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Comunicati stampa
Lunedì, 09 Novembre 2015 10:01

Operare con il robot è sicuro?

daVinciLa chirurgia robotica negli ultimi anni si è elevata come una delle massime espressioni della tecnologia applicata alla chirurgia. Oggi è un fenomeno pervasivo, sostenuto da numeri che non sembrano conoscere battute d’arresto: oltre 3 mila sistemi installati finora e 570 mila interventi eseguiti in tutto il mondo nel 2014. Eppure la sicurezza sull’uso del celebre robot da Vinci è stata messa in seria discussione nel 2013 quando negli Stati Uniti sono stati resi noti più di 3 mila casi di danni ai pazienti, accusando l’azienda produttrice del robot di un addestramento dei chirurghi non adeguato. Ma a che punto siamo con la formazione in chirurgia robotica oggi, nell’era della medicina basata sull’evidenza?

Attualmente non esiste un programma di formazione standardizzato – la cui evidenza sia comprovata da studi scientifici - per fornire i principi di base a coloro che si avvicinano alla chirurgia robotica. C’è chi propone di utilizzare i simulatori virtuali, concepiti sulla scia del successo di quelli per i piloti di aerei. Nel mondo ci sono oltre 2 mila simulatori virtuali per chirurgia robotica installati nei vari centri di formazione. Tali sistemi offrono una vasta gamma di esercizi per familiarizzare con la postazione di comando del robot (nota come consolle master), che si avvale di un sistema di visione 3D, un’interfaccia di controllo (tipo joystick) per ciascuna mano, e pedali. Tali esercizi sono stati ideati per sviluppare la coordinazione mani-piedi-occhi (competenze psicomotorie, che costituiscono un cardine per l’utilizzo del robot). Soltanto recentemente sono state sviluppate procedure simulate di interventi chirurgici su realtà aumentata e virtuale, quali ad esempio prostatectomia, isterectomia e nefrectomia.

Attraverso un’analisi critica che ha sviscerato la letteratura scientifica sul tema della valutazione delle prestazioni ai simulatori di chirurgia robotica, l’evidenza sull’utilità di questi ultimi è stata messa a nudo in una review sistematica pubblicata da European Urology, la più autorevole rivista di urologia.

Autore principale della review è l’Ing. Andrea Moglia del centro EndoCAS (centro di eccellenza della chirurgia assistita al calcolatore dell’Università di Pisa fondato dal Prof. Franco Mosca ed attualmente diretto dal Prof. Mauro Ferrari), in collaborazione con il Prof. Alfred Cuschieri della Scuola Sant’Anna di Pisa. Al lavoro hanno partecipato anche l’Ing. Vincenzo Ferrari ed il Dott. Luca Morelli, chirurgo generale della Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana. Presso EndoCAS, unico centro italiano accreditato dall’American College of Surgeons per la formazione in chirurgia attraverso la simulazione, è disponibile l’unico simulatore di chirurgia robotica in Italia della Mimic per le procedure di nefrectomia ed isterectomia basate su realtà aumentata, donato dalla Fondazione Arpa.

Scopo del lavoro era documentare l’efficacia dei simulatori di chirurgia robotica, sottolineando la mancanza di una dimostrazione, in studi ad alto livello di evidenza, del trasferimento positivo delle competenze acquisite coi simulatori alla pratica chirurgica su paziente. Tale dimostrazione è imprescindibile per la stesura di un programma di formazione, chiamato “curriculum”, assimilabile al concetto di patente: un percorso che è necessario superare per dimostrare di possedere un opportuno livello (noto come proficiency) di competenze di natura teorica e tecnica, ripetibile una volta scaduto il periodo di abilitazione. Esistono, soprattutto negli Stati Uniti “curricula” già attivi ed adottati dalle Società Scientifiche per garantire che i chirurghi, soprattutto quando alle prese con metodiche nuove, abbiano capacità comprovate nell’utilizzo delle innovazioni tecnologiche.

