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Giovedì, 14 Luglio 2016 10:37

I luoghi

Il corso di laurea magistrale in Ingegneria nucleare (Nuclear Engineering) dell’Università di Pisa, i cui insegnamenti sono impartiti in lingua inglese ormai da qualche anno, sta incentivando le iscrizioni di studenti con un titolo triennale conseguito in Italia. Quest’anno, a scopo promozionale, vengono banditi 10 contributi da 1000 euro ciascuno per studenti con un adeguato titolo triennale italiano che si iscrivano o passino alla laurea magistrale in Ingegneria nucleare entro il 31 dicembre 2016. Il bando è disponibile a questo link: https://www.unipi.it/index.php/offerta/item/8130.
L’allargamento del bacino di attrazione alle provenienze da altri paesi deve infatti essere accompagnato dal mantenimento dell’attrattiva nei confronti degli studenti italiani che, in passato e in anni recenti, hanno popolato il mercato del lavoro nei settori della fissione e della fusione nucleari, sia in Italia che all’estero. Anche in questo periodo di moratoria nucleare nel nostro Paese, la formazione impartita dall’Università di Pisa in Ingegneria nucleare ha dato ai suoi studenti la possibilità di lavorare in Italia e all’estero nel settore nucleare e in quello dell’ingegneria industriale più in generale, distinguendosi per la completezza della loro preparazione e per le loro personali capacità.
Gli ingegneri nucleari pisani riscuotono questo successo grazie a una formazione di base impiantistica e meccanica che dà loro una visione completa degli impianti industriali e dei loro problemi di esercizio e di sicurezza. Tradizionalmente l’Ingegneria nucleare attrae studenti molto motivati, che vedono nelle discipline che caratterizzano il corso un’occasione per la loro crescita culturale e professionale e per poter essere introdotti nel mondo della ricerca e delle applicazioni energetiche più avanzate. Il contesto in cui questi studenti vengono ben presto a operare, anche grazie alle numerose possibilità di stage in Italia e all’estero, è altamente professionale e internazionalizzato, da cui la scelta di impartire i corsi in lingua inglese, in modo da favorire l’ingresso in questo mondo con le adeguate abilità linguistiche.
Il conseguimento della certificazione di European Master of Science in Nuclear Engineering (EMSNE, www.enen-assoc.org/en/emsne/information.html) rilasciata dalla European Nuclear Education Network (ENEN) è ormai una costante per i nostri ingegneri che ne facciano richiesta, a testimonianza della qualità dei loro studi e dell’internazionalizzazione del loro percorso.
Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito http://younuclear.ing.unipi.it/, in particolare la galleria degli studenti passati (“Testimonial”), o scrivere al presidente del corso Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Ulteriori notizie sono reperibili sulla pagina Facebook @NuclearEngineeringPisa e sul gruppo LinkedIn Studiare Ingegneria Nucleare a Pisa.

Giovedì, 14 Luglio 2016 08:54

When a star 'eats' a planet

milky way 2When a star “eats” a planet, its colour and chemical composition change. The hypothesis that the swallowing of a planet rich in iron and other heavy elements is responsible for the abnormal aspect of some stars is not new. However, until now, detailed calculations had never been used to quantify the extent of the effect.

In a recent article in the scientific journal “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society”, Emanuele Tognelli, Pier Giorgio Prada Moroni and Scilla Degl'Innocenti from the Department of Physics at the University of Pisa published the results of a study carried out on a peculiar star in Gamma Velorum, a young multiple star system in the Milky Way about 1,200 light years from Earth. The peculiarity of this star consists in the abnormal abundance of chemical elements heavier than helium, which astronomers generically call metals, noted on its surface. This anomaly could be justified by the phenomenon of accretion of the star itself after the ingestion of one or more planets.

The three astrophysicists from the University of Pisa used numerical simulations on the computer for the first time, to demonstrate what happens to a young star when it ingests a planet and how these effects depend on the mass of the planet itself, from Earth-like to 50 times more massive, as well as on its chemical composition.

