Psicopatologia del terrorismo
Una riflessione sui meccanismi psicologici e psicopatologici del terrorismo. E’ questo il tema “tragicamente attuale” dell’articolo ”Psychiatry and terrorism: exploring the unacceptable” appena pubblicato sulla rivista americana CNS Spectrums della Cambridge Press dalla psichiatra Donatella Marazziti dell’Università di Pisa e dell’unità operativa di Psichiatria I universitaria dell’Aoup diretta dalla professoressa Liliana Dell’Osso.
“Sebbene la spiegazione del terrorismo da un punto di vista psicopatologico potrebbe non essere esaustiva non si può scartato a priori un modello teorico di partenza basato essenzialmente sulla sociopatia”, spiega subito Donatella Marazziti.
In psichiatria si definiscono sociopatici quegli individui che mancano di empatia, pietà, senso di colpa per le loro azioni, e manifestano una freddezza estrema e un’aggressività ferina. L’empatia, insieme alla teoria della mente, che è la capacità di percepire i pensieri, le emozioni e i sentimenti altrui, fa parte delle cosiddette “emozioni morali o socio-morali” collegate più al bene comune che a quello del singolo individuo.
“I terroristi, così come gli individui sociopatici – sottolinea Donatella Marazziti - sembrano del tutto privi di queste emozioni sociali, basta guardarli mentre eseguono le esecuzioni brutali con freddezza e autocelebrazione amplificata dall’uso sapiente delle nuove tecnologie”.
Occorre, dunque, secondo l’autrice, avere il coraggio di cominciare a esplorare i processi mentali del terrorista, spesso complicati dall’uso delle droghe, e i meccanismi neurali alla base degli stessi. E questo malgrado le difficoltà reali nell’affrontare un fenomeno così complesso, visto anche l’esiguità dei terroristi che si pentono all’ultimo momento che possono essere visitati. I dati psicopatologici disponibili a tutt’oggi riguardano infatti perlopiù terroristi palestinesi, ma come evidenzia l’intervento della psichiatra pisana, in questo caso il fenomeno è del tutto particolare, generato in un contesto specifico, e non può essere generalizzato a quello che ha portato agli attacchi sferrati negli ultimi mesi nei Paesi europei.
“C’è da sottolineare infine una sorta di riluttanza e disgusto a esplorare questi comportamenti abnormi da parte di psichiatri, psicologi e neuroscienziati – ha concluso Marazziti - sebbene tentare di capire un comportamento che è umanamente inaccettabile appare fondamentale anche per prevenire il possibile ‘contagio’, o per intervenire nel caso di individui a rischio”.
Cinque architetti di fama internazionale per parlare della genesi dei progetti architettonici
Sarà l’architetto inglese Tony Fretton a inaugurare “Genesis”, il ciclo di lezioni d’architettura nato da un’idea del comitato scientifico composto da studenti e professori del corso di laurea in Ingegneria edile-architettura dell’Università di Pisa e inserito nel programma biennale del Laboratorio per la qualità urbana LabQ. L’appuntamento è venerdì 1 aprile, alle ore 17, nell’Aula Magna del Polo Carmignani, in Piazza dei Cavalieri.
Tony Fretton è noto principalmente per le sue soluzioni progettuali nei temi dell’architettura residenziale e nelle gallerie pubbliche. Si è laureato alla Architectural Association e ha lavorato in molti studi di architettura quali Arup, Neyland and Ungless e Chapman Taylor, prima di fondare la sua propria firma Tony Fretton Architects (TFA) nel 1982. La sua prima opera di rilievo è la Lisson Gallery (1990). Fretton è prevalentemente noto per un approccio progettuale volto allo sviluppo di spazi artistici sensibili, adoperando una combinazione degli stilemi dell’architettura vernacolare e quella minimalista, bilanciandone le caratteristiche in un design senza tempo. Dal 1999 è docente di Architettura e Interni al TU Delft in Olanda.
