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L’esperimento IceCube, il più grande telescopio di neutrini del mondo che da oltre dieci anni studia il cosmo dalle profondità dei ghiacci dell’Antartide, ha realizzato una nuova e inaspettata osservazione: un’emissione diffusa di neutrini di energie molto elevate, da 500 GeV fino a diversi PeV, concentrata lungo la Via Lattea. La scoperta, che apre una nuova finestra sull’astrofisica delle alte energie nella nostra galassia, è stata possibile anche grazie all’impiego di nuovi modelli teorici di emissione dei neutrini per l’interpretazione dei dati sperimentali: senza di essi, infatti, non sarebbe stato possibile identificare il tenue bagliore di neutrini della nostra galassia. Uno dei modelli teorici utilizzato, chiamato KRA_gamma, è stato sviluppato da un gruppo di ricercatori italiani dell’INFN e delle Università di Pisa, Federico II di Napoli, Sapienza di Roma, in collaborazione con colleghi del GSSI Gran Sasso Science Institute e dell’Università di Stoccolma. I risultati di IceCube sono stati pubblicati su "Science".

IceCube2

IceCube è stato il primo esperimento a rivelare, nel 2013, neutrini astrofisici di altissima energia, inaugurando la cosiddetta astronomia dei neutrini, che oggi consta di cataloghi con centinaia di eventi.
Nel 2018, IceCube ha annunciato l’identificazione di una loro prima sorgente extra galattica, ma ad oggi l'origine della maggior parte dei neutrini rivelati rimane non identificata. Comunque, la distribuzione fortemente isotropa di questi eventi sulla sfera celeste lascia ritenere che essi siano prevalentemente di origine extra galattica.
Tuttavia, anche la Via Lattea deve essere una sorgente di neutrini di altissima energia, perché sappiamo che vengono prodotti nelle collisioni della componente adronica (protoni e nuclei leggeri) dominante nei raggi cosmici diffusi in tutta la galassia con il gas interstellare. E la nuova scoperta di IceCube conferma proprio l’esistenza di una emissione diffusa di natura adronica dalla Via Lattea, che si estende, però, inaspettatamente, fino a energie oltre il PeV, con un flusso ben superiore a quello predetto dai modelli convenzionali di trasporto dei raggi cosmici e in accordo con il modello KRA_gamma. Se i primi fossero stati corretti, IceCube non avrebbe avuto, ancora per diversi altri anni, statistica sufficiente per rivelare l’emissione galattica.
Il risultato che la Collaborazione Scientifica IceCube è riuscita a realizzare, grazie anche all’interpretazione dei dati sperimentali sulla base del nuovo modello teorico, è una conquista scientifica di notevole importanza, che sembra, quindi, riservarci già delle belle sorprese.

Peraltro, questa emissione di neutrini deve avere un corrispettivo nei raggi gamma (radiazione elettromagnetica di altissima energia), che alcuni esperimenti hanno effettivamente osservato, come riportato dai recentissimi risultati della collaborazione LHAASO. Tuttavia, i raggi gamma potrebbero anche essere prodotti da elettroni ultrarelativistici, ad esempio originati da pulsar, solo che, in questo caso, non darebbero luogo a neutrini. Il modello teorico KRA_gamma, utilizzato dalla Collaborazione IceCube, tenendo conto di alcune anomalie precedentemente riscontrate nei dati gamma e usando avanzati strumenti numerici, risulta in ottimo accordo sia con i dati di IceCube sui neutrini, sia con i dati di LHAASO sui raggi gamma.
Queste nuove osservazioni sembrano così implicare che la popolazione di raggi cosmici nelle regioni più interne del piano galattico è più energetica di quella osservata in prossimità della Terra da esperimenti come AMS sulla Stazione Spaziale Internazionale. E, oltre ad avere forti implicazioni per la fisica del trasporto dei raggi cosmici, questo risultato è importante anche perché può aiutarci nel prossimo futuro a comprendere la loro, ancora misteriosa, origine.

IceCube gruppo

I ricercatori del progetto IceCube riuniti a Madison, negli Stati Uniti (Credit: Benjamin Eberhardt).

La tanto attesa scoperta delle interazioni di raggi cosmici nella nostra galassia è un grande progresso nella comprensione dei misteri attorno alle sorgenti di raggi cosmici. Ulteriori preziose conferme e dettagli necessari a completare questi nuovi scenari verranno delle future analisi dei dati di IceCube e dai risultati degli osservatori per raggi gamma e telescopi per neutrini di prossima generazione, come KM3NeT, IceCube Gen 2 e Baikal-GVD. In particolare, KM3NeT, un telescopio simile in dimensioni ad IceCube, è in fase di realizzazione da parte di altro gruppo internazionale di scienziati nel Mare Mediterraneo. Pensato per operare dalle profondità marine in due siti distinti, tra cui la Sicilia, KM3NeT è supportato dallo European Strategy Forum of Research Infrastructures (ESFRI), e inserito nel Piano Nazionale delle Infrastrutture di Ricerca (PNIR) del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR), e riconosciuto come infrastruttura di ricerca di interesse strategico dalla Regione Siciliana. KM3NeT sarà uno degli esperimenti di punta dell’INFN per i prossimi anni e avrà il piano galattico come principale obbiettivo di osservazione. Anche la collaborazione europea ANTARES, alla quale l’INFN partecipa sin dalle fasi iniziali, sta cercando un eccesso astrofisico di neutrini che segua la distribuzione spaziale ed energetica prevista da questo ultimo aggiornamento del modello KRA_gamma, avendo a disposizione un catalogo ampio di dati, e ha recentemente individuato un possibile eccesso dalle regioni centrali della nostra galassia.

