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Comunicati stampa

La chirurgia genica ha un nuovo alleato, sono le nanoparticelle d’oro grazie alle quali i principi attivi riescono ad entrare nel nucleo delle cellule e agire sul DNA eliminando le mutazioni dannose. La scoperta arriva dal progetto europeo I-Gene appena giunto a conclusione e premiato dall'European Innovation Council per il suo alto contenuto innovativo. Si tratta di un riconoscimento che la Commissione Europea concede in caso di risultati estremamente rilevanti.

“Siamo un'epoca in cui possiamo editare i genomi e questo significa che se ci sono degli errori, noi tendenzialmente li possiamo correggere, ma per trasformare tutto questo in terapie e applicazioni utili c’è un collo di bottiglia”, spiega la professoressa Vittoria Raffa del Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa, coordinatrice del progetto.

“I principi attivi che fanno questo editing sono infatti degli enzimi che da soli non riescono a penetrare nelle cellule, – continua Raffa - per risolvere la questione noi abbiamo inventato dei vettori che sono delle nanoparticelle d’oro. Rispetto ai vettori attualmente utilizzati che impiegano virus presentano alcuni vantaggi: non sono tossici, il che consente un loro utilizzo più ampio senza controindicazioni, e si attivano con la luce”

 

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Il team del progetto, da sinistra a destra: Arnoud Everhardt, Vittoria Raffa, Soultana Konstantidinou, Marta d’amora, Mascha Stroobant, Agnieszka Lindstaedt, Carmen Piazza, Alessandro De Carli, Elena Landi, Chiara Gabellini, Michele Lai, Dariusz Witt, Piotr Barski.

La sperimentazione delle nanoparticelle d’oro è stata fatta in vitro e in vivo su embrioni di zebrafish, i casi studio hanno riguardato il COVID-19 e il melanoma, sfruttando in quest’ultimo caso proprio la fotoattivazione attraverso laser.

A livello tecnico, I-Gene ha dunque proposto un nuovo concetto di ingegneria genetica con una metodologia basata sull'attivazione laser di un nano vettore capace di innescare una rottura o scissione del DNA. La superiorità rispetto alle metodologie attuali risiede anche nell'integrazione delle funzioni temporale, spaziale e di fedeltà: l’editing avviene solo quando il laser è acceso, dove il laser è focalizzato e solo sul bersaglio. Complessivamente, questo consente il controllo dell'editing a singola cellula e fornisce un livello di sicurezza assoluto per lo sviluppo di un editing genomico efficace per applicazioni biotecnologiche e terapeutiche.

Insieme alla professoressa Vittoria Raffa hanno lavorato al progetto per l’Università di Pisa la professoressa Chiara Gabellini del dipartimento di Biologia, il professore Mauro Pistello e il dottore Michele Lai del dipartimento di Medicina Traslazionale, e il professore Francesco Fuso del dipartimento di Fisica.

La conferenza finale di I-GENE si è tenuta all'ExCel di Londra il 19-20 marzo come evento satellite del “Advanced Therapies Congress”, la più grande conferenza ed esposizione europea sulle terapie cellulari e geniche. È stata un'opportunità incredibile e unica per i ricercatori di I-GENE di incontrare leader del settore e decisori politici, condividere intuizioni, creare partnership e tracciare il percorso per il futuro delle terapie avanzate.

Il risultato frutto di I-Gene, un progetto coordinato dall’Università di Pisa che è stato premiato per l’alto contenuto innovativo dall'European Innovation Council

 

La chirurgia genica ha un nuovo alleato, sono le nanoparticelle d’oro grazie alle quali i principi attivi riescono ad entrare nel nucleo delle cellule e agire sul DNA eliminando le mutazioni dannose. La scoperta arriva dal progetto europeo I-Gene appena giunto a conclusione e premiato dall'European Innovation Council per il suo alto contenuto innovativo. Si tratta di un riconoscimento che la Commissione Europea concede in caso di risultati estremamente rilevanti.

“Siamo un'epoca in cui possiamo editare i genomi e questo significa che se ci sono degli errori, noi tendenzialmente li possiamo correggere, ma per trasformare tutto questo in terapie e applicazioni utili c’è un collo di bottiglia”, spiega la professoressa Vittoria Raffa del Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa, coordinatrice del progetto.

