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Giovedì 17 marzo alle 10.30, nell'Aula Magna del Polo Carmignani, in Piazza dei Cavalieri, si terrà la tavola rotonda “Libertà di espressione e libertà religiosa in tempi di crisi economica e di rischi per la sicurezza”, un evento organizzato nell'ambito dell’omonimo Progetto di Ricerca di Ateneo coordinato dal professor Francesco Dal Canto. La giornata sarà aperta dai saluti del rettore Massimo Augello e del direttore del dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Pisa, Roberto Romboli. Introducono e coordinano Pierluigi Consorti, docente di Diritto ecclesiastico, e Saulle Panizza, docente di Diritto costituzionale.
Nell’occasione verrà presentato il volume “Libertà di espressione e libertà religiosa in tempi di crisi economica e di rischi per la sicurezza”, curato da Francesco Dal Canto, Pierluigi Consorti e Saulle Panizza, ed edito da Pisa University Press. Al volume hanno contribuito Silvia Angeletti, Simone Baldetti, Cassandra Battiato, Pierluigi Consorti, Francesco Dal Canto, Valerio Di Pasqua, Carmela Elefante, Nicola Fiorita, Luigi Mariano Guzzo, Chiara Lapi, Michela Manetti, Matteo Monti, Michele Nisticò, Saulle Panizza, Nicola Pignatelli, Maria Chiara Ruscazio, Federica Sona, Angioletta Sperti, Elettra Stradella, Angela Valletta.

Venerdì, 11 Marzo 2016 15:38

Per una geografia del territorio pisano

copertina dapozzoSi è tenuta negli scorsi giorni la presentazione del libro Per una geografia del territorio pisano. Scritti in onore di Carlo Da Pozzo (Pacini Editore), a cura del professor Riccardo Mazzanti. I geografi dell’Ateneo Pisano hanno voluto realizzare un volume di saggi sul territorio pisano in onore del professor Da Pozzo, cattedratico di Geografia per oltre un trentennio e maestro della Scuola Geografica Pisana, a riposo dal gennaio 2014; saggi che analizzano l’attuale assetto territoriale, demografico ed economico del territorio pisano, ripercorrendone le recenti evoluzioni e proponendo chiavi di lettura per l’interpretazione dei processi futuri che presumibilmente interesseranno l’area.
Si tratta quindi di un significativo contributo di ricerca prodotto da studiosi dell’Ateneo Pisano nell’ottica della conoscenza del territorio in cui l’Università è radicata e che va nella direzione di un rapporto sempre più stretto e proficuo fra Accademia e Territorio. La dedica dei geografi vuole sottolineare il grande contributo che il professor Da Pozzo ha dato alla più che centenaria Scuola Geografica Pisana e agli studi dedicati al territorio locale, ricordando anche il suo notevole impegno nella gestione e nel governo dell’Università di Pisa, innanzitutto come Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia e come membro del Consiglio di Amministrazione dell'Ateneo.

Pubblichiamo di seguito un estratto della Prefazione scritta dal professor Riccardo Mazzanti.

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Questo volume è stato concepito e impostato in occasione del collocamento a riposo per raggiunti limiti di età del professor Carlo Da Pozzo, la cui attività in ambito accademico si è contraddistinta non soltanto per il costante impegno a livello di ricerca e didattica, ma anche per dedizione e senso di responsabilità nella gestione dell’Ateneo pisano e dei suoi organi periferici. In effetti, se sotto il profilo strettamente scientifico può essere considerato l’ultimo grande maestro della stimata scuola geografica pisana, meritano altresì di essere sottolineate, senza per questo scadere in toni apologetici ed encomiastici, le sue doti di amministratore e politico (ancorché non viziate da pregiudizi di matrice partitica), o, come si usa dire attualmente, di manager: in tale veste acutezza, lucidità e capacità di giudizio, supportate da un vasto bagaglio culturale, sono state e restano alla base di scelte sempre oculate e disinteressate. Altrettanto rimarchevole in ambito nazionale e internazionale può essere considerato il suo ruolo di promotore e coordinatore della ricerca geografica e l’instancabile sforzo in difesa del prestigio e degli interessi della geografia in generale, e di quella pisana in particolare.

