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Un nanomateriale intelligente per la cura dell’osteoporosi capace di “ingannare” le cellule ossee invecchiate, ricreando il microambiente tipico di un osso sano. E’ questa la sfida del progetto europeo BOOST a cui collaborano il professore Giovanni Vozzi e l’ingegnere Carmelo De Maria del Centro di Ricerca “E. Piaggio” dell’Università di Pisa. Partito nel maggio 2016 e finanziato con circa due milioni di euro, BOOST (Biomimetic trick to re-balance Osteoblast-Osteoclast loop in osteoporoSis treatment: a Topological and materials driven approach) è coordinato dal Politecnico di Torino e, oltre all’Ateneo pisano, coinvolge anche l’Istituto Ortopedico Rizzoli e l’Università Politecnica delle Marche.

Nella foto da sinistra Giovanni Vozzi, Francesca Montemurro, Aurora Deacutis, Carmelo De Maria
L’osteoporosi riguarda decine di milioni di persone in Europa, numero in continuo aumento per l'invecchiamento della popolazione. Una donna su tre e un uomo su cinque, dopo i cinquant’anni, sperimentano una frattura ossea dovuta a questa patologia che causa fragilità per lo squilibrio fra l’azione degli osteoblasti, cellule deputate al rinforzo della struttura ossea, e gli osteoclasti, che invece la distruggono laddove non necessaria. Il progetto BOOST mira a recuperare questo equilibrio attraverso lo sviluppo di uno “scaffold intelligente”, cioè di una struttura polimerica micro e nano fabbricata in grado di riprodurre gli stessi stimoli fisici, chimici, meccanici, topologici e biologici tipici del tessuto osseo sano.

“Si tratta di un approccio completamente differente rispetto al tradizionale apporto farmacologico – spiega Giovanni Vozzi - ma che potrebbe anche integrarsi a questo con l’inserimento di farmaci nella struttura nanoporosa del materiale con il quale è fabbricato lo scaffold”.

macchinario per la crezzione del nanomateriale


In particolare nell’ambito di BOOST, il team coordinato da Vozzi e De Maria contribuirà allo sviluppo di una piattaforma dedicata per la micro e nano fabbricazione degli scaffold mettendo a frutto una lunga esperienza in questo settore. Da anni infatti questo questo gruppo di ricercatori si occupa dello sviluppo di dispositivi bioingegneristici avanzati per la realizzazione di strutture polimeriche in grado di riprodurre le caratteristiche tipiche di un tessuto sano e/o patologico combinando diversi materiali e metodiche di micro e nano fabbricazione.

“La collaborazione col gruppo della professoressa Vitale Brovarone del Politecnico di Torino - commenta Vozzi – dimostra come sia possibile fare ricerca multidisciplinare di eccellenza in Italia anche tra atenei. Inoltre il progetto BOOST permetterà di realizzare per la prima volta una piattaforma bioingegneristica di lavorazione multimateriale e multiscala che potrà in un futuro essere applicata allo sviluppo di modelli in vitro per diverse tipologie di tessuto, non solo quello osseo, e che potranno trovare applicazione nell’ambito della ricerca di base, del testing farmacologico e della personalizzazione di terapie cliniche”.

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Nella foto da sinistra Giovanni Vozzi, Francesca Montemurro, Aurora Deacutis, Carmelo De Maria

 