“I principi attivi che fanno questo editing sono infatti degli enzimi che da soli non riescono a penetrare nelle cellule, – continua Raffa - per risolvere la questione noi abbiamo inventato dei vettori che sono delle nanoparticelle d’oro. Rispetto ai vettori attualmente utilizzati che impiegano virus presentano alcuni vantaggi: non sono tossici, il che consente un loro utilizzo più ampio senza controindicazioni, e si attivano con la luce”.

La sperimentazione delle nanoparticelle d’oro è stata fatta in vitro e in vivo su embrioni di zebrafish, i casi studio hanno riguardato il COVID-19 e il melanoma, sfruttando in quest’ultimo caso proprio la fotoattivazione attraverso laser.

A livello tecnico, I-Gene ha dunque proposto un nuovo concetto di ingegneria genetica con una metodologia basata sull'attivazione laser di un nano vettore capace di innescare una rottura o scissione del DNA. La superiorità rispetto alle metodologie attuali risiede anche nell'integrazione delle funzioni temporale, spaziale e di fedeltà: l’editing avviene solo quando il laser è acceso, dove il laser è focalizzato e solo sul bersaglio. Complessivamente, questo consente il controllo dell'editing a singola cellula e fornisce un livello di sicurezza assoluto per lo sviluppo di un editing genomico efficace per applicazioni biotecnologiche e terapeutiche.

Insieme alla professoressa Vittoria Raffa hanno lavorato al progetto per l’Università di Pisa la professoressa Chiara Gabellini del dipartimento di Biologia, il professore Mauro Pistello e il dottore Michele Lai del dipartimento di Medicina Traslazionale, e il professore Francesco Fuso del dipartimento di Fisica.

 

baldinelliArianna Baldinelli, ricercatrice e docente presso il Dipartimento di Ingegneria dell'Energia, dei Sistemi, del Territorio e delle Costruzioni dell’Università di Pisa, è stata premiata con l’HER Young Scientist Award 2024 nella categoria Hydrogen Usages durante la European Hydrogen Week, uno degli eventi più importanti nel settore dell’idrogeno, tenutosi presso l’Expo di Bruxelles.

Il riconoscimento, assegnato da Hydrogen Europe Research, celebra i giovani scienziati che si distinguono per il loro contributo innovativo nelle tecnologie legate all’idrogeno. Baldinelli si è distinta per i suoi studi sull’utilizzo dell’idrogeno come strumento chiave per l’integrazione settoriale e la transizione energetica.

Nella motivazione del premio si sottolinea come il suo lavoro rappresenti un contributo fondamentale alla creazione di soluzioni energetiche pulite e sostenibili.

L'attività di ricerca di Arianna Baldinelli si colloca nel settore delle macchine e sistemi per l’energia e l’ambiente, con un’attenzione particolare a temi centrali per la transizione energetica. Tra i suoi principali ambiti di interesse ci sono l'idrogeno verde e i combustibili sostenibili (ammoniaca e biocombustibili), le filiere bioenergetiche, l'integrazione delle fonti rinnovabili e l'ottimizzazione di soluzioni per la produzione e l'accumulo di energia. Questi studi mirano a promuovere l'adozione di modelli e tecnologie sostenibili per la decarbonizzazione, l'efficientamento e l'accessibilità all'energia.

La cerimonia di premiazione si è svolta mercoledì 20 novembre presso l’Innovation Forum della European Hydrogen Week, a Bruxelles. L’iniziativa ha premiato cinque giovani scienziati, uno per ciascuna delle quattro aree strategiche individuate dalla Clean Hydrogen Partnership, oltre a un riconoscimento speciale per il Miglior Ricercatore dell’Anno.

Oltre ad Arianna Baldinelli, altri due italiani sono stati premiati: Stefano Barberis dell’Università di Genova per la categoria Cross-Cutting Activities e Paolo Marocco del Politecnico di Torino, nominato Miglior Ricercatore dell’Anno.

Questo riconoscimento sottolinea l’importanza di attrarre giovani talenti nel settore dell’idrogeno e il ruolo centrale della ricerca toscana e italiana nel panorama europeo delle energie rinnovabili.