ll telescopio di neutrini IceCube è stato costruito ed è operato dalla National Science Foundation (NSF) con il supporto finanziario e la partecipazione di varie istituzioni membri della Collaborazione IceCube provenienti da quattordici paesi, tra cui l’Università degli Studi di Padova, solo gruppo italiano che partecipa al progetto, il cui contributo è coordinato da Elisa Bernardini del Dipartimento di Fisica e Astronomia.
I modelli impiegati per l’interpretazione dei dati sperimentali dalla collaborazione IceCube e che hanno contribuito all’importante scoperta sono stati elaborati da Daniele Gaggero e Dario Grasso della Sezione INFN di Pisa e dell’Università di Pisa, Antonio Marinelli dell’Università Federico II e della Sezione INFN di Napoli, Alfredo Urbano e Mauro Valli della Sapienza e della Sezione INFN di Roma, in collaborazione con Carmelo Evoli del GSSI e dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’INFN e Pedro de La Torre Luque dell’Università di Stoccolma.

In particolare, il modello modello KRA_gamma^5 è stato presentato in Astrophys.J.Lett. 815 (2015) 2, L25 • e-Print: 1504.00227 [astro-ph.HE], e recentemente aggiornato sulla base di nuovi dati in Front.Astron.Space Sci. 9 (2022) 1041838 • e-Print: 2209.10011 [astro-ph.HE].

(fonte: Ufficio Stampa INFN)

Building on the success of the alliance’s pilot projects (Circle U., ERIA and InnovEd4TS), Circle U. will continue developing, offering and supporting outstanding education, research and innovation to contribute to more sustainable, democratic and healthier societies.

With this funding, the Alliance will consolidate and further develop the joint ecosystem. The Open Campus  will become a single entry point for all educational opportunities in Circle U. A fourth Knowledge Hub will be  established tackling a new theme, in addition to the existing ones on climate, democracy and global health. Four collaborative platforms will enable the Circle U. universities, their communities and associated partners to foster educational innovation, boost multilingualism, support early-career researchers and empower student entrepreneurs. The backbone of Circle U., the Academic Chair programme, will be expanded with a Fellow programme, ensuring strong, sustainable and concrete connections between academics, researchers, students as well as associated and global partners.

Whilst continuously testing out new concepts in higher education and research cooperation, Circle U. will scale up and offer a significantly increased range of flexible learning opportunities for half a million students and other learners: summer and winter schools, public conversations and lectures, open courses, challenge-based learning activities, language and intercultural skills modules, joint courses and programmes.

By 2030, Circle U. will be a truly integrated European University –inclusive, interdisciplinary and research-intensive– where students and staff across Europe and beyond work seamlessly together within a shared ecosystem through joint tools, procedures and infrastructure.

With Università di Pisa and Universität Wien now formally project partners, Circle U. and its nine partner universities share the dedication, motivation and resources to maximize the impact of their joint action. With universities from European countries within and outside the European Union, the Alliance is contributing to shaping a multifaceted identity rooted in shared European democratic values. Circle U. is a European and global alliance, whose unique transformational dynamic will also benefit partners outside the EU. 

Bjørn Stensaker, Vice-rector at the University of Oslo and coordinator of the “CU2030” project, shares his enthusiasm: “The selection of this new project is firstly an acknowledgment of the work accomplished by our nine universities and our communities since 2020. In the pilot phase, we have established a solid ground for a unique cooperation, based on mutual trust, shared dedication and continuous dialogue. And we are actually shaping the future of our universities. In the next four years, we will strengthen our shared ecosystem, multiply the opportunities and make Circle U. a reality for our students, staff and partners.

Vincent Blondel, Rector of UCLouvain and President of Circle U., continues: “Circle U. partners are in this for the long run and we are committed to continue these transformational processes long after the funding periods end. As we learn from our experiences and scale up, we will have more impact and truly become the university of tomorrow.

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About CIRCLE U.

We, Aarhus Universitet (Denmark), Humboldt-Universität zu Berlin (Germany), King’s College London (United Kingdom), UCLouvain (Belgium), Università di Pisa (Italy), Universität Wien (Austria), Université Paris Cité (France), Universitetet i Oslo (Norway) and Univerzitet u Beogradu (Serbia), we have agreed to combine our expertise and common interests to build a European University with the name Circle U. By 2030, Circle U. is to be an inclusive, a research-intensive and interdisciplinary alliance delivering outstanding interdisciplinary education, research and innovation through an innovative and adaptive ecosystem, in order to enable more sustainable, democratic and healthier societies. Our students, researchers, staff and partners from civil society, the private and public sectors will strengthen and shape our alliance through a process of co-creation to ensure they have the skillset, mindset and values to interact in meaningful ways to mobilise knowledge for impact.

