Riprende lo scavo del Perucetus colossus, il cetaceo gigante scoperto in Perù
Nuova spedizione dei paleontologi dell’Università di Pisa nel deserto di Ica, in Perù, per ampliare lo scavo dove, nel 2023, è stato ritrovato parte dello scheletro di Perucetus colossus, il cetaceo vissuto circa 40 milioni di anni fa, che si stima possa essere stato l’animale più pesante mai esistito sulla Terra. Grazie all’uso di un grande escavatore, i ricercatori hanno potuto espandere significativamente l’area di ricerca: partendo dall’alto, sono stati rimossi parecchi metri cubi di roccia dalla collina, fino a giungere a circa un metro al di sopra dello strato fossilifero. In questo modo è stato creato un ampio terrazzo sul quale i paleontologi peruviani potranno lavorare con maggiore facilità, rimuovendo con martelli pneumatici gli strati di roccia che ancora celano il resto dello scheletro, incluso – si spera – il cranio.
Alla spedizione, svolta nell’ambito del progetto ProArcheo cofinanziato dall’Università di Pisa, hanno partecipato il professor Giovanni Bianucci, coordinatore del progetto, ed altri paleontologi del Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Pisa (il professor Alberto Collareta, la dottoressa Giulia Bosio ed il dottorando Francesco Nobile), insieme a geologi e micropaleontologi delle Università di Camerino e Milano Bicocca. Parte delle ricerche è stata svolta nell’ambito di un progetto PRIN coordinato da Alberto Collareta.
Lo scorso anno, il ritrovamento dei resti del gigantesco mammifero aveva suscitato un grande clamore mediatico a livello mondiale, al punto da venir considerato una delle tre scoperte scientifiche più straordinarie del 2023. Perucetus aveva catturato l'attenzione non solo per le sue imponenti dimensioni – si stima che potesse raggiungere i 20 metri di lunghezza – ma soprattutto perché potrebbe rappresentare l'animale più pesante mai esistito sulla Terra. La sua massa è stata infatti stimata poter raggiungere le 340 tonnellate, quasi il doppio di quella della più grande balenottera azzurra. I risultati dello studio del fossile erano stati pubblicati sulla rivista Nature.
“I precedenti scavi, andati avanti per oltre dieci anni, – spiega Bianucci – erano stati fortemente ostacolati dalle condizioni proibitive del sito. Il fossile era infatti parzialmente sepolto in una collina situata in una delle zone più inaccessibili e inospitali del deserto di Ica e la roccia che conteneva il fossile era estremamente dura. L'utilizzo dello scavatore – continua Bianucci – è stata pertanto una soluzione estrema dettata dall'eccezionale importanza del reperto e dall’impossibilità di procedere lo scavo con i mezzi tradizionali. Quando si recuperano i reperti fossili si fa infatti molta attenzione a limitare il più possibile l'impatto su queste aree desertiche, ancora incontaminate dall'uomo”.
“La frammentarietà dello scheletro ritrovato (composto da 13 vertebre, 4 costole e parte del bacino) – spiega Collareta – ha lasciato molti interrogativi aperti su vari aspetti della morfologia e dell’ecologia di Perucetus. In particolare, l'assenza del cranio e dei denti consente solo ipotesi speculative sulla sua alimentazione: era un erbivoro, come gli odierni lamantini, oppure uno spazzino che si nutriva di carcasse di vertebrati marini?”
“Il prossimo passo sarà dunque decisivo per ottenere nuovi indizi su come fosse fatto e su cosa si cibasse l’unico esemplare finora noto alla scienza di questo straordinario gigante marino di quasi 40 milioni di anni fa”, conclude Bianucci.
Al professor Aldo Frediani la medaglia “Gabrielli” dell’AIDAA, l’Associazione Italiana di Aeronautica e Astronautica
In occasione del Congresso ICAS (International Council of Aeronautical Sciences) tenutosi a Firenze dal 9 al 12 settembre 2024, è stata conferita al professor Aldo Frediani la medaglia “Gabrielli”, il premio istituito dalla AIDAA, Associazione Italiana di Aeronautica e Astronautica, in riconoscimento di eccezionali e straordinari risultati scientifici raggiunti nel campo delle scienze aerospaziali.
