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Tre pietre miliari della creatività italiana provenienti dall’Archivio della fashion designer milanese Nanni Strada sono state al centro di uno studio condotto dal Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell’Università di Pisa recentemente pubblicato negli atti del congresso “The Plastics Heritage” tenutosi a Napoli nel 2022. La ricerca, svolta nell’ambito di una collaborazione tra Archivio Nanni Strada (Milano), la conservatrice Barbara Ferriani (Milano), e ricercatori e ricercatrici del Dipartimento di Chimica, vuole contribuire a conoscere e preservare il fragilissimo patrimonio di tessuti e di abiti storici di fashion design in cui l’Italia eccelle, che tuttavia rischia di andare perduto in mancanza di soluzioni specifiche. Gli studi del gruppo di ricerca sui materiali tessili moderni sono stati oggetto di attenzione anche nell’ambito del workshop “Semi-synthetic and Synthetic Textile Materials in Fashion, Design and Art” organizzato dai gruppi di lavoro ICOM-CC “Modern Materials and Contemporary Art” e “Textiles” (21-23 febbraio 2023).

 

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I progetti Nanni Strada oggetto di indagine hanno incluso: a) "Il Manto” (1973), b) “La Pelle" (1973), c) “Amazonica” (1976). Courtesy Archivio Nanni Strada.

Fin dagli anni Settanta Nanni Strada ha concentrato la propria ricerca su nuovi processi tecnologici e sull’impiego di materiali non convenzionali, arrivando a progettare e produrre capi pionieristici. Tra quelli interessati dallo studio dell’Università di Pisa ci sono “La Pelle”, il primo abito al mondo completamente tessuto senza cuciture (grazie alla tecnologia politubolare delle macchine circolari per calzetteria); “Il Manto”, abito-mantello tagliato in un unico pezzo di tessuto, senza scarti, assemblato con cuciture avveniristiche a più aghi; e un capo della collezione “Amazonica”, prodotto nel 1976 con un tessuto non tessuto della Dupont, stampato a getto d'inchiostro. I primi due costituiscono il metaprogetto del 1973 “Il Manto e la Pelle”, premiato dall'ADI - Associazione per il Disegno Industriale con il Compasso d’Oro nel 1979; tutti e tre fanno oggi parte della Collezione permanente della Triennale di Milano, insieme ad altri capi e materiali che documentano la ricerca per la quale nel 2018 Nanni Strada ha ricevuto il Premio Compasso d'Oro anche alla carriera.

“Questi esemplari storici del fashion design presentano sfide di conservazione specifiche e senza precedenti che devono essere affrontate valutando i processi di degrado e sviluppando pratiche mirate di restauro e conservazione preventiva”, sottolinea Barbara Ferriani, conservatrice esperta di materiali moderni e contemporanei.

“Per raggiungere questo obiettivo sono necessari strumenti analitici in grado di caratterizzare i materiali polimerici multicomponenti moderni e di indagarne i fattori di rischio e le cause del degrado” aggiunge la professoressa Francesca Modugno dell'Università di Pisa.

Originariamente, infatti, le fibre tessili erano ottenute da fonti naturali, come piante e animali; lo stesso vale per le fibre artificiali del XX secolo, ottenute modificando quelle naturali. In seguito, hanno cominciato ad affermarsi sul mercato mondiale le fibre basate su polimeri di sintesi, che troviamo oggi anche in indumenti ed oggetti esposti nei musei o conservati negli archivi. È questo il caso di parte degli abiti progettati da Nanni Strada, che costituiscono quindi una sfida esemplare: capi nati da una sperimentazione che ha avuto ricadute sia estetiche che performative e ha portato a risultati pionieristici e inediti, di cui però non si poteva prevedere l’evoluzione nel tempo.

