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La Direzione Ricerca ed Internazionalizzazione – Settore Internazionalizzazione, in collaborazione con CIMEA - Centro di Informazione sulla Mobilità e le Equivalenze Accademiche, ha organizzato un corso di formazione sull’internazionalizzazione, nell'ambito dell’accordo quadro UNIPI-CIMEA .

Il corso, rivolto a tutti i soggetti di Ateneo coinvolti nella realizzazione ed implementazione dei processi di internazionalizzazione, aveva l'obiettivo di:

  • fornire conoscenze sui sistemi di istruzione superiore a livello italiano e internazionale
  • favorire una riflessione e una discussione sugli strumenti di verifica dei titoli e delle istituzioni di istruzione superiore
  • analizzare la normativa e le caratteristiche principali dei corsi e titoli congiunti, oltre alle modalità di progettazione e di gestione degli stessi.

Materiale didattico delle giornate formative

Le slide sono di Luca Lantero, Direttore del CIMEA ed esperto di valutazione delle qualifiche estere e di comparazione dei sistemi d'istruzione superiore.

Il sistema italiano di istruzione superiore nel panorama internazionale

Caratteristiche dei sistemi esteri di istruzione superiore

Inquadramento internazionale dei percorsi di studio congiunti

L'accordo di consorzio (consortium agreement)

Contatti

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Sono 40 gli studenti dell’Università di Pisa che si sono aggiudicati il contributo di 100.000 euro messo a disposizione dalla Fondazione Intesa Sanpaolo Onlus per ragazzi che si trovano in situazioni di disagio fisico, psichico, sociale, familiare o economico.

Alla cerimonia di consegna, che si è svolta lunedì 20 giugno al Polo Fibonacci, erano presenti i membri della commissione giudicatrice che hanno valutato le 69 domande pervenute: Rosalba Tognetti, prorettore per gli studenti dell’Università di Pisa, Michele Sala, vicepresidente della Fondazione, e Luigi Rivetti, responsabile del settore Studenti dell’Ateneo. In relazione alla tipologia e al livello di disagio rappresentato, l’importo assegnato va da 1.500 a 3.000 euro. Già nel 2011 la Fondazione Intesa Sanpaolo Onlus aveva erogato 33 borse di studio per studenti disagiati dell’Università di Pisa.

«L’iniziativa della Fondazione Intesa Sanpaolo Onlus è un’azione concreta di sostegno al diritto allo studio – ha commentato il prorettore Rosalba Tognetti – Le borse sono state assegnate a giovani che, nonostante le difficoltà, si stanno impegnando nel conseguire un titolo di studio importante come la laurea. Questi ragazzi hanno infatti dimostrato di essere studenti meritevoli e di aver conseguito un numero minimo di crediti formativi per ogni anno di iscrizione».

«La Fondazione, nel suo piccolo, mira a rendere concreto ed esigibile il diritto allo studio alle ragazze e ai ragazzi che si trovano in particolari situazioni di disagio, contribuendo così a rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, come da previsione costituzionale – ha aggiunto Michele Sala – Aprire le porte agli studi universitari significa altresì dare importanza al vivere in una società civile e colta».

 

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Lunedì, 20 Giugno 2016 10:15

SwinGrowers in concerto

LocandinaIl 1 Luglio alle 22, presso Arnovivo (Golena di Lungarno Buozzi), si terrà il concerto degli SwinGrowers.

L'evento, a ingresso gratuito, è organizzato dall'Associazione BEAT con i fondi dell'Ateneo per le attività studentesche.

SwinGrowers

Gli SwinGrowers si definiscono un gruppo Electro Swing/Vintage Remix. Il gruppo, nato a Palermo nel 2010, vede tra i suoi membri Roberto Costa, Loredana Grimaudo, Alessio Costagliola, Ciro Pusateri e Giulio Castronovo.

