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Mercoledì, 08 Gennaio 2014 09:50

La Regione punta sulla Cittadella Galileiana

La CittadellaLa Regione sosterrà concretamente la realizzazione della Cittadella Galileiana a Pisa. Lo ha assicurato il presidente Enrico Rossi, al termine di un incontro che ha avuto martedì 7 gennaio nel suo ufficio di Firenze con il sindaco Marco Filippeschi (accompagnato dall'assessore Maria Luisa Chiofalo e dall'architetto Roberto Pasqualetti, progettista e direttore dei lavori) e con il rettore dell'Università Massimo Mario Augello.

Mentre nel centro città sono i corso i lavori previsti dai due progetti Piuss dedicati (il recupero delle aree del vecchio macello e delle "stallette"), Comune e Università lavorano a un piano di gestione degli spazi, che saranno dedicati ad attività di ricerca, di start up di impresa e di divulgazione scientifica. Il tutto per dare vita a un parco incastonato nel cuore della città, luogo di animazione e di "atmosfera scientifica". Si è partiti, hanno spiegato gli amministratori al presidente Rossi, da una ricognizione a tutto campo sulle identità dei parchi scientifici e tecnologici esistenti per poter disegnare così in maniera originale lo spazio pisano e mettere a punto un progetto sostenibile.

"Stipuleremo un protocollo di intesa – ha detto il presidente Rossi – e prenderemo impegni finanziari precisi rapidamente, perchè il progetto vada in porto e sia possibile presentarci con risultati concreti nel corso del 2014, anno galileiano".

Il rettore Augello ha ricordato "l'iter avviato tempo fa insieme al Comune, con cui abbiamo una sintonia tale che ha convinto il governatore, cui siamo grati. Rossi ha dimostrato una disponibilità forte che fa compiere un salto di qualità a Pisa. L'Università farà la sua parte per arricchire il concetto di 'Cittadella galileiana' ben oltre i Vecchi Macelli: potenzieremo il sistema museale d'Ateneo e investiremo sull'Orto Botanico, che è il più antico d'Europa".

"La 'Cittadella Galileiana' è un motore importantissimo per promuovere le scienze e per creare nuovo turismo, specialmente giovane – ha detto il sindaco Filippeschi - tutto questo è nella vocazione e negli interessi di Pisa e avverrà a poche centinaia di metri dalla Torre. Inoltre, questo progetto sarà un volano per il Parco della Cittadella, uno spazio d'importanza cruciale nel master plan del Piuss progettato da David Chipperfield, che il Comune ha acquistato dallo Stato per valorizzarlo e toglierlo all'abbandono". "Ciò – ha concluso Filippeschi – deve essere visto insieme al Museo delle Antiche Navi di Pisa, che il Mibac è impegnato a realizzare, e ai recuperi, già compresi nel Piuss, dell'Arsenale Repubblicano e della Torre Guelfa dato che pure gli spazi per le imprese innovative, che porteranno lavoro e risorse per la gestione del complesso, sono una tessera decisiva del mosaico. Con il contributo essenziale della Regione e con una collaborazione di grande valore e prospettiva tra Comune e Università, si disegna concretamente il futuro della nostra città".

Mercoledì, 08 Gennaio 2014 09:54

«Vieni a fare un'impresa high-tech!»

locandina Vieni a fare un'impresa hi-tech"Vieni a fare un'impresa high tech" è l'invito che le istituzioni del sistema universitario e della ricerca pisano (Università di Pisa, Scuola Superiore Sant'Anna, Scuola Normale Superiore, Area della ricerca Cnr) rivolgono a studenti, dottorandi, assegnisti, ricercatori, docenti: per venerdì 10 gennaio, al Polo Carmignani in piazza dei Cavalieri a Pisa, con inizio alle ore 9.30, è infatti prevista la giornata informativa sui percorsi da intraprendere per chiunque voglia tentare (con successo) la strada della creazione d'impresa puntando sul settore high-tech.

La singolarità di questa iniziativa è data anche dal fatto che saranno possibili colloqui individuali per presentare e per valutare, real time, le idee che i partecipanti vorranno presentare e che sottoporranno all'attenzione di possibili finanziatori. Il pubblico sarà parte attiva di questa giornata e non si limiterà ad ascoltare le presentazioni, ma potrà interagire con i rappresentanti del mondo universitario e della ricerca. L'incontro servirà inoltre a presentare due iniziative, "Seed Lab" e "Intel Business Challenge", altrettante competizioni d'impresa che si pongono l'obiettivo ambizioso di selezionare le idee e le relative tecnologie che, da ora a cinque anni, potranno contribuire a rivoluzionare il mondo e che si propongono di accompagnarle con un percorso di finanziamento e di creazione d'impresa.

