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Rizzo_Caterina_2.JPGLe infezioni virus respiratorio sinciziale (RSV) sono una delle principali cause di bronchiolite e di polmonite nei bambini sotto i 5 anni. Uno studio pubblicato su The Lancet Respiratory Medicine, una delle più prestigiose riviste scientifiche internazionali del settore, ha valutato l’impatto sociale di questa patologia su famiglie e servizi sanitari in 5 paesi europei: Italia, Belgio, Paesi Bassi, Spagna e Regno Unito. La ricerca, a cui ha partecipato l’Università di Pisa, è durata dal 2021 al 2023 e ha coinvolto oltre 3.400 bambini.

Dai dati è emerso che quasi un terzo (32,9%) delle infezioni respiratorie acute nei bambini in età prescolare è associato all’RSV. La durata media della malattia è di circa 12 giorni, con oltre il 45% dei genitori che ha dovuto assentarsi dal lavoro e il 70% dei bambini che ha perso giorni di scuola o asilo. I risultati evidenziano inoltre notevoli differenze tra i paesi coinvolti nello studio in termini di approcci terapeutici, di utilizzo delle risorse sanitarie e di impatto sociale.

Il focus sull’Italia rivela che il tasso di positività all’RSV nei bambini è stato del 42,6%, il più alto tra i paesi partecipanti. I bambini RSV-positivi in Italia sono stati sottoposti in media a 3 visite in assistenza primaria, dato che ci mette al pari della Spagna contro le 1,4 dei Paesi Bassi. La durata media della malattia è stata di 11,7 giorni, poco al di sotto della media generale. Il 76,8% dei bambini italiani RSV-positivi ha ricevuto farmaci, con broncodilatatori e antibiotici tra i più prescritti, mentre in paesi come il Regno Unito il ricorso alle medicine è stato più limitato. In linea con il dato generale, il 45,7% dei genitori italiani si è dovuto assentare da lavoro con una media di 4,1 giorni persi, dato che ci equipara al Belgio contro invece 1,3 giorni della Spagna.

“I risultati mettono in luce la necessità di migliorare la prevenzione per alleviare il carico sulle famiglie e sui sistemi sanitari, soprattutto nel periodo invernale in cui il virus circola di più - sottolinea la professoressa Caterina Rizzo (foto), ordinaria di Igiene e Medicina Preventiva all’Università di Pisa, fra gli autori del lavoro – negli ultimi anni sono stati approvati in Europa nuovi strumenti preventivi contro l’RSV, tra cui un nuovo anticorpo monoclonale che permette di immunizzare i neonati ed un vaccino da somministrare durante la gravidanza, si tratta di  misure che possono avere un impatto positivo non solo sulla salute dei bambini, ma anche sull’organizzazione complessiva delle cure primarie”.

Caterina Rizzo, docente del dipartimento di Ricerca Traslazionale e delle Nuove Tecnologie in Medicina e Chirurgia dell’Ateneo pisano, e il suo gruppo sono un punto di riferimento nel campo della sorveglianza e prevenzione delle malattie infettive emergenti e riemergenti con particolare riferimento alle malattie respiratorie acute. Rizzo ha coordinato per più di dieci anni il sistema integrato di Sorveglianza delle sindromi simil influenzali in Italia presso l’Istituto Superiore di Sanità e fa parte del Gruppo consultivo tecnico nazionale per l'immunizzazione (NITAG).

La ricerca pubblicata su The Lancet Respiratory Medicine è stata finanziata da Sanofi e AstraZeneca attraverso il National Institute for Public Health and the Environment, Paesi Bassi.

