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Giovedì, 20 Febbraio 2025 17:08

Premio "Amato Lamberti" 2025 - XII edizione

L’Associazione 'Amato Lamberti' bandisce un concorso per l’assegnazione di tre premi da 1.000 euro ciascuno per tesi di Laurea Magistrale e di Dottorato che riguardino i temi della criminalità organizzata, dei traffici criminali, dei reati ambientali, della criminalità digitale, della corruzione e delle economie illegali, delle vittime delle mafie e delle violenze, anche condotte con metodo etnografico e/o con ausilio di strumenti audiovisuali.

Il termine ultimo per la presentazione delle domande è il 27 aprile 2025.

Bando in allegato.

Per ulteriori informazioni contattare l'indirizzo: segr.associazioneamatolamberti@gmail.com 

Si chiama CoCreate2Innovate ed è un nuovo progetto appena avviato all’Università di Pisa che mira a creare un ecosistema di co-creazione in Europa per promuovere innovazioni sostenibili nelle Smart Cities. Il progetto è stato finanziato dalla Commissione Europea tramite l'EIT (European Institute of Innovation and Technology), nello specifico dalla Knowledge and Innovation Community (KIC) dedicata alla Urban Mobility.

CoCreate2Innovate riunisce tre istituzioni della rete Start For Futurel'Università di Pisa, la Strascheg Center for Entrepreneurship (SCE) di Monaco e The Edge Solutions di Sofia, in Bulgaria. Queste collaboreranno per fornire formazione e supporto a startup, consulenti di incubatori, manager dell'innovazione e istituzioni pubbliche, con l'obiettivo di migliorare le capacità collaborative e implementare soluzioni innovative. Il progetto, appena avviato, è orientato alla co-creazione al fine di creare un impatto concreto sul territorio: dalla formazione e attività di capacity building emergerà difatti anche un progetto pilota nell’ecosistema pisano.

I partner del progetto si sono incontrati a Pisa per il kick off meeting a cui hanno partecipato anche stakeholder locali come il Polo Tecnologico di Navacchio, CNA Pisa, Scuola Normale Superiore, Scuola Superiore Sant'Anna, Comune di Pisa e Lab11, oltre al team del nuovo laboratorio UNIPI sull’Intelligenza Artificiale, DetaiLLs.

Il progetto prevede diverse attività, tra cui attività di formazione per consulenti di incubatori e supporto a startup e spin-off. In particolare, nei prossimi mesi 25 consulenti di incubatori parteciperanno a workshop dedicati allo sviluppo di competenze chiave nella gestione di startup e spin-off attraverso metodologie di co-creazione. Inoltre alcune start-up riceveranno l’accompagnamento di potenziali clienti per definire al meglio il proprio orientamento al mercato.

Tra le attività sono previste sessioni dedicate a Innovation Manager privati e pubblici. Inoltre, saranno invitati dirigenti e funzionari dei comuni dell'Area Vasta di Pisa per attività di formazione gratuita sullo sviluppo di attività imprenditoriali.

“In un momento delicato per il sistema universitario italiano, l'Università di Pisa sta partecipando a bandi europei per finanziare le attività di co-creazione sul territorio a favore di tutta la comunità accademica – ha dichiarato il professor Alessio Cavicchi, delegato del rettore alla promozione della Cultura imprenditoriale e dell’innovazione sociale dell’Università di Pisa – Le reti internazionali di cui fa parte l’Università di Pisa come Start For Future e Circle U., rappresentano progetti di valore per la visione di medio-lungo periodo e per l’opportunità di valorizzare la mobilità di studenti, docenti, staff e innovatori sul territorio”.

Il progetto CoCreate2Innovate rappresenta un’occasione importante per aprire gli ecosistemi di innovazione e imprenditorialità territoriali a una dimensione europea, valorizzando e incrementando le competenze di aziende, consulenti e startup e orientandole verso un approccio imprenditoriale più sostenibile e innovativo.

Il kick-off meeting a Pisa (12-14 febbraio 2025)

La prima giornata si è svolta presso il Polo Tecnologico di Navacchio, con la visita degli spazi e dell’incubatore insieme a Silvia Marchini e Andrea Di Benedetto e l’incontro tra partner del progetto, startup incubate presso il Polo e studenti del corso I-Lab del Contamination Lab. Le startup presenti hanno condiviso sfide, passi avanti e azioni future per le proprie aziende. Le realtà presenti sono state: Relief srl, con la CEO Gioia LucariniSoundSafe Care srl, con il CEO Andrea MarianiABZero srl, con il CEO Giuseppe Tortora e Weabios srl con la CEO Lucia Arcarisi.

La giornata di lavoro del 13 febbraio si è focalizzata sullo sviluppo e definizione delle forme e dei contenuti della formazione. Nel pomeriggio poi i partner hanno partecipato all’inaugurazione di DetaiLLs, il Living Lab dedicato alla creazione di conoscenza, co-creazione, progettazione e ricerca attraverso l’uso dell’intelligenza artificiale, lanciato dal prof. Filippo Chiarello e dal suo gruppo di ricerca. Infine, la giornata conclusiva che si è svolta presso il Contamination Lab ha consentito di aprire la discussione sul territorio: le diverse realtà potenzialmente beneficiarie delle attività hanno dato un proprio riscontro e spunti di riflessione sul programma presentato dal team di progetto.

Mercoledì 19 febbraio sono stati proclamati nell’Aula Magna del Polo Fibonacci i primi nove dottori di ricerca del Dottorato Nazionale in Intelligenza Artificiale - area Società, il programma d’eccellenza con sede amministrativa all’Università di Pisa, istituito nell’a.a. 2021/22, che unisce l’impegno di istituti di ricerca di rilievo (CNR, INFN, INdAM) e di diciotto atenei nazionali (GSSI, IMT, SNS, S. Anna, Università: Aquila, Bari “Aldo Moro”, Bologna, Cattolica del Sacro Cuore, Firenze, Messina, Modena e Reggio Emilia, Napoli L’Orientale, Perugia, Salento, Siena, Sassari, Trento, Trieste).