"In these cases, the principal effect of the planet ingestion is to increase the metal content in the outer region of the star and therefore to modify the observable chemical abundance. On the other hand, the metals absorb light in shorter wavelengths making the red hue more prominent, giving the star a more reddish tint than usual,” explained the researchers.

The model created by the team of scientists from the University of Pisa is able for the first time to describe in a detailed manner an event that has never been observed in real time.

“The accretion of a planet is a very quick phenomenon and therefore difficult to observe directly. However, an event like this has repercussions on the structure and evolution of the star that can explain the characteristics of some abnormal stars. Our simulations have demonstrated that the entity of the effect depends very much on the mass and age of the star at the moment it ingests the planet,” concluded the three scientists.



Giovedì, 14 Luglio 2016 08:48

Quando una stella 'mangia' un pianeta

milky way 2Quando una stella “mangia” un pianeta, il suo colore e la sua composizione chimica cambiano. L’ipotesi che l’ingestione di un pianeta ricco di ferro e altri elementi pesanti sia responsabile dell’aspetto anomalo di alcune stelle non è nuova. Tuttavia, fino a questo momento, non erano mai stati fatti calcoli dettagliati per quantificare l’entità dell’effetto.

In un recente articolo della rivista scientifica Monthly Notices of the Royal Astronomical SocietyEmanuele Tognelli, Pier Giorgio Prada Moroni e Scilla Degl'Innocenti del Dipartimento di Fisica dell'Università di Pisa hanno pubblicato i risultati di uno studio condotto su una stella peculiare di Gamma Velorum, un ammasso stellare giovane della Via Lattea che dista dalla Terra circa 1.200 anni luce. La peculiarità di questa stella consiste nell’anomala abbondanza di elementi chimici più pesanti dell’elio, che gli astronomi chiamano genericamente metalli, osservati sulla sua superficie, anomalia che potrebbe essere giustificata da un fenomeno di accrescimento subito dalla stella stessa dopo l’inglobamento di uno o più pianeti.

I tre astrofisici dell’Ateneo pisano hanno realizzato – per la prima volta - delle simulazioni numeriche al computer che hanno permesso di studiare cosa accade a una stella giovane quando ingloba un pianeta e come questi effetti dipendono dalla massa del pianeta stesso, da simile alla Terra a 50 volte più grande, e dalla sua composizione chimica.

"In questi casi, l’effetto principale dovuto all’accrescimento di un pianeta è quello di aumentare il contenuto di metalli nella parte esterna della stella e quindi modificare le abbondanze chimiche osservabili. D’altro canto, i metalli, assorbendo la luce a lunghezze d'onda più corte, fanno risaltare maggiormente le tonalità rosse spingendo la stella verso un colore più rossastro del normale”, hanno spiegato i ricercatori.

Il modello realizzato dal team di scienziati dell’Università di Pisa riesce a descrivere per la prima volta in modo dettagliato un evento che non è mai stato osservato in tempo reale.

“L’accrescimento di un pianeta è un fenomeno molto veloce e pertanto difficile da osservare direttamente. Tuttavia, un tale evento ha delle ripercussioni sulla struttura e sull’evoluzione della stella che possono spiegare le caratteristiche di alcune stelle anomale. Le nostre simulazioni hanno mostrato che l’entità dell’effetto dipende molto dalla massa e dall’età della stella nel momento in cui ingerisce il pianeta”, hanno concluso i tre scienziati.



