Questionario di valutazione dei corsi
Il questionario per la valutazione della didattica è disponibile esclusivamente in modalità on line, collegandosi all'indirizzo https://esami.unipi.it
Per accedere è necessario autenticarsi con le credenziali di Ateneo (login e password di Alice). L'anonimato della valutazione è assolutamente garantito dal sistema, che è realizzato in modo da evitare qualunque collegamento tra la fase di autenticazione e quella di valutazione.
Da quest'anno la valutazione è obbligatoria per perfezionare l'iscrizione telematica agli esami, come richiesto dall'Agenzia Nazionale di Valutazione dell'Università e della Ricerca. Per rendere quanto più completi e significativi i dati raccolti è opportuno che gli studenti frequentanti provvedano alla compilazione prima della fine delle lezioni o subito dopo la loro conclusione, indipendentemente dall'iscrizione agli esami.
Un report sintetico dei risultati relativi al precedente anno accademico dei Corsi di Studio è visibile sul sito dell'Ateneo all'indirizzo http://www.unipi.it/index.php/lauree , dopo la descrizione riassuntiva del corso.
Bastano pochi minuti per valutare gli insegnamenti del corso di studio: le indicazioni degli studenti sono preziose per migliorare la qualità della formazione e dei servizi dell'Ateneo.
A Pisa due giornate di studio dedicate a Giuseppe Toniolo
Si terranno venerdì 29 e sabato 30 novembre, nell'Aula Magna del dipartimento di Economia e management, le due giornate di studio su Giuseppe Toniolo dal titolo "Economia sociale, diritti, cooperazione". Il convegno è organizzato dall'Associazione italiana per la storia del pensiero economico, di cui è presidente il rettore Massimo Augello, con la collaborazione dello stesso dipartimento di Economia e management.
Presieduto dal professor Piero Barucci, dell'Università di Firenze, l'appuntamento sarà suddiviso in quattro sessioni di lavoro, che approfondiranno i molteplici aspetti della biografia scientifica dell'illustre economista e sociologo, senza dubbio una delle figure più rilevanti e influenti della cultura italiana tra la seconda metà del XIX e i primi decenni del XX secolo, le cui idee hanno avuto e continuano ad avere un forte impatto sulla società contemporanea.
La figura di Giuseppe Toniolo è stata analizzata ed esaltata per il ruolo svolto all'interno del movimento cattolico e nell'elaborazione e divulgazione della dottrina sociale cristiana, così come nella letteratura dedicata alla ricostruzione storica della nascita e dello sviluppo di organismi e partiti politici che si richiamano a quei valori.
Accanto a questo filone di studi, se ne è sviluppato un altro più interessato ai suoi contributi scientifici nel campo dei saperi economico-sociali, in particolare per quanto riguarda le ricerche di carattere applicato, storico e teorico, l'economia del lavoro, la politica economica e la storia del pensiero economico.
Nato a Treviso nel 1845, Giuseppe Toniolo ha avuto uno strettissimo legame con l'Università di Pisa, dove è approdato nel 1879 come professore prima di Economia e poi di Economia politica, con l'incarico anche di Statistica, per rimanerci fino alla morte, nel 1918,
Conferenza sulla sperimentazione animale
Mercoledì 4 dicembre, dalle ore 15 alle 19, in aula E1 al Polo Fibonacci si tiene una conferenza sulla sperimentazione animale, che metterà a confronto le opinioni degli antiviisezionisti con quelle dei sostenitori della sperimentazione sugli animali..
La conferenza è organizzata da "Sinistra per..." con i fondi del Consiglio degli studenti.
