INVITO STAMPA: Il Centro di Ricerca 'E. Piaggio' dell’Università di Pisa festeggia i 50 anni
Martedì 2 febbraio, alle ore 15.00, nell’Aula Magna di Ingegneria, in Largo Lucio Lazzarino, il Centro di Ricerca “E. Piaggio” dell’Università di Pisa festeggia i 50 anni della sua istituzione.
Le celebrazioni saranno aperte dai saluti del rettore dell’Università di Pisa, Massimo Augello, e del sindaco del Comune di Pisa, Marco Filippeschi. Seguiranno l’intervento di Luigi Donato, presidente della Fondazione Monasterio, che parlerà de “L’incontro tra ingegneria e medicina” e una tavola rotonda dal titolo “Tra naturale e artificiale: scienze e tecnologie per il nostro futuro”, con Antonio Bicchi, Danilo De Rossi, Darwin Caldwell, Pierpaolo Murrieri, Domenico Prattichizzo. Modera Andrea Caiti, direttore del Centro Piaggio.
L’evoluzione biologica e la sua comunicazione
Il 12 febbraio, in occasione del “Darwin Day” 2016, al Polo Fibonacci in via Filippo Buonarroti a Pisa si terrà una giornata di informazione e dibattito sul tema dell'evoluzione biologica e della sua comunicazione, dal titolo "EVODiAMoND", Evoluzione: Differenti Approcci e Modelli per una Nuova Didattica. La partecipazione è gratuita e aperta a tutti, con iscrizione obbligatoria entro il 7 febbraio sul sito https://sites.google.com/site/evodiamond2016/
La giornata è organizzata dal dipartimento di Biologia dell'Università di Pisa con il sostegno dell'Ateneo pisano, della Società Europea di Biologia Evoluzionistica (ESEB), della Società Italiana di Antropologia (AAI), del Museo delle Scienze di Trento (MUSE) e con la collaborazione dell'Unione degli Atei e degli Agnostici e Razionalisti (UAAR Pisa), de La Nuova Limonaia, della Società Italiana di Biologia Evoluzionistica (SIBE) e B:Kind - cowork in science.
All'evento è associato un concorso di idee, EVODiAMoND GRAPHICS, rivolto a tutti, ma finalizzato soprattutto al coinvolgimento degli studenti delle scuole secondarie superiori e dei loro insegnanti. Il concorso vuole stimolare una sinergia tra le scienze della vita e le arti visive attraverso la realizzazione di prodotti grafici più corretti da un punto di vista scientifico.
Il Centro di Ricerca 'E. Piaggio' dell’Università di Pisa compie mezzo secolo
Il Centro di Ricerca “E. Piaggio” dell’Università di Pisa ha compiuto i suoi primi 50 anni. Le celebrazioni, alla presenza del rettore dell’Università di Pisa, Massimo Augello, e del sindaco del Comune di Pisa, Marco Filippeschi, si svolgeranno martedì 2 febbraio, alle ore 15.00, nell’Aula Magna di Ingegneria, in Largo Lucio Lazzarino.
Fondato alla fine del 1965, il Centro venne intitolato a Enrico Piaggio, che aveva sostenuto lo sviluppo degli studi di ingegneria meccanica all’Università di Pisa. Da allora, porta avanti una ricerca ampiamente multidisciplinare nei settori della robotica e della bioingegneria, prima come Centro Interdipartimentale, affiliando i dipartimenti di dipartimenti di ingegneria aerospaziale, sistemi elettrici e automazione, ingegneria dell'informazione, matematica, ingegneria meccanica, nucleare e della produzione, chimica e ingegneria chimica, e gli istituti del CNR di fisiologia clinica e per le applicazioni del calcolo e, dal 2012, come Centro di Ricerca di Ateneo.
“Proprio questa vocazione interdisciplinare è il nostro punto di forza – afferma il direttore Andrea Caiti – il Centro vede infatti l’incontro e il lavoro congiunto di scienziati di diverse discipline, sia scientifiche che umanistiche, dall’ingegneria alle scienze matematiche, mediche, psicologiche e filosofiche. Attualmente, vi operano circa 100 ricercatori provenienti da diverse aree dell’Università di Pisa e da diverse università internazionali ed europee (Giappone, Cina, India, Francia, Stati Uniti, Norvegia, Messico, Iran, Spagna).”