Per chiunque abbia un'idea high tech, il primo passo per concretizzarla consiste nel partecipare a questa giornata. Il sistema universitario e della ricerca pisano si pone ai vertici delle classifiche nazionali per numero di brevetti e di aziende innovative create, grazie alla presenza di istituzioni di riconosciuta eccellenza che rendono il "terreno" particolarmente fertile e adatto alla nascita, con tutte le "cure", di nuove aziende nel settore high tech, uno di quelli che affronta con successo la lunga crisi e che, anzi, ne può rappresentare una delle vie di uscita.

Il programma della giornata prevede gli interventi di Andrea Piccaluga, Delegato al trasferimento tecnologico della Scuola Superiore Sant'Anna; di Paolo Ferragina, Prorettore per la ricerca applicata e l'innovazione dell'Università di Pisa; di Stefano Marmi, Delegato al trasferimento tecnologico della Scuola Normale Superiore; di Domenico Laforenza, Presidente dell'Area della ricerca Cnr di Pisa. Seguiranno le domande di approfondimento e i colloqui individuali.

foto-asteriti-cangiano-in-laboratorioLo studio di un gruppo di ricercatori dell'Università di Pisa getta una nuova luce sull'interazione tra "coni" e "bastoncelli", ossia i fotorecettori della retina che servono per la visione diurna e notturna. La ricerca, che è stata appena pubblicata sulla rivista eLife edita dal premio Nobel 2013 per la fisiologia Randy Schekman, è stata realizzata da Sabrina Asteriti e Lorenzo Cangiano (nella foto), del dipartimento di Ricerca Traslazionale e delle Nuove Tecnologie in Medicina e Chirurgia, in collaborazione con Claudia Gargini del dipartimento di Farmacia.

"Abbiamo dimostrato – spiega Lorenzo Cangiano - che i piccoli "pori" che mettono in comunicazione diretta i "bastoncelli" e i "coni" determinano anche un trasferimento di funzionalità fra questi due tipi di cellule. La scoperta di questi meccanismi fisiologici potrà aiutare a curare alcune malattie dell'occhio come ad esempio la retinite pigmentosa, e più in generale le varie patologie che coinvolgono i fotorecettori, dal momento che gli stessi pori permettono il passaggio di molecole fondamentali per la funzione cellulare".

I bastoncelli ed i coni sono infatti due tipi di cellule fotosensibili che ci consentono di vedere in condizioni di luce molto diverse, dal sole di mezzogiorno al buio della notte. Nello specifico, i bastoncelli rispondono a luci deboli consentendo solo una visione in scala di grigi, i coni, invece, per funzionare hanno bisogno di una luce più intensa e ci permettono di distinguere i colori.

"Benché si sapesse già che i pori possono aprirsi o chiudersi al variare della luce ambientale, del ritmo sonno-veglia e di altri segnali biochimici, la loro importanza per la visione sinora non era ancora nota – ha aggiunto Lorenzo Cangiano – il nostro studio quindi, oltre ad aprire la strada per nuove cure, può aiutare a spiegare anche alcuni meccanismi del tutto naturali, come la capacità di vedere in condizioni di luce intermedia, come ad esempio al crepuscolo".

La rivista eLife che ha pubblicato l'articolo dei ricercatori pisani nasce da una joint venture di tre prestigiosi enti di finanziamento: la tedesca Max Planck Society, l'inglese Wellcome Trust e l'americano Howard Hughes Medical Institute. La nuova rivista si pone l'obiettivo di facilitare la disseminazione di scoperte importanti nelle scienze della vita attraverso un processo editoriale selettivo ma rapido e trasparente, offrendo a tutti la libera consultazione degli articoli.

Ne hanno parlato:
Repubblica.it
QuotidianoSanità.it
Il Tirreno Pisa
ANSA Scienza e medicina
AGI - Agenzia Giornalistica Italia
ASCA - Agenzia stampa quotidiana nazionale
Tirreno.it
NovedaFirenze.it

InToscana.it
GoNews.it
PisaNews.net
YahooNotizie
PisaInformaFlash.it
PisaToday.it
Newsit24.it
ControCampus.it

PianetaUniversitario.it

Martedì, 07 Gennaio 2014 11:48

Aperte le candidature per i Y8 e Y20 Summits

Anche quest'anno la Young Ambassadors Society, in collaborazione con il Governo italiano e il Ministero degli Affari Esteri, sta reclutando le delegazioni giovanili italiane che prenderanno parte agli eventi giovanili ufficiali paralleli ai G8/G20 di Russia e Australia.

