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Comunicati stampa
Lunedì, 20 Gennaio 2014 09:53

Immatricolazioni in crescita di quasi il 4%

matricolandosiSono in crescita di quasi quattro punti percentuali le immatricolazioni ai corsi di laurea triennale e a ciclo unico dell'Università di Pisa. Secondo i dati elaborati dall'Ufficio programmazione, valutazione e statistica dell'Ateneo, i nuovi iscritti all'anno accademico 2013/2014 sono 8.199 contro i 7.915 registrati l'anno passato. La differenza è dunque di 284 immatricolati, pari a circa il 3,6%.

L'aumento di immatricolazioni riguarda diverse aree disciplinari e molti dipartimenti. In termini assoluti, i maggiori incrementi si registrano ai dipartimenti di Biologia, con 209 matricole in più rispetto allo scorso anno, di Filologia, letteratura e linguistica (+51) e di Civiltà e forme del sapere (+44) - a conferma dell'attrattività dei settori umanistici - oltre a quelli di Ricerca traslazionale e delle nuove tecnologie in medicina e chirurgia e di Ingegneria dell'informazione (entrambi a +41).

In numeri assoluti, i dipartimenti con più immatricolati sono Economia e management con 1.094, Ingegneria civile e industriale (754), Civiltà e forme del sapere (691), Filologia, letteratura e linguistica (666) e Giurisprudenza (661).

I dati relativi alle iscrizioni al primo anno delle lauree magistrali, ancora provvisori, registrano invece una crescita di oltre sette punti percentuali, passando dalle 2.308 dell'anno scorso alle 2.472 del 2013/2014 (+164 e 7,1%).

In termini assoluti, il maggiore aumento è nei tre dipartimenti dell'area ingegneristica, con 108 nuovi iscritti in più rispetto allo scorso anno, pari al 20,1%. Risultati significativi sono anche nei settori scientifici di base (Fisica, Matematica e Chimica) e di Scienze della terra, in quelli umanistici e medici.

Ne hanno parlato:
Tirreno Pisa
Nazione Pisa
TirrenoPisa.it
NazionePisa.it 
PisaToday.it
PisaInformaFlash.it

Rappresentazione_cartografica_ottocentescaRealizzare entro il 2014 un archivio digitale storico-comparativo completo del patrimonio toponomastico della Toscana. E' questo l'obiettivo del progetto "Studio sincronico e diacronico della toponomastica toscana e creazione di un archivio digitale con applicativi GIS" a cui sta lavorando il Leonardo IRTA, l'Istituto di Ricerca sul Territorio e l'Ambiente di cui fa parte anche l'Università di Pisa. La ricerca, coordinata a livello tecnico e scientifico dalla professoressa Giuliana Biagioli, presidente del Leonardo-IRTA, insieme al professor Fabio Lucchesi dell'Università di Firenze, complessivamente riguarda un'estensione territoriale di 22.994 kmq, ed ha un corpus toponomastico pari a 205.625 toponimi georeferiti. Al termine del lavoro, l'archivio consentirà di arricchire il patrimonio toponomastico toscano di circa il 45% di elementi persi nel tempo.

"Per ora, le analisi fatte hanno prodotto una serie di risultati estremamente interessanti, in vari campi – commenta Giuliana Biagioli - Ne diamo solo qualche esempio. L'attuale Val di Bonea, nel territorio di Montescudaio, deve il suo nome ad un toponimo di origine longobarda che si riferiva ad un bosco in cui passava una 'strada romea': era una diramazione della via Francigena, mai scoperta prima. I vari toponimi "Diaccio" e derivati, presenti in molte parti della Toscana, permettono invece di ricostruire le varie direzioni dei percorsi della transumanza in Toscana; 'diaccio' infatti era il termine usato per le aree di sosta e riposo degli animali, che infatti dormivano 'all'addiaccio'. Nel comune di Vecchiano compare poi la 'via del Folle', attualmente interpretata come la via in cui ha abitato un pazzo; grazie alle carte catastali ottocentesche è stato invece possibile individuare in questa zona un follo, ovvero una gualchiera. Questa via, infatti, è ancora oggi costeggiata da un rio su cui si trovano i resti di un mulino".