SOME KEY FIGURES ABOUT CIRCLE U. SINCE ITS LAUNCH IN 2020

  • 49 academic chairs appointed to drive the academic and research actions of Circle U.
  • 3 Knowledge Hubs as interdisciplinary spaces for academics, researchers, students and partners to co-develop learning, teaching and research activities on Circle U.’s priority themes – climate, democracy and global health
  • 6 Circle U. challenges to empower students and staff to develop sustainable solutions to real-life challenges
  • 1 Think&Do Tank to push the reflection and actions towards sustainable and innovative education
  • 1 Female Founder Network to support female student-led entrepreneurship and innovation
  • 152 students and PhD candidates participated in 5 summer schools organised in 2022
  • Around 250 students and PhD candidates will participate in 5 summer schools organised in 2023
  • 18 joint programmes and courses to offer unique learning opportunities to students
  • 397 students, researchers and public audience participated in a dozen of thematic seminars, public lectures, organised in 2021 and 2022
  • 5 funding instruments and mobility schemes to foster interdisciplinary research and innovation and support early-career researchers
  • 24 projects funded by the Circle U. seed-funding scheme in 2021 and 2022 to boost bottom-up initiatives
  • 10 policy papers focusing on multiple topics including sustainable education, diversity, sustainability and quality assurance

Further information

  • Visit our website: circle-u.eu
  • Subscribe to our newsletter: https://www.circle-u.eu/newsletter
  • Follow us on Twitter (@CircleU_eu) and LinkedIn (Circle U. European University Alliance)
  • Contact our Secretary General (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) or our communication team (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)

 

 

Con l’approvazione del nuovo progetto da parte della Commissione Europea, l’Alleanza Universitaria Europea Circle U. passa alla sua seconda fase e si prepara ad affrontare nuove sfide e obiettivi. Finanziato con 12,8 milioni di euro, “Circle U. 2030” avrà una durata di quattro anni e continuerà a sviluppare e promuovere iniziative di eccellenza sul piano della formazione, della ricerca e dell’innovazione per costruire società più sostenibili, democratiche e attente alla salute dell’uomo. In totale sono nove le università europee che fanno parte dell’Alleanza: oltre l’Università di Pisa, Aarhus University (Danimarca), Humboldt-Universität zu Berlin (Germania), King’s College London (UK), Université Paris Cité (Francia), Università di Belgrado (Serbia), Università di Louvain (Belgio), Università di Oslo (Norvegia) e Universität Wien (Austria).

Nel nuovo progetto ci sono molte novità. La prima è l’Open Campus, che diventerà punto di accesso unico per tutte le opportunità formative di Circle U. Sarà inoltre istituito un quarto Knowledge Hub che si occuperà di un nuovo tema, oltre a quelli esistenti su climate, democracy e global health. Quattro piattaforme collaborative permetteranno alle università di Circle U., alle loro comunità e ai partner associati di promuovere l’innovazione nella formazione, promuovere il multilinguismo, sostenere i ricercatori a inizio carriera e valorizzare le iniziative imprenditoriali di studenti. L’Academic Chair programme, sarà ampliato con un programma di Fellows, potendo così favorire i contatti tra accademici, ricercatori, studenti e partner associati e globali.

 

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Con la nuova fase di Circle U. l’Università di Pisa coordinerà il gruppo di lavoro sul “Social Engagement” e, al suo interno, sarà responsabile di due task force specifiche: la prima è “Mapping the regional needs for an open discovery process”; l’altra è “Developing, scaling up and offering innovative educational activities that equip students to contribute to societal impact”. L’Ateneo pisano sarà inoltre responsabile di altre due task force all’interno del gruppo di lavoro “Creating interdisciplinary and innovative teaching and learning opportunities”: una si occuperà delle “Short-term blended activities”, con il compito di organizzare i corsi brevi in comune con gli altri partners; l’altra è “Boosting the societal impact of research and innovation in the Knowledge Hubs and expanding the ERIA pilot activities for citizens and society involvement in research and innovation”, con il compito di organizzare di lectures e seminari per il coinvolgimento di cittadini e della società.

“La risposta positiva della Commissione Europea alla nuova proposta di Circle U. ci riempie di orgoglio – commenta il rettore dell’Università di Pisa Riccardo Zucchi – Abbiamo partecipato attivamente alla fase di progettazione tramite la realizzazione di numerose attività in tutte e tre le aree tematiche degli Knowledge Hubs".

