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isaacsLa professoressa Ann Katherine Isaacs, delegata del rettore dell’Università di Pisa per i Programmi europei, è stata nominata dal MIUR rappresentante per l’Italia del gruppo di lavoro della Commissione Europea “ET 2020 Working group on the Modernisation of Higher Education” per il biennio 2016-2018. Il comitato internazionale opererà nell’ambito del Quadro strategico sulla cooperazione europea nell’istruzione e nella formazione, Education and Training 2020 (ET 2020), e favorirà lo scambio di buone pratiche, l’apprendimento reciproco, la raccolta e la diffusione di informazioni tra i partner europei.

Il progetto dell’Unione Europea per la modernizzazione dell'insegnamento superiore fissa cinque priorità principali: aumentare il numero dei laureati, migliorare la qualità e la pertinenza dell'insegnamento e dell'apprendimento, promuovere la mobilità degli studenti e del personale universitario, rafforzare il "triangolo della conoscenza" tra istruzione, ricerca e innovazione e creare meccanismi efficaci di governance e finanziamento per l'istruzione superiore. I gruppi di lavoro Et 2020 lavoreranno per definire strumenti comuni e linee guida per il raggiungimento di questi obiettivi.

evodiamond premiazione categoria scuola Proclamati i vincitori del “EvoDiAMoND Graphics”, il concorso di idee lanciato dall’Università di Pisa che ha premiato l’incontro fra arti visive e scienza per comunicare al meglio il fenomeno dell'evoluzione biologica. La classe 4a B del Liceo artistico “Russoli” di Pisa (foto premiazione) si è aggiudicata il primo premio nella categoria scuole grazie ad una gif animata, mentre un gruppo di giovani ricercatori, Francesco Lami, Andrea Pecci, Valentina Peona e Marco Ricci, è risultato primo nella categoria open con una vignetta. Ai vincitori è stato assegnato un premio in denaro offerto dall'Associazione Antropologica Italiana, oltre a ingressi omaggio offerti dal Museo delle Scienze di Trento (MUSE).
La premiazione è avvenuta venerdì 12 gennaio al Polo Fibonacci dell’Università di Pisa nell'ambito della giornata EvoDiAMoND (Different Approaches and Models for a New Didactics of Evolution). L'evento, che ha visto la partecipazione di insegnanti, studenti e giovani ricercatori, ha costituito un momento di aggiornamento e discussione sui diversi aspetti dell'evoluzione biologica e sulle strategie per una sua corretta comunicazione.
L'iniziativa è stata organizzata dal Dipartimento di Biologia e dalla Scuola di Dottorato in Biologia dell'Università di Pisa con il sostegnodella Società Europea di Biologia Evoluzionistica (ESEB), della Società Italiana di Antropologia (AAI), del Museo delle Scienze di Trento (MUSE) e con la collaborazione dell'Unione degli Atei e degli Agnostici e Razionalisti (UAAR Pisa), de La Nuova Limonaia, della Società Italiana di Biologia Evoluzionistica (SIBE) e B:Kind - cowork in science.

Proclamati i vincitori del “EvoDiAMoND Graphics”, il concorso di idee lanciato dall’Università di Pisa che ha premiato l’incontro fra arti visive e scienza per comunicare al meglio il fenomeno dell'evoluzione biologica. La classe 4a B del Liceo artistico “Russoli” di Pisa si è aggiudicata il primo premio nella categoria scuole grazie ad una gif animata, mentre un gruppo di giovani ricercatori, Francesco Lami, Andrea Pecci, Valentina Peona e Marco Ricci, è risultato primo nella categoria open con una vignetta. Ai vincitori è stato assegnato un premio in denaro offerto dall'Associazione Antropologica Italiana, oltre a ingressi omaggio offerti dal Museo delle Scienze di Trento (MUSE).
La premiazione è avvenuta venerdì 12 gennaio al Polo Fibonacci dell’Università di Pisa nell'ambito della giornata EvoDiAMoND (Different Approaches and Models for a New Didactics of Evolution). L'evento, che ha visto la partecipazione di insegnanti, studenti e giovani ricercatori, ha costituito un momento di aggiornamento e discussione sui diversi aspetti dell'evoluzione biologica e sulle strategie per una sua corretta comunicazione.
L'iniziativa è stata organizzata dal Dipartimento di Biologia e dalla Scuola di Dottorato in Biologia dell'Università di Pisa con il sostegnodella Società Europea di Biologia Evoluzionistica (ESEB), della Società Italiana di Antropologia (AAI), del Museo delle Scienze di Trento (MUSE) e con la collaborazione dell'Unione degli Atei e degli Agnostici e Razionalisti (UAAR Pisa), de La Nuova Limonaia, della Società Italiana di Biologia Evoluzionistica (SIBE) e B:Kind - cowork in science.

