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Arno in pienaSulla base delle informative fornite dalla Prefettura di Pisa, secondo le quali può considerarsi superata la fase di massima allerta per il rischio di esondazione dell'Arno, le strutture e le attività dell'Università di Pisa tornano al loro normale funzionamento.

Per ogni aggiornamento si consiglia comunque di seguire il sito della prefettura: www.prefettura.pisa.it

Giovedì, 30 Gennaio 2014 09:55

A mission in space for Engineering students

logo_PHOS2_bigThe students have earned a place on board the sounding rocket which the European Space Agency (ESA) will launch into space from Kiruna in Sweden in March 2015, and where they will be able to assemble their "space heat pipe" in order to test it in absence of gravity. The team, made up of students and teachers from the University of Pisa – in collaboration with the University of Bergamo – have been chosen by ESA to take part in the REXUS/BEXUS Programme (Rocket and Balloon Experiments for University Students). Their main aim is to build an innovative type of Heat Pipe capable of functioning in reduced gravity conditions. The delivery of the experiment will be in December. The device to be tested will reach a height of 100 km before returning to Earth.

gruppoThe PHOS Project (Pulsating Heat Pipe Only for Space) will give the students a chance to participate in the design, management and operative phases of a real space mission: "The device, which will be tested in two different forms, is called PHP, which stands for Pulsating Heat Pipe, a type of heat pipe which works through a pulsating mechanism" explains Gian Marco Guidi, one of the team members. "The main characteristic of the PHP is the simple and inexpensive design which makes it highly cost effective. During the experiment, thermal power will be administered in one section of the device and removed in another. This procedure will help to establish various functional parameters in absence of gravity. This data will then be compared with the data collected from other experiments carried out on the ground."

progetto-razzoThe teams chosen by ESA will meet in Kiruna in March for the "PDR", the Preliminary Design Review, where the experts from all the organizations taking part will evaluate the "preliminary design". The team from the University of Pisa is the only Italian team to have been chosen by ESA in the "Rocket" category of the Education section which each year offers students from throughout the European Union the possibility to take part in the REXUS/BEXUS project.

The members of the Pisa team, aided by the Department of Energy, Systems, Territory and Construction (DESTEC), are all students from the Engineering courses: Gian Marco Guidi, Federico Belfi, Giorgiomaria Cicero, Francesco Creatini, Giulia Orlandini, Nicolò Morganti, Stefano Piacquadio, Simone Fontanesi, Michele Rognini, Alessandro Frigerio and Pietro Nannipieri. The professors taking part in the project are Sauro Filippeschi, Paolo di Marco and Luca Fanucci from the University of Pisa and Marco Marengo from the University of Bergamo. The students will also be flanked by Mauro Mameli and Miriam Manzoni from the University of Bergamo.

The team are also looking for students who can help in other areas such as marketing and communications. In particular, help is needed in web indexing and content managing within the website and social networks. Anyone who is interested should apply to Gian Marco Guidi (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).

For further information or to help sustain the PHOS project please access the following websites:

Website: www.phosproject.com
Facebook: https://www.facebook.com/projectphos
Twitter: https://twitter.com/phos_team 

Watch the video:
http://www.youtube.com/watch?v=_hOTd9qiHAQ

 

logo_PHOS2_big

Si sono guadagnati un posto a bordo del razzo sonda che l'Agenzia Spaziale Europea (ESA) lancerà nello spazio a Kiruna, in Svezia, a marzo 2015, dove potranno montare il loro "termosifone spaziale" da testare in condizioni di assenza di gravità. Sono i componenti del team "PHOS Project", studenti e docenti di Ingegneria dell'Università di Pisa – in collaborazione con l'Università di Bergamo – che sono stati selezionati dall'ESA per partecipare al programma REXUS/BEXUS (Rocket and Balloon Experiments for University Students). Il loro obiettivo è costruire entro dicembre un innovativo tipo di Heat Pipe, un tubo di calore in grado di funzionare solo a gravità ridotta. Il dispositivo che verrà testato raggiungerà i 100 km di altezza per poi rientrare a terra.
 