Lo svolgimento dei Summit avviene in maniera speculare a quello dei veri G8/G20, prevede le stesse modalità procedurali, così come la produzione di un Final Communiqueè che rappresenta la posizione dei giovani riguardo i temi in agenda dei leader globali e che viene consegnato ai capi di Stato del G8/G20.

Gli eventi

Y8 MoscowA Mosca, dal 14 al 17 maggio 2014, si svolgerà l'evento giovanile ufficiale parallelo al G8.

Quattro i grandi temi che verranno discussi:

1. Sicurezza internazionale (comprese le questioni in materia di antiterrorismo, le droghe illegali, ecc)
2. Cooperazione allo sviluppo internazionale (comprese le questioni sulla salute, la lotta contro l'HIV / AIDS e le nuove malattie infettive, la sicurezza alimentare, l'istruzione, i MDGs )
3. La sicurezza energetica e il cambiamento climatico
4. Sicurezza delle informazioni e la loro disponibilità

YAS è alla ricerca di cinque studenti di talento o giovani professionisti che rappresenteranno l'Italia all'Y8.

Scadenza per inviare la propria application all'Y8 Russia: 15 gennaio 2014.


Y20 SidneyA Sidney, dal 12 al 15 luglio 2014 avrà luogo l'Y20: il vertice internazionale che ospiterà 120 giovani delegati provenienti dai paesi membri del G20.

La visione del Y20 per il 2014 è duplice, influenzare il presente e plasmare il futuro. Temi chiave di quest'anno sono:

1. Crescita e la creazione posti di lavoro
2. Cittadinanza globale
3. Sviluppo sostenibile

YAS sta reclutando cinque brillanti studenti o professionisti che rappresenteranno il proprio Paese al Summit Y20. Il governo australiano coprirà tutti i costi del Summit. Ogni delegato sarà responsabile per le proprie spese di trasposto da / per Sidney (costi di transito e assicurazione di viaggio).

Scadenza per inviare la propria application all'Y20 Australia 15 gennaio 2014.


Requisiti

• età compresa tra 18 e 30 anni
• ottima conoscenza della lingua inglese
• valido documento di viaggio

Vai sul sito www.youngambassadorssociety.org, diventa Socio YAS e invia la tua application.

Martedì, 07 Gennaio 2014 09:16

È scomparso il professor Piero Villaggio

Piero VillaggioIl 4 gennaio scorso è scomparso Piero Villaggio, professore emerito di Scienza delle costruzioni all'Università di Pisa e Accademico dei Lincei. I colleghi e gli allievi lo ricordano per il suo amore per la scienza, la sua dedizione al lavoro e la sua rettitudine, che sono stati, e saranno, un esempio per tutti.

La cerimonia funebre avrà luogo martedì 7 gennaio, alle ore 11.45, presso la Chiesa di Santa Teresa di Albaro (Genova). La salma sarà tumulata presso il cimitero monumentale di Staglieno (Genova).

Piero Villaggio si era laureato all'Università di Genova, dove discusse la laurea in Ingegneria civile nel 1957, affiancando una parallela attività di ricerca in matematica applicata sotto la guida del matematico Guido Stampacchia. È stato professore ordinario di Scienza delle costruzioni presso la facoltà di Ingegneria dell'Università di Pisa dal 1966, presso la quale fu poi nominato professore emerito. Dal 1982 ha tenuto regolarmente un corso di Equazioni differenziali della Fisica matematica, prima nell'ambito del locale dottorato di ricerca in Ingegneria delle Strutture, poi della Scuola di dottorato in Ingegneria "Leonardo da Vinci". Per anni ha tenuto un corso di Meccanica dei Continui nell'ambito dei corsi di specializzazione della Scuola Normale Superiore. Dal 2000 ha insegnato Calcolo delle Variazioni per il corso di laurea in Ingegneria Aerospaziale. Era membro dell'Accademia dei Lincei dal 1998 e da moltissimi anni socio del Club Alpino Accademico.

Piero Villaggio è stato visiting professor presso la Johns Hopkins University di Baltimora, la Herriot-Watt University di Edimburgo e, più volte, presso la Minnesota University di Minneapolis. Membro del comitato di redazione di diverse riviste internazionali come Meccanica, Journal of Elasticity, Mathematics and Mechanics of Solids, ha lasciato oltre 100 pubblicazioni, la maggior parte delle quali nelle riviste più note del settore. Sotto pressione di Luigi Arialdo Radicati di Brozolo, curò il commento storico-critico dell'opera meccanica di Johann Bernoulli, della quale era editore, col patrocinio del governo svizzero e della casa editrice Birkhauser. Da molti anni era ritenuto uno dei maggiori esperti internazionali di teoria classica dell'elasticità.