La cerimonia, introdotta dai saluti del professor Dino Pedreschi, membro della commissione del dottorato, ha visto la partecipazione del rettore dell’Università di Pisa, Riccardo Zucchi, del prorettore per il dottorato di ricerca, Bernardo Tellini, del professor Salvatore Ruggieri, coordinatore del Dottorato Nazionale in Intelligenza Artificiale, della professoressa Anna Monreale, vicecoordinatrice, e di rappresentanti delle altre istituzioni compartecipanti, tra cui il professor Stefano Cannicci, delegato al dottorato di ricerca dell’Università di Firenze, Roberto Scopigno, direttore dell’Isti-Cnr.

I nove neo-dottori di ricerca hanno trascorso tre anni intensi di studio e ricerca in contesti nazionali e internazionali, affrontando tematiche che spaziano dall’uso dell’AI nelle smart cities e nella moda, fino allo sviluppo di agenti conversazionali e alla comprensione dei modelli di AI. A ricevere il titolo – rilasciato congiuntamente dall’Università di Pisa e dall’università sede ospitante - sono stati Alberto Baldrati, con la tesi “From Retrieval to Generation: Multimodal Models for Vision and Language Tasks”, relatori il professor Marco Bertini e il professor Andrew David Bagdanov, sede ospitante Università di Firenze; Simone Barandoni con la tesi “Conversational AI in Instructional Design: Exploring Educational Applications of Large Language Models”, sotto la guida dei professori Filippo Chiarello e Gualtiero Fantoni, sede ospitante Università di Pisa; Enrico Collini con la tesi “AI data-driven support systems for Smart Cities”, discussa con i professori Paolo Nesi e Francesco Marcelloni, sede ospitante Università di Firenze; Simone Gallo con la tesi “Conversational Agents for End-User Control of Smart Spaces”, discussa con i professori Fabio Paternò e Alessio Malizia, sede ospitante ISTI-CNR; Emanuele Marconato con la tesi “Learning Concepts with the Right Semantics: Reasoning Shortcuts & Human-Machine Alignment”, relatori i professori Andrea Passerini e Stefano Teso, sede ospitante Università di Trento; Davide Morelli con la tesi “Leveraging Artificial Intelligence and Computer Vision for the Fashion Domain”, discussa con le professoresse Rita Cucchiara e Marcella Cornia, sede ospitante Università di Modena e Reggio Emilia; Andrea Rafanelli con la tesi “Towards an Integration of Learning and Reasoning in Agent and Multi-agent Systems”, relatori la professoressa Stefania Costantini e il professor Andrea Omicini, sede ospitante Università dell’Aquila; Elena Sajno con la tesi “Finding the Flow in the Heartbeats: Creation and Analysis of an Affective Computing Framework for detecting the Flow State through HRV”, relatori il professor Giuseppe Riva e la professoressa Nicole Novielli, sede ospitante Università Cattolica del Sacro Cuore; Gaia Saveri con la tesi “Neuro-Symbolic Methods for Time Series Data: Continuous Representations and Learning with Signal Temporal Logic”, relatore il professor Luca Bortolussi e la professoressa Laura Nenzi, sede ospitante Università di Trieste.

La commissione di esame era composta dal professor Gjergji Kasneci (Technical University of Munich, Germany), dal professor Symeon Papadopoulos (CERTH-ITI, Greece) e dal professor Dino Pedreschi (Università di Pisa).

Il Dottorato Nazionale in IA – area Società è un percorso formativo strutturato per garantire un approccio integrato e multidisciplinare e mira a formare ricercatori e professionisti capaci di affrontare le sfide contemporanee della società, con un occhio di riguardo all’etica, alla sostenibilità e all’inclusività. Il Dottorato ha una media di 50 dottorandi per ciclo dottorale a fronte di oltre il triplo di domande di ammissione. Il 17% dei dottorandi è di nazionalità straniera. Tra gli ambiti trattati rientrano l’Human-Centered AI, l’Explainable AI, l’AI per l’assistenza personale e per il bene sociale, in linea con i programmi strategici nazionali ed europei, e con l’iniziativa AI for Good delle Nazioni Unite.

Rafforzare la formazione e l'orientamento verso carriere STEM, sviluppare competenze specifiche in questi ambiti e sensibilizzare ancora di più le giovani generazioni per favorire scelte di studio (e professionali) consapevoli. Presentato questa mattina nella sede del Museo degli Strumenti di Fisica-Ludoteca Scientifica dell’Università di Pisa “STEM UP”, il progetto selezionato e sostenuto dal Fondo per la Repubblica Digitale Impresa sociale, vinto nei mesi scorsi da Soc. Coop. Aforisma Impresa Sociale, Sistema Museale di Ateneo dell’Università di Pisa, Teaching and Learning Center dell'Università di Torino, CNA Pisa, Kalliope srl e 15 partner scolastici dislocati tra Nord e Centro Italia.