Il comitato del corso di laurea in Ingegneria edile-architettura dell’Università di Pisa ha selezionato per il ciclo di incontri architetti riconosciuti a livello internazionale, scelti per le particolari ricerche progettuali e impegnati come maestri della loro professione. Dopo Tony Fretton, sarà la volta di Guillermo Vázquez Consuegra (Spagna), Ricardo Bak Gordon (Portogallo), Dietmar Eberle (Austria) e Dominique Perrault (Francia). Le conferenze sono gratuite, aperte a studenti, docenti, professionisti e appassionati di architettura e ogni incontro è accreditato dalla Federazione degli Architetti PPC Toscani con 2 CFP. «Ringraziamo le aziende, gli enti e le istituzioni che interessandosi al nostro progetto lo hanno reso possibile - dichiarano Brunello Favilla e Lorenzo Ciancarini, organizzatori dell’evento - primi su tutti Marmi Carrara, Franchi Umberto Marmi, il Rotary Club Pisa e l’Istituto Austriaco di Cultura di Roma, che hanno contribuito finanziariamente».
Il programma di conferenze, realizzato in collaborazione con 120g, l’Associazione LP, la Federazione degli Architetti PPC Toscani e Livegreenblog.com, ha il patrocinio di Regione Toscana, Comune di Pisa e DESTeC dell’Università di Pisa ed è supportato da Institut Français di Firenze e Dr Plot Pisa. «Queste lezioni sono occasioni importanti per capire di più la professione e come un architetto internazionale affronta un aspetto cruciale come quello della genesi progettuale», aggiunge il professor Luca Lanini, membro del Comitato Scientifico. L’intenzione del corso di laurea è quella di creare un evento a cadenza annuale, che inviti a discutere e confrontarsi su temi legati all’architettura, in un contesto perfetto quale Pisa, località turistica di fama mondiale e sede di ben tre fra le più importanti istituzioni universitarie d’Italia e d’Europa.
Il comitato organizzatore è composto da Brunello Favilla e Lorenzo Ciancarini; il comitato scientifico da Luca Lanini, Marco Giorgio Bevilacqua, Fabio Candido, Brunello Favilla, Lorenzo Ciancarini, Lyza Rossi.
Psicopatologia del terrorismo
Una riflessione sui meccanismi psicologici e psicopatologici del terrorismo. È questo il tema “tragicamente attuale” dell’articolo ”Psychiatry and terrorism: exploring the unacceptable” appena pubblicato sulla rivista americana CNS Spectrums della Cambridge Press dalla psichiatra Donatella Marazziti dell’Università di Pisa e dell’unità operativa di Psichiatria I universitaria dell’Aoup diretta dalla professoressa Liliana Dell’Osso.
“Sebbene la spiegazione del terrorismo da un punto di vista psicopatologico potrebbe non essere esaustiva, non si può scartare a priori un modello teorico di partenza basato essenzialmente sulla sociopatia”, spiega subito Donatella Marazziti.
In psichiatria si definiscono sociopatici quegli individui che mancano di empatia, pietà, senso di colpa per le loro azioni, e manifestano una freddezza estrema e un’aggressività ferina. L’empatia, insieme alla teoria della mente, che è la capacità di percepire i pensieri, le emozioni e i sentimenti altrui, fa parte delle cosiddette “emozioni morali o socio-morali” collegate più al bene comune che a quello del singolo individuo.
“I terroristi, così come gli individui sociopatici – sottolinea Donatella Marazziti - sembrano del tutto privi di queste emozioni sociali, basta guardarli mentre eseguono le esecuzioni brutali con freddezza e autocelebrazione amplificata dall’uso sapiente delle nuove tecnologie”.
Occorre, dunque, secondo l’autrice, avere il coraggio di cominciare a esplorare i processi mentali del terrorista, spesso complicati dall’uso delle droghe, e i meccanismi neurali alla base degli stessi. E questo malgrado le difficoltà reali nell’affrontare un fenomeno così complesso, visto anche l’esiguità dei terroristi che si pentono all’ultimo momento che possono essere visitati. I dati psicopatologici disponibili a tutt’oggi riguardano infatti perlopiù terroristi palestinesi, ma come evidenzia l’intervento della psichiatra pisana, in questo caso il fenomeno è del tutto particolare, generato in un contesto specifico, e non può essere generalizzato a quello che ha portato agli attacchi sferrati negli ultimi mesi nei Paesi europei.
“C’è da sottolineare infine una sorta di riluttanza e disgusto a esplorare questi comportamenti abnormi da parte di psichiatri, psicologi e neuroscienziati – ha concluso Marazziti - sebbene tentare di capire un comportamento che è umanamente inaccettabile appare fondamentale anche per prevenire il possibile ‘contagio’, o per intervenire nel caso di individui a rischio”.