Per la prima volta, gli scienziati hanno osservato in modo diretto le onde gravitazionali: increspature nel “tessuto” dello spaziotempo, perturbazioni del campo gravitazionale, arrivate sulla Terra dopo essere state prodotte da un cataclisma astrofisico avvenuto nell'universo profondo. Questo conferma un’importante previsione della Relatività Generale di Albert Einstein del 1915, e apre uno scenario di scoperte senza precedenti sul cosmo.
Le onde gravitazionali portano informazioni sulle loro violente origini e sulla natura della gravità, informazioni che non possono essere ottenute in altro modo. I fisici hanno determinato che le onde gravitazionali rivelate sono state prodotte nell’ultima frazione di secondo della fusione di due buchi neri in un unico buco nero ruotante più massiccio. Questo processo era stato previsto ma mai osservato prima.
Le onde gravitazionali sono state rivelate il 14 settembre 2015, alle 10:50:45 ora italiana (09:50:45 UTC, 05:50:45 am EDT), da entrambi gli strumenti gemelli Laser Interferometer Gravitational-wave Observatory (LIGO), negli Stati Uniti, a Livingston, in Louisiana, e a Hanford, nello stato di Washington. Gli osservatori LIGO, finanziati dalla National Science Foundation (NSF) e operati da Caltech e MIT, hanno registrato l’arrivo delle onde gravitazionali entro una finestra temporale di coincidenza di 10 millisecondi.
L’importante risultato, pubblicato oggi sulla rivista scientifica Physical Review Letters, è stato ottenuto, grazie ai dati dei due rivelatori LIGO, dalle Collaborazioni Scientifiche LIGO (che include la Collaborazione GEO600 e l’Australian Consortium for Interferometric Gravitational Astronomy) e VIRGO, che fa capo allo European Gravitational Observatory (EGO), fondato dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) italiano e dal Centre National de la Recherche Scientifique (CNRS) francese.
La scoperta è stata annunciata dalle collaborazioni LIGO e VIRGO nel corso di due conferenze simultanee negli Stati Uniti a Washington, e in Italia a Cascina (Pisa), nella sede di EGO, il laboratorio nel quale si trova l’interferometro VIRGO, progetto ideato, realizzato e condotto dall’INFN e dal CNRS con il contributo di Nikhef (Paesi Bassi), e in collaborazione con POLGRAW - Polska Akademia Nauk (Polonia) e Wigner Institute (Ungheria).
Virgo nasce dall’incontro tra Adalberto Giazotto della Sezione INFN di Pisa e Alain Brillet dell’Horloge Atomique a Parigi, che hanno portato competenze di raffinata meccanica e ottica, convincendo numerosi fisici, tra cui alcuni del Dipartimento di Fisica dell'Università di Pisa a lanciarsi in una avventura dagli esiti allora alquanto incerti.
Con la prima rivelazione delle onde gravitazionali il Dipartimento di Fisica dell'Ateneo pisano raccoglie i frutti di un sostegno continuo attraverso il suo personale docente, tecnico e amministrativo, alla realizzazione dell’interferometro Virgo e all’attuale fase di miglioramento, all’analisi dei dati raccolti, ai futuri sviluppi.
La ricerca ha visto, oltre al continuo e cospicuo finanziamento dell’INFN, diversi PRIN sugli sviluppi sperimentali, un progetto FIRB giovani sul collegamento con le osservazioni astronomiche, numerosi assegni di ricerca, tesi di laurea e di dottorato. Ha permesso a molti studenti di fisica di passare un periodo estivo presso le grandi università statunitensi e, con l’introduzione di specifici insegnamenti, ha formato numerosi giovani scienziati, molti dei quali in posizioni di rilievo proprio a LIGO. Infine la complessità ma anche il fascino di queste ricerche hanno stimolato una intensa attività di comunicazione nei confronti di un pubblico più vasto.
“La comunità scientifica pisana può essere orgogliosa che l’annuncio della scoperta sia avvenuto in simultanea a Cascina e a Washington - conclude il professor Francesco Fidecaro, direttore del Dipartimento di Fisica dell'Università di Pisa, che è stato anche Spokesperson della collaborazione Virgo - una tappa storica di un continuo processo di creazione e successiva diffusione di nuove conoscenze, caratteristico dell’Università”.