Il progetto, nato con l’obiettivo di offrire un’immagine corretta delle discipline STEM e dei futuri sbocchi lavorativi, avrà la durata di 18 mesi e darà particolare rilievo alle nuove tecnologie a cominciare dalla IA generativa, declinata in forma laboratoriale, passando per sostenibilità ambientale e inclusione. Obiettivi fortemente voluti da tutti i partner del progetto che, lo scorso anno, hanno partecipato al bando Polaris – che aveva messo a disposizione 20 milioni di euro per sostenere iniziative presentate da soggetti pubblici, privati senza scopo di lucro ed enti del terzo settore - e, in seguito alla vittoria, possono oggi contare su un finanziamento di circa € 600.000 per offrire percorsi formativi in chiave STEM e di orientamento nelle scuole coinvolte. Non solo. Grazie a STEM UP sarà promossa l'interazione tra università, scuole, aziende e territorio, fornendo opportunità di aggiornamento e formazione per gli insegnanti. L’orientamento professionale, al contempo, sarà un pilastro del progetto, con il diretto coinvolgimento di aziende e università per offrire ai giovani strumenti concreti per costruire il loro futuro nel mondo scientifico e tecnologico.

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STEM UP avrà durata fino a giugno 2026 e, in questo percorso, proporrà un cammino innovativo diviso in cinque diversi laboratori tematici: dalla trasformazione tra analogico e digitale alle sfide ambientali dell’Antropocene, dall’innovazione sostenibile alla biochimica giocata, fino all’intelligenza artificiale generativa applicata alla scuola.

Focus principale? Ridurre, a partire dall’età dei banchi di scuola, il divario di genere sussistente nelle discipline STEM. Infatti, numeri e dati alla mano, secondo il Report 2030 Digital Decade della Commissione Europea la carenza di esperti ICT e di laureati STEM è un fenomeno che coinvolge tutta l’Europa e che è caratterizzato da un ampio gender gap: le donne rappresentano solo il 19% dei professionisti ICT, mentre solo un laureato su tre nelle materie STEM è donna.

Alla conferenza stampa di lancio – moderata dalla responsabile della comunicazione del progetto STEM UP, la giornalista Francesca Franceschi – hanno preso parte Grazia Ambrosino, presidente Soc. Coop. Aforisma Impresa Sociale, Sergio Giudici, responsabile scientifico del progetto in rappresentanza dell’Università di Pisa, il referente di progetto per il Teaching and Learning Center dell’Università di Torino, Daniele Paolo Radicioni del Dipartimento di Informatica collegato in diretta da Torino, Francesco Oppedisano, presidente di CNA Pisa e CEO di Kalliope srl, Andrea Bolioli, coordinatore generale per Aforisma, e in rappresentanza del Fondo Repubblica Digitale, Elisabetta Barzelloni, Responsabile Attività Istituzionali - Area Digitale e occupabilità, Francesca Corradi, staff dell’Unità Orientamento e Sostegno Studenti dell’Università di Pisa.

A dare il benvenuto e a portare i saluti istituzionali ci ha pensato Marco Macchia, Delegato UniPi per i rapporti col territorio.

I 15 istituti scolastici coinvolti nel progetto sono:
IIS Capellini-Sauro, La Spezia
I.I.S.S Parentucelli Arzelà, Sarzana
IIS Galilei Artiglio, Viareggio
IIS Pesenti, Cascina
Isis Follonica, Follonica
I.T. Carlo Cattaneo, Pisa
ITCG Cerboni, Portoferraio
ITCG Niccolini, Pomarance
Liceo Buonarroti, Pisa
Liceo Cecioni, Livorno
Liceo Dini, Pisa
Liceo XXV aprile, Pontedera
I.I.S. AMALDI SRAFFA, Orbassano Liceo Newton, Chivasso
Liceo Scientifico Majorana, Torino


"Secondo il 2030 Digital Decade Report della Commissione europea, in Italia solo il 46% della popolazione tra i 16 e i 74 anni possiede competenze digitali di base, un dato inferiore alla media europea del 54% - interviene la Direttrice Generale del Fondo per la Repubblica Digitale Impresa sociale Martina Lascialfari -. Inoltre, i dati Istat del 2024 evidenziano che in Italia solo il 25% dei giovani (25-34 anni) ha una laurea in discipline STEM, mentre la domanda di professionisti in questi settori continua a crescere in modo significativo. Questo crea un marcato disallineamento tra le competenze richieste dal mercato del lavoro e quelle attualmente disponibili. Infatti, secondo uno studio di Confindustria, oltre il 60% delle aziende italiane segnala difficoltà nel reperire profili tecnici o funzionali alla transizione digitale, con un fabbisogno stimato di più di 2 milioni di nuovi lavoratori in queste discipline entro il 2028. Questi numeri evidenziano la necessità urgente di promuovere una maggiore conoscenza e consapevolezza riguardo le materie STEM, nonché di sensibilizzare sulle opportunità educative e professionali che esse offrono. Per rispondere a questa esigenza, il Fondo per la Repubblica Digitale ha promosso il bando "Polaris", con l'intento di sostenere progetti rivolti alla formazione e all'orientamento nelle materie STEM di studenti e studentesse delle scuole secondarie di primo e secondo grado. L'obiettivo è favorire un approccio costruttivo, aperto e consapevole nella scelta dei percorsi formativi e professionali futuri. Iniziative come "STEM UP - Metodi di insegnamento innovativi per il futuro", progetto selezionato e sostenuto dal Fondo nell'ambito di "Polaris", riflettono il nostro impegno a garantire l'accesso a opportunità formative di qualità, mettendo in evidenza l'importanza delle competenze STEM per lo sviluppo dei talenti e per rispondere alle esigenze del mercato del lavoro. L'orientamento e la formazione dei giovani sono leve indispensabili per la crescita e il futuro di tutto il Paese."