Giovedì, 14 Luglio 2016 08:28

Quando una stella 'mangia' un pianeta

Quando una stella “mangia” un pianeta, il suo colore e la sua composizione chimica cambiano. L’ipotesi che l’ingestione di un pianeta ricco di ferro e altri elementi pesanti sia responsabile dell’aspetto anomalo di alcune stelle non è nuova. Tuttavia, fino a questo momento, non erano mai stati fatti calcoli dettagliati per quantificare l’entità dell’effetto.
In un recente articolo della rivista scientifica “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” Emanuele Tognelli, Pier Giorgio Prada Moroni e Scilla Degl'Innocenti del Dipartimento di Fisica dell'Università di Pisa hanno pubblicato i risultati di uno studio condotto su una stella peculiare di Gamma Velorum, un ammasso stellare giovane della Via Lattea che dista dalla Terra circa 1.200 anni luce. La peculiarità di questa stella consiste nell’anomala abbondanza di elementi chimici più pesanti dell’elio, che gli astronomi chiamano genericamente metalli, osservati sulla sua superficie, anomalia che potrebbe essere giustificata da un fenomeno di accrescimento subito dalla stella stessa dopo l’inglobamento di uno o più pianeti.
I tre astrofisici dell’Ateneo pisano hanno realizzato – per la prima volta - delle simulazioni numeriche al computer che hanno permesso di studiare cosa accade a una stella giovane quando ingloba un pianeta e come questi effetti dipendono dalla massa del pianeta stesso, da simile alla Terra a 50 volte più grande, e dalla sua composizione chimica.
"In questi casi, l’effetto principale dovuto all’accrescimento di un pianeta è quello di aumentare il contenuto di metalli nella parte esterna della stella e quindi modificare le abbondanze chimiche osservabili. D’altro canto, i metalli, assorbendo la luce a lunghezze d'onda più corte, fanno risaltare maggiormente le tonalità rosse spingendo la stella verso un colore più rossastro del normale”, hanno spiegato i ricercatori.
Il modello realizzato dal team di scienziati dell’Università di Pisa riesce a descrivere per la prima volta in modo dettagliato un evento che non è mai stato osservato in tempo reale.
“L’accrescimento di un pianeta è un fenomeno molto veloce e pertanto difficile da osservare direttamente. Tuttavia, un tale evento ha delle ripercussioni sulla struttura e sull’evoluzione della stella che possono spiegare le caratteristiche di alcune stelle anomale. Le nostre simulazioni hanno mostrato che l’entità dell’effetto dipende molto dalla massa e dall’età della stella nel momento in cui ingerisce il pianeta”, hanno concluso i tre scienziati.

Link All’articolo scientifico:
http://mnras.oxfordjournals.org/content/460/4/3888.full?sid=be200bb8-d189-4d32-a6f4-f6384714fd2e

Gli studenti che hanno ricevuto la certificazione di European Master of Science in Nuclear Engineering nel 2015Il Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Nucleare (Nuclear Engineering), i cui insegnamenti sono impartiti in lingua inglese ormai da qualche anno, sta incentivando le iscrizioni di studenti con un titolo triennale conseguito in Italia.

Quest’anno, a scopo promozionale, vengono banditi 10 contributi da 1000 Euro ciascuno per studenti con un adeguato titolo triennale italiano che si iscrivano o passino alla Laurea Magistrale in Ingegneria Nucleare entro il 31 Dicembre 2016.

Il conseguimento della certificazione di European Master of Science in Nuclear Engineering (EMSNE, www.enen-assoc.org/en/emsne/information.html ) rilasciata dalla European Nuclear Education Network (ENEN) è ormai una costante per i nostri ingegneri che ne facciano richiesta, a testimonianza della qualità dei loro studi e dell’internazionalizzazione del loro percorso.

In sintesi, chi si iscrive al corso di Laurea in Ingegneria Nucleare dell’Università di Pisa, oltre a beneficiare dei contributi messi a bando quest’anno, fruirà di numerosi vantaggi:

  • una lunga ed illustre tradizione nota in tutto il mondo;
  • una formazione apprezzata dall'industria, basata su di un substrato di ingegneria meccanica e nucleare rivendibile in ogni settore;
  • contatti internazionali, in particolare con ENEN (www.enen-assoc.org ) e FuseNet ( www.fusenet.eu  ), le due reti Europee per l’istruzione nei settori della fissione e della fusione nucleari, per lavorare nel mondo degli sviluppi più recenti in questi settori;
  • ampie possibilità di stage per tesi in Italia e all'estero, per favorire il job placement.