Il Centro “E. Piaggio” ha dato vita a diversi progetti di spin-off di successo, ha aperto laboratori e attività convenzionate con enti del territorio circostante e con il Polo scientifico-tecnologico di Navacchio, dando vita a collaborazioni con diverse aziende pubbliche e private, oltre che con università e centri di ricerca italiani e internazionali.
“Oltre all’importante ricaduta sul territorio, la nostra vocazione è internazionale – prosegue il professor Caiti – grazie alla collaborazione con diversi enti, tra cui il MIT a Boston e l’Agenzia Aereospaziale Tedesca, e alla partecipazione a diversi progetti europei”.
Dalla sua fondazione, il Centro “E. Piaggio” ha gestito 73 progetti europei, nazionali e regionali. Nel 2015 ha ricevuto finanziamenti da progetti per circa 4 milioni di euro, partecipando a diversi programmi finanziati dall’Europa per la ricerca e l’innovazione. Sono attualmente attivi presso il Centro 14 progetti di ricerca europei, nell’ambito dei settori della soft robotics, interazione fisica uomo-robot, aptica e mani artificiali, metodi di controllo avanzato per i sistemi complessi, robotica sottomarina, sistemi indossabili, neuroingegneria socio-cognitiva, biometria, analisi dei segnali biomedici, sistemi muscolari artificiali, modelli sistemici in vitro.
Il Centro di Ricerca 'E. Piaggio' compie mezzo secolo
Il Centro di Ricerca “E. Piaggio” dell’Università di Pisa ha compiuto i suoi primi 50 anni. Le celebrazioni, alla presenza del rettore dell’Università di Pisa, Massimo Augello, e del sindaco del Comune di Pisa, Marco Filippeschi, si svolgeranno martedì 2 febbraio, alle ore 15.00, nell’Aula Magna di Ingegneria, in Largo Lucio Lazzarino.
Leggi il programma.
Fondato alla fine del 1965, il Centro venne intitolato a Enrico Piaggio, che aveva sostenuto lo sviluppo degli studi di ingegneria meccanica all’Università di Pisa. Da allora, porta avanti una ricerca ampiamente multidisciplinare nei settori della robotica e della bioingegneria, prima come Centro Interdipartimentale, affiliando i dipartimenti di dipartimenti di ingegneria aerospaziale, sistemi elettrici e automazione, ingegneria dell'informazione, matematica, ingegneria meccanica, nucleare e della produzione, chimica e ingegneria chimica, e gli istituti del CNR di fisiologia clinica e per le applicazioni del calcolo e, dal 2012, come Centro di Ricerca di Ateneo.
“Proprio questa vocazione interdisciplinare è il nostro punto di forza – afferma il direttore Andrea Caiti – il Centro vede infatti l’incontro e il lavoro congiunto di scienziati di diverse discipline, sia scientifiche che umanistiche, dall’ingegneria alle scienze matematiche, mediche, psicologiche e filosofiche. Attualmente, vi operano circa 100 ricercatori provenienti da diverse aree dell’Università di Pisa e da diverse università internazionali ed europee (Giappone, Cina, India, Francia, Stati Uniti, Norvegia, Messico, Iran, Spagna).”
Il Centro “E. Piaggio” ha dato vita a diversi progetti di spin-off di successo, ha aperto laboratori e attività convenzionate con enti del territorio circostante e con il Polo scientifico-tecnologico di Navacchio, dando vita a collaborazioni con diverse aziende pubbliche e private, oltre che con università e centri di ricerca italiani e internazionali.
“Oltre all’importante ricaduta sul territorio, la nostra vocazione è internazionale – prosegue il professor Caiti – grazie alla collaborazione con diversi enti, tra cui il MIT a Boston e l’Agenzia Aereospaziale Tedesca, e alla partecipazione a diversi progetti europei”.
Dalla sua fondazione, il Centro “E. Piaggio” ha gestito 73 progetti europei, nazionali e regionali. Nel 2015 ha ricevuto finanziamenti da progetti per circa 4 milioni di euro, partecipando a diversi programmi finanziati dall’Europa per la ricerca e l’innovazione. Sono attualmente attivi presso il Centro 14 progetti di ricerca europei, nell’ambito dei settori della soft robotics, interazione fisica uomo-robot, aptica e mani artificiali, metodi di controllo avanzato per i sistemi complessi, robotica sottomarina, sistemi indossabili, neuroingegneria socio-cognitiva, biometria, analisi dei segnali biomedici, sistemi muscolari artificiali, modelli sistemici in vitro.
