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Mercoledì, 09 Marzo 2016 10:58

A lezione di successo con Alessandro Piol

piol ok copyC’è stato un ospite speciale al PhD+, il programma dell’Università di Pisa che insegna a valorizzare i risultati della ricerca e, possibilmente, a trasformarli in impresa. Alessandro Piol, venture capitalist italiano trapiantato a New York, ha tenuto una lezione dal titolo “Planning for success”, in cui ha svelato agli aspiranti startupper i segreti per diventare un imprenditore di successo.

Nella mattinata, Piol aveva partecipato a un incontro con alcuni spin off dell’Università di Pisa che operano nei settori tecnologici di suo interesse e che hanno avuto la possibilità di illustrargli i propri prodotti e servizi. Gli spin off invitati all’incontro erano Biobeats, Echoes, Jos Technology, Kiunsys, Quipu, Skybox Engineering, Space Dynamics.

morelliAlessandro Piol ha oltre 30 anni di esperienza nel settore della tecnologia ed è partner e fondatore di AlphaPrime Ventures, investitore di progetti imprenditoriali di nuova generazione e soluzioni di business. Alessandro è inoltre uno dei cofondatori di Vedanta Capital ed è stato General Partner di Invesco Private Capital.

Ha trascorso 10 anni presso AT&T, dove ha cofondato AT&T Ventures. Attualmente è il Presidente di NY chapter of TiE, vice-chairman del Board of Visitors della Scuola di Ingegneria della Columbia e membro della Entrepreneurial Advisory Board. Alessandro è coautore di Tech and the City: The Making of New York’s Startup Community. Si è laureato in Informatica presso l’Università della Columbia e ha frequentato l’MBA presso Harvard.

Riparte il reclutamento di soggetti volontari per la sperimentazione clinica di “Toscolata”, la cioccolata con i prodotti toscani nel cuore (olio extra vergine di oliva e mela panaia rossa), messa a punto durante il progetto di ricerca omonimo finanziato dalla regione toscana ad opera dell’Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree (IVALSA) del CNR di Firenze, del Dipartimento di Scienze della vita dell’Università di Siena, dell’Istituto scienze della vita della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, del Dipartimento di Patologia Chirurgica, Medica Molecolare e dell’Area Critica dell’Università di Pisa. Gli ingredienti della Toscolata, preparata artigianalmente, sono tracciabili in ogni passaggio e derivano tutti da agricoltura biologica.
La sperimentazione ha bisogno degli ultimi 15 volontari per concludere il progetto di ricerca. Il ciclo di sperimentazione inizierà verso la metà di aprile e finirà verso la fine di luglio. I volontari devono avere un’età compresa tra 35-65 anni e essere portatori di almeno 3 fattori di rischio cardiovascolare compresi tra fumo, ipertensione, elevati livelli di colesterolo, sovrappeso o familiarità per malattie cardiovascolari.
Ai partecipanti è chiesto di assumere un “quadrato” al giorno di Toscolata, pari a 40 g, per un periodo di 4 settimane, un’interruzione di 15 giorni e una nuova assunzione di cioccolato per altre 4 settimane. Durante questo periodo ai soggetti partecipanti verrà eseguito un check up iniziale cardiovascolare presso la SDV di Cardio Angiologia dell’AOUP di Pisa, che ripeteranno al termine della sperimentazione. Oltre a valutare i principali fattori di rischio cardiovascolare, ai soggetti verrà anche analizzata, mediante un prelievo ematico, una particolare popolazione di cellule ematiche coinvolte nel riparare i danni che portano alla formazione della placca aterosclerotica, responsabile di infarto, ictus, ischemie periferiche.
I candidati possono candidarsi scrivendo alla dottoressa Rossella Di Stefano, presso la Cardio Angiologia dell’Ospedale Cisanello (email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) oppure alla dottoressa Francesca Felice (email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) o alla dottoressa Ester Belardinelli (email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).
La Toscolata, essendo costituita da cioccolato fondente di alta qualità arricchito in sostanze antiossidanti, ha già dimostrato effetti positivi nei primi soggetti arruolati.