“Le informazioni sulle cause specifiche del degrado dei tessuti sintetici, che comportano la perdita sia della coesione dei materiali che del colore, sono ancora oggi molto limitate - spiega Nanni Strada - Pertanto, studiare il comportamento delle fibre tessili sintetiche nel tempo e le loro interazioni con l'ambiente è fondamentale per impostare adeguati piani di conservazione per tessuti di design, costumi di scena e collezioni di moda”. In particolare, i campioni prelevati dai tre abiti dell’Archivio Nanni Strada sono stati analizzati attraverso metodi di spettroscopia, pirolisi analitica, cromatografia e spettrometria di massa. Nel caso de “Il Manto” è così emerso che l’ingiallimento è probabilmente correlato all'idrolisi della frazione poliuretanica applicata sopra al tessuto principale di cotone e usata per impermeabilizzare l’indumento. Nel caso de “La Pelle” - capo rovinato durante un'estate particolarmente calda mentre era esposto in mostra - la perdita di elasticità, tecnicamente, va attribuita alla foto-ossidazione della catena poliammidica e all'influenza delle molecole del colorante sulla temperatura di transizione vetrosa (la temperatura alla quale un polimero amorfo passa da uno stato rigido a uno morbido, o viceversa).

“I risultati dello studio contribuiranno a una migliore conoscenza delle proprietà chimiche dei tessuti e al loro comportamento nel tempo e a pianificare strategie di conservazione - conclude la professoressa Ilaria Degano dell'Università di Pisa - Inoltre, migliorare la comprensione delle proprietà chimico-fisiche e dei processi di degradazione delle fibre sintetiche, e degli strumenti analitici per la loro valutazione, è un risultato trasferibile e vantaggioso anche per la tecnologia tessile industriale contemporanea e gli studi ambientali legati all'inquinamento da microfibre sintetiche”.

 Gli autori del lavoro pubblicato negli atti del Convegno “The Plastics Heritage” di Napoli del 2022 sono per l’Università di Pisa Tommaso Nacci, Deborah Roversi, Francesca Sabatini (anche CNR-SCITEC, Perugia), Ilaria Degano e Francesca Modugno, insieme all’Archivio Nanni Strada e a Barbara Ferriani, restauratrice specializzata in progetti di restauro per primari Musei, Fondazioni e Istituzioni nazionali e internazionali.

 

 

 

 

È scomparso nella giornata del 18 giugno il professor Otello Giacomo Mancino, ordinario di Analisi Matematica presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Pisa fino al 2007. Nato a Gaeta (LT) nel 1932, nel 1957 ha conseguito la laurea in Matematica e Fisica presso l’Università di Napoli e nel 1959 si è trasferito a Pisa a lavorare al Centro Studi Calcolatrici Elettroniche (C.S.C.E.), dove ha contribuito allo sviluppo della CEP, la Calcolatrice Elettronica Pisana.

Nel 1976 ha ottenuto la cattedra di “Calcoli numerici e grafici” presso la Facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali dell’Università di Catania. Nel 1977 è stato trasferito alla terza cattedra di “Analisi matematica” presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Pisa, dove ha prestato servizio fino al 2007. Nel 2003 ha fondato il corso europeo di laurea specialistica in Ingegneria edile-architettura. Nel 1994 è stato insignito dell’Ordine del Cherubino.

I funerali del professor Mancino si terranno venerdì 23 giugno alle ore 9.30 presso la Chiesa di Santa Maria Maddalena, in via Mazzini a Pisa.

*****

Qui di seguito il curriculum completo del professor Otello Giacomo Mancino.

Otello Giacomo Mancino, nato a Gaeta (LT) il 20/2/1932, si è laureato in Matematica e Fisica presso l’Università di Napoli nel 1957 discutendo una tesi sulla “Relatività ristretta e relatività generale” e ha seguito nel 1958, come borsista del Comitato Nazionale per le Ricerche Nucleari, un corso di perfezionamento in Fisica teorica e nucleare presso la stessa Università. Nel 1959 ha iniziato a lavorare al Centro Studi Calcolatrici Elettroniche (C.S.C.E.) di Pisa, dove è stato promosso ricercatore nel 1962. Con quest’ultima qualifica è stato assunto dal Consiglio Nazionale delle Ricerche e assegnato al C.S.C.E., dove è stato promosso ricercatore capo nel 1967. Dal dicembre 1967 al settembre 1970 è stato coordinatore del Gruppo dell’A.I.C.A. (Associazione Italiana per il Calcolo Automatico) per lo studio e lo scambio di informazioni sugli algoritmi e, in tale veste, ha organizzato le riunioni del gruppo stesso tenute in varie città italiane, presiedendo le sessioni dedicate all’Analisi numerica ed all’insegnamento dei calcolatori nel 2° Congresso dell’A.I.C.A. a Napoli.