"Per il nuovo progetto “Circle U. 2030” - continua il rettore - ci siamo proposti come coordinatori di un settore cruciale, quello del “Social Engagement”, su cui in generale stiamo puntando molto come Ateneo. Stiamo infatti mettendo in atto molte iniziative volte ad attivare processi di interazione diretta dell’università con la società civile e il tessuto imprenditoriale, con l’obiettivo di promuovere la crescita economica e sociale del territorio. Ne è esempio lo Start Attractor presentato pochi giorni fa al convegno Converging Skills. Nel nuovo progetto saremo inoltre in prima linea nel formulare proposte operative per la definizione del quarto Knowledge Hub e nell’ideare e sperimentare nuove forme di insegnamento, tra cui le cosiddette micro-credenziali. Mi auguro che in questa nuova fase le componenti della comunità accademica di tutte le aree disciplinari del nostro Ateneo possano dare il loro contributo e partecipare in prima persona allo sviluppo e alla crescita di Circle U”.

gruppenfoto0_berlino.jpgRettori e prorettori delle nove università di Circle U. alla General Assembly di Berlino a inizio giugno.

Bjørn Stensaker, vicerettore dell’Università di Oslo e coordinatore del progetto "CU2030", esprime il suo entusiasmo: "L’approvazione di questo nuovo progetto è innanzitutto un riconoscimento del lavoro svolto dalle nostre nove università dal 2020. Nella fase pilota, abbiamo costruito una solida base per una cooperazione unitaria, basata sulla fiducia reciproca, sulla dedizione condivisa e sul dialogo continuo. Stiamo effettivamente plasmando il futuro delle nostre università. Nei prossimi quattro anni, rafforzeremo il nostro ecosistema condiviso, moltiplicheremo le opportunità e renderemo Circle U. una realtà per i nostri studenti, il nostro personale e i nostri partner".

Vincent Blondel, rettore dell’UCLouvain e presidente di Circle U., prosegue: "I partner di Circle U. sono impegnati a lungo termine e ci siamo impegnati a continuare questi processi di trasformazione anche dopo la fine dei periodi di finanziamento. Man mano che impariamo dalle nostre esperienze e cresciamo, avremo un impatto maggiore e diventeremo veramente l'università del domani".

Continuando a sperimentare nuove forme di cooperazione nella didattica e nella ricerca, Circle U. aumenterà le opportunità formative per i circa 500mila studenti delle 9 università: Summer e Winter Schools, seminari e public lectures, open courses, attività di apprendimento basate su challenge, moduli di competenze linguistiche e interculturali, corsi e programmi congiunti. Entro il 2030, Circle U. diventerà un’autentica Università Europea integrata: inclusiva, interdisciplinare e orientata alla ricerca, in cui studenti e personale in tutta Europa lavorano insieme all’interno di un ecosistema condiviso con strumenti, procedure e infrastrutture comuni.

ABOUT CIRCLE U.

Aarhus Universitet (Danimarca), Humboldt-Universität zu Berlin (Germania), King's College London (Regno Unito), UCLouvain (Belgio), Università di Pisa (Italia), Universität Wien (Austria), Université Paris Cité (Francia), Universitetet i Oslo (Norvegia) e Univerzitet u Beogradu (Serbia) hanno deciso di unire competenze e interessi comuni per costruire un'università europea chiamata Circle U. Entro il 2030, Circle U. sarà un'alleanza inclusiva, orientata alla ricerca e interdisciplinare, che offrirà un'eccezionale istruzione, ricerca e innovazione interdisciplinare attraverso un ecosistema innovativo e adattabile, al fine di promuovere società più sostenibili, democratiche e salutari.

I numeri di Circle U. dal suo lancio nel 2020

  • 49 Academic Chairs nominati per guidare le iniziative didattiche e di ricerca di Circle U.
  • 3 Knowledge Hub come spazi interdisciplinari per accademici, ricercatori, studenti e partner per lo sviluppo congiunto di attività di didattica, insegnamento e ricerca sui temi prioritari di Circle U. - climate, democracy e global health.
  • 6 Circle U. Challenge per fornire a studenti e personale le competenze per sviluppare soluzioni sostenibili a sfide reali.
  • 1 Think&Do Tank per promuovere la riflessione e l'azione verso un'istruzione sostenibile e innovativa.
  • 1 Female Founder Network per sostenere l'imprenditorialità e l'innovazione guidate da studentesse.
  • 152 studenti e dottorandi hanno partecipato a 5 scuole estive organizzate nel 2022.
  • Circa 250 studenti e dottorandi parteciperanno a 5 scuole estive organizzate nel 2023.
  • 18 programmi e corsi congiunti per offrire opportunità di apprendimento uniche agli studenti.
  • 1.397 studenti, ricercatori e pubblico hanno partecipato a una dozzina di seminari tematici e conferenze pubbliche organizzate nel 2021 e nel 2022.
  • 5 strumenti di finanziamento e progetti di mobilità per promuovere la ricerca e l'innovazione interdisciplinare e sostenere i ricercatori in fase iniziale.
  • 24 progetti finanziati dal Circle U. seed-funding scheme nel 2021 e nel 2022 per stimolare iniziative dal basso.
  • 10 policy papers che si concentrano su diversi argomenti, tra cui l'istruzione sostenibile, la diversità, la sostenibilità e la qualità.