Il professor Frediani è stato premiato per le sue attività di ricerca, in particolare per lo studio di configurazioni innovative di aeromobili per aviazione civile in grado di aumentarne la efficienza e ridurne drasticamente i consumi; in questo settore è stato coordinatore scientifico di progetti nazionali ed europei, fra i quali il più noto è il “Parsifal project”, che gli hanno consentito di essere una guida di moltissimi giovani ricercatori nelle scienze aerospaziali (guarda il video della serie “Raccontare la Ricerca”); molti di loro oggi ricoprono posizioni importanti in diverse Università di tutto il mondo.
La medaglia è stata conferita da parte di una commissione internazionale con una motivazione che recita, fra l’altro: “An award in recognition of a lifetime dedicated to pushing the boundaries of aeronautical innovation, unparalleled expertise in advancing the science of flight and outstanding contribution in the field of aeronautical science”.
Dopo la laurea in Ingegneria Aeronautica nel 1972 e il ruolo di professore associato presso l’Università di Pisa, Aldo Frediani è diventato, nel 1985, professore ordinario di Strutture aeromissilistiche, succedendo al professor Luigi Broglio, presso la Scuola di Ingegneria Aerospaziale della Università “La Sapienza” di Roma e, dal 1990 professore di Aeroelasticità presso l’Università di Pisa.
È autore di oltre 200 pubblicazioni scientifiche, di numerosi brevetti, di quattro volumi in cooperazione, editi da Plenum e Springer, attinenti all’applicazione dei metodi della Matematica alla Ingegneria Aerospaziale, ha co-diretto diversi workshops nel periodo 1992-2015 presso la Scuola di Matematica del Centro Majorana di Erice, ha collaborato a progetto CMS presso il CERN di Ginevra con la Scuola di Fisica e INFN di Pisa, è stato prorettore per l’Edilizia e l’Impiantistica durante il mandato del rettore Luciano Modica, nel 2008 è stato insignito dell’Ordine del Cherubino dell'Università di Pisa, è stato direttore della rivista internazionale “Aerotecnica Missili e Spazio”, edita da Springer Nature, per circa un decennio.
Il professor Luca Sanguinetti nominato 'Fellow' dell'IEEE
Il professor Luca Sanguinetti, ordinario di Telecomunicazioni al Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell'Università di Pisa, è stato nominato "Fellow" dell’Institute of Electrical and Electronics Engineers (IEEE), la più importante organizzazione al mondo nell’ambito dell'ingegneria elettrica ed elettronica e delle tecnologie dell'informazione. Il prestigioso riconoscimento è stato assegnato al professor Sanguinetti “per i suoi contributi scientifici nel campo delle comunicazioni wireless multi-antenna e multi-cellulari”.
La IEEE è l’associazione professionale più grande del mondo dedicata al progresso della tecnologia a beneficio dell’umanità che conta 460.000 soci in 190 paesi, comprendendo un ampio spettro di settori che vanno dai sistemi aerospaziali, i calcolatori, le telecomunicazioni, ai sistemi biomedicali, i sistemi elettrici e l’elettronica di consumo. Il titolo di “Fellow” riconosce un'eccezionale distinzione nella professione ed è riservato a persone con un eccezionale curriculum di risultati in uno qualsiasi dei campi di interesse dell'IEEE. Ogni anno ottiene il titolo di “Fellow” meno dello 0,1% dei membri dell'IEEE.
Il curriculum del professor Luca Sanguinetti
Il professor Luca Sanguinetti ha conseguito con lode la laurea in Ingegneria delle Telecomunicazioni nel 2002 e il dottorato di ricerca in Ingegneria dell’Informazione nel 2005 presso l'Università di Pisa. Durante il suo percorso formativo, ha acquisito esperienze internazionali di rilievo: nel 2004 è stato visiting Ph.D. student presso il German Aerospace Center (DLR) a Oberpfaffenhofen, Germania, e tra il 2007 e il 2008 ha lavorato come Postdoctoral Associate presso il Dipartimento di Ingegneria Elettrica dell'Università di Princeton, negli Stati Uniti. Dal 2013 al 2017 è stato affiliato al Large Systems and Networks Group (LANEAS) di CentraleSupélec, Francia, grazie alla borsa di ricerca FP7 Marie Curie IEF per il progetto Dense deployments for green cellular networks, focalizzato sullo sviluppo di reti cellulari ad alta densità ed efficienti dal punto di vista energetico. Durante questo periodo, il professor Sanguinetti ha dato un importante contributo a progetti innovativi nel campo delle reti wireless e dei sistemi su larga scala.
