L'Università di Pisa dona una nuova pedana per disabili al Club Scherma 'Antonio Di Ciolo'
L'Università di Pisa ha donato una nuova pedana per gli atleti in carrozzina al Club Scherma "Antonio Di Ciolo", nella convinzione di poter contribuire allo sviluppo ulteriore di una disciplina che ha già portato, anche nella sezione disabili, numerosi allori alla città. La pedana permette, infatti, di svolgere un allenamento quotidiano ai numerosi atleti disabili, tra cui alcune studentesse e studenti universitari, che frequentano il Club Di Ciolo e che risolvono così - grazie all'intervento dell'Ateneo - buona parte dei problemi logistici e organizzativi a cui andavano incontro in precedenza.
"Tengo molto a ringraziare pubblicamente - ha detto Alessandro Di Ciolo, che insieme al maestro Stefano Cinotti porta avanti numerosi progetti rivolti alla disabilità in ambito motorio - l'Università di Pisa, che da sempre è vicina ai problemi sociali e di integrazione dei giovani, e in particolare il rettore Paolo Mancarella, che anche questa volta non ha fatto mancare il suo pieno sostegno all'iniziativa, confermando la sua grande sensibilità per le tematiche più delicate della nostra società. La scherma e, più in generale, lo sport, possono essere un mezzo di integrazione di straordinario valore: per questo, desidero esprimere la gratitudine all'Ateneo pisano a nome dell'intero Club e di tutti i ragazzi disabili che avranno modo di allenarsi sulla nuova pedana".
Intervista a Paolo Piaggi, lo scienziato che ha scoperto il gene dell’obesità
È uscita alcuni giorni fa la notizia di uno scienziato italiano che, al National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases (NIDDK) con sede a Phoenix, in Arizona, ha scoperto il THNSL2, un gene che rallenta il metabolismo e fa aumentare di peso. Lo scienziato si chiama Paolo Piaggi, ha 31 anni, è originario di La Spezia e si è formato all’Università di Pisa, dove ha conseguito la laurea triennale e poi specialistica in Ingegneria Biomedica, il dottorato di ricerca in Automatica, Robotica e Bioingegneria, vincendo poi un assegno di ricerca post dottorato. La sua scoperta è stata presentata al congresso annuale della US Obesity Society di New Orleans ed è molto importante perché identifica un fattore genetico che potrebbe diventare il target per cure per nuove cure contro l’obestità.
Paolo Piaggi ha scoperto che un maggiore livello di attività del gene THNSL2 è associato a un metabolismo più “lento”: «I soggetti con un’attività maggiore per questo gene – ha spiegato lo scienziato in un’intervista rilasciata all’ANSA – mostrano nell’arco di un anno di osservazione un aumento di peso tendenzialmente maggiore rispetto a chi, invece, presenta il gene meno attivo. Se studi futuri confermeranno questi risultati allora si potrebbero sviluppare farmaci che possano diminuire l’azione della proteina prodotta dal gene (SOFAT) in modo da aumentare il metabolismo e frenare l’aumento di peso».
Grazie all’intermediazione del professor Alberto Landi, uno dei relatori della sua tesi di laurea, Paolo Piaggi risposto ad alcune domande sulla sua formazione, il suo lavoro e la sua scoperta.
Qual è stata la tua formazione italiana?
Mi sono formato presso l'Università di Pisa dove ho conseguito la laurea triennale e la laurea specialistica in Ingegneria Biomedica. Ho continuato poi i miei studi ottenendo il dottorato in Automatica, Robotica e Bioingegneria, coordinato dal professor Andrea Caiti, sotto la guida del professor Alberto Landi (Ingegneria) e del professor Ferruccio Santini (Medicina).
Dove lavori ora?
Attualmente lavoro presso il National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases (NIDDK/NIH) con sede a Phoenix, Arizona (USA). Ho recentemente ottenuto una posizione di Staff Scientist e sono diventato Principal Investigator di due protocolli clinici sullo studio del metabolismo negli umani). La mia formazione costituisce un esempio di cooperazione interdisciplinare tra due aree diverse, perché se è vero che il mio background è quello del settore dell’Ingegneria Biomedica, le collaborazioni con il settore medico mi hanno portato all’attuale lavoro presso il NIDDK.