Informazioni

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scatta laSarà aperto ancora per pochi giorni Scatta! La tua maturità”, il concorso fotografico di Matricolandosi aperto a studentesse e studenti del 5° anno delle scuole superiori che si immatricoleranno all’Università di Pisa nell’anno accademico 2023/2024.

Il tema del contest è l’esperienza della maturità nei suoi vari aspetti: le sensazioni, i luoghi, le persone che più la hanno caratterizzata. Le foto più rappresentative saranno selezionate da una giuria ed esposte in una mostra, mentre i primi tre classificati riceveranno premi da 700, 500 e 300 euro ciascuno.

Per partecipare al concorso occorre inviare entro le ore 18.00 del 10 luglio un massimo di tre fotografie via mail all'indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., seguendo le indicazioni presenti nel Regolamento del concorso.

Tutte le foto, anche quelle non premiate, potranno essere utilizzate dall'Università di Pisa per i propri fini istituzionali e promozionali. Informazioni disponibili sul sito https://matricolandosi.unipi.it/.

Sarà aperto ancora per pochi giorni “Scatta! La tua maturità”, il concorso fotografico di Matricolandosi aperto a studentesse e studenti del 5° anno delle scuole superiori che si immatricoleranno all’Università di Pisa nell’anno accademico 2023/2024.
Il tema del contest è l’esperienza della maturità nei suoi vari aspetti: le sensazioni, i luoghi, le persone che più la hanno caratterizzata. Le foto più rappresentative saranno selezionate da una giuria ed esposte in una mostra, mentre i primi tre classificati riceveranno premi da 700, 500 e 300 euro ciascuno.
Per partecipare al concorso occorre inviare entro le ore 18.00 del 10 luglio un massimo di tre fotografie via mail all'indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., seguendo le indicazioni presenti nel regolamento del concorso.
Tutte le foto, anche quelle non premiate, potranno essere utilizzate dall'Università di Pisa per i propri fini istituzionali e promozionali.
Tutte le informazioni sono disponibili sul sito https://matricolandosi.unipi.it/.

Pubblichiamo di seguito la mozione a sostegno del Toscana Pride approvata dal Comitato Unico di Garanzia dell'Ateneo pisano nella seduta del 27 giugno scorso.

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299428236_742053323837006_964191715815282649_n.jpgll Comitato Unico di Garanzia (CUG) dell’Università di Pisa, nell'esercizio della sua funzione di promozione culturale, interna ed esterna all'Università, e di potenziamento dei diritti attraverso la diffusione di una riflessione scientificamente fondata sulle discriminazioni e le politiche per contrastarle, in data 27 giugno 2023 ha approvato una mozione di sostegno al documento politico del Toscana Pride 2023. Il sostegno deliberato dall’organo si riferisce, in particolare, ai punti 2 - 3 - 4 e 5 “Educazione alle differenze”, "Salute, prevenzione e benessere e “Autodeterminazione”. Con questa mozione l’organo conferma il suo impegno istituzionale e politico in linea con la Strategia europea per la parità di genere 2020-2025 e, in particolare, con la Strategia per luguaglianza delle persone LGBTIQ 2020-2025 - nel convincimento che alla base di una società prospera dal punto di vista sia culturale che sociale oltre che economico, siano i valori della pluralità e della diversità.

In riferimento al punto 2 Il contrasto alle discriminazioni e diritti umani, l’Università di Pisa, i cui valori fondanti sono la lotta alle discriminazioni e la tutela dei diritti umani, pone al centro della sua azione il rispetto della dignità e la valorizzazione della persona promuovendo altresì azioni che favoriscano il superamento di ogni tipo di discriminazione, sia diretta che indiretta, comprese le molestie e le molestie sessuali attraverso importanti interventi come lo Sportello interuniversitario pisano contro la violenza di genere istituito assieme ai CUG della Scuola Superiore Sant’Anna e della Scuola Normale Superiore e in collaborazione con la Casa della Donna di Pisa.

Il CUG ha elaborato un'articolata pianificazione strategica per leguaglianza di genere attraverso il Piano di Azioni Positive e il Gender Equality Plan con i quali ha individuato una serie di obiettivi volti alla costruzione di un ambiente di lavoro improntato alla cultura del rispetto e alla valorizzazione delle differenze.

Il sostegno del CUG riguarda, come detto, anche il punto 3, Educazione alle differenze. E' nostra convinzione infatti che appartenga pienamente alle Università, sia nell'ambito della Terza missione, sia all'interno delle stesse, primarie, funzioni pedagogiche e di ricerca, il compito di potenziare percorsi educativi di valorizzazione delle differenze, sia nel contesto universitario sia in quello scolastico, con il quale l'Università costantemente collabora, contribuendo alla necessaria opera di decostruzione di tutte le forme di discriminazione sessista e/o fondata sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere. Rispetto al punto 4, Salute, prevenzione e benessere, il CUG dà assoluta centralità alle questioni connesse al benessere psico-fisico ritenendo che il benessere sul luogo di lavoro non possa raggiungersi laddove si verificano pratiche discriminatorie. In tale direzione si sono collocati momenti di formazione e politiche di supporto.