Programma
Prof. Marco Mamone Capria (presidente fondazione Hanz Ruesch, per una medicina senza vivisezione)
Alberto Ferrari (comitato tecnico "Pro-test Italia")
Marco Delli Zotti (comitato tecnico "Pro-test Italia")
Enrico Moriconi (medico veterinario, consulente etologia e benessere degli animali)
- pausa caffè -
Massimo Dal Monte (ricercatore dip. di biologia Unipi)
Marco Verdone (medico veterinario omeopata)
Info
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Un brindisi lungo 10 anni con TOSCOVIT
Dieci anni di impegno per il vivaismo viticolo toscano e per la ricerca applicata. L'Associazione Toscana Costitutori Viticoli (TOSCOVIT), ha appena celebrato questo importante traguardo con una giornata di studio dal titolo "I Nuclei di premoltiplicazione e altri interventi per la qualificazione del materiale di propagazione viticolo in Italia". che si è svolta a Crespina il 15 novembre scorso. L'evento, cui ha partecipato un centinaio di studiosi ed operatori del settore di respiro nazionale, ha permesso di delineare il quadro attuale sulla selezione del patrimonio genetico viticolo in Italia.
La giornata ha permesso di ripercorrere le tappe fondamentali dell'evoluzione del materiale genetico selezionato sul territorio, partendo proprio dall'Università di Pisa. TOSCOVIT - nata nel 2003 dall'impulso del Presidente professore Enrico Triolo, recentemente scomparso – affonda infatti le sue origini più vere nella storia dell'Ateneo pisano della metà del secolo scorso. Era l'allora Istituto di Coltivazioni Arboree dell'Università di Pisa che, sulla spinta propositiva del professore Franco Scaramuzzi, attuale Presidente dell'Accademia dei Georgofili, si fece promotore di ricerche finalizzate al riassetto della piattaforma ampelografica toscana. Senza dimendicare, poi, i ruoli determinanti del professore Filiberto Loreti, ordinario di Coltivazioni Arboree e di Giovanni Scaramuzzi, fitovirologo. Ricerche che nel 1976 permisero la costituzione del primo Centro di Premoltiplicazione viticola. E' da queste basi che, attraverso un percorso non sempre facile, nacque TOSCOVIT, associazione pubblico-privata con l'obiettivo principale di trasferire sul piano operativo i frutti di lunghi anni di ricerca viticola fornendo, a chi non fa della vite solo una passione ma anche una professione, i formidabili "strumenti genetici" che il terroir toscano ha saputo fornire in secoli di selezione naturale.
Negli anni TOSCOVIT ha operato per fornire un supporto fattivo nel mantenimento di una vera e propria "banca genetica" di viti toscane conservata presso il Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari ed Agro-ambientali dell'Università di Pisa. Un delicatissimo patrimonio costituito da 65 cloni di Vitis vinifera, oltre a due ibridi di portinnesto, frutto del lavoro di istituzioni pubbliche e private che attraversano l'Italia. Tutto questo senza dimenticare altre attività di ricerca nelle quali TOSCOVIT si è profusa, quali la definizione di tecniche di identificazione elettronica delle piante, che hanno portato ad un brevetto europeo di cui l'Università di Pisa è titolare.
Chiedetemi. La colpa è femmina
Giovedì 28 novembre in aula F al Polo Fibonacci alle ore 21.21 si tiene lo spettacolo "Chiedetemi. La colpa è femmina", organizzato da Sinistra Per... con i fondi del consiglio degli studenti.
Lo spettacolo tratta della tematica della violenza sulle donne.
"E' l'urlo di una donna in scena. Un urlo lanciato da un palcoscenico sul quale una compagnia di attori si incontra per creare uno spettacolo a tema: il femminicidio.
Dinamiche, relazioni e drammi trovano voce, parole e corpi per rivendicare l'urgenza di una domanda troppo spesso taciuta.
Nel ritmo silenzioso e dolente della violenza cadono in molte. Una donna però non si rialza. Una donna alla quale nessuno potrà chiedere più niente.
Nessuno potrà più capire. Perchè per capire bisogna chiedere. Per chiedere bisogna avere coraggio."