Ma la review appena pubblicata dal gruppo pisano va oltre il concetto di percorsi di addestramento certificati: fa luce anche sugli altri aspetti della formazione in chirurgia che si ispirano al mondo dei piloti d’aerei: dalla selezione dei candidati attraverso test attitudinali usando i simulatori virtuali (al riguardo lo stesso gruppo di EndoCAS ha pubblicato lo studio con la più elevata casistica internazionale per singolo centro) all’efficacia dei medesimi sistemi di addestramento in termini di costi. Da una parte negli Stati Uniti c’è forte interesse per utilizzare i simulatori nella selezione degli specializzandi di chirurgia; dall’altra al contrario dell’industria aeronautica non è noto il dato che dia una risposta inequivocabile alla domanda: “Ma un’ora di simulazione quanto tempo (e dunque denaro) fa risparmiare rispetto alla formazione tradizionale?”. Chirurghi come piloti d’aerei: così lontani, così simili.

Ne hanno parlato:
Tirreno Pisa 
Pisa Today

 

Foto di Enzo Cei. Copyright della Fondazione Arpa.

“Racconto la mia storia perchè il futuro sia senza atomica" – queste le parole di Toshiko Tanaka, sopravvissuta ad Hiroshima, che ha preso parte alla conferenza stampa di presentazione del programma “Pisa non dimentica Hiroshima e Nagasaki”.
A 70 anni dalle bombe atomiche sul Giappone, Pisa ricorda che le armi nucleari continuano a rappresentare una minaccia per tutto il genere umano, mentre cresce anche il rischio del c.d. terrorismo nucleare.
Un tassello di memoria attualissimo dunque per il quale il Comune di Pisa (componente della rete Mayors for Peace) e il CISP-Centro Interdisciplinare di Scienze per la Pace dell’Università di Pisa hanno preparato, in collaborazione con moltissimi Enti ed associazioni Cittadine, un programma di eventi che si svolgerà per tutto il mese di novembre. Incontri, conferenze e spettacoli per approfondire e per esprimere – insieme a scienziate e scienziati, docenti universitari, insegnanti, amministratori e amministratrici, attiviste e attivisti, artisti, persone di fede, cittadine e cittadini, associazioni - la richiesta e l'impegno per la messa al bando delle armi nucleari, come già avvenuto con altre armi di distruzione di massa: un mondo libero da armi nucleari non è solo desiderabile, è soprattutto possibile ed è affidato anche alla capacità di disarmo interiore di ciascuno di noi. Il programma completo è consultabile all’indirizzo pisanondimentica.wordpress.com
Primo e significativo evento l’arrivo in Italia, con prima tappa Pisa, della Signora Toshiko Tanaka, testimone e sopravvissuta alla bomba di Hiroshima. “Il 6 agosto 1945, quando la prima bomba atomica venne sganciata sulla città di Hiroshima avevo 6 anni e 10 mesi e frequentavo il primo anno delle elementari – ha raccontato la signora Tanaka – ero a 2.3 km dall’ipocentro. Ho visto prima due aerei e in un istante una luce abbagliante. Poi il buoi, la polvere il calore. Sono rimasta ustionata alle braccia, al collo, alla testa e sono entrata in coma. I segni delle ustioni sono sbiaditi nel tempo ma non lo sono le conseguenze delle radiazioni e quelle psicologiche. Da molti anni la mia missione è raccontare questa storia nella speranza di non far ripetere le stesse esperienze alle generazioni future.”
Alla conferenza stampa erano presenti l’assessora Marilù Chiofalo; la dott. Enza Pellecchia del CISP; il prof. Andrea Ferrara della Scuola Normale Superiore e il dott. Diego Latella dell’Uspid.

Venerdì, 06 Novembre 2015 12:21

Pisa non dimentica Hiroshima e Nagasaki

Il 6 e il 9 agosto 2015 è stato commemorato in tutto il mondo il 70° anniversario dei bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki. Le armi nucleari – più di 16.000 testate possedute da Stati Uniti, Russia, Cina, Pakistan, India, Gran Bretagna, Francia, Israele e Corea del Nord – continuano a rappresentare una minaccia per tutto il genere umano, mentre cresce anche il rischio del c.d. terrorismo nucleare.

