principali centri in Occidente della Fondazione per la Preservazione della Tradizione Mahaiana (FPMT), sviluppatasi in Tibet a partire dal IX secolo. Al suo interno si svolgono attività di studio, formazione e approfondimento indirizzati a una migliore comprensione della natura interiore e dei processi mentali, attraverso lo studio della filosofia e della psicologia buddiste.
La convenzione tra Università di Pisa e l’ILTK ha lo scopo di promuovere un approccio multidisciplinare allo studio della coscienza e dell’interazione mente-corpo. Tale approccio si avvarrà, da una parte, dei metodi, degli strumenti e delle acquisizioni delle scienze occidentali (biofisica, neuroscienze, psicologia, psicofisiologia, filosofia della mente) dall’altra dell’enorme bagaglio di conoscenze accumulate, in oltre 2500 anni di storia, dalla tradizione buddista nel campo dell’analisi in prima persona dei processi mentali, introspezione, concentrazione, meditazione, mindfulness.
Il professor Bruno Neri (a destra) consegna al Dalai Lama una medaglia col simbolo del Cherubino. Con loro Fabrizio Pallotti, interprete personale del Dalai Lama.
Al Museo della Grafica la mostra 'Viviani'
Dal 23 dicembre il Museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi ospita un'esposizione dedicata all'artista pisano Giuseppe Viviani, a cinquant’anni dalla grande mostra, postuma, che gli fu dedicata nel 1966 al Giardino Scotto. In mostra una trentina di incisioni, provenienti dal “Gabinetto disegni e stampe” dell’Università.
A gennaio, invece, un’altra porzione dell’allestimento sarà aperta presso la Chiesa della Spina, lungo un immaginario percorso alla scoperta di Viviani e della città. All’interno della piccola chiesa gotica sarà possibile ammirare alcune tele del Viviani pittore.
«Offriamo ai viaggiatori contemporanei un tracciato lungo il quale riscoprire le opere del pittore, e assaporare le bellezze della nostra città, permettendo loro di ammirare i nostri Lungarni – dichiara l’assessore alla Cultura Andrea Ferrante -. Siamo convinti che il potenziale di Pisa non si esaurisca nei suoi monumenti più famosi, ma si propaghi anche nel suo bellissimo paesaggio urbano».
Viviani, nasce a San Giuliano nel 1898, e vive la sua vita a Pisa. Nei suoi quadri sono rappresentati: «La topografia e il paesaggio campestre e urbano di Marina di Pisa, e in estensione lungocosta le più rade ambientazioni da Boccadarno a San Rossore a Tombolo e Viareggio, ambienti poi battuti certo con maggiore frequenza da Viviani cacciatore» spiega Nicola Micieli. Proprio la caccia fu all’origine della sua passione per i cani, raffigurati ripetutamente dall’artista. Viviani ha anche rappresentato la città, seppur in maniera particolare, come ci racconta Stefano Renzoni: «La Pisa ritratta da Viviani – non Marina, non la campagna indecifrata, ma la città – è sempre stata quella contratta nello spazio fisico e simbolico dei monumenti di piazza del Duomo. ( ... ) Qualche muro, con la bicicletta con i freni a bacchetta appoggiata e in agguato, e uomini che verrebbe voglia di chiamare come spaesati». La critica, in maniera unanime, ha rimarcato il profondo pessimismo esistenziale che s’inferisce dalle opere dell’autore, una visione della vita influenzata dalla biografia dell’autore che perse il padre all’età di due anni. Al pessimismo si aggiungeva una certa timidezza, tantoché lui stesso si definiva “timido come i bovi”. Quando arrivò il successo nel dopoguerra, non si scompose; anzi, la conquistata stabilità economica, gli permise di dedicarsi solamente alla sua arte e alla caccia. Nel 1948 ottenne la cattedra di Incisione presso l’Accademia di belle Arti di Firenze e quando morì, nel 1965, le sue opere avevano ormai acquisito fama nazionale.
