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https://www.unipi.it/ateneo/bandi/conc-pub/categoriac/clab/index.htm

Anna Bertoncini, neolaureata all’Università di Pisa, ha vinto la prima edizione del “Premio Valeria Solesin” per tesi magistrali istituito dalla Fondazione Lavoroperlapersona. Ispirato agli studi e ai progetti della giovane ricercatrice veneziana che ha perso la vita il 13 novembre 2015, nell'attentato al Bataclan a Parigi, il riconoscimento vuole valorizzare il talento femminile come fattore determinante per lo sviluppo dell'economia, dell'etica e della meritocrazia nel nostro Paese.
Anna Bertoncini, laureata in Storia delle Arti Visive, dello Spettacolo e dei nuovi media all’Università di Pisa, ha vinto con la sua tesi intitolata “Educare al patrimonio in una società multiculturale: problematicità ed esperienze nella scuola e nel museo” di cui erano relatori i professori Antonella Gioli, Franco Favilli e Silvia Mascheroni. La cerimonia di premiazione si è svolta giovedì 15 dicembre all’Università LUISS Guido Carli di Roma e alla vincitrice va la pubblicazione della sua tesi di laurea con l’editore Franco Angeli.

Anna Bertoncini, neolaureata all’Università di Pisa, ha vinto la prima edizione del “Premio Valeria Solesin” per tesi magistrali istituito dalla Fondazione Lavoroperlapersona. Ispirato agli studi e ai progetti della giovane ricercatrice veneziana che ha perso la vita il 13 novembre 2015, nell'attentato al Bataclan a Parigi, il riconoscimento vuole valorizzare il talento femminile come fattore determinante per lo sviluppo dell'economia, dell'etica e della meritocrazia nel nostro Paese.

premio valeria solesin

Anna Bertoncini, laureata in Storia delle Arti Visive, dello Spettacolo e dei nuovi media all’Università di Pisa, ha vinto con la sua tesi intitolata “Educare al patrimonio in una società multiculturale: problematicità ed esperienze nella scuola e nel museo” di cui erano relatori i professori Antonella Gioli, Franco Favilli e Silvia Mascheroni. La cerimonia di premiazione si è svolta giovedì 15 dicembre all’Università LUISS Guido Carli di Roma e alla vincitrice va la pubblicazione della sua tesi di laurea con l’editore Franco Angeli.
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Foto da destra, la premiata Anna Bertoncini, Gabriele Gabrielli Presidente Fondazione Lavoroperlapersona, Dario Solesin, Ilaria Angeli della casa editrice Franco Angeli

È stato inaugurato nell’Edificio E dell'Area Pontecorvo l’anno accademico dottorale dell’Università di Pisa, con un incontro rivolto ai dottorandi del primo anno finalizzato a sviluppare una riflessione sul ruolo della ricerca nel contesto nazionale e internazionale, condividendo nello stesso tempo le informazioni tra giovani studiosi di discipline diverse e raccogliendo indicazioni sul percorso da intraprendere.

L’incontro è stato aperto dai saluti del rettore Paolo Mancarella e dall’introduzione della professoressa Marcella Aglietti, delegata al Dottorato di ricerca. Subito dopo è intervenuto il professor Fernando García Sanz, della Escuela Española de Historia y Arqueología di Roma, che ha tenuto una lectio magistralis dal titolo “Clerici vagantes: la ricerca come professione internazionale”.

Nella seconda parte dell'iniziativa sono stati illustrati il contesto normativo, gli aspetti procedurali e le opportunità del percorso formativo del dottorato, terminando successivamente con domande e approfondimenti moderate da Mauro Bellandi, dirigente della Direzione Didattica e servizi agli studenti.