In un angolo del giardino del Polo A della Scuola di Ingegneria, tra via Diotisalvi e via Giunta Pisano, c’è un’area verde di oltre 2000 metri quadrati ad oggi poco utilizzata ed estremamente degradata, dove sono presenti alcuni alberi di pregio, alcune panchine, un piccolo locale tecnico e una pensilina metallica per le biciclette. Visto che l’area è poco sfruttata, perché non costruirci un padiglione con aule studio, una saletta conferenze, sale espositive e spazi di socializzazione? L’idea l’hanno avuta un gruppo di studenti del corso di laurea magistrale in Ingegneria edile e Architettura che, stimolati da un workshop svolto nell’ambito dell’insegnamento di Architettura e composizione architettonica III del professor Luca Lanini, hanno realizzato un progetto di cui l’Ateneo sta valutando, insieme agli enti competenti, la possibile effettiva realizzazione.

«L’idea è costruire un padiglione accogliente che gli studenti possano usare tutto l’anno in maniera intensiva, un edificio che possieda dei caratteri di innovatività dal punto di vista del processo edilizio e del risparmio energetico – spiega Luca Lanini, docente di Ingegneria del DESTEC (dipartimento di Ingegneria dell'energia, dei sistemi, del territorio e delle costruzioni) che ha seguito i ragazzi nel loro lavoro – Per come è stato concepito, il padiglione vuole diventare un “manifesto” delle ricerche che si svolgono nella nostra Scuola d’Ingegneria e che possa diventare in alcune occasioni anche una porta di ingresso per i nuovi arrivati, trasformandosi ad esempio un grande info point nelle giornate di orientamento alle matricole o per gli open day con le scuole».

Poiché sull’area sono presenti alcuni alberi (querce, pini, un pioppo e un cipresso), i ragazzi hanno proposto un edificio composto da un sistema di patii da costruire intorno ai fusti delle piante, realizzando così dei pozzi di luce che servano anche da fonti di illuminazione e ventilazione. L’edificio si estende lungo una dorsale parallela al lato maggiore dell’area verde lotto che contiene la parte strutturale e impiantistica e lungo la quale si organizzano i principali spazi: una lunga navata per la sala studio, la sala mostra, i servizi e la portineria. L’edificio inoltre sarebbe completamente chiuso lungo il parcheggio interno, mentre risulterebbe completamente vetrato nella parte dell’aula studio lungo l’area verde su via Pisano, che diventerebbe dunque il patio più grande della struttura e il principale spazio di aggregazione. Gli altri locali sarebbero tutti illuminati e ventilati direttamente dai patii.

Il progetto punta a realizzare un edificio costruito con tecnologie “Low Cost/High Performance”, puntando tendenzialmente a realizzare un edificio “NZED” (Nearly Zero Energy Building) e cioè un’architettura praticamente autosufficiente dal punto di vista energetico. E quindi un edificio con una grande inerzia termica, con una distribuzione degli spazi studiata per assicurare la ventilazione naturale e i sistemi più idonei per approvvigionarsi dell’energia necessaria attraverso fonti rinnovabili. Si punta a realizzarlo poi con sistemi di assemblaggio all’avanguardia, in modo da poterlo costruire velocemente e limitando l’area dei lavori. Dare vita a un cantiere così innovativo permetterebbe anche agli studenti della Scuola di Ingegneria dell’Università di Pisa di connettersi fin da subito con il mondo reale della costruzione e del processo edilizio.