L’organizzazione di “Viviani” è sostenuta anche da Palazzo Blu che vanta un’ampia collezione di litografie dell’artista pisano, e quindi incoraggia manifestazioni che approfondiscano la conoscenza di quest’artista. Inoltre, Palazzo Blu e Palazzo Lanfranchi costituiscono i due grandi poli culturali di Mezzogiorno e perciò lavorano in stratta collaborazione. L’organizzazione dell’allestimento “Viviani” è supportata anche da Fondazione Arpa.
L’allestimento è fortemente voluto da Comune di Pisa e Università di Pisa. Gli ultimi due enti gestiscono assieme Palazzo Lanfranchi, che è divenuto negli anni il punto d’incontro della cultura cittadina con quella universitaria. Proprio il Museo della Grafica, ospitato a Palazzo Lanfranchi, ospita le esposizioni personali di altri due artisti, nativi di Pisa e legati indissolubilmente alla città. La prima è “Quotidiane Rarefazioni” che raccoglie trenta acqueforti di Fabrizio Pizzanelli; la seconda, “Senza clamore e dissonanze”, è dedicata all’architetto Roberto Mariani. A queste si aggiungerà “Viviani”, andando a creare un trittico sull’arte pisana che abbraccia molteplici espressioni figurative: l’architettura, l’incisione e la pittura.
Sul legame tra l’allestimento odierno e la mostra del 1966, Alessandro Tosi, direttore scientifico del Museo della Grafica, afferma: «L’evocazione di quel ritrovato e corale abbraccio, commosso e consapevole, tra Pisa e il mondo vivianesco ha il valore di una memoria condivisa su cui provare a immaginare e proporre, negli spazi di maggiore valenza simbolica, ulteriori percorsi».
Cave Canem. Comprendere il cane e il perché del suo legame empatico con l'uomo
“Cave Canem. Comprendere il cane e il perché del suo legame empatico con l'uomo” è il titolo della giornata di studio che si svolgerà il 20 gennaio prossimo nell’aula magna del Polo Fibonacci dell’Università di Pisa in Largo Bruno Pontecorvo. Dalle 9,30 alle 18 interverranno studiosi ed esperti che parleranno della lunga storia di amicizia fra uomo e cane. La partecipazione al convegno è gratuita fino a esaurimento posti. Per iscriversi è necessario inviare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. entro e non oltre il 10 gennaio 2017.
L'inquinamento atmosferico è un fattore di rischio per la salute dei bambini
L'inquinamento atmosferico provoca un danno al DNA, seppur modesto, e ciò costituisce un fattore di rischio per la salute futura dei bambini. Su questo versante, inoltre, emerge l'utilità di effettuare indagini precoci, che possano far conoscere e dunque prevenire gli eventuali pericoli. Sono questi i principali risultati raggiunti dal progetto MAPEC_LIFE ("Monitoring Air Pollution Effects on Children for supporting public health policy”), approvato nel 2013 dalla Commissione Europea nell’ambito del Programma LIFE+2012, Environment Policy and Governance. Il progetto è il primo grande studio multicentrico sugli effetti biologici precoci degli inquinanti aerei sulle cellule buccali dei bambini di 6-8 anni, residenti in cinque città italiane - oltre a Pisa, Brescia, Lecce, Perugia e Torino -, in relazione alla concentrazione di alcuni inquinanti atmosferici e alle caratteristiche socio-demografiche e agli stili di vita dei bambini.
I dati del progetto MAPEC_LIFE sono stati presentati in Rettorato da Annalaura Carducci, docente responsabile dell'unità di ricerca dell'Ateneo pisano; da Lisandro Benedetti-Cecchi, prorettore per la Ricerca in ambito europeo e internazionale; da Alberto Castelli, direttore del Dipartimento di Biologia; da Maria Luisa Chiofalo, assessore comunale alle Politiche socioeducative e scolastiche; da Marco Redini, dirigente comunale all’Ambiente; da Liliana Cori, del CNR; da Germana Delle Canne, in rappresentanza delle scuole coinvolte nel progetto.