“STEM-UP è un progetto importante per Aforisma che rafforza il nostro impegno concreto per la formazione e l’orientamento in ambito scientifico, fin dalle scuole medie superiori - aggiunge Grazia Ambrosino, presidente di Soc. Coop. Aforisma Impresa Sociale -. Il modello che mettiamo nelle nostre azioni educative è INTEGRAZIONE: ovvero sintesi tra discipline scientifiche e umanistiche, salvaguardia delle pari opportunità tra ragazze e ragazzi e offerta di pari qualità scientifica, grazie alle Università, sia agli allievi dei tecnici, che dei geometri o dei licei. Anche i territori, seppur nella loro diversità geografica (le azioni di STEM UP si collocano a Portoferraio su un'isola fino nell'entroterra toscano Pomarance o piemontese Orbassano) lavoreranno grazie alle scuole sui temi climatici e di sostenibilità ambientale. Ringrazio tutti i partner già citati per il loro entusiasmo alla partecipazione ad un'azione formativa collettiva e il responsabile scientifico Prof. Giudici per la sua dedizione alla divulgazione scientifica”.

“STEM UP coinvolge oltre 600 studenti prossimi al diploma in percorsi che privilegiano il laboratorio alla lezione frontale e il problem solving alla teoria - prosegue Sergio Giudici, responsabile scientifico del progetto - Un aspetto fondamentale del progetto è il dialogo tra scuola e università: prima delle attività in aula, insegnanti e docenti universitari si incontrano per adattare contenuti e metodologie alle specificità della classe. Questo momento non è solo preparatorio in senso pratico, ma rappresenta anche un'occasione di formazione per i docenti e in generale come momento di riflessione sulla didattica delle discipline STEM. L’intelligenza artificiale generativa è tra gli strumenti protagonisti: nel percorso di cui sono responsabile, ad esempio, gli studenti analizzeranno i dati di un esperimento di fisica scrivendo un codice con il supporto di un’IA. L’obiettivo? Usare queste tecnologie in modo critico e consapevole, comprendendo sia le potenzialità che i limiti. Nella scuola, spesso l’IA è vista solo come una scorciatoia per fare i compiti, ma ridurla a questo significa sottovalutarne il valore. Se ben utilizzata, può diventare uno strumento di crescita e un potente alleato nella didattica, capace di stimolare il pensiero critico e l’apprendimento attivo”.

“Il progetto STEM-UP - aggiunge il professor Daniele Paolo Radicioni di UniTO - affronta il divario di genere nelle discipline scientifiche. All'Università di Torino, mentre alcuni corsi raggiungono la parità di genere (per esempio il Corso di laurea in Scienze Biologiche presso il Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi), nei corsi di laurea tenuti presso il Dipartimento di Informatica solo il 14.5% delle matricole tra il 2021 e il 2024 erano donne. STEM-UP mira a ridurre questo gap attraverso brevi corsi alle/agli studenti delle scuole superiori, utilizzando agenti intelligenti per supportare l'apprendimento e l'insegnamento con modelli generativi. Il progetto coinvolge attivamente studenti e insegnanti, esplorando il ruolo dell'AI nell'insegnamento di discipline scientifiche e tecniche. Sebbene non esistano ancora delle linee guida ufficiali di associazioni di AI o di formatori, è chiaro che anche nell'insegnamento è necessario orientare e disciplinare l'accesso degli studenti agli strumenti di AI, per fare in modo che diventino un elemento di supporto (per esempio Alpha-Fold, recentemente insignito del Premio Nobel per la Chimica, o GPT), piuttosto che ulteriore distrazione o ostacolo per l'apprendimento. STEM-UP è un primo tentativo, anche su questo terreno”.

“Oggi, per l’importanza di questa giornata, mi sento doppiamente coinvolto. Non solo compre imprenditore e Ceo di una spin-off dell’Università di Pisa ma anche perché rappresento tutto il tessuto imprenditoriale di CNA Pisa – prosegue Francesco Oppedisano, presidente di CNA Pisa e CEO e co-founder di Kalliope-; in questa partita, infatti, è quanto più urgente e necessario fare fronte comune e ribadire un impegno corale per sensibilizzare e diffondere un orientamento e una formazione in ambito STEM che sia sempre più consapevole e che tenda la mano ad un accrescimento delle conoscenze e competenze STEM senza dimenticare un approccio costruttivo e aperto nella scelta dei percorsi formativi e professionali futuri”.

"L'Università di Pisa è sempre più impegnata nelle attività di orientamento, volte ad aiutare i giovani e le giovani, che stanno per affacciarsi al mondo dell'istruzione superiore, a scoprire le loro passioni, da abbinare con i propri talenti e le proprie predisposizioni. Riuscire a capire cosa piace e abbinarlo con cosa riesce è la sfida del buon orientamento. Per far questo, è essenziale anche sfatare luoghi comuni, spesso radicati nell'immaginario collettivo, e trasmessi agli studenti e alle studentesse nel corso degli anni dei loro studi. Il progetto STEM UP ha questo obiettivo ambizioso: quello di avvicinare i giovani e le giovani degli ultimi anni della scuola superiore al mondo delle materie STEM, per aiutarli a scoprirne il fascino, e dar loro un’immagine corretta di queste discipline. Questo permetterà loro di sviluppare le competenze necessarie per fare una scelta consapevole per il loro futuro. Un aspetto unico di questo progetto che mi preme rimarcare è la stretta collaborazione tra i docenti e le docenti delle scuole da un lato e dell'università dall'altro nella progettazione delle attività, da adattare di volta in volta al contesto specifico. Una collaborazione che rimarca come tutte le istituzioni coinvolte nella formazione dei nostri e delle nostre giovani debbano adoperarsi in sinergia per aiutarli a crescere e diventare cittadini attivi in grado di progettare un futuro giusto e sostenibile" conclude la professoressa Laura Elisa Marcucci, delegata dal Magnifico Rettore dell’Università di Pisa per le attività di orientamento.