È autore di due libri di riferimento nel settore dei sistemi di comunicazione: Massive MIMO Networks: Spectral, Energy, and Hardware Efficiency (2017) e Foundations on User-Centric Cell-Free Massive MIMO (2020), che rappresentano pietre miliari nello sviluppo delle tecnologie Massive MIMO, fondamentali per le reti 5G e le future generazioni di comunicazioni. Il professor Luca Sanguinetti ha ricevuto numerosi riconoscimenti prestigiosi, tra cui il Marconi Prize Paper Award in Wireless Communications (2018, 2022) e l’IEEE Communications Society Outstanding Paper Award (2023).
Ha ricoperto il ruolo di Associate Editor per IEEE Transactions on Wireless Communications, IEEE Transactions on Communications e IEEE Signal Processing Letters, oltre a essere Lead Guest Editor per IEEE Journal on Selected Areas of Communications. Attualmente è membro dell’Executive Editorial Committee di IEEE Transactions on Wireless Communications.
Stati Generali dell'Università - Diretta sulla WebTV della Camera
Giovedì 19 e venerdì 20 dicembre si terranno gli Stati Generali dell'Università, che saranno trasmessi in diretta sulla WebTV della Camera.
Informazioni al link: https://www.crui.it/archivio-notizie/stati-generali-dell%E2%80%99universit%C3%A0.html
Ateneo in lutto per la scomparsa della professoressa Gabriella Rossetti
Lunedì 16 dicembre 2024, ci ha lasciato il professoressa Gabriella Rossetti, a lungo ordinaria di Storia medioevale presso il Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell'Università di Pisa.
I funerali si terranno martedì 17 dicembre alle ore 15.30 nella chiesa di San Giovanni Contignaco a Salso Maggiore Terme.
Qui di seguito pubblichiamo un ricordo del prof.ssa Rossetti a firma di due sue allieve e docenti del Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell'Ateneo pisano: le prof.sse Enrica Salvatori e Gabriella Garzella.
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Il 16 dicembre 2024 ci ha lasciato Gabriella Rossetti, storica medievista di altissimo livello, già professoressa ordinaria dell'Ateneo pisano.
Allieva di Cinzio Violante presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dove si laureò nel 1959 con una tesi sul giovane Gioacchino Volpe, fu borsista dell'Istituto di Studi Storici "Benedetto Croce" di Napoli (1961-1962) presentando una dissertazione, diretta da Delio Cantimori, sull’influsso del materialismo storico nella medievistica italiana tra Otto e Novecento. Sempre nei primi anni Sessanta era responsabile alla Fondazione Italiana per la Storia Amministrativa, creata da Gianfranco Miglio, della rubrica Rassegna di storia delle istituzioni pubbliche in Italia per gli «Annali della FISA». Dal 1965 assistente di ruolo alla cattedra pisana di Storia Medievale, conseguì nel 1970 la libera docenza e nel 1975 l'ordinariato, insegnando, prima di tornare a Pisa, a Bologna (1973-1974) e a Torino (1976-1977).
Si distinse subito, oltre che per i contributi personali alla conoscenza del Medioevo, per l’incredibile capacità di dialogo con i principali studiosi dell'epoca e di organizzazione di incontri, da cui scaturirono volumi fondamentali come Forme di potere e struttura sociale in Italia nel Medioevo (Bologna, Il Mulino, 1977) e Medioevo rurale. Sulle tracce della civiltà contadina, curato con Vito Fumagalli (Bologna, Il Mulino, 1980), testi che hanno guidato la formazione di intere generazioni di medievisti.