Otello Giacomo Mancino ha conseguito la libera docenza in “Calcoli numerici e grafici” nel 1968 e ha ottenuto la conferma della predetta abilitazione nel 1974. È stato nominato professore straordinario di “Calcoli numerici e grafici” presso la Facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali dell’Università di Catania nel 1976. Nel 1977 è stato trasferito alla terza cattedra di “Analisi matematica” presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Pisa, dove ha prestato servizio fino al 2007 in qualità di professore ordinario. Nell’Università di Pisa è stato sovrintendente del Centro per l’Elaborazione dei Dati Amministrativi dal 1978 al 1984, responsabile del progetto per l’automazione delle biblioteche dal 1984 al 1988, presidente del Consiglio del corso di laurea in Ingegneria edile dal 1996 al 2002, presidente del Consiglio aggregato dei corsi di studio in Ingegneria edile dal 2002 al 2003, presidente del corso europeo di laurea specialistica in Ingegneria edile-architettura, da lui stesso fondato, dal 2003 al 2007.

Otello Giacomo Mancino ha svolto ricerche, documentate da numerose pubblicazioni su riviste nazionali e internazionali nei campi dell’aritmetica binaria, dei linguaggi e compilatori, dell’analisi numerica, della programmazione convessa, delle disequazioni variazionali, della meccanica dei continui, della filtrazione attraverso mezzi porosi, dell’automazione bibliotecaria. Ha inoltre costruito il sistema programmativo di entrata e uscita dei dati per la Calcolatrice Elettronica Pisana (CEP).

Ha poi coordinato la realizzazione del Traduttore FORTRAN per la CEP considerato “an unusually large effort for the Europe” nelle Communications of the ACM (vol. 4, giugno 1961); ha costruito con la dott.ssa Maria Bruna Baldacci, il prof. Renzo Sprugnoli e altri il sistema ATLAS (Athenaeum Library Automation System) che è stato usato per automatizzare la Biblioteca della Facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Pisa diretta dal professor Tommaso Fanfani, la Biblioteca del Dipartimento di Matematica “G. Ricci” dell’Università di Milano diretta dal prof. Michele Sce e la Biblioteca Provinciale di Pisa diretta dal dott. Venanzio Guerrini. ATLAS è stato presentato alla University of Library and Information Science di Tsukuba, la “Brain City” del Giappone; alla Library of the Academy of Science di Leningrado; alla Library of Congress of Washington D.C.; alla National Library of China in Pechino.

Per l’importanza dei risultati conseguiti, Otello Giacomo Mancino è stato insignito nel 1994 dell’Ordine del Cherubino assegnato a tutti quei docenti che si sono adoperati per accrescere il prestigio dell’Ateneo pisano.

Infine, Otello Giacomo Mancino è stato socio fondatore e Presidente del Rotary Club Pisa Galilei dal 2000 al 2001. Nella sua annata sono state donate 100 sedie con ruote per disabili nella Scuola salesiana Don Bosco a Matunga, Mumbai (India). Questa iniziativa, classificata come Matching Grant for Humanitarian Project, era stata programmata dal Rotary Club Pisa Galilei e dal Rotary Club di Bombay Mandvi. Trenta di queste sedie sono state assegnate all’Istituto Salesiano di Padre Giuseppe Casti, missionario a Matunga. Per questa donazione, Otello Giacomo Mancino ha ricevuto l’attestato di “Benemerito della Associazione delle Missioni Don Bosco”.

Matteo Antognoli (foto), che si è dottorato in Ingegneria Industriale al Dipartimento di Ingegneria Civile e Industriale dell'Università di Pisa, è l’autore della migliore tesi di dottorato del biennio nel settore dell’ingegneria che si occupa di microprocessi chimici, procedimenti essenziali in diversi ambiti, in particolare modo nel settore biomedicale e farmaceutico.

