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All’Università di Pisa arriva la licenza Campus per “Matlab”, il software di calcolo più utilizzato in Ateneo, che adesso sarà disponibile senza costi aggiuntivi per tutti i docenti, ricercatori, tecnici, ma anche - e soprattutto - per tutti gli studenti.
«Questa nuova opportunità è estremamente rilevante sia per la ricerca di molti dipartimenti dell’ateneo sia per la didattica di numerosi corsi di studio», commenta il professor Riccardo Cambini, presidente del Sistema Informatico Dipartimentale.
Matlab è infatti un software trasversale, diffuso a livello mondiale per svolgere calcolo computazionale, simulazioni, analisi statistiche e finanziarie, per gestire sistemi di controllo e modellazione fisica, elaborazione dei segnali, per affrontare ricerche di biologia computazionale. «Stiamo parlando di uno strumento di uso comune nell’ambito dell’ingegneria, delle scienze matematiche, fisiche e naturali, dell’economia. I docenti e i ricercatori avranno a disposizione un numero di estensioni del software – i cosiddetti toolbox – che da soli non avrebbero mai potuto economicamente permettersi».
Sono però gli studenti i principali beneficiari di questa licenza Campus e, solo per fare un esempio, si tratta di un migliaio di iscritti a ingegneria e un centinaio a economia, che devono seguire corsi e sostenere esami utilizzando il software Matlab. «Gli studenti, grazie alla licenza Campus, non soltanto potranno trovare il software in tutte le aule e laboratori informatici dell’Ateneo ma potranno addirittura installare Matlab sui propri computer personali per poter studiare e preparare a casa gli esami», aggiunge Cambini.
Le potenzialità della licenza Campus dell’Università di Pisa sono notevoli: oltre a Matlab e Simulink sono a disposizione 55 toolbox aggiuntivi (40 per Matlab e 15 per Simulink), la possibilità di creare cluster per calcolo intensivo con un massimo di 32 worker, l’accesso per tutto il personale e per tutti gli studenti dell’Ateneo, senza alcun ulteriore pagamento, a 4 corsi online organizzati dalla società “The MathWorks”.
«Il successo di questa iniziativa - conclude il professor Riccardo Cambini – è testimoniata dal fatto che durante le vacanze di Natale, quindi in periodo di sospensione della didattica, 140 docenti e 115 studenti hanno installato Matlab sui propri computer.»
Informazioni sui servizi offerti dalla licenza Campus e istruzioni complete per l’accesso e l’installazione del software sono disponibili in dettaglio alla pagina http://matlab.sid.unipi.it.

dnaUno studio nato dalla collaborazione dei gruppi di ricerca di pneumologia pediatrica e di virologia, coordinati rispettivamente dal dottor Massimo Pifferi della AOUP e dal professor Mauro Pistello - docente dell'Università di Psa - con il contributo della ‘Fondazione Arpa' e ‘Fondazione pisana per la scienza', ha permesso di dimostrare, per la prima volta al mondo, che è possibile curare la discinesia ciliare primaria (DCP), una malattia respiratoria, utilizzando la terapia genica.

L'assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi si congratula con le équipe coinvolte nello studio: "I miei complimenti ai gruppi di ricerca di pneumologia pediatrica e virologia che hanno messo a punto questa terapia - dice - La sanità toscana ha tante punte di eccellenza, e questo studio ne è una dimostrazione. I risultati di questa ricerca consentiranno di curare meglio i bambini toscani, ma non solo. Lo studio condotto a Pisa ha già suscitato grande attenzione nella comunità scientifica, e verrà replicato in altri centri europei, consentendo così a tanti bambini di beneficiare di questa terapia".