Perchè ti hanno premiato?
I risultati della mia ricerca sottomessa al convegno 2016 Obesity Week (New Orleans, Lousiana, Ott 31-Nov 4 2016) in forma di abstract è stata selezionata dal comitato organizzatore per la press release del convegno. L’obesità è un problema primario negli Stati Uniti e sta divenendo sempre più importante anche in Europa, quindi l’argomento di ricerca richiama molto interesse. Una volta identificato il gene che predispone all’obesità, pensate alla ricaduta della introduzione di un farmaco che permette di contrastarlo.
Come si lavora negli Stati Uniti?
Lavorare presso il NIDDK/NIH rappresenta un'opportunità unica per condurre ricerca di base e transazionale data la grande disponibilità di risorse economiche e la collaborazione con esperti di fama internazionale con cui poter sviluppare nuove idee e protocolli di studio. Per ora mi sono trovato veramente bene.
Continui a collaborare con l'Italia e ci torneresti?
Si, ho una collaborazione attiva con l'Università di Pisa nell'ambito di un progetto di ricerca inerente la costruzione di una camera metabolica nell’ospedale di Cisanello per studi metabolici in soggetti sani e con patologie endocrino-metaboliche. Mi dicono dall’Italia che siamo prossimi alla sua inaugurazione. La possibilità di condurre ricerche in Italia e magari a Pisa rappresenterebbe per me un'opportunità allettante per proseguire negli studi sul metabolismo e poter tornare alla mia "alma mater".
Marcella Aglietti - Delegata per il dottorato di ricerca
Marcella Aglietti
Professore ordinario di Storia delle Istituzioni Politiche presso il Dipartimento di Scienze politiche
Marcella Aglietti si è laureata in Scienze politiche all’Università di Pisa nel 1994 e ha conseguito il perfezionamento in “Storia moderna e contemporanea” presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa nel 1999. Ha usufruito di molteplici borse post-dottorali e di ricerca in Italia presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche, l’Università di Pisa e il Sant’Anna, e all’estero, conferite dal Bundesministerium für Wissenschaft und Verkehr austriaco, il Ministerio de Asuntos Exteriores del Regno di Spagna e l’Agencia Española de Cooperación Internacional, collaborando con il Consejo Superior de Investigaciones Científicas spagnolo.
E’ Accademica Corrispondente per l'Italia della Real Academia de la Historia di Spagna
È diventata ricercatrice in Storia delle istituzioni politiche nel 2006, poi professore associato e, dal 2016, è professore ordinario, in detta disciplina, sempre presso il dipartimento di Scienze politiche.
Incarichi istituzionali
Nel corso della sua carriera ha fatto parte, per due mandati consecutivi, del Senato accademico dell’Università di Pisa in rappresentanza dell’Area delle Scienze giuridiche, economiche e statistiche, politiche e sociali; ed è stata eletta, in più occasioni, quale componente della Commissione scientifica d’Area 14. È attualmente vice direttore del Dipartimento di Scienze politiche.
Attività didattico-scientifica
I suoi temi di ricerca vertono sulla storia istituzionale e politica in età moderna e contemporanea.
Si è occupata della costruzione dei ceti dirigenti e della mobilità delle élite nel granducato di Toscana, nonché delle istituzioni consolari in area mediterranea tra XVIII e XIX secolo. Parallelamente, si è dedicata con particolare riguardo alla storia della Spagna, allo studio del funzionamento degli organismi rappresentativi e di governo, alla storia della cittadinanza.
Ha al suo attivo diverse collaborazioni scientifiche con atenei e centri di ricerca in Spagna e in Francia, ed è autrice di 10 volumi, tra monografie e curatele, oltre a più di settanta articoli pubblicati in libri collettanei e riviste scientifiche in Italia e all’estero.
È titolare di insegnamenti di Storia delle istituzioni nei corsi di laurea magistrale del Dipartimento di Scienze politiche.
