Mostra Dalí. Il sogno del classico - Riduzione studenti e dipendenti
Ogni giovedì, gli studenti, il personale docente e il personale dipendente dell’Università di Pisa potranno visitare la mostra "Dalí. Il sogno del classico" esposta a Palazzo Blu con un biglietto di ingresso del costo di € 5,00.
Informazioni
Tel. 050 220.46.50
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http://www.mostradalipisa.it
FutureWings, l’aereo che cambia forma grazie alle 'ali del futuro'
Il progetto parte da un’idea molto semplice, quella di concepire l’aereo come un grande corpo con una struttura alare capace di modificare attivamente la sua forma aerodinamica per adattarsi alle condizioni di volo, ottimizzando consumi e prestazioni. Come? Con materiali intelligenti in grado di trasformare le ali e le code degli aerei in una sorta di “tessuto vivente”, facilitando il controllo dell’aeromobile mediante la modifica delle sue superfici aerodinamiche. Coordinato dall’Unità di Ingegneria Aerospaziale del dipartimento di Ingegneria civile e industriale dell’Università di Pisa, il progetto “FutureWings: Wings of the Future” si è concluso lo scorso anno con la realizzazione di un prototipo di una sezione alare costruito con laminati compositi in carbonio su cui sono state applicate alcune patches piezoelettriche con capacità deformativa unidirezionale.
«Durante le prove di deformazione statica – ha spiegato il professor Mario Chiarelli, coordinatore del progetto – le lamine realizzate in materiale composito ibrido sono risultate flessibili, durevoli e facilmente integrabili nelle superfici di comando d’alta velocità di un velivolo». Il principio di funzionamento è relativamente semplice: comandando le patches piezoelettriche, la curvatura delle lamine ibride varia modificando localmente la forma aerodinamica dei profili alari. Il gruppo di ricerca ha anche eseguito simulazioni di volo durante le quali è stato confrontato il comportamento aeromeccanico di un velivolo dotato di alettoni non convenzionali con un modello di velivolo convenzionale. Tali simulazioni hanno dimostrato la validità dello studio ed evidenziato le potenzialità del concetto innovativo di laminato composito ibrido. Al progetto hanno partecipato anche Piaggio Aerospace (Italia), Smart Material GmbH (Germania), iChrome Ltd (Regno Unito).
Il lavoro dei ricercatori non si è fermato: nel laboratorio strutturale di Ingegneria Aerospaziale di Pisa sono tuttora in corso prove per lo studio del comportamento dinamico dei laminati ibridi inoltre e in corso di definizione una collaborazione di ricerca con una impresa italiana produttrice di velivoli ad ala fissa a comando remoto (UAV) per lo sviluppo di un modello volante di velivolo dotato di alettoni adattativi.
FutureWings, l’aereo che cambia forma grazie alle “ali del futuro”
Il progetto parte da un’idea molto semplice, quella di concepire l’aereo come un grande corpo con una struttura alare capace di modificare attivamente la sua forma aerodinamica per adattarsi alle condizioni di volo, ottimizzando consumi e prestazioni. Come? Con materiali intelligenti in grado di trasformare le ali e le code degli aerei in una sorta di “tessuto vivente”, facilitando il controllo dell’aeromobile mediante la modifica delle sue superfici aerodinamiche. Coordinato dall’Unità di Ingegneria Aerospaziale del dipartimento di Ingegneria civile e industriale dell’Università di Pisa, il progetto “FutureWings: Wings of the Future” si è concluso lo scorso anno con la realizzazione di un prototipo di una sezione alare costruito con laminati compositi in carbonio su cui sono state applicate alcune patches piezoelettriche con capacità deformativa unidirezionale.
«Durante le prove di deformazione statica – ha spiegato il professor Mario Chiarelli, coordinatore del progetto – le lamine realizzate in materiale composito ibrido sono risultate flessibili, durevoli e facilmente integrabili nelle superfici di comando d’alta velocità di un velivolo». Il principio di funzionamento è relativamente semplice: comandando le patches piezoelettriche, la curvatura delle lamine ibride varia modificando localmente la forma aerodinamica dei profili alari. Il gruppo di ricerca ha anche eseguito simulazioni di volo durante le quali è stato confrontato il comportamento aeromeccanico di un velivolo dotato di alettoni non convenzionali con un modello di velivolo convenzionale. Tali simulazioni hanno dimostrato la validità dello studio ed evidenziato le potenzialità del concetto innovativo di laminato composito ibrido. Al progetto hanno partecipato anche Piaggio Aerospace (Italia), Smart Material GmbH (Germania), iChrome Ltd (Regno Unito).