Agli inizi degli anni Ottanta, frutto di discussioni e incontri con in principali studiosi italiani e internazionali nacque l'idea del GISEM, il Gruppo interuniversitario per la storia dell’Europa mediterranea, che Gabriella Rossetti ha guidato per oltre un quarto di secolo (1984-2012). Il GISEM si proponeva di «indagare con coerenza la civiltà europea – individuata come sistema maturo di relazioni – nel tempo che corre dalla koinè romano-germanica realizzata dai Carolingi all’Europa dei Comuni e dei Principati». Un lavoro gigantesco di impulso e coordinazione delle ricerche, in cui il contributo personale della Rossetti non veniva mai meno nell'approfondimento di specifiche tematiche, come nel costante sforzo di mettere a confronto in maniera propositiva gli specifici apporti individuali entro una griglia concettuale condivisa. Esito prezioso ne sono stati i venti volumi della collana «Europa Mediterranea. Quaderni» (Napoli, Liguori) e i ventisei della «Piccola Biblioteca GISEM» (Pisa, ETS), oltre a tre numeri del «Bollettino GISEM».
Fare una sintesi di questo intenso percorso, come dei principali lasciti della studiosa alla medievistica e alla conoscenza storica in senso lato, sarebbe ingeneroso, tale è la ricchezza delle analisi, condotte personalmente e stimolate continuamente negli altri. Nel suo lavoro si riconosce una profonda consapevolezza della complessità dell'oggetto dell'indagine – il passato – che spinge a proporre sempre nuove domande e a cercare costantemente legami di senso: il «filo rosso», come amava dire lei, che lega dinamiche sociali, esperienze di governo, congiunture economiche, istituti giuridici ed esperienze religiose, al fine di cogliere i lineamenti e le modalità di funzionamento del sistema.
Nel suo ultimo articolo riconosceva di essere appartenuta a una generazione fortemente sostenuta da maestri che «reduci dalle sconfitte ideologiche del Novecento, fecero a gara per consentirci di scegliere una via alla ricerca che rispondesse alle esigenze della nostra generazione». Possiamo dire che lei ripagò tale debito di gratitudine. Con abnegazione e generosità, unite a un'inestinguibile curiosità, si è impegnata costantemente nel condurre vecchi e giovani studiosi a indagare la molteplicità delle componenti e il variegato intreccio di relazioni del passato, fornendo quadri interpretativi, griglie di domande, schede preparatorie, idee e suggestioni in grado di far crescere con metodo il talento di ognuno.
Enrica Salvatori e Gabriella Garzella,
due sue allieve
Premio "Museo Nazionale delle Paste Alimentari" - XXV edizione
La Fondazione Vincenzo Agnesi bandisce per il 2025 la XXV edizione del premio "Museo Nazionale delle Paste Alimentari".
Il termine ultimo per la presentazione della domanda è il 3 novembre 2025.
Bando al link: https://www.fondazionevincenzoagnesi.it/wp-content/uploads/2024/08/bando-ufficial_premio-2025.pdf
Per ulteriori informazioni contattare l'indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Docenti dell’anno a Unipi per il 2024
Quarantatré premiati per dieci dipartimenti, tanti quanti hanno aderito all’iniziativa, ecco i docenti menzionati per il progetto “docente dell’anno” all’Università di Pisa per il 2024. La consegna degli attestati si è svolta in rettorato lunedì 16 dicembre nel corso di una cerimonia a cui hanno partecipato, fra gli altri, il rettore Riccardo Zucchi, il prorettore alla didattica Giovanni Paoletti insieme ai colleghi e colleghe dei dipartimenti e delle Scuole che hanno accolto e promosso l’iniziativa: Civiltà e Forme del Sapere, Economia e Management, Farmacia più i tre della Scuola di Ingegneria (civile e industriale-dici; dell'energia, dei sistemi, del territorio e delle costruzioni-destec; dell'informazione-dii), Scienze politiche, e il corso di studi di Medicina e chirurgia.
La scelta dei docenti si è basata fondamentalmente sui questionari di valutazione degli studenti, anche se ogni dipartimento ha profilato i criteri di nomina anche con altri indicatori, come ad esempio il ruolo accademico o il numero degli studenti che hanno seguito il corso. I docenti sono menzionati per i risultati eccellenti ottenuti in un loro insegnamento dello scorso anno accademico.