Contatti
Segreteria dei Prorettori
Palazzo Alla Giornata, Lungarno Pacinotti 43 - 56100 Pisa
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Luca Fanucci - Delegato all’integrazione degli studenti e del personale con disabilità e DSA
Luca Fanucci
Professore ordinario di Elettronica presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione
Luca Fanucci si è laureato con lode in Ingegneria Elettronica presso l'Università di Pisa nel 1992, e lì ha conseguito nel 1996 il titolo di Dottore di Ricerca in Ingegneria dell’Informazione. Dal 1992 al 1996 ha svolto attività di ricerca presso il Dipartimento dei Sistemi Elettrici dell'European Space Research and Technology Centre dell’Agenzia Spaziale Europea con sede a Noordwijk in Olanda. Dal 1996 al 2004 è stato ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche presso il Centro Studi Metodi e Dispositivi di Radiotrasmissione di Pisa. Dal 2004 è professore di Elettronica del dipartimento di Ingegneria dell’Informazione, prima come associato e poi come ordinario.
Incarichi istituzionali
Dal 2011 il professore Fanucci collabora con l'Unità per il supporto e l'integrazione degli studenti disabili dell’Università di Pisa. Dal 2016 ha ricoperto il ruolo di delegato del Rettore per gli studenti disabili e DSA. Dal 2007 è membro del Collegio dei docenti del dottorato in Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa. Dal 2013 è direttore del Laboratorio Nazionale AsTech (Assistive Technologies) del Consorzio interuniversitario nazionale per l’Informatica (CINI).
Attività didattico-scientifica
Il professore Fanucci è responsabile di insegnamenti nei Corsi di Laurea Magistrale in Ingegneria Elettronica, in Ingegneria Informatica, in Ingegneria delle Telecomunicazioni e in Embedded Computing Engineering.
I suoi principali interessi di ricerca riguardano la progettazione di circuiti integrati e sistemi embedded con particolare riguardo alla progettazione a livello di sistema, alla coprogettazione hardware e software, al basso consumo di potenza e ai sistemi di interfaccia ed elaborazione sensori. I principali settori di applicazione sono le telecomunicazioni, i veicoli spaziali e terrestri, i sistemi medicali e gli ausili tecnologici per le persone disabili ed anziani.
È co-autore di più di 400 pubblicazioni su riviste e conferenze internazionali e co-autore di più di 40 brevetti e/o domande di brevetto nazionale ed internazionale.
È stato responsabile scientifico in numerosi progetti di ricerca regionali e nazionali finanziati su bandi competitivi della Regione Toscana, del Ministero della Ricerca e dell’Istruzione, del Consiglio Nazionale delle Ricerche e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Inoltre è stato responsabile scientifico di numerosi progetti della Comunità Europea all’interno delle piattaforme di ricerca e sviluppo, quali FP6, FP7, AAL, ARTEMISIA, ENIAC e H2020.
È referente del dipartimento di Ingegneria dell’Informazione per l’Associazione Europea AAATE (Association for the Advancement of Assistive Technologies in Europe) e per le iniziative Europee EUROPRACTICE e ARTEMISIA (Advanced Research & Technology for EMbedded Intelligence and Systems Industry Association).
Ha partecipato al comitato scientifico di numerose conferenze internazionali nel settore della progettazione di sistemi elettronici. In particolare è stato Program Chair delle conferenze internazionali DSD 2008 e DATE 2014 e General Chair della conferenza DATE 2016. E’ Associate Editor della rivista Elsevier Microprocessors and Microsystems (Embedded Hardware Design). della rivista IOS Press Technology and Disability e della rivista IET Computers & Digital Techniques.
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Vincenzo Gervasi - Delegato al monitoraggio e all’ottimizzazione dell’uso degli spazi per la didattica
Vincenzo Gervasi
Professore associato di Informatica presso il Dipartimento di Informatica.
Ha conseguito la laurea in Scienze dell’Informazione all’Università di Pisa nel 1993. Dopo un periodo di esperienza industriale, è ritornato all’accademia conseguendo il dottorato di ricerca in Informatica nel 2000, per poi ricoprire i ruoli di ricercatore fino al 2014, quando poi è stato nominato professore associato al Dipartimento di Informatica. Dal 2004 è Honorary Associate presso l’University of Technology di Sydney.