Il riconoscimento è stato conferito dalla Federazione Europea di Ingegneri chimici lo scorso maggio, nell’ambito della conferenza EPIC2023, svoltasi a Varsavia.

Matteo, 31 anni, si è laureato in ingegneria industriale con curriculum ingegneria chimica e dei materiali all’Università di Pisa, dove ha conseguito anche il dottorato. Dopo un anno trascorso a Los Angeles, presso l’Università della California (UCLA), è stato immediatamente assunto dall’azienda GSK, di Siena, che opera nell’ambito della produzione farmaceutica.

“Gli ultimi anni hanno visto un grande sviluppo della ricerca nell’ingegneria dei microprocessi, processi chimici che avvengono non in grandi reattori, ma in canali di piccolissime dimensioni. La piccola scala consente di intensificare la resa e selettività delle reazioni chimiche - ha detto Matteo Antognoli - Nel mio lavoro mi sono occupato di studiare come i reagenti si mescolano nei canali microfluidici, elaborando un metodo innovativo per progettare microreattori con miscelazione ottimale. Questo strumento di progettazione può trovare diverse applicazioni nella produzione di farmaci e vaccini, nella diagnostica e nelle nanotecnologie.”

Matteo Antognoli (foto), che si è dottorato in Ingegneria Industriale al Dipartimento di Ingegneria Civile e Industriale dell'Università di Pisa, è l’autore della migliore tesi di dottorato del biennio nel settore dell’ingegneria che si occupa di microprocessi chimici, procedimenti essenziali in diversi ambiti, in particolare modo nel settore biomedicale e farmaceutico.

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Il riconoscimento è stato conferito dalla Federazione Europea di Ingegneri chimici lo scorso maggio, nell’ambito della conferenza EPIC2023, svoltasi a Varsavia.

Matteo, 31 anni, si è laureato in ingegneria industriale con curriculum ingegneria chimica e dei materiali all’Università di Pisa, dove ha conseguito anche il dottorato. Dopo un anno trascorso a Los Angeles, presso l’Università della California (UCLA), è stato immediatamente assunto dall’azienda GSK, di Siena, che opera nell’ambito della produzione farmaceutica.

“Gli ultimi anni hanno visto un grande sviluppo della ricerca nell’ingegneria dei microprocessi, processi chimici che avvengono non in grandi reattori, ma in canali di piccolissime dimensioni. La piccola scala consente di intensificare la resa e selettività delle reazioni chimiche - ha detto Matteo Antognoli - Nel mio lavoro mi sono occupato di studiare come i reagenti si mescolano nei canali microfluidici, elaborando un metodo innovativo per progettare microreattori con miscelazione ottimale. Questo strumento di progettazione può trovare diverse applicazioni nella produzione di farmaci e vaccini, nella diagnostica e nelle nanotecnologie.”

otello giacomo mancino 2È scomparso nella giornata del 18 giugno il professor Otello Giacomo Mancino, ordinario di Analisi Matematica presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Pisa fino al 2007. Nato a Gaeta (LT) nel 1932, nel 1957 ha conseguito la laurea in Matematica e Fisica presso l’Università di Napoli e nel 1959 si è trasferito a Pisa a lavorare al Centro Studi Calcolatrici Elettroniche (C.S.C.E.), dove ha contribuito allo sviluppo della CEP, la Calcolatrice Elettronica Pisana.

Nel 1976 ha ottenuto la cattedra di “Calcoli numerici e grafici” presso la Facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali dell’Università di Catania. Nel 1977 è stato trasferito alla terza cattedra di “Analisi matematica” presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Pisa, dove ha prestato servizio fino al 2007. Nel 2003 ha fondato il corso europeo di laurea specialistica in Ingegneria edile-architettura. Nel 1994 è stato insignito dell’Ordine del Cherubino.

I funerali del professor Mancino si terranno venerdì 23 giugno alle ore 9.30 presso la Chiesa di Santa Maria Maddalena, in via Mazzini a Pisa.

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Qui di seguito il curriculum completo del professor Otello Giacomo Mancino.