 

 

L’Università di Pisa partner dello studio pubblicato sulla rivista The Lancet Respiratory Medicine

Pisa, 28 gennaio 2025 - Le infezioni virus respiratorio sinciziale (RSV) sono una delle principali cause di bronchiolite e di polmonite nei bambini sotto i 5 anni. Uno studio pubblicato su The Lancet Respiratory Medicine, una delle più prestigiose riviste scientifiche internazionali del settore, ha valutato l’impatto sociale di questa patologia su famiglie e servizi sanitari in 5 paesi europei: Italia, Belgio, Paesi Bassi, Spagna e Regno Unito. La ricerca, a cui ha partecipato l’Università di Pisa, è durata dal 2021 al 2023 e ha coinvolto oltre 3.400 bambini.

Dai dati è emerso che quasi un terzo (32,9%) delle infezioni respiratorie acute nei bambini in età prescolare è associato all’RSV. La durata media della malattia è di circa 12 giorni, con oltre il 45% dei genitori che ha dovuto assentarsi dal lavoro e il 70% dei bambini che ha perso giorni di scuola o asilo. I risultati evidenziano inoltre notevoli differenze tra i paesi coinvolti nello studio in termini di approcci terapeutici, di utilizzo delle risorse sanitarie e di impatto sociale.

Il focus sull’Italia rivela che il tasso di positività all’RSV nei bambini è stato del 42,6%, il più alto tra i paesi partecipanti. I bambini RSV-positivi in Italia sono stati sottoposti in media a 3 visite in assistenza primaria, dato che ci mette al pari della Spagna contro le 1,4 dei Paesi Bassi. La durata media della malattia è stata di 11,7 giorni, poco al di sotto della media generale. Il 76,8% dei bambini italiani RSV-positivi ha ricevuto farmaci, con broncodilatatori e antibiotici tra i più prescritti, mentre in paesi come il Regno Unito il ricorso alle medicine è stato più limitato. In linea con il dato generale, il 45,7% dei genitori italiani si è dovuto assentare da lavoro con una media di 4,1 giorni persi, dato che ci equipara al Belgio contro invece 1,3 giorni della Spagna.

“I risultati mettono in luce la necessità di migliorare la prevenzione per alleviare il carico sulle famiglie e sui sistemi sanitari, soprattutto nel periodo invernale in cui il virus circola di più - sottolinea la professoressa Caterina Rizzo, ordinaria di Igiene e Medicina Preventiva all’Università di Pisa – negli ultimi anni sono stati approvati in Europa nuovi strumenti preventivi contro l’RSV, tra cui un nuovo anticorpo monoclonale che permette di immunizzare i neonati ed un vaccino da somministrare durante la gravidanza, si tratta di  misure che possono avere un impatto positivo non solo sulla salute dei bambini, ma anche sull’organizzazione complessiva delle cure primarie”.

Caterina Rizzo, docente del dipartimento di Ricerca Traslazionale e delle Nuove Tecnologie in Medicina e Chirurgia dell’Ateneo pisano, e il suo gruppo sono un punto di riferimento nel campo della sorveglianza e prevenzione delle malattie infettive emergenti e riemergenti con particolare riferimento alle malattie respiratorie acute. Rizzo ha coordinato per più di dieci anni il sistema integrato di Sorveglianza delle sindromi simil influenzali in Italia presso l’Istituto Superiore di Sanità e fa parte del Gruppo consultivo tecnico nazionale per l'immunizzazione (NITAG).

La ricerca pubblicata su The Lancet Respiratory Medicine è stata finanziata da Sanofi e AstraZeneca attraverso il National Institute for Public Health and the Environment, Paesi Bassi.

Link all’articolo scientifico:

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/39799949/

Schermata 2025-01-27 alle 17.23.19.pngIl Polo della Memoria di San Rossore 1938, dell’Università di Pisa, ha ospitato questa mattina la seduta solenne del Consiglio regionale della Toscana in occasione del Giorno della Memoria. La seduta si è aperta con i saluti del Rettore dell’Università di Pisa, Riccardo Zucchi (foto), ai quali sono seguiti gli interventi del presidente Antonio Mazzeo, del giornalista Gad Lerner, al quale è stata consegnata in dono una statuina raffigurante il Pegaso alato, simbolo della Regione, e del presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani.