Info e contatti

Simone Spatuzza - Associazione BEAT
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Lunedì, 20 Giugno 2016 08:30

Pan del Diavolo in concerto

LocandinaIl 24 Giugno alle 22, presso ArnoVivo (Golena di Lungarno Buozzi), si terrà il concerto  dei Pan del Diavolo.

L'evento, a ingresso gratuito,  è organizzato dall'Associazione BEAT con i fondi di ateneo per le attività studentesche.

Pan del Diavolo

I Pan del Diavolo, duo Folk/Rock n'Roll nato a Palermo nel 2006 formato da Alessandro Alosi e Gianluca Bartolo, stanno attualmente presentando in Italia il loro terzo album, FolkRockaBoom, attraverso un tour di otto date. L'album, uscito il 3 giugno 2014, è stato realizzato in collaborazione con Antonio Gramentieri.

Info e contatti

Simone Spatuzza - Associazione BEAT
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augello1Subito dopo la proclamazione dei risultati del secondo turno elettorale, che hanno visto l'elezione del professor Paolo Mancarella a rettore dell'Università di Pisa per il periodo 2016-2022, con 945 preferenze contro le 571 del professor Giuseppe Iannaccone, il rettore Massimo Augello commentando l'esito del voto ha dichiarato: "desidero esprimere le mie più sentite felicitazioni al professor Paolo Mancarella, che si è sempre impegnato in maniera appassionata e concreta, contribuendo a costruire un Ateneo più forte, autorevole e di prestigio, con una visione attenta e sensibile alle esigenze di tutte le componenti della nostra comunità. Questo successo - sicuramente straordinario per la percentuale di consensi ottenuti, che supera la maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto - accredita una lettura più unitaria e certamente non divisiva della realtà dell’Ateneo.

Desidero ringraziare il Corpo elettorale per il contributo di idee fornito al dibattito sui programmi e per l’alto tasso di partecipazione alle urne. Desidero ringraziare, inoltre, gli altri candidati che hanno preso parte alla competizione elettorale; sono sicuro che ognuno di loro potrà, con equilibrio e senso istituzionale, dare il proprio contributo all'ulteriore sviluppo dell'Ateneo, proseguendo lungo un percorso di crescita già intrapreso da diversi anni".

CINECA Logo PartnerDescriptionIl nome del nuovo rettore dell’Università di Pisa, Paolo Mancarella, è uscito dalle urne di u-Vote, il voto elettronico del Cineca che ha gestito 2572 espressioni di voto al primo turno e 2499 al secondo. In entrambe le occasioni i voti sono stati scrutinati nel più rigoroso anonimato in pochi minuti, con le modalità richieste dagli Organi di governo dell’Ateneo prima dell’avvio delle votazioni e messe in campo grazie a una stretta collaborazione tra lo staff dell’Ateneo e quello di Cineca.

Sicurezza nelle votazioni e velocità nelle operazioni di scrutinio sono solo alcune delle caratteristiche di u-Vote che l’Ateneo pisano ha avuto modo di apprezzare da quando, diversi anni fa, ha scelto di utilizzare il sistema di voto elettronico del Cineca. L’Università di Pisa, infatti, è stata la prima, nel 2000, a utilizzare il voto telematico per l’elezione del rettore, e da allora ha rafforzato la collaborazione con Cineca allestendo un seggio stabile per la gestione di tutte le votazioni telematiche.

"Ringrazio il Cineca per l'assistenza fornita - ha detto il direttore generale, Riccardo Grasso - che ci ha permesso di gestire al meglio anche questa importante tornata elettorale. Devo anche un sentito ringraziamento al decano, professor Giuseppe Volpe, alla Commissione di seggio e al suo presidente, il professor Amelio Dolfi, e a tutti i colleghi amministrativi e tecnici che sono stati impegnati nella gestione della procedura elettorale. Voglio dedicare un saluto particolare al collega Alberto Sbrana, responsabile dell'Ufficio elettorale, che questa volta, a differenza di quanto avvenuto negli ultimi anni, è stato impossibilitato a seguire l'iter elettorale".