I contenuti e la struttura del presente volume potranno apparire al lettore alquanto insoliti e atipici rispetto alla consuetudine di onorare le doti scientifiche e la carriera di un collega attraverso scritti che riprendano le tematiche e le metodologie di ricerca da lui affrontate in maniera originale e innovativa, al punto da garantirgli stima e apprezzamento nel mondo accademico: da questo punto di vista la produzione scientifica di Carlo Da Pozzo appare in effetti assai ampia e variegata, spaziando dalle problematiche dell’organizzazione territoriale e del rapporto uomo-ambiente, alla geografia urbana e regionale, a quella storica e politica, a quella dei trasporti, fino all’analisi dei legami fra la letteratura e il territorio; tali contributi appaiono oltre tutto sviluppati non solo attraverso ricerche dirette sul terreno (in Italia e all’estero), ma anche e soprattutto con frequenti approfondimenti e riflessioni di carattere metodologico ed epistemologico. Come si confà all’opera di un maestro e di una figura guida, in ambito non solo locale, essi rappresentano quindi argomento e stimolo per indagini ulteriori da parte di molti geografi italiani e stranieri, che avrebbero potuto trovare adeguato spazio in un volume in onore di tipo classico.

dapozzo1

Tuttavia, sulla falsariga di quanto è stato fatto in occasione del pensionamento nel 2010 di Berardo Cori (Macchia, 2012), altro grande maestro della scuola geografica pisana, si è preferito anche stavolta optare per una raccolta di saggi da parte dei soli colleghi di Dipartimento attualmente in servizio: il loro numero esiguo, testimonianza della preoccupante situazione di disagio e di sofferenza in cui versa il settore geografico dell’Ateneo pisano (comune del resto ad altri comparti scientifici e ad altre realtà accademiche), ha forzatamente limitato il numero dei contributi del volume, comunque rimpinguato con quelli di altri docenti di prima fascia recentemente collocati a riposo.

Altrettanto inusuale, e per certi versi discutibile, può apparire la scelta, per altro concordata con i colleghi che hanno aderito all’iniziativa, di puntare su un argomento - o meglio su un ambito spaziale - specifico, analizzato dai diversi autori nei suoi principali aspetti fisico-ambientali, demografici, economici e territoriali: il già citato libro in onore di Berardo Cori costituisce comunque un precedente da non trascurare, avendo come oggetto di studio quasi esclusivamente il territorio regionale toscano. Nel caso in questione l’area geografica presa in considerazione è grosso modo quella della provincia di Pisa ed anche tale opzione può sembrare tutto sommato riduttiva e poco in sintonia con le origini spezzine dello studioso a cui è dedicato il volume e con le tematiche di ricerca da lui affrontate, che in ambito toscano si sono concentrate soprattutto sul capoluogo provinciale e sulla fascia litoranea: tale limite è tuttavia solo apparente in quanto, anche senza considerare l’ormai pluridecennale frequentazione dell’Ateneo pisano e il conseguente trasferimento sulle rive dell’Arno, la mentalità di Carlo Da Pozzo travalica da sempre la prospettiva strettamente locale ed è sempre stata aperta verso tutte le forme di indagine scientifica e di conoscenza del territorio (quale che sia).

L’argomento prescelto potrebbe semmai apparire obsoleto ed anacronistico, alla luce della recente legge di riforma dell’assetto amministrativo del territorio italiano (Legge 7 aprile 2014, n. 56 “Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni”), che prevede fra l’altro una sostanziale riduzione delle funzioni e dei poteri delle amministrazioni provinciali. In realtà la legge in questione incide per il momento solo in maniera parziale sulle competenze di queste forme di governo locale, se non per quanto concerne la loro trasformazione in enti territoriali di area vasta di secondo grado e soprattutto la loro struttura organizzativa a livello politico-amministrativo e finanziario: un cambiamento effettivo e definitivo in tal senso si avrà soltanto con la revisione, già in atto, del Titolo V della Costituzione, che porterà alla completa abolizione delle province. L’adeguamento normativo e istituzionale in fase di attuazione rappresenta comunque un’occasione da sfruttare per riflettere sugli aspetti e sulle peculiarità del territorio pisano, ed un’analisi geografica dell’esistente, come quella proposta in questa sede, può risultare utile a definire gli obiettivi della pianificazione futura in una prospettiva di sviluppo e di riassetto amministrativo della Toscana occidentale: non è un caso che, proprio per contribuire a definire le linee operative di un’evoluzione ottimale e consapevole, la maggior parte dei contributi inseriti in questo volume affronti le diverse problematiche anche in chiave diacronica.