Info: Sara Giustini Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
I 'Racconti di mare' di Giovanni Soldini
Sarà il navigatore Giovanni Soldini il protagonista dell'appuntamento conclusivo della manifestazione "Dolce acqua", la due giorni di riflessione sul bene idrico tra ricerca, salute e arte, che si svolge a Pisa e Calci il 26 e 27 novembre. Soldini incontrerà il pubblico e gli studenti mercoledì 27, alle ore 17.30, nell'Aula Magna del Polo Fibonacci. In un colloquio informale con il giornalista Michele Lupi, suo amico di infanzia a attuale direttore dell'edizione italiana della rivista "Rolling Stone", racconterà la sua passione per il mare e i tanti record accumulati in oltre vent'anni di carriera, che ne hanno fatto uno dei personaggi più noti del mondo velico internazionale.
Segui la diretta streaming dall'Aula Magna del Polo Fibonacci.
In particolare, Giovanni Soldini descriverà la sua ultima impresa velica, con il primato ottenuto sulla rotta New York-San Francisco attraverso Capo Horn. Partito il 31 dicembre del 2012 con un equipaggio composto da otto velisti di diverse nazioni, a bordo del monoscafo Maserati VOR 70, Soldini ha tagliato la linea del traguardo sotto il Golden Gate il 16 febbraio del 2013.
Con poco più di 47 giorni di navigazione, è riuscito a battere il precedente primato di oltre dieci giorni, aggiudicandosi il record della Rotta dell'Oro, così chiamata in ricordo delle prime navi a vela che la percorrevano per trasportare i coloni sulle piste della corsa all'oro. Da questa esperienza è nato il libro "Sulla Rotta dell'Oro", appena pubblicato da Longanesi.
Giovanni Soldini, nato a Milano nel 1966 e residente a Sarzana, in provincia di La Spezia, ha compiuto per la prima volta la traversata dell'Atlantico a soli 16 anni. Dopo aver vinto diverse gare, si è affermato a livello internazionale trionfando nell'edizione 1998-1999 della Around Alone, il giro del mondo a vela per navigatori solitari. In questa occasione, si è reso protagonista anche del salvataggio in mare di Isabelle Autissier, che gli è valso nel 2000 la Légion d'honneur , massima onorificenza dello Stato francese, da parte del presidente Jacques Chirac.
Ne hanno parlato:
Tirreno Pisa
Nazione Pisa
PisaInforma.it
InToscana.it
«Matricole ad Agraria in costante crescita»
Uno degli effetti più drammatici della crisi che ha colpito il nostro paese è il calo delle iscrizioni all'università che negli ultimi cinque anni si sono ridotte di circa il 13% a livello nazionale. Le cause di questo possono essere facilmente individuate: le famiglie a reddito medio-basso hanno sempre minori disponibilità economiche per far studiare i figli e in quest'ultimi c'è sempre meno convinzione sul fatto che la laurea possa offrire vantaggi effettivi per aprire le porte del mercato del lavoro. In controtendenza rispetto a tutto questo, sono invece cresciute le immatricolazioni alle ex facoltà, ora dipartimenti, più orientate all'economia reale, come Agraria, che fa registrare, con un +45%, il tasso di crescita più alto. A conferma di tale incremento, si pensi che nelle ex facoltà di Agraria dei principali atenei del Nord si è verificato un vero e proprio boom con un aumento complessivo pari al 134% dal 2009 ad oggi. Probabilmente questo è un segnale di cambiamento culturale in atto, confermato anche dall'aumento delle iscrizioni negli istituti professionali agricoli e negli istituti tecnici agrari, agroalimentari e agroindustriali.
Anche il dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali (ex facoltà di Agraria) dell'Università di Pisa ha fatto registrare un notevole incremento delle immatricolazioni ai corsi di laurea triennale. Dai dati statistici è possibile osservare un progressivo incremento del numero degli immatricolati a partire dall'a.a. 2010-2011 dove, rispetto all'anno successivo, si osserva un incremento del 30%; incremento confermato anche l'anno seguente con un +16%. Un dato rilevante, e se vogliamo singolare, è anche l'aumento, a partire dall'a.a. 2008-2009, della popolazione femminile, che oggi è pari al 51% degli immatricolati. Si è rilevato, ultimamente, anche un evidente interessamento da parte degli studenti stranieri, europei, asiatici e sudamericani, ai corsi di studio del dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e agro-forestali.