Un nanomateriale intelligente per la cura dell’osteoporosi capace di “ingannare” le cellule ossee invecchiate, ricreando il microambiente tipico di un osso sano. E’ questa la sfida del progetto europeo BOOST a cui collaborano il professore Giovanni Vozzi e l’ingegnere Carmelo De Maria del Centro di Ricerca “E. Piaggio” dell’Università di Pisa. Partito nel maggio 2016 e finanziato con circa due milioni di euro, BOOST (Biomimetic trick to re-balance Osteoblast-Osteoclast loop in osteoporoSis treatment: a Topological and materials driven approach) è coordinato dal Politecnico di Torino e, oltre all’Ateneo pisano, coinvolge anche l’Istituto Ortopedico Rizzoli e l’Università Politecnica delle Marche.
L’osteoporosi riguarda decine di milioni di persone in Europa, numero in continuo aumento per l'invecchiamento della popolazione. Una donna su tre e un uomo su cinque, dopo i cinquant’anni, sperimentano una frattura ossea dovuta a questa patologia che causa fragilità per lo squilibrio fra l’azione degli osteoblasti, cellule deputate al rinforzo della struttura ossea, e gli osteoclasti, che invece la distruggono laddove non necessaria.
Il progetto BOOST mira a recuperare questo equilibrio attraverso lo sviluppo di uno “scaffold intelligente”, cioè di una struttura polimerica micro e nano fabbricata in grado di riprodurre gli stessi stimoli fisici, chimici, meccanici, topologici e biologici tipici del tessuto osseo sano.
“Si tratta di un approccio completamente differente rispetto al tradizionale apporto farmacologico – spiega Giovanni Vozzi - ma che potrebbe anche integrarsi a questo con l’inserimento di farmaci nella struttura nanoporosa del materiale con il quale è fabbricato lo scaffold”.
In particolare nell’ambito di BOOST, il team coordinato da Vozzi e De Maria contribuirà allo sviluppo di una piattaforma dedicata per la micro e nano fabbricazione degli scaffold mettendo a frutto una lunga esperienza in questo settore. Da anni infatti questo questo gruppo di ricercatori si occupa dello sviluppo di dispositivi bioingegneristici avanzati per la realizzazione di strutture polimeriche in grado di riprodurre le caratteristiche tipiche di un tessuto sano e/o patologico combinando diversi materiali e metodiche di micro e nano fabbricazione.
“La collaborazione col gruppo della professoressa Vitale Brovarone del Politecnico di Torino - commenta Vozzi – dimostra come sia possibile fare ricerca multidisciplinare di eccellenza in Italia anche tra atenei. Inoltre il progetto BOOST permetterà di realizzare per la prima volta una piattaforma bioingegneristica di lavorazione multimateriale e multiscala che potrà in un futuro essere applicata allo sviluppo di modelli in vitro per diverse tipologie di tessuto, non solo quello osseo, e che potranno trovare applicazione nell’ambito della ricerca di base, del testing farmacologico e della personalizzazione di terapie cliniche”.

Mercoledì 23 novembre alle 14.00, l'architetto paesaggista portoghese di fama internazionale, João Nunes, terrà una lectio magistralis dal titolo "La Città e l’Acqua" al Polo Carmignani, in Piazza dei Cavalieri, Pisa.
L’incontro promosso ed organizzato dal corso di laurea in Ingegneria Edile Architettura dell’Università di Pisa vuole promuovere il dibattito sul rapporto tra la forma dell’acqua e la rigenerazione della città, attraverso la presentazione di progetti e casi studio.
Laureato in Architettura Paesaggista all’Instituto Superior de Agronomia da Universidade Técnica di Lisbona, João Nunes è fondatore dello Studio di Architettura Paesaggista “PROAP” (Estudos e Projectos de Arquitectura Paisagista), attraverso il quale esercita la sua attività. A Nunes va il merito di aver sviluppato fin dagli inizi della propria carriera quella coscienza ambientale che a partire dagli anni '80 si è diffusa in Europa e nel mondo occidentale in genere, e che ha richiesto una maggiore attenzione nei confronti dei temi ambientali da parte dei soggetti politici, degli organismi e delle amministrazioni locali.

cibo copyHa preso il via una importante iniziativa di educazione alimentare attraverso Facebook rivolta a un campione di dipendenti dell'Università di Pisa, nell'ambito delle attività del Progetto "Pisa città che mangia sano", il cui protocollo è stato stipulato da Regione Toscana, Università di Pisa, Azienda ospedaliero-universitaria pisana, Comune di Pisa ed ex Asl 5 di Pisa, con il contributo della Società della Salute di Pisa. Il protocollo ha la finalità di promuovere azioni volte a prevenire l'insorgenza di patologie croniche promovendo stili di vita salutari – in particolare la sana alimentazione – e prevenire i disturbi del comportamento alimentare.