La DCP è una malattia rara che si manifesta sin dalla nascita ed è causata da mutazioni nei geni che concorrono alla struttura e al movimento delle cilia del tratto respiratorio. Le cilia, muovendosi in modo coordinato e in senso ascensionale, trasportano verso la laringe il sottile strato di muco che riveste e protegge le cellule dell'epitelio bronchiale e, con esso, batteri, virus e sostanze inquinanti ambientali potenzialmente dannose che possono essere inalate e che, in tal modo, sono riversate per lo più nel tubo digerente.

staff Pifferi

Il ristagno del muco causa progressive disfunzioni respiratorie, rappresentate principalmente da asma, e un'aumentata suscettibilità a infezioni che nel tempo divengono responsabili di un danno progressivo e irreversibile a carico dell'apparato respiratorio con sintomi cronici che limitano l'attività dei pazienti e ne compromettono la qualità della vita. Nei casi più gravi, nei soggetti con DCP può essere necessario il trapianto polmonare. Le cilia, inoltre, sono responsabili della migrazione degli organi nel corso dello sviluppo intrauterino e hanno un ruolo nella funzione degli organi di senso e nella motilità spermatica. Di conseguenza, i pazienti con DCP possono presentare anomala disposizione degli organi, disfunzioni olfattive e/o uditive e sterilità. Non ci sono cure specifiche per la DCP e la terapia genica è quindi la sola speranza di curare la malattia.

Lo studio, pubblicato su una prestigiosa rivista del settore, ha dimostrato che è possibile ripristinare in modo permanente la normale motilità ciliare nelle cellule dell'apparato respiratorio di due bambini con mutazioni in DNAH11, un gene fondamentale per la normale motilità ciliare.

Pistello

L'assoluta novità e importanza dello studio pisano consiste nell'approccio utilizzato nella riparazione del difetto genico, ossia nel ricorso a una sorta di ‘chirurgia molecolare', un sistema di "taglia e cuci" ad hoc che ha consentito di riparare la falla. Normalmente i sistemi tradizionali di terapia genica prevedono l'introduzione, nella cellula difettiva, di una copia dell'intero gene funzionale. Il gruppo di ricerca pisano ha invece sviluppato dei ‘bisturi molecolari' che, veicolati all'interno delle cellule dei bambini portatori della malattia, hanno tagliato il gene DNAH11 in corrispondenza della mutazio ne sostituendola, con assoluta precisione, con la sequenza corretta presente nel gene funzionalmente attivo. La correzione della sequenza e, quindi, il ripristino della normale motilità ciliare, è stata ottenuta nel 30% delle cellule dell'epitelio respiratorio; una quantità che, da studi eseguiti in modelli animali per altre patologie, dovrebbe tradursi in un sensibile miglioramento clinico.

La correzione del difetto genico mediante questa operazione di "chirurgia molecolare" consente di superare i limiti che avevano sinora precluso l'impiego di approcci standard di terapia genica nella DCP (molti geni sono infatti troppo grandi per essere veicolati in toto all'interno delle cellule difettive e la copia accessoria di gene è comunque progressivamente eliminata dalla cellula, che così rimanifesterà il difetto genico in breve tempo).

Lo ricerca condotta dai gruppi di pediatria e della virologia dell'Aoup ha suscitato notevole interesse nella comunità scientifica, è stata oggetto di comunicazioni scientifiche in meeting internazionali e sarà presto ripetuta in uno studio coordinato in vari centri europei e in idonei modelli sperimentali. Se i risultati saranno confermati, i "bisturi molecolari" sviluppati dallo studio pisano apriranno nuovi orizzonti di cura per la DCP e altre malattie genetiche dell'epitelio respiratorio. (Fonte: Assessorato regionale alla salute)

Nella foto al centro, il dottor Massimo Pifferi e il suo staff; nella foto in basso a destra il professor Mauro Pistello.

 

 

Matlab3All’Università di Pisa arriva la licenza Campus per “Matlab”, il software di calcolo più utilizzato in Ateneo, che adesso sarà disponibile senza costi aggiuntivi per tutti i docenti, ricercatori, tecnici, ma anche - e soprattutto - per tutti gli studenti. «Questa nuova opportunità è estremamente rilevante sia per la ricerca di molti dipartimenti dell’ateneo sia per la didattica di numerosi corsi di studio», commenta il professor Riccardo Cambini, presidente del Sistema Informatico Dipartimentale.