Per quanto riguarda infine il punto 5, relativo all’autodeterminazione, il Comitato si è impegnato in questo contesto attraverso azioni positive, quali, ad esempio, l'attivazione della carriera alias per le persone che vogliono operare una transizione garantendo il pieno riconoscimento dell'identità di elezione.

La mozione approvata si colloca quindi nel solco delle attività fino ad ora realizzate dall'organo e rappresenta la volontà di continuare a promuovere il rispetto dei diritti delle persone LGBTQI+ e contrastare l’omofobia e la transfobia.

On Monday 26th June, during the Converging Skills event held at the University of Pisa, the birth of Start Attractor was announced. A meeting point between research and industry that aims to make the University of Pisa a development engine for the local and national territory. “Start Attractor will not be a simple start-up incubator”, explained Rector Riccardo Zucchi to the audience of entrepreneurs and financiers, researchers and founders of start-ups, at the opening of the meeting which took place at “La Sapienza” university building in Pisa. “, For entrepreneurs it will be a way of accessing all that the University can offer them, facilitating research, continuous teaching, recruitment and support for embracing new technologies”.

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All this is part of a broader strategy of the University of Pisa, the four E strategy: educate, experiment, execute and exit. “While the first two phases are traditional for the university, the last two will take place thanks to Start Attractor,” continues Deputy Vice-Rector Giuseppe Iannaccone. “Start Attractor will select the most innovative young companies, it will promote their growth through mentoring and recruiting and bring them to full development. At the same time, it will promote networking with investors and large companies, helping them to innovate'.

Start Attractor will be one of a kind in Italy to have a board of international advisors, four to six renowned experts, who will assess and promote the most promising projects. There will not be physical headquarters for companies, but it will provide high value-added managerial, financial and technological services. “The idea, says Corrado Priami, delegate for the valorisation of research and for new entrepreneurial initiatives at the University of Pisa, “is to enhance the excellence of the Pisan area and at the same time attract excellence from all over the world by promoting the qualified employment of young talent and fostering the development of successful young companies”.

The facility will have an estimated running cost of around 1 million euros per year, but the aim is to make it self-sustainable soon, so that partners’ investments can decrease. Start Attractor is scheduled to start up during 2024. “We strongly believe in Start Attractor,” Priami concludes, “but the university cannot do everything on its own. As of now, we are actively looking for partners who believe in the project and want to set out along this path with us.

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The Converging Skills event was held from 26th to 29th June at “La Sapienza” university building in Pisa, open to the public with eighty speakers, all internationally renowned in the world of start-up, finance, industry and scientific research, technology transfer and open innovation.

Grande emozione, questa mattina, nell’Aula Magna Storica del Palazzo della Sapienza dove, alla presenza del rettore dell’Università di Pisa, Riccardo Zucchi, sono state discusse le prime sette tesi del Corso di Laurea Magistrale in Scienze della Formazione Primaria, nato nel 2018. A laurearsi sono state Letizia Adamo, Valentina Cioffi, Jessica Converti, Elena Fratelli, Chiara Mancini, Maria Vittoria Matteucci e Silvia Mossarello a cui, già a luglio, si uniranno in nomi di altre sei colleghe.

“Questo Corso di Laurea ricopre un’importanza particolare all’interno della nostra offerta didattica: con la sua attivazione cinque anni fa, il nostro Ateneo ha ribadito con forza l’attenzione che pone a tutti i percorsi di formazione degli insegnanti, considerati strategici per la qualità culturale del nostro Paese e per le necessità del territorio, vista la forte richiesta arrivata da diversi Enti per l’attivazione di Scienze della Formazione – ha commentato il rettore, Riccardo Zucchi, che nel 2017, come Direttore del Dipartimento di Patologia Chirurgica, Medica, Molecolare e dell’Area Critica fu tra i firmatari della proposta di attivazione – L'intervento dell’Università di Pisa nel primo segmento dei percorsi formativi delle nuove generazioni è un investimento sul futuro. Faccio, dunque, le mie più vive congratulazioni alle nostre prime dottoresse in Scienze della Formazione Primaria, future maestre, che, sono sicuro, svolgeranno la loro missione in modo egregio, nella speranza, un giorno, di poter accogliere i loro studenti qui nel nostro Ateneo”. 

Partito ufficialmente nell’anno accademico 2018/19, il Corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Scienze della Formazione Primaria è l’unico percorso formativo che permette di ottenere l’abilitazione per l’insegnamento nella scuola dell’infanzia e in quella primaria. Ha un ordinamento uguale in tutta Italia, della durata di cinque anni, ed è ad accesso programmato a livello nazionale, come stabilito dal Ministero dell’Università e della Ricerca.