I progetti degli studenti e il contenuto del corso sono consultabili all’indirizzo: http://ita.calameo.com/read/0039912860686ae757b3b

padiglione modellino webIn un angolo del giardino del Polo A della Scuola di Ingegneria, tra via Diotisalvi e via Giunta Pisano, c’è un’area verde di oltre 2000 metri quadrati ad oggi poco utilizzata, dove sono presenti alcuni alberi di pregio, alcune panchine, un piccolo locale tecnico e una pensilina metallica per le biciclette. Visto che l’area è poco sfruttata, perché non costruirci un padiglione con aule studio, una saletta conferenze, sale espositive e spazi di socializzazione? L’idea l’hanno avuta un gruppo di studenti del corso di laurea magistrale in Ingegneria edile e Architettura che, stimolati da un workshop svolto nell’ambito dell’insegnamento di Architettura e composizione architettonica III del professor Luca Lanini, hanno realizzato un progetto di cui l’Ateneo sta valutando, insieme agli enti competenti, la possibile effettiva realizzazione.

vedute padiglione

«L’idea è costruire un padiglione accogliente che gli studenti possano usare tutto l’anno in maniera intensiva, un edificio che possieda dei caratteri di innovatività dal punto di vista del processo edilizio e del risparmio energetico – spiega Luca Lanini, docente del DESTEC (dipartimento di Ingegneria dell'energia, dei sistemi, del territorio e delle costruzioni) che ha seguito i ragazzi nel loro lavoro – Per come è stato concepito, il padiglione vuole diventare un “manifesto” delle ricerche che si svolgono nella nostra Scuola d’Ingegneria e che possa diventare in alcune occasioni anche una porta di ingresso per i nuovi arrivati, trasformandosi ad esempio un grande info point nelle giornate di orientamento alle matricole o per gli open day con le scuole».

Poiché sull’area sono presenti alcuni alberi (querce, pini, un pioppo e un cipresso), i ragazzi hanno proposto un edificio composto da un sistema di patii da costruire intorno ai fusti delle piante, realizzando così dei pozzi di luce che servano anche da fonti di illuminazione e ventilazione.

L’edificio si estende lungo una dorsale parallela al lato maggiore dell’area verde che contiene la parte strutturale e impiantistica e lungo la quale si organizzano i principali spazi: una lunga navata per la sala studio, la sala mostra, i servizi e la portineria.

studenti ingegneria web2Il progetto punta a realizzare un edificio costruito con tecnologie “low cost/high performance”, puntando tendenzialmente a realizzare un edificio “NZED” (Nearly Zero Energy Building) e cioè un’architettura praticamente autosufficiente dal punto di vista energetico. E quindi un edificio con una grande inerzia termica, con una distribuzione degli spazi studiata per assicurare la ventilazione naturale e i sistemi più idonei per approvvigionarsi dell’energia necessaria attraverso fonti rinnovabili.

Si punta a realizzarlo poi con sistemi di assemblaggio all’avanguardia, in modo da poterlo costruire velocemente e limitando l’area dei lavori. Dare vita a un cantiere così innovativo permetterebbe anche agli studenti della Scuola di Ingegneria dell’Università di Pisa di connettersi fin da subito con il mondo reale della costruzione e del processo edilizio.

 

I progetti degli studenti e il contenuto del corso sono consultabili a questo link.

padiglione ingegneria1

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ne hanno parlato:
Tirreno Pisa
Pisa Today 
Pisanamente 
Controcampus 
PisaInformaFlash

Martedì, 08 Marzo 2016 13:45

Verso un bilancio di genere dell'Ateneo

bilancio di genereGiovedì 10 marzo alle 16, nell’aula magna di Palazzo Boilleau, il Comitato Unico di Garanzia (CUG) dell’Ateneo presenta un'indagine di genere relativa all’Università di Pisa. I temi che saranno trattati, in vista della preparazione di un più ampio Bilancio di genere, sono qui introdotti con un intervento a firma della professoressa Laura Savelli, presidente del CUG.

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Al centro dell’iniziativa del prossimo 10 marzo, sarà la presentazione dei risultati di un’indagine, svolta dalla dott.ssa Laura Leonardi, che sulla base di alcuni indicatori ricostruisce la presenza in termini assoluti e percentuali di studentesse, personale tecnico-amministrativo, dottorande, specializzande e perfezionande, personale docente sul totale della popolazione d’ateneo. L’indagine è riferita agli anni accademici 2012/13 e 2013/14.