Scarica il bando

Info

Per notizie sul Corso di Laurea Magistrale, vedi il sito http://younuclear.ing.unipi.it/ , visitando in particolare la galleria degli ex studenti (“Testimonial”), o scrivi al Presidente del Corso di Laurea Magistrale: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

Mercoledì, 13 Luglio 2016 11:10

Il rifugio. Tre atti di Cechov

LocandinaDomenica 24 luglio alle 20:30, in Via Derna 13, il gruppo teatrale GRACT presenta lo spettacolo "Il rifugio". In scena tre diversi atti unici di Cechov, che si articolano in un incrocio di ritmi, musica.

Lo spettacolo è "la conclusione di un percorso che è anche una sperimentazione in cui si mette in gioco l’essenza del teatro, dove il palcoscenico diventa uno spazio aperto, gli attori diventano esploratori, e la regia diventa un canovaccio da seguire. Al centro il testo poetico, che risuona in questo spazio privato di tutto".

Con: Elisabetta Biondi, Mario Cortese e Giulia Benacquista
Direzione registica: Silvia Rubes
Training: Stefano Franzoni

Info

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È stato assegnato al professor Mirko Tavoni, docente di Linguistica italiana all’Università di Pisa, il prestigioso Forschungspreis, il premio che la Fondazione Alexander von Humboldt, istituzione che sostiene la cooperazione scientifica tra il mondo della ricerca tedesco e quello straniero, consegna a studiosi di fama internazionale. Il professor Tavoni ha ricevuto il premio dal presidente della Humboldt Stiftung, il professor Helmut Schwarz, nel corso di una cerimonia tenutasi allo Schloss Charlottenburg di Berlino giovedì 7 luglio nell’ambito del meeting annuale della Fondazione.
Queste le motivazioni del riconoscimento: “Il professor Mirko Tavoni è uno dei più eminenti studiosi di Dante Alighieri nel panorama internazionale. La sua autorità come massimo esperto di storia della lingua italiana si riflette nella combinazione di grande attenzione dedicata ai testi, alla storia della letteratura e della cultura, all’epistemologia del Medioevo e della prima Età moderna in Italia. In Germania il professor Tavoni svolgerà la sua ricerca sugli aspetti visionari della Divina Commedia presso la Freie Universität di Berlino”.
«Il riconoscimento conferma con evidenza l’alto livello internazionale della ricerca umanistica espressa dall’università italiana e il fatto che tale livello è riconosciuto da istituzioni internazionali prestigiose», ha commentato il professore, che l’8 luglio ha poi partecipato all’incontro dei ricercatori italiani in Germania e dei vincitori di premi e borse Humboldt con la Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini presso l'Ambasciata italiana di Berlino. Mirko Tavoni ha curato l’edizione del De vulgari eloquentia per il primo volume delle Opere di Dante pubblicato nella collana “I Meridiani” Mondadori (2011). Fra le sue pubblicazioni più recenti: Qualche idea su Dante, pubblicato dal Mulino (2015). Il professore è anche presidente del consorzio ICoN, una rete di 18 università che opera in convenzione con il ministero degli Affari esteri, nota per la promozione e diffusione della lingua e della cultura dell'Italia nel mondo attraverso tecnologie telematiche.