Al via il progetto europeo Soft-Pro per la ricerca innovativa nel campo della protesica
Avvio ufficiale all’IIT di Genova per Soft-Pro, un progetto di ricerca innovativo che ha l’obiettivo di identificare nuovi elementi tecnologici di protesi robotiche per l’arto superiore e esoscheletri e a cui partecipa anche l'Università di Pisa. Il progetto è stato finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito di Horizon 2020, dopo un’ottima valutazione, con circa 7 milioni e mezzo per i prossimi quattro anni. Oltre all’Ateneo piano, al progetto, coordinato dall’IIT - Istituto Italiano di Tecnologia, partecipano numerosi istituti universitari e di ricerca esteri (Università Leibniz di Hannover, ETH Zurigo, Università di Twente), istituti clinici, come l’ospedale universitario di Zurigo, e alcune piccole e medie aziende interessate al trasferimento sul mercato dei risultati del progetto.
“Il progetto Soft Pro nasce grazie all’esperienza degli istituti partner nel campo della robotica, delle neuroscienze e della prostetica – afferma il coordinatore scientifico del progetto Antonio Bicchi, Senior Scientist all’Istituto Italiano di Tecnologia e docente di robotica al Centro di Ricerca “E. Piaggio” dell’Università di Pisa – e in particolare dal lavoro condotto in questi anni tra Genova e Pisa nel campo delle sinergie sensomotorie, che sono il linguaggio che il cervello utilizza per governare i movimenti della mano”.
I ricercatori svilupperanno nuove protesi robotiche per gli arti superiori e un esoscheletro, basandosi sui principi della soft robotics, ovvero sull’importanza di una struttura non rigida, ma cedevole nelle interazioni con l’ambiente circostante, e capace di adattarsi agli oggetti che incontrano. In questa prospettiva, la maggior parte degli istituti coinvolti nel progetto si focalizzeranno sul disegno innovativo delle protesi, il controllo del loro movimento attraverso la traduzione dei segnali muscolari dell’arto residuo in segnale di comando, oltre che all’integrazione di un sistema di “sensibilità” che permetta una migliore interazione tra il corpo umano e l’oggetto artificiale.
“Il progetto Soft-Pro – prosegue Bicchi – si propone di indagare ulteriormente il funzionamento del corpo e del cervello umano per realizzare protesi tecnologiche avanzate, in grado di rispondere alle esigenze riabilitative di pazienti amputati e con disabilità motorie”. Il progetto, infatti, introduce alcune idee innovative sulla possibilità di ripristinare la capacità motoria di persone colpite da traumi neurologici, quali l’ictus, attraverso l’uso di un oggetto protesico. I ricercatori cercheranno di comprendere se un "sesto dito", o una "terza mano" ancorati alla mano naturale, potrà agire da estensione mobile del corpo naturale e, quindi, da stimolo riabilitativo per il cervello.
All’incontro di lancio del progetto erano presenti i partner del consorzio e ospiti internazionali tra cui, Clint Olson, dal Michigan, pilota disabile che testerà il prototipo di mano robotica “Soft Pro” durante la competizione “Cybathlon” di Zurigo il prossimo autunno.
Fisica e Matematica, le discipline al top dell’Università di Pisa
È uscita l’edizione 2016 dei QS World University Rankings by Subject, la classifica redatta dall’agenzia Quacquarelli Symonds che da sei anni valuta le università del mondo anche nei singoli ambiti disciplinari. L’Università di Pisa ottiene posizionamenti in 13 delle 42 discipline valutate dall’agenzia, andando a coprire tutti gli ambiti. Per l’edizione 2016, l’agenzia QS ha preso in esame 4.226 università nel mondo, inserendo in classifica 945 istituzioni in totale. L’indagine si basa principalmente su qualità della ricerca, indici di occupabilità dei laureati, numero di citazioni e impegno a favore dell’internazionalizzazione.
Le due discipline in cui eccelle l’Università di Pisa in questa edizione sono la Fisica e la Matematica, in cui Pisa si posiziona nella fascia che va dal 51° al 100° posto, confermando il suo prestigio in settori con una tradizione cha da Galileo e Fibonacci arriva fino ai giorni nostri. A seguire, molto ben classificate nella fascia tra il 101° e il 151° posto, ci sono l’Informatica, la Farmacia e la Statistica e Ricerca operativa.