In sala, oltre a molti consiglieri e assessori regionali, erano presenti il sindaco di Pisa, Michele Conti, alcuni consiglieri e assessori del Comune di Pisa, il Prefetto di Pisa Maria Luisa D’Alessandro, il presidente comunità ebraica di Pisa Andrea Gottfried, l’Arcivescovo della città Giovanni Paolo Benotto, il presidente della Provincia di Pisa Massimiliano Angori, il presidente provinciale Anpi Pisa Bruno Possenti, e molti sindaci della provincia di Pisa e tre classi delle scuole medie inferiori in rappresentanza dell’Istituto comprensivo Fucini, una classe della scuola medie inferiori Fucini di Pisa, una dell’Istituto comprensivo Galilei di Pisa e una della scuola media Castagnolo di San Piero a Grado.

 “Sono onorato – ha detto Zucchi - di poter accogliere in una nostra struttura il Consiglio regionale della Toscana e ringrazio tutti, dal presidente Mazzeo al presidente della Giunta Giani, per avere scelto questa sede che porta il nome di Polo della Memoria, grazie all’iniziativa virtuosa del mio predecessore, il professor Paolo Mancarella, un riferimento al triste evento delle leggi razziali. La memoria è un dato fondamentale, io vengo dall’area medica e biologica e non esistono funzioni cognitive e coscienza senza memoria”.

“Possiamo anche dire – ha aggiunto – che senza memoria storica a livello della società non esiste coscienza sociale. Una coscienza della società e dei suoi valori e dei suoi impegni per il futuro, non può prescindere dalla memoria così come il nostro cervello non può prescindere dalla memoria per valutare il mondo circostante. Se passiamo poi a considerare una tragedia immane quale la Shoah la cosa ha un ulteriore significato, sia specifico, legato proprio al popolo ebraico, sia secondo me più generale, legato all’umanità intera e al nostro tempo

Sentinels that monitor air quality and purify it of heavy metals are lichens, symbiotic organisms composed of at least two different partners that benefit from each other, in this case a fungus and an alga. In the Botanical Garden of the University of Pisa, just a stone’s throw from the Leaning Tower, a team of researchers from the University of Pisa found an unusual concentration of these organisms, up to 57 ‘epiphytic’ lichens, i.e. lichens that grow on the bark of trees, and a non-lichenised fungus. Among them there are rare and endangered species, some of which were found for the first time in Tuscany, while the widespread presence of nitrogen-tolerant lichens is probably linked to urban environmental conditions.

The study by the University of Pisa, in collaboration with the Slovak Academy of Sciences, published in the journal Italian Botanist, is the result of a three-year degree thesis in Natural and Environmental Sciences written by the student Giorgia Spagli, under the supervision of Professors Luca Paoli and Lorenzo Peruzzi, botanists of the Department of Biology, in collaboration with Marco D’Antraccoli and Francesco Roma-Marzio, Curator of the Botanical Garden and the Herbarium of the Botanical Museum, respectively.

 

4.Individuo di Ginkgo biloba vistosamente colonizzato alla base del tronco da Diploicia canescens.jpg

Ginkgo biloba at the Botanic Garden of the University of Pisa

“A recent study estimated that in protected areas in Italy there are about 59 species of epiphytic lichens per 1 km², whereas in our case, in an urban context and in an area of only 0.02 km², there are 57,” says Peruzzi. “Botanical gardens in urban centres are in fact green islands that offer shelter to various animals and plants, including lichens, which appear spontaneously thanks to the diversity of microhabitats present and the richness of tree species”.

“Lichens are among the first colonisers of habitats even if they often go unnoticed,” continues Paoli, “and yet the role they play is very important: they are organisms that can be used, among other things, as biomonitors, a cheap solution that can complement traditional monitoring stations to assess air quality and ecosystems in general”.