Il Fondo per la Repubblica Digitale è una partnership tra pubblico e privato sociale (Governo e Associazione di Fondazioni e di Casse di risparmio – Acri), che si muove nell’ambito degli obiettivi di digitalizzazione previsti dal PNRR e dal PNC ed è alimentato da versamenti delle Fondazioni di origine bancaria, alle quali viene riconosciuto un credito di imposta. Il Fondo seleziona e sostiene progetti di formazione e inclusione digitale per diversi target della popolazione come NEET, donne, disoccupati e inoccupati, lavoratori a rischio disoccupazione causa dell’automazione, dipendenti, collaboratori e volontari degli enti dell’economia sociale, studenti e studentesse delle scuole secondarie di primo e secondo grado e persone detenute. L’obiettivo è valutare l’impatto dei progetti formativi sostenuti e replicare su scala più vasta quelli ritenuti più efficaci in modo tale da offrire le migliori pratiche al Governo affinché possa utilizzarle nella definizione di future politiche nazionali. Per maggiori informazioni fondorepubblicadigitale.it.

(Fonte Ufficio stampa Progetto STEM UP).

The Mediterranean, a vital enclave for biodiversity and maritime activity, faces a challenge: each year, many sea turtles can become trapped in lost or abandoned fishing gear (LAF). However, this is not the only risk they face. Protecting its ecosystem requires coordinated action and shared responsibility, as it is a sea shared by multiple countries and various fleets operate within it. This situation impacts not only biodiversity but also the sustainability of fisheries and maritime safety. LIFE OASIS was established to address this issue, a pioneering project that combines technology, research, and direct collaboration with the fishing and maritime sector on an international level.

A solution designed for and by the fishing sector Aside from previous EC LIFE projects and a USFWS Marine Turtle Conservation Act initiative, LIFE OASIS was built with and for the fishing sector, co-funded by the European Union LIFE program for Natura 2000. LIFE OASIS is led by ALNITAK in collaboration with a strong international consortium that includes prestigious scientific entities such as the Institute of Marine Sciences (ICM) of the Spanish National Research Council (CSIC), the Mediterranean Institute for Advanced Studies (IMEDEA, CSIC-UIB), the University of Valencia, the University of Pisa and the Stazione Zoologica Anton Dohrn. The fishing sector also plays a central role, with the support of CEPESCA, the most significant fisheries confederation in Europe, technology companies such as SATLINK, and conservation organizations such as Filicudi Wildlife Conservation and Nature Trust Malta.

However, many more key stakeholders play a vital role in the basin-wide concerted effort to conserve the loggerhead turtle and fisheries' sustainability, including relevant authorities, marine wildlife rescue centers, ports, patrol boats, etc.
The project has a clear objective: to prevent gear loss, enhance fishing sustainability, and protect marine biodiversity through innovative solutions, including developing an intelligent anchored Fish Aggregating Device (aFAD) model.
The result: a solution that effectively combats ghost fishing and reinforces the sector's sustainability, ensuring a viable future for coastal communities that depend on this activity.

Sea turtle rescue and mapping of abandoned gear One of LIFE OASIS’s main goals is to promote a collaborative network involving fishers, navigators, and marine wildlife rescue centers across the Mediterranean. This already active network facilitates the rescue of sea turtles trapped in ALDFG, optimizing conservation efforts at sea.

 

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Additionally, reports and data provided by fishers and navigators on the location of marine debris will enable LIFE OASIS to create detailed maps forecasting ALDFG accumulation hotspots and identifying the source sites. These maps will serve as a critical tool to prevent ghost fishing and mitigate its long-term impacts. A commitment to sector sustainability.

In collaboration with fishers from Malta, Sicily, and the Balearic Islands, LIFE OASIS is co-developing a practical and affordable aFAD model built on fishers’ knowledge and experience. This innovative approach ensures the prototype is designed by fishers, for fishers—reducing gear loss, minimizing bycatch, and maximizing efficiency using biodegradable materials. By integrating traditional expertise with modern sustainability solutions, the project directly addresses ghost fishing while reinforcing the long-term viability of the fishing sector and the coastal communities that depend on it. LIFE OASIS is using the Mediterranean as a “miniature ocean laboratory” to develop technological measures that artisanal Mediterranean fishers will share with their knowledge

Ogni anno, in Mediterraneo molte tartarughe marine possono rimanere intrappolate in attrezzi da pesca persi o abbandonati. Proteggere gli ecosistemi del ‘Mare Nostrum’ richiede un'azione coordinata e una responsabilità condivisa, fra i diversi paesi e le diverse flotte che operano al suo interno, per proteggere la nostra biodiversità, ma anche la sostenibilità della pesca e la sicurezza marittima. LIFE OASIS è stato istituito per affrontare questo problema, un progetto pionieristico che combina tecnologia, ricerca e collaborazione diretta con il settore della pesca e marittimo a livello internazionale e che vede il Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa fra i partner. Il progetto durerà cinque anni e punta a mitigare gli impatti negativi della pesca e dei rifiuti marini sulla biodiversità del Mediterraneo, con particolare attenzione alle tartarughe Caretta caretta, una specie prioritaria, censita anche nella Direttiva Habitat e classificata nella Lista Rossa della IUCN come specie “Vulnerabile” a livello globale. Reti, lenze, nasse lasciate in mare e lasciate incustodite si possono infatti trasformare in trappole mortali e possono continuare a catturare pesci e altre specie per mesi o addirittura anni, un fenomeno noto come "pesca fantasma”.