Nel progetto, di durata triennale, è stato coinvolto il Dipartimento di Biologia dell'Università di Pisa che, oltre ad effettuare l’indagine biologica, ha sviluppato insieme alle scuole ausili didattici sui temi dell'inquinamento e sugli stili di vita sani.
A livello operativo, nella città di Pisa sono stati reclutati 210 bambini frequentanti cinque scuole primarie (Newbery, Collodi, Filzi, De Sanctis e Gereschi), situate in zone diverse della città. E’ stato richiesto il consenso dei genitori e dei bambini stessi ed è stato somministrato un questionario per rilevare la caratteristiche socio-demografiche e comportamentali che potevano avere effetti sui risultati dello studio. Per ogni bambino sono stati raccolti 2 campioni di cellule della mucosa buccale, uno nel periodo invernale ed uno nel periodo primaverile. Su questi campioni è stata determinato il numero di micronuclei, che sono un indicatore di effetto biologico sul DNA (piccoli nuclei accessori rilevabili in cellule che hanno subito un danno al DNA). Contemporaneamente al campionamento biologico è stata rilevata nell’aria la presenza di inquinanti (PM10, PM0.5, IPA, Nitro-IPA). Altri dati di inquinamento dell’aria (PM2.5, SO2, Ozono) sono stati ottenuti dalle centraline ARPAT esistenti. Per alcune città erano disponibili anche le concentrazioni di benzene, non per Pisa perché le centraline ARPAT non lo rilevano.
Risultati
A livello nazionale l’effetto biologico precoce evidenziato nelle cellule dei bambini come presenza di micronuclei è mediamente basso. Si evidenzia comunque una significativa differenza stagionale: il 52,7% dei bambini in inverno ed il 35,9% in primavera presenta almeno un micronucleo, con una media in inverno di 0,44 MN/1000 cellule e in primavera di 0,22 MN/1000 cellule. La frequenza di micronuclei risulta inoltre moderatamente influenzata dalle concentrazioni di benzene, PM2.5, SO2, e Ozono nell’aria e di IPA nel particolato ultrafine (PM0.5). L’effetto biologico precoce appare attenuato da un’alimentazione sana e aggravato da esposizione a fumo passivo e sovrappeso.
Fra le città coinvolte nello studio si sono rilevate differenze. Rispetto alle altre città, Pisa si colloca al secondo posto dopo Brescia per frequenza di micronuclei nelle cellule buccali dei bambini. La concentrazione dei micronuclei (MN) rilevata nella campagna invernale è stata di 0.5 MN/1000 cellule, nella campagna primaverile di 0.23 MN/1000 cellule, con una diminuzione significativa, come riscontrato nelle altre città. La riduzione del numero di micronuclei osservata nelle due campagne effettuate sugli stessi bambini indica la reversibilità di questo effetto biologico.
A Pisa i valori di PM10 misurati nelle scuole coinvolte sono risultati sempre inferiori al limite giornaliero di 50 µg/m3 e in linea con i dati derivanti dal monitoraggio delle 2 centraline ARPAT (Borghetto e Passi). Questo indica che anche livelli di inquinamento non molto elevati possono essere associati ad effetti biologici precoci sul DNA delle cellule buccali dei bambini.
Lo studio condotto è il più ampio nel suo genere a livello mondiale per numero di bambini coinvolti, tuttavia i dati raccolti nelle singole città riguardano un numero di soggetti troppo piccolo per poter fare analisi specifiche.
Complessivamente si può concludere che una danno al DNA, seppure modesto, è stato rilevato e che questo può indicare un rischio di futuri effetti nocivi sulla salute. Tali indagini possono avere l’utilità di mostrare gli effetti dell’inquinamento atmosferico più precocemente della rilevazione delle malattie ad esso correlate. La frequenza dei micronuclei tuttavia non può essere considerato un indicatore di rischio individuale, ma solo a livello di popolazione.