Una possibile spiegazione di tale aumento di iscritti è la crescita di opportunità nel settore agricolo, dovuta anche al fatto che negli ultimi anni si sono sviluppati nuovi mestieri, tant'è che circa il 70% delle imprese create da giovani opera in attività multifunzionali come l'agriturismo, le fattorie didattiche, la vendita diretta dei prodotti tipici, la trasformazione aziendale del latte in formaggio e delle olive in olio, la produzione di pane, birra, salumi, gelati e addirittura cosmetici.
Queste opportunità di lavoro stanno attraendo sempre più i giovani in uscita dalla scuola dell'obbligo anche in virtù del richiamo forte verso le tematiche ambientali e del tentativo di fuga dalle città, sovraffollate e caotiche, in cui spesso viviamo. Per citare un esempio concreto di questa imprenditorialità giovanile presente nel nostro territorio possiamo ricordare l'azienda "Mi coltivo" che cura la produzione biologica nei campi di Pappiana (San Giuliano Terme). Con questo progetto una cooperativa di giovani ha iniziato a produrre verdura e frutta da vendere direttamente ai cittadini senza intermediari. Le famiglie di Pisa e Lucca "adottano" un appezzamento di terreno, dopo averlo scelto in un catalogo, e stipulato un contratto della durata di un anno decidendo cosa coltivarci. L'appezzamento viene coltivato dai soci della stessa cooperativa e i prodotti che nascono da tali orti vengono consegnati direttamente ai consumatori finali, senza passare da intermediari.
Una segnalazione particolare va fatta anche per il forte incremento (circa il 53% in 3 anni) degli immatricolati al corso di laurea in Viticoltura ed Enologia. In questo caso la forza trainante è data da un prodotto, il vino, fortemente caratterizzato dal territorio di produzione e nel quale i giovani riconoscono non solo uno sbocco lavorativo ma anche uno strumento di affermazione sociale e di riconquista di un patrimonio storico-culturale legato al territorio che altrimenti andrebbe perso per sempre.
A tutti questi giovani che ritornano alla terra e che saranno i nostri futuri imprenditori agricoli e custodi del territorio, del nostro cibo, della nostra cultura, oltre che del nostro benessere economico, vanno i nostri più sentiti auguri per un futuro di prosperità e di soddisfazioni professionali e umane.
Rossano Massai
Direttore del Dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali
Ne hanno parlato:
Tirreno Pisa
Greenreport.it
PisaInformaFlash.it
PisaToday.it
Controcampus.it
TirrenoPisa.it
Il King's College di Londra incontra l'Università di Pisa
Il 4 e il 5 novembre, Alexander Heinz, vice direttore dei programmi internazionali del King's College di Londra, è stato ospite all'Università di Pisa. La visita ufficiale era finalizzata a comprendere e discutere possibilità di collaborazione e di scambio future tra i due atenei. Da alcuni anni l'Università di Pisa ha attivato con il King's College una convenzione che permette agli studenti iscritti al corso di Informatica Umanistica di svolgere attività di tirocinio a Londra. L'obiettivo della visita di Heinz era fare un punto sui risultati degli scambi in essere e discutere la possibilità di migliorare e incrementare le collaborazioni. Inoltre, Alexander Heinz ha voluto conoscere da vicino alcuni servizi dell'Ateneo pisano, in particolare il Job placement e l'organizzazione dell'Ufficio Relazioni internazionali.
L'intervista di Radioeco
Durante la sua visita Alexander Heinz è stato intervistato dalle ragazze della redazione di Unipinews di Radioeco. Pubblichiamo qui di seguito il testo dell'intervista e il link al podcast sul sito di Radioeco.