Incarichi istituzionali
Alle attività didattiche e di ricerca, sono state associate diverse attività gestionali e di servizio, fra cui la partecipazione al Comitato di Presidenza della Facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali, alla Giunta del Dipartimento di Informatica, al Comitato di Gestione del Polo Didattico “L. Fibonacci”. Nel 2000 ha realizzato, in collaborazione con Franco Alberto Cardillo, il sistema software usato per la gestione degli spazi didattici dell’Ateneo. Da allora, con varie qualifiche, si è occupato del monitoraggio e dell’ottimizzazione degli spazi didattici. Dal 2012 è membro del Comitato Aule dell'Ateneo, su incarico del rettore.
Attività didattica e scientifica
Vincenzo Gervasi ha svolto una variegata attività didattica presso vari corsi di studio, principalmente attivati al dipartimento di Informatica, ma anche nei dipartimenti di Matematica, Scienze della Terra, Filologia, Letteratura e Linguistica e presso l’Accademia Navale. Ha tenuto altresì vari corsi di dottorato, sia presso l’Ateneo pisano che all’estero, ed è stato supervisore o co-supervisore di 8 dottorati di ricerca, nonché membro di commissioni di dottorato per altri atenei. Dal 2012 è direttore del master in Sviluppo di applicazioni mobili. Si occupa inoltre di divulgazione scientifica, sia sotto forma editoriale (è autore di 5 manuali didattici e di decine di articoli divulgativi), sia attraverso la partecipazione a eventi come l’Internet Festival o iniziative congiunte con le scuole. Svolge infine attività di formazione e aggiornamento professionale per aziende.
Gli interessi di ricerca di Vincenzo Gervasi gravitano intorno agli aspetti cognitivi dell’Ingegneria del software. In questo ambito sono poi stati sviluppati numerosi rami collaterali, che lo hanno portato a lavorare su temi quali l’elaborazione del linguaggio naturale, la rappresentazione ed elaborazione della conoscenza, le logiche non monotone, i metodi e linguaggi formali di specifica, e più recentemente, le tecniche di intelligenza artificiale e apprendimento automatico. Alcuni filoni si sono poi evoluti verso lo studio e la definizione di linguaggi per requisiti software, la tracciabilità nel software, e i sistemi distribuiti bioispirati. I risultati di queste ricerche sono documentati in oltre 100 pubblicazioni su sedi internazionali. Alla pubblicazione si affianca un'intensa attività di organizzazione e partecipazione a convegni, incluso il servizio in ruoli di Program Chair e Steering Committee nelle principali conferenze del settore, nonché la partecipazione a progetti di ricerca nazionale, internazionale, e applicata (sotto forma di contratti conto terzi con aziende).
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Spettacoli di Giocoleria, Acrobatica Aerea e Hula Hoop dell'Associazione News
Il 12 novembre l’Associazione News organizza due eventi di arte circense nell’ambito del Pisa Buskers - I° Festival delle Arti pendenti.
Duo Padella
giocoleria e intrattenimento itinerante
dalle 17 alle 18 e 30 tra Via San Martino e Corso Italia.
Acrobatica aerea e Hoola Hoop
dalle 19 alle 20 e 30 in Piazza Gambacorti
Spettacolo di acrobatica aerea a cura di Zazza performer in aria
Spettacolo di Hula Hoop a cura di Federica Pennetta dei The Circus Gang
Contatti
Associazione News
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Una nuova pedana per disabili al Club Scherma 'Di Ciolo'
L'Università di Pisa ha donato una nuova pedana per gli atleti in carrozzina al Club Scherma "Antonio Di Ciolo", nella convinzione di poter contribuire allo sviluppo ulteriore di una disciplina che ha già portato, anche nella sezione disabili, numerosi allori alla città. La pedana permette, infatti, di svolgere un allenamento quotidiano ai numerosi atleti disabili, tra cui alcune studentesse e studenti universitari, che frequentano il Club Di Ciolo e che risolvono così - grazie all'intervento dell'Ateneo - buona parte dei problemi logistici e organizzativi a cui andavano incontro in precedenza.