Il progetto biennale "Studio sincronico e diacronico della toponomastica toscana e creazione di un archivio digitale con applicativi GIS", avviato nel gennaio 2013, rientra nell'ambito delle attività di ricerca promosse dal CIST e co-finanziate dal SITA (Servizio Informativo Territoriale ed Ambientale) della Regione Toscana. I risultati saranno pubblicati in un e-book che conterrà gli approfondimenti interdisciplinari dei toponimi nel tempo e nello spazio. Il team che attualmente lavora alla ricerca è composto da Francesca Del Maestro, Valbona Flora, Nicola Gabellieri, Francesco Ghizzani, Massimiliano Grava, Mariano Gesualdi, Silvia Marini, Alessandra Martinelli, Giulio Tarchi e Massimo Tofanelli. Collaborano infine alla ricerca anche il dottore Matteo Paolini e i professori Gabriella Garzella, Paolo Macchia, Matteo Massarelli, Cristiana Torti e Denise Ulivieri.

Ne hanno parlato:
LiberoQuotidiano (AdnKronos)
Tirreno.it
PaginaQ.it
GoNews.it
PisaInformaFlash.it
NovedaFirenze.it
PisaNews.net
PianetaUniversitario.it
ControCampus.it

Giovedì, 16 Gennaio 2014 09:33

Acquisto e prestito di libri

Il Centro Documentazione Servizi Amministrativi fornisce libri e periodici agli utenti dell'Amministrazione centrale.

Il Centro offre inoltre la possibilità di richiedere libri in prestito sia agli Uffici dell'Amministrazione centrale che agli esterni. Questi ultimi possono richiedere in prestito breve solo i libri con base CED, concordando un appuntamento.

Il Centro documentazione è a disposizione di tutti gli utenti per fornire consulenza su documenti di tipo giuridico-amministrativo attraverso la consultazione di gazzette ufficiali, riviste giuridiche specializzate e altro materiale.

Per conoscere nel dettaglio tutti i servizi e per fare richiesta:
http://www.sba.unipi.it/biblioteche/centro-documentazione 
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Mercoledì, 15 Gennaio 2014 10:09

Italiani primi in Europa per varietà genetica

sergio_tofanelliUno studio condotto da un consorzio di ricercatori degli atenei di Pisa, Bologna, Cagliari e Roma La Sapienza ha quantificato la diversità genetica degli Italiani. E' risultato che, in quanto a differenze tra comunità storicamente residenti, l'Italia è al primo posto in Europa. Solo per i caratteri trasmessi lungo la linea materna, cioè le variazioni del DNA mitocondriale, le distanze genetiche sono risultate fino a 30 volte superiori a quelle osservate tra coppie di popolazioni poste ai confini opposti del nostro continente, come Portoghesi e Ungheresi. Inoltre, le differenze più marcate non sono di tipo Nord-Sud, ma distribuite a mosaico lungo tutta la penisola e perfino nelle isole. La ricerca, pubblicata sul Journal of Anthropological Sciences, ha preso in considerazione 57 comunità, dalle popolazioni urbanizzate a gruppi isolati e ben caratterizzati dal punto di vista dell'identità culturale, come i Grecanici e gli Arbereshe nel meridione, i Ladini e i Cimbri nelle Alpi orientali.

E proprio per i risultati raggiunti, Sergio Tofanelli, ricercatore del Dipartimento di Biologia dell'Università di Pisa e responsabile del team pisano, ha ricevuto un finanziamento dalla National Geographic Society per approfondire alcuni aspetti emersi nel corso dello studio. Grazie a questo contributo sarà possibile estendere l'analisi a pressoché tutte le varianti del genoma che conservano informazioni sulla storia del popolamento dell'Italia, in modo da stimare l'entità, i tempi e le modalità di diffusione di ciascuna componente.

"Alla diversità genetica italiana – ha spiegato Tofanelli – contribuiscono sia eredità di origine preistorica che flussi migratori di epoca storica, sia barriere culturali che geografiche, sia caratteri di origine centro-europea che mediterranea. L'italianità, da un punto di vista genetico, corrisponde a questo ricco mosaico, le cui tessere, collocate in tempi diversi sul territorio, si alternano ora con passaggi repentini di tonalità ora con sfumature più tenui".