In particular, among the species found, Arthopyrenia platypyrenia and Coenogonium tavaresianum are new reports for Tuscany. Arthopyrenia platypyrenia is a very small non-lichenised fungus, little known and rarely reported in Europe. In Italy, this species was previously found only in Calabria. In the Botanical Garden it grows on the bark of a specimen of Pittosporum (Pittosporum tobira). Coenogonium tavaresianum, typically found in the humid forests of the Tyrrhenian coast, is an endangered species, but in the Botanical Garden it grows abundantly on the bark of a specimen of California cedar (Calocedrus decurrens). Lecania cyrtellina, finally, is only recorded in the Botanical Garden for the area of Tuscany, where it grows on the bark of an old Chilean palm specimen (Jubaea chilensis).

 

 

 

 

The first ever colonoscopic bio-implant able to recreate the intestinal mucosa and submucosa and avoid surgical removal of the colon and rectum in patients with ulcerative colitis and familial adenomatous polyposis. The revolutionary device will be realised over the next four years thanks to Tentacle, a European project starting in January 2025 that includes the E. Piaggio Research Centre of the University of Pisa.

Colorectal diseases are common worldwide and currently affect about 2.2 million people in Europe. They include ulcerative colitis and familial adenomatous polyposis. People affected by these diseases often undergo a proctocolectomy, a very invasive surgical procedure that involves the removal of the end of the colon and rectum and has a serious impact on quality of life.

To remedy this scenario, the TENTACLE project aims to develop an innovative and customised strategy to replace proctocolectomy with the regeneration of mucous and submucous tissue.

 

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University of Pisa's Team

“The colonoscopic bioprinter that we intend to design and build,” explains Professor Giovanni Vozzi of the University of Pisa, “will be able to operate directly inside the intestine through a minimally invasive procedure. The device will be enhanced by an artificial intelligence system that will monitor the print quality and adapt the procedure to the needs of the individual patient. TENTACLE will also develop cutting-edge biomaterials with advanced properties, such as the ability to change shape over time to mimic intestinal morphology and to release antibiotic and antibacterial agents in a controlled and gradual manner”.

TENTACLE is financed by the European Union under the HORIZON Health 2024 research and innovation programme. The planned funding is just under €8 million (€7555750), of which approximately one million will be allocated to the E. Piaggio Research Centre of the University of Pisa.

The project consortium consists of ten academic and industrial partners. The University of Pisa is joined by the University of Würzburg (Germany) as project coordinator, the University of Ghent (Belgium), the University of Turin and the Politecnico di Torino. In addition, there are four industrial partners, supported by the Istituto Superiore di Sanità Italiano, which will provide the consortium with the experience and expertise needed to translate the results into cutting-edge products close to patients and the market: ADBioink (Turkey), ThioMatrix (Austria), BeWarrant (Belgium), Scinus Cell Expansion Netherland B.V. (Netherlands).

 

Da martedì 28 gennaio a venerdì 31 gennaio presso il Polo Congressuale Le Benedettine si terrà il primo workshop internazionale dal titolo "Water & Gender". L'evento è organizzato dal Dipartimento di Scienze della Terra e dal Comitato Unico di Garanzia dell'Università di Pisa in collaborazione con il World Water Assesment Programme dell'UNESCO (UNESCO-WWAP) con il supporto tecnico scientifico dell’Ufficio per l’Eguaglianza e le Differenze di Ateneo, e riunirà scienziati/e, figure politiche e professionisti/e per esplorare le barriere all’uguaglianza di genere nel settore idrico e sviluppare soluzioni concrete.

Nonostante le importanti iniziative politiche internazionali che promuovono l’uguaglianza di genere nell’ambito delle risorse idriche, le donne sono ancora sotto-rappresentate nei processi decisionali a tutti i livelli, dagli organi di gestione delle acque nazionali e transfrontaliere, alle utilities locali. Questa disparità contribuisce a un accesso diseguale alle risorse idriche e a dinamiche di potere sbilanciate, in particolare nei paesi a basso e medio reddito, ma anche nei paesi ad alto reddito.