La scorsa settimana si è tenuto il primo incontro per spiegare il progetto ai partecipanti, misurare i dati antropometrici e verificare lo stile di vita e le abitudini alimentari, con particolare riguardo all'aderenza alla dieta mediterranea. Nei prossimi sei mesi, all'interno di un gruppo chiuso su Facebook, i partecipanti riceveranno 2-3 post settimanali con informazioni semplici e pratiche e avranno modo di confrontarsi tra di loro e con dietisti dedicati al progetto, con la finalità di porre in atto semplici modifiche della quotidianità per poter migliorare il proprio stile di vita. Alla fine dei sei mesi verranno nuovamente rilevati i dati iniziali e raccolte le statistiche dei post pubblicati, per verificare i risultati ottenuti.

Molto si discute sull'utilizzo del social network per finalità educative. L'intento dell'iniziativa, coordinata dal professor Piero Marchetti, presidente del corso di laurea in Dietistica, e dalla dottoressa Katia Nardi, dietista dell'Aoup, Servizio Dietetico la cui responsabile è la dottoressa Mojgan Azadegan, è quello di utilizzare e verificare un approccio innovativo al passo coi tempi per aiutare a mettere in pratica alcuni concetti basilari, al fine di migliorare il proprio stato di salute. (Fonte Ufficio stampa AOUP).

 

A Supercomputing 2016, la più importante conferenza mondiale sul calcolo ad alte prestazioni in corso a Salt Lake City, l’IT Center dell’Università di Pisa ha preso parte all’annuncio insieme a Dell e Intel del nuovo prodotto HPC Orchestrator, una personalizzazione di Intel del software open source OpenHPC dedicata a coloro che hanno bisogno di realizzare sistemi di calcolo formati da più server.
L’annuncio si colloca in una collaborazione in via di espansione tra Dell, Intel e l’Ateneo pisano, che da parte sua contribuisce con le proprie competenze al processo di realizzazione di prodotti dei due colossi americani, consentendo allo stesso tempo a studenti, docenti e ricercatori l’accesso alle ultime tecnologie, anche prima del rilascio ufficiale sul mercato. I ricercatori del dipartimento di Informatica dell’Università di Pisa coinvolti nella collaborazione con Intel sono Antonio Cisternino, recentemente nominato dal rettore delegato all’Informatica, e Maurizio Davini, coordinatore tecnico dell’IT Center, presente a Salt Lake City per il lancio del nuovo prodotto.
Il calcolo ad alte prestazioni è utilizzato dai super computer di tutto il mondo per risolvere problemi così complessi da richiedere migliaia di processori e consentire di progredire nell’avanzamento della conoscenza simulando fenomeni complessi. La scelta da parte dei giganti dell’Information Technology di effettuare le loro attività industriali e di trasferimento tecnologico insieme all’Università di Pisa - e non solo con gli atenei americani - testimonia il grande patrimonio di competenze dell’Ateneo pisano.

Giovedì, 17 Novembre 2016 11:15

Convegno "Comunicazioni differenti"

Immagine della locandinaIl 24 novembre alle 18 presso l'aula B1 del palazzo Boileau si terrà l'incontro "Comunicazioni differenti".

Si discuterà di come i mass media in Italia affrontano i temi che riguardano la comunità LGBTQI, e di come un linguaggio attento alle differenze può contribuire alla lotta contro la discriminazione e al progresso dei diritti.

Interviene
Caterina Coppola,
giornalista e cofondatrice di gaypost.it

L'iniziativa è organizzata da Glauco - Associazione Universitaria LGBTQI con i fondi per le attività studentesche dell'Università di Pisa.

 

Info
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A Supercomputing 2016, la più importante conferenza mondiale sul calcolo ad alte prestazioni in corso a Salt Lake City, l’IT Center dell’Università di Pisa ha preso parte all’annuncio insieme a Dell e Intel del nuovo prodotto HPC Orchestrator, una personalizzazione di Intel del software open source OpenHPC dedicata a coloro che hanno bisogno di realizzare sistemi di calcolo formati da più server.