I contatti con le scuole sono stati anche l’occasione per sviluppare un progetto didattico mirato alla spiegazione dei concetti fondamentali alla base del progetto (inquinamento atmosferico, effetti sulla salute e sulle cellule, strategie di prevenzione e stili di vita sani). Sono stati prodotti ausili didattici (schede informative per gli adulti, cartone animato e video games), validati mediante uno studio pilota su 266 bambini frequentanti 7 classi degli istituti scolastici che hanno aderito al progetto. I risultati hanno mostrato una buona efficacia per l’aumento delle conoscenze dei bambini, soprattutto per gli alunni delle seconde classi. A seguito di questo studio gli ausili didattici sono stati diffusi a 140 docenti del Comune di Pisa mediante incontri formativi sulle tematiche del progetto. I docenti hanno espresso giudizio positivo sull’intervento formativo e sull’efficacia degli ausili utilizzati.
Per approfondimenti sul progetto si può consultare il sito web del progetto (www.mapec-life.eu), dove è disponibile il "Layman’s report" con i risultati conclusivi.
L'inquinamento atmosferico è un fattore di rischio per la salute dei bambini
L'inquinamento atmosferico provoca un danno al DNA, seppur modesto, e ciò costituisce un fattore di rischio per la salute futura dei bambini. Su questo versante, inoltre, emerge l'utilità di effettuare indagini precoci, che possano far conoscere e dunque prevenire gli eventuali pericoli. Sono questi i principali risultati raggiunti dal progetto MAPEC_LIFE ("Monitoring Air Pollution Effects on Children for supporting public health policy”), approvato nel 2013 dalla Commissione Europea nell’ambito del Programma LIFE+2012, Environment Policy and Governance. Il progetto è il primo grande studio multicentrico sugli effetti biologici precoci degli inquinanti aerei sulle cellule buccali dei bambini di 6-8 anni, residenti in cinque città italiane - oltre a Pisa, Brescia, Lecce, Perugia e Torino -, in relazione alla concentrazione di alcuni inquinanti atmosferici e alle caratteristiche socio-demografiche e agli stili di vita dei bambini.
I dati del progetto MAPEC_LIFE sono stati presentati in Rettorato da Annalaura Carducci, docente responsabile dell'unità di ricerca dell'Ateneo pisano; da Lisandro Benedetti-Cecchi, prorettore per la Ricerca in ambito europeo e internazionale; da Alberto Castelli, direttore del Dipartimento di Biologia; da Maria Luisa Chiofalo, assessore comunale alle Politiche socioeducative e scolastiche; da Marco Redini, dirigente comunale all’Ambiente; da Liliana Cori, del CNR; da Germana Delle Canne, in rappresentanza delle scuole coinvolte nel progetto.
Nel progetto, di durata triennale, è stato coinvolto il Dipartimento di Biologia dell'Università di Pisa che, oltre ad effettuare l’indagine biologica, ha sviluppato insieme alle scuole ausili didattici sui temi dell'inquinamento e sugli stili di vita sani.
A livello operativo, nella città di Pisa sono stati reclutati 210 bambini frequentanti cinque scuole primarie (Newbery, Collodi, Filzi, De Sanctis e Gereschi), situate in zone diverse della città. E’ stato richiesto il consenso dei genitori e dei bambini stessi ed è stato somministrato un questionario per rilevare la caratteristiche socio-demografiche e comportamentali che potevano avere effetti sui risultati dello studio. Per ogni bambino sono stati raccolti 2 campioni di cellule della mucosa buccale, uno nel periodo invernale ed uno nel periodo primaverile. Su questi campioni è stata determinato il numero di micronuclei, che sono un indicatore di effetto biologico sul DNA (piccoli nuclei accessori rilevabili in cellule che hanno subito un danno al DNA). Contemporaneamente al campionamento biologico è stata rilevata nell’aria la presenza di inquinanti (PM10, PM0.5, IPA, Nitro-IPA). Altri dati di inquinamento dell’aria (PM2.5, SO2, Ozono) sono stati ottenuti dalle centraline ARPAT esistenti. Per alcune città erano disponibili anche le concentrazioni di benzene, non per Pisa perché le centraline ARPAT non lo rilevano.