 

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In particolare, il Progetto LIFE OASIS svilupperà di un modello intelligente di aFAD (intelligent anchored Fish Aggregating Device) cioè di dispositivi ancorati sul fondale marino usati per pescare in modo controllato e sostenibile. Gli strumenti saranno dotati di sensori avanzati per monitorare le l’ecosistema circostante e raccogliere dati sulla presenza di pesci e specie protette come le tartarughe marine. Verrà inoltre realizzata una mappatura degli attrezzi da pesca abbandonati, persi o scartati nel Mediterraneo.

“Il progetto coniuga innovazione tecnologica e ricerca scientifica, promuovendo la sinergia tra pescatori, operatori del settore e ricercatori con azioni che si svolgono in continuità con le azioni di progetti finanziati in passato come LIFE MEDTURTLES o TARTALIFE. L'obiettivo è triplice: prevenire la cattura accidentale delle tartarughe marine, promuovere la sostenibilità della pesca e tutelare la biodiversità - spiega il professor Paolo Casale dell’Università di Pisa, referente scientifico del progetto ed esperto nella conservazione delle tartarughe marine e nelle loro interazioni con la pesca.

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“Le iniziative che intraprenderemo - conclude Casale - avranno un impatto positivo sulla salute degli ecosistemi marini, contribuendo a limitare i danni alla biodiversità e riducendo il rischio di cattura accidentale di specie protette”.

LIFE OASIS (Mitigating the negative interactions of protected species with marine litter and pelagic fisheries of the Mediterranean) è un'iniziativa co-finanziata dall'Unione Europea nell'ambito del Programma LIFE (GA n. 101148343 - LIFE23-NAT-ES-LIFEOASIS). Il progetto è coordinato da Alnitak Research Institute (una ONG spagnola) e vede la collaborazione di prestigiosi partner, tra cui il Consiglio superiore delle ricerche scientifiche spagnolo (CSIC) e, fra quelli italiani, la Stazione Zoologica Anton Dhorn e l’Associazione Filicudi Wildlife Conservation.

Il Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa è partner di LIFE OASIS, un progetto europeo che punta a salvaguardare la biodiversità marina riducendo il rischio intrappolamento che deriva da attrezzi da pesca abbandonati o smarriti

Ogni anno, in Mediterraneo molte tartarughe marine possono rimanere intrappolate in attrezzi da pesca persi o abbandonati. Proteggere gli ecosistemi del ‘Mare Nostrum’ richiede un'azione coordinata e una responsabilità condivisa, fra i diversi paesi e le diverse flotte che operano al suo interno, per proteggere la nostra biodiversità, ma anche la sostenibilità della pesca e la sicurezza marittima. LIFE OASIS è stato istituito per affrontare questo problema, un progetto pionieristico che combina tecnologia, ricerca e collaborazione diretta con il settore della pesca e marittimo a livello internazionale e che vede il Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa fra i partner. Il progetto durerà cinque anni e punta a mitigare gli impatti negativi della pesca e dei rifiuti marini sulla biodiversità del Mediterraneo, con particolare attenzione alle tartarughe Caretta caretta, una specie prioritaria, censita anche nella Direttiva Habitat e classificata nella Lista Rossa della IUCN come specie “Vulnerabile” a livello globale.

Reti, lenze, nasse lasciate in mare e lasciate incustodite si possono infatti trasformare in trappole mortali e possono continuare a catturare pesci e altre specie per mesi o addirittura anni, un fenomeno noto come "pesca fantasma”.

In particolare, il Progetto LIFE OASIS svilupperà di un modello intelligente di aFAD (intelligent anchored Fish Aggregating Device) cioè di dispositivi ancorati sul fondale marino usati per pescare in modo controllato e sostenibile. Gli strumenti saranno dotati di sensori avanzati per monitorare le l’ecosistema circostante e raccogliere dati sulla presenza di pesci e specie protette come le tartarughe marine. Verrà inoltre realizzata una mappatura degli attrezzi da pesca abbandonati, persi o scartati nel Mediterraneo.

“Il progetto coniuga innovazione tecnologica e ricerca scientifica, promuovendo la sinergia tra pescatori, operatori del settore e ricercatori con azioni che si svolgono in continuità con le azioni di progetti finanziati in passato come LIFE MEDTURTLES o TARTALIFE. L'obiettivo è triplice: prevenire la cattura accidentale delle tartarughe marine, promuovere la sostenibilità della pesca e tutelare la biodiversità - spiega il professor Paolo Casale dell’Università di Pisa, referente scientifico del progetto ed esperto nella conservazione delle tartarughe marine e nelle loro interazioni con la pesca.

“Le iniziative che intraprenderemo - conclude Casale - avranno un impatto positivo sulla salute degli ecosistemi marini, contribuendo a limitare i danni alla biodiversità e riducendo il rischio di cattura accidentale di specie protette”.

LIFE OASIS (Mitigating the negative interactions of protected species with marine litter and pelagic fisheries of the Mediterranean) è un'iniziativa co-finanziata dall'Unione Europea nell'ambito del Programma LIFE (GA n. 101148343 - LIFE23-NAT-ES-LIFEOASIS). Il progetto è coordinato da Alnitak Research Institute (una ONG spagnola) e vede la collaborazione di prestigiosi partner, tra cui il Consiglio superiore delle ricerche scientifiche spagnolo (CSIC) e, fra quelli italiani, la Stazione Zoologica Anton Dhorn e l’Associazione Filicudi Wildlife Conservation.

Si chiama CoCreate2Innovate ed è un nuovo progetto appena avviato all’Università di Pisa che mira a creare un ecosistema di co-creazione in Europa per promuovere innovazioni sostenibili nelle Smart Cities. Il progetto è stato finanziato dalla Commissione Europea tramite l'EIT (European Institute of Innovation and Technology), nello specifico dalla Knowledge and Innovation Community (KIC) dedicata alla Urban Mobility.