La buona performance dell’Università di Pisa è confermata anche dagli altri posizionamenti di prestigio raggiunti nei vari settori: l’Ateneo si posiziona nella fascia tra il 151° e il 200° posto in Filosofia e in Lingue Moderne, come anche in Medicina e in Ingegneria elettrica ed elettronica. Si piazzano nella fascia tra 201° e il 250° posto l’Ingegneria meccanica, aeronautica e della produzione e la Chimica. Chiudono poi il quadro Lingua e letteratura inglese (fascia 251°-300°) e Scienze biologiche (fascia 300°-351°).
«Demoni e angeli», il Festival entra nel vivo
Con la partecipazione del Coro dell’Università di Pisa al Mefistofele di Arrigo Boito in scena al Teatro Verdi (foto) nelle scorse settimane è entrato nel vivo il Festival «Demoni e angeli», l’anno di eventi dedicato al mito di Faust e al rapporto fra bene e male.
“E' stato emozionante partecipare come Coro dell'Università e la sera della prima gli applausi non finivano più. Un risultato che non era affatto scontato, dato che si tratta di un'opera complessa che ci ha visto impegnati insieme al Coro Lirico Toscano, al Coro Laboratorio Lirico San Nicola, e Pueri Cantores di San Nicola e Santa Lucia”, è stato il commento Maria Antonella Galanti, prorettore per i Rapporti con il territorio e coordinatrice del “Centro per la diffusione della cultura e della pratica musicale” dell’Ateneo pisano.
E dopo l’epica battaglia in cielo del Mefistofele, il Festival prosegue nei prossimi mesi con moltissimi appuntamenti, in un programma in continuo aggiornamento che unisce opere, spettacoli, film, dialoghi, conversazioni, lezioni aperte, performances teatrali, più le iniziative dell'Ateneo a cura di Maria Antonella Galanti, Sandra Lischi, Cristiana Torti.
“Dopo il Don Giovanni Festival, siamo al secondo anno di un progetto triennale nato in collaborazione tra Università di Pisa e Teatro Verdi e ora allargato ad altri importanti protagonisti della vita culturale della nostra città – ha spiegato Maria Antonella Galanti – fra i prossimi appuntamenti organizzati dall’Ateneo una lezione aperta alla città sulla Messa di Gloria di Puccini che il Coro dell'Università eseguirà il 3 giugno in Santa Caterina e un grande convegno a settembre a cui stiamo lavorando”.
Il Festival «Demoni e angeli» è frutto dell'impegno congiunto di Fondazione Teatro di Pisa, Università di Pisa, Assessorato alla Cultura Comune di Pisa, Scuola Normale Superiore, Palazzo Blu, Pisa Book Festival, Cineclub Arsenale, Teatro del Giglio di Lucca, Orchestra Arché, Orchestra dell’Università di Pisa, Coro dell’Università di Pisa, Coro Polifonico di San Nicola, Servizio Diocesano Cultura e Università, Fondazione ToscanaSpettacolo / TeatroSant’Andrea / Teatro Francesco di Bartolo.
Fisica e Matematica, le discipline al top dell’Università di Pisa
È uscita l’edizione 2016 dei QS World University Rankings by Subject, la classifica redatta dall’agenzia Quacquarelli Symonds che da sei anni valuta le università del mondo anche nei singoli ambiti disciplinari. L’Università di Pisa ottiene posizionamenti in 13 delle 42 discipline valutate dall’agenzia, andando a coprire tutti gli ambiti disciplinari. Per l’edizione 2016, l’agenzia QS ha preso in esame 4.226 università nel mondo, inserendo in classifica 945 istituzioni in totale. L’indagine si basa principalmente su qualità della ricerca, indici di occupabilità dei laureati, numero di citazioni e impegno a favore dell’internazionalizzazione.
Le due discipline in cui eccelle l’Università di Pisa in questa edizione sono la Fisica e la Matematica, in cui Pisa si posiziona nella fascia che va dal 51° al 100° posto, confermando il suo prestigio in settori con una tradizione cha da Galileo e Fibonacci arriva fino ai giorni nostri. A seguire, molto ben classificate nella fascia tra il 101° e il 151° posto, ci sono l’Informatica, la Farmacia e la Statistica e Ricerca operativa.
La buona performance dell’Università di Pisa è confermata anche dagli altri posizionamenti di prestigio raggiunti nei vari settori: l’Ateneo si posiziona nella fascia tra il 151° e il 200° posto in Filosofia e in Lingue Moderne, come anche in Medicina e in Ingegneria elettrica ed elettronica. Si piazzano nella fascia tra 201° e il 250° posto l’Ingegneria meccanica, aeronautica e della produzione e la Chimica. Chiudono poi il quadro Lingua e letteratura inglese (fascia 251°-300°) e Scienze biologiche (fascia 300°-351°).