Per inciso l’ultimo lavoro organico e completo di carattere geografico sulla provincia di Pisa, ancorché estremamente sintetico, può essere considerato l’Atlante Tematico curato da Paolo Roberto Federici e commissionato proprio dall’Amministrazione Provinciale, che risale ormai al 2003 e alla cui stesura hanno collaborato lo stesso Carlo Da Pozzo ed alcuni degli autori di questo volume (Federici, 2003). Di qualche anno precedenti sono le monografie curate da Aldo Cecchella e Mario Pinna, sotto il patrocinio del Centro Studi Economico Finanziari della Cassa di Risparmio di Pisa, riguardanti le maggiori subaree della provincia pisana (Cecchella e Pinna, 1988; 1991, 1993, 1997), mentre ormai decisamente datati, ancorché di taglio principalmente storico e statistico-economico, sono i tre volumi pubblicati da Giuseppe Caciagli per l’editore pisano Colombo Cursi (Caciagli 1970). Un aggiornamento delle conoscenze sui caratteri, sulle dinamiche e sulle problematiche del territorio pisano, sia pure in una prospettiva di sintesi, non sembra quindi inopportuno nel momento in cui si verifica un radicale cambiamento istituzionale e delle competenze amministrative.

Riccardo Mazzanti
docente di Geografia

wikiplant insideUn database online, gratuito e liberamente accessibile per riunire tutte le informazioni disponibili sulla distribuzione della flora in un determinato territorio. È questo “Wikiplantbase”, un progetto “citizen science”, unico nel suo genere, lanciato dai botanici dell’Università di Pisa che dalla Toscana si è esteso anche alla Sardegna.

“Wikiplantbase non solo è fruibile da tutti – spiegano Gianni Bedini e Lorenzo Peruzzi del dipartimento di Biologia dell’Ateneo pisano - ma chiunque può anche contribuire all’incremento e miglioramento delle informazioni archiviate, inserendo i propri dati sotto forma di osservazioni sul campo, bibliografia o campioni d’erbario, che vengono poi valutati in modo critico dagli editori”.

Nato nel 2013 e inizialmente relativo soltanto alla Toscana, dopo poco più di un anno il progetto si è esteso anche alla Sardegna, grazie all’interesse dei botanici del dipartimento di Scienze della Natura e del Territorio dell’Università di Sassari e al contributo della Fondazione Banco di Sardegna. Attualmente, i collaboratori di Wikiplantbase sono oltre 50, da ricercatori di professione nell’ambito della botanica sino a semplici appassionati di flora, e grazie al contributo di tutti sono state inserite circa 98.000 segnalazioni per la Toscana e circa 38.000 per la Sardegna. Al progetto sono inoltre collegate anche le comunità facebook “Flora della Toscana” e "Flora della Sardegna", seguite da oltre 600 e 1.200 persone rispettivamente.

“A dimostrazione dell’interesse scientifico di questa iniziativa – hanno concluso Gianni Bedini e Lorenzo Peruzzi - non solo abbiamo prodotto una pubblicazione sulla rivista internazionale ‘Plant Biosystems’, ma siamo stati anche invitati a tenere una relazione al simposio ‘The role of amateur networks in Mediterranean botany’ nell’ambito del XV Meeting OPTIMA (Organization for the PhytoTaxonomic study of the Mediterranean Area) che si terrà a Montpellier il prossimo giugno”.

Un database online, gratuito e liberamente accessibile per riunire tutte le informazioni disponibili sulla distribuzione della flora in un determinato territorio. È questo “Wikiplantbase”, un progetto “citizen science”, unico nel suo genere, lanciato dai botanici dell’Università di Pisa che dalla Toscana si è esteso anche alla Sardegna.
“Wikiplantbase non solo è fruibile da tutti – spiegano Gianni Bedini e Lorenzo Peruzzi del dipartimento di Biologia dell’Ateneo pisano - ma chiunque può anche contribuire all’incremento e miglioramento delle informazioni archiviate, inserendo i propri dati sotto forma di osservazioni sul campo, bibliografia o campioni d’erbario, che vengono poi valutati in modo critico dagli editori”.
Nato nel 2013 e inizialmente relativo soltanto alla Toscana, dopo poco più di un anno il progetto si è esteso anche alla Sardegna, grazie all’interesse dei botanici del dipartimento di Scienze della Natura e del Territorio dell’Università di Sassari e al contributo della Fondazione Banco di Sardegna. Attualmente, i collaboratori di Wikiplantbase sono oltre 50, da ricercatori di professione nell’ambito della botanica sino a semplici appassionati di flora, e grazie al contributo di tutti sono state inserite circa 98.000 segnalazioni per la Toscana e circa 38.000 per la Sardegna. Al progetto sono inoltre collegate anche le comunità facebook “Flora della Toscana” e "Flora della Sardegna", seguite da oltre 600 e 1.200 persone rispettivamente.
“A dimostrazione dell’interesse scientifico di questa iniziativa – hanno concluso Gianni Bedini e Lorenzo Peruzzi - non solo abbiamo prodotto una pubblicazione sulla rivista internazionale ‘Plant Biosystems’, ma siamo stati anche invitati a tenere una relazione al simposio ‘The role of amateur networks in Mediterranean botany’ nell’ambito del XV Meeting OPTIMA (Organization for the PhytoTaxonomic study of the Mediterranean Area) che si terrà a Montpellier il prossimo giugno”.