(Fonte: Ufficio Comunicazione Tour4EU).

La SkyBox Engineering SRL, azienda spin-off dell'Università di Pisa, con sede presso il Dipartimento di Ingegneria civile e industriale, sezione Aerospaziale, ha presentato due applicazioni di velivoli derivanti dai risultati delle ricerche condotte negli anni dal team del professor Aldo Frediani della Università di Pisa, allo stand della Camera di Commercio Italo-Cinese durante il XV Air Show di Zhuhai, in Cina, dal 12 al 17 novembre 2024.

La cerimonia di apertura dello stand, avvenuta alla presenza del Console Generale d’Italia a Canton, Valerio De Parolis, ha visto la presenza dell’ingegner Marco Martini, laureato presso l’Ateneo di Pisa e direttore del business development di SkyBox, al quale si è unito il giorno seguente l’ingegner Emanuele Rizzo, direttore tecnico di SkyBox e dottorato sempre presso il nostro Ateneo.

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Il Console Generale di Canton assieme all'Ing. Marco Martini di SkyBox.

Nello stand di SkyBox Engineering, progettato in collaborazione con MBVision di Pontedera, sono stati esposti due modelli statici in scala dei velivoli innovativi classe PrandtlPlane: IDINTOS e Parsifal, risultanti da progetti europei guidati da UniPI e dall’azienda spin-off nel periodo 2011-2020 e ai quali hanno partecipato altri partners Toscani ed Europei.

Il concetto di velivolo innovativo PrandtlPlane è stato il protagonista principale di tutto lo stand italiano suscitando enorme interesse tra i visitatori accorsi, in particolare gli addetti ai lavori ne hanno apprezzato il design e l’aerodinamica innovativa, nonché l’elevato spessore scientifico degli studi condotti.

In particolare, IDINTOS (IDrovolante INnovativo TOScano), progetto finanziato dalla Regione Toscana nel periodo 2011-2013, è un velivolo anfibio che propone un modo più sicuro di volare con velivoli ultraleggeri. Il design delle ali è di tipo “boxwing” che permette un’efficienza aerodinamica massima di 18:1 (valore misurato in test in galleria del vento presso il Politecnico di Milano) che si traduce in minori consumi e con la possibilità di rendere completamente elettrica la propulsione. Inoltre, la configurazione alare mostra uno stallo molto più dolce rispetto ad un velivolo tradizionale che, assieme ad un sistema di comandi innovativo che ne aumenta notevolmente la sicurezza durante manovre a bassa quota, permette al pilota di uscire dallo stallo in modo sicuro. Anche il comfort ne risulta aumentato grazie all’elevato smorzamento aerodinamico delle ali a box.

PARSIFAL (PrandtlPlane ARchitecture for the Sustainable Improvement of Future AirpLanes) è stato un Progetto europeo H2020 che ha dimostrato che è possibile progettare un velivolo da 308 passeggeri con un’apertura alare di 36 m, compatibile con la classe ICAO-C degli aeroporti, con un incremento di carico pagante dell’86%, una diminuzione di emissioni di CO2 del 20% e con un miglioramento dei costi per passeggero per km (CASK) del 10%. Questa classe di velivoli apre un nuovo modello di business per l’aviazione permettendo una maggiore capacità di carico senza impattare sui tempi a terra richiesti dagli operatori aeroportuali. Numerosi gli apprezzamenti e l’interesse sia da parte di istituzioni italiane quali i gruppi di lavoro della Camera di Commercio Italiana in Cina che da esperti, investitori ed imprese cinesi.

SkyBox Engineering ha inoltre ricevuto l’invito a partecipare alla prossima China Helicopter Exposition dal 18 al 21 settembre 2025 fiera di Tianjin, Cina, durante la quale saranno presentate le ultime ricerche sugli eVTOL condotte dall’Azienda Spin-off di UniPI.

Lunedì, 25 Novembre 2024 12:48

Concerto "Pugni - Tuffo"

Martedì 30 novembre, alle ore 21.00, presso l'ExWide (Via Franceschi) si svolgerà il concerto in full band dal titolo "Pugni - Tuffo".

La partecipazione è libera e gratuita.