Matlab è infatti un software trasversale, diffuso a livello mondiale per svolgere calcolo computazionale, simulazioni, analisi statistiche e finanziarie, per gestire sistemi di controllo e modellazione fisica, elaborazione dei segnali, per affrontare ricerche di biologia computazionale. «Stiamo parlando di uno strumento di uso comune nell’ambito dell’ingegneria, delle scienze matematiche, fisiche e naturali, dell’economia. I docenti e i ricercatori avranno a disposizione un numero di estensioni del software – i cosiddetti toolbox – che da soli non avrebbero mai potuto economicamente permettersi».

Sono però gli studenti i principali beneficiari di questa licenza Campus e, solo per fare un esempio, si tratta di un migliaio di iscritti a ingegneria e un centinaio a economia, che devono seguire corsi e sostenere esami utilizzando il software Matlab. «Gli studenti, grazie alla licenza Campus, non soltanto potranno trovare il software in tutte le aule e laboratori informatici dell’Ateneo ma potranno addirittura installare Matlab sui propri computer personali per poter studiare e preparare a casa gli esami», aggiunge Cambini.

Le potenzialità della licenza Campus dell’Università di Pisa sono notevoli: oltre a Matlab e Simulink sono a disposizione 55 toolbox aggiuntivi (40 per Matlab e 15 per Simulink), la possibilità di creare cluster per calcolo intensivo con un massimo di 32 worker, l’accesso per tutto il personale e per tutti gli studenti dell’Ateneo, senza alcun ulteriore pagamento, a 4 corsi online organizzati dalla società “The MathWorks”.

«Il successo di questa iniziativa - conclude il professor Riccardo Cambini – è testimoniata dal fatto che durante le vacanze di Natale, quindi in periodo di sospensione della didattica, 140 docenti e 115 studenti hanno installato Matlab sui propri computer.»

Informazioni sui servizi offerti dalla licenza Campus e istruzioni complete per l’accesso e l’installazione del software sono disponibili in dettaglio alla pagina http://matlab.sid.unipi.it.

Ne hanno parlato:
Tirreno Pisa
Nazione Pisa 
Controcampus

Venerdì 22 gennaio, alle 15.30, nell'Aula Magna del Polo Carmignani, in piazza dei Cavalieri, la Presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, sarà protagonista di un incontro aperto al pubblico e agli studenti per presentare il suo ultimo libro, Lo sguardo lontano, pubblicato da Einaudi. Ai saluti del rettore Massimo Augello, seguiranno brevi riflessioni introduttive affidate ai professori Carlo Casarosa, Enza Pellecchia ed Eugenio Ripepe, e l'intervento della stessa Presidente Boldrini. Il dibattito sarà stimolato e coordinato dal giornalista Bruno Manfellotto, ex direttore del settimanale "L'Espresso".
Il volume Lo sguardo lontano, i cui proventi destinati all’autrice saranno impiegati per finanziare borse di studio, racconta dall’interno l’esperienza di Presidente della Camera dei Deputati e l’impegno messo per far diventare quell'Istituzione anche il luogo di una nuova cittadinanza, dimostrando che la rotta può essere invertita e che c’è una buona politica fatta di giustizia sociale, riconoscimento della dignità, di restituzione della speranza a chi sembra averla perduta.
Nata a Macerata nel 1961, Laura Boldrini ha iniziato nel 1989 la carriera nelle Agenzie delle Nazioni Unite, lavorando per quasi cinque anni alla FAO come addetto stampa. Dal 1993 al 1998 è stata occupata al Programma alimentare mondiale come portavoce e addetto stampa per l’Italia, svolgendo ripetute missioni in Ex Jugoslavia, Caucaso, Afghanistan, Tajikistan, Mozambico e Iraq. Dal 1998 al 2012 ha avuto l’incarico di portavoce dell’Alto Commissariato per i Rifugiati dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (Unhcr).
Il 16 marzo del 2013, Laura Boldrini è stata eletta Presidente della Camera, terza donna, dopo Nilde Iotti e Irene Pivetti, a ricoprire questo ruolo.
Per ragioni di protocollo, l’accesso all’Aula Magna del Polo Carmignani sarà consentito fino alle ore 15.15.