Piero Villaggio ha avuto al suo attivo anche una vasta attività divulgativa, tra l'altro sviluppando una propria visione del modello di conoscenza di tipo scientifico-matematico. I suoi studi sono testimoniati dalle numerose pubblicazioni grazie alle quali è divenuto molto noto a livello internazionale.



 

Ben 18 interventi prescritti con carattere di urgenza, più diversi altri come misure di miglioramento sismico, da potersi programmare in un piano di lavori a più lungo termine. Sono queste le conclusioni cui è giunto lo studio sulla sicurezza statica e l'analisi della vulnerabilità sismica del Palazzo della Sapienza, presentati a Roma ai ministri per i Beni e le Attività Culturali, Massimo Bray, e dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Maria Chiara Carrozza, alla presenza del rettore Massimo Augello, dell'assessore Dario Danti, della professoressa Chiara Frugoni e di dirigenti e funzionari del MIBACT e dell'Ateneo.

Le conclusioni dei due periti – il professor Walter Salvatore dell'Ateneo pisano e l'ingegner Paolo Iannelli del MIBACT – segnalano innanzitutto una serie di interventi necessari per far fronte a criticità "la cui risoluzione è da ritenersi urgente, in quanto più strettamente connesse alla pubblica incolumità", e dunque alla stessa sicurezza della struttura. Questi interventi riguardano le diverse parti dell'edificio, dai solai alle volte fino alla copertura del porticato, al sottotetto e alle stesse fondazioni del Palazzo.

Per quanto riguarda le misure urgenti nella zona che ospita la Biblioteca Universitaria, oltre a interventi specifici sulle scaffalature, la perizia indica in "oltre il 30% del totale (che ammonta a circa 10.000 metri lineari di scaffali attualmente presenti) il materiale librario da rimuovere", posto soprattutto al secondo livello dei soppalchi metallici e nelle zone centrali di alcune sale. In questi spazi si prescrive il divieto di apporre alcun nuovo carico. "Nelle sale destinate a deposito librario – continua lo studio – i carichi, dopo la suddetta rimozione, non potranno essere in alcun modo incrementati nel futuro; nel resto delle sale (ad esempio, sala lettura/ingresso, uffici e così via) il sovraccarico complessivo massimo non deve in ogni caso superare i 300 chilogrammi per metro quadrato".

Si sottolinea che durante l'incontro della scorsa settimana, le istituzioni coinvolte hanno preso atto che lo spostamento dei volumi della Biblioteca risulta prioritario e preliminare all'avvio dei lavori di messa in sicurezza e sistemazione dell'intero complesso della Sapienza.

Per quanto riguarda gli altri locali, la perizia prescrive di provvedere al consolidamento dei solai in alcune sale al primo e al secondo piano. In varie parti del Palazzo dovranno essere eseguite opere di consolidamento delle strutture: solai, sistemi di copertura, porticati, volte del loggiato e dell'Aula Magna Nuova e così via. Andrà inoltre predisposto un sistema di regimentazione e smaltimento delle acque piovane dal cortile ed effettuata una manutenzione straordinaria del manto di copertura e del sistema di raccolta delle stesse acque. Lo studio evidenzia infine la necessità di installare "un sistema di monitoraggio topografico per la misura dei movimenti delle diverse porzioni del corpo di fabbrica e il mantenimento del sistema di monitoraggio continuo del quadro fessurativo".

Nella riunione al MIBACT è stato inoltre concordato l'insediamento di una nuova Commissione tecnica per pianificare e portare a termine, entro il mese di maggio 2014, il completamento dei lavori di adeguamento strutturale e funzionale del compendio di San Matteo, sede aggiuntiva della Biblioteca Universitaria. Le ulteriori determinazioni e le necessarie risorse economiche per l'intero Palazzo della Sapienza saranno individuate dalle istituzioni interessate.

Lunedì, 23 Dicembre 2013 15:49

L’Università di Pisa ottiene l’ECTS Label

ects labelL'Università di Pisa ha ottenuto dalla Commissione europea l'ECTS Label, il marchio che certifica la corretta applicazione del Sistema europeo di trasferimento dei crediti (ECTS - European Credit Transfer System) in tutti i corsi di studio di primo e secondo livello. Per l'Ateneo pisano è un prestigioso riconoscimento che accredita l'istituzione come partner trasparente e affidabile nella cooperazione europea e internazionale. Quest'anno sono due in Italia le università ad aver ottenuto il marchio, Pisa e Perugia.