gruppo Phos ProjetCon il Progetto PHOS (Pulsating Heat Pipe Only for Space), gli studenti pisani avranno la possibilità di partecipare alle fasi progettuali, gestionali e operative di una vera missione spaziale. "Il dispositivo che verrà testato, in due configurazioni differenti, è chiamato PHP, acronimo di Pulsating Heat Pipe, un tipo di tubo di calore che funziona con un regime di circolazione pulsante – spiega Gian Marco Guidi, uno dei componenti del team – Le PHP sono caratterizzate da una grande semplicità produttiva e quindi un basso costo che determina poi un coefficiente prestazioni-costo molto alto. Durante l'esperimento verrà somministrata potenza termica in una sezione del dispositivo e sottratto in un'altra, con questa procedura si potranno determinare vari parametri funzionali in assenza di gravità. Questi dati verranno poi paragonati con quelli acquisiti con altri esperimenti eseguiti a terra".

progetto razzo

I team selezionati dall'ESA si ritroveranno a Kiruna nel prossimo mese di marzo per la "PDR", la Preliminary Design Review, dove gli esperti di tutte le organizzazioni partecipanti valuteranno il "disegno preliminare". Il team dell'Università di Pisa è l'unico italiano a essere stato selezionato nella categoria "Rocket" dall'ESA, ramo Educational, che ogni anno offre la possibilità, agli studenti di tutte le nazioni appartenenti alla comunità europea, di partecipare al programma REXUS/BEXUS.

I componenti della squadra pisana – supportata dal dipartimento dell'Energia, dei sistemi, del territorio e delle costruzioni (DESTEC) – sono tutti studenti dei corsi di Ingegneria: Gian Marco Guidi, Federico Belfi, Giorgiomaria Cicero, Francesco Creatini, Giulia Orlandini, Nicolò Morganti, Stefano Piacquadio, Simone Fontanesi, Michele Rognini, Alessandro Frigerio e Pietro Nannipieri. I professori a supporto del progetto sono Sauro Filippeschi, Paolo di Marco e Luca Fanucci dell'Università di Pisa e Marco Marengo dell'Università di Bergamo. Inoltre gli studenti saranno affiancati dal dottor Mauro Mameli e l'ingegner Miriam Manzoni entrambi dell'Università di Bergamo.

La squadra è alla ricerca di studenti che possano collaborare anche in altri settori, come il marketing e la comunicazione. In particolare si cercano collaboratori per l'indicizzazione del sito e per la gestione dei contenuti sul web e dei social network. Per candidarsi rivolgersi a Gian Marco Guidi (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).

Per maggiori informazioni o anche solo per sostenere il progetto PHOS:

Website: www.phosproject.com
Facebook: https://www.facebook.com/projectphos
Twitter: https://twitter.com/phos_team

Guarda il video di presentazione del programma REXUS/BEXUS:
http://www.youtube.com/watch?v=_hOTd9qiHAQ

Alcune gallerie fotografiche: 
Le selezioni in Olanda
Il team al lavoro sul progetto preliminare 

Ne hanno parlato: 
Tirreno Livorno
Intoscana.it 
il Mattino
Nazione Pisa
TirrenoPisa.it 
NazionePisa.it 
PaginaQ 
Greenreport
PisaToday.it 
gonews.it 
Controcampus
Sapere.it
PisaInformaFlash.it 
TV Prato
CCT - Seecity

 