Il contributo specifico dei ricercatori pisani è stato quello di indagare la diversità delle comunità appenniniche, in cui l'isolamento geografico si accompagna spesso all'uso di caratteri linguistici conservativi. Le peculiarità genetiche delle comunità insediate sull'appennino settentrionale e sulle Alpi Apuane, ad esempio, sono ricche di certe varianti del cromosoma Y la cui diffusione in Italia è riconducibile alla discesa dalle Alpi delle antiche tribù Liguri. L'ipotesi di una continuità tra il patrimonio genetico dei Ligures e quello delle attuali comunità non è stato confermato solo per l'area apuana ma anche per quelle comunità sannite dell'antico Ager Taurasinum dove, secondo gli storici latini, i Liguri Apuani sarebbero stati deportati in massa nel 180 a.C.

"Uno degli aspetti più innovativi dello studio – ha concluso Tofanelli - è che abbiamo cercato di applicare i principi dell'Open Science, cioè di rendere cittadini e alunni delle scuole parte attiva e consapevole, assegnando loro un ruolo importante nel reclutamento dei donatori e nella raccolta di informazioni storiche sulle proprie comunità".

Ne hanno parlato:
Il Tirreno - Pisa

Nazione.it
Tirreno.it
NovedaFirenze.it
PisaInformaFlash.it
PisaToday.it
GoNews.it
Controcampus.it

Martedì, 14 Gennaio 2014 16:19

Primo incontro operativo sulla Sapienza

sapienza

Il Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo comunica che, relativamente agli impegni assunti nella riunione del 20 dicembre 2013 alla presenza del Ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Massimo Bray, e di quello dell'Istruzione, Maria Chiara Carrozza, si è tenuto a Pisa un incontro operativo finalizzato a ripristinare i servizi della Biblioteca Universitaria di Pisa, dando inizio alle attività di consolidamento e di risanamento del Palazzo della Sapienza, così come risulta dall'approfondito studio realizzato dai tecnici dell'Università e del Ministero.

L'incontro, al quale hanno partecipato il Segretario Generale Antonia Pasqua Recchia, il Direttore regionale Isabella Lapi, il Rettore Massimo Augello, il Responsabile dell'Ufficio protezione civile del Comune di Pisa, Luca Padroni, e rappresentanti e tecnici delle Amministrazioni coinvolte, è iniziato dopo un sopralluogo nel Palazzo della Sapienza e nella sede del San Matteo. Preliminarmente è stato definito che nell'ex convento del San Matteo si collocherà una definitiva sede distaccata della Biblioteca Universitaria, che ospiterà fondi omogenei selezionati dalla Direzione della Biblioteca, nella misura necessaria ad alleggerire i carichi della sede storica, secondo le prescrizioni dello studio tecnico. È stato inoltre definito che l'intero complesso del San Matteo sarà oggetto di riqualificazione e rilancio.

La prima fase delle attività consisterà nel trasferimento dal Palazzo della Sapienza alla sede del San Matteo dei volumi selezionati. Questa operazione precede l'intervento di redistribuzione dei libri all'interno della sede principale della Biblioteca nel Palazzo della Sapienza secondo un piano tecnico concordato con la soprintendenza e coerente con le prescrizioni tecniche. La sede di San Matteo potrà accogliere i volumi dalla seconda metà del mese di marzo prossimo. Conseguentemente nella sede principale della biblioteca si effettueranno gli interventi di miglioramento già individuati nello studio tecnico. È stato concordato anche lo sviluppo di un progetto complessivo di consolidamento, restauro e riqualificazione del Palazzo della Sapienza in piena sintonia e condivisione degli impegni e delle responsabilità fra le istituzioni.

Il progetto sarà elaborato nell'ambito di un più ampio accordo di collaborazione fra Ministero e Università per la valorizzazione dell'intero Palazzo - che tornerà ad ospitare le attività di Giurisprudenza e Scienze politiche - attraverso un percorso che individuerà le diverse azioni e le risorse economiche necessarie per la riapertura in sicurezza dell'edificio, sulla base di una nuova ordinanza del sindaco di Pisa.

mit logoResearch will be carried out jointly with the American counterparts in the different scientific fields, with work on a wide range of projects: from the study of coastal rock shaping, to the conservation of the biodiversity of the ecosystems; from new materials of particular technological interest to the analysis of the reaction of masonry walls under seismic action. The evaluation of the projects presented in the second call of the MIT-UNIPI agreement sealed in 2012 and aimed at promoting new collaboration in research between the University of Pisa and Massachusetts Institute of Technology in Boston has now been concluded. Four of the eleven proposals put forward have been chosen for funding by the Advisory Board and these join the five previous projects chosen last July.