L’annuncio si colloca in una collaborazione in via di espansione tra Dell, Intel e l’Ateneo pisano, che da parte sua contribuisce con le proprie competenze al processo di realizzazione di prodotti dei due colossi americani, consentendo allo stesso tempo a studenti, docenti e ricercatori l’accesso alle ultime tecnologie, anche prima del rilascio ufficiale sul mercato. I ricercatori del dipartimento di Informatica dell’Università di Pisa coinvolti nella collaborazione con Intel sono Antonio Cisternino, recentemente nominato dal rettore delegato all’Informatica, e Maurizio Davini, coordinatore tecnico dell’IT Center, presente a Salt Lake City per il lancio del nuovo prodotto.

Il calcolo ad alte prestazioni è utilizzato dai super computer di tutto il mondo per risolvere problemi così complessi da richiedere migliaia di processori e consentire di progredire nell’avanzamento della conoscenza simulando fenomeni complessi. La scelta da parte dei giganti dell’Information Technology di effettuare le loro attività industriali e di trasferimento tecnologico insieme all’Università di Pisa - e non solo con gli atenei americani - testimonia il grande patrimonio di competenze dell’Ateneo pisano.

Guarda il video di presentazione di Intel HPC Orchestrator e il video con l'intervista ad Antonio Cisternino.

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Nella foto Maurizio Davini alla conferenza di Salt Lake City insieme a Figen Ulgen, General Manager, High Performance Computing Platform Software di Intel

Maurizio Davini alla conferenza di Salt Lake City insieme a Figen Ulgen, General Manager, High Performance Computing Platform Software di Intel

 

Ne hanno parlato: 
Tirreno Pisa
Askanews
TirrenoPisa.it
gonews.it

Forbes
NextPlatform

Giovedì, 17 Novembre 2016 10:23

Comunicazioni differenti

Immagine della locandinaIl 24 novembre alle 18 presso l'aula B1 del palazzo Boileau si terrà l'incontro "Comunicazioni differenti".

Si discuterà di come i mass media in Italia affrontano i temi che riguardano la comunità LGBTQI, e di come un linguaggio attento alle differenze può contribuire alla lotta contro la discriminazione e al progresso dei diritti.

Interviene
Caterina Coppola,
giornalista e cofondatrice di gaypost.it

L'iniziativa è organizzata da Glauco - Associazione Universitaria LGBTQI con i fondi per le attività studentesche dell'Università di Pisa.

 