Risultati
A livello nazionale l’effetto biologico precoce evidenziato nelle cellule dei bambini come presenza di micronuclei è mediamente basso. Si evidenzia comunque una significativa differenza stagionale: il 52,7% dei bambini in inverno ed il 35,9% in primavera presenta almeno un micronucleo, con una media in inverno di 0,44 MN/1000 cellule e in primavera di 0,22 MN/1000 cellule. La frequenza di micronuclei risulta inoltre moderatamente influenzata dalle concentrazioni di benzene, PM2.5, SO2, e Ozono nell’aria e di IPA nel particolato ultrafine (PM0.5). L’effetto biologico precoce appare attenuato da un’alimentazione sana e aggravato da esposizione a fumo passivo e sovrappeso.
Fra le città coinvolte nello studio si sono rilevate differenze. Rispetto alle altre città, Pisa si colloca al secondo posto dopo Brescia per frequenza di micronuclei nelle cellule buccali dei bambini. La concentrazione dei micronuclei (MN) rilevata nella campagna invernale è stata di 0.5 MN/1000 cellule, nella campagna primaverile di 0.23 MN/1000 cellule, con una diminuzione significativa, come riscontrato nelle altre città. La riduzione del numero di micronuclei osservata nelle due campagne effettuate sugli stessi bambini indica la reversibilità di questo effetto biologico.
A Pisa i valori di PM10 misurati nelle scuole coinvolte sono risultati sempre inferiori al limite giornaliero di 50 µg/m3 e in linea con i dati derivanti dal monitoraggio delle 2 centraline ARPAT (Borghetto e Passi). Questo indica che anche livelli di inquinamento non molto elevati possono essere associati ad effetti biologici precoci sul DNA delle cellule buccali dei bambini.
Lo studio condotto è il più ampio nel suo genere a livello mondiale per numero di bambini coinvolti, tuttavia i dati raccolti nelle singole città riguardano un numero di soggetti troppo piccolo per poter fare analisi specifiche.
Complessivamente si può concludere che una danno al DNA, seppure modesto, è stato rilevato e che questo può indicare un rischio di futuri effetti nocivi sulla salute. Tali indagini possono avere l’utilità di mostrare gli effetti dell’inquinamento atmosferico più precocemente della rilevazione delle malattie ad esso correlate. La frequenza dei micronuclei tuttavia non può essere considerato un indicatore di rischio individuale, ma solo a livello di popolazione.
I contatti con le scuole sono stati anche l’occasione per sviluppare un progetto didattico mirato alla spiegazione dei concetti fondamentali alla base del progetto (inquinamento atmosferico, effetti sulla salute e sulle cellule, strategie di prevenzione e stili di vita sani). Sono stati prodotti ausili didattici (schede informative per gli adulti, cartone animato e video games), validati mediante uno studio pilota su 266 bambini frequentanti 7 classi degli istituti scolastici che hanno aderito al progetto. I risultati hanno mostrato una buona efficacia per l’aumento delle conoscenze dei bambini, soprattutto per gli alunni delle seconde classi. A seguito di questo studio gli ausili didattici sono stati diffusi a 140 docenti del Comune di Pisa mediante incontri formativi sulle tematiche del progetto. I docenti hanno espresso giudizio positivo sull’intervento formativo e sull’efficacia degli ausili utilizzati.
Per approfondimenti sul progetto si può consultare il sito web del progetto (www.mapec-life.eu), dove è disponibile il "Layman’s report" con i risultati conclusivi.