Si è aggiudicata una borsa di dottorato di ricerca finanziata dall’Autorità Idrica Toscana e per i prossimi tre anni studierà il ciclo integrato delle acque su tutto il territorio regionale. È Veronika Tempesti, dottoranda del dipartimento di Ingegneria civile e industriale dell’Università di Pisa, che è stata selezionata per studiare e analizzare alcune problematiche emerse recentemente in Toscana riguardanti alcuni microinquinanti emergenti, come il Tallio nel comune di Pietrasanta, l’amianto nella zona pistoiese e i fitosanitari nelle zone a più alta intensità di coltivazioni agricole. Il dottorato di ricerca di Veronika Tempesti, dal titolo “Controllo dei contaminanti emergenti nel comparto del ciclo integrato delle acque”, avrà l’obiettivo di elaborare, sulla base di dati di letteratura tecnico-scientifica e operando congiuntamente con i gestori del ciclo integrato delle acque e gli enti predisposti ai monitoraggi e controlli (ASL, ARPAT), azioni di intervento, per risolvere o mitigare le suddette problematiche, che andranno a riguardare tutti o parte i comparti del sistema acquedottistico: dall’approvvigionamento e potabilizzazione alla distribuzione.
Le attività previste per il raggiungimento di tale obiettivo riguarderanno: l’individuazione delle fonti di tali contaminanti al fine di prevenirne l’entità nelle acque superficiali e di falda; individuazione di trattamenti di rimozione più appropriati per tali sostanze da adottare nei punti di captazione e/o stazioni di distribuzione, andando così potenziare i tradizionali trattamenti di potabilizzazione; e sperimentazione su tali trattamenti al fine di validarne la selettività, operabilità ed efficienza.
Nel ciclo idrico integrato - comprendente l’approvvigionamento, potabilizzazione, distribuzione dell’acqua e la successiva depurazione delle acque reflue - si sono notati recentemente contaminanti emergenti. La maggior parte di essi non è stata ancora normata e molti di questi componenti sono ancora in fase di studio e valutazione scientifica. L’Unione Europea ha recentemente aggiornato la Direttiva sulle sostanze prioritarie nel settore della politica delle acque, inserendo nel primo elenco di controllo nuove sostanze, al fine di raccogliere dati sulla loro diffusione ambientale. Gli effetti di queste sostanze nelle acque sono da diversi anni in fase di studio e di monitoraggio, vista la loro diffusione capillare nell’ambiente. Si tratta di sostanze presenti in concentrazioni molto basse che derivano dai trattamenti di potabilizzazione delle acque (i cloriti), dall’incremento dell’uso di prodotti per l’igiene personale, dall’uso di farmaci o dall’abuso di droghe.

È stato assegnato a Virginia Bertuccelli, 24 anni, originaria di Viareggio, il premio di studio “Il valore della solidarietà”, promosso dall’Università di Pisa in collaborazione con la Croce Verde di Pietrasanta. Il concorso, istituito in occasione del Centocinquantesimo anno della fondazione della Croce Verde di Pietrasanta, era rivolto ai laureati dei corsi di laurea triennale o magistrale dell’Università di Pisa che hanno conseguito il titolo di studio nel periodo 1° ottobre 2014 - 1° ottobre 2015 discutendo la prova finale o la tesi su argomenti inerenti la solidarietà. Il premio, consistente in tremila euro, era riservato ai laureati residenti in uno dei sette comuni della Versilia (Camaiore, Forte dei Marmi, Massarosa, Pietrasanta, Seravezza, Stazzema e Viareggio).
Virginia Bertuccelli ha discusso una tesi su “Sviluppo e trattamento del disturbo post-traumatico da stress in bambini e adolescenti sopravvissuti” del corso di laurea triennale in Scienze per la pace: cooperazione internazionale e trasformazione dei conflitti. La commissione giudicatrice - composta da Dianora Poletti ed Eleonora Sirsi, docenti dell’Ateneo pisano, e da Giuliano Rebechi, in rappresentanza della Croce Verde - ha stabilito alla unanimità di assegnare il premio a Virginia Bertuccelli ritenendo l'elaborato congruente alle finalità del concorso e giudicando lo stesso, «per l'originalità della ricerca, la capacità analitica, la completezza della documentazione e per il contributo fornito alla conoscenza dell'argomento, meritevole dell'assegnazione del premio».