The winners are Marta Pappalardo from the Department of Earth Sciences, with the project "Assessing the effect of Biota on coastal Rock Surface", Lisandro Benedetti Cecchi from the Department of Biology, "Critical Slowing Down and Early Warning Indicators of Regime Shifts", Valentina Domenici from the Department of Chemistry, "Energy Storage Devices and Actuators based on Composites of Liquid Crystal Elastometers" and Riccardo Barsotti from the Department of Civil and Industrial Engineering, "Mechanical Models for Masonry Walls under Seismic Action". The projects will be carried out in collaboration with a PI (Principal Investigator) from MIT and the activities will take place from January 2014 to August 2015.

For the University of Pisa this collaboration with MIT is of considerable importance due to the prestigious reputation of the American institute which is considered universally to be at the apex of scientific research. In Italy MIT had previously only collaborated actively with the Polytechnic Institutes of Milan and Turin: Pisa is therefore the first non-specialized Italian university to have undertaken a partnership of a broader nature. The three-year convention will cover all the scientific fields with priority given to the sectors of Energy, Information and Communication Technologies and Life Sciences which relate directly to three of the Tuscan technological districts. The MIT-UNIPI project was born with the aim of fostering cooperation between researchers and teaching staff from MIT and the University of Pisa on new and advanced projects.

The projects

Marta Pappalardo«Assessing the effect of Biota on coastal Rock Surface»
Marta Pappalardo
The diverse landforms of coastal areas are affected by the activity of sessile biota such as mussel and barnacle. While their amount and species are known to be sensitive to environmental change, it is not clear how they are able to shape coastal landform. Lack of such the knowledge prevents us from understanding the significance of the impact of biota on the long term evolution of coastal landform. Here we propose to combine a materials and environmental science approach at the intersection of mechanics and biology, and hypothesize that the activity of sessile biota alters the surface property of coastal rock by changing its mechanical strength and chemical composition. This project brings together experimental and computational efforts to quantify those effects as well as to understand their mechanism. We hypothesize that bioerosion occurs at the interface between biota and coastal rock and cause the rock surface to lose its strength, which couples with wave erosion to shape landforms. Our results can be used to quantify the effect of biota on coastal landforms, which are important for environmental policies and life design of construction in coastal areas, and provide complementary advances in biology and engineering. Our project involves the exchange of students and scientific experimentation, and will strengthen the ties between MIT and Unipi and open opportunities for future funding. The materials science point of view coupled with structural mechanics introduces a mechanistic approach to explain a crucial environmental effect that can have broad implications on the ecology of sessile biota.

Lisandro Benedetti Cecchi

«Critical Slowing Down and Early Warning Indicators of Regime Shifts»
Lisandro Benedetti Cecchi
Anticipating regime shifts in complex systems is important given the potential impacts that these transitions may have on humanity. Recovery from small perturbations decreases close to a critical threshold in these systems, a phenomenon known as critical slowing down. Perturbation experiments with microbial populations have supported this hypothesis under controlled laboratory conditions, but evidence from real ecosystems remains rare. We will use rocky intertidal communities of algae and invertebrates with well characterized alternative states as a model system to provide an experimental test of critical slowing down in naturally fluctuating environments. We will implement canopy perturbation experiments using a design similar to that employed in laboratory tests of critical slowing down, to test the hypothesis that recovery in space will decrease as the system approaches the tipping point separating a canopy-dominated from a turf-dominated community. Showing that advance warning of critical thresholds is achievable in real ecosystems is necessary before we can confidently apply the proposed early warning indicators of regime shifts in environmental conservation and management.