Per ottenere il marchio l'Università di Pisa ha dovuto rispettare alcuni criteri, tra cui la pubblicazione on line di un ECTS Course Catalogue interamente in inglese, con la descrizione dettagliata dei corsi di studio – dai corsi di laurea, ai dottorati, fino ai master – e informazioni sulle strutture e sui servizi.

«Desidero manifestare a tutti i presidenti dei corsi di laurea e ai docenti dell'Ateneo la mia riconoscenza per il fondamentale contributo dato per il raggiungimento di questo difficile traguardo – ha commentato la professoressa Alessandra Guidi, prorettore per l'Internazionalizzazione - Il lavoro e l'impegno necessari per la sua realizzazione sono stati decisamente elevati ma, adesso, possiamo vantarci di un risultato importantissimo e concreto che ci inserisce nella lista degli Atenei accreditati in ambito europeo e internazionale. Sono veramente felice di vedere premiati così la fatica, la serietà e la cura con la quale ci siamo dedicati a questo progetto per buona parte dell'intero anno».

Ne hanno parlato: 
Tirreno Pisa 
Stamp Toscana
TirrenoPisa.it 
Pisa Today 

Lunedì, 23 Dicembre 2013 14:47

«Pisa nell'anima»

Raccontare Pisa fuori dallo schematismo delle guide o dall'erudizione dei saggi, con ventitré interviste e ritratti fotografici a figure che rappresentano bene una delle caratteristiche fondamentali della città. È questo l'obiettivo a cui mira il volume Pisa nell'anima, di Cristina Barsantini, con fotografie di Nicola Ughi, edito da ETS.
Dai ricordi legati ai luoghi d'infanzia, fino ai problemi e alle novità che la città attraversa e affronta, il libro offre una rosa di punti di vista – provocati anche da piccole incursioni di due aiutanti speciali, Dante e Leopardi – per conoscere Pisa attraverso i vissuti, i sapori, le delusioni e le speranze che emergono da ventitré storie diverse. Proponiamo di seguito l'intervista fatta al rettore Massimo Augello, con le foto di Nicola Ughi.

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AugelloRettore Augello, una breve descrizione di Pisa
Da Virgilio a Petrarca, da Leopardi a Dickens, fino a Pasolini: sono tantissimi i viaggiatori e i grandtourists illustri che hanno lasciato belle descrizioni di Pisa. Io sono particolarmente legato a quella di Lord Byron che riporta una conversazione con Shelley: "Fermati sul ponte di marmo, posa lo sguardo, se non sei abbagliato, sul fiume che risplende quasi fosse infuocato; segui poi la curva aggraziata dei palazzi sul lungarno, fin dove l'arco ha come perno quella massiccia torre adibita a prigione (erroneamente detta di Ugolino), che spicca, come in rilievo, e dimmi se c'è niente che possa superare un tramonto di Pisa".

Un luogo, una strada, un monumento a cui è particolarmente legato e perché
Voglio innanzitutto ricordare il Palazzo della Sapienza, che per molti anni è stato sede dei miei studi e delle mie ricerche. La sua chiusura ha aperto una ferita profonda per l'Ateneo e per l'intera città; una ferita che sento viva anche sul piano personale, perché mi colpisce come studioso prima che come rettore.
Mi fa piacere citare inoltre piazza Giusti, in cui ho abitato per diverso tempo da studente e da giovane che si affacciava alla carriera universitaria: in quegli anni era il centro di un quartiere a sé, quasi fuori dal resto della città, con una sua forte identità e una sua peculiare vita sociale.

Un angolo nascosto o poco valorizzato
Forse lo conoscono in pochi, ma il cortile sul retro di Palazzo alla Giornata rappresenta uno degli angoli medievali più affascinanti di Pisa, seppure fortemente segnato dal tempo. Oltre alle vestigia di nobili case torri e quelle dell'antica Chiesa di San Biagio alle Catene, in questo luogo si può ammirare la torre detta "dei Lanfreducci" in tutta la sua elegante potenza. Magnifico è lo stesso Palazzo alla Giornata, uno degli esempi più rappresentativi dell'edilizia signorile cinque-seicentesca della città.