Il lavoro dei ricercatori non si è fermato: nel laboratorio strutturale di Ingegneria Aerospaziale di Pisa sono tuttora in corso prove per lo studio del comportamento dinamico dei laminati ibridi inoltre e in corso di definizione una collaborazione di ricerca con una impresa italiana produttrice di velivoli ad ala fissa a comando remoto (UAV) per lo sviluppo di un modello volante di velivolo dotato di alettoni adattativi.
Ne hanno parlato:
Toscana24 - Il Sole 24 Ore
InToscana.it
NazionePisa.it
PisaToday.it
QuiNewsPisa.it
gonews.it
StampToscana.it
Una rete di oltre 40 partner per il progetto "Anche Noi"
Settecento mila euro di finanziamento e una rete di oltre quaranta partner per favorire l’inserimento e l’integrazione lavorativa dei disabili e persone alle prese con disturbi mentali. Tutto questo è molto altro ancora è “Anche Noi”, il progetto della Società della Salute della Zona Pisana finanziato dalla Regione nell’ambito dei finanziamenti europei POR-FSE per il periodo 2014-2020, che nei prossimi mesi entrerà pienamente nella fase attuativa.
Il progetto è stato presentato venerdì 7 agosto alla presenza della Presidente e del Direttore della Società della Salute della Zona Pisana, rispettivamente, Sandra Capuzzi e Alessandro Campani, della professoressa Nicoletta De Francesco, prorettore vicario dell’Università di Pisa e del professor Luca Fanucci, delegato per l'USID, l'Unità di Servizi per l'Integrazione degli studenti con Disabilità dell'Ateneo pisano.
“È un finanziamento particolarmente importante perché queste risorse non sono dedicate solo per assistere ma anche per sostenere percorsi di autonomia attraverso l’inserimento occupazionale – ha spiegato la Presidente della SdS della Zona Pisana Sandra Capuzzi –: concretamente, infatti, realizzeremo interventi di formazione professionale per cento persone in condizione di disabilità o alle prese con problemi di salute mentale e almeno i quattro quinti di essi effettueranno laboratori ed esperienze formative in azienda di durata semestrale”. Per quest’ultime è prevista un’indennità di partecipazione di circa duecento euro.
“Abbiamo accolto con entusiasmo l’invito a far parte del network di enti, associazioni e realtà del territorio che oggi si impegnano a realizzare il progetto "Anche noi" – ha dichiarato la professoressa Nicoletta De Francesco, prorettore vicario dell’Università di Pisa - Di fatto mettiamo a disposizione la nostra esperienza nell’assistenza alle persone con disabilità maturata in molti anni attraverso gli uffici dell’USID, lavorando in particolare sui servizi di orientamento universitario, accoglienza e supporto nelle attività che caratterizzano la vita di ogni studente, dalle lezioni in aula, allo studio a casa, allo sport. Il risultato è che, insieme a tutte le altre realtà del territorio, riusciremo a fornire un servizio ancora più integrato ed efficiente”.
“Siamo ben contenti di offrire la nostra collaborazione al progetto “Anche Noi” – ha spiegato il professor Emanuele Rossi - Il contributo della Scuola “Sant’Anna” sarà soprattutto di tipo tecnico-scientifico e finalizzato a classificare nel modo più corretto possibile il livello e la condizione di disabilità in modo da consentire d’impostare fin da subito un progetto individualizzato il più possibile adeguato alle condizioni della persona. Per questo ci avvarremo della cosiddetta “Icf”, la classificazione internazionale del funzionamento e delle disabilità che dal 2001 è stata adottata anche dall’Organizzazione mondale della Sanità”.
Sono destinatari del progetto, che entrerà nella sua fase operativa all’inizio del 2017, i disabili iscritti negli elenchi della legge 68/1999, ossia persone con disabilità fisiche e sensoriali fino al 100% o in condizione di “gravità” e soggetti con disabilità intellettive, di media o alta gravità e con valutazione d’invalidità compresa fra il 75 e il 100%. Nella salute mentale, invece, saranno inseriti sia soggetti a rischio di marginalità sociale che persone con disturbi dello spettro autistico.