Valentina Domenici «Energy Storage Devices and Actuators based on Composites of Liquid Crystal Elastometers»
Valentina Domenici 
Liquid Crystalline Elastomers (LCEs), also known as "artificial muscles" or "shape memory" actuators can undergo controlled shape changes in response to external stimuli. Some well-known examples include nematic polysiloxane-based LCE thin films, which contracts with increasing temperature, and LCEs doped or chemically modified with azobenzene derivatives, which reversibly expands/contracts with the application of UV-vis light at specific wavelengths. However, few examples exist in which LCE films change shape in response to the application of an external voltage or controlled current; in all known cases, voltage or current-responsive LCE systems are doped with nanoparticles or covered by conductive layers. The mechanism of functioning of these bilayered films or composite films is currently not understood. Furthermore, while changes in chemistry at the interface between the "soft" liquid crystalline phase and the conductive or electro-active material can affect the response, the molecular phenomena governing this behavior are unknown. In the proposed project, we will use a combination of closely coupled experimental (spectroscopic and electrochemical methods) and computational techniques to develop a fundamental understanding of the role of interface structure and chemistry in determining the micro and macroscopic properties of a range of functionalized LCEs coated with conductive polymers or metal oxide thin films. The project proposed by Valentina Domenici (UNIPI, Pisa), who is expert on LCE materials, and Alexei Kolpak and Yang Shao-Horn (MIT, Boston) focuses on the chemical-physical study of the interface between these double-layered systems. The results from this project will enable rational design of novel LCE-based functional materials with tailored properties that may be used in a wide range of applications, such as energy conversion and storage micro-systems and micro-actuators.


«Mechanical Models for Masonry Walls under Seismic Action»
Riccardo Barsotti
Riccardo BarsottiMasonry structures represent the great majority of the architectural heritage of European countries. The conservation and restoration of this heritage calls for proper assessment of the actual conditions and structural capacity of masonry structures. As is well known, such problems are not straightforward to solve, and no general solution method is available at present. In this research we will focus on analyzing the mechanical response of historical masonry walls under in-plane or out-of-plane actions, both vertical (dead or live loads) and horizontal (seismic actions). Both limit analysis and nonlinear elastic models will be used. The influence of the main geometrical parameters (unit type and size, texture, number of leaf, etc.) will be studied, highlighting the role played by each parameter. Bennati and OchsendorfOur intention is to check whether simple structural models can provide useful indications for the basic case of a masonry panel. Based on such indications, a mechanical model describing a masonry wall can be formulated, thus allowing for the analysis of a whole masonry construction utilizing both analytical and numerical methods. This can provide both a sensitivity analyses as well as a comparison between the numerical and analytical solutions. To achieve this goal, both the finite element (FEM) and the discrete element methods (DEM) will be employed. In particular, DEM could be used for the dynamic analysis of masonry panels viewed as an assemblage of blocks. A comparison with the numerical and experimental results available in the literature will then be performed.

 

 

 

 

 


 


 

corsoDiritto1È stata inaugurata lunedì 13 gennaio 2014 la terza edizione del corso di alta formazione in "Giustizia costituzionale e tutela giurisdizionale dei diritti", organizzato dal dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Pisa con il coordinamento scientifico del professor Roberto Romboli. La lezione inaugurale è stata tenuta nella Sala dei Cavalieri dell'omonima Piazza, dal professor Ugo De Siervo, presidente emerito della Corte Costituzionale, sul tema de "La tutela dei diritti inviolabili".

Il corso avrà durata di tre settimane, fino al 31 gennaio, con lezioni che saranno tenute in lingua italiana e spagnola da docenti italiani, spagnoli e sudamericani.

Corso Diritto 2I 79 partecipanti provengono in larghissima misura da Paesi stranieri, soprattutto dell'America Latina, e in particolare dal Costarica, dal Brasile, dall'Argentina, dal Messico e da Panama.

Oltre ai numerosi seminari su tematiche che vanno dai modelli di giustizia costituzionale alla tutela sovranazionale dei diritti fondamentali, il corso prevede lo studio di casi pratici connessi all'attualità costituzionale, attraverso l'analisi di sentenze che hanno inciso nel campo della protezione dei diritti inviolabili. All'interno del corso sono anche state programmate alcune conferenze tenute da ospiti illustri, tra cui i presidenti emeriti della Corte Costituzionale, Valerio Onida e Gustavo Zagrebelsky, e il professor Pablo Perez Tremps, giudice dello spagnolo Tribunal Constitucional.

Logo MITInsieme ai colleghi statunitensi condurranno ricerche nelle varie aree scientifiche, lavorando a progetti con le finalità più diverse: dallo studio del modellamento delle rocce costiere, alla conservazione della biodiversità degli ecosistemi; da nuovi materiali di notevole interesse tecnologico, all'analisi del comportamento di costruzioni in muratura soggette ad azioni sismiche. Si è conclusa la valutazione dei progetti presentati in risposta alla seconda call dell'accordo MIT-Unipi sottoscritto nel 2012, per promuovere nuove collaborazioni di ricerca tra l'Università di Pisa e il Massachusetts Institute of Technology di Boston. Tra le undici proposte arrivate, sono stati selezionati e finanziati dall'Advisory Board quattro nuovi progetti, che vanno ad aggiungersi ai primi cinque già scelti lo scorso mese di luglio.