D: Molti dei nostri ascoltatori probabilmente conoscono già il King's College, una delle università più prestigiose della Gran Bretagna. Qual è il suo ruolo al King's College e il motivo per cui è venuto qui a Pisa?
H: Sì, come hai detto tu, molte persone conoscono il King's College. È una vecchia istituzione, ma non quanto quella di Pisa, ha 184 anni, mi pare, ed è composta, ovviamente, da tantissimi individui, contiamo circa 4.000 impiegati e circa 30-40.000 studenti, come anche l'Università di Pisa, suppongo. È un'istituzione molto vasta dunque, e io in particolare lavoro nell'organo deputato alle relazioni esterne per la direzione amministrativa (ERD- External Relations Directorate), il quale svolge diverse funzioni; interviene, ad esempio, nel caso in cui le borse di studio non siano usufruibili a livello internazionale. Nello specifico mi occupo proprio della gestione dei Programmi internazionali. Il King's ha un lungo passato di istruzione non-standard. Nel diciannovesimo secolo fu istituito il dipartimento di studi serali, ma il mio campo di interesse comprende tempi più lunghi, come l'intera stagione invernale o quella estiva, come, appunto, i programmi estivi all'estero: abbiamo Summer Schools in India e sicuramente ne istituiremo altre in Indonesia, Cina...
D: Il King's College è conosciuto come una delle migliori università del mondo. Quali programmi di studio offre e, più precisamente, quali sono i corsi che è orgoglioso di presentare agli studenti internazionali?

H: Abbiamo un gran numero di corsi, e impiegherei troppo tempo se ve li elencassi uno per uno nel dettaglio. Posso dirvi che abbiamo nove aree di competenza, simili ai campi di studio che avete a Pisa, che vanno dagli studi umanistici, alle materie scientifiche. Abbiamo una scuola d'odontoiatria, istituti globali – che sono nuovi istituti creati per i paesi svantaggiati – in Cina, uno in India, Brasile, Russia. Esiste anche un istituto che segue i Paesi in via di Sviluppo, e poi ancora un istituto di specializzazione in Psichiatria, in Medicina, Giurisprudenza (che per noi è separato dalle Scienze Politiche), Scienze Naturali e Matematiche, Infermieristica, Scienze Sociali e molti altri, giusto per darvi un'idea. La maggior parte di questi corsi può essere frequentata da studenti provenienti da altri paesi.
D: Uno studente straniero è interessato a uno dei vostri programmi di studio: qual è la procedura per iscriversi? Ci sono particolari abilità richieste? Esistono agevolazioni particolari (es. borse di studio) per gli studenti? Quali sono i requisiti necessari per essere ammessi?
H: Abbiamo appena concluso un incontro in cui si è parlato proprio di questo. Devo dire che questa tra le due istituzioni è stata la collaborazione che ha dato più frutti fino ad ora. Informatica umanistica è un settore molto all'avanguardia e credo che il vostro dipartimento sia un pochino più vecchio del nostro. Cerchiamo di spingere molti dei nostri studenti a venire a studiare da voi, voglio dire, studiare in un posto come il vostro circondati da così tanta arte e storia è un vero privilegio. I vostri studenti giunti a studiare da noi, credo che alla fine si siano sentiti molto soddisfatti per i corsi intrapresi e anche ben integrati. Credo che il vostro sia uno dei dipartimenti leader nel campo dell'informatica umanistica, quindi la collaborazione tra i nostri istituti sta andando molto bene.

D: Siete interessati ad allargare questa collaborazione ad altri settori? Se sì, nelle discipline umanistiche (filosofia, storia dell'arte) i nell'area scientifica (ingegneria, fisica, informatica)?