Al via il progetto europeo Soft-Pro per la ricerca innovativa nel campo della protesica
Avvio ufficiale all’IIT di Genova per Soft-Pro, un progetto di ricerca innovativo che ha l’obiettivo di identificare nuovi elementi tecnologici di protesi robotiche per l’arto superiore e esoscheletri e a cui partecipa anche l'Università di Pisa. Il progetto è stato finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito di Horizon 2020, dopo un’ottima valutazione, con circa 7 milioni e mezzo per i prossimi quattro anni. Oltre all'Ateneo pisano, al progetto, coordinato dall’IIT - Istituto Italiano di Tecnologia, partecipano numerosi istituti universitari e di ricerca esteri (Università Leibniz di Hannover, ETH Zurigo, Università di Twente), istituti clinici, come l’ospedale universitario di Zurigo, e alcune piccole e medie aziende interessate al trasferimento sul mercato dei risultati del progetto.
“Il progetto Soft Pro nasce grazie all’esperienza degli istituti partner nel campo della robotica, delle neuroscienze e della prostetica – afferma il coordinatore scientifico del progetto Antonio Bicchi, Senior Scientist all’Istituto Italiano di Tecnologia e docente di robotica al Centro di Ricerca “E. Piaggio” dell’Università di Pisa – e in particolare dal lavoro condotto in questi anni tra Genova e Pisa nel campo delle sinergie sensomotorie, che sono il linguaggio che il cervello utilizza per governare i movimenti della mano”.
I ricercatori svilupperanno nuove protesi robotiche per gli arti superiori e un esoscheletro, basandosi sui principi della soft robotics, ovvero sull’importanza di una struttura non rigida, ma cedevole nelle interazioni con l’ambiente circostante, e capace di adattarsi agli oggetti che incontrano. In questa prospettiva, la maggior parte degli istituti coinvolti nel progetto si focalizzeranno sul disegno innovativo delle protesi, il controllo del loro movimento attraverso la traduzione dei segnali muscolari dell’arto residuo in segnale di comando, oltre che all’integrazione di un sistema di “sensibilità” che permetta una migliore interazione tra il corpo umano e l’oggetto artificiale.
“Il progetto Soft-Pro – prosegue Bicchi – si propone di indagare ulteriormente il funzionamento del corpo e del cervello umano per realizzare protesi tecnologiche avanzate, in grado di rispondere alle esigenze riabilitative di pazienti amputati e con disabilità motorie”. Il progetto, infatti, introduce alcune idee innovative sulla possibilità di ripristinare la capacità motoria di persone colpite da traumi neurologici, quali l’ictus, attraverso l’uso di un oggetto protesico. I ricercatori cercheranno di comprendere se un "sesto dito", o una "terza mano" ancorati alla mano naturale, potrà agire da estensione mobile del corpo naturale e, quindi, da stimolo riabilitativo per il cervello.
All’incontro di lancio del progetto erano presenti i partner del consorzio e ospiti internazionali tra cui, Clint Olson, dal Michigan, pilota disabile che testerà il prototipo di mano robotica “Soft Pro” durante la competizione “Cybathlon” di Zurigo il prossimo autunno.
Una fiaccolata per ricordare le vittime di Tarragona e degli attentati di Bruxelles
A Pisa, come in tutte le città d’Italia in cui sono presenti sezioni appartenenti a Erasmus Student Network, un evento ricorderà le studentesse vittime dell’incidente avvenuto domenica scorsa a Tarragona e nell'occasione un pensiero sarà rivolto anche alle persone colpite dagli attentati di martedì 22 a Bruxelles. In particolare, ESN Pisa, con il patrocinio del Comune e dell'Università, invita gli studenti e tutta la città a prendere parte a una fiaccolata commemorativa, che si svolgerà mercoledì 23 marzo, dalle ore 22, con partenza da Piazza dei Cavalieri e arrivo in Piazza dei Miracoli. Ai piedi della Torre Pendente si avrà un momento di riflessione sui due tragici eventi.
La fiaccolata sarà un’occasione di cordoglio comune che vuole riunire l'intera comunità pisana in questo lutto. All’evento prenderanno parte tutti i membri di ESN Pisa e gli studenti Erasmus presenti in città, con l'auspicio di una massiccia partecipazione anche da parte dei cittadini.