L'evento è organizzato dall'Associazione La Locura e si svolge con i contributi per le attività studentesche dell'Università.

Per informazioni contattare l'indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

Lunedì, 25 Novembre 2024 12:43

Concerto "Pugni - Tuffo"

Martedì 30 novembre, alle ore 21.00, presso l'ExWide (Via Franceschi) si svolgerà il concerto in full band dal titolo "Pugni - Tuffo".

La partecipazione è libera e gratuita.

L'evento è organizzato dall'Associazione La Locura e si svolge con i contributi per le attività studentesche dell'Università.

Per informazioni contattare l'indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

Senza titolo-1 copia.jpgL’Unità operativa di Gastroenterologia dell’Aoup diretta dal professore Massimo Bellini dell'Università di Pisa (foto) è stata riconosciuta dalla Regione Toscana Centro di riferimento regionale per lo studio e il trattamento dei disturbi funzionali e motori dell’apparato digerente. E’ infatti uno dei tre centri in Italia (unico in Toscana) in grado di erogare tutte le metodiche per una diagnosi completa di questi disturbi. Inoltre, grazie all’elevata expertise raggiunta, è di riferimento per la stesura e l’attivazione di linee guida e protocolli di ricerca nazionali e internazionali.

I disturbi funzionali e motori dell’apparato digerente rientrano nella branca della gastroenterologia che valuta la funzione sensitiva e motoria del tratto gastrointestinale. Le più recenti acquisizioni scientifiche hanno permesso inoltre di delineare l’importanza del ruolo dell’interazione tra cervello, microbiota intestinale e intestino. Ecco perché la diagnosi e il trattamento dei disturbi richiedono un approccio multidisciplinare da parte di più specialisti dedicati.

In Aoup questo avviene con una collaborazione costante degli specialisti della Gastroenterologia con i colleghi dell’Endoscopia digestiva, della Chirurgia dell’esofago e della Chirurgia generale, della Ginecologia e Ostetricia, della Chirurgia proctologica e perineale, della Neurologia, Pediatria e Reumatologia. Sono infatti attivi nella struttura ambulatori specialistici e attività diagnostiche (manometria di tutti i segmenti del tubo digerente, pH impedenziometria, esofagea, ecografia funzionale, breath test) specificamente orientati alla diagnosi e alla cura di questo tipo di patologie, in collaborazione con altre strutture dell’Aoup.

Il gruppo di medici e di ricercatori dedicati (Massimo Bellini e Nicola de Bortoli, rispettivamente ordinario e associato di Gastroenterologia all’Università di Pisa, e i dottorandi Pierfrancesco Visaggi e Christian Lambiase) oltre al personale infermieristico specializzato, garantiscono inoltre anche una consistente attività didattica all’interno della struttura e nell’ambito dei corsi di laurea e di specializzazione. Inoltre la struttura è il riferimento, sia per l’Aigo-Associazione italiana dei gastroenterologi ed endoscopisti ospedalieri sia per la Sige-Società italiana di gastroenterologia ed endoscopia digestiva, per lo svolgimento di percorsi formativi per medici italiani e stranieri che vogliano approfondire le loro conoscenze in questo specifico settore disciplinare"

 

(Foto in copertina di Julien Tromeur da Pixabay)

Nuova alleanza per l’Università di Pisa che, lunedì 25 novembre, ha siglato un accordo quadro di collaborazione con il FAI - Fondo per l’Ambiente Italiano. Alla cerimonia di firma, avvenuta nella Sala Mappamondi del Palazzo alla Giornata, di Pisa, sede dell’Università, hanno preso parte il rettore dell’Ateneo, Riccardo Zucchi, e il Presidente del FAI Toscana, Rosita Galanti Balestri.

L’accordo, della durata iniziale di tre anni, prevede una collaborazione per la realizzazione di iniziative congiunte per la diffusione di una cultura orientata alla valorizzazione e alla tutela del patrimonio storico-artistico, del paesaggio e dell’ambiente, oltre che alla sua promozione. 

Ateneo e FAI, inoltre, lavoreranno insieme alla promozione della “cultura scientifica di ricerca, di analisi e di didattica proprie del mondo universitario ai fini della conoscenza storica, della valorizzazione e della promozione dei beni culturali locali, ambientali e paesaggistici”. Oltre a collaborare nell’organizzazione e nella promozione di iniziative congiunte.