Il CISP-Centro Interdisciplinare di Scienze per la Pace dell'Università e Il Comune di Pisa promuovono un programma di iniziative per approfondire e per esprimere – insieme a scienziate e scienziati, docenti universitari, insegnanti, amministratori e amministratrici, attiviste e attivisti, artisti, persone di fede, cittadine e cittadini, associazioni - la richiesta e l'impegno per la messa al bando delle armi nucleari, come già avvenuto con altre armi di distruzione di massa.

L’impegno dell’Università di Pisa in questa iniziativa - che senza dubbio si inscrive nella “terza missione dell’Università” - è stato ed è al massimo livello, grazie all’impegno di numerosi dipartimenti (in particolare Giurisprudenza, Fisica, Civiltà e Forme del Sapere, Scienze politiche, Medicina clinica e sperimentale, Scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali, cui si aggiungono il Sistema Museale di Ateneo e il Centro Linguistico) e corsi di laurea (Scienze per la pace e Ingegneria nucleare). Molti docenti hanno dato il proprio contribuito, garantendo la qualità scientifica e l’approccio interdisciplinare dei seminari di approfondimento in programma. Sono state messe a disposizione risorse, strutture, spazi ed è stata garantita l’assistenza del personale tecnico e amministrativo. Un sostegno forte e convinto, per una iniziativa di alto profilo, sia scientifico sia civico.

hiroshima2Al centro delle iniziative, che si svolgeranno dal 12 al 24 novembre in diverse sedi cittadine, ci sarà la presenza della signora Toshiko Tanaka, che il 6 agosto 1945, quando la prima bomba atomica venne sganciata sulla città di Hiroshima, aveva 6 anni e 10 mesi e si trovava a circa due chilometri di distanza dall'ipocentro, sulla via per la scuola elementare. Rimasta gravemente ustionata, la signora Tanaka ha perso la coscienza per diversi giorni a lentamente ha recuperato la salute, finché all'età di 12 anni ha cominciato ad avere dei disturbi di vario genere, presumibilmente dovuti alle radiazioni.

Da diversi anni la sua missione è quella di testimoniare la sua storia nella speranza di non far ripetere le stesse esperienze alle generazioni future. Il viaggio in Italia, che inizia proprio da Pisa, è l'ultima delle “missioni all'estero” di Toshiko Tanaka, prima di dedicarsi all'accoglienza dei visitatori stranieri a Hiroshima.

Nella foto in basso la presentazione del programma di iniziative, con - da sinistra - l'assessore Marilù Chiofalo, la signora Toshiko Tanaka e la professoressa Enza Pellecchia.

Il 9 novembre alle 15, nell'aula magna di Palazzo Matteucci in piazza Dante, si svolgerà la giornata di studio "Cristiani e musulmani nella Piana di Ninive", organizzata dai membri del seminario di ricerca "The Learning Roads", del dipartimento di Civiltà e forme del sapere dell’Università di Pisa. L'incontro ha ricevuto il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO.
La giornata si aprirà con un’introduzione storica di Marco Di Branco (Deutsches-Historisches Institut, Roma) sull’antica presenza cristiana nella Piana di Ninive, nell’Iraq attuale, e su quanto sia stato ricco e fecondo, lungo i secoli, l’interscambio non solo con i musulmani, ma anche con le altre religioni e culture di questa terra. Seguiranno quindi gli interventi di Padre Behnam Benoka, docente del Seminario cattolico di Ankawa (Erbil), e di Padre Aysar Saeed (Bagdad-Roma) che porteranno la loro testimonianza sul tentativo di annientamento della comunità cristiana della Piana di Ninive.