Xylella: un altro docente dell’Ateneo nella task force della Regione Puglia
Con la sua nomina sono tre i docente del dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari ed Agro-ambientali dell’Università di Pisa chiamati dalla Regione Puglia per contrastare la Xylella. A metà gennaio il professore Giovanni Vannacci (foto), ordinario di Patologia Vegetale e presidente della Società Italiana di Patologia Vegetale (SiPaV), è stato invitato a far parte della task force che dovrà fornire indicazioni sulle azioni da intraprendere per il contenimento del disseccamento rapido dell’olivo associato al batterio Xylella fastidiosa. La sua nomina avviene dopo quelle, a novembre scorso, dei professori Riccardo Gucci e Giacomo Lorenzini.
La questione Xylella è balzata di recente all’attenzione della cronaca dopo il decreto della procura di Lecce con il quale sono stati incriminati alcuni ricercatori impegnati nelle ricerche sulla malattia e sono stati posti sotto sequestro gli olivi destinati, nel quadro delle azioni volte a contenere l’epidemia stessa, all’abbattimento.
“La devastazione degli oliveti nel Salento non è solamente un problema di ordinaria gestione della produzione agraria, ma ha anche importanti risvolti sociali – ha commentato Giovanni Vannacci – e l’olivicoltura in Puglia, e non soltanto in Puglia, ha radici profonde nella storia dei territori ed importanti ricadute anche in altri in settori, quale quello turistico, di grande importanza economica”.
Un altro docente dell’Università di Pisa nella task force della Regione Puglia contro la Xylella
Con la sua nomina sono tre i docente del dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari ed Agro-ambientali dell’Università di Pisa chiamati dalla Regione Puglia per contrastare la Xylella. A metà gennaio il professore Giovanni Vannacci, ordinario di Patologia Vegetale e presidente della Società Italiana di Patologia Vegetale (SiPaV), è stato invitato a far parte della task force che dovrà fornire indicazioni sulle azioni da intraprendere per il contenimento del disseccamento rapido dell’olivo associato al batterio Xylella fastidiosa. La sua nomina avviene dopo quelle, a novembre scorso, dei professori Riccardo Gucci e Giacomo Lorenzini.
La questione Xylella è balzata di recente all’attenzione della cronaca dopo il decreto della procura di Lecce con il quale sono stati incriminati alcuni ricercatori impegnati nelle ricerche sulla malattia e sono stati posti sotto sequestro gli olivi destinati, nel quadro delle azioni volte a contenere l’epidemia stessa, all’abbattimento.
“La devastazione degli oliveti nel Salento non è solamente un problema di ordinaria gestione della produzione agraria, ma ha anche importanti risvolti sociali – ha commentato Giovanni Vannacci – e l’olivicoltura in Puglia, e non soltanto in Puglia, ha radici profonde nella storia dei territori ed importanti ricadute anche in altri in settori, quale quello turistico, di grande importanza economica”.
Al via la seconda edizione del Master Big Data per diventare 'data scientist'
Venerdì 29 gennaio, alle ore 11, presso il dipartimento di Informatica dell’Università di Pisa, si inaugura la seconda edizione del master “Big Data Analytics & Social Mining”, il corso che mira a formare 30 esperti in raccolta ed elaborazione dei milioni di dati che con le nuove tecnologie dell’informazione, le persone lasciano quotidianamente come “briciole” della loro vita e dei loro spostamenti. Il master, diretto da Dino Pedreschi, docente di Informatica dell’Università di Pisa, è voluto e organizzato anche dall’Istituto di scienza e tecnologie dell’informazione (ISTI), dall’Istituto di informatica e telematica (IIT) del Cnr pisano e SoBigData.eu, l’infrastruttura di ricerca europea coordinata dal Cnr in collaborazione con l’Ateneo di Pisa.