“Questa cerimonia, che giunge oggi alla sua seconda edizione, è il nostro modo per ribadire l’importanza della didattica e di ricordare come la trasmissione del sapere sia la prima missione di un’Università – ha detto il rettore dell’Università di Pisa, Riccardo Zucchi – Oggi, sfortunatamente, il ruolo della didattica non ha un adeguato riconoscimento né nei sistemi di valutazione e finanziamento degli Atenei né nei ranking internazionali. La sua centralità è offuscata da un’eccessiva attenzione alle sole attività di ricerca che, per quanto importantissime, non esauriscono il compito delle Università. E questo vale anche per l’abilitazione scientifica su cui la didattica non incide minimamente. Una distorsione di cui subiamo pesantemente le conseguenze. Il valore di questa cerimonia sta proprio in questo: premiare, attraverso la valutazione dei nostri studenti, tutti coloro che nella propria attività danno un ruolo rilevante alla didattica di questo Ateneo che è sempre di altissimo livello. Ai premiati, come a tutti i loro colleghi, va il mio più sentito ringraziamento”.
“Siamo alla seconda edizione di questa iniziativa, ai sei dipartimenti dello scorso anno si sono aggiunti Scienze politiche e un corso di studi importante come Medicina e chirurgia – racconta il prorettore Giovanni Paoletti -. Tutti sommati equivalgono quasi al 60% dell’intera popolazione studentesca. Abbiamo lasciato ampia libertà alle varie strutture di cogliere questa opportunità, così come di interpretare le linee guida per la nomina dei docenti. L’esperienza dell’anno scorso è servita a affinare e a rendere più omogenei i criteri. Attraverso questi docenti e l’opinione dei nostri studenti, è alla qualità della didattica di tutto l’Ateneo che vogliamo dare un riconoscimento simbolico ma sentito”.
"Ci tengo a sottolineare quanto sia fondamentale valorizzare costantemente l’impegno didattico all’interno della nostra comunità accademica - ha detto Gabriele Pannocchia, presidente della Scuola Interdipartimentale di Ingegneria - È essenziale che, accanto alla ricerca che ci distingue, prestiamo la dovuta attenzione all'insegnamento, in particolare rivolgendoci ai giovani ricercatori. Spesso, infatti, essi sono troppo focalizzati sull’attività di ricerca e rischiano di trascurare il loro ruolo educativo, sotto la spinta dei meccanismi di reclutamento e avanzamento di carriera esclusivamente incentrati sui prodotti della ricerca. Solo attraverso un equilibrato connubio tra ricerca e didattica possiamo garantire una formazione completa e di qualità per i nostri studenti, oltre ad una continua crescita qualitativa della comunità universitaria".
Ma ecco in dettaglio i nomi e i relativi insegnamenti per dipartimento. A Civiltà e Forme del Sapere sono nove: Anacleto D’Agostino (Archeologia e storia dell’arte del vicino oriente antico), Marco Matteoli (Storia della filosofia moderna e contemporanea), Renata Pepicelli (Islamologia), Paolo Tomei (Storia dell’Alto Medioevo), Chiara Savettieri (Didattica della storia dell’arte), Giovanni Paoletti (Istituzioni di storia della filosofia moderna), Luisa Andriollo (Istituzioni di storia bizantina), Chiara Tognolotti (Storia del cinema), Adriano Fabris (Etica della comunicazione). Undici per il Dipartimento di Economia e Management: Fabrizio Bientinesi (Storia delle teorie monetarie, bancarie e finanziarie), Stefano Coronella (Ragioneria applicata), Zeila Occhipinti (Valutazioni di bilancio), Giulia Romano (Economia aziendale), Giovanna D’Inverno (Principles of Mathematics), Lorenzo Corsini (Labour Economics in an European Perspective), Marco Allegrini (Bilancio e principi contabili), Maria Cristina Quirici (Economia e strategie del mercato mobiliare), Luca Spataro (Economia della regolamentazione), Matteo Corciolani (Comunicazione di marketing e brand management), Alessandro Gabrielli (Sistemi informativi gestionali). Tre al Dipartimento di Farmacia: Sabrina Taliani (Analisi quali-quantitativa dei prodotti per la salute), Alma Martelli (Farmacologia e farmacoterapia II) e Valentina Citi (Tossicologia). Dieci alla Scuola di Ingegneria: Giuseppe Lettieri (Calcolatori elettronici), Giovanni Basso (Elettronica), Andrea Piemonte (Topografia e tecniche di rilievo digitale), Luisa Pellegrini (Economia e organizzazione aziendale), Marco Lagnoni (Transport Phenomena in