dottoranda AITSi è aggiudicata una borsa di dottorato di ricerca finanziata dall’Autorità Idrica Toscana e per i prossimi tre anni studierà il ciclo integrato delle acque su tutto il territorio regionale. È Veronika Tempesti, dottoranda del dipartimento di Ingegneria civile e industriale dell’Università di Pisa, che è stata selezionata per studiare e analizzare alcune problematiche emerse recentemente in Toscana riguardanti alcuni microinquinanti emergenti, come il Tallio nel comune di Pietrasanta, l’amianto nella zona pistoiese e i fitosanitari nelle zone a più alta intensità di coltivazioni agricole.

Il dottorato di ricerca di Veronika Tempesti, dal titolo “Controllo dei contaminanti emergenti nel comparto del ciclo integrato delle acque”, avrà l’obiettivo di elaborare, sulla base di dati di letteratura tecnico-scientifica e operando congiuntamente con i gestori del ciclo integrato delle acque e gli enti predisposti ai monitoraggi e controlli (ASL, ARPAT), azioni di intervento, per risolvere o mitigare le suddette problematiche, che andranno a riguardare tutti o parte i comparti del sistema acquedottistico: dall’approvvigionamento e potabilizzazione alla distribuzione.

Le attività previste per il raggiungimento di tale obiettivo riguarderanno: l’individuazione delle fonti di tali contaminanti al fine di prevenirne l’entità nelle acque superficiali e di falda; individuazione di trattamenti di rimozione più appropriati per tali sostanze da adottare nei punti di captazione e/o stazioni di distribuzione, andando così potenziare i tradizionali trattamenti di potabilizzazione; e sperimentazione su tali trattamenti al fine di validarne la selettività, operabilità ed efficienza.

Nel ciclo idrico integrato - comprendente l’approvvigionamento, potabilizzazione, distribuzione dell’acqua e la successiva depurazione delle acque reflue - si sono notati recentemente contaminanti emergenti. La maggior parte di essi non è stata ancora normata e molti di questi componenti sono ancora in fase di studio e valutazione scientifica. L’Unione Europea ha recentemente aggiornato la Direttiva sulle sostanze prioritarie nel settore della politica delle acque, inserendo nel primo elenco di controllo nuove sostanze, al fine di raccogliere dati sulla loro diffusione ambientale. Gli effetti di queste sostanze nelle acque sono da diversi anni in fase di studio e di monitoraggio, vista la loro diffusione capillare nell’ambiente. Si tratta di sostanze presenti in concentrazioni molto basse che derivano dai trattamenti di potabilizzazione delle acque (i cloriti), dall’incremento dell’uso di prodotti per l’igiene personale, dall’uso di farmaci o dall’abuso di droghe.

Nella foto in alto: Veronika Tempesti (la terza da destra) con il direttore del dipartimento Donato Aquaro (il primo a destra), l'ing. Monica Puccini (seconda a destra), la professoressa Maurizia Seggiani (quarta da destra) e alcune colleghe del dipartimento. 

Ne hanno parlato:
Tirreno Pisa
Greenreport 
Controcampus 
QuiNewsPisa 
gonews

Si è spento dopo una lunga malattia Tiziano Raffaelli, 66 anni, professore di Storia del pensiero economico all'Università di Pisa. Qui di seguito pubblichiamo un ricordo del rettore Massimo Augello e del professor Alfonso M. Iacono, che ne ripercorrono la carriera e il valore di studioso impegnato e conosciuto a livello internazionale.

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tiziano raffaelli 2

L'Università di Pisa si stringe attorno alla professoressa Manuela Giovannetti e alla sua famiglia in questo momento di profondo dolore per la perdita del professor Tiziano Raffaelli. Oltre a una solida amicizia, ho avuto l'onore di condividere con il professor Raffaelli una vicinanza scientifica e lunghe discussioni su comuni temi di ricerca. Dopo la formazione da filosofo con Nicola Badaloni, infatti, il professor Raffaelli aveva ricoperto la cattedra di 'Storia del pensiero economico' prima alla Facoltà di Economia dell'Università di Cagliari e poi, dal 2002, alla Facoltà di Lettere e Filosofia del nostro Ateneo.