CoCreate2Innovate riunisce tre istituzioni della rete Start For Futurel'Università di Pisa, la Strascheg Center for Entrepreneurship (SCE) di Monaco e The Edge Solutions di Sofia, in Bulgaria. Queste collaboreranno per fornire formazione e supporto a startup, consulenti di incubatori, manager dell'innovazione e istituzioni pubbliche, con l'obiettivo di migliorare le capacità collaborative e implementare soluzioni innovative. Il progetto, appena avviato, è orientato alla co-creazione al fine di creare un impatto concreto sul territorio: dalla formazione e attività di capacity building emergerà difatti anche un progetto pilota nell’ecosistema pisano.

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I partner del progetto si sono incontrati a Pisa per il kick off meeting a cui hanno partecipato anche stakeholder locali come il Polo Tecnologico di Navacchio, CNA Pisa, Scuola Normale Superiore, Scuola Superiore Sant'Anna, Comune di Pisa e Lab11, oltre al team del nuovo laboratorio UNIPI sull’Intelligenza Artificiale, DetaiLLs.

Il progetto prevede diverse attività, tra cui attività di formazione per consulenti di incubatori e supporto a startup e spin-off. In particolare, nei prossimi mesi 25 consulenti di incubatori parteciperanno a workshop dedicati allo sviluppo di competenze chiave nella gestione di startup e spin-off attraverso metodologie di co-creazione. Inoltre alcune start-up riceveranno l’accompagnamento di potenziali clienti per definire al meglio il proprio orientamento al mercato.

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Tra le attività sono previste sessioni dedicate a Innovation Manager privati e pubblici. Inoltre, saranno invitati dirigenti e funzionari dei comuni dell'Area Vasta di Pisa per attività di formazione gratuita sullo sviluppo di attività imprenditoriali.

“In un momento delicato per il sistema universitario italiano, l'Università di Pisa sta partecipando a bandi europei per finanziare le attività di co-creazione sul territorio a favore di tutta la comunità accademica – ha dichiarato il professor Alessio Cavicchi, delegato del rettore alla promozione della Cultura imprenditoriale e dell’innovazione sociale dell’Università di Pisa – Le reti internazionali di cui fa parte l’Università di Pisa come Start For Future e Circle U., rappresentano progetti di valore per la visione di medio-lungo periodo e per l’opportunità di valorizzare la mobilità di studenti, docenti, staff e innovatori sul territorio”.

Il progetto CoCreate2Innovate rappresenta un’occasione importante per aprire gli ecosistemi di innovazione e imprenditorialità territoriali a una dimensione europea, valorizzando e incrementando le competenze di aziende, consulenti e startup e orientandole verso un approccio imprenditoriale più sostenibile e innovativo.

Il kick-off meeting a Pisa (12-14 febbraio 2025)

La prima giornata si è svolta presso il Polo Tecnologico di Navacchio, con la visita degli spazi e dell’incubatore insieme a Silvia Marchini e Andrea Di Benedetto e l’incontro tra partner del progetto, startup incubate presso il Polo e studenti del corso I-Lab del Contamination Lab. Le startup presenti hanno condiviso sfide, passi avanti e azioni future per le proprie aziende. Le realtà presenti sono state: Relief srl, con la CEO Gioia LucariniSoundSafe Care srl, con il CEO Andrea MarianiABZero srl, con il CEO Giuseppe Tortora e Weabios srl con la CEO Lucia Arcarisi.

La giornata di lavoro del 13 febbraio si è focalizzata sullo sviluppo e definizione delle forme e dei contenuti della formazione. Nel pomeriggio poi i partner hanno partecipato all’inaugurazione di DetaiLLs, il Living Lab dedicato alla creazione di conoscenza, co-creazione, progettazione e ricerca attraverso l’uso dell’intelligenza artificiale, lanciato dal prof. Filippo Chiarello e dal suo gruppo di ricerca. Infine, la giornata conclusiva che si è svolta presso il Contamination Lab ha consentito di aprire la discussione sul territorio: le diverse realtà potenzialmente beneficiarie delle attività hanno dato un proprio riscontro e spunti di riflessione sul programma presentato dal team di progetto.

Mercoledì 19 febbraio sono stati proclamati nell’Aula Magna del Polo Fibonacci i primi nove dottori di ricerca del Dottorato Nazionale in Intelligenza Artificiale - area Società, il programma d’eccellenza con sede amministrativa all’Università di Pisa, istituito nell’a.a. 2021/22, che unisce l’impegno di istituti di ricerca di rilievo (CNR, INFN, INdAM) e di diciotto atenei nazionali (GSSI, IMT, SNS, S. Anna, Università: Aquila, Bari “Aldo Moro”, Bologna, Cattolica del Sacro Cuore, Firenze, Messina, Modena e Reggio Emilia, Napoli L’Orientale, Perugia, Salento, Siena, Sassari, Trento, Trieste).

La cerimonia, introdotta dai saluti del professor Dino Pedreschi, membro della commissione del dottorato, ha visto la partecipazione del rettore dell’Università di Pisa, Riccardo Zucchi, del prorettore per il dottorato di ricerca, Bernardo Tellini, del professor Salvatore Ruggieri, coordinatore del Dottorato Nazionale in Intelligenza Artificiale, della professoressa Anna Monreale, vicecoordinatrice, e di rappresentanti delle altre istituzioni compartecipanti, tra cui il professor Stefano Cannicci, delegato al dottorato di ricerca dell’Università di Firenze, Roberto Scopigno, direttore dell’Isti-Cnr.