Mercoledì, 29 Gennaio 2014 09:50

Scoperta in Italia una nuova specie di fiore

campanula_martiniiHa un colore fra il viola e il blu ed è diffusa nel Nord Italia, nelle prealpi Bresciane e in altre aree lombarde e trentine. Si tratta di Campanula martinii, appena scoperta e così chiamata in onore di Fabrizio Martini, noto studioso della flora delle Alpi. La ricerca che documenta il ritrovamento è stata recentemente pubblicata sulla rivista internazionale "Phytotaxa" ed è stato condotta per alcuni anni da Lorenzo Peruzzi, ricercatore del Dipartimento di Biologia dell'Università di Pisa e da Nico Cellinese dell'Università della Florida, una delle massime esperte della filogenesi della famiglia Campanulaceae, insieme ai botanici del Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino e del Museo Civico di Scienze Naturali di Brescia.
"Nonostante quello che si potrebbe pensare - ha spiegato Lorenzo Peruzzi – può capitare anche in Italia (e non solo ai tropici) di scoprire nuove specie di piante e l'indipendenza della Campanula martinii rispetto alle altre specie affini è stata comprovata da un dettagliato studio morfologico, cariologico e molecolare".

Ne hanno parlato:
ANSA.it Ambiente&Energia
Repubblica.it Milano
Repubblica.it Ambiente
Corriere.it Brescia
Avvenire
Brescia Oggi
Il Giornale di Brescia
PadovaNews.it
BresciaOggi.it
BresciaToday.it
Avvenire.it
Focus.it
Nazione.it
Tirreno.it
Repubblica.it Firenze
AdnKronos
VillaggioGlobale.it
GreenReport.it
LiberoQuotidiano.it
PaginaQ.it
PisaToday.it
NovedaFirenze.it
PisaInformaFlash.it
GoNews.it
PianetaUnivesitario.it

tonelliPer il mondo della scienza il 2014 è un anno da celebrare, soprattutto a Pisa, dove 450 anni fa nacque Galileo Galilei. L'Università di Pisa apre i festeggiamenti con una giornata dedicata a Guido Tonelli, lo scienziato che ha contribuito alla scoperta del bosone di Higgs guidando l'esperimento CMS al CERN di Ginevra. Venerdì 31 gennaio, alle ore 15.00, nell'Aula Magna del Polo Fibonacci, il professor Tonelli terrà una lectio magistralis intitolata "Da Galileo al bosone di Higgs. Pisa crocevia delle scienze", un incontro aperto a tutta la cittadinanza, in cui racconterà i retroscena di una scoperta premiata con il premio Nobel per la Fisica nel 2013. Seguirà un confronto diretto con il pubblico.

L'evento, organizzato dal dipartimento di Fisica in collaborazione con il Comune di Pisa e l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, sarà trasmesso in diretta streaming sul sito dell'Ateneo: http://videoreplay.unipi.it/replay/webcastShow.html?key=CW60gvHBsiji3gd.

Inoltre sarà possibile seguire la diretta Twitter dell'incontro sull'account @Unipisa. A raccontare la lectio ci saranno gli studenti della redazione Twitter dell'Università di Pisa. Già in questi giorni è possibile inviare domande per il professor Tonelli usando l'hashtag #lectiotonelli.

Pisa e il bosone di Higgs
C'è molto dell'Università di Pisa e degli altri istituti di ricerca pisani nel team di scienziati che ha scoperto la cosiddetta "particella di Dio", cioè il bosone di Higgs grazie al quale ogni cosa ha una massa. Sono oltre 120, infatti, i ricercatori che si sono formati a Pisa e che hanno lavorato al progetto durante i venti anni necessari per condurre a termine l'esperimento, il più importante mai tentato sia per risorse investite che per studiosi coinvolti.

Molti di loro hanno avuto un ruolo da protagonisti. Tra i principali ricercatori figura certamente Guido Tonelli, laureato in Fisica all'Ateneo pisano nel 1975 e docente ordinario nello stesso Ateneo per anni prima di diventare ricercatore associato all'Istituto nazionale di fisica nucleare.