Il professor Raffaelli si era affermato come studioso di fama internazionale, approfondendo in particolare la riflessione sull'economia politica tra XVIII e XIX secolo e su grandi pensatori quali Adam Smith e Alfred Marshall. Era anche docente rigoroso e molto impegnato, sempre attento alle esigenze e al confronto con gli studenti, e nel tempo aveva dimostrato una particolare capacità di formare e guidare giovani ricercatori e allievi. Pur sommando all'insegnamento e alla ricerca accademica, vari altri interessi e un concreto impegno civile nella società, era sempre rimasto uno studioso di eccezionale livello, il cui contributo alla vita istituzionale dell'Università è stato solo limitato dal progressivo incedere della malattia.
Massimo M. Augello


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Conoscevo Tiziano Raffaelli sin da quando eravamo studenti all’università. Studiavamo con Nicola Badaloni. Tiziano, peraltro di famiglia politicamente avvertita, si formò in una scuola dove ricerca scientifica e passione civile andavano insieme, non nel senso che si confondevano fra loro, ma nel senso che, pur mantenendo la loro reciproca autonomia, facevano parte della vita di un intellettuale che per molto tempo non rimase chiuso nelle biblioteche e nei dipartimenti, né si sentì protetto dai libri che lo circondavano e che egli amava.

Era un illustre studioso di Storia del pensiero economico. Si era formato a Pisa e alla London School of Economics, e considerò sempre la ricerca e l’insegnamento come le sue attività fondamentali. Ma non si limitò a questo. Tiziano Raffaelli dette un contributo decisivo tra gli anni ’70 e gli anni ’80 su un tema che sarebbe diventato drammaticamente centrale nella riflessione e nella discussione politica negli anni successivi fino ad oggi: l’ambiente. Tiziano fu assessore provinciale all’ambiente e poi presidente del Parco di Migliarino-S. Rossore-Massaciuccoli in anni in cui lottizzazioni e cementificazioni stavano allungando le mani sul territorio a lui particolarmente caro della zona di Vecchiano. Fondò la Lega Ambiente in Toscana. Fu sempre contrario al Porto di Marina ed io e molti altri irriducibili eravamo con lui. Poi smise l’attività politica e istituzionale e si dedicò completamente agli studi e all’insegnamento con il suo solito, esemplare senso della misura e della sobrietà.

Perché questo era Tiziano. Uomo colto e competente, attento alle cose del mondo. Lo sentivo nello stesso tempo toscano radicato nella sua terra, la campagna di Avane, il paese dove è nato e cresciuto con Manuela, un luogo dove ciascuno impara silenziosamente la dignità del vivere. Poi lo prese una malattia autoimmune, lentamente ma inesorabilmente. Cercai di convincerlo una prima volta a non andare in pensione anticipata perché pensavo e speravo che l’attività lo avrebbe aiutato a vivere. Forse fu così, ma non per molto. Le cose peggioravano. È morto serenamente con la penna in mano mentre stava correggendo le bozze. Lo voglio ricordare così, come studioso che ha lavorato fino alla fine, ma anche come uomo che visse la politica come partecipazione, consapevole, intellettualmente e moralmente, che la passione per lo studio, per la ricerca e per la critica avrebbe impedito alla passione civile di trasformarsi in mestiere senza ideali.
Alfonso M. Iacono

 

il gruppo pisano con Angela VincentChe a Pisa ci fosse un centro di rilevanza nazionale per la cura della miastenia gravis con un percorso integrato sia chirurgico che farmacologico era noto, tanto che da diversi anni ormai vengono a curarsi qui pazienti da tutt’Italia. Adesso la validazione definitiva sull’efficacia del percorso assistenziale praticato in Aoup è arrivata dalla comunità scientifica internazionale nel corso del recente congresso a Oxford, promosso dalla professoressa Angela Vincent e da tutti i principali ricercatori di tutto il mondo dedicati allo studio e alla cura di questa patologia.