È stato assegnato al professor Mirko Tavoni, docente di Linguistica italiana all’Università di Pisa, il prestigioso Forschungspreis, il premio che la Fondazione Alexander von Humboldt, istituzione che sostiene la cooperazione scientifica tra il mondo della ricerca tedesco e quello straniero, consegna a studiosi di fama internazionale. Il professor Tavoni ha ricevuto il premio dal presidente della Humboldt Stiftung, il professor Helmut Schwarz, nel corso di una cerimonia tenutasi allo Schloss Charlottenburg di Berlino giovedì 7 luglio nell’ambito del meeting annuale della Fondazione.

tavoni copy

Queste le motivazioni del riconoscimento: “Il professor Mirko Tavoni è uno dei più eminenti studiosi di Dante Alighieri nel panorama internazionale. La sua autorità come massimo esperto di storia della lingua italiana si riflette nella combinazione di grande attenzione dedicata ai testi, alla storia della letteratura e della cultura, all’epistemologia del Medioevo e della prima Età moderna in Italia. In Germania il professor Tavoni svolgerà la sua ricerca sugli aspetti visionari della Divina Commedia presso la Freie Universität di Berlino”.

«Il riconoscimento conferma con evidenza l’alto livello internazionale della ricerca umanistica espressa dall’università italiana e il fatto che tale livello è riconosciuto da istituzioni internazionali prestigiose», ha commentato il professore, che l’8 luglio ha poi partecipato all’incontro dei ricercatori italiani in Germania e dei vincitori di premi e borse Humboldt con la Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini presso l'Ambasciata italiana di Berlino. Mirko Tavoni ha curato l’edizione del De vulgari eloquentia per il primo volume delle Opere di Dante pubblicato nella collana “I Meridiani” Mondadori (2011). Fra le sue pubblicazioni più recenti: Qualche idea su Dante, pubblicato dal Mulino (2015). Il professore è anche presidente del consorzio ICoN, una rete di 18 università che opera in convenzione con il ministero degli Affari esteri, nota per la promozione e diffusione della lingua e della cultura dell'Italia nel mondo attraverso tecnologie telematiche.

È già in moto la macchina organizzativa per la Notte dei Ricercatori, che torna anche quest’anno in Toscana con “BRIGHT 2016”, il grande evento in programma il prossimo 30 settembre in tutto il territorio regionale.
L’iniziativa, che si svolge contemporaneamente in circa 300 città di 24 paesi d'Europa, torna nella sua prossima edizione inquadrandosi in un progetto europeo coordinato dall’Università di Siena e finanziato dal programma di ricerca e innovazione dell'Unione Europea Horizon 2020. In Toscana è il frutto dalla collaborazione tra la Regione, le Università di Siena, Firenze e Pisa, l’Università per Stranieri di Siena, la Scuola Superiore Sant’Anna e la Scuola Normale Superiore di Pisa, la Scuola IMT Alti Studi Lucca, l’area della ricerca di Pisa del Consiglio nazionale delle ricerche, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia Sezione di Pisa.
Insieme, i team di università, enti di ricerca e istituzioni regionali, stanno lavorando a un programma ricco di eventi che animerà la serata portando nelle piazze e nelle strade i ricercatori e il loro lavoro quotidiano.
Con l’obiettivo di coinvolgere il grande pubblico e condividere il percorso fino alla grande festa sono già attivi i canali social: si possono seguire tutti gli aggiornamenti e le anticipazioni sull’edizione 2016 su Twitter (@brightoscana) e Facebook (www.facebook.com/brightoscana).
È inoltre in cantiere il sito web che ospiterà tutte le iniziative in programma quest’anno: http://www.bright-toscana.it/.
Saranno proposte tante attività per tutti, giovani, adulti, bambini e famiglie, che spazieranno nei vari filoni della scienza attraverso linguaggi coinvolgenti e divulgativi: proiezioni, dimostrazioni pratiche, incontri informali e aperitivi con ricercatori, reading, stand e laboratori, visite guidate e concerti, incontri in librerie e caffè della scienza.
La Notte dei Ricercatori in Toscana è un progetto finanziato dal programma di ricerca e innovazione dell'Unione Europea Horizon 2020 nell'ambito del grant n. 722944 – BRIGHT.

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