La giornata del 29 è anche rivolta a presentare i risultati della prima edizione che si è appena conclusa e alla consegna dei diplomi alla presenza dei rappresentanti di 18 aziende partner del Master Big Data, leader nel settore dell’Ict e dei settori interessati alla nuova figura del “data scientist”, quali TIM, CEDAT85, Navionics, Generali, Almaviva, Cloudera, Sas, Tiscali, Enel, European Space Agency, Coop, Kpmg, Agos Ducato, Extra, Octo, IBM, Cloud4Wi, Sistemi Territoriali. Parteciperanno all’evento il presidente dell’Istat Giorgio Alleva, il social media manager di Tim Mariano Tredicini, l’Earth Observation scientist Pierre-Philippe Mathieu di ESA e il ceo di Travel Appeal, Mirko Lalli. Modera il direttore di Nòva del Sole 24 Ore, Luca De Biase, che è anche docente di “data journalism” nel master.
Durante la giornata saranno presentate alcune “pillole” dei migliori progetti concreti di big data analytics in settori disparati sviluppati dagli studenti della scorsa edizione in collaborazione con i ricercatori del laboratorio europeo SoBigData.eu e delle imprese e istituzioni partner. Esempi di progetti sviluppati dagli studenti con i Big data sono la previsione della produzione di energia da fonti rinnovabili e della attrazione di mobilità dei due aeroporti toscani. L'agenda è disponibile anche online su http://www.sobigdata.eu/master/bigdata/2015-16/inaugurazione.
“La partecipazione e l’entusiasmo dimostrati verso le prime due edizioni del master confermano il crescente interesse nei confronti della nuova figura professionale del data scientist, capace di estrarre senso dai dati, sempre più ricercata e strategica nella nostra società – commenta Dino Pedreschi. “L’obiettivo del master è proprio quello di formare scienziati ed esperti di dati – aggiunge Fosca Giannotti dirigente di ricerca dell’Isti-Cnr e coordinatrice di SoBigData.eu – un mix di professionisti con competenze multidisciplinari utili per acquisire e trattare le grandi mole di dati ed estrarre conoscenze a supporto dei processi decisionali in più settori”.
I saluti saranno portati dal prorettore vicario dell’Università di Pisa, Nicoletta De Francesco, e dal direttore del dipartimento di Informatica, Franco Turini.
Nota dell'Università di Pisa sugli articoli di 'Libero' e de 'Il Giornale' relativi alla visita pisana della Presidente Boldrini
In relazione agli articoli odierni di "Libero" ("Pagati dall'università per applaudire la Boldrini"), e de "Il Giornale.it" ("Statali pagati dai cittadini per battere le mani alla Boldrini"), si segnala innanzitutto che la presentazione del libro "Lo sguardo lontano" è avvenuta nell'ambito di una visita ufficiale che la Presidente della Camera dei Deputati, Onorevole Laura Boldrini, ha effettuato all'Università di Pisa nell'intera giornata di venerdì 22 gennaio. In mattinata, infatti, la Presidente Boldrini ha prima visitato l'Orto Botanico e successivamente incontrato i ricercatori e i docenti protagonisti di alcuni dei principali progetti di ricerca dell'Ateneo, intrattenendosi a discutere con loro delle problematiche relative al sistema italiano dell'università e della ricerca.
La presentazione del volume della Presidente Boldrini - i cui proventi destinati all'autrice saranno interamente impiegati per finanziare borse di studio, al contrario di quanto si sostiene in uno degli articoli - è stata l'occasione più adatta per approfondire e riflettere su temi di grande rilievo e di interesse generale quali il destino dell'Europa, la Costituzione italiana e i diritti delle persone. Non a caso, questi argomenti sono stati affrontati, anche sotto il profilo più propriamente scientifico, da tre illustri docenti dell'Ateneo.
Dunque, nessuna concessione da parte dell'Università di Pisa alle esigenze di promozione del libro, come invece si afferma negli articoli in questione, pieni per altro di imprecisioni e gravi inesattezze. Solo per fare un ulteriore esempio a quanto già detto in precedenza, si ricorda che l'Aula in cui si è svolto l'incontro contiene 177 persone, un numero ben lontano da quello di 400 contate dalla distratta giornalista di "Libero", che pure dice di essere stata presente all'incontro!