I vincitori sono Marta Pappalardo del dipartimento di Scienze della Terra, con il progetto "Assessing the effect of Biota on coastal Rock Surface", Lisandro Benedetti Cecchi del dipartimento di Biologia, "Critical Slowing Down and Early Warning Indicators of Regime Shifts", Valentina Domenici del dipartimento di Chimica, "Energy Storage Devices and Actuators based on Composites of Liquid Crystal Elastometers", 
e Riccardo Barsotti del dipartimento di Ingegneria civile e industriale, "Mechanical Models for Masonry Walls under Seismic Action". I progetti saranno realizzati in collaborazione con un PI (Principal Investigator) del MIT e le attività si svolgeranno dal mese di gennaio 2014 al mese agosto 2015.

Per l'Ateneo pisano la collaborazione con il MIT è particolarmente rilevante per il prestigio di cui gode l'istituzione statunitense, universalmente riconosciuta ai vertici della ricerca scientifica. In Italia il MIT aveva all'attivo collaborazioni su progetti specifici solo con i Politecnici di Milano e Torino: Pisa è stata dunque la prima Università generalista italiana a sottoscrivere una partnership di rilievo più ampio. La convenzione, di durata triennale, riguarderà tutte le aree scientifiche, con priorità ai settori dell'Energia, dell'ICT e delle Scienze della vita, che fanno diretto riferimento a tre dei distretti tecnologici toscani. Il progetto MIT-Unipi è infatti nato con l'obiettivo di sostenere in particolare la promozione di collaborazioni di ricerca tra i docenti del MIT e quelli dell'Università di Pisa su progetti aperti a tematiche nuove e avanzate.

I progetti

Marta Pappalardo «Assessing the effect of Biota on coastal Rock Surface»
Marta Pappalardo
Il progetto di ricerca si propone di indagare con un approccio quantitativo le interazioni fra quegli organismi marini, come mitili e balanidi, che vivono aderenti ai litorali rocciosi e i substrati ai quali essi si fissano. È noto infatti che la distribuzione di questi organismi varia in funzione delle modificazioni ambientali. La sfida scientifica consiste nel verificare in quale misura essi svolgano un ruolo nel modellamento delle rocce lungo costa e quindi se, in ultima analisi, le loro variazioni in risposta alle modificazioni ambientali abbiano un impatto sull'evoluzione a lungo termine dei paesaggi costieri. L'opportunità che offre questo progetto è quella di avvalersi delle sofisticate tecniche di misura delle proprietà meccaniche delle rocce che hanno messo a punto i ricercatori del dipartimento di Ingegneria civile e ambientale del MIT, per ottenere indicazioni sui tassi di erosione delle rocce lungo costa. Comprendere i meccanismi attraverso i quali le forme del rilievo evolvono ha importanti implicazioni per la pianificazione degli interventi di protezione dei litorali e, in ultima analisi, per le politiche ambientali in aree costiere.
 

Lisandro Benedetti Cecchi«Critical Slowing Down and Early Warning Indicators of Regime Shifts»
Lisandro Benedetti Cecchi 
Il progetto valuta la possibilità di anticipare transizioni verso stati alternativi (regime shifts) in sistemi ecologici naturali mediante la sperimentazione sul campo. Vi è una crescente preoccupazione che la continua antropizzazione della biosfera possa innescare regime shifts in molti ecosistemi naturali, con conseguente perdita di biodiversità e di servizi. Recenti esperimenti con popolazioni di microorganismi hanno mostrato come sia possibile anticipare un regime shift in condizioni controllate di laboratorio. Il nostro studio si popone di estendere queste analisi a ecosistemi naturali, utilizzando i popolamenti ad alghe e invertebrati di coste rocciose come modello di studio. Sarà valutata l'ipotesi secondo cui la capacità di recupero del sistema da piccole perturbazioni dovrebbe diminuire lungo il gradiente di perturbazione dello strato algale arborescente (critical slowing down). L'esperimento permetterà inoltre di valutare se gli indicatori indiretti proposti per anticipare regime shifts, quali l'aumento di autocorrelazione e di varianza, si comportano come previsto dalla teoria in condizioni naturali. I risultati diranno se questi indicatori sono effettivamente utilizzabili per anticipare regime shifts in ecosistemi naturali con importanti implicazioni per la conservazione e la gestione ambientale.
 