Tre le filiere produttive coinvolte nel progetto: all’agricoltura sociale vanno aggiunti il settore dei servizi, manifatturiero-artigianale e informatica, e quello del turismo e della ristorazione. Per ciascuna delle persone coinvolte nel progetto saranno realizzati i cosiddetti “piani attuativi personalizzati”, veri e propri progetti calati sui bisogni e le necessità del singolo, con tanto di monitoraggio e accompagnamento da parte di operatori qualificati.
Ricchissima la rete dei partner: oltre a SdS Zona Pisana, Università di Pisa e Scuola Sant’Anna, infatti, ci sono le cooperative sociali Agape, Il Melograno, Alzaia, Arnera, Axiis, Copernico, L’Opportunità, Paim, Ponteverde e Aforisma; l’Agenzia italiana per la Campagna e l'agricoltura responsabile ed etica, associazioni Spes, Dinsi Une Man, Persone Down, L'Alba, Anmic e Autismo Pisa, Centro di ricerche agroalimentari “Avanzi” dell’Università di Pisa, Cia, Coldiretti, CIF Vicopisano, Circolo Scherma Navacchio Polisportiva Dilettantistica, Cna, Ente Nazionale Sordi, Fondazioni Dopo Di Noi a Pisa e Stella Maris, Im.O.For. Toscana, Ipssar G. Matteotti, Liceo Artistico Russoli, società agricola Natura Nakupenda Soc. Agricola Srl, Performat, Istruzione Superiore “Santoni”, Uildm Pisa, Unione italiana ciechi, Unitalsi Toscana, e Azienda Usl Toscana Nord Ovest.
Per ulteriori informazioni sul progetto è possibile contattare il numero verde gratuito di “InformareComunicando”: 800.086540.
Presentazione del volume Orti Botanici, eccellenze italiane
Lunedì 10 ottobre alle 14.30 nell’Aula Savi dell’Orto Botanico di Pisa sarà presentato il volume "Orti Botanici, eccellenze italiane". Il libro è un invito a visitare gli orti botanici, patrimoni storici delle città, e un appello agli enti pubblici a sostenerli. Partecipano all’incontro due professori del dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa Gianni Bedini, coautore del volume, e Lorenzo Peruzzi, responsabile scientifico dell'orto botanico di Pisa.
Alla presentazione seguirà la visita guidata dell’orto botanico ed al termine della visita, sarà consegnata in omaggio ai partecipanti una copia del volume.
Nove laureati in Ingegneria nucleare dell’Università di Pisa hanno ricevuto la certificazione dell’European Nuclear Education Network
Sono ben nove i laureati in Ingegneria Nucleare dell’Università di Pisa che nel 2016 hanno ottenuto l’European Master of Science in Nuclear Engineering (EMSNE) rilasciato dalla European Nuclear Education Network (ENEN). La certificazione, che viene assegnata ai laureati che hanno seguito un preciso iter di studi e che hanno svolto un periodo di studio o di tesi all’estero presso un ente membro di ENEN, rappresenta un “quality label” in campo europeo ed internazionale. I nuovi “EMSNE Alumni” che hanno ricevuto il diploma lo scorso 29 settembre in occasione della 60ma Conferenza Generale della International Atomic Energy Agency a Vienna, sono gli ingegneri Gianluca Artini, Gervasio Parente, Alessandro Venturini, Alessio Nebbia-Colomba, Giulia Morresi, Alessio Parisi, Fulvio Bertocchi, Lorenzo Stefanini e Francesco Pedretti. Questi giovani vanno ad aggiungersi ai numerosi altri laureati pisani che in passato hanno ricevuto la stessa certificazione e che popolano il mondo del nucleare e dell’industria in Italia e all’estero, spesso in posizioni di grande rilievo.
“Il conseguimento della certificazione EMSNE da parte dei nove laureati pisani testimonia l’ottimo livello raggiunto dalla nostra laurea magistrale in Ingegneria Nucleare - ha detto il professore Walter Ambrosini dell’Università di Pisa - l’introduzione dell’insegnamento dei corsi in lingua inglese ha reso ancora più attrattiva l’ offerta didattica in questo settore, permettendo ai nostri laureati di inserirsi immediatamente nel contesto internazionale che caratterizza le discipline nucleari”.