Un capolavoro
Pisa è piena di capolavori, che spaziano da piazza dei Miracoli ad angoli meno noti della città, fino a "perle" situate nel territorio fuori le mura, quali la Basilica di San Piero a Grado e la Certosa di Calci.
Per rimanere a piazza dei Miracoli mi ha sempre colpito il fascino dell'antico Camposanto, non solo per l'atmosfera di malinconica pace che vi si respira, ma anche per il ruolo avuto nei secoli di antico famedio cittadino, quando vi furono eretti numerosi sepolcri di celebri docenti dell'Ateneo, a partire da quello del medico trecentesco Ligo Ammannati. La drammatica distruzione subita durante l'ultimo evento bellico ci induce poi, superando ogni distanza temporale, a una profonda meditazione sul dovere che ogni generazione ha di trasmettere il patrimonio culturale del passato alle generazioni future.

Nel XXXIII Canto dell'Inferno Dante scrisse:
"Ahi Pisa, vituperio delle genti
del bel paese là dove 'l sì sona,
poi che i vicini a te punir son lenti,
muovasi la Capraia e la Gorgona,
e faccian siepe ad Arno in su la foce.
sì ch'elli annieghi in te ogni persona!..."
Quanto c'è di vero e cosa ci portiamo dietro di questa invettiva?
A mio parere, si tratta di versi abusati, di un "luogo comune", che finisce per provocare un certo fastidio in ogni pisano. Allora preferisco cavarmela con un sorrisino di circostanza...

Un sapore che associa a Pisa
Come non ricordare la cecina e la pizza alla pisana del "Montino", un luogo che ho frequentato spesso da studente e a cui mi capita ancor oggi di rivolgermi quando consumo un pranzo frugale al Rettorato continuando a lavorare con i miei collaboratori.

Un sogno che vorrebbe vedere realizzato a Pisa
Se la vocazione più propria di Pisa è di essere città della cultura e della ricerca, come sono convinto, vorrei veder realizzato presto, nell'area dei Vecchi Macelli, il progetto della Cittadella Galileiana, a cui stiamo lavorando con grande impegno insieme all'amministrazione comunale. Mi piacerebbe inoltre che questa sede diventasse parte essenziale di un sistema integrato dei musei pisani, per invogliare sempre più i turisti a non limitarsi alla sola visita della Torre, ma a "godere" delle tante bellezze scientifiche, storiche e artistiche di cui questa città è ricca.

Da cosa si riconosce un "pisano doc"?
In genere, un "pisano doc" di fronte a un problema o a un impegno particolarmente gravoso, sbotta in una delle classiche espressioni pessimistiche: "è un lavorone!", oppure "è un momentaccio!". Subito dopo, però, si dedica a risolvere la questione.

Il più bel ricordo legato a questa città
Quando si passa gran parte del proprio percorso in un luogo, è difficile estrapolare un episodio o un ricordo particolare. In realtà, tutta la mia vita è intimamente legata a Pisa: le vicende personali, familiari e professionali; le emozioni, con gioie e dispiaceri; le vittorie e le sconfitte; ciò che sono riuscito a costruire in anni di lavoro, passione e sacrificio...

LungarnoLeopardi ha scritto: "l'aspetto di Pisa mi piace assai più di quello di Firenze. Questo lungarno è uno spettacolo così bello, così ampio, così magnifico, così ridente che innamora (...) e non so se in tutta Europa si trovino vedute di questa sorta". Cosa ne pensa e cosa rappresenta il fiume per lei, come corso d'acqua a differenza del mare, e cosa le evoca?
L'Arno è specchio e memoria di Pisa, perché lungo il suo corso si è dipanata la storia cittadina fin dalle origini. Oggi è elemento di riferimento insostituibile della vita quotidiana, già a partire dal rimando spaziale di essere "al di qua" o "al di là" d'Arno.
Su un piano scientifico, il ruolo decisivo dell'Arno è stato splendidamente testimoniato e discusso in tutta la sua complessità economica, culturale e umana nella splendida mostra "Pisa e il Mediterraneo", curata dieci anni fa da Marco Tangheroni, uno dei più apprezzati medievisti italiani e un compianto collega dell'Ateneo.

Dall'Università di Pisa escono da sempre personaggi di grande spessore, esserne Rettore cosa rappresenta per lei?
Ricoprire una carica così importante, rappresentando circa 3.000 tra docenti, amministrativi e tecnici e una popolazione di oltre 50.000 studenti, è insieme un grande onore e una grande responsabilità.
Un onore perché l'Università di Pisa è tra le più antiche in Europa, vantando una storia plurisecolare di assoluto prestigio. Oggi è la principale istituzione universitaria della Toscana ed è giudicata tra le migliori in Italia dai più autorevoli ranking internazionali; ha docenti, scuole e settori disciplinari di riconosciuta eccellenza internazionale. Costituisce inoltre una comunità di persone dinamiche e altamente motivate, che affrontano le sfide della quotidianità con competenza, entusiasmo e passione. Con uno slogan, potrei sintetizzare che a Pisa la tradizione si coniuga perfettamente con l'innovazione.
D'altro canto, è anche una responsabilità, perché, riprendendo un'espressione che ho già utilizzato in precedenza, dobbiamo dimostrarci capaci di "custodire" per le future generazioni l'immenso patrimonio culturale ed economico che ci è stato affidato; un patrimonio da salvaguardare, valorizzare e trasmettere a chi verrà dopo di noi.