Ogni giorno in Italia ci sono mille nuovi casi di cancro: un problema quotidiano che si ripete in centinaia di migliaia di famiglie che affrontano la malattia. Oggi sappiamo curare buona parte di quei mille tumori, grazie ai risultati della migliore ricerca selezionata per merito.
Quando si parla di ricerca sul cancro pensiamo a laboratori, microscopi, provette. Ma la ricerca è fatta prima di tutto dalle persone e dalle loro storie, che sono state al centro degli Incontri nelle Università promossi dall’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro per I Giorni della Ricerca. Storie professionali, di vita, di speranza e di passione, raccontate agli studenti universitari dagli stessi protagonisti: ricercatori affermati che hanno parlato del cancro e delle ultime scoperte; giovani ricercatori che hanno spiegato da dove nasce la passione per il loro lavoro; persone che hanno superato la malattia hanno testimoniato i progressi della ricerca; volontari e sostenitori hanno raccontato l’impegno in favore degli altri.
Nato nel 2011, edizione dopo edizione il progetto ‘Incontri nelle Università’ è stato condiviso dai più importanti atenei italiani, raggiungendo migliaia di studenti. Quest’anno, gli Incontri si sono svolti tutti la mattina del 4 novembre, nelle Università di Cagliari, Genova, Pavia e Pisa.
A Pisa sono intervenuti i ricercatori Pier Paolo Di Fiore dell’Università degli Studi di Milano ed Elisa Giovannetti dell’Azienda ospedaliera universitaria di Pisa, insieme a Lorenzo Purini, testimonial della ricerca. L’apertura dei lavori è stata affidata al prorettore alla Ricerca dell’Università di Pisa Roberto Barale. La conferenza ha visto la partecipazione straordinaria di Bruno Manfellotto, che ha moderato i lavori.
«I progressi degli ultimi anni hanno delineato la strategia per la lotta ai tumori – ha sottolineato Pier Paolo Di Fiore – È una strategia basata su due armi: diagnosi precoce e miglioramento della terapia. I farmaci molecolari, dei quali tanto abbiamo parlato negli scorsi anni, sono ormai una realtà consolidata nella pratica clinica. Non sono ancora disponibili però per tutti i tipi di tumori e spesso, anche all’interno dello stesso tipo di tumore, non sono efficaci per tutti i pazienti: è questa l’area dalla quale ci aspettiamo i più grandi progressi nei prossimi anni. Parimenti, ci aspettiamo grandi sviluppi nell’area della medicina personalizzata».
«Lavorare nella ricerca è un'opportunità senza pari per contribuire allo sviluppo della conoscenza, al progresso e alla crescita culturale della collettività - ha ricordato Elisa Giovannetti - Quella dei ricercatori è una professione che permette di confrontarsi con un ambiente fortemente internazionalizzato e formativo, costantemente sottoposto alla valutazione della comunità scientifica. La ricerca è un'attività che, per sua stessa natura, obbliga a un continuo aggiornamento; anche nei momenti più difficili, rimane la consapevolezza di partecipare a un interesse condiviso».
La presenza al tavolo dei relatori di Lorenzo Purini è stata la più concreta testimonianza dell’importanza della ricerca per la cura. Oggi, a 46 anni, Lorenzo racconta la sua storia di giovane uomo curato per un tumore, con coraggio ed entusiasmo. Perché, dice, “oggi sto bene, non potrei davvero desiderare niente di più di quello che ho”.
Ricercatori, volontari, testimonial e donatori: ci sono migliaia di persone che insieme, ogni giorno, sostengono la ricerca. Cornelia Laino Mori, vice presidente del Comitato AIRC Toscana, ha ricordato agli studenti del pubblico proprio questo: l’importanza di impegnarsi in prima persona a fianco dell’Associazione, in particolare con il volontariato perché, soltanto uniti, potremo rendere il cancro sempre più curabile.