In Gipsoteca il convegno 'Nodi virtuali, legami informali: Internet alla ricerca di regole'
Si terrà venerdì 7 e sabato 8 ottobre, alla Gipsoteca di Arte Antica, l'incontro di studi dal titolo "Nodi virtuali, legami informali: Internet alla ricerca di regole", organizzato dal Dipartimento di Giurisprudenza e dal master in "Internet ecosystem: governance e diritti", con il coordinamento scientifico dei professori Dianora Poletti e Paolo Passaglia. Il convegno, che rientra nell'ambito dell'Internet Festival, mira a interrogarsi sull'impatto che la rete ha avuto e ha sul diritto, a 30 anni dall'introduzione di Internet e a 25 da quella del web in Italia, e insieme a discutere dell'esigenza avvertita in modo sempre più urgente di fornire regole a Internet, strumento che invece, per sua natura, sfugge alla normazione, almeno nelle sue forme tradizionali.
Durante i due giorni di dibattito, che proporrà alcuni panel paralleli anche al Dipartimento di Informatica, sul palco si alterneranno giuristi e scienziati sociali provenienti da diverse università italiane, centri di ricerca, istituzioni e realtà interessate alle questioni al centro dell'incontro. Alla sessione conclusiva, in programma sabato 8 dalle ore 9.30, parteciperanno, tra gli altri, il Presidente dell'Autorità Garante per la protezione dei dati personali, Antonello Soro, l'onorevole Stefano Quintarelli, componente della Commissione dei diritti di Internet, e rappresentanti dell'Agenzia per l'Italia Digitale e dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.
"Di fronte alle difficoltà che molti giuristi e scienziati sociali avvertono nell'irregimentare in categorie rassicuranti un fenomeno tanto nuovo quanto sfuggente quale è Internet - ha commentato il professor Paolo Passaglia - abbiamo ritenuto che il proporre una compartecipazione, una condivisione di esperienze e di riflessioni su questo tema potesse essere un modo per stimolare la ricerca, se non altro attraverso il confronto tra punti di vista diversi. Nelle giornate del convegno discuteremo quindi della rete, concentrandoci sulla dimensione individuale, su quella sociale e sull'interazione tra individui e poteri pubblici".
La mano robotica made in Pisa e Genova in gara al Cybathlon, le prime olimpiadi bioniche
Si aprirà il prossimo 8 ottobre alla Swiss Arena di Zurigo la prima edizione del Cybathlon, la competizione in cui atleti con disabilità potranno gareggiare con dispositivi e tecnologie all’avanguardia, come gambe e braccia elettroniche, esoscheletri e sedie a rotelle intelligenti, dispositivi che ancora non possono essere usati in gare quali le paraolimpiadi. Tra i concorrenti, ci sarà la squadra “Softhand PRO”, composta da un gruppo di ricercatori del Centro “E. Piaggio” dell’Università di Pisa, dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova e di QBrobotics, spin off dell’Università di Pisa e dell’IIT, che attualmente lavora allo sviluppo e alla commercializzazione della Softhand.
Obiettivo della manifestazione, organizzata dal Politecnico federale (ETH) di Zurigo in collaborazione con il centro di competenza nazionale sulla ricerca in robotica (NCCR Robotics), non è premiare il solo risultato sportivo, ma anche incoraggiare ricercatori e produttori a realizzare dispositivi tecnologici in grado di aiutare meglio e più efficacemente le persone con disabilità fisica nelle loro attività quotidiane.
“Il progetto SoftHand – racconta Sasha Blue Godfrey, ricercatrice all’IIT di origine statunitense che guiderà il team italiano durante la competizione – nasce tra i laboratori di Pisa e Genova dal gruppo di ricerca di Antonio Bicchi, con l’obiettivo di costruire una mano robotica antropomorfa semplice, robusta e altamente funzionale. La Softhand Pro è stata testata su molti pazienti nei migliori centri prostetici, dall’Italia agli Stati Uniti, inclusa la prestigiosa Mayo Clinic del Minnesota. Tra poche settimane la SoftHand Pro sarà disponibile anche per i pazienti del Rehabilitation Institute of Chicago, ma anche negli ospedali di Houston e di Miami”.
La Softhand PRO concorrerà nella sezione della gara dedicata alle protesi degli arti superiori. La gara consisterà nell’eseguire i compiti della vita quotidiana, semplici per molti ma difficili per chi non ha le proprie mani, quali cambiare una lampadina o apparecchiare la tavola.
Il pilota del team italiano è Clint Olson, 28 anni, proveniente dal Minnesota (USA), che ha provato per la prima volta mano robotica SoftHand Pro durante alcune prove presso la Mayo Clinic in USA, apprezzando i vantaggi che otteneva. Dopo averlo visto usare la nuova mano con grande destrezza dopo pochissimi minuti, i ricercatori italiani gli hanno chiesto di gareggiare al Cybathlon. “Partecipare al Cybathlon” – afferma Olson – è un’opportunità unica per contribuire a far compiere un passo avanti alla tecnologia protesica, cimentandosi in un ambiente competitivo, su azioni quotidiane, come appendere un vestito o aprire un barattolo, che però possono essere molto difficili da compiere per persone con disabilità”.