matlablogoIn soli tre mesi è stato scaricato da 1081 studenti e da 223 docenti e tecnici, che hanno potuto installare gratuitamente il prodotto sui propri computer per studiare, dare gli esami, elaborare tesi di laurea e per fare ricerca. Sono questi i primi risultati dell’acquisto da parte dell’Università di Pisa della licenza Campus per “Matlab”, il software di calcolo più utilizzato in Ateneo, che dallo scorso dicembre è disponibile per tutti a questo link: http://matlab.sid.unipi.it.

«Un’opportunità estremamente rilevante sia per la ricerca di molti dipartimenti sia per la didattica di numerosi corsi di studio - commenta il professor Riccardo Cambini, presidente del Sistema Informatico Dipartimentale – Le potenzialità di questa iniziativa erano molto alte, basti pensare che sono un migliaio gli iscritti a ingegneria e un centinaio a economia che devono seguire corsi e sostenere esami utilizzando il software Matlab. I risultati ottenuti fino ad oggi sono eccellenti e testimoniano la massima validità della scelta fatta».

Matlab è un software trasversale, diffuso a livello mondiale per svolgere calcolo computazionale, simulazioni, analisi statistiche e finanziarie, per gestire sistemi di controllo e modellazione fisica, elaborazione dei segnali, per affrontare ricerche di biologia computazionale. Il prodotto è uno strumento di uso comune nell’ambito dell’ingegneria, delle scienze matematiche, fisiche e naturali, dell’economia e, grazie alla licenza Campus, i docenti e i ricercatori hanno anche a disposizione un numero di estensioni del software – i cosiddetti toolbox – che da soli non avrebbero mai potuto permettersi economicamente.

Visto il successo dell’iniziativa, martedì 15 marzo, dalle ore 10 alle 13, nell’Aula Magna “Ulisse Dini” della Scuola di Ingegneria, si terrà il MatLab Day “Can you speak MATLAB?”, un seminario in cui saranno presentate le potenzialità del software. Nel corso della mattinata sono previsti due interventi, il primo della Senior Application Engineer Francesca Perino “Programming with MatLab “, il secondo di Loren Shure, Principal MatLab developer di MathWorks USA, “Solving Optimization Problems with MatLab”.

L’evento è aperto a tutti gli interessati, docenti, studiosi, studenti, tecnici. Agli studenti verranno, su richiesta, rilasciati anche degli attestati di partecipazione. Chi volesse partecipare è pregato di iscriversi inserendo la propria email nel campo registrazione sulla destra alla pagina web: https://go2.mathworks.com/can-you-speak-matlab-sem-it-1326578?ul=it&uc=IT.

Morales Ciulli Larsson Morina Buckingham Palace A Buckingham Palace per celebrare il cinquantesimo anniversario della nascita della Tribologia, la scienza che si occupa dei problemi riguardanti l'attrito, l'usura e la lubrificazione. Il 2 marzo scorso, in rappresentanza dell’Italia, il professore Enrico Ciulli dell'Università di Pisa e il professore Paolo Pennacchi del Politecnico di Milano hanno partecipato ad un convegno dell'organizzazione degli ingegneri meccanici inglesi (IMechE) e successivamente si sono recati al ricevimento per l'International Tribology Council (ITC) a Buckingham Palace che si è svolto alla presenza di Sua Altezza Reale il Duca di Edimburgo e del professore Peter Jost, uno dei padri fondatori della disciplina e presidente dell’ITC. Enrico Ciulli, professore ordinario del dipartimento di Ingegneria Civile, è attualmente vice presidente dell'ITC e membro del direttivo dell'Associazione Italiana di Tribologia.