Ne hanno parlato:
Tirreno Pisa
Nazione Pisa
Greenreport
PisaInformaFlash.it
Controradio
gonews.it
"Scritture sulla scena", ciclo di incontri e spettacoli per studenti al Teatro Era
"Scritture sulla scena" è un progetto di formazione del pubblico universitario che comprende un ciclo di incontri e approfondimenti critici tra docenti, studenti universitari, operatori, autori, artisti e pubblico sulle differenti funzioni e forme che drammaturgia e regia assumono sulla scena contemporanea.
Un gruppo di studio di massimo 15 studenti seguirà gratuitamente un percorso di spettacoli all’interno della programmazione teatrale del Teatro Era – Teatro della Toscana 2017.
Si prevede la produzione di elaborati critici sugli spettacoli visti, in forma di recensione. Ogni incontro è progettato sotto forma di conversazione aperta. Saranno individuati alcuni moderatori legati all’insegnamento di Storia del Teatro o vicini all’ambito teatrale.
Le migliori recensioni agli spettacoli prodotte dal gruppo di studio potranno essere pubblicate sulla rivista online losguardodiarlecchino.it.
Il progetto è realizzato in collaborazione con l’insegnamento di Storia del Teatro tenuto dalla prof.ssa Anna Barsotti professore ordinario in Discipline dello Spettacolo, Università di Pisa.
L’esperienza di Scritture sulla scena potrà essere convalidata, previa approvazione dei rispettivi Corsi di Studio, sotto forma di crediti formativi per gli iscritti ai corsi di laurea triennale DISCO e magistrale SAVS tra le “Attività a scelta” e porterà al conseguimento di 6 CFU.
Iscrizioni entro il 13 gennaio presso il coordinatore didattico dott. Federico Nobili c/o Polo Guidotti, via Trieste n. 38; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., presentando il proprio curriculum universitario (fotocopia del libretto).
Spettacoli Stagione 2016 / 2017
• 5 febbraio: Amleto + Die Fortinbrasmachine (di e con Roberto Latini)
• 17-19 febbraio: Tre studi per una crocifissione e Cinema Cielo (regia Danio Manfredini, con Danio Manfredini)
• 25-26 febbraio: Sorelle Materassi (regia di G. Gleijeses, con Lucia Poli)
• 3-12 marzo: Il nullafacente (regia di Roberto Bacci, testo di Michele Santeramo)
• 17-19 marzo: Prima della pensione ovvero I cospiratori di T. Bernhard (regia Elena Bucci, Marco Sgrosso con Elena Bucci, Marco Sgrosso)
Gli incontri previsti presso il Teatro Era di Pontedera sono:
• 5 febbraio dopo lo spettacolo Amleto + Die Fortinbrasmachine incontro con Roberto Latini
• 18 febbraio ore 18 incontro con Danio Manfredini
• 26 febbraio dopo Sorelle Materassi incontro con Lucia Poli (da confermare)
• 3 marzo dopo Il nullafacente incontro con la Compagnia
• 19 marzo dopo Prima della pensione ovvero I cospiratori incontro con Elena Bucci e Marco Sgrosso
Sede svolgimento progetto: Teatro Era, Via Indipendenza - PONTEDERA (Pisa) www.centroperlaricercateatrale.it
Informazioni:
http://www.centroperlaricercateatrale.it/scritture-sulla-scena-2017/
Settimana della Legalità
Il 1, 5, 8, 9 e 11 dicembre si tiene la "Settimana della Legalità"
L'attività è organizzata dall'Unione degli Universitari ed è svolta con i contributi per le attività studentesche autogestite dell'Università di Pisa.
Info
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Grillo Parlante: come affrontare un monologo
Il 30 dicembre nella sede dela CGIL a Pisa si tiene l'evento Il "Grillo Parlante", come affrontare un monologo. Seguiranno la spiegazione, il workshop e la messa in scena.
L'attività è organizzata dall'Unione degli Universitari ed è svolta con i contributi per le attività studentesche autogestite dell'Università di Pisa.