Con il decreto ministeriale dello scorso 22 ottobre, Maria Cecilia Parra, docente di Archeologia della Magna Grecia dell’Università di Pisa, è stata nominata membro del Consiglio di amministrazione del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria. Il CdA è composto dal direttore del museo, che lo presiede, e da quattro membri designati dal Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, di cui uno d’intesa con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca e uno d’intesa con il Ministro dell’economia e delle finanze, scelti tra esperti di chiara fama nel settore del patrimonio culturale. La professoressa resterà in carica per i prossimi cinque anni.
Maria Cecilia Parra dirige da molti anni indagini archeologiche nei siti siciliani di Segesta e di Entella e in quello magnogreco di Kaulonia (Monasterace M.na, Reggio Calabria), dove si stanno mettendo in luce sistematicamente l’agorà e il santuario di Punta Stilo. In quest’ultimo è stata scoperta la Tabula Cauloniensis, un’eccezionale iscrizione greca del V sec.a.C. in alfabeto acheo – la più lunga nota dall’Occidente greco, con le sue 18 linee - contenente una dedica in versi a Zeus: un testo che ci fa conoscere una storia popolata di dèi, di membri dell’aristocrazia cittadina, di complessi monumentali, di opere d’arte, di artisti/artigiani.
Laureata in Lettere all'Università di Pisa nel 1974, perfezionanda e poi ricercatrice presso la Scuola Normale Superiore, dal 2001 Maria Cecilia Parra è stata docente presso la facoltà di Lettere e filosofia dell'Università di Pisa, prima come professore associato, poi come professore ordinario, titolare della cattedra di Archeologia della Magna Grecia. La sua attività di ricerca si è sviluppata in vari ambiti: ha svolto ricerche archeologiche e topografiche in Magna Grecia e Sicilia, in particolare nell’agorà di Segesta (TP) e nel santuario di Punta Stilo a Kaulonia (RC); ha curato ricerche di archeologia e storia dell'arte greca e romana e ricerche di storia dell'archeologia, in particolare studi sul reimpiego dei materiali antichi in età medievale e sul dibattito relativo alla policromia nei monumenti antichi.
Inoltre si è occupata delle problematiche di catalogazione automatica di Beni Culturali e di ricostruzione 3D di monumenti delle aree d’indagine archeologica a Segesta e Kaulonia e di problematiche inerenti attività espositive e didattiche in musei, parchi archeologici e mostre (Galleria Estense e Museo Civico di Modena, Hipponion, Entella e Reggio Calabria). La professoressa è stata anche curatrice di mostre in varie sedi italiane, tra cui “Magna Graecia. Archeologia di un sapere” nel 2005.

ll gruppo GRACT presenterà domenica 22 novembre alle 19, presso la Residenza universitaria Praticelli, Via Berchet, 40 - San Giuliano Terme,  lo spettacolo "La trilogia dell'amore - Tre spettacoli sull'amore, sul caso e sulla necessità".

Sofia K.
Liberamente ispirato alla vita di Sofia Kovalevskaya
Con: Elisabetta Biondi
Coreografie: Elisabetta Biondi
Regia: Silvia Rubes
ore 19:00

Il naso
Liberamente tratto dal Cirano di Bergerac di Edmond Rostand
Con: David Rocchi
Regia: Silvia Rubes
ore 20:00

Una storia d'amore
Liberamente ispirato a Romeo e Giulietta di William Shakesperare
Con: Mario Cortese
Regia: Silvia Rubes
ore 21:00

Ingresso gratuito su prenotazione: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
N.B. Nella prenotazione è necessario indicare nome, cognome, la data scelta e se si vuol partecipare all'intera trilogia (scelta consigliata) oppure a quale/i dei singoli spettacoli.
Un progetto associazione GRACT, con il patrocinio del Consiglio degli Studenti dell'Università di Pisa ed il contributo finanziario dell'Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario della Toscana.

Informazioni

GRACT
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
http://www.facebook.com/gract.teatro

Martedì 3 novembre, alle ore 16, nell’Aula Magna del dipartimento di Filologia Letteratura e Linguistica dell’Università di Pisa, a Palazzo Matteucci (Piazza Torricelli 2), il professor Raffaele Simone, uno dei maggiori studiosi europei di linguistica e filosofia del linguaggio e della cultura, terrà una lezione sul tema “Formati Semantici”. Raffaele Simone è professore ordinario di linguistica presso l’Università di Roma Tre, dove è anche stato, fino al 2008, direttore del dipartimento di Linguistica. Ha progettato e diretto diverse opere lessicografiche originali, in collegamento coi suoi interessi di lessicologia: il Conciso Treccani (2003), poi il Dizionario dei sinonimi e dei contrari Treccani (2004), poi Il Treccani (2004), il Dizionario analogico Utet. Ha tenuto corsi, seminari dottorali, visiting professorship e conferenze in numerose università italiane e straniere. Ha studiato a lungo la filosofia del linguaggio, la storia del pensiero linguistico-filosofico, e altre tematiche di linguistica teorica e descrittiva. Autore di numerose pubblicazioni, tra cui la monografia Fondamenti di Linguistica, si occupa attualmente di teoria della grammatica, tipologia linguistica (specialmente romanza), e lavora a un modello denominato Grammatica di Costrutti e Categorie (Grammar of Constructions and Categories).