Ne hanno parlato:
Tirreno Pisa
Nazione Pisa
Nazione Pisa (13/12)

incontro dottorato1

Giovedì, 15 Dicembre 2016 13:46

Di cosa parliamo quando parliamo di letteratura

copertina libroÈ uscito da poco "La scrittura e il mondo. Teorie letterarie del Novecento" (Carocci, 2016) di Stefano Brugnolo, professore di Critica Letteraria e Letterature Comparate del dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica del nostro Ateneo, un volume scritto insieme ai colleghi Davide Colussi, Sergio Zatti e Emanuele Zinato dell'Università di Padova. "Quali bisogni o desideri esprime la letteratura?", si legge nel risvolto di copertina "Esistono criteri per stabilire il valore di un testo? Il suo significato muta a seconda del lettore?" Il libro risponde a tali domande, ripercorrendo – in modo chiaro ma anche problematico – le idee, le parole-chiave, le forme discorsive che hanno segnato la teoria della letteratura dal primo Novecento a oggi". Presentiamo qui l'introduzione del libro dal titolo "Di cosa parliamo quando parliamo di letteratura"

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Questo manuale aspira ad essere divulgativo ma contemporaneamente problematico e critico. Non intendiamo infatti elencare in sequenza i nomi e le idee dei principali teorici novecenteschi, ma semmai affrontare alcune grandi questioni e raccontare come quei teorici hanno preso posizione rispetto ad esse, e se e come ne sono venuti a capo; questo a partire dalla questione preliminare, la più immediata ma anche la più difficile di tutte, quella che corrisponde al titolo di un memorabile saggio di Jean-Paul Sartre (1905-1980): Che cos’è la letteratura? I criteri che solitamente sono stati adottati per rispondervi sono tre: quello istituzionale (è letteratura quel che una società definisce tale), quello immaginario (sono letterari i discorsi che ci fanno evadere dalla realtà), quello formale (sono letterari quei discorsi che presentano specifiche caratteristiche linguistiche). Come vedremo, a seconda della prospettiva che si adotta cambia la risposta che si dà. Ma se questo è l’interrogativo di base è vero anche che resterà un po’ sullo sfondo, mentre affronteremo più puntualmente e diffusamente altre questioni più vicine alla comune prassi interpretativa. La prima di esse sarà: da dove viene la letteratura? Da quali realtà psichiche o culturali, individuali o collettive emana? O se preferiamo: quali istanze, bisogni o desideri esprime? La seconda: la letteratura è un gioco fine a sé stesso, un puro divertimento, oppure ci parla del mondo, lo rispecchia, lo imita? E, in questo caso, secondo modalità trasparenti o deformanti? La terza: di che tipo è il messaggio o il significato che veicola un’opera letteraria? È traducibile in parole piane e razionali o presenta caratteristiche che la rendono refrattaria al discorso logico? La quarta: tale significato è fisso nel tempo o cambia a seconda del lettore, delle epoche, delle società, e insomma della prospettiva che si adotta? La quinta: esistono criteri o procedure per stabilire l’eccellenza estetica di un testo o, ancora una volta, tutto è demandato alla sensibilità soggettiva, oppure alle scelte di élite che impongono di considerare valide solo certe opere? E infine l’ultima: a cosa e a chi serve la letteratura? Che funzione svolge dentro una certa comunità o anche nello sviluppo della specie umana? Serve a diffondere immagini del mondo che confermano l’ordine vigente o a proporcene di originali e scomode?

Anche se è sempre possibile proporre altre domande e articolarle in modo diverso, sono questi i nodi concettuali fondamentali con cui si sono confrontati tutti i teorici della letteratura. Ad essi perciò ci riferiremo continuamente anche quando non li evocheremo esplicitamente. Come si può constatare non sono problemi che riguardano solo gli specialisti ma possono interessare tutti coloro che consumano romanzi, poesia, teatro, canzoni, cinema ecc., e amano rifletterci sopra. In fondo cercare di comprendere cosa sia, come funzioni, a cosa serva la letteratura significa cercare di comprendere che tipo di relazione intercorra tra le parole e le cose, tra i testi e la vita che conduciamo, e significa anche chiedersi se e come, rappresentando e raccontando il mondo, possiamo dargli un senso condiviso. Anche se non sono stati solo i teorici della letteratura a porsi questi problemi, crediamo che le loro risposte possano aiutare tutti ad orientarsi meglio. Ci piace dunque immaginare che un libro come il nostro contribuisca a fare uscire il discorso critico-teorico dal suo attuale isolamento, per renderlo parte viva della discussione intellettuale pubblica.