Info
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Un prestigioso riconoscimento scientifico e culturale va ad arricchire la biografia di due illustri professori dell'Università di Pisa, Lucia Tomasi Tongiorgi e Giuseppe Di Stefano, che da alcuni giorni sono entrati nel ristretto elenco dei soci corrispondenti dell'Accademia Nazionale dei Lincei, in rappresentanza della classe di Scienze morali, storiche e filologiche. La nomina, approvata già a fine luglio, è stata ufficializzata dal presidente dell’Accademia, Alberto Quadrio Curzio, nella relazione per l'inaugurazione dell’anno accademico che si è tenuta a Roma lo scorso 11 novembre. "Dalla complessa procedura di cooptazione attraverso la quale entrano oggi ufficialmente ai Lincei i nuovi soci italiani e stranieri - ha detto il professor Quadrio Curzio - si rileva la loro eminenza scientifica, ma anche la loro sapienza culturale in modo tale ch’essi esprimono una capacità di visione per cui scienza e cultura sono radicate nella storia e contribuiscono al progresso civile e al bene comune per lo sviluppo umano".
"Ai due illustri amici e colleghi vanno le mie più sentite congratulazioni - ha commentato il rettore dell'Università di Pisa, Paolo Mancarella - per un riconoscimento davvero meritato che contribuisce ad elevare ulteriormente il prestigio della nostra Università".
Lucia Tomasi Tongiorgi è stata per diversi anni professore ordinario di Storia dell’arte moderna nell’Università di Pisa, dopo aver insegnato negli Atenei di Udine e Siena, ricoprendo anche le cariche di direttore del Museo della Grafica, della Scuola di specializzazione nelle arti visive e del dottorato in Storia delle arti visive. Dal 2003 al 2009 è stata prorettore vicario e dal 2010 al 2016 delegata del rettore per le iniziative culturali. Nel 2009 è stata insignita dell’Ordine del Cherubino.
Nelle Motivazioni del riconoscimento, l'Accademia dei Lincei ha sottolineato che "i campi di ricerca della professoressa Lucia Tomasi Tongiorgi insistono nel dominio dell’arte moderna con particolare riguardo ai rapporti tra arte e scienza e allo specifico dell’iconografia naturalistica, argomenti sui quali la sua ricerca ha prodotto oltre centoventi pubblicazioni, tra volumi, saggi e cataloghi di importanti mostre. In questo settore disciplinare, fino a non molto tempo fa poco frequentato in Italia, ha svolto un’attività pionieristica di altissimo livello che le ha riservato il ruolo di punto di riferimento dominante: è infatti accademica ordinaria dell’Accademia delle arti del disegno di Firenze, e accademica corrispondente dell’Accademia dei Georgofili e Fellow della Linnean Society di Londra. Nel 2007 il Ministro dei Beni Culturali l’ha chiamata a far parte del Comitato nazionale per le onoranze a Galileo. Ma l’apprezzamento per il suo standing scientifico si è affermato soprattutto nei paesi di cultura anglosassone, da tempo più attenti e produttivi in questi settori disciplinari. È stata visiting professor presso il Getty Center di Malibu, poi presso il Department of History of art dell’Università di Oxford (1997), dal 1996 al 2002 senior fellow di Dumbarton Oaks (Harvard University) e dal 1990 a oggi attiva collaboratrice della Oak Spring Garden Library (Mellon Foundation). Le mostre da lei organizzate presso la Biblioteca Estense di Modena, il Gabinetto disegni e stampe degli Uffizi, la National Gallery di Washington e il New York Botanical Garden costituiscono ancora oggi un punto fondante per le ricerche in questi campi di indagine".
Giuseppe Di Stefano è stato professore ordinario di Letteratura spagnola nell’Università di Pisa dal 1975 al 2009 e attualmente è professore emerito. Ha ricoperto vari incarichi nelle istituzioni accademiche, fra cui quello di preside della facoltà di Lingue e letterature straniere dal 1983 al 1989 e dal 1999 al 2007, di direttore del Centro linguistico Interdipartimentale e di delegato del rettore per la comunicazione dal 2006 al 2010.
Nelle Motivazioni del riconoscimento, l'Accademia dei Lincei ha ricordato che "nei suoi lavori, il professor Giuseppe Di Stefano ha sempre saputo coniugare con rara competenza l’indagine diretta sui testi con un’esemplare attenzione al contesto storico-culturale e alla fortuna delle opere e degli autori, proponendosi come una figura di riferimento fondamentale per gli studi ispanici italiani e internazionali. La sua ricerca scientifica, con qualche escursione nella letteratura del Settecento e dell’Ottocento, ha come ambito di specializzazione privilegiata l’epoca medievale e i cosiddetti Secoli d’Oro – dal Trecento a tutto il Seicento –, con studi su alcuni dei principali nodi storico-critici della letteratura spagnola".

Locandina dello spettacoloIl 24 novembre alle 21 presso l'aula 1 del polo Carmignani si terrà lo spettacolo "il cuore rivelatore - il Barilozzo di Ammontiado", riduzione teatrale di due tra i racconti di Edgar Allan Poe.

Interpreti
Daniela Marretti

Enrica Pistolesi
Luca Pierini
Mirio Tozzini

L'adattamento del testo e la regia sono di Mario Fraschetti.

Ingresso gratuito

L'iniziativa è organizzata dall'"Associazione Sinistra Per ... le Integrazioni e le Culture" con i fondi per le attività studentesche dell'Università di Pisa.

Info e contatti
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