All’interno di questo quadro normativo, giustamente rigido per una Laurea abilitante, l’Università di Pisa ha sviluppato un progetto formativo che fa leva e valorizza le specifiche competenze di ricerca presenti in Ateneo: pedagogiche, psicologiche, antropologiche e delle didattiche disciplinari, che punta a far conoscere il territorio e i suoi musei (l’Orto Botanico, il Museo di Storia Naturale di Calci e tante altre realtà) e allo stesso tempo cerca di favorire esperienze di confronto con contesti diversi attraverso le esperienze di tirocinio in scuole italiane all’estero. Alcune delle prime laureate hanno fatto nell’estate del 2022 un’esperienza significativa a Lima, in Perù, e, dal prossimo settembre, 13 studenti pisani partiranno per fare esperienze nelle scuole italiane di Atene, Barcellona, Bucarest e Madrid all’interno del progetto Erasmus.

“La nostra laurea magistrale in Scienze della Formazione Primaria è nata fin dall’inizio con dei princìpi formativi e delle caratteristiche che, a suo modo, la rendono molto particolare nel panorama italiano – ha commentato Pietro Di Martino, presidente del Corso di Laurea e proponente 6 anni fa della sua attivazione presso il nostro Ateneo – Questo grazie all’attenzione che abbiamo voluto dare a tematiche che consideriamo cruciali per il bagaglio formativo dei futuri insegnanti. Penso ai temi dell’inclusione, della multiculturalità, agli strumenti propri delle didattiche disciplinari; al rapporto strettissimo con le scuole del territorio consolidato da incontri regolari nell’anno per progettare e migliorare i tirocini curricolari. Oltre all’attenzione alla sostenibilità del Corso di Laurea e alla sua natura fortemente laboratoriale, dove la teoria è sostenuta dalla pratica del progettare e del fare.”

Il Corso di Laurea interdipartimentale, incardinato al Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere (referente per il Corso) con il concorso dei Dipartimenti di Matematica e di Patologia Chirurgica, Medica, Molecolare e dell’Area Critica, ha riscosso una attenzione crescente in questi anni e radicato la sua presenza sul territorio, sviluppando accordi formali e un dialogo continuo con gli Istituti Comprensivi del territorio: sono più di 150 le scuole toscane e della provincia di La Spezia convenzionate.

“Oggi è un giorno di festa e per me, che quasi 6 anni, fa proposi l’attivazione di questo Corso, particolarmente emozionante – ha concluso Di Martino – credo che dopo 5 anni si possa affermare che Scienze della Formazione Primaria sia riuscita a rispondere ad una richiesta forte del territorio, strutturandosi, anche tramite il dialogo con gli studenti e con le scuole, in un progetto formativo lungo (dura 5 anni), complesso (nella programmazione didattica sono coinvolti ben 11 dipartimenti) e affascinante. Anche io, come il Rettore, sono convinto che queste neo-dottoresse, che meritano il nostro plauso per essersi laureate perfettamente in pari e che conosco bene dopo 5 anni di percorso, faranno benissimo come maestre di scuola dell’infanzia e primaria: credo e spero che in questo futuro e così delicato impegno professionale porteranno molto di ciò che l’Università di Pisa ha dato loro”.

Il professor Emanuele Neri, Presidente della Scuola di Medicina dell’Università di Pisa e Direttore della UO Radiodiagnostica 1 Universitaria della AOUP, è stato eletto nel Board della Società Europea di Radiologia (ESR), massimo organo di governance della società. Nelle elezioni, che si sono svolte dal 29 Maggio al 5 Giugno, su tre candidati per la posizione di Direttore del Dipartimento Sicurezza, Qualità e Standards in Radiologia, il Prof. Neri ha prevalso con 1705 voti, espressione di un ampio consenso.


La Società Europea di Radiologia (fondata nel 2005) è la più grande società scientifica radiologica, con oltre 130.000 soci sparsi in tutto il mondo, e sede a Vienna. La Società è una organizzazione no-profit, di cui fanno parte medici radiologi, medici nucleari, tecnici sanitari di radiologia medica e fisici medici, ed è supportata da 47 società scientifiche europee e 55 non europee, e 15 società scientifiche di sotto-specialità (tra cui imaging oncologico, radiologia interventistica, radiologia addominale, ecc.).


Nel ruolo di Direttore del Dipartimento il professor Neri sarà a capo di 5 gruppi di lavoro dedicati rispettivamente agli standards nell’imaging, la sanità digitale, l’ecografia, l’appropriatezza, e la qualità e sicurezza in risonanza magnetica.
Nella lunga storia della Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica (fondata nel 1913), Emanuele Neri è oggi il quinto medico radiologo che entra a far parte del Board della società europea.

Grande emozione, questa mattina, nell’Aula Magna Storica del Palazzo della Sapienza dove, alla presenza del rettore dell’Università di Pisa, Riccardo Zucchi, sono state discusse le prime sette tesi del Corso di Laurea Magistrale in Scienze della Formazione Primaria, nato nel 2018. A laurearsi sono state Letizia Adamo, Valentina Cioffi, Jessica Converti, Elena Fratelli, Chiara Mancini, Maria Vittoria Matteucci e Silvia Mossarello a cui, già a luglio, si uniranno in nomi di altre sei colleghe.