Otello Giacomo Mancino, nato a Gaeta (LT) il 20/2/1932, si è laureato in Matematica e Fisica presso l’Università di Napoli nel 1957 discutendo una tesi sulla “Relatività ristretta e relatività generale” e ha seguito nel 1958, come borsista del Comitato Nazionale per le Ricerche Nucleari, un corso di perfezionamento in Fisica teorica e nucleare presso la stessa Università. Nel 1959 ha iniziato a lavorare al Centro Studi Calcolatrici Elettroniche (C.S.C.E.) di Pisa, dove è stato promosso ricercatore nel 1962. Con quest’ultima qualifica è stato assunto dal Consiglio Nazionale delle Ricerche e assegnato al C.S.C.E., dove è stato promosso ricercatore capo nel 1967. Dal dicembre 1967 al settembre 1970 è stato coordinatore del Gruppo dell’A.I.C.A. (Associazione Italiana per il Calcolo Automatico) per lo studio e lo scambio di informazioni sugli algoritmi e, in tale veste, ha organizzato le riunioni del gruppo stesso tenute in varie città italiane, presiedendo le sessioni dedicate all’Analisi numerica ed all’insegnamento dei calcolatori nel 2° Congresso dell’A.I.C.A. a Napoli.

Otello Giacomo Mancino ha conseguito la libera docenza in “Calcoli numerici e grafici” nel 1968 e ha ottenuto la conferma della predetta abilitazione nel 1974. È stato nominato professore straordinario di “Calcoli numerici e grafici” presso la Facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali dell’Università di Catania nel 1976. Nel 1977 è stato trasferito alla terza cattedra di “Analisi matematica” presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Pisa, dove ha prestato servizio fino al 2007 in qualità di professore ordinario. Nell’Università di Pisa è stato sovrintendente del Centro per l’Elaborazione dei Dati Amministrativi dal 1978 al 1984, responsabile del progetto per l’automazione delle biblioteche dal 1984 al 1988, presidente del Consiglio del corso di laurea in Ingegneria edile dal 1996 al 2002, presidente del Consiglio aggregato dei corsi di studio in Ingegneria edile dal 2002 al 2003, presidente del corso europeo di laurea specialistica in Ingegneria edile-architettura, da lui stesso fondato, dal 2003 al 2007.

Otello Giacomo Mancino ha svolto ricerche, documentate da numerose pubblicazioni su riviste nazionali e internazionali nei campi dell’aritmetica binaria, dei linguaggi e compilatori, dell’analisi numerica, della programmazione convessa, delle disequazioni variazionali, della meccanica dei continui, della filtrazione attraverso mezzi porosi, dell’automazione bibliotecaria. Ha inoltre costruito il sistema programmativo di entrata e uscita dei dati per la Calcolatrice Elettronica Pisana (CEP).

Ha poi coordinato la realizzazione del Traduttore FORTRAN per la CEP considerato “an unusually large effort for the Europe” nelle Communications of the ACM (vol. 4, giugno 1961); ha costruito con la dott.ssa Maria Bruna Baldacci, il prof. Renzo Sprugnoli e altri il sistema ATLAS (Athenaeum Library Automation System) che è stato usato per automatizzare la Biblioteca della Facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Pisa diretta dal professor Tommaso Fanfani, la Biblioteca del Dipartimento di Matematica “G. Ricci” dell’Università di Milano diretta dal prof. Michele Sce e la Biblioteca Provinciale di Pisa diretta dal dott. Venanzio Guerrini. ATLAS è stato presentato alla University of Library and Information Science di Tsukuba, la “Brain City” del Giappone; alla Library of the Academy of Science di Leningrado; alla Library of Congress of Washington D.C.; alla National Library of China in Pechino.

Per l’importanza dei risultati conseguiti, Otello Giacomo Mancino è stato insignito nel 1994 dell’Ordine del Cherubino assegnato a tutti quei docenti che si sono adoperati per accrescere il prestigio dell’Ateneo pisano.