Il professor Guido Tonelli, alla guida dell'esperimento CMS nel periodo in cui è stata programmata e avviata la "caccia" al bosone di Higgs, è attualmente Senior Staff Scientist al Cern. Ha lavorato nel campo della fisica delle particelle elementari, partecipando a esperimenti al Cern e al Fermilab di Chicago. Fra i suoi contributi principali si contano le prime misure di precisione della vita media dei mesoni charmati, test sperimentali del Modello Standard delle interazioni fondamentali e ricerche di nuova fisica. A metà dicembre del 2011, il professor Tonelli ha presentato in un seminario congiunto al CERN insieme a Fabiola Gianotti, la prima evidenza sperimentale della presenza del bosone di Higgs intorno a 125GeV di massa, risultato che è stato poi definitivamente confermato e premiato con il Nobel a Peter Higgs e François Englert nello scorso mese di ottobre.

Martedì, 28 Gennaio 2014 14:25

Smentita la teoria classica dell’ipnosi

ipnosiL'ipnosi rimane nel senso comune qualcosa di un po' misterioso e inquietante. Secondo la teoria finora comunemente accettata, la risposta alle suggestioni, che caratterizza il comportamento ipnotico, è dovuta a particolari capacità di attenzione che dipenderebbero da una variazione genetica che rende meno efficace la degradazione della dopamina cerebrale. Questa teoria è stata smentita dalle ricerche effettuate da Enrica Santarcangelo e Silvano Presciuttini, del dipartimento di Ricerca Traslazionale dell'Università di Pisa, in collaborazione con ricercatori dell'Azienda Ospedaliera Pisana: "Rispetto a studi precedenti condotti su piccoli campioni - affermano Santarcangelo e Presciuttini – in un campione di 100 soggetti non abbiamo osservato una correlazione tra alta capacità di risposta alle suggestioni e presenza della variazione genetica considerata precedentemente responsabile dell'ipnotizzabilità". I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista "Frontiers in Human Neuroscience".

enrica santarcangelo Contrariamente alla maggior parte dei ricercatori del campo, che da sempre si concentrano su ciò che accade nei soggetti dopo l'induzione dello stato ipnotico, il gruppo di ricerca pisano si occupa da molti anni delle differenze fisiologiche tra soggetti di alta e bassa ipnotizzabilità (un tratto cognitivo che si misura con scale) nella normale condizione di veglia. "Per noi – continuano i ricercatori pisani - è importante capire se, oltre che nella diversa capacità di accettare suggestioni, i soggetti di alta e bassa ipnotizzabilità differiscono in funzioni e comportamenti della vita quotidiana. In effetti, i nostri studi hanno dimostrato che la suscettibilità all'ipnosi è associata a una serie di differenze osservabili anche nello stato ordinario di coscienza e, in alcuni casi, in assenza di suggestioni. Le differenze riguardano l'elaborazione di informazioni sensoriali, l'efficacia dell'immaginazione, il controllo della postura, dell'andatura e dell'attività cardiaca, le risposte vascolari allo stress e al dolore e perfino lo stile della comunicazione scritta".

Silvano Presciuttini

Le ricadute cliniche di queste ricerche possono essere importanti. Conoscere il grado di ipnotizzabilità di un paziente, e quindi alcune sue caratteristiche fisiologiche, consente, ad esempio, di mettere a punto terapie neuroriabilitative personalizzate, di controllare il dolore con la sola attività cognitiva e di affinare la prognosi cardiovascolare. "È un campo di ricerca molto fecondo – conclude Enrica Santarcangelo – Sarebbe bello riuscire a fare di Pisa l'Ateneo che promuove ricerca multidisciplinare sull'ipnotizzabilità, perché siamo gli unici ricercatori nel mondo coinvolti nello studio sistematico di questo argomento. Purtroppo la scarsità di risorse pubbliche ci penalizza moltissimo. D'altra parte quale colosso farmaceutico finanzierebbe una ricerca che può individuare terapie efficaci che non richiedono l'uso di farmaci?".