Materials), Sandra Vitolo (Chimica industriale II), Giacomo Salvadori (Analisi energetica degli edifici), Giacomo Bacci (Communication Systems and Cybersecurity), Roberto Gabbrielli (Plant maintenance), Lorenzo Ferrari (Dinamica e regolazione di sistemi energetici). Otto infine per il Dipartimento di Scienze politiche: Alessandro Volpi (Storia contemporanea), Enrico Calossi (Relazioni internazionali), Carlo Morganti (Storia delle dottrine politiche e sociali), Federico Niccolini (Organizzazione dei beni culturali), Simone Paoli (Storia diplomatica dell'età contemporanea), Chiara Franco (Economia dell'innovazione), Eugenio Pizzimenti (Metodi e strumenti per l'analisi delle politiche pubbliche), Lavinia Vizzoni (Diritto minorile e di famiglia). Due per il Corso di studi in Medicina e chirurgia: Leonardo Rossi (Biologia Cellulare e Applicata) e Riccardo Zucchi (Biochimica).
The first two graduates in “Biotechnologies and Applied Artificial Intelligence for Health” at La Sapienza
The first two graduates in “Biotechnologies and Applied Artificial Intelligence for Health”, the Master’s Degree course created and activated in the 2022/23 academic year to educate graduates with advanced digital skills applied and applicable to the field of biomedicine and medical biotechnologies, received their degrees by defending their theses in the historic Aula Magna of La Sapienza University building. Giacomo Tornabene, 26, from Grosseto, defended the thesis “Development of AI tools guiding phage engineering to target antibiotic-resistant bacteria”, with Prof. Mariagrazia Di Luca and Dr. Giuseppe Maccari as supervisors; Piero Giovannoni, 25, from Lucca, defended the thesis “Development of Machine Learning models for toxicological profile prediction of chemical compounds”, with Prof. Tiziano Tuccinardi and Prof. Giulio Poli as supervisors.
Piero Giovannoni and Giacomo Tornabene.
The Master’s Degree course “Biotechnologies and Applied Artificial Intelligence for Health” is based on an interdisciplinary, international and innovative cultural project. In the context of advanced digital skills, this degree is part of a project funded by the European Commission for the development of innovative teaching in “Advanced Digital Skills”, also through the creation of double degree programmes between different partners (Universitỳ of Pisa, University of Aix-Marseille, University of Stockholm).
“The Department of Biology, with the invaluable collaboration of other University Departments (Information Engineering, Informatics, Pharmacy, Translational Research and New Technologies in Medicine and Surgery, Law), is proud to be able to offer such an innovative course with an international scope for the education of highly qualified professionals in the field of medical biotechnology,” said Professor Antonella Del Corso, Head of the Department. “I would like to thank Professor Arianna Tavanti, Chair of the study programme, as well as Professor Roberto Giovannoni and Professor Daria Bottai, members of the Steering Committee of the European project, who have made a fundamental contribution to the success of this initiative”.
“The course in Biotechnologies and Applied Artificial Intelligence for Health has been very interesting and stimulating for me. It has allowed me to face many challenges and grow both personally and professionally,” commented Piero Giovannoni. “It was really enriching to share this experience with students from all over the world, thanks to the international context of the course, which was taught entirely in English. Looking to the future, I believe that Artificial Intelligence is a fundamental resource that is developing at a rapid pace and is becoming an integral part of our lives. Especially in the field of health, these technologies have extraordinary potential, and my goal is to work in areas where they can be integrated into everyday processes and help to improve the quality of life through innovative solutions”.
“After completing this Master’s Degree course, I intend to use the interdisciplinary skills I have acquired to contribute to innovation in the healthcare sector,” commented Giacomo Tornabene. “I believe that Artificial Intelligence can play a major role in revolutionising various aspects of this field and I hope that my multidisciplinary training will contribute to this evolution”.