Interverranno la presidente del CUG, Laura Savelli, e la delegata del rettore per le pari-opportunità e pro-rettore vicario Nicoletta De Francesco, Rita Biancheri, che sulle carriere femminili in Università sta lavorando col progetto Trigger, Silvia Borelli, presidente del Consiglio di Parità, Università di Ferrara e Patrizia Tomio Presidente, Università di Trento, presidentessa della Conferenza nazionale degli organismi di parità delle università italiane.

L’intento dell’iniziativa, infatti, non è solo quello di comunicare e di rendere noti i risultati di un’indagine, ma anche di commentarne il significato e di confrontarsi con le colleghe di altri atenei in merito alle possibili linee d’intervento sulle criticità della presenza femminile nel nostro ateneo e nell’università italiana in generale.

Entrando un po' più nel merito, da un punto di vista metodologico, ai fini dell'analisi sulla popolazione che opera all’interno dell’Università di Pisa, sono state individuate tre unità statistiche:
• studenti iscritti negli a.a. 2012/13 e 2013/14 a corsi di studio pre-laurea e post-laurea
• personale tecnico amministrativo in servizio al 31/12/2013 e al 31/12/2014
• personale docente in servizio al 31/12/2013 e al 31/12/2014

Parlando di criticità, in merito alla popolazione studentesca, vediamo come le studentesse si distribuiscano ormai su molti ambiti di studio, superando i maschi, per esempio, anche in ambito medico, ma anche come rimanga inferiore la loro presenza in discipline come Agraria, Ingegneria, Economia, Fisica e Informatica. Le ragazze si laureano prima dei colleghi maschi, sono più numerose nei master, ma in numero inferiore nei dottorati, con una tendenza alla diminuzione.

Per quanto riguarda il personale tecnico amministrativo e docente, la rilevazione conferma la prevalente presenza femminile tra il personale TA- se si esclude la fascia dei dirigenti- e quella maschile tra i docenti, che cresce nel passaggio da ricercatore ad associato ad ordinario. Di non poco interesse sono anche i dati, suddivisi per sesso, di coloro che hanno chiesto congedi maternità/paternità e parentali.

I risultati di questa indagine contribuiranno alla preparazione di un più ampio Bilancio di genere, in cui saranno anche considerati gli interventi del CUG per la conciliazione tempi di vita-tempi di lavoro, sul genere e la formazione universitaria e le iniziative di formazione su mobbing e benessere organizzativo.

Laura Savelli

SuperKEKB 1 insideIl 2 marzo scorso per la prima volta sono stati iniettati e fatti circolare stabilmente dei fasci di elettroni e positroni nell’acceleratore SuperKEKB con l’obiettivo di trovare i segnali sfuggenti delle particelle ancora da scoprire, cioè non contemplate dalla teoria del Modello Standard. E’ questa una delle fasi preparatorie dell'esperimento Belle-II che si svolgerà presso il laboratorio KEK a Tsukuba in Giappone che vede coinvolto in prima fila un team di ricercatori dell'Università di Pisa in strettissima collaborazione con l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN).

“L’esperimento fornirà ai fisici il più consistente campione di particelle di sapore pesante da analizzare che sia mai stato prodotto e che il gruppo di Pisa, insieme a circa 600 scienziati provenienti da 23 nazioni, utilizzerà per effettuare misure di precisione che possano aprire la strada alla scoperta di nuove particelle”, commenta Francesco Forti, dell’Università di Pisa, rappresentante INFN e presidente del comitato esecutivo di Belle-II.

SuperKEKB è il primo acceleratore per la ricerca in fisica fondamentale ad entrare in funzione dopo LHC al CERN di Ginevra. A differenza di LHC, in cui circolano fasci di protoni, SuperKEKB utilizza fasci di elettroni e positroni, che viaggiano in anelli separati a energie diverse, rispettivamente di 7 e 4 miliardi di elettronvolt (GeV). Quando funzionerà a pieno regime le particelle prodotte nelle collisioni saranno rivelate e misurate dall’esperimento Belle-II, un sensibilissimo rivelatore dal peso complessivo di 1500 tonnellate al cui interno è installato un gigantesco magnete di circa 1100 tonnellate.