"Nel porgere le più sincere congratulazioni al professor Paolo Mancarella - ha dichiarato il professor Emilio Ferrari, presidente del Cineca - rimarco l’orgoglio del Consorzio nel dare compimento alla propria missione istituzionale di supporto al sistema accademico nazionale tramite competenze e tecnologie all’avanguardia. L’elezione appena conclusa è particolarmente significativa perché riconferma l’importanza di dare continuità alle esperienze virtuose: grazie a una collaborazione che prosegue da 17 anni, infatti, è stato possibile rispondere in modo rapido e proattivo alle specifiche richieste dell’Ateneo di Pisa, in tutte le fasi dell’elezione”.

Per garantire il massimo della sicurezza, sono state impiegate le più moderne tecnologie di cifratura delle informazioni, utilizzando smart card crittografiche conformi agli standard di sicurezza internazionali. L’infrastruttura tecnologica del sistema è ospitata nel data center Cineca.

Mancarella PaoloIl professor Paolo Mancarella, ordinario di Informatica, è il nuovo rettore dell'Università di Pisa. È stato eletto al secondo turno di votazioni con 945 voti contro i 571 dell'altro candidato, il professor Giuseppe Iannaccone. 

Paolo Mancarella entrerà in carica il prossimo 1° novembre, per il periodo 2016-2022.

“Sono molto contento dell’ampio consenso ottenuto sin dal primo turno: è segno che il nostro Ateneo è più unito di quanto alcuni non pensassero. Ci aspetta tanto lavoro per il bene dell’Ateneo, ma lo faremo tutti insieme”. Queste le prime parole del nuovo rettore, pronunciate subito dopo la proclamazione dei risultati.

Paolo Mancarella, nato a Gallarate (Varese) l'8 novembre del 1959, ha conseguito la laurea in Scienze dell'informazione all'Università di Pisa nel 1982 e il dottorato di ricerca in Informatica congiunto tra Genova, Pisa e Udine nel 1988. Dopo un periodo all'Imperial College of Science di Londra, è rientrato nell'Ateneo pisano prima come ricercatore, poi come professore associato e infine, a partire dal 2004, come professore ordinario, lavorando sempre nel dipartimento di Informatica.

Nel corso della carriera, il professor Mancarella ha ricoperto diversi e importanti incarichi istituzionali, sia nell'ambito dell'Università di Pisa che a livello nazionale. È stato vice preside della facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali dal 2006 al 2010 e prorettore alla Didattica dal 2010 al 2016. Dal 1999 al 2016 è stato delegato del rettore alle funzioni di coordinamento, monitoraggio e supporto di tutte le iniziative concernenti l’integrazione degli studenti portatori di handicap, ricoprendo anche il ruolo di responsabile dell'Unità per il supporto e l'integrazione degli studenti disabili (USID). Tra il 2009 e il 2015 è stato Presidente della Conferenza nazionale universitaria dei delegati disabilità (CNUDD).

L’attività didattica del professor Mancarella è stata principalmente rivolta all’ambito di insegnamenti fondamentali dei corsi di laurea in Scienze dell’informazione e in Informatica. È stato responsabile dell’Unità operativa del dipartimento di Informatica per due progetti regionali orientati allo sviluppo di poli didattici multimediali e all’impiego di metodologie innovative di teleformazione in percorsi formativi per personale occupato.

Sul piano della ricerca, il professor Mancarella è partito dall'analisi dei linguaggi di programmazione dichiarativi per la rappresentazione della conoscenza, ampliando poi i suoi interessi verso i temi di più ampio respiro della logica computazionale, con lo studio di modelli e linguaggi innovativi per sistemi intelligenti basati sulla logica, in grado di dotare i sistemi artificiali di capacità di ragionamento non solo deduttivo ma anche ipotetico e predittivo. In anni più recenti, l’attività di ricerca del professor Mancarella si è indirizzata ai cosiddetti sistemi argomentativi basati sulla logica (logic-based argumentation systems), attraverso studi di carattere teorico e fondazionale, ma con l’attenzione sempre rivolta anche agli aspetti computazionali e applicativi. Queste tematiche sono state centrali in due progetti europei: SOCS (SOcieties of ComputeeS, V Programma Quadro, 2002-2004) e ARGUGRID (ARGUmentation as a foundation for the semantic GRID, VI Programma Quadro, 2006-2009).