AIRC 2Ogni giorno in Italia ci sono mille nuovi casi di cancro: un problema quotidiano che si ripete in centinaia di migliaia di famiglie che affrontano la malattia. Oggi sappiamo curare buona parte di quei mille tumori, grazie ai risultati della migliore ricerca selezionata per merito.

Quando si parla di ricerca sul cancro pensiamo a laboratori, microscopi, provette. Ma la ricerca è fatta prima di tutto dalle persone e dalle loro storie, che sono state al centro degli Incontri nelle Università promossi dall’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro per I Giorni della Ricerca. Storie professionali, di vita, di speranza e di passione, raccontate agli studenti universitari dagli stessi protagonisti: ricercatori affermati che hanno parlato del cancro e delle ultime scoperte; giovani ricercatori che hanno spiegato da dove nasce la passione per il loro lavoro; persone che hanno superato la malattia hanno testimoniato i progressi della ricerca; volontari e sostenitori hanno raccontato l’impegno in favore degli altri.

Nato nel 2011, edizione dopo edizione il progetto ‘Incontri nelle Università’ è stato condiviso dai più importanti atenei italiani, raggiungendo migliaia di studenti. Quest’anno, gli Incontri si sono svolti tutti la mattina del 4 novembre, nelle Università di Cagliari, Genova, Pavia e Pisa.

A Pisa sono intervenuti i ricercatori Pier Paolo Di Fiore dell’Università degli Studi di Milano ed Elisa Giovannetti dell’Azienda ospedaliera universitaria di Pisa, insieme a Lorenzo Purini, testimonial della ricerca. L’apertura dei lavori è stata affidata al prorettore alla Ricerca dell’Università di Pisa Roberto Barale. La conferenza ha visto la partecipazione straordinaria di Bruno Manfellotto, che ha moderato i lavori.

AIRC 1

«I progressi degli ultimi anni hanno delineato la strategia per la lotta ai tumori – ha sottolineato Pier Paolo Di Fiore – È una strategia basata su due armi: diagnosi precoce e miglioramento della terapia. I farmaci molecolari, dei quali tanto abbiamo parlato negli scorsi anni, sono ormai una realtà consolidata nella pratica clinica. Non sono ancora disponibili però per tutti i tipi di tumori e spesso, anche all’interno dello stesso tipo di tumore, non sono efficaci per tutti i pazienti: è questa l’area dalla quale ci aspettiamo i più grandi progressi nei prossimi anni. Parimenti, ci aspettiamo grandi sviluppi nell’area della medicina personalizzata».

«Lavorare nella ricerca è un'opportunità senza pari per contribuire allo sviluppo della conoscenza, al progresso e alla crescita culturale della collettività - ha ricordato Elisa Giovannetti -Quella dei ricercatori è una professione che permette di confrontarsi con un ambiente fortemente internazionalizzato e formativo, costantemente sottoposto alla valutazione della comunità scientifica. La ricerca è un'attività che, per sua stessa natura, obbliga a un continuo aggiornamento; anche nei momenti più difficili, rimane la consapevolezza di partecipare a un interesse condiviso».

La presenza al tavolo dei relatori di Lorenzo Purini è stata la più concreta testimonianza dell’importanza della ricerca per la cura. Oggi, a 46 anni, Lorenzo racconta la sua storia di giovane uomo curato per un tumore, con coraggio ed entusiasmo. Perché, dice, “oggi sto bene, non potrei davvero desiderare niente di più di quello che ho”.