Per il progetto di mano robotica il Consiglio Europeo delle Ricerche ha conferito nel 2012 al professor Antonio Bicchi un ERC Advanced Grant, uno dei maggiori riconoscimenti all’eccellenza e all’innovatività della ricerca. Successivamente, grazie al finanziamento europeo per il progetto “SoftPRO” (www.softpro.eu) nel 2015, la mano è stata studiata e sviluppata per un uso protesico.
La Squadra:
Sasha Blue Godfrey, Ricercatrice a IIT, Cybatlhon Team Leader.
Manuel G. Catalano, Ricercatore a IIT, Sviluppo Hardware.
Matteo Rossi, Dottorando a IIT, Controllo e test.
Cristina Piazza, Dottoranda a Università di Pisa, Sviluppo di Meccanica e Controllo.
Alessandro Raugi, Ingegnere a QBrobotics, controllo e sviluppo software
Clint Olson, Pilota.
Maria Rosalie Bellin, Secondo Pilota e fotografo del team.
Antonio Bicchi, Senior Researcher a IIT e professore ordinario all’Università di PISA, Supervisore.
Nove laureati in Ingegneria nucleare hanno ricevuto la certificazione dell’ENEN
Sono ben nove i laureati in Ingegneria Nucleare dell’Università di Pisa che nel 2016 hanno ottenuto l’European Master of Science in Nuclear Engineering (EMSNE) rilasciato dalla European Nuclear Education Network (ENEN).
La certificazione, che viene assegnata ai laureati che hanno seguito un preciso iter di studi e che hanno svolto un periodo di studio o di tesi all’estero presso un ente membro di ENEN, rappresenta un “quality label” in campo europeo ed internazionale. I nuovi “EMSNE Alumni” che hanno ricevuto il diploma lo scorso 29 settembre in occasione della 60ma Conferenza Generale della International Atomic Energy Agency a Vienna, sono gli ingegneri Gianluca Artini, Gervasio Parente, Alessandro Venturini, Alessio Nebbia-Colomba, Giulia Morresi, Alessio Parisi, Fulvio Bertocchi, Lorenzo Stefanini e Francesco Pedretti. Quest’ultimo non ha potuto partecipare alla cerimonia, ma riceverà comunque il certificato tramite posta. Nella fotografia qui sotto, gli otto ex-allievi pisani che hanno ricevuto il riconoscimento durante la cerimonia di Vienna appaiono insieme a una collega del Politecnico di Torino, Gisella Marzari, anch’essa insignita dell’award. Questi giovani vanno ad aggiungersi ai numerosi altri laureati pisani che in passato hanno ricevuto la stessa certificazione e che popolano il mondo del nucleare e dell’industria in Italia e all’estero, spesso in posizioni di grande rilievo.
“Il conseguimento della certificazione EMSNE da parte dei nove laureati pisani testimonia l’ottimo livello raggiunto dalla nostra laurea magistrale in Ingegneria Nucleare - ha detto il professore Walter Ambrosini dell’Università di Pisa - l’introduzione dell’insegnamento dei corsi in lingua inglese ha reso ancora più attrattiva l offerta didattica in questo settore, permettendo ai nostri laureati di inserirsi immediatamente nel contesto internazionale che caratterizza le discipline nucleari”.
Nelle scorse settimane, sulla pagina Facebook Studiare Ingegneria Nucleare a Pisa, sono apparsi i post di alcuni degli ex-studenti Unipi, tra cui alcuni dei nove EMSNE-Alumni 2016, che hanno indicato la loro attuale posizione lavorativa, allo scopo di rendere possibile la verifica delle potenzialità del corso in termini di job placement.
"Gli studi nel settore nucleare a Pisa, infatti, oltre a coinvolgere materie affascinanti - ha aggiunto Walter Ambrosini - costituiscono anche in questo periodo un buon investimento per intraprendere carriere remunerative e soddisfacenti nel settore nucleare e in quello industriale più in generale".
Per incentivare ulteriormente le iscrizioni, lo scorso agosto è stata pubblicizzata l’iniziativa dell’assegnazione di dieci contributi da 1.000 euro per laureati che si iscrivano entro il 31 dicembre 2016 al corso di laurea magistrale in Ingegneria nucleare.