Al convegno sono stati infatti riportati gli attesissimi e fondamentali esiti del Trial (studio clinico controllato), durato circa un decennio, dedicato all’analisi dei risultati inerenti l’efficacia della timectomia (asportazione della ghiandola del timo) nella miastenia gravis. Questo trial ha non solo confermato l’efficacia della procedura chirurgica nei pazienti affetti da miastenia, ma ha anche validato il ruolo fondamentale della timectomia radicale.

È stato quindi ampiamente convalidato quanto sostenuto da molti anni anche dalla scuola pisana sia neurologica che chirurgica. Il lavoro scientifico, intitolato “Thymectomy as a strategic intervention in "Myasthenia Gravis: the long–term experience in our centre”, presentato a Oxford dalla dottoressa Roberta Ricciardi (a sinistra nella foto) e dal dottor Michelangelo Maestri, riguardava proprio i positivi risultati clinici ottenuti su circa 450 pazienti sottoposti a timectomia da Alfredo Mussi e Marco Lucchi (docenti dell'Università di Pisa) e dalla dottoressa Franca Melfi, della Chirurgia toracica dell’Aoup.

miasteniaI dati della scuola pisana hanno quindi ulteriormente confermato quanto emerso dal trial e hanno destato l’interesse di tutti i partecipanti anche per i grandi numeri presentati. L’importanza fondamentale di associare poi alla timectomia anche una corretta terapia neurologica a lungo termine, in molti casi personalizzata ossia adattata al paziente e alla sua particolare condizione clinica - associazione ritenuta un cardine del successo terapeutico nella cura della miastenia dalla scuola pisana - è stata poi ampiamente confermata dal trial e dagli esperti partecipanti al convegno.

Per i neurologi pisani presenti, che hanno creduto da più di venticinque anni incondizionatamente nell’importanza strategica di questo intervento nel paziente affetto da miastenia, l’annuncio di questo atteso risultato è stato davvero molto emozionante e tutti i colleghi presenti hanno ringraziato simbolicamente, in un brindisi alla memoria, i due promotori di questo studio: il chirurgo toracico americano Alfred Jaretzki e il neurologo inglese John Newsom-Devis che straordinariamente continuano a vivere in tutti gli studiosi specialisti di miastenia attraverso il loro indimenticabile spirito e i loro insegnamenti. Alla professoressa Angela Vincent, di Oxford, a cui si deve non solo l’organizzazione del convegno ma anche un impegno straordinario nello studio e nella ricerca per la miastenia gravis, è andato poi l’incondizionato grazie di tutti i partecipanti (fonte Ufficio stampa AOUP).

premio crocerossa webÈ stato assegnato a Virginia Bertuccelli, 24 anni, originaria di Viareggio, il premio di studio “Il valore della solidarietà”, promosso dall’Università di Pisa in collaborazione con la Croce Verde di Pietrasanta. Il concorso, istituito in occasione del Centocinquantesimo anno della fondazione della Croce Verde di Pietrasanta, era rivolto ai laureati dei corsi di laurea triennale o magistrale dell’Università di Pisa che hanno conseguito il titolo di studio nel periodo 1° ottobre 2014 - 1° ottobre 2015 discutendo la prova finale o la tesi su argomenti inerenti la solidarietà.

Il premio, consistente in tremila euro, era riservato ai laureati residenti in uno dei sette comuni della Versilia (Camaiore, Forte dei Marmi, Massarosa, Pietrasanta, Seravezza, Stazzema e Viareggio).

virginia bertuccelliVirginia Bertuccelli ha discusso una tesi su “Sviluppo e trattamento del disturbo post-traumatico da stress in bambini e adolescenti sopravvissuti” del corso di laurea triennale in Scienze per la pace: cooperazione internazionale e trasformazione dei conflitti. La commissione giudicatrice - composta da Dianora Poletti ed Eleonora Sirsi, docenti dell’Ateneo pisano, e da Giuliano Rebechi, in rappresentanza della Croce Verde - ha stabilito alla unanimità di assegnare il premio a Virginia Bertuccelli ritenendo l'elaborato congruente alle finalità del concorso e giudicando lo stesso, «per l'originalità della ricerca, la capacità analitica, la completezza della documentazione e per il contributo fornito alla conoscenza dell'argomento, meritevole dell'assegnazione del premio».

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