Per questo motivo, il workshop mira a promuovere un approccio più inclusivo alla gestione delle risorse idriche, dando priorità all’uguaglianza di genere e all’empowerment delle donne. L’incontro si inserisce negli impegni assunti durante la Conferenza delle Nazioni Unite sull’Acqua del 2023 e nel quadro dell’appello globale all’azione lanciato da UNESCO e da una coalizione di stakeholder promossa da UNESCO-WWAP nel 2021 (Multi-stakeholder Coalition to accelerate gender equality in the water domain), con l’obiettivo di raggiungere la parità di genere entro il 2030.

Il rapporto mondiale sullo sviluppo delle risorse idriche del 2026 affronterà l'intersezione tra la gestione delle risorse idriche e l'uguaglianza di genere, sottolineando la necessità di un’azione decisiva per colmare il divario di genere nel settore dell’acqua. L’evento offrirà quindi un’opportunità unica di scambio di conoscenze e di discussioni significative per superare le attuali barriere e promuovere una partecipazione equa nel settore idrico.

Info e Contatti:
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 
https://waterandgender25.dst.unipi.it/ 

Venerdì, 24 Gennaio 2025 09:39

Biosentinelle a due passi dalla Torre pendente

Sentinelle che monitorano la qualità dell’aria, purificandola dai metalli pesanti, sono i licheni, organismi simbiotici composti da almeno due partner diversi che traggono vantaggio l'uno dall'altro, in questo caso un fungo e un’alga. Nell’Orto Botanico dell’Università di Pisa, a due passi dalla Torre pendente, un gruppo di ricerca dell’Università di Pisa ha trovato una concentrazione inusuale di questi organismi, ben 57 licheni “epifiti”, che crescono cioè sulla corteccia degli alberi, più un fungo non-lichenizzato. Fra essi, ci sono anche specie rare e a rischio estinzione, alcune delle quali rinvenute per la prima volta in Toscana, mentre la presenza diffusa di licheni tolleranti all’azoto è probabilmente associata alle condizioni ambientali urbane.

Lo studio dell’Ateneo di Pisa, in collaborazione con l’Accademia delle Scienze Slovacca, è stato pubblicato sulla rivista Italian Botanist ed è partito da una tesi di laurea triennale in Scienze Naturali e Ambientali condotta da Giorgia Spagli, con la supervisione dei professori Luca Paoli e Lorenzo Peruzzi, botanici del Dipartimento di Biologia, e la collaborazione di Marco D’Antraccoli e Francesco Roma-Marzio, rispettivamente curatore dell’Orto Botanico e curatore dell’Erbario del Museo Botanico.

“In un recente studio è stato calcolato che nelle aree protette italiane ci si possono attendere circa 59 specie di licheni epifiti per km², mentre nel nostro caso, in contesto urbano e su una superficie di soli 0,02 km², ne sono state censite ben 57 - racconta Peruzzi - I giardini botanici nei centri urbani sono infatti isole verdi che offrono rifugio a diversi organismi animali e vegetali, compresi i licheni, che compaiono spontaneamente grazie alla diversità di micro habitat presenti e alla ricchezza di specie arboree”.

4.Individuo di Ginkgo biloba vistosamente colonizzato alla base del tronco da Diploicia canescens.jpg

Ginkgo biloba dell'Orto botanico di Pisa vistosamente colonizzato alla base del tronco da Diploicia canescens

 

“I licheni sono fra i primi colonizzatori degli habitat anche se spesso passano inosservati – aggiunge Paoli – e tuttavia il ruolo che rivestono è molto importante: si tratta di organismi che possono fra l’altro essere utilizzati come biomonitor, una soluzione economica che può integrare le tradizionali centraline di rilevamento per valutare la qualità dell’aria e degli ecosistemi in generale”.