In particolare il gruppo di fisici pisani ha contribuito all’esperimento realizzando il rivelatore di vertice (SVD) nei laboratori delle Alte Tecnologie dell’INFN, gestiti congiuntamente con il Dipartimento di Fisica dell’Università di Pisa all’interno del Polo Fibonacci, dove i componenti di precisione provenienti da Giappone, Austria, Inghilterra, sono stati verificati e pre-assemblati nei moduli di rivelazione da installare nell’esperimento. Altro contributo fondamentale dei fisici pisani è alle infrastrutture di calcolo dell'esperimento.

Il 2 marzo scorso per la prima volta sono stati iniettati e fatti circolare stabilmente dei fasci di elettroni e positroni nell’acceleratore SuperKEKB con l’obiettivo di trovare i segnali sfuggenti delle particelle ancora da scoprire, cioè non contemplate dalla teoria del Modello Standard. E’ questa una delle fasi preparatorie dell'esperimento Belle-II che si svolgerà presso il laboratorio KEK a Tsukuba in Giappone che vede coinvolto in prima fila un team di ricercatori dell'Università di Pisa in strettissima collaborazione con l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN).
“L’esperimento fornirà ai fisici il più consistente campione di particelle di sapore pesante da analizzare che sia mai stato prodotto e che il gruppo di Pisa, insieme a circa 600 scienziati provenienti da 23 nazioni, utilizzerà per effettuare misure di precisione che possano aprire la strada alla scoperta di nuove particelle”, commenta Francesco Forti, dell’Università di Pisa, rappresentante INFN e presidente del comitato esecutivo di Belle-II.
SuperKEKB è il primo acceleratore per la ricerca in fisica fondamentale ad entrare in funzione dopo LHC al CERN di Ginevra. A differenza di LHC, in cui circolano fasci di protoni, SuperKEKB utilizza fasci di elettroni e positroni, che viaggiano in anelli separati a energie diverse, rispettivamente di 7 e 4 miliardi di elettronvolt (GeV). Quando funzionerà a pieno regime le particelle prodotte nelle collisioni saranno rivelate e misurate dall’esperimento Belle-II, un sensibilissimo rivelatore dal peso complessivo di 1500 tonnellate al cui interno è installato un gigantesco magnete di circa 1100 tonnellate.
In particolare il gruppo di fisici pisani ha contribuito all’esperimento realizzando il rivelatore di vertice (SVD) nei laboratori delle Alte Tecnologie dell’INFN, gestiti congiuntamente con il Dipartimento di Fisica dell’Università di Pisa all’interno del Polo Fibonacci, dove i componenti di precisione provenienti da Giappone, Austria, Inghilterra, sono stati verificati e pre-assemblati nei moduli di rivelazione da installare nell’esperimento. Altro contributo fondamentale dei fisici pisani è alle infrastrutture di calcolo dell'esperimento.

Ritorna anche a Pisa l’UniStem Day, la giornata dedicata alla ricerca sulle cellule staminali. L’appuntamento è venerdì 11 marzo alle 9 nell'aula magna Fratelli Pontecorvo del Polo Fibonacci dell’Università di Pisa (Largo Bruno Pontecorvo). L’iniziativa, che quest’anno coinvolge 73 atenei e centri di ricerca in tutta Europa, è rivolta agli studenti delle scuole superiori con l’obiettivo di stimolare l’interesse e la curiosità verso la ricerca scientifica. A Pisa l’evento è organizzato da Mario Petrini e Alessandra Salvetti del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale.

“Forti nel ponderare, fermi nel criticare, indisponibili a mentire, sempre” è il messaggio chiave del filmato che aprirà la giornata in tutte le sedi d’Italia e d’Europa per le migliaia di giovani studenti che affolleranno le aule universitarie. Il tema di quest’anno è infatti la libertà di studiare e di conoscere e così alcuni interventi riguarderanno proprio questo argomento, come quello di Carlo Alberto Beltrami, professore dell’Università degli Studi di Udine, dal titolo “La cultura ti apre la mente. Ovvero, studia o sarai schiavo”. Tra gli altri relatori che interverranno, si segnalano Umberto Di Porzio, neurobiologo dell’Istituto di Genetica e Biofisica del CNR di Napoli, Angela Santoni, immunologa della Sapienza di Roma, Massimo Cavino, costituzionalista dell’Università degli Studi del Piemonte Orientale, Giuseppe Remuzzi, nefrologo presso l’Istituto Mario Negri di Bergamo e Leonardo Rossi biologo cellulare dell’Università di Pisa e Federico Cremisi della Scuola Normale Superiore.