onde

Per la prima volta, gli scienziati hanno osservato in modo diretto le onde gravitazionali: increspature nel “tessuto” dello spaziotempo, perturbazioni del campo gravitazionale, arrivate sulla Terra dopo essere state prodotte da un cataclisma astrofisico avvenuto nell'universo profondo. Questo conferma un’importante previsione della Relatività Generale di Albert Einstein del 1915, e apre uno scenario di scoperte senza precedenti sul cosmo.

Le onde gravitazionali portano informazioni sulle loro violente origini e sulla natura della gravità, informazioni che non possono essere ottenute in altro modo. I fisici hanno determinato che le onde gravitazionali rivelate sono state prodotte nell’ultima frazione di secondo della fusione di due buchi neri in un unico buco nero ruotante più massiccio. Questo processo era stato previsto ma mai osservato prima.

collaborazione VIRGO low copyright MPerciballi VirgoCollaboration

Le onde gravitazionali sono state rivelate il 14 settembre 2015, alle 10:50:45 ora italiana (09:50:45 UTC, 05:50:45 am EDT), da entrambi gli strumenti gemelli Laser Interferometer Gravitational-wave Observatory (LIGO), negli Stati Uniti, a Livingston, in Louisiana, e a Hanford, nello stato di Washington. Gli osservatori LIGO, finanziati dalla National Science Foundation (NSF) e operati da Caltech e MIT, hanno registrato l’arrivo delle onde gravitazionali entro una finestra temporale di coincidenza di 10 millisecondi.

L’importante risultato, pubblicato oggi sulla rivista scientifica Physical Review Letters, è stato ottenuto, grazie ai dati dei due rivelatori LIGO, dalle Collaborazioni Scientifiche LIGO (che include la Collaborazione GEO600 e l’Australian Consortium for Interferometric Gravitational Astronomy) e VIRGO, che fa capo allo European Gravitational Observatory (EGO), fondato dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) italiano e dal Centre National de la Recherche Scientifique (CNRS) francese.

La scoperta è stata annunciata dalle collaborazioni LIGO e VIRGO nel corso di due conferenze simultanee negli Stati Uniti a Washington, e in Italia a Cascina (Pisa), nella sede di EGO, il laboratorio nel quale si trova l’interferometro VIRGO, progetto ideato, realizzato e condotto dall’INFN e dal CNRS con il contributo di Nikhef (Paesi Bassi), e in collaborazione con POLGRAW - Polska Akademia Nauk (Polonia) e Wigner Institute (Ungheria).

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8 installazione specchio virgo 1

Virgo nasce dall’incontro tra Adalberto Giazotto della Sezione INFN di Pisa e Alain Brillet dell’Horloge Atomique a Parigi, che hanno portato competenze di raffinata meccanica e ottica, convincendo numerosi fisici, tra cui alcuni del dipartimento di Fisica dell'Università di Pisa a lanciarsi in una avventura dagli esiti allora alquanto incerti.

Con la prima rivelazione delle onde gravitazionali il dipartimento di Fisica raccoglie i frutti di un sostegno continuo attraverso il suo personale docente, tecnico e amministrativo, alla realizzazione dell’interferometro Virgo e all’attuale fase di miglioramento, all’analisi dei dati raccolti, ai futuri sviluppi. (Nella foto sotto il gruppo di ricercatori pisani di VIRGO).

gruppo virgo pisaLa ricerca ha visto, oltre al continuo e cospicuo finanziamento dell’INFN, diversi PRIN sugli sviluppi sperimentali, un progetto FIRB giovani sul collegamento con le osservazioni astronomiche, numerosi assegni di ricerca, tesi di laurea e di dottorato. Ha permesso a molti studenti di fisica di passare un periodo estivo presso le grandi università statunitensi e, con l’introduzione di specifici insegnamenti, ha formato numerosi giovani scienziati, molti dei quali in posizioni di rilievo proprio a LIGO. Infine la complessità ma anche il fascino di queste ricerche hanno stimolato una intensa attività di comunicazione nei confronti di un pubblico più vasto.