Per la sua attuazione, l'accordo quadro prevede poi la stipula di accordi attuativi con le diverse realtà dell’Università di Pisa.

"Con questa convenzione e con le attività che realizzeremo assieme al FAI, l'Università di Pisa rafforza il suo impegno nella formazione e ricerca sulla valorizzazione e protezione dell'ambiente, del territorio e dei beni culturali, storici ed architettonici del nostro territorio - ha commentato il rettore dell'Ateneo pisano, Riccardo Zucchi – Passa anche da accordi come questo, d’altronde, la realizzazione del contributo che l’Università può dare allo sviluppo economico e culturale dei territori come, peraltro, indica anche il nostro Statuto”.

“Sono onorata – ha detto Rosita Galanti Balestri, Presidente FAI Toscana - di presenziare a questa cerimonia della firma che sancisce la collaborazione tra l’Università di Pisa e il Fai unite nello stesso intento cioè la sensibilizzazione sull’importanza della tutela del patrimonio e sul valore del volontariato come strumento di crescita della comunità”.

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Referenti per la realizzazione delle attività congiunte previste dalla convenzione, sono, per l’Università di Pisa, il professor Marco Macchia, Delegato per i rapporti con il territorio; per il FAI: la dott.ssa Daniela Di Nardo, Referente regionale FAI Toscana, per la convenzione, e la prof.ssa Luisa Pistelli, della Delegazione Pisana, per l’organizzazione di attività sul territorio.

Nuova alleanza per l’Università di Pisa che, lunedì 25 novembre, ha siglato un accordo quadro di collaborazione con il FAI - Fondo per l’Ambiente Italiano. Alla cerimonia di firma, avvenuta nella Sala Mappamondi del Palazzo alla Giornata, di Pisa, sede dell’Università, hanno preso parte il rettore dell’Ateneo, Riccardo Zucchi, e il Presidente del FAI Toscana, Rosita Galanti Balestri.

L’accordo, della durata iniziale di tre anni, prevede una collaborazione per la realizzazione di iniziative congiunte per la diffusione di una cultura orientata alla valorizzazione e alla tutela del patrimonio storico-artistico, del paesaggio e dell’ambiente, oltre che alla sua promozione. 

Ateneo e FAI, inoltre, lavoreranno insieme alla promozione della “cultura scientifica di ricerca, di analisi e di didattica proprie del mondo universitario ai fini della conoscenza storica, della valorizzazione e della promozione dei beni culturali locali, ambientali e paesaggistici”. Oltre a collaborare nell’organizzazione e nella promozione di iniziative congiunte.

Per la sua attuazione, l'accordo quadro prevede poi la stipula di accordi attuativi con le diverse realtà dell’Università di Pisa.

"Con questa convenzione e con le attività che realizzeremo assieme al FAI, l'Università di Pisa rafforza il suo impegno nella formazione e ricerca sulla valorizzazione e protezione dell'ambiente, del territorio e dei beni culturali, storici ed architettonici del nostro territorio - ha commentato il rettore dell'Ateneo pisano, Riccardo Zucchi – Passa anche da accordi come questo, d’altronde, la realizzazione del contributo che l’Università può dare allo sviluppo economico e culturale dei territori come, peraltro, indica anche il nostro Statuto”.

“Sono onorata – ha detto Rosita Galanti Balestri, Presidente FAI Toscana - di presenziare a questa cerimonia della firma che sancisce la collaborazione tra l’Università di Pisa e il Fai unite nello stesso intento cioè la sensibilizzazione sull’importanza della tutela del patrimonio e sul valore del volontariato come strumento di crescita della comunità”.

    

Referenti per la realizzazione delle attività congiunte previste dalla convenzione, sono, per l’Università di Pisa, il professor Marco Macchia, Delegato per i rapporti con il territorio; per il FAI: la dott.ssa Daniela Di Nardo, Referente regionale FAI Toscana, per la convenzione, e la prof.ssa Luisa Pistelli, della Delegazione Pisana, per l’organizzazione di attività sul territorio.

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