Ingresso gratuito.
Info:
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Racconti Collettivi
Il 27 dicenbre alle ore 15, presso l'aula AM2 del Dipartimento di Matematica, si tiene l'incontro "Racconti Collettivi".
Intervengono gli autori e i disegnatori.
L'evento è organizzato dall'Associazione Pisa città di Frontiera ed è svolto con i contributi per le attività studentesche autogestite dell'Università di Pisa.
Info
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Codice di procedura penale annotato
E’ aggiornata ad ottobre 2016 la nuova edizione del "Codice di procedura penale annotato" appena pubblicata dalla Pisa University Press. Autori e curatori del progetto sono i professori ordinari Enrico Marzaduri dell’Ateneo pisano e Alfredo Gaito dell’Università «Sapienza» di Roma. Il volume, 1280 pagine e un prezzo di copertina di 22 euro, risulta già consigliato in ambito accademico da cinque atenei – oltre a Pisa e alla Sapienza anche le Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, di Perugia e l’Università "Niccolò Cusano", Telematica - Roma.
Pubblichiamo qui di seguito un estratto dalla prefazione del libro.
****
Il Codice di procedura penale annotato inaugura una nuova Collana di norme per le aule d’udienza e per le aule d’università, che coniuga contenuti informativi di base classici (la rassegna completa delle decisioni di Corte costituzionale e Sezioni Unite della Corte di cassazione) con profili propositivi e per certi versi creativi (la selezione delle decisioni della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del Lussemburgo e della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo).
L’organizzazione del lavoro ha impegnato un ristretto e qualificato nucleo di magistrati, avvocati impegnati nella professione, ricercatori e professori universitari, accomunati nell’aspirazione a fornire una conoscenza obbiettiva e documentata dello stato della giustizia penale attuale, attraverso la ricostruzione attenta dei principi elaborati dal diritto delle Corti.
Questo Codice si ricollega, in qualche misura, a quelli separatamente realizzati negli anni passati per la UTET ma non ne costituisce la continuazione, collocandosi piuttosto in un solco di accresciuta attenzione alla norma reale, quale filtrata nella prassi e nelle decisioni delle Corti.
Cambiato l’editore, cambiato il titolo, cambiata la direzione, cambiata l’equipe degli autori, cambiato il taglio, questo Codice, che fa da battistrada a una serie di Codici pensati e calibrati per le aule delle Corti e per le aule dell’Università (seguirà a breve la pubblicazione del Codice penale diretto da Adelmo Manna e Mauro Ronco, seguito da altri il Codice penitenziario coordinato da Carlo Fiorio e Fabio Fiorentin, il Codice antimafia e delle misure di prevenzione a cura di Alberto Cisterna e Sandro Fùrfaro, un Codice di procedura penale europea diretto da Oliviero Mazza e Silvia Buzzelli), aspira ad entrare in punta di piedi tanto nella dimensione professionale quanto nel percorso della didattica universitaria (di base e specialistica) come un punto di riferimento e una base irrinunciabile.
Come tutte le iniziative nuove ci sarà bisogno di qualche assestamento e di aggiornamento costante. L’intenzione è quella di realizzare un sito web recante le novità legislative e giurisprudenziali di rilievo, da estendere, in un futuro prossimo, a tutti i temi fondamentali della giustizia penale in trasformazione meritevoli di approfondimento (parallelamente alla pubblicazione degli altri codici compresi in questa stessa Collana).
È raro trovare nella Prefazione di un Codice qualche ringraziamento. Qui intendiamo, tuttavia, ringraziare i più giovani che ci hanno aiutato - Valentina Bonini, Adele Boris, Assunta Cocomello, Sandro Furfaro, Federico Gaito, Benedetta Galgani, Filippo Giunchedi, Elvira Nadia La Rocca, Mariangela Montagna, Gianrico Ranaldi, Federico Romoli.
Alfredo Gaito
Enrico Marzaduri