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I nove neo-dottori di ricerca hanno trascorso tre anni intensi di studio e ricerca in contesti nazionali e internazionali, affrontando tematiche che spaziano dall’uso dell’AI nelle smart cities e nella moda, fino allo sviluppo di agenti conversazionali e alla comprensione dei modelli di AI. A ricevere il titolo – rilasciato congiuntamente dall’Università di Pisa e dall’università sede ospitante - sono stati Alberto Baldrati, con la tesi “From Retrieval to Generation: Multimodal Models for Vision and Language Tasks”, relatori il professor Marco Bertini e il professor Andrew David Bagdanov, sede ospitante Università di Firenze; Simone Barandoni con la tesi “Conversational AI in Instructional Design: Exploring Educational Applications of Large Language Models”, sotto la guida dei professori Filippo Chiarello e Gualtiero Fantoni, sede ospitante Università di Pisa; Enrico Collini con la tesi “AI data-driven support systems for Smart Cities”, discussa con i professori Paolo Nesi e Francesco Marcelloni, sede ospitante Università di Firenze; Simone Gallo con la tesi “Conversational Agents for End-User Control of Smart Spaces”, discussa con i professori Fabio Paternò e Alessio Malizia, sede ospitante ISTI-CNR; Emanuele Marconato con la tesi “Learning Concepts with the Right Semantics: Reasoning Shortcuts & Human-Machine Alignment”, relatori i professori Andrea Passerini e Stefano Teso, sede ospitante Università di Trento; Davide Morelli con la tesi “Leveraging Artificial Intelligence and Computer Vision for the Fashion Domain”, discussa con le professoresse Rita Cucchiara e Marcella Cornia, sede ospitante Università di Modena e Reggio Emilia; Andrea Rafanelli con la tesi “Towards an Integration of Learning and Reasoning in Agent and Multi-agent Systems”, relatori la professoressa Stefania Costantini e il professor Andrea Omicini, sede ospitante Università dell’Aquila; Elena Sajno con la tesi “Finding the Flow in the Heartbeats: Creation and Analysis of an Affective Computing Framework for detecting the Flow State through HRV”, relatori il professor Giuseppe Riva e la professoressa Nicole Novielli, sede ospitante Università Cattolica del Sacro Cuore; Gaia Saveri con la tesi “Neuro-Symbolic Methods for Time Series Data: Continuous Representations and Learning with Signal Temporal Logic”, relatore il professor Luca Bortolussi e la professoressa Laura Nenzi, sede ospitante Università di Trieste.

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La commissione di esame era composta dal professor Gjergji Kasneci (Technical University of Munich, Germany), dal professor Symeon Papadopoulos (CERTH-ITI, Greece) e dal professor Dino Pedreschi (Università di Pisa).

Il Dottorato Nazionale in IA – area Società è un percorso formativo strutturato per garantire un approccio integrato e multidisciplinare e mira a formare ricercatori e professionisti capaci di affrontare le sfide contemporanee della società, con un occhio di riguardo all’etica, alla sostenibilità e all’inclusività. Il Dottorato ha una media di 50 dottorandi per ciclo dottorale a fronte di oltre il triplo di domande di ammissione. Il 17% dei dottorandi è di nazionalità straniera. Tra gli ambiti trattati rientrano l’Human-Centered AI, l’Explainable AI, l’AI per l’assistenza personale e per il bene sociale, in linea con i programmi strategici nazionali ed europei, e con l’iniziativa AI for Good delle Nazioni Unite.

NanoCellulosaUn gruppo di ricercatori e ricercatrici dell’Istituto nanoscienze del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Cnr-Nano) ha sviluppato una tecnologia innovativa che combina nanomateriali di origine naturale e strati di metalli degradabili per realizzare dispositivi avanzati destinati al settore biomedicale. Lo studio, svolto con le Università di Pisa, del Wisconsin-Madison (Stati Uniti) e con la Scuola Normale Superiore, è pubblicato sulla rivista Science Advances.

Si tratta di dispositivi piezoelettrici, ovvero sistemi capaci di trasformare la pressione o le vibrazioni in elettricità e viceversa. “Questi dispositivi hanno mostrato una sensibilità eccezionale nella rilevazione della pressione e la capacità di generare una potenza generata sufficiente per monitorare il battito cardiaco in tempo reale. Inoltre, convertono i movimenti meccanici in energia elettrica, consentendo così di alimentare piccoli dispositivi elettronici, come sensori indossabili o impiantabili senza ricorrere a batterie”, spiega Luana Persano, ricercatrice del Cnr-Nano e coordinatrice dello studio.

Per la loro realizzazione i ricercatori hanno utilizzato nanocristalli di cellulosa, e li hanno assemblati con il molibdeno, un metallo, in strutture multistrato. La biocompatibilità dei dispositivi, dimostrata attraverso esperimenti in vivo e test su cellule epiteliali polmonari e muscolari cardiache, ne conferma il potenziale applicativo in ambito medico. “Questa tecnologia apre nuove possibilità per applicazioni come il monitoraggio di organi, la medicina rigenerativa e il rilascio controllato di farmaci. Grazie a una combinazione innovativa di micro e nanotecnologia, siamo riusciti a sfruttare al meglio le proprietà piezoelettriche dei nanocristalli di cellulosa e abbiamo sviluppato una piattaforma unica, flessibile e ad alte prestazioni, adatta a una nuova generazione di sensori medici, autoalimentati e integrati nel nostro corpo e nell’ambiente in modo sempre più naturale”, conclude Persano.

Il lavoro, svolto principalmente a Pisa presso il laboratorio Nest della Normale in cui confluiscono anche laboratori di Cnr-Nano, si inserisce nell’ambito del programma europeo Marie Curie BIOIMD, e si è avvalso della collaborazione dei gruppi di ricerca di Alessandra Operamolla, che ha sintetizzato i nanocristalli, e di Dario Pisignano, dell’Università di Pisa.

(Fonte Ufficio stampa CNR).

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