Fra le specie trovate, Arthopyrenia platypyrenia e Coenogonium tavaresianum sono nuove segnalazioni per la Toscana. Il primo è un fungo non-lichenizzato di ridottissime dimensioni, poco noto e poco segnalato a livello europeo, in Italia questa specie era nota sinora solo in Calabria. A Pisa cresce sulla scorza di un esemplare di pittosporo (Pittosporum tobira). Coenogonium tavaresianum colonizza tipicamente boschi umidi della costa tirrenica, è una specie a rischio di estinzione, ma nell'Orto Botanico cresce abbondantemente sulla scorza di un esemplare di cedro della California (Calocedrus decurrens). Lecania cyrtellina, infine, è segnalato per la Toscana solo nell'Orto Botanico di Pisa, dove cresce sulla scorza di un vetusto esemplare di palma del Cile (Jubaea chilensis).

 

 

Lo studio pubblicato sulla rivista Italian Botanist rivela una insolita concentrazione di questi organismi su una superficie ridotta, fra cui specie rare e a rischio estinzione

Sentinelle che monitorano la qualità dell’aria, purificandola dai metalli pesanti, sono i licheni, organismi simbiotici composti da almeno due partner diversi che traggono vantaggio l'uno dall'altro, in questo caso un fungo e un’alga. Nell’Orto Botanico dell’Università di Pisa, a due passi dalla Torre pendente, un gruppo di ricerca dell’Università di Pisa ha trovato una concentrazione inusuale di questi organismi, ben 57 licheni “epifiti”, che crescono cioè sulla corteccia degli alberi, più un fungo non-lichenizzato. Fra essi, ci sono anche specie rare e a rischio estinzione, alcune delle quali rinvenute per la prima volta in Toscana, mentre la presenza diffusa di licheni tolleranti all’azoto è probabilmente associata alle condizioni ambientali urbane.

Lo studio dell’Ateneo di Pisa, in collaborazione con l’Accademia delle Scienze Slovacca, è stato pubblicato sulla rivista Italian Botanist ed è partito da una tesi di laurea triennale in Scienze Naturali e Ambientali condotta da Giorgia Spagli, con la supervisione dei professori Luca Paoli e Lorenzo Peruzzi, botanici del Dipartimento di Biologia, e la collaborazione di Marco D’Antraccoli e Francesco Roma-Marzio, rispettivamente curatore dell’Orto Botanico e curatore dell’Erbario del Museo Botanico.

“In un recente studio è stato calcolato che nelle aree protette italiane ci si possono attendere circa 59 specie di licheni epifiti per km², mentre nel nostro caso, in contesto urbano e su una superficie di soli 0,02 km², ne sono state censite ben 57 - racconta Peruzzi - I giardini botanici nei centri urbani sono infatti isole verdi che offrono rifugio a diversi organismi animali e vegetali, compresi i licheni, che compaiono spontaneamente grazie alla diversità di micro habitat presenti e alla ricchezza di specie arboree”.

“I licheni sono fra i primi colonizzatori degli habitat anche se spesso passano inosservati – aggiunge Paoli – e tuttavia il ruolo che rivestono è molto importante: si tratta di organismi che possono fra l’altro essere utilizzati come biomonitor, una soluzione economica che può integrare le tradizionali centraline di rilevamento per valutare la qualità dell’aria e degli ecosistemi in generale”.

Fra le specie trovate, Arthopyrenia platypyrenia e Coenogonium tavaresianum sono nuove segnalazioni per la Toscana. Il primo è un fungo non-lichenizzato di ridottissime dimensioni, poco noto e poco segnalato a livello europeo, in Italia questa specie era nota sinora solo in Calabria. A Pisa cresce sulla scorza di un esemplare di pittosporo (Pittosporum tobira). Coenogonium tavaresianum colonizza tipicamente boschi umidi della costa tirrenica, è una specie a rischio di estinzione, ma nell'Orto Botanico cresce abbondantemente sulla scorza di un esemplare di cedro della California (Calocedrus decurrens). Lecania cyrtellina, infine, è segnalato per la Toscana solo nell'Orto Botanico di Pisa, dove cresce sulla scorza di un vetusto esemplare di palma del Cile (Jubaea chilensis).