“La comunità scientifica pisana può essere orgogliosa che l’annuncio della scoperta sia avvenuto in simultanea a Cascina e a Washington. È una tappa storica di un continuo processo di creazione e successiva diffusione di nuove conoscenze, caratteristico dell’Università”, commenta il professor Francesco Fidecaro, direttore del dipartimento di Fisica, che è stato anche Spokesperson della collaborazione Virgo.

Giovedì 11 febbraio, a partire dalle ore 16.00, nell’Aula Magna del Polo Fibonacci, in Largo Bruno Pontecorvo, sarà possibile seguire la diretta streaming della conferenza stampa in programma all’osservatorio per le onde gravitazionali EGO/VIRGO di Cascina, in cui si farà il punto sullo stato della ricerca in questo campo. Un evento simultaneo, organizzato dalla collaborazione scientifica LIGO, avrà luogo a Washington DC, negli USA. Alla conferenza stampa seguirà una discussione con docenti e ricercatori dell’Università di Pisa.

Dopo tre anni e mezzo di attività è arrivato alla sua conclusione TuCAHEA, il progetto finanziato dalla Commissione Europea e coordinato dall’Università di Pisa, il cui obiettivo era definire modi per riformare i modelli organizzativi e normativi dei sistemi universitari dei Paesi dell’Asia Centrale per renderli compatibili tra di loro e allineati con quelli europei. Il meeting conclusivo si è tenuto a Roma nella sede della CRUI, dove i rappresentanti di ministeri di Kazakhstan, Kyrgyzstan, Tajikistan, Turkmenistan e Uzbekistan hanno perfezionato e firmato un comunicato per appoggiare i risultati del progetto.
In questo modo sono state create le basi per un’area dell’istruzione superiore (CAHEA, Central Asian Higher Education Area) compatibile con l’area europea (EHEA, European Higher Education Area), utilizzando la metodologia “Tuning”. «Un’area compatibile con quella europea, ma non identica – specifica la professoressa Ann Katherine Isaacs, coordinatrice del progetto – perché costruita tenendo conto delle esigenze sociali, culturali ed economiche della regione». Il consorzio ha lavorato in otto gruppi disciplinari: lingue, business, economia, pedagogia, ingegneria, ambiente, storia e diritto, creando linee guida che verranno utilizzate nei 5 paesi. Tra le prime iniziative messe in atto c’è la TuCAHEA Pilot Student Mobility, un progetto di mobilità che ha coinvolto gli studenti universitari dei cinque Paesi, che hanno potuto svolgere una sorta di “Erasmus” nell’area asiatica.
Il consorzio TuCAHEA comprendeva 47 partner, fra cui i ministeri delle cinque repubbliche, 8 partner europei, e 34 università dell’Asia Centrale. Il responsabile amministrativo e primo firmatario del contratto era l’Università di Groningen, mentre Pisa è stata responsabile per il coordinamento scientifico e accademico, affidato alla professoressa Ann Katherine Isaacs

Logo Tucahea frase 2After three and a half years of activity TuCAHEA, a large-scale Tempus project financed by the European Commission and coordinated academically and scientifically aspects) by the University of Pisa, is coming to completion. Its ambitious aim was to create the bases and define the parameters for reforming the normative and organizational frameworks of Central Asia’s university systems, making them compatible with each other, and aligning them with the European system. The final meeting was held in Rome, in the hall of the CRUI (Italian Conference of Rectors), where high ranking representatives of the Ministries responsible for Higher Education of Kazakhstan, Kyrgyzstan, Tajikistan, Turkmenistan e Uzbekistan perfected a communiqué endorsing the results of the project and promising future collaboration.

tucahea meeting webThis creates the bases, using Tuning methodology, for a CAHEA (Central Asian Higher Education Area) compatible with the 48 country EHEA (European Higher Education Area). «An area compatible with the EHEA, but not identical to it - professor Katherine Isaacs specifies – because it is built taking into account the specific social, cultural and economic requirements of the region». The Consortium includes eight subject area groups (Business, Economics, Education, Engineering, Environmental Protection, History, Language, and Law), which have created guidelines to be used in the 5 countries. Among the activities, the TuCAHEA Pilot Student Mobility, a pioneering mobility scheme, involved students of the five countries, allowing them to participate in and test a Central Asian “Erasmus”.

The TuCAHEA Consortium comprises 47 partners, including the ministries of Education and research of the five countries, 8 experienced EU universities, and 34 Central Asian universities (www.tucahea.org). The grantholder, responsible for the administration of the project, is the University of Groningen; UNIPI is responsible for the scientific and academic aspects, coordinated by Prof. Ann Katherine Isaacs.