Ecco adesso qualche premessa e istruzione per l’uso di questo manuale. Mentre nei capitoli successivi approfondiremo alcune specifiche teorie, in questa introduzione vi proponiamo un rapido inquadramento delle principali linee di ricerca e riflessione, scegliendo come motivo dominante il conflitto tra l’approccio mimetico e quello anti-mimetico. Quest’ultimo ha cominciato ad affermarsi a partire dalla metà dell’Ottocento in Francia. È stato infatti Charles Baudelaire (1821-1867), che però sviluppava alcuni spunti di Edgar Allan Poe (1809-1849), il primo a proporre con enfasi l’idea che la poesia non debba mirare all’Insegnamento o alla Morale o alla Verità, perché essa «non ha per oggetto [...] che sé stessa» (Baudelaire, 1857, p. 828). È la linea dell’autonomia del bello, che dopo Poe e Baudelaire altri scrittori e poeti – Flaubert, Mallarmé, Proust – proseguiranno e approfondiranno. Spesso questi scrittori sono stati considerati antesignani delle posteriori teorie autoreferenzialiste ma va ricordato che essi avevano una idea altissima della funzione sociale della letteratura, tanto che ritenevano che soltanto essa, dopo la fine della religione, avrebbe potuto trasfigurare e “salvare” il senso dell’esperienza umana, altrimenti destinata all’insignificanza e all’oblio. Solo nel Novecento questo tipo di visione attecchirà negli studi letterari veri e propri – si pensi alla concezione estetica di Benedetto Croce, al formalismo russo ma soprattutto allo strutturalismo francese (cfr. i CAPP. 1 e 5) – e anzi si radicalizzerà fino al punto di trasformarsi nella concezione autoreferenzialista vera e propria, secondo cui i testi poetici non rimanderebbero a nessuna realtà extra-testuale, ma unicamente a sé stessi. Tale concezione, che ha rotto con le poetiche della mimesi prevalenti in Europa da Aristotele in poi, è stata da allora sostanzialmente egemone fino ad oggi. Tutte le riflessioni che si sono date intorno alla letteratura hanno in qualche modo fatto i conti con questo nuovo paradigma, sia per aderire ad esso che per contestarlo.

Stefano Brugnolo

Giovedì, 15 Dicembre 2016 12:31

Proiezione del documentario "Mingong"

Immagine MingongIl 19 dicembre alle 21, presso l'Aula AM2 in Largo Bruno Pontecorvo il regista Davide Crudetti presenta la proiezione del documentario "Mingong".

Mingong è un film documentario nato dal progetto di viaggio "Il villaggio e la Città. la Cina alle prese con se stessa",  di Davide Crudetti,  Lavinia Pastore, Davide Lupi e Xia Chen, premiato con la menzione speciale nell'ambito del progetto Fuorirotta.

La proiezione è organizzata dall'Associazione Pisa città di frontiera ed è svolta con i contributi per le attività studentesche autogestite dell'Università di Pisa.

Info
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Immagine CrossroadsIl 19 dicembre alle 15, presso l'Aula AM2 in Largo Bruno Pontecorvo, si tiene un dibattito sulle migrazioni giovanili infra ed extraeuropee intitolato "Crossroads".