H: È proprio su questo che cerchiamo di porre la nostra attenzione e i nostri sforzi futuri, ossia, come possiamo far sì che i nostri studenti possano scegliere come meta per i loro studi Pisa e i campi di ricerca attivati da voi. In particolare siamo interessati, attraverso questa collaborazione tra le due nostre università, ad ampliare i campi di ricerca, campi aperti anche ai laureandi, e questo può includere campi sia umanistici che scientifici; oppure aree che includano tutti e due questi campi. So che voi siete forti per quanto riguarda "ingegneria"; ecco, questo non si può dire altrettanto di noi; continuiamo a chiamare ingegneri dall'estero, e questo viene fatto nonostante noi abbiamo un dipartimento d'ingegneria qui a Londra.
D: Il King's College ha un ufficio di Job Placement? Se sì, pensa che gli studenti internazionali potrebbero essere aiutati a trovare un'occupazione dopo l'esperienza di studio al King's?
H: Sì, abbiamo un ufficio che si occupa di "tirocini" ed io personalmente conosco molto bene e sono molto vicino a tutti coloro che collaborano ed organizzano questo organo. Ho avuto modo d'intrattenere una conversazione davvero interessante con i vostri responsabili didattici. Stiamo programmando un corso a Londra che permetta a chi già si trovi lì per motivi di studio, nel momento in cui si trovano a compilare i nostri moduli (penso di iscrizione ndt), di indicare quali siano le loro preferenze in materia di tirocini e stage. Vi sono vari steps che portano verso il colloquio finale, anche per quei nostri studenti ritenuti qualificati dalle imprese a cui avevano fatto domanda nei loro moduli, esprimendo il loro interesse di effettuare un tirocinio presso le loro sedi, e che magari si trovano a studiare in Italia. È comunque possibile effettuare un colloquio con queste aziende via Skype. Grazie ai nostri uffici dediti ai tirocini e al job placement, i nostri studenti hanno anche la possibilità di venire a conoscenza di tutte quelle linee guida che permettano loro di compilare in maniera corretta un CV, senza incappare in qualche errore imbarazzante, come può essere l'allegare al CV una propria foto, o scrivere la propria data di nascita, visto che questo in Inghilterra non si fa più, sono pratiche cadute in disuso. Dobbiamo ricordarci che è vero, viviamo nello stesso continente, ma a volte le nostre aspettative nel leggere un CV sono diverse, e cose richieste durante un colloquio o nelle analisi dei vari CV in un paese non sono le stesse in un altro. Dando un'occhiata al nostro portale web, nella sezione dedicata ai tirocini vi sono i requisiti richiesti durante un colloquio. Sul come candidarsi, (e magari anche seguendo queste dritte, non sarete presi), ma la cosa importante è mostrare sempre il vostro entusiasmo, il vostro interesse e dimostrare chi siete veramente. Questo ufficio-tirocini è anche molto utile in quanto, attraverso dei seminari, vi diamo alcune idee su cosa è alla fine un tirocinio, di cosa si tratta e in che modo viene eseguito e concepito qui in Inghilterra. I colloqui per i tirocini, così come il clima durante l'esperienza lavorativa, non sono uguali in tutti i paesi. In Germania ad esempio, si tende a comunicare tutto, anche ciò che non ci piace o lo riteniamo poco produttivo; in Inghilterra invece, si cerca di evitare i disaccordi. Abbiamo anche i programmi estivi Erasmus, molto interessanti, e stiamo cercando di renderli ancor più intriganti in modo tale da spingere i nostri studenti del King's a venire qui in Italia a fare una nuova esperienza di studio.
Come negli umani, i bonobo proteggono e consolano amici e parenti

Il nuovo studio di Elisabetta Palagi e Ivan Norscia del Museo di Storia Naturale dell'Università di Pisa pubblicato a novembre sulla rivista internazionale PLOS ONE indica chiaramente che il fenomeno della consolazione è presente nel bonobo, la scimmia antropomorfa considerata più vicina all'uomo sia dal punto di vista genetico che comportamentale.