Altri temi di ricerca sviluppati da Paolo Mancarella riguardano l’analisi statica di linguaggi concorrenti, il ragionamento temporale, l’integrazione di paradigmi di programmazione logici e funzionali, lo sviluppo di sistemi di predizione per persone con disabilità. Il professor Paolo Mancarella è sposato e ha due figli.

onde2L’osservazione di un secondo evento di onde gravitazionali è stata annunciata mercoledì 15 giugno, nel corso di una conferenza stampa congiunta, dagli scienziati delle collaborazioni scientifiche LIGO e VIRGO, cui l’Italia partecipa con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Le minuscole increspature nel tessuto dello spaziotempo, previste dalla Relatività Generale di Albert Einstein cent’anni fa, sono state registrate per la seconda volta dagli interferometri gemelli Advanced LIGO, negli Stati Uniti (in Louisiana e nello Stato di Washington), alle ore 3:38:53 UTC del 26 dicembre 2015. Come nel caso della prima rivelazione, anche queste onde gravitazionali sono state prodotte dalla fusione di due buchi neri, processo che risale a 1,4 miliardi di anni fa. Lo studio è stato accettato per la pubblicazione dalla rivista scientifica internazionale "Physical Review Letters" che, l’11 febbraio scorso, aveva pubblicato l’articolo sulla scoperta delle onde gravitazionali. Dopo l’apertura di nuovi orizzonti scientifici con la prima storica osservazione delle onde gravitazionali, questa nuova misura ci conferma che siamo davvero entrati nel vivo dell’era dell’astronomia gravitazionale: stiamo cioè studiando il nostro universo in un modo completamente nuovo.

Le onde misurate in questa seconda osservazione si riferiscono alle ultime 55 orbite che i buchi neri, con masse pari a 14 e 8 masse solari, hanno percorso nello “spiraleggiare” vorticosamente l’uno attorno all’altro prima di fondersi e formare un unico buco nero più massiccio, con massa di 21 masse solari. L’energia liberata sotto forma di onde gravitazionali equivale quindi a circa una massa solare.

gruppo virgo pisa“Questo secondo evento – spiega Francesco Fidecaro, direttore del dipartimento di Fisica dell'Università di Pisa, ricercatore INFN e in passato a capo della collaborazione scientifica internazionale VIRGO – ha caratteristiche sensibilmente diverse dal primo. È, infatti, generato da buchi neri più leggeri di quelli del precedente segnale ed è stato possibile seguirne l’evoluzione per più tempo: questo ha consentito di caratterizzare bene il sistema, nonostante il segnale, di ampiezza minore, fosse maggiormente disturbato dal rumore di fondo. La caccia ai segnali generati da sistemi binari di buchi neri si è anche arricchita di un terzo evento, più debole degli altri due e quindi con una probabilità più elevata che possa essere una falsa rilevazione. Tuttavia, anche in questo caso, attribuendo a questo terzo evento un significato astrofisico, saremmo di fronte a un terzo sistema di buchi neri, che è collassato a formare il buco nero finale. Nella sostanza si sta intravedendo l’esistenza di un’intera popolazione di buchi neri, le cui caratteristiche saranno ben presto svelate nelle prossime fasi di presa dati degli interferometri avanzati”.

Una rete di interferometri per l’astronomia gravitazionale
“Gli osservatori per onde gravitazionali rappresentano uno strumento unico per indagare il cosmo – spiega Massimiliano Razzano, responsabile a Pisa del progetto FIRB 'New perspectives on the violent Universe: unveiling the physics of compact objects with joint observations of gravitational waves and electromagnetic radiationd' e da poco ricercatore a tempo determinato senior presso il dipartimento di Fisica - Questi flebili segnali portano con sé informazioni che non saremmo in grado di ottenere con telescopi tradizionali”.