Come è cambiata, se è cambiata, l'Università da quando lei è approdato nella nostra città?
Solo considerando gli ultimi anni, le università italiane hanno conosciuto modifiche radicali nei loro assetti statutari e organizzativi, simboleggiate dalla sparizione delle facoltà, le strutture con cui da secoli esse stesse si identificavano.
L'università attuale è dunque molto diversa da quella che io ho conosciuto come studente, più di 40 anni fa. A volte i cambiamenti sono avvenuti sulla base di un serio disegno riformatore o sotto la spinta di lotte civili per rendere più democratiche e aperte le nostre istituzioni, più spesso per impulso di esigenze contingenti e di interventi legislativi frammentari e non di rado contraddittori.
Guardando al passato con uno sguardo d'insieme, si può concludere che l'università è molto cambiata nel tempo attraverso un processo lento e profondo, che ha seguito nel bene e nel male l'evoluzione della società.

L'Università si coniuga bene con la città? I pisani sono consapevoli, a suo parere, dell'eccellenza che rappresenta in Italia e nel mondo?
Non sempre i cittadini pisani sono consapevoli dell'enorme potenziale di ricchezza rappresentato dall'Ateneo, finendo piuttosto per accentuare gli aspetti negativi che inevitabilmente si creano nella convivenza tra residenti e studenti. Del resto, anche molti docenti tornano dalle missioni all'estero sorpresi per l'interesse e l'ammirazione che l'Università di Pisa suscita nel mondo.
Per quanto riguarda la prima parte della domanda, negli ultimi anni abbiamo fatto grandi passi in avanti sia nella collaborazione con l'amministrazione comunale, che nell'integrazione tra città e Università. Lo testimoniano, per esempio, il ruolo dell'Ateneo come principale industria del territorio e motore di sviluppo dell'economia locale, il suo contributo essenziale nell'ambito dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana ai fini dell'assistenza sanitaria, la sua centralità nei campi della cultura, della ricerca e dell'innovazione. Un capitolo a parte merita, inoltre, la valorizzazione del patrimonio edilizio, settore all'interno del quale stiamo operando in stretta sinergia con il Comune per ridisegnare il volto della Pisa futura, in particolare per quanto riguarda il centro storico.

Esprima istintivamente una parola con la quale identifica la città, come se fosse un sinonimo
Rispondo citando un aneddoto: quando mi sono candidato alla carica di rettore, nel 2010, ho sentito l'esigenza forte di rivolgermi non solo alla comunità universitaria pisana, ma anche all'intera città. Da qui è nata l'idea, insieme all'amico Davide Guadagni, di una lettera aperta il cui testo iniziava con le parole "Cara Pisa".
Ecco, ancora oggi mi sento di sintetizzare ciò che questa città ha rappresentato e rappresenta per me con le stesse due parole utilizzate allora: "Cara Pisa".

Antonio_PossentiNell'anno internazionale della cooperazione per l'acqua, sabato 21 dicembre alle 12,00 il Museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi in lungarno Galilei a Pisa inaugura la mostra "Dolce Acqua" che resterà aperta sino al 30 marzo 2014.

Promossa e realizzata in collaborazione con il Museo di Storia Naturale dell'Università di Pisa e all'interno di un articolato progetto supportato dalla Regione Toscana, "Dolce Acqua" è immaginata come un contenitore, quasi un acquario che accoglie il visitatore invitandolo a riflettere sull'acqua come valore universale, attraverso molteplici sollecitazioni visive. In uno scenografico allestimento, le sale del Museo della Grafica accolgono oltre 100 opere tra preziose incisioni giapponesi, inedite creazioni di artisti contemporanei, documenti che percorrono la storia della grafica del '900, istallazioni ed elaborazioni fotografiche, il tutto articolato in cinque sezioni.