I bonobo vittima di un'aggressione da parte di un membro del gruppo possono ricevere un contatto affiliativo, amichevole, da parte di un terzo soggetto non coinvolto nel conflitto. Questo contatto può essere offerto spontaneamente oppure richiesto dalla vittima stessa. Lo studio ha dimostrato che entrambi i tipi di contatto (spontaneo e sollecitato) proteggono la vittima, riducendo il rischio che venga aggredita di nuovo. Questo però non è sufficiente a stabilire che si tratti di vera e propria consolazione. Infatti, affinché un contatto affiliativo possa definirsi veramente "consolatorio" è necessario dimostrare che il gesto amichevole conforta la vittima, riducendone l'ansia.
Lo studio ha dimostrato per la prima volta che nei bonobo, gli individui traggono un beneficio emotivo dal gesto amichevole solo quando questo è frutto di un'offerta spontanea. Ciò è reso evidente dalla riduzione, nella vittima, di quei comportamenti stereotipati che in etologia e psicologia permettono di verificare e quantificare con precisione lo stato d'ansia di un soggetto. La vittima legge l'autonomia motivazionale del consolatore che, non necessitando di alcuna sollecitazione, risulta davvero coinvolto affettivamente: è dunque la spontaneità del gesto che conta, più che il gesto in sé.
Ma non è tutto. La parte del lavoro che apre nuove strade per future ricerche è l'indicazione che consolazione ed empatia viaggiano sullo stesso binario. Infatti, lo studio ha evidenziato che i contatti consolatori spontanei più probabili avvengono tra parenti. A stretto giro di posta troviamo gli amici. In ultima posizione i conoscenti, che si confortano più raramente, un andamento a "scala" della consolazione riflette il gradiente empatico già descritto per l'uomo.
Ne hanno parlato:
Ansa - Scienza e medicina
Corriere.it
PisaInformaFlash.it
StampToscana.it
NovedaFirenze.it
LiveUniversity.it
A New Study Unveils the Functional Neuroanatomy of Forgiveness
In a study published today by 'Frontiers in Human Neuroscience', researchers at the University of Pisa (Italy) led by Pietro Pietrini showed that forgiveness is associated with a positive emotional state and engages a complex brain network, including the dorsolateral prefrontal cortex, the cingulate cortex, the precuneus and the inferior parietal cortex.
Emiliano Ricciardi and colleagues used functional Magnetic Resonance Imaging (fMRI) to measure brain activity while ten healthy volunteers were instructed to imagine social scenarios describing hurtful events (e.g., being betrayed by a partner) and then to either grant forgiveness or hold a grudge towards the offender. Following each scenario, subjects rated their imaging abilities as well as levels of emotional relief after forgiving.
The dorsolateral prefrontal cortex modulates emotion through cognitive strategies. The way we perceive an event and its potential consequences affects our emotional reaction to it. For example, we might view being fired as a personal failure or an unfair act or, on the contrary, as a challenge to look for a better job. Activation in the dorsolateral prefrontal cortex suggests that a cognitive reframing in positive, or less negative, terms of the consequences of hurtful interpersonal events may be a crucial step in forgiving an offender.
Furthermore, activation in the inferior parietal cortex, a brain region consistently associated with empathy, and in the precuneus, an area important for putting oneself into other people's shoes,suggests that the ability to forgive might be fostered by the understanding that the offender is not different from the self, and that everyone may behave unfairly under the same circumstances.
"Throughout history, forgiveness has been endorsed by religions - If someone strikes you on one cheek, turn to him the other also Luke 6:27-29 - and by political leaders as a morally righteous way to respond to an offense. Our study now indicates that forgiveness is rooted in our brain as a process that may enable individuals to overcome emotionally detrimental thinking through a positive reappraisal of a negative event" - says Professor Pietro Pietrini, the senior author of the study.
The study was supported by a Grant to Prof. Pietrini from the Campaign for Forgiveness Research - John Templeton Foundation (USA).
(Ufficio Stampa AOUP)