Il segnale delle onde gravitazionali è stato registrato dall’interferometro in Louisiana con 1,1 millisecondi di anticipo rispetto all’interferometro nello stato di Washington. Questa misura, seppur di grande precisione, non consente, però, di localizzare con esattezza la sorgente: per farlo è necessario almeno un terzo interferometro che consenta la triangolazione.

“Quando nell’autunno di quest’anno l’interferometro europeo VIRGO entrerà in funzione, a conclusione dei lavori che lo porteranno, come i due interferometri LIGO, alla configurazione avanzata (advanced), – dichiara ancora Francesco Fidecaro – allora sarà possibile restringere la porzione di cielo in cui ha avuto luogo il processo di fusione dei due buchi neri. Questo darà un contributo sostanziale alla nuova astronomia gravitazionale e all’astronomia multi-messaggero: potremo dare l’allerta ai telescopi e agli altri esperimenti, sia terrestri che spaziali, per la rivelazione di raggi gamma, raggi cosmici o neutrini. In questo modo si potranno orientare, praticamente in tempo reale, verso la sorgente di onde gravitazionali e rilevare altri eventuali messaggeri cosmici provenienti da essa”.

VIRGO e la collaborazione nazionale
collaborazione VIRGO low copyright MPerciballi VirgoCollaborationL’Italia ha svolto un ruolo di primo piano nel raggiungimento di questi fondamentali risultati e continuerà con il suo impegno a fornire contributi determinanti. L’INFN, assieme al Centre National della Recherche Scientifique, ha avviato il progetto per l’interferometro VIRGO, a Cascina (PI) presso lo European Gravitational Observatory EGO, che lo gestisce, dove la comunità dei fisici dell’INFN è oggi fortemente impegnata in queste ricerche.
VIRGO è un progetto nato dall’originale idea dell’italiano Adalberto Giazotto e del francese Alain Brillet. Vi collaborano 250 fisici e ingegneri, di cui la metà dell’INFN, provenienti da 19 istituti europei in Italia, Francia, Olanda, Ungheria e Polonia. L’INFN partecipa a VIRGO con le proprie Sezioni presso le Università di Pisa, Firenze con il gruppo di ricerca di Urbino, Perugia, Genova, Roma Sapienza, Roma Tor Vergata, Napoli, Padova, e i Centri Nazionali Tifpa di Trento e Gran Sasso Science Institute dell’Aquila.

LIGO
Gli osservatori LIGO, finanziati dalla National Science Foundation, sono stati progettati e sono ora condotti da Caltech e MIT. Alla collaborazione scientifica LIGO partecipano la collaborazione GEO600, che fa capo all’omonimo osservatorio in Germania, e l’Australian Consortium for Interferometric Gravitational Astronomy, oltre a università e istituti di ricerca degli Stati Uniti e di altri 14 Paesi.

Margherita Occhipinti 2Eccellenza nei risultati conseguiti nel follow-up dei pazienti trapiantati di pancreas. È quanto riconosce la EASD - European association for the study of diabetes alla Sezione dipartimentale di Endocrinologia e metabolismo dei trapianti dell’Aoup diretta dal professor Piero Marchetti, docente del dipartimento di Medicina clinica e sperimentale dell'Università di Pisa, e che formalizzerà nel prossimo congresso annuale (dal 12 al 15 settembre a Monaco di Baviera). In quell’occasione la dottoressa Margherita Occhipinti (nella foto), che lavora nella suddetta struttura, presenterà i dati metabolici a 10 anni dei trapianti di pancreas isolato eseguiti nel Centro trapianti pancreas e rene-pancreas dell’Aoup.