Infine, Otello Giacomo Mancino è stato socio fondatore e Presidente del Rotary Club Pisa Galilei dal 2000 al 2001. Nella sua annata sono state donate 100 sedie con ruote per disabili nella Scuola salesiana Don Bosco a Matunga, Mumbai (India). Questa iniziativa, classificata come Matching Grant for Humanitarian Project, era stata programmata dal Rotary Club Pisa Galilei e dal Rotary Club di Bombay Mandvi. Trenta di queste sedie sono state assegnate all’Istituto Salesiano di Padre Giuseppe Casti, missionario a Matunga. Per questa donazione, Otello Giacomo Mancino ha ricevuto l’attestato di “Benemerito della Associazione delle Missioni Don Bosco”.

elena_dundovich.pngPisa - Infanzia rubata, abbandonata, violata. Il 21 giugno, in occasione della Giornata internazionale per i bambini e le bambine innocenti, vittime di violenza, il Comitato Unico di Garanzia ha organizzato il seminario dal titolo "Dare voce al futuro. Infanzia come oggetto e soggetto della storia contemporanea" che si svolgerà alle 16 alla Gipsoteca di arte Antica (Piazza S. Paolo All'Orto, 20). L’evento si aprirà con i saluti del Rettore e prevede la partecipazione di Elena Dundovich (foto), Presidente del Comitato Unico di Garanzia dell'Università di Pisa, Simone Paoli, docente al Dipartimento di Scienze Politiche dell’Ateneo pisano e autore del volume “Child Migration and Biopolitics”, edito da Routledge; Lucetta Scaraffia, editorialista della Stampa e coautrice del volume “Agnus Dei”; Federica Tourn, giornalista di “Domani” che da anni segue il tema degli abusi all’interno della Chiesa. Concluderà il pomeriggio lo spettacolo a ingresso gratuito “Bestie Rare”, un monologo toccante interpretato da Angelo Colosimo sulla storia di un bimbo abusato.

“Mi sono avvicinata da qualche tempo al tema dell’infanzia e della sua tutela dal punto di vista internazionale – spiega la professoressa Dundovich - ciò mi ha portato a indagare anche sul mondo della pedofilia e mi sono così resa conto di quanta omertà da parte di famiglie e di istituzioni, anche ecclesiastiche, copra, non solo nel nostro paese, ma anche in molti altri, la verità su questa realtà così dolorosa. E quanto bambini soldati, bambine prostitute, venduti o private degli organi, ma ancora di più bambini e bambine abusati e abusate siano davvero gli ultimi tra gli ultimi, immersi e immerse in un silenzio a cui nessuno da voce”.

Per conciliare studio universitario e carriera sportiva agonistica, arriva all’Università di Pisa la “Dual career”, il programma formativo a cui possono accedere atleti e atlete di alto livello iscritti ai corsi di laurea dell’Ateneo, vedendosi riconosciuto lo status di “studente-atleta”. La proposta è stata approvata in Senato accademico e entrerà in vigore dal prossimo anno accademico.

“Con l’istituzione della “Dual career” e il riconoscimento della figura dello studente-atleta, l’Università di Pisa arriva alla fine di un percorso articolato e partecipato, avviato già dalla precedente governance, che è nato con l’obiettivo di favorire l’impegno sportivo e tutelare il diritto allo studio degli studenti che praticano sport ad alto livello – commenta il rettore Riccardo Zucchi – A partire dal prossimo anno accademico i nostri sportivi professionisti potranno accedere al nuovo programma e far convivere più serenamente i loro percorsi universitari con gli impegni agonistici. È in questo modo che l’Università riesce a coltivare i suoi talenti, favorendo una formazione di alto livello sia nello studio che nello sport”.

Il percorso di Dual career è rivolto alle studentesse e agli studenti regolarmente iscritti ai corsi di laurea, laurea magistrale, scuole di specializzazione, dottorati di ricerca e master universitari dell’Ateneo pisano, che praticano sport ad alti livelli agonistici e partecipano a competizioni di particolare rilievo a carattere nazionale o internazionale.

Lo status di studente-atleta permetterà di beneficiare di misure finalizzate a garantire flessibilità ed efficacia della carriera accademica, sull’esempio di quanto già previsto dai regolamenti dell’Università di Pisa per altre categorie di studenti, come gli appelli straordinari o i ricevimenti concordati. Per supportare e orientare lo studente-atleta, in ogni dipartimento sarà inoltre istituita la figura del tutor per la “Dual career” con funzione di tutoraggio amministrativo.