"Tengo molto a ringraziare pubblicamente - ha detto Alessandro Di Ciolo, che insieme al maestro Stefano Cinotti porta avanti numerosi progetti rivolti alla disabilità in ambito motorio - l'Università di Pisa, che da sempre è vicina ai problemi sociali e di integrazione dei giovani, e in particolare il rettore Paolo Mancarella, che anche questa volta non ha fatto mancare il suo pieno sostegno all'iniziativa, confermando la sua grande sensibilità per le tematiche più delicate della nostra società. La scherma e, più in generale, lo sport, possono essere un mezzo di integrazione di straordinario valore: per questo, desidero esprimere la gratitudine all'Ateneo pisano a nome dell'intero Club e di tutti i ragazzi disabili che avranno modo di allenarsi sulla nuova pedana".
Intervista a Paolo Piaggi, lo scienziato che ha scoperto il gene dell’obesità
È uscita alcuni giorni fa la notizia di uno scienziato italiano che, al National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases (NIDDK) con sede a Phoenix, in Arizona, ha scoperto il THNSL2, un gene che rallenta il metabolismo e fa aumentare di peso. Lo scienziato si chiama Paolo Piaggi, ha 31 anni, è originario di La Spezia e si è formato all’Università di Pisa, dove ha conseguito la laurea triennale e poi specialistica in Ingegneria Biomedica, il dottorato di ricerca in Automatica, Robotica e Bioingegneria, vincendo poi un assegno di ricerca post dottorato. La sua scoperta è stata presentata al congresso annuale della US Obesity Society di New Orleans ed è molto importante perché identifica un fattore genetico che potrebbe diventare il target per cure per nuove cure contro l’obestità.
Paolo Piaggi ha scoperto che un maggiore livello di attività del gene THNSL2 è associato a un metabolismo più “lento”: «I soggetti con un’attività maggiore per questo gene – ha spiegato lo scienziato in un’intervista rilasciata all’ANSA – mostrano nell’arco di un anno di osservazione un aumento di peso tendenzialmente maggiore rispetto a chi, invece, presenta il gene meno attivo. Se studi futuri confermeranno questi risultati allora si potrebbero sviluppare farmaci che possano diminuire l’azione della proteina prodotta dal gene (SOFAT) in modo da aumentare il metabolismo e frenare l’aumento di peso».
Grazie al professor Alberto Landi, uno dei relatori della sua tesi di laurea, Paolo Piaggi ha risposto ad alcune domande sulla sua formazione, il suo lavoro e la sua scoperta.
Qual è stata la tua formazione italiana?
Mi sono formato presso l'Università di Pisa dove ho conseguito la laurea triennale e la laurea specialistica in Ingegneria Biomedica. Ho continuato poi i miei studi ottenendo il dottorato in Automatica, Robotica e Bioingegneria, coordinato dal professor Andrea Caiti, sotto la guida del professor Alberto Landi (Ingegneria) e del professor Ferruccio Santini (Medicina).
Dove lavori ora?
Attualmente lavoro presso il National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases (NIDDK/NIH) con sede a Phoenix, Arizona (USA). Ho recentemente ottenuto una posizione di Staff Scientist e sono diventato Principal Investigator di due protocolli clinici sullo studio del metabolismo negli umani). La mia formazione costituisce un esempio di cooperazione interdisciplinare tra due aree diverse, perché se è vero che il mio background è quello del settore dell’Ingegneria Biomedica, le collaborazioni con il settore medico mi hanno portato all’attuale lavoro presso il NIDDK.
Perchè ti hanno premiato?
I risultati della mia ricerca sottomessa al convegno 2016 Obesity Week (New Orleans, Lousiana, Ott 31-Nov 4 2016) in forma di abstract è stata selezionata dal comitato organizzatore per la press release del convegno. L’obesità è un problema primario negli Stati Uniti e sta divenendo sempre più importante anche in Europa, quindi l’argomento di ricerca richiama molto interesse. Una volta identificato il gene che predispone all’obesità, pensate alla ricaduta della introduzione di un farmaco che permette di contrastarlo.
Come si lavora negli Stati Uniti?
Lavorare presso il NIDDK/NIH rappresenta un'opportunità unica per condurre ricerca di base e transazionale data la grande disponibilità di risorse economiche e la collaborazione con esperti di fama internazionale con cui poter sviluppare nuove idee e protocolli di studio. Per ora mi sono trovato veramente bene.