“I risultati conseguiti – dichiara il professor Marchetti - evidenziano percentuali di sopravvivenza dei pazienti e della funzione del pancreas superiori a quelle riportate dai vari registri internazionali, sia in Europa che negli Stati Uniti. Ciò è sostanzialmente dovuto all’unicità della organizzazione di questa attività nell’Aoup, in cui, oltre all’ottimo lavoro del Centro trapianti pancreas e rene-pancreas, diretto dal professor Ugo Boggi, e ai contributi di vari specialisti che con le loro competenze partecipano alla preparazione e alla esecuzione dei trapianti, è previsto un attento e scrupoloso lavoro di follow-up dei pazienti trapiantati. Grazie alla attività ambulatoriale e di ricovero che si effettua nella nostra Sezione dipartimentale - conclude Marchetti – siamo in grado di far fronte alle molteplici emergenze mediche che possono manifestarsi dopo il trapianto, e così garantire ai pazienti risposte rapide anche in situazioni complesse e di elevato rischio” (Ufficio stampa AOUP).

Il 5 giugno scorso, nella sua casa di New York, è morto Jerome S. Bruner, uno dei principali esponenti della rivoluzione cognitivista in psicologia e tra i padri fondatori della psicologia culturale. Studioso versatile, nella sua lunga vita (è morto a 101 anni) si è interessato a tematiche diverse con un approccio interdisciplinare, dando sempre un contributo originale e decisivo: ricordiamo i suoi studi sull'acquisizione del linguaggio, sulla percezione, sulla narrazione e il diritto, sull'apprendimento e sulle metodologie di insegnamento. Da ricordare anche il suo impegno politico-sociale contro il razzismo e la pena di morte.

Amico affezionato dell'Italia e del nostro Ateneo, è venuto a Pisa diverse volte per partecipare a convegni, seminari, corsi di formazione. Nel luglio 2011, nel Palazzo della Sapienza, si è tenuto un seminario dal titolo “Jerome S. Bruner. Law, literature and life” interamente dedicato allo psicologo americano. L’evento era organizzato dalle Scuole di dottorato in “Discipline Umanistiche” e in “Scienze Giuridiche” dell’Università di Pisa, insieme al Centro Interdisciplinare “Scienze per la Pace” ed in collaborazione con la Scuola di dottorato in “Human Sciences – Behaviour and social relations sciences” dell’Università di Macerata.

Per ricordare e omaggiare Bruner, pubblichiamo qui di seguito l'articolo del 2011 in cui avevamo raccontato il suo intervento in Sapienza.

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Bruner: letteratura, diritto e vita

bruner 2016Per tre giorni Pisa ha ospitato uno dei più grandi rappresentanti della psicologia contemporanea: Jerome Bruner. Studioso di psicologia, di diritto e di letteratura, Bruner, uno dei padri del cognitivismo e della psicologia culturale, può essere definito un grande umanista dei nostri tempi. L’ultimo dei tre incontri, che si è tenuto il 6 luglio a giurisprudenza, è stato dedicato ai rapporti tra diritto, letteratura e vita. Un incontro molto partecipato, tanto che è stato necessario trovare un’aula più grande, mentre il novantaseienne professor Bruner aspettava pazientemente su una panchina nel cortile della Sapienza.

Poi l’aula è stata scelta, si è riempita, e alla fine, sorridente e appoggiandosi sul suo bastone è entrato in aula Jerome Bruner, che risponde abbastanza ai cliché del vecchio saggio, con la faccia abbronzata e segnata da profonde rughe e gli occhi ingranditi e un po’ deformati dalle lenti degli occhiali. Dopo le presentazioni di Daria Coppola e Pierluigi Consorti, Bruner è “saltato”, come ha affermato, al cuore del tema del suo intervento: la necessità del rapporto tra letteratura e diritto, quindi la necessità di una forte interdisciplinarità nella ricerca e nella didattica accademica. Quell’ interdisciplinarità che, ha riconosciuto Consorti nella sua introduzione, suona ancora scandalosa, specialmente in ambito giuridico in Italia.