Ricercatori, volontari, testimonial e donatori: ci sono migliaia di persone che insieme, ogni giorno, sostengono la ricerca. Cornelia Laino Mori, vice presidente del Comitato AIRC Toscana, ha ricordato agli studenti del pubblico proprio questo: l’importanza di impegnarsi in prima persona a fianco dell’Associazione, in particolare con il volontariato perché, soltanto uniti, potremo rendere il cancro sempre più curabile.

Mercoledì, 04 Novembre 2015 13:17

Al via il Festival «Angeli e demoni»

locandina demoni angeliDopo il grande successo del DonGiovanniFestival “Una gigantesca follia”, che ha visto nascere un’iniziativa di grande spessore culturale dalla cooperazione tra le direzioni artistiche del Teatro Verdi e l’Università di Pisa, nel 2016 gli stessi protagonisti, ma con un cerchio più vasto di partnership e di adesioni, presentano il nuovo progetto, "Demoni e angeli - Il mito di Faust".

“Finito l’anno dedicato al Don Giovanni inizia quello incentrato sulla figura di Mefistofele e sul suo patto inquietante con Faust. È il secondo percorso di un progetto triennale nato in collaborazione tra Università di Pisa e Teatro Verdi e ora allargato ad altri importanti protagonisti della vita culturale della nostra città – ha spiegato Maria Antonella Galanti prorettore per i Rapporti con il territorio dell’Ateneo pisano - Il tema scelto per questo secondo anno è quello del rapporto fra bene e male così come si pone nel nostro immaginario. La figura di Mefistofele vi è così radicata che la ritroviamo, spesso anche con questo stesso nome o con una sua derivazione, in tutte le dimensioni espressive compresa quella del fumetto”.

Al Festival 2016 aderiscono, oltre all’Università e al Cineclub Arsenale, anche l’Assessorato alla Cultura del Comune di Pisa, la Scuola Normale Superiore di Pisa (che dedicherà tutta la sua stagione concertistica al mito di Faust), Palazzo Blu, Pisa Book Festival, l’Orchestra dell’Università di Pisa, il Coro dell’Università di Pisa, il Coro Polifonico di San Nicola, Servizio Diocesano Cultura e Università, l’Orchestra Arché e il Teatro del Giglio di Lucca.

Centro del festival sarà ovviamente il Faust di Goethe presentato come evento al di fuori delle stagioni nella Sala “Titta Ruffo” del Teatro Verdi; ci saranno le lezioni universitarie, la Stagione Concertistica della Normale, la rassegna di film all’Arsenale, concerti dell’Orchestra Arché e dell’Orchestra universitaria, un mini festival anche a Lucca con l’opera Mefistofele portata anche al Teatro del Giglio, con letture sul tema in luoghi caratteristici della città.

Conferenza stampaIl festival viene concepito in modo trasversale alle diverse attività del teatro, coinvolgendo non soltando la Stagione d’Opera ma anche la prosa, la danza, la formazione e la scuola dello spettatore. Sono oltre una trentina gli appuntamenti già calendarizzati, più le iniziative dell'Università che si esplicheranno, a cura di Maria Antonella Galanti, Sandra Lischi, Cristiana Torti, in una serie di attività: la presentazione iniziale in una lezione aperta alla città e un ciclo di incontri nelle scuole (a cura dei docenti di musica dell'Ateneo); una o due giornate - nella primavera 2016 - di interventi e riflessioni di docenti ed esperti di varie discipline attorno al tema di questa edizione. Il tutto distribuito in vari e significativi luoghi della città, come Musei, lo stesso Teatro e naturalmente le aule universitarie, e rivolto alla città intera.

Il Cineclub Arsenale, a sua volta, organizzerà, da gennaio in poi, un ciclo di proiezioni sul tema. Da capolavori del muto musicati live a film e video odierni, la rassegna, che vedrà anche momenti di approfondimento e presentazioni delle serate, è curata dal Cineclub con la collaborazione dei docenti di cinema e video e di altri docenti dell'Ateneo pisano.
La tragedia teatrale con musiche, Don Giovanni e Faust di Christian Dietrich Grabbe, il 18 novembre nella Sala “Titta Ruffo”, marcherà simbolicamente il passaggio di testimone dal Dongiovanni Festival a Demoni e Angeli - Il Mito di Faust.

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