Link articolo scientifico

 

“Per il suo straordinario percorso accademico, ricco di tante soddisfazioni e frutto del suo grande impegno e della sua eccezionale forza di volontà”. Queste le parole impresse sulla targa che giovedì 23 gennaio il presidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo ha consegnato a Luca Razzauti, trentasettenne originario di Livorno e affetto dalla nascita dalla Sindrome di Martin Belle, meglio conosciuta come ‘x fragile’, una patologia rara che conferisce tratti autistici con relativa difficoltà comunicative, che nel giugno scorso ha conseguito la sua terza laurea presso l’ateneo pisano. Presenti alla cerimonia, che si è tenuta a palazzo del Pegaso, i membri dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale Marco Casucci, Stefano Scaramelli e Francesco Gazzetti. Sono intervenuti Giacomo Razzauti, padre di Luca e Paolo Maria Mancarella, rettore dell’Università di Pisa fino al 2022 e, in precedenza, delegato del rettore per la disabilità.

Targa Razzauti Copertina

Il presidente Mazzeo si è detto “molto emozionato, fiero e orgoglioso per questo riconoscimento alla determinazione di Luca Razzauti che gli ha permesso di raggiungere traguardi importantissimi”. “E’ un riconoscimento – ha aggiunto – anche a tutte quelle ragazze e a quei ragazzi che, superando i propri limiti, riescono a riscrivere la storia. Come Regione Toscana cerchiamo di fare tutto il possibile perché ogni ragazza e ogni ragazzo possa avere gli stessi diritti e le stesse opportunità. Insieme alle nostre scuole e alle nostre università si stanno costruendo le condizioni perché nessuno resti indietro e ognuno possa perseguire le proprie ambizioni, i propri sogni, fino in fondo. Questo è qualcosa di tremendamente bello”.

Targa Razzauti3

Come ha ricordato Mazzeo, fin dalla nascita Luca ha dovuto fare i conti con una malattia complessa, “che ha fiaccato il suo corpo ma non certo la sua volontà”. Grazie al supporto della famiglia e alla tecnica della Comunicazione Facilitata Alfabetica, che gli ha consentito di esprimersi con la scrittura al computer, ha potuto realizzare le sue pubblicazioni e i suoi successi nel percorso di studi universitari. Dopo essersi diplomato come perito turistico presso l’istituto Buontalenti di Livorno, ha conseguito la sua prima laurea triennale presso l’Università di Pisa nel 2014 in Discipline dello Spettacolo e della Comunicazione, con votazione 110/110 e lode. Nel 2018 arriva la laurea magistrale in Storia e Forme delle Arti Visive e dello Spettacolo, sempre con lode. A completare il suo curriculum, nel giugno 2024, il titolo magistrale in Storia dell’Arte, ancora una volta col massimo dei voti.

Giacomo Razzauti, ha sottolineato come il figlio Luca sia “al quattordicesimo cielo per questo riconoscimento a tutto il suo cammino fino ad oggi, che ancora non si ferma, e che è motivo di orgoglio anche per tutta la famiglia”. “Se lo merita – ha aggiunto – . Da quando è nato, nonostante tutti i problemi che ha avuto, ha sempre dimostrato un impegno incredibile, non si è mai tirato indietro. La mancanza della parola è stata un ostacolo finché nel 2001 non abbiamo conosciuto, grazie ad altre famiglie che avevano lo stesso problema, la tecnica della Comunicazione Facilitata Alfabetica, che lo ha aiutato in tutto il suo percorso scolastico, prima a scuola e poi all’università”. Razzauti ha poi ringraziato il professor Mancarella “che ci sta accompagnando da tanti anni nel percorso universitario”.

targa

“Luca è un modello per tantissimi studenti – ha affermato Mancarella che ha seguito Luca fin dai suoi primi passi nell’ateneo pisano – . Noi l’abbiamo supportato, ma i traguardi raggiunti sono merito suo, della sua tenacia e anche della sua umiltà. E, soprattutto, delle sue grandissime doti, forse un po’ nascoste, ma che ci sono tutte”.