Ne hanno parlato: 
TuttoScienze - La Stampa
gonews.it 

giulio_perugiC'è un collegamento specifico fra l'obesità e i disturbi bipolari. Questo è quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista internazionale "Journal of Affective Disorder" firmato da quattro ricercatori del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell'Ateneo pisano, Giulia Vannucchi, Cristina Toni, Icro Maremmani e Giulio Perugi (foto).

La ricerca è stata condotta su un campione nazionale composto da 571 soggetti seguiti in regime ambulatoriale per un episodio depressivo maggiore. L'obesità era definita, in linea con la letteratura scientifica attuale, sulla base di un indice di massa corporea (Body Mass Index o BMI) superiore a 30, calcolato come peso in Kg diviso per il quadrato dell'altezza espresso in metri (Kg/h2).

"I nostri risultati – ha spiegato Giulio Perugi - hanno consentito di evidenziare non solo come la presenza di disturbi dell'umore sia associata a un incremento del rischio di obesità, ma soprattutto che c'è un legame specifico tra incremento del BMI ed i disturbi dello spettro bipolare".

Il disturbo bipolare è infatti risultato più frequente fra gli obesi (31.4% rispetto al 19.0%dei non obesi) ed inoltre è emerso che la presenza di bipolarità era correlata con il grado di obesità: i pazienti con un BMI tra 30 e 35 avevano infatti una prevalenza di disturbo bipolare del 27.4%, in confronto al 41.7% dei soggetti con un BMI maggiore di 35.

"Mostrando come l'obesità sia associata a disturbi dello spettro bipolare – ha concluso Giulio Perugi - i dati della nostra ricerca sono in linea con l'ipotesi secondo cui in molti casi l'obesità potrebbe essere il risultato di comportamenti di abuso, una vera e propria forma di 'addiction'. Uno screening sistematico per il rilievo di sintomi ipomaniacali (anche attenuati) e di comportamenti di abuso verso il cibo, specialmente in alcune fasi come l'adolescenza, potrebbe avere un effetto preventivo sull'insorgenza di alcune forme di obesità al pari di quanto si verifica per lo sviluppo di alcune forme tossicodipendenza".

Ne hanno parlato:
Tirreno.it
Ansa.it Scienza e Medicina

SecoloXIX.it
Ilmessaggero.it Salute
Nazione.it
Il Tirreno Pisa/1
Il Tirreno Pisa/2
Virgilio.it Notizie
QuotidianoSanità.it
IlFarmacistaonline.it
Federfarma.it
Intoscana.it
PisaInformaFlash.it
PisaToday.it
GoNews.it
NovedaFirenze.it

Radio FlagRadioeco, la radio degli studenti dell'Università di Pisa, attraverso il format Déjà la nuit ottiene un premio radiofonico internazionale.

Il social network RadioFlag, che riunisce e mette in comunicazione le maggiori college radio del mondo, ha insignito Déjà la nuit come "Best music show" all'interno dei "Radio Star Awards – Fall Edition 2013".

La piattaforma Radioflag, creata da studenti di Newport (California), permette a dj, speaker e ascoltatori di ogni angolo del globo di interagire in diretta, attraverso un sistema integrato di ascolto on-air delle singole stazioni e twitting (scrittura di brevi messaggi).

Ogni stagione RadioFlag premia le migliori emittenti, e anche i migliori artisti che sono stati segnalati dalle stazioni radiofoniche. Nel board dei giudici sono presenti professionisti del settore radiofonico, redattori di Radiostar Blog e i curatori di RadioFlag.
 

dejalanuitI format vincitori sono scelti in base all'abilità nel far crescere il loro pubblico, nel mantenere il contatto con ascoltatori, oltre all'attenzione per la qualità del suono e per la ricerca di nuova musica e di artisti emergenti, contribuendo così alla creazione di un format innovativo dai contenuti originali.