Tutte le informazioni utili sulle modalità di domanda e i requisiti di accesso saranno disponibili su una pagina dedicata del sito Unipi. Nel frattempo resta attivo l’indirizzo e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Alla definizione del percorso ha dato un contributo anche il campione di atletica leggera Samuele Ceccarelli, iscritto al quinto anno della laurea magistrale in Giurisprudenza, e che così aveva commentato il suo coinvolgimento nell’iniziativa: "Dividersi tra libri e attività sportiva non è assolutamente semplice. La mia disponibilità a partecipare a questo progetto è massima e spero, con la mia esperienza, di poter dare un contributo utile a migliorare la qualità della vita universitaria e atletica di tanti altri colleghi”.

L’istituzione della Dual career si inserisce all’interno delle politiche di Ateneo ispirate al principio della centralità dello studente, di ascolto dei suoi bisogni e di attenzione verso le sue esigenze specifiche. Sono infatti molte le iniziative già attivate che vanno in questa direzione, basta ricordare il servizio di ascolto e consulenza, lo sportello antiviolenza, i servizi per studenti con disabilità erogati dall’USID, lo sportello DSA e le tante attività di tutorato alla pari promosse a livello di Ateneo, dei singoli dipartimenti o dei corsi di studio. Il tutto a partire da una politica di tassazione che ha già visto un significativo ampliamento della “no tax area”.

In questa prospettiva la Dual career pensata per studenti-atleti potrebbe diventare un modello per l’istituzione di altri tipi di “Dual Career”, in grado di agevolare la carriera universitaria di altre tipologie di studenti e studentesse, come ad esempio gli allievi di conservatorio.

Pisa - Infanzia rubata, abbandonata, violata. Il 21 giugno, in occasione della Giornata internazionale per i bambini e le bambine innocenti, vittime di violenza, il Comitato Unico di Garanzia ha organizzato il seminario dal titolo "Dare voce al futuro. Infanzia come oggetto e soggetto della storia contemporanea" che si svolgerà alle 16 alla Gipsoteca di arte Antica (Piazza S. Paolo All'Orto, 20). L’evento si aprirà con i saluti del Rettore e prevede la partecipazione di Elena Dundovich, Presidente del Comitato Unico di Garanzia dell'Università di Pisa, Simone Paoli, docente al Dipartimento di Scienze Politiche dell’Ateneo pisano e autore del volume “Child Migration and Biopolitics”, edito da Routledge; Lucetta Scaraffia, editorialista della Stampa e coautrice del volume “Agnus Dei”; Federica Tourn, giornalista di “Domani” che da anni segue il tema degli abusi all’interno della Chiesa.

Concluderà il pomeriggio lo spettacolo a ingresso gratuito “Bestie Rare”, un monologo toccante interpretato da Angelo Colosimo sulla storia di un bimbo abusato.

“Mi sono avvicinata da qualche tempo al tema dell’infanzia e della sua tutela dal punto di vista internazionale – spiega la professoressa Dundovich - ciò mi ha portato a indagare anche sul mondo della pedofilia e mi sono così resa conto di quanta omertà da parte di famiglie e di istituzioni, anche ecclesiastiche, copra, non solo nel nostro paese, ma anche in molti altri, la verità su questa realtà così dolorosa. E quanto bambini soldati, bambine prostitute, venduti o private degli organi, ma ancora di più bambini e bambine abusati e abusate siano davvero gli ultimi tra gli ultimi, immersi e immerse in un silenzio a cui nessuno da voce”.

 

Per conciliare studio universitario e carriera sportiva agonistica, arriva all’Università di Pisa la “Dual career”, il programma formativo a cui possono accedere atleti e atlete di alto livello iscritti ai corsi di laurea dell’Ateneo, vedendosi riconosciuto lo status di “studente-atleta”. La proposta è stata approvata in Senato accademico e entrerà in vigore dal prossimo anno accademico.