Valentina Domenici «Energy Storage Devices and Actuators based on Composites of Liquid Crystal Elastometers»
Valentina Domenici
Il progetto riguarda alcuni materiali compositi di notevole interesse tecnologico costituiti da un film a doppio strato in cui la componente principale è data da un particolare tipo di materiale "soft" che è in grado di modificare la propria forma (allungarsi e accorciarsi) cambiando la temperatura: gli elastomeri liquido cristallini. Ricoprendo questi film con polimeri conduttori, strati sottili di metalli o di ossidi metallici è possibile osservare una variazione di forma, reversibile e controllata, applicando altri tipi di stimoli esterni, come i campi elettrici. Questi film a doppio strato quindi sono utilizzabili non solo come attuatori, ma anche come micro-dispositivi in grado di convertire varie forme di energia: termica, meccanica ed elettrica, ad esempio. Il progetto riguarda lo studio chimico-fisico dei meccanismi alla base del funzionamento di questi materiali a doppio strato, con particolare attenzione ai fenomeni all'interfaccia tra i due materiali. A questo scopo verranno combinate tecniche spettroscopiche (V. Domenici, UNIPI Pisa), tecniche elettrochimiche (Y. Shao-Horn, MIT Boston) e computazionali (A. Kolpak, MIT Boston).
 

«Mechanical Models for Masonry Walls under Seismic Action»
Riccardo Barsotti
Riccardo BarsottiIl progetto di ricerca, che sarà sviluppato da Riccardo Barsotti (a sinistra) insieme a Stefano Bennati, docenti del dipartimento di Ingegneria civile e industriale dell'Università di Pisa, e da John Ochsendorf, del dipartimento di Architettura del MIT di Boston (a destra), ha per oggetto le costruzioni in muratura, una tipologia costruttiva che costituisce la maggior parte del patrimonio architettonico nel territorio italiano ed europeo.
Bennati OchsendorfLo studio sarà affrontato con i metodi e gli strumenti teorici che sono propri della Meccanica dei solidi e delle strutture, in particolare quelli riconducibili all'analisi limite e ai modelli elastici non lineari delle strutture. L'attività di ricerca si articolerà in più fasi. In una prima fase si procederà allo studio del comportamento sotto carico e della capacità portante ultima dei singoli elementi strutturali presenti nelle costruzioni murarie, quali pannelli, volte o archi. L'ipotesi, già oggetto di numerosi altri studi precedenti, è che l'utilizzo di semplici modelli meccanici consenta una descrizione sommaria ma efficace del loro comportamento. In seguito, basandoci sui risultati ottenuti, si elaboreranno schemi più complessi, rivolti all'analisi di porzioni più ampie di un intero edificio in muratura. Infine, verranno esaminati casi studio ritenuti particolarmente significativi.

Ne hanno parlato:
TirrenoPisa.it 
NazionePisa.it
Greenreport 
Controcampus 
StampToscana 
gonews.it
PisaInformaFlash.it 

Informazioni sul procedimento

I ricercatori universitari sono sottoposti al giudizio di conferma in ruolo dopo tre anni di effettivo servizio a decorrere dalla data di nomina.
Sono considerati effettivo servizio e come tali sono utili per il completamento del triennio, anche i periodi trascorsi in congedo per motivi di studio e ricerca, ai sensi dell'art. 8 della Legge 349/58, e in missione per conto della struttura di appartenenza.

Costituiscono invece motivo di interruzione varie tipologie di assenze, fra le quali il congedo straordinario, l'aspettativa per malattia e per motivi di famiglia, la sospensione cautelare, l'adesione a sciopero, le astensioni per maternità.
Qualora una di queste si verifichi nel corso del triennio, l'inizio del procedimento di conferma in ruolo viene posticipato dell'esatto periodo corrispondente a quello dell'assenza.
Gli effetti giuridici ed economici della conferma in ruolo decorrono dalla data di compimento del triennio di servizio; nei soli casi riconducibili ad astensione per maternità, retroagiscono al momento in cui il periodo si sarebbe concluso se non si fosse verificata l'interruzione.