Non resta quindi che augurare intanto ai nove nuovi “EMSNE Alumni”, che si aggiungeranno ai moltissimi “testimonial” del corso di laurea magistrale in Ingegneria Nucleare, i nostri migliori auguri per la loro carriera e la loro vita.
La Softhand PRO made in Pisa e Genova in gara a Cybathlon, le prime olimpiadi bioniche
Si aprirà il prossimo 8 ottobre alla Swiss Arena di Zurigo la prima edizione del Cybathlon, la competizione in cui atleti con disabilità potranno gareggiare con dispositivi e tecnologie all’avanguardia, come gambe e braccia elettroniche, esoscheletri e sedie a rotelle intelligenti, dispositivi che ancora non possono essere usati in gare quali le paraolimpiadi. Tra i concorrenti, ci sarà la squadra “Softhand PRO”, composta da un gruppo di ricercatori del Centro “E. Piaggio” dell’Università di Pisa, dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova e di QBrobotics, spin off dell’Università di Pisa e dell’IIT, che attualmente lavora allo sviluppo e alla commercializzazione della Softhand.
Obiettivo della manifestazione, organizzata dal Politecnico federale (ETH) di Zurigo in collaborazione con il centro di competenza nazionale sulla ricerca in robotica (NCCR Robotics), non è premiare il solo risultato sportivo, ma anche incoraggiare ricercatori e produttori a realizzare dispositivi tecnologici in grado di aiutare meglio e più efficacemente le persone con disabilità fisica nelle loro attività quotidiane.
“Il progetto SoftHand – racconta Sasha Blue Godfrey, ricercatrice all’IIT di origine statunitense che guiderà il team italiano durante la competizione – nasce tra i laboratori di Pisa e Genova dal gruppo di ricerca di Antonio Bicchi, con l’obiettivo di costruire una mano robotica antropomorfa semplice, robusta e altamente funzionale. La Softhand Pro è stata testata su molti pazienti nei migliori centri prostetici, dall’Italia agli Stati Uniti, inclusa la prestigiosa Mayo Clinic del Minnesota. Tra poche settimane la SoftHand Pro sarà disponibile anche per i pazienti del Rehabilitation Institute of Chicago, ma anche negli ospedali di Houston e di Miami”.
La Softhand PRO concorrerà nella sezione della gara dedicata alle protesi degli arti superiori. La gara consisterà nell’eseguire i compiti della vita quotidiana, semplici per molti ma difficili per chi non ha le proprie mani, quali cambiare una lampadina o apparecchiare la tavola.
Il pilota del team italiano è Clint Olson, 28 anni, proveniente dal Minnesota (USA), che ha provato per la prima volta mano robotica SoftHand Pro durante alcune prove presso la Mayo Clinic in USA, apprezzando i vantaggi che otteneva. Dopo averlo visto usare la nuova mano con grande destrezza dopo pochissimi minuti, i ricercatori italiani gli hanno chiesto di gareggiare al Cybathlon. “Partecipare al Cybathlon” – afferma Olson – è un’opportunità unica per contribuire a far compiere un passo avanti alla tecnologia protesica, cimentandosi in un ambiente competitivo, su azioni quotidiane, come appendere un vestito o aprire un barattolo, che però possono essere molto difficili da compiere per persone con disabilità”.
Per il progetto di mano robotica il Consiglio Europeo delle Ricerche ha conferito nel 2012 al professor Antonio Bicchi un ERC Advanced Grant, uno dei maggiori riconoscimenti all’eccellenza e all’innovatività della ricerca. Successivamente, grazie al finanziamento europeo per il progetto SoftPRO nel 2015, la mano è stata studiata e sviluppata per un uso protesico.
La Squadra:
Sasha Blue Godfrey, Ricercatrice a IIT, Cybatlhon Team Leader.
Manuel G. Catalano, Ricercatore a IIT, Sviluppo Hardware.
Matteo Rossi, Dottorando a IIT, Controllo e test.
Cristina Piazza, Dottoranda a Università di Pisa, Sviluppo di Meccanica e Controllo.
Alessandro Raugi, Ingegnere a QBrobotics, controllo e sviluppo software
Clint Olson, Pilota.
Maria Rosalie Bellin, Secondo Pilota e fotografo del team.
Antonio Bicchi, Senior Researcher a IIT e professore ordinario all’Università di PISA, Supervisore.
Nelle foto Clint Olsen (credits: ETH Zurich / Alessandro Della Bella).