“Questo Corso di Laurea ricopre un’importanza particolare all’interno della nostra offerta didattica: con la sua attivazione cinque anni fa, il nostro Ateneo ha ribadito con forza l’attenzione che pone a tutti i percorsi di formazione degli insegnanti, considerati strategici per la qualità culturale del nostro Paese e per le necessità del territorio, vista la forte richiesta arrivata da diversi Enti per l’attivazione di Scienze della Formazione – ha commentato il rettore, Riccardo Zucchi, che nel 2017, come Direttore del Dipartimento di Patologia Chirurgica, Medica, Molecolare e dell’Area Critica fu tra i firmatari della proposta di attivazione – L'intervento dell’Università di Pisa nel primo segmento dei percorsi formativi delle nuove generazioni è un investimento sul futuro. Faccio, dunque, le mie più vive congratulazioni alle nostre prime dottoresse in Scienze della Formazione Primaria, future maestre, che, sono sicuro, svolgeranno la loro missione in modo egregio, nella speranza, un giorno, di poter accogliere i loro studenti qui nel nostro Ateneo”.

Zucchi 2 bassa

Il rettore dell'Univerisità di Pisa apre la prima sessione di laurea in Scienze della Formazione Primaria

 

Partito ufficialmente nell’anno accademico 2018/19, il Corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Scienze della Formazione Primaria è l’unico percorso formativo che permette di ottenere l’abilitazione per l’insegnamento nella scuola dell’infanzia e in quella primaria. Ha un ordinamento uguale in tutta Italia, della durata di cinque anni, ed è ad accesso programmato a livello nazionale, come stabilito dal Ministero dell’Università e della Ricerca.

All’interno di questo quadro normativo, giustamente rigido per una Laurea abilitante, l’Università di Pisa ha sviluppato un progetto formativo che fa leva e valorizza le specifiche competenze di ricerca presenti in Ateneo: pedagogiche, psicologiche, antropologiche e delle didattiche disciplinari, che punta a far conoscere il territorio e i suoi musei (l’Orto Botanico, il Museo di Storia Naturale di Calci e tante altre realtà) e allo stesso tempo cerca di favorire esperienze di confronto con contesti diversi attraverso le esperienze di tirocinio in scuole italiane all’estero. Alcune delle prime laureate hanno fatto nell’estate del 2022 un’esperienza significativa a Lima, in Perù, e, dal prossimo settembre, 13 studenti pisani partiranno per fare esperienze nelle scuole italiane di Atene, Barcellona, Bucarest e Madrid all’interno del progetto Erasmus.

“La nostra laurea magistrale in Scienze della Formazione Primaria è nata fin dall’inizio con dei princìpi formativi e delle caratteristiche che, a suo modo, la rendono molto particolare nel panorama italiano – ha commentato Pietro Di Martino, presidente del Corso di Laurea e proponente 6 anni fa della sua attivazione presso il nostro Ateneo – Questo grazie all’attenzione che abbiamo voluto dare a tematiche che consideriamo cruciali per il bagaglio formativo dei futuri insegnanti. Penso ai temi dell’inclusione, della multiculturalità, agli strumenti propri delle didattiche disciplinari; al rapporto strettissimo con le scuole del territorio consolidato da incontri regolari nell’anno per progettare e migliorare i tirocini curricolari. Oltre all’attenzione alla sostenibilità del Corso di Laurea e alla sua natura fortemente laboratoriale, dove la teoria è sostenuta dalla pratica del progettare e del fare.”

Letizia Adamo Prima laureata 3

Letizia Adamo è la prima laureata in Scienze della Formazione Primaria dell'Università di Pisa

 

Il Corso di Laurea interdipartimentale, incardinato al Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere (referente per il Corso) con il concorso dei Dipartimenti di Matematica e di Patologia Chirurgica, Medica, Molecolare e dell’Area Critica, ha riscosso una attenzione crescente in questi anni e radicato la sua presenza sul territorio, sviluppando accordi formali e un dialogo continuo con gli Istituti Comprensivi del territorio: sono più di 150 le scuole toscane e della provincia di La Spezia convenzionate.

“Oggi è un giorno di festa e per me, che quasi 6 anni, fa proposi l’attivazione di questo Corso, particolarmente emozionante – ha concluso Di Martino – credo che dopo 5 anni si possa affermare che Scienze della Formazione Primaria sia riuscita a rispondere ad una richiesta forte del territorio, strutturandosi, anche tramite il dialogo con gli studenti e con le scuole, in un progetto formativo lungo (dura 5 anni), complesso (nella programmazione didattica sono coinvolti ben 11 dipartimenti) e affascinante. Anche io, come il Rettore, sono convinto che queste neo-dottoresse, che meritano il nostro plauso per essersi laureate perfettamente in pari e che conosco bene dopo 5 anni di percorso, faranno benissimo come maestre di scuola dell’infanzia e primaria: credo e spero che in questo futuro e così delicato impegno professionale porteranno molto di ciò che l’Università di Pisa ha dato loro”.

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