Il premio per la stagione autunno 2013 è stato assegnato a Déjà la nuit e a Radioeco, insieme a WBGU 88.1FM (Bowling Green, Ohio), CIUT 89 FM (Toronto, Canada), WXUT 88.3FM (Toledo, Ohio).

dejalanuit_giuliaflavioDéjà la nuit è un format musicale condotto da Giuseppe F. Pagano e Giulia Marchetti, una realtà consolidata nel palinsesto della radio d'ateneo di Pisa in quanto giunge quest'anno alla sua terza stagione di programmazione. La sua particolarità è di mettere insieme un sound notturno con una propensione alla ricerca sonora, saltando gli steccati di genere. Già nel 2013 un articolo sull'Huffington Post Italia l'aveva menzionato tra i migliori format presenti sulle web radio italiane. L'indirizzo musicale di Déjà la nuit rispecchia un'attenzione che l'intera emittente Radioeco coltiva sin dalla nascita nei confronti del mercato musicale emergente, così da favorire un ascolto consapevole e libero.

Per la radio dell'Università di Pisa il premio di RadioFlag costituisce un riconoscimento internazionale che s'inserisce in un percorso "globale" che da due edizioni trova compimento nella partecipazione di Radioeco al World Radio College Day, una staffetta radiofonica di 24 ore che nell'ultima edizione ha coinvolto ben 700 emittenti universitarie in 43 diversi paesi.

Link utili:
Pagina fan Radioeco: https://www.facebook.com/Radioeco
Pagina fan Déjà la nuit: https://www.facebook.com/DejaLaNuit
Link ai podcast di Déjà la nuit: http://radioeco.it/programmi-e-podcast/33/



 

Mercoledì, 22 Gennaio 2014 09:54

Mappatura del genoma del girasole

gruppo_ricerca_UNIPIUn team internazionale di ricercatori sta lavorando alla mappatura del genoma del girasole e uno dei contributi fondamentali per arrivare al traguardo è arrivato dall'Università di Pisa grazie a Lucia Natali, ricercatrice del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali che ha coordinato il gruppo di genetica molecolare. Lo studio, i cui risultati sono stati recentemente pubblicati sulla rivista internazionale "BMC Genomics", è stato condotto in collaborazione con i ricercatori dell'Università della British Columbia di Vancouver, della Università del Colorado e dell'Istituto di Genomica Applicata di Udine e ha permesso di produrre un database di sequenze ripetute (SUNREP) che sarà utilizzato per decifrare la sequenza del genoma di girasole, una volta che questa sarà completata dal consorzio internazionale guidato dal professore Loren Rieseberg della Università canadese della British Columbia.

"Il girasole ha un genoma molto grande, stimato in 3,3 miliardi di nucleotidi poco più grande di quello dell'uomo – ha spiegato Lucia Natali – e le nostre analisi, hanno dimostrato che oltre l'80% del genoma di questa specie (oltre 2,5 miliardi di nucleotidi) è costituito da decine di migliaia di copie di sequenze che hanno una origine comune ai retrovirus e che si sono accumulate nel corso dell'evoluzione".

Il sequenziamento dei genomi delle piante coltivate è importante perché consente di decifrare i meccanismi che ne regolano lo sviluppo e la produttività. Per il girasole, i tratti genetici più utili da decifrare sono il contenuto in olio del seme, i meccanismi che regolano la fioritura e la dormienza dei semi, la produzione di biomassa e la resistenza a malattie e a carenza idrica.

In particolare il gruppo pisano, che ha condotto lo studio nell'ambito di un progetto di ricerca di interesse nazionale finanziato dal MIUR e coordinato dalla stessa Lucia Natali, ha utilizzato delle tecniche innovative di sequenziamento di DNA e di RNA ad elevato parallelismo (Next Generation Sequencing) che permettono di ottenere rapidamente un altissimo numero di sequenze a costi relativamente bassi e offrono un mezzo estremamente potente per affrontare l'analisi dei genomi e del loro funzionamento.