Le fasi

  1. Le Amministrazioni di appartenenza dei candidati comunicano ai membri delle Commissioni giudicatrici nazionali (non appena resi noti dal Ministero), i nomi di coloro che hanno compiuto il triennio di effettivo servizio, e di coloro che si prevede che lo compiranno, durante il biennio solare di validità delle Commissioni medesime. Ogni Commissione deve sottoporre a giudizio di conferma in ruolo tutti i candidati appartenenti al settore scientifico-disciplinare per il quale è stata nominata.
  2. L'Amministrazione di appartenenza comunica a ogni candidato la data di compimento del triennio di effettivo servizio, invitandolo a depositare presso la segreteria del Dipartimento di afferenza una relazione in carta libera sull'attività scientifica e didattica svolta nel triennio;
  3. il candidato fa pervenire al Dipartimento la relazione insieme a anche eventuali titoli e pubblicazioni relativi a lavori svolti nel periodo oggetto del giudizio di conferma.
  4. Il Direttore promuove una deliberazione con cui il Consiglio di Dipartimento esprime un motivato giudizio sull’attività scientifica e didattica svolta nel triennio.
  5. Il candidato invia la delibera, insieme a titoli, pubblicazioni e relazione triennale, ai membri della Commissione nazionale.
  6. A seguito del giudizio favorevole della Commissione, è disposta, con decreto rettorale, la conferma nel ruolo di ricercatore universitario. 
    Se il giudizio è sfavorevole, può essere ripetuto una sola volta dopo un ulteriore biennio di servizio. Se anche il secondo giudizio è sfavorevole, il ricercatore cessa di appartenere al ruolo.
    Coloro che non superano il secondo giudizio di conferma possono avvalersi, a domanda, della facoltà di passare ad altra amministrazione.


Entro un anno dalla notifica dell'avvenuta conferma in ruolo, il ricercatore può richiedere, ai sensi dell'art. 103 del D.P.R. 382/80, il riconoscimento, ai fini della ricostruzione di carriera, dei servizi prestati anteriormente alla nomina in tale qualifica.

Istruzioni per la commissione

La commissione giudicatrice per la conferma in ruolo di professore associato, per l'assolvimento dei propri compiti, può riunirsi in una sede universitaria oppure per via telematica.

Riunione presso sede universitaria

La commissione si riunisce presso una sede universitaria, concordata dai membri stessi, e procede quindi alla nomina del presidente e del segretario della commissione. Dopo aver accertato che non esistono rapporti di parentela entro il quarto grado tra i commissari e tra questi e i candidati, la commissione esamina il materiale di cui è in possesso. Quindi, per ciascun candidato, valuta l'attività didattica, tenendo conto della delibera di Dipartimento, nonché l'attività scientifica che comprende, oltre le pubblicazioni, anche dattiloscritti, articoli e bozze purché relativi al triennio interessato. Infine, in relazione alle determinazioni alle quali perviene nella precedente fase, la commissione esprime un giudizio collegiale per ciascun candidato. Il presidente della commissione provvede a riunire i giudizi al verbale e ne cura l'invio, per mezzo di una lettera di trasmissione, al Rettore dell'Ateneo dove il candidato presta servizio.

Verbale riunione in sede download

Lettera di trasmissione download

Riunione per via telematica

In questo caso, i membri della commissione operano ognuno nella propria sede. I criteri da utilizzare e gli adempimenti da assolvere sono analoghi alla modalità precedente, con la differenza che i membri della commissione concordano i giudizi telefonicamente o per fax o per e-mail. Inoltre, nel verbale viene specificato che lo stesso è redatto e sottoscritto dal presidente della commissione e che ne fanno parte integrante le dichiarazioni di partecipazione ai lavori e di approvazione trasmesse dagli altri due membri. Tali dichiarazioni sono inoltrate al presidente tramite Fax o e-mail unitamente alla fotocopia di un documento di identità. Il presidente invia al Rettore dell'Università dove il candidato presta servizio, con una lettera di trasmissione a mezzo e-mail o pec, il verbale sottoscritto dal medesimo, nonché le dichiarazioni degli altri membri corredate delle fotocopie dei rispettivi documenti di identità.

Verbale riunione telematica download

Lettera di adesione download

Lettera di trasmissione download

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