Come già avvenuto in altre occasioni di incontro tra la comunità accademica pisana e altissime cariche dello Stato, l'Ateneo ha invitato i suoi docenti, gli studenti e il personale tecnico-amministrativo a partecipare all'iniziativa, con la possibilità di considerare la partecipazione di questi ultimi come orario di servizio. A questo proposito - precisato che la Presidente Boldrini non era naturalmente a conoscenza di questa prassi - si sottolinea che tale possibilità è stata effettivamente utilizzata da meno di cinque persone, come risulta dalle richieste inoltrate. I tanti docenti, gli studenti, il personale tecnico-amministrativo intervenuto fuori da ogni vincolo lavorativo, e i semplici cittadini, erano evidentemente interessati a partecipare a un incontro ricco di contenuti e a conoscere un'autorevole personalità della nostra realtà istituzionale.
Taylor University students visit the University of Pisa
On the 21st January 2016, 36 students from Taylor University in Indiana, USA, visited The University of Pisa for a detailed tour. Our visitors consisted of a group of scholarship students who are extremely high achievers at their university in Indiana. Their study-abroad trip focused on “The history of education” and for this motive, the International Office were pleased to welcome them to our institution of excellence here in Pisa.
The tour presented the areas of excellence available at The University of Pisa, and gave the students a taste of life here in Pisa. The presentation displayed the variety of courses available to study in English and informed them about the summer schools that take place. The students were welcomed in Palazzo Matteucci, before being taken to the rectory where they could admire the 18th Century original copy of “Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo” by Galileo Galilei, which is preserved in the “Sala dei Mappamondi”.
The students were accompanied by Scott Moeschberget (Associate Dean of Honors Programme and Associate Professor of Psychology), Dannie Stanley (Assistant Professor of Computer Science and Engineering) and two graduate assistants; Jennifer Moeschberger and Amy Peterson. Our visitors had visited Rome and Florence and wanted to visit a prestigious Italian University, selecting Pisa as their destination. They were especially interested in hearing about our Summer Schools, PhD and Masters programmes, and said they all felt incredibly “inspired” on their return to America.
Dalla ricerca dell’Università di Pisa arrivano le dime chirurgiche per la chirurgia spinale
Arriveranno presto sul mercato le innovative dime chirurgiche sviluppate da un gruppo di ricerca dell’Università di Pisa e recentemente usate per un intervento di chirurgia spinale. La soluzione, sviluppata presso EndoCAS - il Centro di eccellenza per la Chirurgia assistita al calcolatore diretto dal professor Mauro Ferrari – e brevettata dall’Università di Pisa, sarà commercializzata tramite e-SPres3D, la spin off creata dai ricercatori dell’Ateneo pisano e della Scuola Sant’Anna.
Le dime sono ausili clinici che permettono il posizionamento preciso degli impianti durante le operazioni chirurgiche. Quelle sviluppate dal gruppo di ricerca pisano permettono di guidare le viti nell’intervento di fusione spinale con estrema precisione: «In questo tipo di intervento, decisamente frequente sia in Italia che nel resto del mondo, la precisione nell’impianto delle viti è l’aspetto cruciale per il buon esito della procedura chirurgica e per questo motivo sul mercato sono appena uscite anche complesse soluzioni robotiche – commenta Vincenzo Ferrari, ricercatore di ingegneria biomedica di EndoCAS - Le dime chirurgiche ideate presso l’Università di Pisa sono una più efficiente ed economica alternativa per gli interventi eseguiti in chirurgia aperta. Il brevetto pisano descrive come realizzare e adattare, sulla base delle immagini radiologiche del paziente, una dima chirurgica dotata di cannule di foratura da adagiare sulle vertebre del paziente per poi procedere con precisione e sicurezza alla fase di cruciale foratura e inserimento delle viti».
Le origini di questa ricerca risalgono al 2011 quando, Vincenzo Ferrari e Paolo Parchi, medico della Clinica Ortopedica I Universitaria diretta dal professor Michele Lisanti, presentarono a Londra i risultati di un lavoro sviluppato presso EndoCAS, in occasione del congresso mondiale CAOS (Computer Assisted Orthopedic Surgery). Da allora il gruppo di ricerca ha ottimizzato la soluzione per la chirurgia spinale grazie al lavoro di Sara Condino e Marina Carbone, entrambe ingengeri postdoc di EndoCAS, e lo scorso luglio è stato operato il primo paziente. Nei giorni scorsi i clinici hanno verificato l’ottimo esito dell’intervento, eseguito dal dottor Paolo Parchi, ottenuto anche grazie all’utilizzo delle innovative dime chirurgiche che permettono di guidare le viti nell’intervento di fusione spinale con estrema precisione.