Il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) e il Il Trattamento di Fine Servizio (TFS)
Il Trattamento di Fine Rapporto (TFR)
Il trattamento di fine rapporto (TFR) è una somma di denaro corrisposta al lavoratore dipendente all'atto della risoluzione del rapporto di lavoro.
L'importo è determinato dall'accantonamento di una quota pari al 6,91% della retribuzione annua e dalle relative rivalutazioni, per ogni anno di servizio o frazione di anno.
Il regime di TFR si applica al personale contrattualizzato (personale tecnico, aministrativo, bibliotecario) con data di assunzione a tempo indeterminato successiva al 31.12.2000
Leggi di più sul TFR
Il Trattamento di Fine Servizio (TFS)
È la cosiddetta "indennità di buonuscita" e cioè una somma di denaro corrisposta una tantum al lavoratore quando cessa dal servizio.
È erogata al personale docente e ricercatore di ruolo, e al personale tecnico amministrativo di ruolo assunto con contratto a tempo indeterminato prima del 1° gennaio 2001.
Per i dipendenti iscritti in regime di trattamento di fine servizio, esistono periodi riscattabili, che possono incrementare l’entità complessiva del periodo utile ai fini del TFS e, di conseguenza, l’importo finale della liquidazione (leggi di più).
Per presentare la domanda di riscatto potete rivolgervi allo staff dell'Unità Posizione Previdenziale Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Chiusura Sale Studio per le vacanze natalizie
Le aule saranno chiuse nei seguenti giorni:
- Polo Guidotti: 21 dicembre - 6 gennaio
- Ingegneria Polo Biennio: 21 dicembre - 6 gennaio
- Polo Etruria: 21 dicembre - 6 gennaio
- Polo Etruria Sala Studio: 21 dicembre - 6 gennaio
- Polo C: 21 dicembre - 6 gennaio
- Ingegneria Polo Triennio: 21 dicembre - 6 gennaio
- Polo Economia: 24, 27, 31 dicembre e sabato 28 dicembre e 4 gennaio
- Palazzo Ricci: 24, 27, 31 dicembre; 23-30 dicembre e 2-3 gennaio riduzione da due a un operatore, orario 7.30-15.30
- Palazzo Ricci supporto aule 1° piano: 21 dicembre - 6 gennaio
- Sala Studio Palazzo Ricci: 21 dicembre - 6 gennaio
- Aule D: 21 dicembre - 6 gennaio
- Polo Fibonacci 1p: 21 dicembre - 6 gennaio
- Polo Fibonacci portineria centrale: 21 dicembre - 6 gennaio
- Palazzo "La Sapienza": 24, 27, 31 dicembre; 23-30 dicembre e 2-3 gennaio riduzione da due a un operatore, orario 7.30-15.30
- Aule Cisanello: 21 dicembre - 6 gennaio
- Aula Studio Pacinotti: 21 dicembre - 4 gennaio; 5 e 6 gennaio variazione orario 8.00-20.00
- Polo Nobili: 21 dicembre - 6 gennaio
- Polo Piagge sala studio: 21 dicembre - 6 gennaio
- Polo Piagge piano 1: 21 dicembre - 6 gennaio
- Polo Piagge piano 2: 21 dicembre - 6 gennaio
- Polo Piagge piano terra: 21 dicembre - 6 gennaio
- Polo San Rossore: 21 dicembre - 6 gennaio
- Polo Porta Nuova Sala Studio: 21 dicembre - 4 gennaio; 5 e 6 gennaio variazione orario 8.00-20.00
- Polo Porta Nuova: 21 dicembre - 6 gennaio
- Polo Carmignani: 21 dicembre - 6 gennaio
- Polo Benedettine: 21 dicembre - 6 gennaio
- Aula Ponte: 21 dicembre - 6 gennaio
- Edificio E: 27 dicembre e 2, 3 gennaio; 24 e 31 dicembre chiusura ore 12.30
- Area Pontecorvo: 21 dicembre - 6 gennaio
- Palazzo Boilleau e Curini: 21 dicembre - 6 gennaio