“Con l’istituzione della “Dual career” e il riconoscimento della figura dello studente-atleta, l’Università di Pisa arriva alla fine di un percorso articolato e partecipato, avviato già dalla precedente governance, che è nato con l’obiettivo di favorire l’impegno sportivo e tutelare il diritto allo studio degli studenti che praticano sport ad alto livello – commenta il rettore Riccardo Zucchi – A partire dal prossimo anno accademico i nostri sportivi professionisti potranno accedere al nuovo programma e far convivere più serenamente i loro percorsi universitari con gli impegni agonistici. È in questo modo che l’Università riesce a coltivare i suoi talenti, favorendo una formazione di alto livello sia nello studio che nello sport”.

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Il percorso di Dual career è rivolto alle studentesse e agli studenti regolarmente iscritti ai corsi di laurea, laurea magistrale, scuole di specializzazione, dottorati di ricerca e master universitari dell’Ateneo pisano, che praticano sport ad alti livelli agonistici e partecipano a competizioni di particolare rilievo a carattere nazionale o internazionale.

Lo status di studente-atleta permetterà di beneficiare di misure finalizzate a garantire flessibilità ed efficacia della carriera accademica, sull’esempio di quanto già previsto dai regolamenti dell’Università di Pisa per altre categorie di studenti, come gli appelli straordinari o i ricevimenti concordati. Per supportare e orientare lo studente-atleta, in ogni dipartimento sarà inoltre istituita la figura del tutor per la “Dual career” con funzione di tutoraggio amministrativo.

Tutte le informazioni utili sulle modalità di domanda e i requisiti di accesso saranno disponibili su una pagina dedicata del sito Unipi. Nel frattempo resta attivo l’indirizzo e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Alla definizione del percorso ha dato un contributo anche il campione di atletica leggera Samuele Ceccarelli, iscritto al quinto anno della laurea magistrale in Giurisprudenza, e che così aveva commentato il suo coinvolgimento nell’iniziativa: "Dividersi tra libri e attività sportiva non è assolutamente semplice. La mia disponibilità a partecipare a questo progetto è massima e spero, con la mia esperienza, di poter dare un contributo utile a migliorare la qualità della vita universitaria e atletica di tanti altri colleghi”.

Samuele Ceccarelli - courtesy Fidal.jpeg
Samuele Ceccarelli.

L’istituzione della Dual career si inserisce all’interno delle politiche di Ateneo ispirate al principio della centralità dello studente, di ascolto dei suoi bisogni e di attenzione verso le sue esigenze specifiche. Sono infatti molte le iniziative già attivate che vanno in questa direzione, basta ricordare il servizio di ascolto e consulenza, lo sportello antiviolenza, i servizi per studenti con disabilità erogati dall’USID, lo sportello DSA e le tante attività di tutorato alla pari promosse a livello di Ateneo, dei singoli dipartimenti o dei corsi di studio. Il tutto a partire da una politica di tassazione che ha già visto un significativo ampliamento della “no tax area”.

In questa prospettiva la Dual career pensata per studenti-atleti potrebbe diventare un modello per l’istituzione di altri tipi di “Dual Career”, in grado di agevolare la carriera universitaria di altre tipologie di studenti e studentesse, come ad esempio gli allievi di conservatorio.

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Il campione Samuele Ceccarelli ricevuto lo scorso marzo in rettorato dopo la sua vittoria agli Assoluti di Ancona, dove aveva battuto il campione Marcel Jacobs sui 60 metri. Da sinistra: il padre di Samuele Ceccarelli, il prorettore alla Didattica Giovanni Paoletti, la prorettrice per la Coesione della comunità universitaria e per il diritto allo studio Enza Pellecchia, Samuele Ceccarelli, il rettore Riccardo Zucchi e il delegato per i rapporti con il territorio Marco Macchia.

In occasione dei Career Days del settore ICT - giornate di colloqui e tra aziende e studenti e laureati che si terranno nel Palazzo della Sapienza dell’Università di Pisa (via Curtatone e Montanara, 15) dal 20 al 22 giugno - martedì 20 giugno, alle ore 12, le colleghe giornaliste e i colleghi giornalisti sono invitati a partecipare a un incontro con gli organizzatori, tra cui la delegata del rettore per l’Orientamento, Laura Elisa Marcucci, e la responsabile del Career Service d'Ateneo, Antonella Magliocchi. Nell'occasione sarà possibile intervistare anche studenti e laureati iscritti all'iniziativa.

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