Crossroads non è un bivio ma un crocevia, un punto di incontro di strade diverse, uno spazio dove confrontarci, cercando di capire cosa siamo e cosa stiamo diventando.
Cresciuti in un mondo dove muoversi non è più considerato un privilegio per pochi, almeno per chi possiede un passaporto oc­cidentale, siamo stati investiti a un tempo dal sogno di libertà che anima il cambiamento di orizzonti e dalle conseguenze amare dei trasferimenti per studio, per lavoro. per necessità.

Intervengono

Mattia, Beatrice e Federico, redazione Crossroads
Anastasia Barone: studiosa di migrazioni, Master in europhilosophie presso Universidade de Comibra.

L' attività è organizzata dall'Associazione Pisa città di frontiera ed è svolta con i contributi per le attività studentesche autogestite dell'Università di Pisa.

Info
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Gli investimenti socialmente responsabili al centro di uno studio finanziato dall’Unione Europea e coordinato dall’Università di Pisa. Si chiama “Development and Harmonisation of Socially Responsible Investment in the European Union” ed è un progetto Jean Monnet coordinato dal professor Luca Spataro dal dipartimento di Economia e Management, che coinvolge anche il dipartimento di Giurisprudenza dell’Ateneo pisano, due università europee (Universität Luzern e Universität Hamburg) e un ateneo indiano (Indian Institute of Management). Il 6 dicembre scorso si è svolto a Pisa primo evento ufficiale del progetto dal titolo “Le nuove prospettive sugli Investimenti Socialmente Responsabili: parlano i protagonisti”, a cui hanno partecipato docenti, studenti e operatori finanziari del territorio.
«Negli ultimi anni l'importanza attribuita alla sostenibilità e alla responsabilità sociale nel fare impresa e nelle politiche di investimento è aumentata in modo significativo – spiega il professor Spataro – Il nostro progetto, di natura interdisciplinare, si pone l’obiettivo di promuovere un dibattito tra studiosi e istituzioni internazionali, operatori economici e policy makers per sostenere lo sviluppo della responsabilità sociale degli investimenti finanziari, anche in ottica di armonizzazione europea e di politiche di nuovo welfare».
L’interesse sul tema nasce dal fatto che la globalizzazione, le tematiche ambientali e le crisi innescate dalla finanza fine a se stessa hanno accelerato il processo di avvicinamento tra economia e temi quali la sostenibilità e la responsabilità sociale. «Argomenti come l'integrità imprenditoriale e la tutela dell'ambiente non appartengono più solo al settore non profit, ma sono diventati fattori decisivi per la competitività di tutti i settori di business – aggiunge Spataro – Da qui, lo sviluppo significativo degli investimenti sostenibili e responsabili negli ultimi due decenni, strumenti che associano, agli obiettivi tipici dell’analisi finanziaria, indicatori extra-finanziari (ESG - Environmental, Social, Governance)». Il progetto, mediante seminari, workshop e conferenze che si svolgeranno nel biennio 2016-2017, intende porre al centro del dibattito lo sviluppo di tali strumenti, mediante il coinvolgimento di operatori e studiosi internazionali. Il programma del progetto è visibile sul sito: http://dhrsieu.ec.unipi.it/.
Alla giornata pisana, coordinata dal professor Spataro, ha portato i suoi saluti il prorettore all’internazionalizzazione, Francesco Marcelloni, e sono intervenuti Renato Guerriero, membro del Comitato esecutivo e direttore commerciale Europa e Medio Oriente del Candriam Investors Group; Maurizio Agazzi, direttore del Fondo pensione Cometa e presidente di Forum per la Finanza Sostenibile; Luigi Ballanti, direttore di Mefop, istituto che raccoglie circa 90 soci quali fondi pensione con la partecipazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze, che ha lo scopo di favorire lo sviluppo dei fondi pensionistici e delle altre forme di previdenza.

Giovedì, 15 Dicembre 2016 09:35

Crossroads

Immagine CrossroadsIl 19 dicembre alle 15, presso l'Aula AM2 in Largo Bruno Pontecorvo, si tiene un dibattito sulle migrazioni giovanili infra ed extraeuropee intitolato "Crossroads".