Insieme ai familiari, erano presenti anche Maria Elisa Manzi, una delle insegnanti della scuola elementare Cattaneo di Livorno frequentata da Luca e il professor Sergio Vitali, neuropsichiatra infantile che lo ha seguito dal 2001. Presente anche il consigliere regionale Gianni Anselmi.

Nel 2001 Luca Razzauti ha pubblicato il libro “X fragile. Vita e opinioni di un antieroe” (Felici editori) romanzo di formazione autobiografico, che racconta i limiti e le potenzialità della sua condizione psico-fisica, accompagnato da professionalità lungimiranti, amici straordinari e soprattutto una famiglia affettuosa e non convenzionale.

(Fonte: Ufficio Stampa Consiglio Regionale).

In occasione del Giorno internazionale della memoria l’Università di Pisa organizza una serie di eventi gratuiti aperti al pubblico, fra spettacoli teatrali, reading e presentazioni.

Il Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa e il TeatroInBìLiKo di Cascina, in collaborazione con il Museo Nazionale della Certosa, organizzano per domenica 26 gennaio 2025, alle ore 10.30 e alle ore 15.30, lo spettacolo del TeatroInBìLiKo “L’ultimo Zazou”. Lo spettacolo, tratto dall’autobiografia di Pierre Seel, ha per tema la tragedia dei “triangoli rosa” (i deportati omosessuali), vittime innocenti della società e dello sterminio. La partecipazione è gratuita previa prenotazione obbligatoria da effettuarsi tramite email all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.">tQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Leggi di più.

“Voci dall’Inferno. Dante nelle testimonianze dei sopravvissuti ai Lager” è il titolo del progetto di ricerca che veiene presentato lunedì 27 gennaio alle 16,30 nella Chiesa di Santa Eufrasia del Sistema Bibliotecario di Ateneo dell’Università di Pisa (Via dei Mille, 13, Pisa). Il progetto, nato nel 2018, mira a creare un archivio digitale completo di testimonianze non letterarie, sia scritte che orali, dei sopravvissuti ai campi di concentramento nazisti analizzando la presenza del lessico e delle allusioni dantesche. Leggi di più 

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Crediti: foto di Piotr Zakrzewski da Pixabay

Sempre il 27 gennaio alle 17 alla Scuola Alti Studi IMT (Piazza S.Francesco, 19, Lucca) e alla 18 alla Scuola Superiore Sant’Anna (Piazza Martiri della liberta 33, pisa) sarà proiettato il documentario “Memoria. I sopravvissuti raccontano" (85', 1997), per la regia di Ruggero Gabbai. Il film raccoglie le testimonianze di 93 ebrei italiani sopravvissuti al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau. All’evento, organizzato in collaborazione con l’Ateneo, partecipa il professore Saulle Panizza, direttore del Centro per l’innovazione e la diffusione della cultura (CIDIC) dell’Università di Pisa.

Il 30 gennaio 2025, ore 21.00 al Teatro Nuovo (Piazza della Stazione 16, Pisa) va in scena il reading artistico musicale "La giostra nel cielo", una produzione BINARIO VIVO: testo e regia di Annick Emdin, con Francesco Pelosini e Cecilia Bartoli e il coordinamento di Carlo Scorrano e musiche dal vivo di Erik Satie La giostra del cielo narra la storia vera di Irena Sendler, infermiera polacca che salvò 2500 bambini dall’inferno del ghetto di Varsavia, trascrivendo i loro nomi su dei fogli che nascose con cura dentro a dei barattoli prima di dar loro un nome diverso ed affidarli a famiglie ariane o agli istituti. Lo spettacolo, a cura del CIDIC, è ingresso libero fino ad esaurimento posti. Prenota un biglietto. Leggi di più

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