Continui a collaborare con l'Italia e ci torneresti?
Si, ho una collaborazione attiva con l'Università di Pisa nell'ambito di un progetto di ricerca inerente la costruzione di una camera metabolica nell’ospedale di Cisanello per studi metabolici in soggetti sani e con patologie endocrino-metaboliche. Mi dicono dall’Italia che siamo prossimi alla sua inaugurazione. La possibilità di condurre ricerche in Italia e magari a Pisa rappresenterebbe per me un'opportunità allettante per proseguire negli studi sul metabolismo e poter tornare alla mia "alma mater".
Marco Gesi - Prorettore per i rapporti con gli enti del territorio, con delega alle attività sportive
Professore ordinario di Anatomia Umana presso il Dipartimento di Ricerca Traslazionale e delle Nuove Tecnologie in Medicina e Chirurgia.
Marco Gesi ha conseguito la laurea in Farmacia nel 1993, il dottorato di ricerca nel 1997, la specializzazione in Farmacologia nel 2000 e la laurea in Fisioterapia nel 2007, all’Università di Pisa. Durante il periodo di studi universitari ha frequentato l’Istituto di Anatomia Umana Normale della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Pisa. È stato ricercatore universitario dal 1998 al 2002 (S.S.D. BIO/16, Anatomia Umana), anni nei quali ha collaborato e frequentato gli Istituti di Anatomia Umana dell’Università di Cagliari e dell’Università di Bologna. Dal 2020 è professore ordinario di Anatomia Umana presso l’Università di Pisa.
Incarichi istituzionali
Il professor Marco Gesi è membro della Società Italiana di Anatomia e Istologia dal 1994, del Collegio dei docenti di Anatomia Umana dal 2004 e del Consiglio direttivo nazionale del Collegio dei docenti di Anatomia Umana dal 2006. All’Università di Pisa è direttore del Consiglio congiunto dei master universitari in Fisioterapia Sportiva, Idrokinesiterapia e Teoria e Tecniche della Preparazione Atletica nel Calcio (titolo congiunto con l’Università di Verona) dal 2010 e direttore del corso di perfezionamento in Anatomia e Manipolazione della Fascia dal 2012. Il professor Gesi è membro del Centro Interdipartimentale di Microscopia Elettronica (CIME) dal 2012 e del Centro di Eccellenza Endocas per la chirurgia assistita dal 2013. È presidente del corso di laurea in Fisioterapia dell’Università di Pisa dal 2015.
Attività scientifica e didattica
Il professor Marco Gesi svolge attività didattica nei corsi di laurea a ciclo unico in Farmacia, in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche e in Medicina e Chirurgia, oltre che nei corsi di laurea triennale, specialistica e nelle scuole di specializzazione dei dipartimenti dell’area medica. Per quanto riguarda l’attività di ricerca, negli anni si è occupato di vari temi, partecipando anche a progetti di ricerca PRIN e FIRB. Nei primi anni della sua attività si è occupato dell'effetto protettivo di ansiolitici comuni e di nuova sintesi e dell’effetto combinato di sostanze d’abuso (ecstasy) e stress sonoro sul miocardio di animali da laboratorio. Negli anni successivi, l’attività di ricerca ha riguardato i processi degenerativi che coinvolgono i neuroni monoaminergici cerebrali e le modificazioni indotte da metodi di allenamento con diversa intensità e durata nel muscolo scheletrico e nel surrene di animali da laboratorio.
Dal 2012 è responsabile scientifico di una ricerca cofinanziata dalla Regione Toscana per progetti congiunti di alta formazione (POR Fondo Sociale Europeo 2007-2013 Asse IV), in collaborazione con il Centro di Eccellenza Endocas, relativa sia allo sviluppo di applicazioni di realtà virtuale per favorire la visione topografica dei principali distretti anatomici, normali e patologici, dell’apparato muscolo scheletrico, sia a studi per l'ottimizzazione e l’applicazione di algoritmi per l'elaborazione di immagini ecografiche in 3D e per il tracking di strutture deformabili nel contesto di ambienti di simulazione medica/chirurgica e navigazione.