Il rapporto tra letteratura e diritto è invece secondo Bruner fondamentale: sia la letteratura che il diritto descrivono, ognuno a suo modo, la realtà sociale in cui hanno radici comuni. Mentre la letteratura però esplora le possibilità della vita, ciò che potrebbe essere, il diritto impone delle costrizioni, limita le possibilità dentro delle norme, ed è sostenuto in questa limitazione dal complesso e potente apparato repressivo (magistratura e forze dell’ordine) di cui sono dotati gli stati moderni. Nelle aule di tribunale anglosassoni, i testimoni cominciano alzando la mano destra e dicendo “Giuro di dire la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità”. È impossibile, chiosa Bruner ridendo, però è chiaro che il diritto vuole la verità, mentre la letteratura vuole la verosimiglianza, ha come criterio ciò che è umanamente possibile. Nonostante le loro grandissime differenze, diritto e letteratura hanno però bisogno l’uno dell’altra, condividono un approccio umano alla nostra condizione: condividono un modo di pensare “narrativo”, il modo in cui diamo senso alla condizione umana.

piabruner

Per definire cosa è la narrazione Bruner ha come punto di riferimento un grande del pensiero classico, Aristotele, e il suo concetto di “peripeteia”, lo sconvolgimento delle attese per un evento imprevisto. Al centro di ogni buona storia c’è una violazione di un codice di norme, perchè ogni storia ha una sottostante assunzione di valori: la narrazione procede col tentativo di rimettere a posto le cose, di trovare una soluzione allo sconvolgimento che è successo. Un altro grande punto di riferimento è Michail Bachtin quando afferma che la funzione della letteratura è di rendere strano ciò che è familiare. Bruner mima la letteratura: la letteratura ti acchiappa per la giacca e dice “Ehi , aspetta un momento! Ti pare normale tutto questo?”. La letteratura ha quindi un carattere sovversivo e disturbante.

Nel suo corso ad Harvard Bruner ha deciso di alternare di settimana in settimana lo studio di casi giuridici allo studio di casi letterari: ad esempio è stato chiesto agli studenti di fare un’analisi giuridica dell’Orestea di Eschilo, che è particolarmente significativa per i suoi rapporti con il diritto. Allo stesso tempo anche i casi giuridici vengono studiati dal punto di vista letterario. La giustizia e il diritto devono gestire il conflitto tragico, e hanno bisogno della letteratura per comprendere la tragedia.

“Le tre giornate con Jerome Bruner” afferma Daria Coppola, del Dipartimento di Linguistica, una delle organizzatrici dell’iniziativa “sono state un’importante occasione di apertura dell’Università, di contatto tra il mondo accademico, la provincia, il comune e le scuole del territorio. Spesso all’università si raggiungono risultati nel campo della ricerca di cui le scuole sono del tutto all’oscuro. Allo stesso tempo nelle scuole molti insegnanti sperimentano sul campo metodologie innovative che sarebbero estremamente interessanti per il mondo accademico. Gli incontri con Bruner sono stati una preziosa occasione non solo per riflettere assieme su temi importanti, ma anche per prendere contatti e gettare i semi per future collaborazioni.”

“L’importanza di figure come Bruner” continua Coppola “sta anche nel suo insistere sull’interdisciplinarità della ricerca e dell’attività accademica. A volte ci si chiude a coltivare il proprio giardinetto e si guarda solo a quello, senza accorgersi, a causa dei muri di recinzione, degli altri giardini che ci circondano; se si abbattessero le recinzioni, anziché avere tanti piccoli giardini avremmo un bel parco da coltivare assieme, con maggior beneficio per tutti. Oggi, con l’affermarsi di modelli aziendali anche per l’università, si insiste troppo sulla competizione e poco sulla collaborazione. Un grande maestro come Bruner ci ricorda che nel 21° secolo la ricerca o è interdisciplinare o non è”. 

(7 luglio 2011)

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