Pisa: al Museo della Grafica al via la mostra fotografica 'Cosmovisione Shuar'
Inaugurata il 19 marzo al Museo della Grafica dell’Università di Pisa la mostra di Gianluca Balocco "Cosmovisione Shuar, anteprima di un lungo lavoro realizzato in Amazzonia col popolo Shuar (Ecuador)" che resterà aperta sino al 17 aprile. Il percorso espositivo, che unisce oltre 45 opere fotografiche ad alcune sculture e installazioni, affronta il tema della relazione tra l'origine degli Shuar e i semi, le radici e l'intelligenza delle piante della foresta amazzonica. Durante la mostra saranno anche proiettati, in prima assoluta, due video sulla Dichiarazione dei Diritti del popolo Shuar, enunciata dal capo della comunità di Sapap Naint in Amazzonia, e sulla preghiera ad Arutam, la divinità immanente della mitologia animistica Shuar.
L’esposizione è accompagnata da un catalogo, stampato dalla casa editrice ETS, di cui proponiamo alcuni brani:
“Questa ricerca ha unito ed incrociato tre elementi fortemente connessi in un territorio senza apparenti riferimenti: l’intelligenza collettiva della foresta amazzonica a partire dai semi, il legame Shuar-pianta e la memoria storica di un biologo del primo ‘900. Questo lavoro è stato realizzato in collaborazione con i clan e le famiglie Shuar senza alcuna forzatura, in un contesto vero. La vita degli Shuar si è fortemente connessa alle piante attraverso il lungo processo evolutivo di uomini ed etnie che li hanno preceduti per migliaia di anni. Le piante per il popolo Shuar cambiano di significato, nome e finalità a seconda dell’uso che ne viene fatto. Ogni pianta o parte di essa diventa un rimedio: contro il morso di serpente, la febbre, il cancro, la caduta dei capelli, i dolori del parto, l’infezione batterica e ogni altro problema che può colpire ed affliggere l’uomo che vive nella foresta”. (Gianluca Balocco)
“Più che ritratti fotografici, questi scatti costituiscono un ritratto collettivo, che appartiene tanto al dominio dell’arte che a quello della ricerca socio-antropologica. In questo senso, Balocco è riuscito magistralmente a illustrare il concetto che, come le piante, l’uomo non ha possibilità di sussistenza al di fuori del suo network, del sistema di connessioni che ne garantisce la sopravvivenza, che egli ne sia consapevole o no. Ciascuna di queste persone, tramite il loro stare e guardare dritto nell’obbiettivo, comunica una gravitas data dalla consapevolezza di avere radici salde nella terra. Ognuno è la punta di un compasso dalla quale circoscrivere un mondo la cui costante impermanenza è condizione ontologica di vita, come per tutti gli esseri viventi. Un mondo dove le persone e le piante appartengono alla stessa, sacra, categoria delle cose vive”. (Francesca Bacci)
“Le piante, come anche tutti gli altri elementi utilizzati nella medicina ancestrale, quali pietre e animali sacri, nella cosmovisione andina vengono considerate esseri viventi dotati di energia, messa a disposizione per purificare, sanare e nutrire. Le proprietà nutrizionali delle piante si considerano proprietà medicinali, facendo riferimento alla visione olistica della medicina ancestrale. Le piante super nutritive come Quinoa, Choclo (Mais), Chia, Amaranto, e con loro una varietà integrale di piante commestibili, sono la base della salute. I concetti di nutrizione e sanazione si fondono generando un’unica spirale di conoscenza, pratiche e rituali rivolti a generare uno stato di salute e benessere, individuale e collettivo. Per queste diverse ragioni, durante tutto il processo di sanazione, si genera un vincolo molto stretto tra questi quattro elementi: la Pacha Mama, ossia la Madre Terra che procrea e regala i suoi figli, ossia piante, fiori, pietre e animali; la curandera e il paziente. Il momento della raccolta delle piante medicinali è di cruciale importanza per ottenere un risultato ideale nell’uso di questi elementi”. (Noemi Bottasso)
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Informazioni per la visita
Museo della Grafica - Palazzo Lanfranchi
Lungarno Galilei 9, Pisa
La mostra è aperta dal 19 marzo al 17 aprile 2016
Dal lunedì alla domenica dalle 9:00 alle 19:00
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
http://www.museodellagrafica.unipi.it