Crossroads non è un bivio ma un crocevia, un punto di incontro di strade diverse, uno spazio dove confrontarci, cercando di capire cosa siamo e cosa stiamo diventando.
Cresciuti in un mondo dove muoversi non è più considerato un privilegio per pochi, almeno per chi possiede un passaporto oc­cidentale, siamo stati investiti a un tempo dal sogno di libertà che anima il cambiamento di orizzonti e dalle conseguenze amare dei trasferimenti per studio, per lavoro. per necessità.

Intervengono

Mattia, Beatrice e Federico, redazione Crossroads
Anastasia Barone: studiosa di migrazioni, Master in europhilosophie presso Universidade de Comibra.

L' attività è organizzata dall'Associazione Pisa città di frontiera ed è svolta con i contributi per le attività studentesche autogestite dell'Università di Pisa.

Info
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Gli investimenti socialmente responsabili al centro di uno studio finanziato dall’Unione Europea e coordinato dall’Università di Pisa. Si chiama Development and Harmonisation of Socially Responsible Investment in the European Union ed è un progetto Jean Monnet coordinato dal professor Luca Spataro (nella foto) dal dipartimento di Economia e Management, che coinvolge anche il dipartimento di Giurisprudenza dell’Ateneo pisano, due università europee (Universität Luzern e Universität Hamburg) e un ateneo indiano (Indian Institute of Management). Il 6 dicembre scorso si è svolto a Pisa primo evento ufficiale del progetto dal titolo “Le nuove prospettive sugli Investimenti Socialmente Responsabili: parlano i protagonisti”, a cui hanno partecipato docenti, studenti e operatori finanziari del territorio.

 luca_spataro_web.jpg

«Negli ultimi anni l'importanza attribuita alla sostenibilità e alla responsabilità sociale nel fare impresa e nelle politiche di investimento è aumentata in modo significativo – spiega il professor Spataro – Il nostro progetto, di natura interdisciplinare, si pone l’obiettivo di promuovere un dibattito tra studiosi e istituzioni internazionali, operatori economici e policy makers per sostenere lo sviluppo della responsabilità sociale degli investimenti finanziari, anche in ottica di armonizzazione europea e di politiche di nuovo welfare».

L’interesse sul tema nasce dal fatto che la globalizzazione, le tematiche ambientali e le crisi innescate dalla finanza fine a se stessa hanno accelerato il processo di avvicinamento tra economia e temi quali la sostenibilità e la responsabilità sociale. «Argomenti come l'integrità imprenditoriale e la tutela dell'ambiente non appartengono più solo al settore non profit, ma sono diventati fattori decisivi per la competitività di tutti i settori di business – aggiunge Spataro – Da qui, lo sviluppo significativo degli investimenti sostenibili e responsabili negli ultimi due decenni, strumenti che associano, agli obiettivi tipici dell’analisi finanziaria, indicatori extra-finanziari (ESG - Environmental, Social, Governance)». Il progetto, mediante seminari, workshop e conferenze che si svolgeranno nel biennio 2016-2017, intende porre al centro del dibattito lo sviluppo di tali strumenti, mediante il coinvolgimento di operatori e studiosi internazionali. 

Alla giornata pisana, coordinata dal professor Spataro, ha portato i suoi saluti il prorettore all’internazionalizzazione, Francesco Marcelloni, e sono intervenuti Renato Guerriero, membro del Comitato esecutivo e direttore commerciale Europa e Medio Oriente del Candriam Investors Group; Maurizio Agazzi, direttore del Fondo pensione Cometa e presidente di Forum per la Finanza Sostenibile; Luigi Ballanti, direttore di Mefop, istituto che raccoglie circa 90 soci quali fondi pensione con la partecipazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze, che ha lo scopo di favorire lo sviluppo dei fondi pensionistici e delle altre forme di previdenza.

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Ne hanno parlato:
InToscana.it

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