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Lisandro Benedetti-Cecchi - Prorettore per la ricerca in ambito europeo e internazionale
Professore ordinario di Ecologia presso il Dipartimento di Biologia
Lisandro Benedetti Cecchi ha conseguito la laurea in Scienze Biologiche nel 1988 e il dottorato di ricerca in Ecologia Marina nel 1993. Ha solto attività post dottorato dal 1994 al 1998 su progetti della Comunità Europea e dal 1995 al 1998 è stato professore a contratto all’Università di Urbino. A partire dal 1998 ha prestato servizio prima come ricercatore (1998-2005), poi come professore associato (2005-2015) e infine come professore ordinario di Ecologia (dal 2015) all’Università di Pisa. Il professor Lisandro Benedetti Cecchi è sposato e ha due figli.
Incarichi Istituzionali
Nel corso della carriera, il professor Lisandro Benedetti Cecchi ha ricoperto numerosi incarichi nazionali e internazionali. Dal 2004 al 2009 è stato rappresentante per l'Università di Pisa del Network di eccellenza per lo studio della biodiversità marina MARBEF (Marine Biodiversity and Ecosystem Functioning), finanziato dalla Unione Europea nell'ambito del VI° Programma Quadro. Dal 2006 al 2009 è stato membro del pannello di revisori della European Science Foundation e dal 2011 è membro del pannello LS8 per la valutazione dei progetti IDEAS dell’European Reseach Council (Starting e Consolidator Grants). Dal 2009 al 2012 è stato vice direttore del Dipartimento di Biologia. Dal 2015 è membro del pannello Biology and Ecosystems del Global Ocean Observing System (GOOS) e dal 2016 è rappresentante per il Consorzio Nazionale delle Scienze del Mare (CoNISMa) del "University Consortia Panel" dell’European Marine Board. Dal 2012 al 2014 è stato membro del consiglio direttivo della Società Italiana di Ecologia. Dal 2012 è membro del Consiglio dei docenti del dottorato di ricerca in Biologia.
Attività scientifica e didattica
Lisandro Benedetti Cecchi si occupa principalmente dell’ecologia degli ambienti marini costieri ed è autore di oltre 200 pubblicazioni scientifiche, di cui oltre la metà su riviste internazionali indicizzate. La ricerca utilizza le piante e gli animali di costa rocciosa come sistemi modello per affrontare temi fondamentali di biologia e di ecologia, quali l’analisi di processi che influenzano la distribuzione, l’abbondanza e la diversità di specie, le cause e le conseguenze della perdita di biodiversità e l’impatto dei cambiamenti climatici sul funzionamento dell’ecosistema. Uno dei principali obiettivi di queste ricerche è di sottoporre a scrutinio teorie che raramente sono esaminate mediante esperimenti di campo, quali la risposta di popolazioni naturali ai cambiamenti di varianza e di autocorrelazione spazio-temporale dei processi ecologici e la valutazione di indicatori precoci di cambiamento di stato (regime shift) in sistemi complessi.
Il professor Benedetti Cecchi ha coordinato progetti di ricerca nazionali e internazionali. Dal 2005 al 2010 è stato coordinatore Europeo del progetto NAGISA (Natural Geography of Inshore Areas), un progetto su scala globale del Census of Marine Life per lo studio delle variazioni a lungo termine della biodiversità marina di ambienti costieri. Dal 2008 al 2010 è stato coordinatore nazionale del progetto PRIN: Resilienza della biodiversità marina costiera agli effetti sinergici dei cambiamenti ambientali su scala globale e locale (BIORES). È stato inoltre principal investigator in numerosi altri progetti europei nell’ambito dei programmi FP5, FP6 e FP7.
Nel corso della carriera il professor Benedetti Cecchi ha svolto oltre 30 seminari e relazioni a invito presso importanti istituti di ricerca (tra cui Stazione Zoologica di Napoli e MIT) e a congressi nazionali e internazionali. È stato membro del comitato editoriale di quattro riviste internazionali ("Marine Ecology Progress Series", "Estuaries and Coasts", "Phycologia" e "Marine Ecology") e presta ancora servizio per la prima di esse. Nel giugno del 2016 ha organizzato a Pisa l’XI International Temperate Reef Symposium, la più importante conferenza internazionale sull’ecologia di coste rocciose.
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