La nascita della Tribologia risale al 9 marzo 1966, giorno della pubblicazione nel Regno Unito della relazione finale di un gruppo di lavoro istituito dal Ministro dell'educazione e della ricerca a seguito di vari incidenti avvenuti all'inizio degli anni sessanta causati dall'usura di vari macchinari e impianti. Tale relazione, nota come "Jost Report" dal nome del coordinatore del gruppo di lavoro, Peter Jost, introdusse per la prima volta ufficialmente la parola "Tribology".

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Nela foto, da sinistra, il dr. Morales, il prof. Enrico Ciulli, il prof. Larsson della Lulea University in Svezia, il prof. Morina dell'università di Leeeds a Buckingham Palace

 

In soli tre mesi è stato scaricato da 1081 studenti e da 223 docenti e tecnici, che hanno potuto installare gratuitamente il prodotto sui propri computer per studiare, dare gli esami, elaborare tesi di laurea e per fare ricerca. Sono questi i primi risultati dell’acquisto da parte dell’Università di Pisa della licenza Campus per “Matlab”, il software di calcolo più utilizzato in Ateneo, che dallo scorso dicembre è disponibile per tutti a questo link: http://matlab.sid.unipi.it.
«Un’opportunità estremamente rilevante sia per la ricerca di molti dipartimenti sia per la didattica di numerosi corsi di studio - commenta il professor Riccardo Cambini, presidente del Sistema Informatico Dipartimentale – Le potenzialità di questa iniziativa erano molto alte, basti pensare che sono un migliaio gli iscritti a ingegneria e un centinaio a economia che devono seguire corsi e sostenere esami utilizzando il software Matlab. I risultati ottenuti fino ad oggi sono eccellenti e testimoniano la massima validità della scelta fatta».
Matlab è un software trasversale, diffuso a livello mondiale per svolgere calcolo computazionale, simulazioni, analisi statistiche e finanziarie, per gestire sistemi di controllo e modellazione fisica, elaborazione dei segnali, per affrontare ricerche di biologia computazionale. Il prodotto è uno strumento di uso comune nell’ambito dell’ingegneria, delle scienze matematiche, fisiche e naturali, dell’economia e, grazie alla licenza Campus, i docenti e i ricercatori hanno anche a disposizione un numero di estensioni del software – i cosiddetti toolbox – che da soli non avrebbero mai potuto permettersi economicamente.
Visto il successo dell’iniziativa, martedì 15 marzo, dalle ore 10 alle 13, nell’Aula Magna “Ulisse Dini” della Scuola di Ingegneria, si terrà il MatLab Day “Can you speak MATLAB?”, un seminario in cui saranno presentate le potenzialità del software. Nel corso della mattinata sono previsti due interventi, il primo della Senior Application Engineer Francesca Perino “Programming with MatLab “, il secondo di Loren Shure, Principal MatLab developer di MathWorks USA, “Solving Optimization Problems with MatLab”.
L’evento è aperto a tutti gli interessati, docenti, studiosi, studenti, tecnici. Agli studenti verranno, su richiesta, rilasciati anche degli attestati di partecipazione. Chi volesse partecipare è pregato di iscriversi inserendo la propria email nel campo registrazione sulla destra alla pagina web: https://go2.mathworks.com/can-you-speak-matlab-sem-it-1326578?ul=it&uc=IT.

A Buckingham Palace per celebrare il cinquantesimo anniversario della nascita della Tribologia, la scienza che si occupa dei problemi riguardanti l'attrito, l'usura e la lubrificazione. Il 2 marzo scorso, in rappresentanza dell’Italia, il professore Enrico Ciulli dell'Università di Pisa e il professore Paolo Pennacchi del Politecnico di Milano hanno partecipato ad un convegno dell'organizzazione degli ingegneri meccanici inglesi (IMechE) e successivamente si sono recati al ricevimento per l'International Tribology Council (ITC) a Buckingham Palace che si è svolto alla presenza di Sua Altezza Reale il Duca di Edimburgo e del professore Peter Jost, uno dei padri fondatori della disciplina e presidente dell’ITC. Enrico Ciulli, professore ordinario del dipartimento di Ingegneria Civile, è attualmente vice presidente dell'ITC e membro del direttivo dell'Associazione Italiana di Tribologia.
La nascita della Tribologia risale al 9 marzo 1966, giorno della pubblicazione nel Regno Unito della relazione finale di un gruppo di lavoro istituito dal Ministro dell'educazione e della ricerca a seguito di vari incidenti avvenuti all'inizio degli anni sessanta causati dall'usura di vari macchinari e impianti. Tale relazione, nota come "Jost Report" dal nome del coordinatore del gruppo di lavoro, Peter Jost, introdusse per la prima volta ufficialmente la parola "Tribology".

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