Ne hanno parlato:
AdnKronos
Panorama.it
Tirreno.it
Focus.it
StampToscana.it
Agronotizie
VillaggioGlobale
QuotidianoLibero.it (AdnKronos)
YahooNotizie (AdnKronos)
PisaInformaFlash
PaginaQ.it
AgricolturaNews
AgricolturaOggi
ControCampus.it
PianetaUniversitario.it
Politicaecologia.it
GoNews.it
TeatroNaturale.it
GreenReport.it
TiscaliNotizie.it
WallStreetItalia

Martedì, 21 Gennaio 2014 08:56

Giornata della Memoria 2014

giorna_memoria__2014Il 22 gennaio l'Università di Pisa ha dato il via agli appuntamenti cittadini dedicati alla Giornata della Memoria con l'incontro "Figure della Memoria, Momenti della Storia" organizzato insieme al Centro Interdipartimentale di Studi Ebraici (Cise). Oggi, in occasione della Giornata della Memoria, pubblichiamo un intervento della professoressa Maria Antonella Galanti, prorettore per i Rapporti con il Territorio dell'Ateneo, che è stata una delle promotrici dell'iniziativa del 22.

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Il 27 gennaio 1945 fu il giorno della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz. Le immagini dei pochi superstiti, dei luoghi e degli strumenti di tortura e di morte hanno fatto il giro del mondo e non ci sarebbe bisogno di celebrare una giornata della memoria per ricordarcele. Sono impresse nella nostra mente, sono parte integrante del nostro immaginario e ci hanno commosso o generato raccapriccio molte volte, nel corso del tempo, indelebili metafore di ogni insensatezza umana. Sono immagini terribili perché testimoniano l'esistenza, negli esseri umani, anche di una tensione a distruggere e a misurare il proprio valore in termini di rapporti di forza e di potere attraverso la sopraffazione ai danni di chi si trovi in condizione di maggiore fragilità sociale o debolezza contrattuale.

Non servirebbe a niente, perciò, questa giornata, se la intendessimo come una sorta di rituale risarcimento morale nei confronti degli ebrei e insieme a loro di tutte quelle comunità o insiemi di persone che sono state oggetto della violenza nazista, fino allo sterminio di massa: i dissidenti politici comunisti, socialisti e social-democratici, le persone omosessuali, i Rom, i malati psichici, i soggetti con disabilità e gli appartenenti, in generale, a religioni diverse da quella cattolica. Si tratta, invece, di conservare memoria e consapevolezza della storia che coinvolge noi tutti, cioè di ciò che è stato possibile accadesse in Europa, nello spazio nero delle dittature che collega i due profondi abissi delle guerre mondiali.

Memoria e oblio sono due esperienze strettamente intrecciate. È l'oblio che rende possibile la memoria come strumento vivo e attivo di lettura del presente e di progettualità rispetto al futuro. È l'oblio, cioè, che mettendo in ombra il resto permette di dirigere la luce sulla specifica esperienza che in una determinata circostanza si vuole rendere attuale. Non per farne testimonianza di un passato ibernato nella distanza storica, ma per rendere quel passato metafora viva del presente, capace di lasciare emergere il filo di paura e di speranza progettuale che lega l'ieri all'oggi ed entrambi al futuro.

I campi di concentramento possono apparire, a un primo sguardo, un'esperienza lontana nel tempo, ma altrettanto non si può dire, purtroppo, dell'idea che li sorreggeva e che rappresenta un pericolo sempre attuale. Un pericolo subdolo, strisciante, spesso invisibile: l'omologazione degli individui gli uni agli altri, l'eliminazione di ogni differenza così da rendere le persone passivo oggetto di controllo e di dominio. Oggi assistiamo, infatti, all'emergere di nuovi razzismi, non di rado suffragati da riedizioni di semplificanti riduzionismi di tipo biologico, mentre l'enfatizzazione della dimensione tecnica rischia di trasformarla in fine delle nostre scelte anziché in mezzo per migliorare la qualità delle relazioni umane e in generale della nostra vita.

Maria Antonella Galanti

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