Dolce Acqua - 淡水. Paesaggi fluviali e personaggi tratti dalla vita quotidiana affollano le opere di Hokusai e Hiroshige, protagonisti della storia dell'Ukiyo-e "immagini del mondo fluttuante". Dedicata al tema dell'acqua nella cultura giapponese, la preziosa selezione di stampe accompagna lo spettatore lungo le rive malinconiche di Hiroshige o nelle risaie affollate di Hokusai.

Antonio Possenti. Storie d'acqua. Già allestita nel suggestivo scenario della galleria delle balene del Museo di Storia Naturale. La mostra presenta opere del celebre maestro lucchese sul tema dell'acqua. Ironico e grottesco come un divertito cronista sulle rotte della nave dei folli, fiabesco come un nonno affettuoso e presente, attento classificatore della meraviglia come un naturalista cinquecentesco, Antonio Possenti riesce ad affidare all'acqua le sue sorprendenti storie di pescatore miracoloso dalle rive della fantasia. L'esposizione delle opere di Antonio Possenti sarà accompagnata dalla prima assoluta di Storie di Altromare - omaggio a Antonio Possenti, videoistallazione di Lorenzo Garzella (2013 - 7'30") prodotta dal Museo della Grafica e dall'Acquario della Memoria (Pisa).Carlo_Delli_14-Vallegrande_45-_2001

Jean Constantin. Rivages. Una serie di delicati e poetici acquerelli di Jean Constantin (1924-2009), letterato e artista francese che ha dedicato al tema della "riva" uno splendido inventario visivo per rivelarne il fascino assoluto come punto d'incontro tra acqua, cielo e terra.

Paesaggi d'acqua. Una selezione di opere grafiche proveniente dalle collezioni del Gabinetto Disegni e Stampe dell'Università di Pisa dedicate al tema dell'acqua, tra bagnanti e lavandaie, ponti e imbarcazioni, ruscelli, laghi e fiumi, con alcuni grandi interpreti dell'incisione moderna come Giovanni Fattori, Carlo Raffaelli, Honoré Daumier, Carlo Coppedè, Giovanni Barbisan, Lino Bianchi Barriviera e Luigi Bartolini;

Dell'acqua e della luce. Fotografie di Carlo Delli. Una spettacolare ed emozionante rassegna di fotografie e video con cui Carlo Delli propone un itinerario sentimentale, intellettuale e sensoriale che tocca e unisce, nel segno dell'acqua, frammenti di paesaggi del Monte Pisano, di San Rossore e dell'Alta Versilia.

Nello stesso periodo al Museo della Grafica sarà possibile visitare anche la mostra "Franco Anichini. Pisa all'acquaforte", dieci stampe all'acquaforte a morsura unica realizzate nel 2012 dall'artista lucchese, raffiguranti alcuni luoghi simbolo della città di Pisa rivisitati in chiave fiabesca e visionaria, con un effetto di grande impatto e di forte suggestione.

 

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SCHEDA TECNICA MOSTRA

"Dolce Acqua"
Museo della Grafica – Palazzo Lanfranchi
21 dicembre 2013– 30 marzo 2014

Ideazione: Alessandro Tosi, con la collaborazione di Roberto Barbuti
Realizzazione: Museo della Grafica, con la collaborazione del Museo di Storia Naturale
Coordinamento: Sabrina Balestri

Sezioni:
Dolce Acqua – 淡 水,a cura di Monica Zampetti
Antonio Possenti. Storie d'Acqua
Storie di Altromare, a cura di Lorenzo Garzella
Jean Constantin. Rivages, a cura di Alessandro Tosi
Paesaggi d'Acqua, a cura di Alice Tavoni
Dell'acqua e della luce. Carlo Delli, a cura di Carlo Alberto Arzelà

Con la collaborazione di Sabrina Balestri, Antonella Capitanio, Maria Cioni, François Constantin, Valentina Diara, Marianna Saliba, Lucia Tongiorgi Tomasi, Nicola Trabucco, Yukako Yoshida
Elaborazioni grafiche: Simona Bellandi, Elda Chericoni, Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere
Allestimento: Carlo Alberto Arzelà, Elisabetta Cardella, Museo della Grafica
Ringraziamenti: Floridia Benedettini, Sandra Borghini, Rodolfo Cozzani, Gianluca Della Noce,Erica Dighero, Flaminio Farnesi, Diego Fiorini, Vincenzo Letta, Nicole Pelosini,
Benedetta Poggetti, Carlotta Santi, Daniele Seghetti.

Con il contributo della Regione Toscana

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Ne hanno parlato:
Il Tirreno Pisa
La Nazione Pisa
Kinzica.it
PisaUnicaTerra.it
Fiaf.it
PisaInformaFlash.it
PisaNews.it
ViviPisa.it

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