Proseguono anche a marzo le attività di "Un pomeriggio in Gipsoteca", il programma di attività ludico-educative presso il museo di Piazza San Paolo all’Orto riservate ai più piccoli (6-12 anni). Gli incontri, a eccezione di particolari esigenze, si terranno una volta a settimana, dalle 16.15 alle 17.45, e prevedono delle divertenti attività con le quali i bambini potranno iniziare a familiarizzare con il museo, il mondo classico e l’archeologia in generale. Il prossimo appuntamento è martedì 8 marzo con “Si va in scena! Il teatro nell’Antica Grecia”: i bambini, tramite l’ausilio di cartone, carta, tempere e pennarelli, creeranno e decoreranno delle maschere teatrali indossate dagli attori nell’antichità.
Il costo di partecipazione, che prevede anche una piccola merenda, è di 5 euro a incontro (4 euro dal secondo bambino iscritto), mentre gli accompagnatori, se lo desiderano, possono restare e partecipare alle attività gratuitamente. Se interessati, è necessario prenotare inviando una email all’indirizzo di posta elettronica Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. In caso di disdetta si prega cortesemente di comunicarlo alla Gipsoteca entro le ore 13.00 del giorno in cui si svolge l'attività. Il numero massimo di partecipanti a incontro è di 15 bambini; in caso di un numero maggiore di prenotazioni sarà aggiunta una nuova data nel calendario degli appuntamenti in cui sarà riproposta tale attività. Il calendario degli appuntamenti mensili sarà reso pubblico alla fine del mese precedente.
Gli incontri proseguiranno lunedì 14 marzo con “I giocattoli nell’Antica Roma”, con i bambini che si divertiranno a creare con l’argilla dei piccoli giocattoli su modello di quelli antichi; martedì 22 marzo, con “Il mosaico nell’Antica Roma”, i bambini decoreranno un motivo dell’Antica Roma con la tecnica del mosaico, tramite l’ausilio di carta colorata e colla; mercoledì 30 marzo, “Archeologo per un giorno”, i bambini, con pennelli e palette, eseguiranno una simulazione di scavo: porteranno alla luce i reperti e li “studieranno” come un vero archeologo.
L'iniziativa è organizzata dal Sistema Museale di Ateneo e dal dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa in collaborazione con l’Archeoclub d'Italia, sede di Pisa. Contatti e informazioni: Gipsoteca di Arte Antica, Piazza S. Paolo all’Orto 20, tel. 050 2211278 - 050 2211279, sito internet: www.gipsoteca.sma.unipi.it, pagina Facebook: www.facebook.com/gipsotecapisa.

Lunedì, 07 Marzo 2016 10:50

Sale Studio

L'Università di Pisa mette a disposizione quattro aree studio all'aria aperta adiacenti a quelle "tradizionali", attualmente chiuse a causa dell'emergenza Covid-19. Complessivamente i posti a disposizione sono 240, accessibili (da mercoledì 15 luglio) dalle ore 9 alle ore 19.30 su prenotazione, in modo da garantire il rispetto delle norme di distanziamento sociale e la sicurezza dei frequentatori.

Le quattro aree studio sono:


Le aree dedicate allo studio sono attrezzate con tavoli, sedie, ombrelloni e servizi igienici, e sono dotate di distributori di bevande e generi alimentari vari. Gli ingressi saranno vigilati dal servizio di portierato dell'Ateneo, che controllerà l'effettiva prenotazione e segnalerà le eventuali situazioni di abuso o di mancato rispetto delle norme anti-contagio.

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