Logo Tucahea frase 2Dopo tre anni e mezzo di attività è arrivato alla sua conclusione TuCAHEA, il progetto finanziato dalla Commissione Europea e coordinato dall’Università di Pisa, il cui obiettivo era definire modi per riformare i modelli organizzativi e normativi dei sistemi universitari dei Paesi dell’Asia Centrale per renderli compatibili tra di loro e allineati con quelli europei. Il meeting conclusivo si è tenuto a Roma nella sede della CRUI, dove i rappresentanti di ministeri di Kazakhstan, Kyrgyzstan, Tajikistan, Turkmenistan e Uzbekistan hanno perfezionato un comunicato per appoggiare i risultati del progetto.

tucahea meeting webIn questo modo sono state create le basi per un’area dell’istruzione superiore (CAHEA, Central Asian Higher Education Area) compatibile con l’area europea (EHEA, European Higher Education Area), utilizzando la metodologia “Tuning”. «Un’area compatibile con quella europea, ma non identica – specifica la professoressa Ann Katherine Isaacs, coordinatrice del progetto – perché costruita tenendo conto delle esigenze sociali, culturali ed economiche della regione». Il consorzio ha lavorato in otto gruppi disciplinari: lingue, business, economia, pedagogia, ingegneria, ambiente, storia e diritto, creando linee guida che verranno utilizzate nei 5 paesi. Tra le prime iniziative messe in atto c’è la TuCAHEA Pilot Student Mobility, un progetto di mobilità che ha coinvolto gli studenti universitari dei cinque Paesi, che hanno potuto svolgere una sorta di “Erasmus” nell’area asiatica.

Il consorzio TuCAHEA comprendeva 47 partner, fra cui i ministeri delle cinque repubbliche, 8 partner europei, e 34 università dell’Asia Centrale. Il responsabile amministrativo e primo firmatario del contratto era l’Università di Groningen, mentre Pisa è stata responsabile per il coordinamento scientifico e accademico, affidato alla professoressa Ann Katherine Isaacs.

vignali1Hmga2, un fattore che rimodella la cromatina, svolge un ruolo importante nello stabilire prima l’identità e poi le successive capacità migratorie delle cellule della cresta neurale durante lo sviluppo embrionale. Questi i risultati di una ricerca, condotta nel dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa, dal professor Robert Vignali, biologo dello sviluppo animale, in collaborazione con il professor Guidalberto Manfioletti, biochimico e biologo molecolare del dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste. I risultati saranno pubblicati su Developmental Biology, una delle riviste di riferimento per chi si occupa di biologia dello sviluppo. Il testo è già disponibile nella versione on-line, al seguente link.

 

Le cellule della cresta neurale rappresentano una popolazione di cellule embrionali che condividono aspetti importanti con cellule tumorali, in particolare la capacità di divenire mobili e invasive. Si sapeva che Hmga2 è un oncogene, normalmente spento nei tessuti adulti, che viene riattivato in molti tumori, di cui promuove la motilità e l’invasione. Tuttavia, il suo ruolo nello sviluppo delle cellule migratorie della cresta neurale, che condividono molte vie genetico-molecolari con la transizione delle cellule tumorali da uno stato epiteliale a uno mesenchimale, non era stato caratterizzato. Lavorando sull’anfibio modello Xenopus laevis, i ricercatori pisani hanno alterato i livelli di proteina Hmga2 presenti nell’embrione precoce in sviluppo, constatando che le cellule non assumevano il loro normale destino differenziativo e non realizzavano la migrazione. Le vie molecolari in gioco sono state poi in gran parte confermate dai colleghi triestini anche in cellule di carcinoma della mammella, dove la funzione di Hmga2 è stata similmente repressa.

vignali2Questo studio sottolinea come importanti informazioni sulle vie in gioco nei tumori si possano trarre dall’analisi di fenomeni normalmente regolati durante lo sviluppo animale, e che vengono riattivati in modo incontrollato nella progressione tumorale.

Gli studi sono stati finanziati dal MIUR, dall’Istituto Toscano Tumori e dall’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro.

 

Immagine in alto: Il gruppo di ricerca del dipartimento pisano di Biologia.
Immagine in basso: embrione di Xenopus in cui a sinistra è evidente l’effetto della inibizione di Hmga2 sull’attività (mostrata in blu) del gene snail2, che promuove la transizione epitelio-mesenchima (a destra l’espressione normale).

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